è attivo e in continuo aggiornamento il sito www.alessandrovolta.it, il portale dedicato al percorso verso il Bicentenario di Alessandro Volta e punto di riferimento per seguire le iniziative e gli aggiornamenti del programma delle celebrazioni.
Attraverso il sito è possibile conoscere il calendario degli eventi, scoprire come partecipare alle attività e accedere ai contenuti multimediali dedicati allo scienziato. Cittadini, scuole, associazioni e realtà economiche sono invitati a visitare il portale e a contribuire alla costruzione del programma del Bicentenario.
L’articolo di Emanuele Trevi, apparso su la Lettura del 22 febbraio 2026, non è solo una commemorazione a dieci anni dalla scomparsa di Pia Pera, ma un’analisi profonda di come la sua parabola biografica e letteraria rappresenti una delle testimonianze più nitide di “ecologia dell’anima” del nostro tempo.
Trevi, legato a lei da una profonda affinità intellettuale, ripercorre la metamorfosi di una donna che è stata, in successione e contemporaneamente, raffinata slavista, traduttrice di Puskin e Nabokov, scandalosa autrice di Diario di Lo e, infine, “giardiniera” filosofica.
La Parola come Seme: Il Giardino della Letteratura
Per Pia Pera, la scrittura non è mai stata un esercizio autoreferenziale. Trevi sottolinea come la sua formazione da slavista abbia influenzato la sua percezione del mondo: la lingua russa, con la sua densità spirituale, è stata il primo “terreno” che ha coltivato.
L’atto del tradurre: Per Pera, tradurre era simile al trapianto. Significava prendere un organismo vivente (il testo) e trovargli una nuova dimora in un’altra lingua, curandone l’attecchimento.
La svolta esistenziale: La decisione di abbandonare i salotti letterari per ritirarsi nel suo podere di Lucca non fu un gesto di isolamento, ma una ricerca di verità. In questo senso, la “parola” smette di essere solo segno grafico e diventa seme: qualcosa che richiede pazienza, cura e l’accettazione del fallimento.
Il Giardino come Metafora e Realtà
L’articolo si sofferma sul capolavoro della maturità, L’orto di un perdigiorno, dove il giardinaggio diventa una pratica ascetica. Trevi evidenzia tre punti cardine della visione di Pera:
La Sconfitta dell’Ego: Nel giardino non si è padroni, ma custodi. La natura segue ritmi che ignorano i desideri umani.
L’Estetica dell’Incolto: Pia Pera fu tra le prime a sdoganare l’idea che un giardino “bello” non deve essere necessariamente ordinato o geometrico. Il disordine è vita, è biodiversità, è l’accettazione del selvatico che è in noi.
La Malattia come Stagione: Negli ultimi anni, segnati dalla SLA, il giardino è diventato il suo specchio. Trevi descrive con delicatezza come Pia abbia affrontato il decadimento fisico osservando il ciclo delle stagioni: non c’è tragedia nella foglia che cade, perché diventerà humus per la primavera successiva.
L’eredità di Pia Pera nel 2026
A dieci anni dalla morte, Trevi sostiene che il messaggio di Pia Pera sia più attuale che mai. In un’epoca dominata dall’accelerazione digitale e dalla crisi climatica, la sua “resistenza vegetale” offre una via d’uscita:
Elogio della Lentezza: La cura delle piante insegna ad aspettare, un antidoto alla frenesia del consumo immediato.
Connessione profonda: Non siamo separati dalla natura; siamo natura che osserva se stessa.
“Pia non cercava la bellezza per esibirla, ma la verità per abitarla. Il suo giardino non era un hobby, era la sua ultima, definitiva opera letteraria.” — Emanuele Trevi
Approfondimenti suggeriti
Opera Chiave
Tema Principale
L’orto di un perdigiorno
La gioia della lentezza e della cura.
Al giardino ancora non l’ho detto
Il diario degli ultimi mesi e il congedo dalla vita.
Contro il giardino
Una riflessione critica sul possesso e sul controllo della natura.
