3 Vialetto del FRUTTETO, dell'ORTO e del Ciliegio · Camminare in COMO città · Fiori · Natale, Capodanno, Epifania

Camminando lungo il sentiero dell’orto, verso Il cespuglio di margherite gialle, Domenica 15 dicembre 2013

500 passi · arrivare a Coatesa · Camminare in COMO città · contare i passi

I 500 passi verso Coatesa: riflessioni sulle tendenze di crisi, domenica 15 dicembre 2013

Camminare in COMO città · CASA di Coatesa · Centro Storico di Como · città · GENIUS LOCI

Giampaolo Nuvolati, L’INTERPRETAZIONE DEI LUOGHI, flanerie come esperienza di vita, Firenze University Press, 2013, p. 190

il sito dell’editore Firenze University Press: http://www.fupress.com/

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uno stralcio per l’invito alla lettura di questo testo:

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Camminare in COMO città · Centro Storico di Como

centro storico: MAPPA DELLA COMO DA CAMMINARE DI NOTTE

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Camminare in COMO città · COMO città

Scoprire Como con il passo del pellegrino: camminando, senza fretta

Scoprire Como con il passo del pellegrino: camminando, senza fretta; con sguardo attento ai luoghi, ma anche con l’animo pronto a coglierne le antiche suggestioni, le memorie, le tradizioni. Decifrare la nostra città, ritrovandone, con pazienza, con amore, l’anima nascosta. Scoprire che la dimensione del cammino è forse l’unica che  davvero consente  la comprensione dei luoghi.

…… segue

vai a Cammina città – Como – Un portale per riscoprire a piedi le nostre città.

 

Percorso 1 – Dalla Convalle al Monte di Brunate

Questo percorso collega la Cattedrale, centro ideale della città di Como, con i più importanti edifici religiosi posti nella zona orientale della convalle, fino al Monte di Brunate.

Percorso 2 – Il Cammino della Settimana Santa

Questo percorso ricalca il tradizionale cammino della processione del Venerdì santo ed unisce la Basilica della SS. Annunciata, a ovest della città, con il centro città e con i quartieri meridionali cittadini.

Percorso 3 – Il Cammino di Sant’Eutichio

Questo percorso,  il più articolato di tutti, presenta i principali itinerari pedonali convergenti sulla Croce di Sant’Eutichio, segno tangibile dell’antichissima devozione a questo santo Vescovo comense, ed unisce alcuni fra i più antichi luoghi di culto della città.

Percorso 4 – Il Cammino delle Lavandaie

Questo percorso si lega al ricordo di un antico pellegrinaggio delle lavandaie di Como. Collega l’antico quartiere di S. Giuliano in Pomario con la Cappella della Nosetta sulla vecchia via per Torno, in un cammino che si snoda lungo il versante orientale della Convalle attraverso ciò che resta degli antichi quartieri popolari e portuali della città.

Camminare in COMO città · Centro Storico di Como · tentativi di esaurimento del luogo

Tentativi di esaurimento del luogo. Camminare nel centro storico di Como dalle 5 e 30 alle 7 e 30, 4 marzo 2013

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Basilica di San Fedele · Camminare in COMO città · Centro Storico di Como · Duomo di Como · Natale, Capodanno, Epifania · Teatro Sociale

Vigilia del giorno di Natale: camminando nel centro storico di Como attorno alle 22

Como, attorno alle 22, alla vigilia del giorno di Natale.

Ieri sera ho camminato fra il Duomo, piazza Verdi, Via Vittorio Emanuele, Piazza San Fedele, Via Cesare Cantù e Piazza Vitoria

Se volete, camminate anche voi

Buon Natale

Camminare in COMO città · Centro Storico di Como · città

CHIAVE DI VOLTA: “Cosa rappresenta per te la Città Murata?, tavola rotonda di sabato 24 novembre, ore 9, a Palazzo Volpi

La Città Murata, nel bene e nel male, è sempre stata risultato di molteplici contributi, individuali e collettivi.  Nella tradizione italiana le città, fin dall’epoca dei comuni, sono espressione della vita comunitaria.
Questi antichi valori sono oggi certamente messi in crisi, ma un primo atto di partecipazione da parte di noi tutti è la presa di coscienza di cosa rappresenti per noi questo patrimonio storico e culturale, quale contributo ha dato alla nostra vita, quali felicità e quali delusioni….

Gli  storici dell’urbanistica e dell’arte, gli economisti e i sociologi, gli esperti di animazione nonché i promotori commerciali possono dare le loro opinioni, ma il destino futuro della città murata dipende pur sempre dalla partecipazione e dall’adesione della gente ad un modo di sviluppo piuttosto che un altro, a sottolineare un significato piuttosto che una perdita di senso.

