Alberi · COATESA: frazione di Nesso

Alberi di Amaltea

Lagestrenia, 2005

Età: circa 30 anni

Acero Platanoides, 2005

piantato nel 1989

Melo Renetta, 2005

piantato nel 1992

Ciliegio, 2005

età: forse 25 anni

Noce, 2005

età: forse 30 anni

Caco, 2005

età: forse 30 anni

Acero giapponese, 2005

piantato nel 1989

NESSO

Mappa di Nesso

NESSO

Nesso – Wikipedia, the free encyclopedia

Camminare in COMO città · NESSO

Nesso storia e passeggiata

Nesso

storia e passeggiata

da: http://www.popso.it/selettore.php?idMenu=1&cdOp=contestualizzazione&idSez=2&idGer=&idCat=&id=3586#

tratto da: Mozzanica I.: “ItInerari panoramici sulle sponde del Lario”, Mondadori/Electa – Milano 2003.

Nesso è un località annidata fra acqua e montagna, a circa metà strada fra Como e Bellagio, sulla sponda orientale del ramo comasco del Lario. Il nucleo principale sorge allo sbocco della valle di Nesso, proprio nel punto in cui confluiscono spumeggiando i torrenti Tuf e Nosè che, prima di arrivare al lago, formano una gran cascata che precipita in un’alta e stretta forra: l’Orrido di Nesso.

La Val Nosè s’incunea fra i monti del Triangolo Lariano, il Monte San Primo a Nord e il Palanzone a Sud. Man mano guadagna quota la valle si apre e si arricchisce di affluenti per giungere nella vasta pianura carsica del Pian del Tivano non dopo aver cambiato nome in Val Giurada.

La gola dell’Orrido di Nesso è traversata dalla carrozzabile rivierasca mediante un ponte, ma la forra è talmente stretta che a volte si passa via quasi senza aver potuto scorgere questa bellezza della Natura.

Abbiamo deciso così di proporre quattro passi in questi luoghi spesso intravisti solo di sfuggita.

Il borgo e la sua storia

La Val Nosè è un’importante breccia fra i monti che permette di collegare il lato occidentale del Triangolo Lariano con Erba e la pianura senza passare per Como. Come sempre in casi del genere, l’imbocco fu considerato di strategica importanza e, quindi, presidiato fin dai tempi più antichi. Nel territorio di Nesso, infatti, fu segnalata la presenza di un masso coppellato e fu ritrovata un’ascia di pietra risalente al neolitico. In epoca romana, ma soprattutto con l’avvento del Cristianesimo, Nesso conobbe particolare prosperità ampliando la sua influenza anche sui centri della sponda opposta del lago, Brienno, Laglio, Carate. Lo stesso vescovo di Como decise di stabilire qui la sua sede officiando nella locale chiesa dei SS. Pietro e Paolo che fu, pertanto, elevata al rango di Duomo. Durante la guerra fra Como e Milano (1118-1127), il borgo si alleò all’Isola Comacina dotandosi di fortificazioni che i comaschi distrussero nel 1124. Il fortilizio fu ricostruito agli inizi del ‘500 da Gian Giacomo de’ Medici, il Medeghino che allora dominava su tutto il Lario. Tuttavia, pochi anni dopo, le opere difensive furono distrutte da Francesco II Sforza: di esse restano ora solo poche vestigia.

La tradizione vuole che la chiesa dei SS. Pietro e Paolo sia stata consacrata nel 1095 da papa Urbano II nel corso del suo viaggio in Francia per il Concilio di Clermont. Tale privilegio fu, senza dubbio, legato al fatto che i vescovi Rainaldo e Guido Grimoldi poi, sceglieressero Nesso come loro sede.

La chiesa, risalente al XI secolo, fu rimaneggiata nel 1538 con la costruzione di un nuovo campanile; l’anno successivo fu poi completamente rifatta per essere ultimata con un’altra tornata di lavori durata dal 1654 al 1706. All’interno si trova la tomba del vescovo Rainaldo (XI sec.).

Per quanto minuscolo, Nesso ebbe dunque una storia importante, ma anche in epoche più recenti conobbe un certo agio economico grazie ai torrenti Tuf e Nosè. Le impetuose acque che si uniscono a monte del borgo fornivano, infatti, energia per alcune cartiere e per due stabilimenti per la lavorazione della seta, oltre che per mulini, magli e torchi.

Percorso

Lasciata l’auto nel parcheggio che si trova poche centinaia di metri prima dell’Orrido di Nesso provenendo da Como (il parcheggio ha due spazi: uno, minore, a margine della carrozzabile, verso lago, fronteggiato da tre cedri del libano e un grande abete; un altro, più grande, a monte della carrozzabile sotto le mura del castello e raggiungibile mediante una breve strada di servizio).

