Acqua · Brienno · Natura · Terra e Clima

Frana di Brienno, un effetto valanga lungo mille metri

Il cemento selvaggio non c’entra con la pioggia di fango e detriti che giovedì scorso ha causato danni ingentissimi a Brienno. Ieri mattina, passando in rassegna le tante immagini scattate in questi giorni (anche con l’ausilio di elicotteri) lungo le dorsali a monte dell’abitato si è scoperto da dove è partita la frana che ha travolto Ca’ Nova, cancellando due abitazioni, un ponte romanico e seminando grande paura tra i residenti. La conferma giunge dal sindaco Patrizia Nava, che anche ieri è stata per l’intera giornata in Municipio.

«La documentazione fotografica di cui siamo in possesso ha certificato che la frana si è staccata in località Pian D’Erba, a quota 1.165 metri, al confine tra Brienno e Schignano (quindi sono circa 960 i metri di dislivello dal paese) – spiega il primo cittadino -. Il terreno non ha retto a tutta quella pioggia. Probabilmente c’era già una situazione di dissesto – non nota – in atto. È accaduto un po’ quel che succede con una valanga. Il movimento franoso si è ingrossato man mano che scendeva verso il paese. E gli effetti in Ca’ Nova sono stati devastanti».

Il sindaco dunque non ci sta ad accostare quanto accaduto con la cementificazione in atto (in gran parte) del Centro lago. «Brienno è il Comune del territorio che ha avuto il minor incremento quanto a nuove edificazioni – conferma Patrizia Nava -. Siamo nell’ordine del 5% da inizio mandato. Abbiamo cercato anzitutto di recuperare i nuclei storici, guardando con attenzione anche alla manutenzione della montagna. Ciò che è accaduto proprio non poteva essere previsto».

da Il Giorno – Como – Frana di Brienno, un effetto valanga lungo mille metri.

Acqua · COATESA: frazione di Nesso · FOTOGRAFIE · Lago · spazio

Il balenottero felice dentro la grotta di Coatesa

Una porta aperta è inizio  di scoperta del mondo interiore di chi abita quel luogo.


Se poi dietro il chiavistello si snoda una galleria tra le viscere della roccia, sospesa tra profondità interna e scorci esterni, le sorprese sono ancora maggiori, poiché la storia diventa anche traccia di un passato industriale alimentato da acqua idrica, tubi, turbine, ruote gigantesche di cemento, salti nella voragine.


Dovendo assimilare questo avvincente anfratto a una parte della casa (è invece “porta sola”) potremmo definirlo scantinato, sotterraneo, laboratorio, un po’ legnaia, un po’ cantina, un po’ bottega, un po’ officina. Insomma, uno di quegli spazi in cui l’odore muschioso e la temperatura sempre fresca rendono gradevole lo stare operoso durante le giornate di intensa calura, ma anche uno di quegli spazi tipici di una permanenza maschile, dedita all’affaccendamento, allo stivaggio, alla riparazione ed al restauro.

Perché è proprio la natura selvatica dell’antro che invita ad un rapporto rudimentale, al contatto con gli elementi primi degli artefatti umani, allo smontaggio di prodotti finiti nei suoi composti essenziali per integrarli in nuove invenzioni.

Le volte che poggiano su giganteschi blocchi di roccia mostrano l’umana fatica di addomesticare un ambiente sì ostile, ma contemporaneamente appetibile per via di quell’impervio salto dell’acqua il cui rumore, per le case lì affacciate, è diventato dolce cullare.

Tanti oggetti, molti sconosciuti, raccontano la passione e l’interesse del nostro ospitante abitatore.

E’ proprio lui che, con meravigliato stupore, ci dà notizia di come per la prima volta, in più di mezzo secolo di frequentazione, si sia accorto recentemente di uno strano fenomeno.

L’ultima cavità di questo percorso sinuoso è quella più nascosta e cupamente buia. Ebbene, poco tempo fa, entrando in un orario inconsueto, lo trova insolitamente illuminato.