Invitiamo ciascuno a indicarci GLI ASPETTI PIU’ BELLI E QUELLI PIU’ BRUTTI, OGGI, DELLA CITTA’ MURATA, inviandoci una mail (admin@chiavedivolta.org,) contenuta in 300 battute, che corrispondono a quattro righe del presente testo,
entro martedì 20 novembre. Gli interventi raccolti saranno sintetizzati nella parte conclusiva della tavola rotonda di 
sabato 24 novembre, ore 9, a Palazzo Volpi
 !

Al link che segue il programma aggiornato
http://www.chiavedivolta.org/images/pdf/obiettivocittamurata.pdf

c’è una teoria medica che dice: “diecimila passi al giorno migliorano la salute”. 

la cosa più bella della città murata è camminarci dentro e contemporaneamente fare un corso di storia attraverso la visione delle pietre, dei portoni, dei vicoli delle piazze. E, per l’appunto, occuparsi della propria salute
la cosa più brutta è osservare l’anestesia (nel senso di “abolizione della sensibilità”) personale, culturale, sociale della gran parte di vecchi e soprattutto nuovi abitatori nei confronti della “potenza di luogo” espressa dal centro storico di Como

Paolo Ferrario (1948- ), NON pensionato, vive a Como
  
Camminare in COMO città · Conosco Como? · Piazza Cavour · Vie e Piazze

Quando venne interrato il Porto dell’attuale Piazza Cavour?

Il porto venne interrato nel 1879.

Un acquerello del pittore romantico William Turner raffigura un tramonto ambientato qui attorno al 1843:

Joseph Mallord William Turner, Como: Sunset

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Precisa il professor Alberto Longatti:

Esiste un altro acquerello di Turner che ritrae l’altro lato del porto

A. Longatti

Basilica di Sant'Abbondio · Camminare in COMO città · Lungolago · Mappa e Stradario di COMO

Paolo Ferrario, Camminare per Como | in Muoversi Insieme

Che cosa si può fare in una città? Si può passeggiare, considerando attentamente che questa azione è un aspetto minore, ma fondamentale, della marcia: il passo può anche essere lento, eppure è un movimento che simula e sottintende qualcosa di più energico e sportivo. Nello stesso tempo, in queste passeggiate cittadine, si può riprendere quotidianamente contatto con la storia del nostro luogo di vita che il tempo dedicato al lavoro ci ha impedito di scoprire. Apriamo una mappa della nostra città, metropoli o provincia che sia, e annotiamo su di essa i singoli luoghi che ne hanno fatto la storia. Poi uniamoli con delle righe e associamo a ciascun percorso la quantità di passi che contribuiscono ad arrivare a 10.000. Medici e cardiologi ci esortano ad iniziare con gradualità, a non esagerare, ma difficilmente ci diranno che ci sono controindicazioni.

Nella mia città (Como), per esempio, potrò fare una passeggiata nell’arte romanica. Prima andrò alla basilica di Sant’Abbondio e poi raggiungerò quella di San Fedele: 3.000 passi. Un’altra volta farò la passeggiata nell’architettura razionalista: prima andrò al Novocomum di Giuseppe Terragni, passerò al Monumento ai Caduti di Antonio Sant’Elia, per terminare col raggiungimento della Casa del Fascio: ancora 3.000 passi. C’è poi un luogo fatto apposta da secoli per la passeggiata. Si chiama “la Vasca”, una serie di vie e viuzze così denominate così perché da sempre si passeggia avanti e indietro come in una gara di nuoto in piscina: sono multipli di 500 passi. E poi ci sono i percorsi delle ville sul lago e altri ancora. Un vero reticolo di passi e una palestra a portata di passo.

vai all’intero articolo qui: Stimolare corpo e conoscenza in… diecimila passi | Muoversi Insieme.

Camminare in COMO città · Natura · Noi · Pensieri · stare · Tartarughe · Tartarugosa · Tempo · tentativi di esaurimento del luogo

TartaRugosa ha letto e scritto di: Georges Perec (2011), Tentativo di esaurimento di un luogo parigino, Libri Piccoli Voland, A cura di Alberto Lecaldano

TartaRugosa ha letto e scritto di:

Georges Perec (2011)

TENTATIVI DI ESAURIMENTO DI UN LUOGO PARIGINO, editore Libri piccoli Voland)

a cura di Alberto Lecaldano

Il progetto avrebbe dovuto durare dodici anni, ma non si concluse.

L’idea, secondo Perec, era di osservare piazza Saint-Sulpice in diversi momenti della giornata e di prendere nota di tutto quello che vedeva.