“Gianni Rodari è l’autore della celebre filastrocca ‘Ci vuole un fiore’, un testo poetico che celebra l’origine di ogni cosa attraverso il ciclo della natura e l’amore simbolizzato dal fiore.”[libreriamo]
Testo Principale
La poesia ripete ciclicamente catene causali: per fare un tavolo ci vuole il legno, per fare il legno ci vuole l’albero, per fare l’albero ci vuole il seme, per fare il seme ci vuole il frutto, e infine per fare il frutto ci vuole un fiore.[youtube][libreriamo] Il ritornello “Ci vuole un fiore” sottolinea che tutto – dalla terra al monte, dal bosco al ramo – dipende da questo elemento fragile ma essenziale.[libreriamo] Il fiore simboleggia l’amore come forza generatrice, un principio che lega natura e relazioni umane.vecchiosito.icacquasparta+1
Origini e Diffusione
Scritta da Rodari negli anni ’70, divenne famosa come canzone interpretata da Sergio Endrigo, con un messaggio ecologico e pedagogico adatto ai bambini.sololibri+1 Rodari la inserì nelle sue opere per insegnare a “guardare e ascoltare” i segreti delle cose quotidiane.erbacanta+1 Resta un classico per educare al rispetto della Terra e alla cura come base di ogni esistenza.[libreriamo]
Ci vuole un fiore di Gianni Rodari
Le cose d’ogni giorno Raccontano segreti A chi le sa guardare Ed ascoltare
Per fare un tavolo ci vuole il legno Per fare il legno ci vuole l’albero Per fare l’albero ci vuole il seme Per fare il seme ci vuole il frutto Per fare il frutto ci vuole il fiore Ci vuole un fiore, ci vuole un fiore Per fare un tavolo ci vuole un fiore
Per fare un tavolo ci vuole il legno Per fare il legno ci vuole l’albero Per fare l’albero ci vuole il seme Per fare il seme ci vuole il frutto Per fare il frutto ci vuole il fiore Ci vuole un fiore, ci vuole un fiore Per fare un tavolo ci vuole un fiore
Per fare un fiore ci vuole un ramo Per fare il ramo ci vuole l’albero Per fare l’albero ci vuole il bosco Per fare il bosco ci vuole il monte Per fare il monte ci vuol la terra Per far la terra ci vuole un fiore Per fare tutto ci vuole un fiore
Per fare un fiore ci vuole un ramo Per fare il ramo ci vuole l’albero Per fare l’albero ci vuole il bosco Per fare il bosco ci vuole il monte Per fare il monte ci vuol la terra Per far la terra ci vuole un fiore Per fare tutto ci vuole un fiore
Per fare un tavolo ci vuole il legno Per fare il legno ci vuole l’albero Per fare l’albero ci vuole il seme Per fare il seme ci vuole il frutto Per fare il frutto ci vuole il fiore Ci vuole un fiore, ci vuole un fiore
Per fare tutto ci vuole un fiore Per fare il frutto ci vuole un fiore Per fare tutto ci vuole un fiore Per fare tutto ci vuole un fiore Per fare tutto ci vuole un fiore Per fare tutto ci vuole un fiore
“Roma, la città dei segreti” è un libro di Francesco Rutelli pubblicato da Newton Compton Editori nel dicembre 2025.libroguerriero.wordpress+1
Contenuti principali
Si tratta di un viaggio narrativo tra le pieghe nascoste di Roma, che esplora misteri, leggende, trasformazioni urbane, storie di santi e cortigiane, cupole rivali e torri dimenticate. Rutelli, ex sindaco di Roma e autentico romano, intreccia microstorie e grande racconto, dai fasti vaticani al Circo Massimo, con uno sguardo sulla stratificazione storica e sociale della Capitale.ibs+3
Stile e ricezione
Il testo scorre con ritmo fluido e rigore, dosando stupore e narrazione emozionale senza retorica, come evidenziato in recensioni che ne lodano la capacità di far vibrare dettagli invisibili. È un invito a riscoprire Roma con occhi nuovi, tra piazze, ponti e rioni, ideale per chi ama la storia urbana e culturale della città.newtoncompton+3