Ci ha reso partecipi di questo evento alle 19 di domenica sera.

Da un’apertura su un muro limitrofo, un fascio di luce prodotta dal riverbero del sole sulla superficie del lago proietta sulla parete rocciosa una sagoma bianca.

Questo nella percezione fisica dei nostri sensi.

Ma a me piace immaginare un’altra storia.

Ogni luogo custodisce un’anima. Genius Loci è il simbolo che la esprime, il genio protettore che con forme e intensità variabili racchiude la forza e lo spirito esistenti in ogni ambiente vissuto.

Il Genius Loci non è sempre visibile, bisogna saper guardare per notarlo, bisogna saper cogliere il segnale che ci invia.

Ecco, quella sagoma bianca mi ricorda intensamente un balenottero burlone, che, terminata la giornata a giocare con le onde del lago, di sera rincasa per tuffarsi negli eterni abissi. Lo fa sempre, ma questa volta ha voluto regalare la sua immersione agli amici umani per dire che lui c’è, ed è felice di sapere che il “suo” luogo è in amorevole mani e che non sarà costretto ad allontanarsi da quella tana costruita in migliaia di anni.

Testo e Fotografie di Luciana

Acqua · Brienno · meteo e terra

Disastro sul lago a Brienno Sette frane, cento persone evacuate – Cronaca – La Provincia di Como

Sette frane, di cui una grossissima, si sono abbattute giovedì sulla statale Regina e investito in pieno il centro abitato di Brienno. Due case sventrate, un ponte romanico letteralmente scomparso dal panorama, decine di automobili e altre abitazioni danneggiate: questo il bilancio del disastro che si è verificato ieri, qualche minuto prima delle 18,30, nel tratto di Regina compreso fra Laglio e Brienno.
Per puro miracolo non si sono registrate vittime o feriti: alle 20,30 la prefettura indicava in almeno 100 le persone che avevano bisogno di soccorso e di essere trasferite da Brienno con i gommoni ma nessuna di loro aveva bisogno di cure mediche, anche se molte erano sotto choc per la terribile esperienza della quale erano state protagoniste.
A scatenare il putiferio sono stati i due nubifragi che si sono abbattuti ieri in zona, uno in tarda mattinata che ha probabilmente smollato il terreno e, il secondo, dopo le 18 che ha sbriciolato parte della montagna e in località Valle di Canova, nel Comune di Brienno, si è trasformato in una frana devastante. 

intero articolo qui:  Disastro sul lago a Brienno Sette frane, cento persone evacuate – Cronaca – La Provincia di Como

Acqua · Cineforum · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi

spezzoni dal film “UNA VITA DIFFICILE” (1961) girati in alcuni paesi del Lago di Como tanti anni fa

spezzoni dal film “UNA VITA DIFFICILE” (1961) girati in alcuni paesi del Lago di Como tanti anni fa

Acqua · GENIUS LOCI · Noi · Psiche · Silenzio

un invito a riflettersi dentro le acque del lago, camminando e sostando nel giardino

resta il mio contributo per i silenziosi: un invito sempre aperto a te e a chi vuoi (anche un piccolo gruppo) a riflettersi dentro le acque del lago camminando e sostando nel giardino

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da una Email a D.D.

Acqua · GENIUS LOCI · Milano · Navigli lombardi · Tempo

i NAVIGLI di Milano, nel 2001 e 2007

Le fotografie sono di Luciana

Cose
del passato
giacciono ormai inermi.
Di esse una moda:
Brocantage

 

 

Acqua · mare · Sculture · Silenzio

Le sculture subacquee di Jason deCaires Taylor

Jason deCaires Taylor is a man of many identities whose work resonates with the influences of his eclectic life. Growing up in Europe and Asia with his English father and Guyanese mother nurtured his passion for exploration and discovery. Much of his childhood was spent on the coral reefs of Malaysia where he developed a profound love of the sea and a fascination with the natural world. This would later lead him to spend several years working as a scuba diving instructor in various parts of the globe, developing a strong interest in conservation, underwater naturalism and photography. His bond with the sea remains a constant throughout Taylor’s life though other key influences are found far from the oceans. During his teenage years, work as a graffiti artist fired his interest in the relationship between art and the environment, fostering an ambition to produce art in public spaces and directing the focus of his formal art training. He graduated in 1998 from the London Institute of Arts, with a B.A. Honours in Sculpture and Ceramics. Later, experience in Canterbury Cathedral taught him traditional stone carving techniques whilst five years working in set design and concert installations exposed him to cranes, lifting, logistics and completing projects on a grand scale.