Seguiamo la carrozzabile entrando nel borgo e giungendo in breve al ponte gettato sull’Orrido di Nesso. Lo spettacolo è notevole soprattutto in primavera o dopo recenti e abbondanti piogge che arricchiscono le acque del Tuf e del Nosè. Bianche e spumeggianti cascate si incontrano all’inizio della gola con un gioco d’acqua veramente scenografico; poi, unite le loro forze, le acque si gettano verso il vicino lago saltando nell’abisso, Superato il ponte si prosegue per poche decine di metri per poi imboccare una ripida scalinata che scende davanti ad un piccolo bar. La nostra meta è il secondo dei ponti che visiteremo nella giornata: il Ponte della Civera. La lunga scalinata s’abbassa verso il lago, ripida e stretta, fiancheggiata dalle case dell’antico borgo i cui ingressi sono a volte abbelliti da portali in pietra. Improvvisamente la lunga ginnastica sembra volerci scaraventare direttamente nel Lario: gli scalini raggiungono il pelo dell’acqua e non sembra esserci via d’uscita. Ma si tratta di un’impressione momentanea: a ben guardare quello che c’era sembrato l’ingresso di una abitazione altro non è che il proseguimento della strada che sfrutta un passaggio coperto sulla sinistra. Entrati nel passaggio, lo si percorre con suggestivi scorci che si aprono sul lago dai finestroni di illuminazione. Fatti pochi passi, dopo aver ammirato il bel disco di macina in pietra appeso al muro, eccoci sul Ponte della Civera che traversa, in basso, le acque dell’Orrido di Nesso. Guardando verso sinistra si può vedere tutta la profonda gola il cui fondo è chiuso dal salto da cui precipita la cascata prima ammirata dall’alto.

Oltre il Ponte della Civera si risale brevemente fra le case e si prosegue a mezza costa, per poi tornare a scendere verso il lago traversandone una minuscola insenatura grazie ad un altro bel ponte in pietra. Sotto l’arcata del ponte è stato ricavato un piccolo porticciolo per le barche. A questo punto il tracciato continua pianeggiante fra la lussureggiante vegetazione e, poco dopo, inizia la salita che, con qualche tornante, porta nei pressi del parcheggio sulla carrozzabile rivierasca. Traversata la strada, e fatti pochi metri verso destra, imbocchiamo la strada di servizio che sale al parcheggio soprastante e da qui, grazie ad un viottolo di collegamento, entriamo fra le case che si raggruppano sotto il vecchio castello. L’edificio, già visibile dalla strada, sorge su proprietà privata, ma lo possiamo ammirare dalla mulattiera che corre ai suoi piedi. Nella contrada Castello sorge anche la minuscola chiesetta di San Lorenzo. Scendendo verso sinistra si ritorna, in breve, nell’ampio slargo presso il ponte sull’Orrido. Tenendosi sulla destra della strada si imbocca la Via Municipio che sale proprio di fronte all’inizio del viottolo che scende verso il Ponte della Civera. Con piacevole camminata si sale verso la parte alta del paese raggiungendo le case della frazione Lizzogno. Qui si deve prendere a destra, per la Via Castagna. La stradina prosegue fra le antiche case offrendo alcuni scorci interessanti.

Ma lasciamo anche a Voi il piacere di andare a curiosare qua e là in cerca di angoli caratteristici.

Intanto, quasi senza accorgerci, abbiamo guadagnato quota tenendoci sulla sponda destra idrografica del Nosè o Nosee. Nei pressi delle ultime abitazioni si supera un rivo grazie ad un ponticello di cemento dinnanzi al quale sorge una casa sul cui muro è stato conservato un antico affresco raffigurante la “Madonna col Bambino”. Purtroppo il dipinto è molto danneggiato, ma se ne indovina ancora il pregio artistico. Il nostro cammino continua ora lungo Via Nosee che, tenendo sempre la destra idrografica del torrente, s’addentra nella valle immersa nel verde. La salita ha momentaneamente termine e si cammina per un buon tratto in piano giungendo, infine, in vista dell’antico ponte a doppia campata gettato sul Nosè. La datazione del manufatto è incerta: per alcuni, sebbene restaurato, risale al periodo romano, per altri è di epoca medioevale. Le due arcate trovano appoggio centrale su un pilastro eretto direttamente su un enorme masso erratico di granito che ostruisce il letto del torrente.

