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Non amo prendere la funivia, non mi piace l’idea di essere sospesa nel vuoto e che la mia vita dipenda da un filo (in realtà da un cavo metallico, ma poco importa). La cosa sorprendente, in questo caso, é che si prende la funivia a Moggio, un anonimo paesino di montagna in provincia di Lecco, ma quando si arriva in cima si trova uno scenario pazzesco: un pianoro completamente innevato e contornato da molteplici cime montuose, anch’esse ricoperte di candida neve . Bello, molto bello. La zona inoltre é costellata di rifugi, tra i quali i più panoramici sono il Rifugio Nicola ed il Rifugio Cazzaniga Merlini. Noi, con i nostri cari amici con i quali ogni tanto condividiamo delle scampagnate, siamo andati oltre questi rifugi, incamminandoci lentamente verso una cima, percorrendo un sentiero che a volte si mostrava ben nitido davanti a noi, altre volte sembrava invece inghiottito dalla…
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Nato nel 1980 ad Acqui Terme, ora lavora quasi esclusivamente su progetti personali di fotografia aerea. Ha pubblicato 9 libri.
Preferisce raccontare storie ordinarie di città e paesaggi, anziché riprendere monumenti iconici e paesaggi esteticamente perfetti.
I suoi libri
Il Lago maggiore visto dal cielo (2017)
La Riviera Ligure di Ponente vista dal cielo (2017)
La Riviera Ligure di Levante vista dal cielo (2017)
Genova Vista dal cielo (2017)Le vigne in volo (2015)
Milano vista dal cielo (2014)
Torino vista dal cielo (2014)
Vigne in volo (2013)
La provincia di Asti vista dal cielo (2012)
La provincia di Alessandria vista dal cielo (2011)
“La nostra società è molto simile a una volta di pietre, essa cadrebbe se le pietre non si sostenessero a vicenda, sostenendo così tutta la volta”








Ogni cosa al suo posto di Oliver Sacks (Adelphi), raccolta di scritti autobiografici del grande neurologo e psichiatra (1933-2015). Michele Farina sul Corriere della Sera: «Dovunque fosse, Oliver Sacks cercava un giardino. Per sé e per i suoi pazienti. “In 40 anni di pratica clinica, ho trovato soltanto due tipi di ‘terapie’ non farmacologiche che fossero certamente di vitale importanza per le persone con malattie neurologiche croniche: la musica e i giardini”. La ricerca del verde valeva anche per lui, neurologo-raccontatore scomparso a 82 anni nel 2015: “I giardini sono essenziali per il mio benessere e per il processo creativo”, scrive Sacks in un piccolo saggio pubblicato in anteprima dal New York Times, tratto dalla raccolta […] Ogni cosa al suo posto. […] Tra gli amori di lunga data, l’autore de L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello e di tanti saggi tradotti in tutto il mondo cita la natura e in special modo gli orti botanici. I primi nel ricordo sono i Kew Gardens di Londra, con le grandi foglie dei gigli d’acqua (Victoria regia) dove sua madre e zia Len lo mettevano a sedere da piccolo. Una vita raccontata attraverso i giardini più amati: da quello di Oxford all’Hortus Botanicus di Amsterdam ai garden di New York, la città dove Sacks ha vissuto per 50 anni, alle oasi nel deserto. Una menzione speciale è riservata all’Orto botanico dell’Università di Padova, “che risale al 1545: qui gli europei posarono per la prima volta lo sguardo su piante provenienti dalle Americhe e dall’Oriente, con le forme più strane che si potessero immaginare”. Il neurologo-scrittore racconta della palma che diede a Goethe lo spunto per l’intuizione evolutiva del Saggio sulle metamorfosi delle piante, pubblicato nel 1790. Quella palma di San Pietro (alias palma nana) è la più vecchia dell’Orto di Padova: fu messa a dimora nel 1585 ed è lì ancora, viva e vegeta. Quanti di noi l’hanno vista? I giardini producono metamorfosi benefiche nel nostro organismo: Sacks se ne convinse osservando le reazioni delle persone fragili, che sono spesso un termometro fedele della nostra umanità più profonda. […] Anche per i sani: “Il ruolo curativo della natura è cruciale per le persone che lavorano ore e ore magari in ambienti senza finestre, in quartieri o in scuole o in case di riposo senza accesso al verde. Gli effetti non sono solo spirituali ed emotivi, ma anche fisici e neurologici”, scriveva Sacks sul finire della vita. “Non ho dubbi che essi riflettano profondi cambiamenti nella fisiologia del cervello, e forse persino nella sua struttura”. Gli studi più recenti vanno in questa direzione».



L’itinerario potrebbe iniziare da Lugano, si passa il Gottardo e si giunge a Lucerna con il Wilhelm Tell Express che combina il treno con la traversata in battello sul Lago dei Quattro Cantoni e si prosegue poi per Zurigo. Dalla metropoli elvetica si sale a San Gallo, per poi riscendere con il Voralpen-Express, verso Interlaken, e attraversare la Simmental con il GoldenPass Panoramic per arrivare sul Lago di Ginevra a Montreux. Da qui, risalendo il Rodano si passa dalle sponde del lago all’alta montagna di Zermatt da dove parte il Glacier Express per attraversare le Alpi fino a Coira e St. Moritz per poi dirigersi a Sud con il Bernina Express che torna in Italia a Tirano.
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