O meglio “…quello che generalmente non si nota, quello che non si osserva, quello che non ha importanza: quello che succede quando non succede nulla, se non lo scorrere del tempo, delle persone, delle auto e delle nuvole”.

Il tentativo dura tre giorni.

Questa idea è entusiasmante. Finalmente un punto di connessione tra uomo e rettile.

Anch’io passo lunghe ore ad osservare ciò che accade, ma, a differenza di Perec, il tentativo non si esaurisce in tre giorni. Per me dura almeno sei mesi all’anno.

Alterno le visioni di Georges con le mie.

Place Saint-Sulpice

6° Arrondissement, Parigi

18, 19, 20 ottobre 1974

Largo del Ciliegio

Alla sommità della prima proda dell’orto

La prima settimana di primavera 2012

18 ottobre

Patate all’ingrosso

Da un pullman di turisti un giapponese sembra che mi faccia una fotografia. Un anziano signore con la sua mezza baguette, una signora con un pacchetto di dolci a forma di piccola piramide

L’86 va a Saint-Mandé (non gira in Rue Bonaparte, ma prende Rue di Vieux-Colombier)

Il 63 va a Porte dela Muette

21 marzo

Foglie secche

Formiche indaffarate raccolgono briciole

Sul tavolino sotto il ciliegio siedono un uomo e una donna

Zampe bianche e nere

Un miagolio e un lembo di bresaola cade vicino al gatto

Un merlo scava nella terra smossa

Alcuni inciampano. Microincidenti.

Un 96 passa. Un 70 passa.

E’ l’una e venti

Ritorno (probabile) di persone già viste: un ragazzo con un giaccone blu marina che porta in mano una busta di plastica passa di nuovo davanti al caffè

Un 86 passa. Un 86 passa. Un 63 passa.

Il caffè è pieno

Un bambino fa correre il suo cane (tipo Milou) sullo sterrato

E’ l’una e trenta

Sulla sedia sono appoggiati un gilet di panno rosso e un maglione (di cotone) turchese. Penzolano anche un paio di calzettoni (di lana) a righe colorate.

C’è il sole.

Il ciliegio inizia a fiorire.

Zampe marroni. Un piccolo ragno si arrampica sul telo che copre la proda dell’orto

Una buccia di mela golden e un torsolo di pera kaiser. Per me.

Striscia un verme rosa. Probabilmente un lombrico.

Il vento fa muovere le foglie degli alberi

Un 70.

Sono le tredici e cinquanta.

Trasporti SNCF

Le persone del funerale sono entrate nella chiesa

Sono le due e quaranta. Un uomo con il secchio pieno di terra.

Una donna che scopa la piattaforma di pietra e raccoglie le foglie.

Un gatto che dorme con il muso appoggiato fra le zampe anteriori.

Due formiche si contendono una briciola.

Cinguettii di pettirosso che arrivano da lontano.

Calore del sole alto in mezzo al cielo. Sonnecchio.

Ho visto ancora autobus, taxi, auto private, pullman turistici, camion e camioncini, biciclette, motorini, vespe, moto, un triciclo delle poste, una moto-scuola, un’auto-scuola, donne eleganti, vecchi belli, vecchie coppie, gruppi di bambini, persone con borse, con borselli, con valige, con cani, con pipe, con ombrelli, con la pancia, vecchie rugose, vecchi cretini, giovani cretini, dei bighelloni, dei fattorini, degli imbronciati, dei chiacchieroni.

Ritorna l’uomo con un altro secchio pieno di terra.

Passano, in ordine di apparizione, formiche, moscerini, una larva che fuoriesce dalla terra, un merlo che cerca la larva.

Mi sposto di circa dieci centimetri per gustare la buccia della mela.

Ritorna l’uomo con un secchio pieno di terra. E’ il terzo giro.

La donna si riposa sulla sedia e scrive su un grosso quaderno.

Il gatto se n’è andato all’ombra.

19 ottobre

Molte cose non sono cambiate, apparentemente non si sono mosse (le lettere, i simboli, la fontana, lo sterrato, le panchine, la chiesa, ecc.); io stesso mi sono seduto alla stessa tavola.

24 marzo

Sempre sotto il ciliegio, ma sulla pietra.

Una vanga, un rastrello, un secchio di plastica di colore rosso.

Teli di plastica grigia sulle prode.

Dalle pietre spuntano ciuffi di erba. Passano le solite formiche, ma non ci sono più le briciole.

Una donna sposta vasi di cotto con dentro alcune piante grasse.

Un cumulo di erba sradicata.