“Viaggio in Italia” di Gianrico Carofiglio è un libro edito dal Touring Club Italiano nella collana Andante, pubblicato il 20 gennaio 2026. L’opera raccoglie undici esplorazioni urbane in città italiane come Bari, Venezia, Palermo e Torino, ispirate al celebre “Viaggio in Italia” di Guido Piovene del 1957, con uno sguardo da flâneur attento a dettagli nascosti e storie marginali. .inviaggio.touringclub+2
Contenuti principali
Carofiglio adotta un approccio frammentario e curioso, enfatizzando lo “sguardo” sul viaggio più dei luoghi stessi, per rivelare una dimensione inquieta e invisibile dell’Italia contemporanea. Il testo invita a deviazioni e scoperte casuali, evitando banalità e spettacolarizzazioni, in continuità con la tradizione del reportage letterario del Touring Club.ibs+2
Contesto editoriale
Il volume riprende il filo di narrazioni culturali del Touring, da Piovene a scrittori come Sciascia e Buzzati, per un’indagine sui cambiamenti sociali e urbani. È disponibile su piattaforme come IBS, Hoepli e Libreria Universitaria, con video promozionali sul canale YouTube del Touring.[youtube]inviaggio.touringclub+1
“Cronache dall’Italia nascosta” di Ivan Carozzi (Blackie, 2025) è un libro di viaggio narrativo-saggistico che raccoglie una serie di storie “minori” ambientate nella provincia italiana, una per ogni regione, con l’intento di far emergere un’Italia laterale, marginale e spesso dimenticata.illibraio+1
Che libro è
Si tratta di una raccolta di circa ottanta cronache brevi, quattro–cinque per ciascuna delle venti regioni, che intrecciano episodi poco noti, microstorie locali e biografie eccentriche con la storia nazionale più ampia.editorialedomani+1
Il tono è quello del reportage letterario: Carozzi, definito “speleologo dell’anima profonda dell’Italia”, lavora su materiale d’archivio, aneddoti, memorie orali e osservazione dei luoghi, costruendo un atlante sentimentale dell’Italia non turistica.artribune+1
Temi e luoghi
Il libro insiste sull’Italia provinciale e periferica: santuari, piazze, alberghi di seconda fila, campi sportivi, piccoli musei o edifici apparentemente anonimi, che diventano nodi narrativi di storie sorprendenti.artribune+1
Tra gli esempi citati in presentazioni e recensioni compaiono, tra gli altri:
il campetto dove Diego Maradona giocò nel fango per beneficenza;
il santuario di San Romedio in Val di Non, legato a un matrimonio di due futuri fondatori delle Brigate Rosse;
l’hotel torinese dove Cesare Pavese si tolse la vita;
la piazza di Jesi dove Costanza d’Altavilla partorì Federico II in pubblico.editorialedomani+1
Sguardo e metodo
Carozzi lavora su “storie incredibili, celebrità inaspettate, luoghi curiosi e altri miracoli della provincia italiana”, con una forte attenzione per ciò che è rimasto ai margini del canone memoriale e turistico.blackie-edizioni+1
Le cronache producono una sorta di Wunderkammer della provincia: una camera delle meraviglie di fatti minimi, eccentrici, talvolta leggendari, che “incrociano l’autostrada della Storia” e invitano a ripensare cosa intendiamo per Italia e per patrimonio culturale.carmillaonline+1
Dati editoriali essenziali
Autore: Ivan Carozzi (scrittore e autore televisivo, già co-autore con Enrico Deaglio della serie “C’era una volta in Italia”).illibraio+1
Titolo completo: “Cronache dall’Italia nascosta. Storie incredibili, celebrità inaspettate, luoghi curiosi e altri miracoli della provincia italiana”.lafeltrinelli+1
Editore: Blackie Edizioni (collana di saggistica/narrativa non-fiction).blackie-edizioni+1
Anno di pubblicazione: 2025; disponibile in volume cartaceo e in ebook.lafeltrinelli+1