A questo punto è possibile fare ritorno per il cammino appena seguito. Fate però attenzione perché la gita riserva ancora una piccola e preziosa sorpresa che si nota, per l’appunto, durante la discesa. Poco prima di rientrare in paese, sul muro di cinta che imposta un bivio sulla destra si trova una piccola quanto curiosa raffigurazione della “Madonna col Bambino”. Si tratta di un bassorilievo, certamente ricavato con la pietra locale, in cui la Vergine ha proporzioni decisamente ridondanti, che la fanno assomigliare più ad un’arcaica Dea Madre che alla divinità che siamo abituati a vedere nell’iconografia sacra. Le vesti della figura richiamano i costumi femminili rinascimentali per cui, ragionevolmente, l’opera potrebbe proprio risalire a questo periodo.

NOTA: la gita può essere condotta anche arrivando a Nesso col battello. In questo caso, dall’imbarcadero si raggiunge subito il Ponte della Civera aggirando una casa affacciata sul lago e immettendosi nella scalinata sopra descritta prima che termini nell’acqua.

Argegno · Balbianello · Brienno · COATESA: frazione di Nesso · Isola Comacina · NESSO

NESSO, NESSO – COATESA, BRIENNO, ARGEGNO, ISOLA COMACINA, PUNTA BALBIANELLO NELLE MAPPE AEREE DI GOOGLE HEARTH

 


Le esplorazioni aeree di Google Earth

Tutti pronti per la navigazione virtuale nel mondo reale?
Da quest’estate, infatti, chiunque può sorvolare il mondo intero e compiere delle esplorazioni aeree alla scoperta di territori lontani e sconosciuti o, più semplicemente, della propria regione e città di residenza, restando comodamente seduto davanti al proprio computer, attraverso Google Earth, un programma che sfrutta il “broadband streaming” (le immagini satellitari) e la grafica tridimensionale.
Google Earth è un software che offre immagini digitali satellitari della Terra e permette di avere una visione dall’alto dell’intero globo terrestre con la possibilità di ingrandire a piacimento qualunque area del pianeta.
In molte zone le immagini hanno una risoluzione altissima che garantisce un sorprendente grado di definizione e che consente di mettere a fuoco anche i dettagli delle strade e delle costruzioni di una città. La risoluzione varia, però, a seconda delle zone geografiche. La copertura degli Stati Uniti è sino ad oggi la migliore: in alcune città si è in grado di fornire una visione tridimensionale degli edifici e di fornire precise indicazioni stradali. Per quanto riguarda l’Italia, solo alcune zone (in particolare le città principali ed alcune aree rurali) sono visualizzabili con il massimo livello di dettaglio.
Lanciato da Google, il motore di ricerca più famoso ed utilizzato nel mondo, Google Earth costituisce inoltre un modo rivoluzionario di gestire la ricerca e di visualizzarne i risultati. Infatti, ricostruendo il mondo reale sullo schermo del computer, il motore può mostrare le più svariate informazioni in merito alla zona selezionata localizzando musei, chiese ma anche locali commerciali.
L’applicazione di Google è gratuita, richiede un computer abbastanza potente (sistema operativo Windows 2000 o Xp minimo un Pentium III a 500 MHz con 128 Mb di ram) e una connessione alla rete con banda larga. Attualmente è disponibile solo per Pc, ma – assicurano da Google – la versione Mac è quasi pronta.

http://earth.google.com/

BATTELLI e Corriere · Pontile e porticciolo

L’ultimo battello festivo delle 19 e 40 al pontile di Coatesa, il 2 Ottobre 2011

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BATTELLI e Corriere · Pontile e porticciolo

L’ultima corsa estiva del Concordia alle ore 18 del 2 ottobre 2011

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Vai anche alle Cartoline storiche del Concordia

COATESA: frazione di Nesso · COMO città

Precipita satellite della Nasa Rischio collisione nel Comasco – Cronaca – La Provincia di Como

Una delle traiettorie di impatto dei resti del satellite Nasa che si disintegrerà nelle prossime ore nell’atmosfera terrestre, facendo precipitare almeno 26 detriti sulla terra, passa proprio sopra la provincia di Como.

Secondo le ultime proiezioni effettuate dalla Nasa almeno uno dei detriti del satellite, ormai dismesso, potrebbe precipitare sul Lario. Una possibilità definita comunque remota dalla Protezione civile, che ha costituito un’unità di crisi permanente per tenere aggiornato il punto di possibile impatto dei detriti del satellite con la terra.

Secondo alcuni geologi è impossibile, al momento, stabilire con esattezza il luogo interessato dall’evento, che sarà comunque circoscritto in un’area vasta 500 miglia. Soltanto 40 minuti prima dell’impatto, sostengono gli esperti, sarà possibile individuare le aree a rischio.