Ieri, c’era sul marciapiede, proprio davanti al mio tavolino, un biglietto della metropolitana; oggi, ma non è detto che sia nello stesso posto, c’è l’involucro di una caramella (cellophane) e un pezzo di carta difficilmente riconoscibile (più o meno grande come una scatola di “Parisiennes” ma di un blu molto più chiaro).

Sotto il tavolino tre pigne, una scatola contenente concime. Fito Universale. Liquido. Una lucertola senza coda.

Sono le tre. Il cielo è sereno e il sole caldo.

Sul tavolino una macchina fotografica, una bottiglia da 50 ml di plastica. Vuota.

I piccioni sono quasi immobili. E’ piuttosto difficile contarli (200 forse); parecchi sono accovacciati, le zampe ripiegate. E’ l’ora delle pulizie (con il becco, si spulciano il gozzo e le ali); alcuni sono appollaiati sul bordo della terza vasca della fontana. Alcuni persone escono dalla chiesa.

Due gatti sono distesi a 30 cm di distanza. Uno si lecca le zampe. L’altra si passa la zampa destra dietro l’orecchio destro.

Uno sbadiglia. L’altra punta una lucertola con la coda.

E ancora: perché due suore sono più interessanti di due altri passanti qualsiasi?

Dove sono finiti l’uomo e la donna che lavorano la terra?

Un pullman. Giapponesi.

Alcuni individui si riuniscono davanti a Saint-Sulpice.

Intravedo in alto sulle scale un uomo che scopa (è il sagrestano?).

Passa un uomo con un barattolo di Ripolin

Persone persone automobili

Una anziana signora con un bel soprabito impermeabile tipo Sherlock Holmes

La folla è compatta, non c’è quasi più un attimo di calma

Arriva una donna con un contenitore di plastica verde.

Lo vuota.

Bucce di arancia, foglie di carciofi, gambi di insalata. Foglie marce di catalogna. Bucce di patate. Buccia annerita di banana.

Buccia di mela Golden con torsolo annesso. Per me. (Finalmente)

Arriva un uomo con il solito secchio pieno di terra. A questo punto ho perso il conto dei viaggi.

20 ottobre

Passa una signora elegante che tiene, con gli steli in alto, un grande mazzo di fiori.

Passa un 63

Passa una ragazzina che porta due grandi sacchetti della spesa

Un uccello viene a posarsi in cima a un lampione

E’ mezzogiorno

Temporale

Passa un 63

25 marzo

Sul corridoio che porta verso l’orto.

Sono le tredici. In realtà sarebbe mezzogiorno.

Nuvoloso. Sole nascosto e aria un po’ fredda.

Rosmarino. Cespuglio di rose. Lavanda potata. Rosmarino. Cespuglio di rose.

Piccola montagnetta.

Ciuffi di erba. Foglie di tarassaco. Buone.

Progetto di una classificazione di ombrelli secondo le loro forme, i loro modi di funzionare, i loro colori, i loro materiali …

Da una sporta escono delle verdure

Passa un 96

Progetto di lauto pranzo per il mese prossimo: trifoglio, fiori di tarassaco, foglie di malva.

Magari ci scappa qualche lumachetta.

Il vento fa cadere la pioggia che si era accumulata sulla tenda del caffè: scrosci d’acqua

Il cielo è nuvoloso. Scende qualche goccia sparsa.

Forse è giorno di doccia.

Zampe bianche e nere mi sorpassano.

Ha già smesso di piovere.

Un uomo con il braccio sinistro ingessato

Un 63 che eccezionalmente si ferma all’angolo di rue des Canettes per far scendere una coppia di persone anziane

Un taxi DS di colore verde

Sono le diciassette.

E’ tornato il sole.

Un uomo e una donna camminano in fila indiana.

Si fermano davanti al pero. Guardano i fiori bianchi.

Alcune formiche. Due lucertole. Una canna dell’acqua. Tre innaffiatoi.

Il 63

Sono le due meno cinque

I piccioni sono sullo sterrato. Si alzano in volo tutti insieme.

Quattro bambini. Un cane. Un piccolo raggio di sole. Il 96. Sono le due

Sono le diciotto. Sarebbero le diciassette.

Profumo di rosmarino. Un uomo e una donna scendono le scale. Una gatta li segue.

Il ciliegio è tutto fiorito.

E’ ora di andare a dormire. Due lucertole mi tagliano la strada.

L’aria è calda. E’ stata una bella giornata.

DA TartaRugosa ha letto e scritto di: Georges Perec (2011), Tentativo di esaurimento di un luogo parigino, Libri Piccoli Voland, A cura di Alberto Lecaldano | TartaRugosa.

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