With this range of experiences he was equipping himself with the skills required to execute the ambitious underwater projects that have made his name. Carving cement instead of stone and supervising cranes while in full scuba gear to create artificial reefs submerged below the surface of the Caribbean Sea, the various strands of his diverse life resolve themselves convincingly in the development of his underwater sculptures. These ambitious, public works have a practical, functional aspect, facilitating positive interactions between people and fragile underwater habitats.

da: http://www.underwatersculpture.com/index.asp

Ringrazio la cara Simona Kolonistuga per la straordinaria segnalazione

Acqua · Elementi materiali · Film · Fuoco · Terra

Home, film sulla sostenibilità della Terra, Yann Arthus-Bertrand, fondazione GoodPlanet

 

 

 

Acqua · Fuoco · Natura · Terra e Clima

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Acqua · meteo e terra

Maltempo, il lago sale Mezzo metro in due giorni – Cronaca – La Provincia di Como

Il livello delle acque del Lario è cresciuto di quasi mezzo metro in appena un paio di giorni. L’ultimo rilevamento da parte del Consorzio dell’Adda annunciava il lago sopra quota 60 centimetri oltre lo zero idrometrico, ovvero una sessantina di centimetri al di sotto del punto di esondazione.

via  Maltempo, il lago sale Mezzo metro in due giorni – Cronaca – La Provincia di Como.

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GENIUS LOCI: LO SPIRITO DEI LUOGHI, a cura Associazione Culturale Erodoto, Como

GENIUS LOCI: LO SPIRITO DEI LUOGHI
Chiostrino di Sant’Eufemia, Piazzolo Terragni – Como

Dal 26 settembre al 24 ottobre 2010, dalle 11 alle 18, orario continuato; giorni: dal martedì alla domenica, lunedì chiuso; Ingresso libero

Catalogo Vanilla Edizioni in mostra (7 €)

A cura di: Associazione Culturale Erodoto
Direzione artistica: Jessica Anais Savoia
Artisti: Jalisco Pineda, Nicoletta Brenna
Contributo artistico: OLO creative farm, per il montaggio video; Diego Casartelli per le fotografie sulla Valle del Cosia

Genius Loci è un ambiente in cui l’arte contemporanea, attraverso una video installazione, sculture in creta, bassorilievi, incisioni, fotografia, suoni, odori e installazioni spaziali, diventa mezzo di connessione tra lo spettatore e il suo io più intimo legato al ricordo e al contatto con la natura e il suo Genius Loci.
Ognuno di noi conserva dentro sé il segreto di un incontro intimo e personale con i luoghi che ci circondano, che ci appartengono o a cui siamo appartenuti. In questa mostra possiamo ritrovare quel ricordo, quella sensazione, quel momento.
Basta guardare, annusare, ascoltare e sentire, attraverso i tre piani espositivi, rapiti dalla magia di questo splendido Chiostrino nascosto nel centro storico di Como. Possiamo vivere in prima persona questa rassegna, vivere le opere, le piante, il verde che fa parte imprescindibile dell’allestimento, o ascoltare le testimonianze raccolte tra professionisti e professori che nel catalogo e durante le due conferenze (9 e 23 ottobre), ci parleranno del Genius Loci della Provincia di Como, del suo lago, ma anche dell’aspetto filosofico di questa figura, della simbologia del bosco e dell’albero

da: Associazione Culturale Erodoto

 

Acqua

La scoperta dell’acqua, di Tiziana Moriconi, in L’Espresso, 16 settembre 2010