Il veicolo spaziale della Nasa che sta per disintegrarsi nell’atmosfera si chiama Upper Atmosphere Research Satellite (UARS). Nel settembre 1991 fu collocato su un’orbita circolare in prossimità della navetta spaziale Discovery. Il satellite ha una massa di 5668 kg, è lungo circa 10 metri e ha un diametro di 5 metri. Nel 2005, dopo 14 anni di missione scientifica, il propellente residuo è stato utilizzato per modificare, abbassandola, l’orbita del satellite: otto manovre per contribuire alla disintegrazione dell’oggetto, ormai in fase di abbandono.

Secondo l’Agenzia Spaziale Italiana «le probabilità di un impatto col terreno in una delle regioni del Nord Italia sono al momento calcolate intorno a 0,9 su 100. La “Fascia di Allarme” individuata va dalle 19:15 di venerdì 23 settembre alle 5 di sabato 24. Le “Finestre di caduta” più probabili sono due: tra le 21:25 e le 22:03 di venerdì e 3:34 e le 4:12 di sabato».

da Precipita satellite della Nasa Rischio collisione nel Comasco – Cronaca – La Provincia di Como.

angeli · COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · Giardini del lago di Como · Lago · Paesaggio · sentieri · Simboli e Archetipi · Terra

Il Genius loci ovvero lo spazio vissuto, da Contributi a una cultura dell’Ascolto CAMMINARSI DENTRO di Gabriele De Ritis

Un grazie fortissimo al mio amico Gabriele De Ritis che, il 14 agosto, mi ha dedicato questo post sul suo sito CAMMINARSI DENTRO

PAOLO FERRARIO, Passeggiando in un giardino a terrazze sul lago

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Presentazione del volume Angelicamente. Il significato dell’Angelo nella cultura del nostro tempo (edito da Zephyro Edizioni nel 2010) – Paolo Ferrario qui illustra il senso del suo saggioIl Genius Loci come angelo del luogo, pp.45-57 

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Via della Vite, Via delle Barche, Via all’Orto 

Via del Caco, Largo del Noce, Via del pollaio 

Largo della Pergola, Orto Verde, Terrazza, Largo del Tiglio 

da Contributi a una cultura dell’Ascolto CAMMINARSI DENTRO (226): Il Genius loci ovvero lo spazio vissuto : Ai confini dello sguardo.

Biblioteca comunale di Nesso · NESSO · Storia e Economia

Nesso: Otto libri in quindici anni, a cura della Commissione Biblioteca di Nesso, lunedì 5 settembre 2011 – ore 18,30 alla Fiera del Libro di Como, Piazza Cavour

Otto libri in quindici anni

NodoLibri e Dominioni editore

a cura della Commissione Biblioteca di Nesso, lunedì 5 settembre 2011 – ore 18,30 alla Fiera del Libro di Como, Piazza Cavour

  • Nesso: 900 anni 1095-1995. Ricerche e riflessioni in occasione del nono centenario della consacrazione della antica chiesa parrocchiale, a cura della Biblioteca Comunale di Nesso e della Parrocchia di Nesso


casa · COATESA: frazione di Nesso · DIARIO di Amaltea · LEGGERE e SCRIVERE · Lettere · Poesie

Il giardino dei ricordi, di Betty Molinari

Cari Paolo e Luciana
grazie per la vostra squisita ospitalita’
e’ stato per molto emozionante ritornare in quei luoghi .

Ora riguardando i video mi ritorna i mente la nostra passeggiata reale fra quei corridoi – su e giu per i gradini -e mi e’ venuta questa piccola poesia:
” il giardino dei Ricordi”
E’ come se il tempo non fosse passato
i momenti spensierati dei giochi li ho ritrovato.
Il fico malgrado le avversita’ del mondo
con coraggio ha allargato le sue fronde.
Quella barca, una volta cullata dalle onde
ora e’ accarezzata dal vento dispettoso
e riposa tranquilla sotto un cielo luminoso.
L’ infanzia e’ scivolata via ….
ma per me ritornare in quel giardino e’ stata
una magia ….”

Grazie di cuore a Luciana per i suoi doni dell orto
avevano un sapore particolare ..proprio come quelli di una volta –
Betty ( saluti anche da Rino)

casa · COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI

Amaltea di Coatesa: mosaico fotografico costruito da Luciana Cavalleri

 

 

 

 

 

Mosaico fotografico costruito da Luciana Cavalleri

 

 

AMALTEA_Como_in_poesia.jpg (960×720).