C ontempla
I nstancabile
P aesaggi
R emoti
E
S ottostanti,
S vettando
O rgoglioso

C ontempla
I nstancabile
P aesaggi
R emoti
E
S ottostanti,
S vettando
O rgoglioso


scheda del libro:
https://rizzoli.rizzolilibri.it/libri/il-fuoco-invisibile/
Si può raccontare un dramma ecologico e sociale come se fosse un incalzante romanzo a più voci?
È quello che fa Daniele Rielli in questo libro in cui, cercando di capire cosa sta uccidendo gli ulivi della sua famiglia, ricostruisce le vicende legate all’arrivo in Puglia di Xylella, un batterio che ha causato la più grave epidemia delle piante al mondo.
Tutto inizia a Gallipoli, quando gli ulivi cominciano a seccare e morire in un modo mai visto prima. Si mette in moto un vortice di avvenimenti che prende velocità fino a diventare inarrestabile. L’ulivo è l’albero simbolo della civiltà mediterranea ed è ritenuto immortale, le piazze si riempiono di manifestanti che protestano contro le misure di contenimento e la magistratura mette sotto accusa gli scienziati che hanno scoperto la malattia: è la tempesta perfetta.
Oggi almeno 21 milioni di ulivi – tra cui molti alberi secolari e millenari, un patrimonio insostituibile – sono morti, è come se l’intera provincia di Lecce fosse stata bruciata da un gigantesco fuoco invisibile.
L’epidemia si muove inesorabile verso Nord e rimane aperta una domanda: come è stato possibile?
Daniele Rielli segue questa vicenda sin dall’inizio, per anni parla con gli scienziati che studiano il batterio, incontra i negazionisti che non credono alla malattia, ascolta gli agricoltori e i frantoiani che cercano di salvare le loro aziende, studia i documenti, interroga le persone, percorre migliaia di chilometri dentro un territorio che da paradiso terrestre si sta trasformando in un gigantesco cimitero vegetale, perdendo così la sua identità più profonda.
Durante questo lungo viaggio Rielli indaga l’antico legame con gli ulivi della sua famiglia, scopre i segreti dell’industria dell’olio, riflette sugli aspetti più paradossali del nostro rapporto con la natura e sull’enorme potere delle storie. Il fuoco invisibile è assieme un romanzo famigliare e il resoconto di un processo alle streghe di Salem nell’era dei social.

Nuvole imperfette
s’addensano nel cielo,
sale un afrore muschiato di umide zolle
mentre gocciolano ancora
tenere foglie gonfie di primavera.
Il violazzurro della borragine in fiore,
il giallo degli scatenati euryopsis,
le cotonose sfere del tarassaco
proteggono il sonnecchioso
riposo delle tartarughe,
e i bombi si tuffano
nelle corolle dei bianchi fiori dei meli,
e rosei lombrichi muovono,
sinuosi, passi di danza nella terra smossa.
Qui, nella voce dell’irrorato giardino,
trovo la mia dimora sospesa
tra il suono della vita
e l’incauto, precario, umano cammino.

“Si ricorda quando le dicevo che stavo bene camminando per i boschi? Ebbene, sono andato nel parco del Villone Puccini; seduto a una panchina in riva al lago, in quella pace, ho visto un merlo che beccava e razzolava in mezzo a un prato verdissimo: ho avvertito serenità, una dimenticata tranquillità addosso… per fargliela corta, ho deciso, ho proprio deciso di vivere “dentro” alla natura, costruire una casetta in mezzo ad un bosco, che le devo dire, sarò tornato ragazzo? speriamo, così ricomincio…”

vai al blolg
Franco Antonelli
Quando volli dichiarare il mio amore ad Antonia,
anziché una rosa le regalai una rossa peonia.
Sbalordita dallo splendore del fiore regale
baciandomi proferì “Sei proprio un uomo eccezionale“.
Così domani sposerò Antonia anche grazie a quella peonia.



CERCA IN: https://www.repubblica.it/venerdi/
il MIELE AMBROSOLI:
Miele Ambrosoli è un’azienda dolciaria del comasco, fondata nel 1923 da Giovan Battista Ambrosoli[


vai alla scheda dell’editore:
https://www.lavitafelice.it/scheda-libro/grey-owl/lalbero-9788893465281-618703.html
«Per la tribù che da secoli viveva e cacciava in quei territori, l’enorme sempreverde, che si ergeva come una sentinella ai piedi delle montagne da così tanto tempo che nessuno sapeva dire quando fosse spuntato esattamente, divenne il loro simbolo. E così era stato, da tempi ormai immemori, un monumento naturale sacro e inviolabile, come tutti i luoghi cari agli Indiani. Un’antica leggenda recitava che il giorno in cui l’albero fosse perito i Piedi Neri sarebbero stati cacciati dalle pianure per riparare verso le montagne, mentre se gli Indiani fossero caduti in disgrazia per primi, anche il pino sarebbe andato incontro a una simile sorte. Per questo motivo un grande rispetto lo circondava.»
La storia di terre selvagge incontaminate raccontate dalla prospettiva di un pino canadese, prima giovane arbusto e poi albero dal robusto tronco che accoglie sotto la sua ampia chioma animali ed esseri umani. Eletto dalla tribù dei Piedi Neri monumento naturale sacro, come tale verrà venerato e rispettato per generazioni.
Nel corso dei secoli, questa imperterrita sentinella conoscerà il piacere della compagnia di altre creature viventi e il dolore per la loro inevitabile perdita, ma soprattutto sarà testimone dell’arrivo dei Visi Pallidi, che con la loro sete di conquista infliggeranno una ferita insanabile a quei luoghi di comunione con la natura, ai popoli che li abitano e all’albero stesso.
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