Conosco Como? · Ville sul Lario

Villa Darsena Capranica, sul Lago di Como, progettata tra il 1903 e il 1905 da Luigi Catelli e Federico Frigerio

La Villa Darsena Capranica, situata sul Lago di Como, è un esempio significativo di architettura storica progettata tra il 1903 e il 1905. Il progetto fu realizzato dall’ingegnere Luigi Catelli, che collaborò con l’architetto Federico Frigerio per dare vita a questa villa, che riflette le tendenze architettoniche dell’epoca.

Caratteristiche Architettoniche

  • Stile: La villa presenta un mix di elementi classici e innovativi, tipici del periodo in cui fu costruita.
  • Struttura: Si sviluppa su più livelli, con una particolare attenzione ai dettagli architettonici e agli spazi esterni, inclusi giardini e aree di darsena.

Contesto Storico

La costruzione della Villa Darsena avvenne in un periodo di grande sviluppo per il Lago di Como, dove molte ville furono erette come residenze estive per l’aristocrazia e la borghesia. La villa non solo rappresenta un’importante testimonianza storica ma è anche un esempio della bellezza naturale e culturale della regione.

Riferimenti

Per ulteriori dettagli sulla villa e il suo significato architettonico, si possono consultare fonti come i lavori di Fabio Cani, che analizzano l’opera di Catelli e Frigerio[1][2].

fonti informative

[2] https://lakecomoville.altervista.org/la-villa-darsena/


scheda a pagina 22 di:

FOTOGRAFIE · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Paesaggio del Lago di Como

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Orrido di Nesso · Ponte della Civera

Orrido di Nesso e Ponte della Civera, visti dall’alto

Il Ponte della Civera si trova nel comune di Nesso, sul Lago di Como, ed è una delle principali attrazioni storiche della zona.

Questo ponte, di origine romanica, è stato ricostruito mantenendo la sua sagoma medievale e si caratterizza per il suo arco perfetto, progettato per resistere alle alluvioni[1][3].

Caratteristiche del Ponte

  • Origine: Il ponte ha radici romane ma è stato ristrutturato nel corso dei secoli, conservando elementi tipici dell’architettura medievale.
  • Struttura: Presenta un arco perfetto che permette una buona resistenza alle intemperie e alle inondazioni[1][4].
  • Posizione: Si trova all’ingresso dell’Orrido di Nesso, un’area naturale spettacolare formata dalla confluenza dei torrenti Tuf e Nosè, creando una gola profonda con una cascata che si getta nel lago[2][5].

Importanza Storica e Culturale

Il Ponte della Civera non è solo un’opera architettonica ma anche un luogo di grande significato culturale.

È stato menzionato nel Codice Atlantico di Leonardo da Vinci e immortalato da artisti nel XVIII e XIX secolo. Inoltre, è stato utilizzato come location in alcune scene del film “Il labirinto della passione” di Alfred Hitchcock[2][4].


[1] https://mylakecomo.co/it/attrazioni/ponte-della-civera-nesso/
[2] https://lariusway.com/luoghi-e-borghi/nesso/orrido-di-nesso/
[3] http://www.larioonline.it/lago-di-como/Ponte%20della%20Civera
[4] https://fondoambiente.it/luoghi/l-orrido-di-nesso-e-il-ponte-della-civera-nella-frazione-di-coatesa
[5] https://www.paesionline.it/italia/monumenti-ed-edifici-storici-nesso/ponte-della-civera
[6] https://www.quicomo.it/social/lago-di-como-magia-ponte-civera-nesso-autunno.html
[7] https://www.youtube.com/watch?v=HyfsaNcl0RI
[8] https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1122797229415960&id=100050570795914&set=a.746712837024403

Giardini del lago di Como · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Mappe e Sentieri del Lago di Como · Paesaggio del Lago di Como · Pifferi Enzo

Valsecchi Gianluigi, fotografie di Enzo Pifferi, Lago di Como – Como Lake, Enzo Pifferi editore, 2014. Indice del libro

Torno

TORNO, foto d’epoca, a cura di Carlo Fratizio, edizione Amazon Italia Logistica, 2024. In dono da Anna Bi.

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Fel, Ferrario Enrico Luigi · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Lario · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Ul Tivan

Appunti storici e biografici su: Enrico Luigi Ferrario, noto come Fel, e il Palio remiero del Lario (1947-1972)

Enrico Luigi Ferrario, noto come Fel, è stato un giornalista e un importante promotore della cultura remiera sul Lago di Como. Nato il 21 marzo 1893, Ferrario ha avuto un ruolo fondamentale nella creazione e nello sviluppo del Palio del Lario, che ha avuto la sua prima edizione nel 1947.

Ruolo nel Palio del Lario

  • Ideatore: Ferrario è considerato l’ideatore delle regate con le tradizionali imbarcazioni chiamate “Lucie”. La sua visione ha portato alla rinascita delle competizioni remiere, creando un evento che celebrava non solo lo sport, ma anche l’identità culturale della comunità lacustre[1][5].
  • Promotore della Tradizione: Sotto la sua direzione, il Palio del Lario è diventato un simbolo della tradizione locale, attirando partecipanti e spettatori da tutta la regione. Ferrario ha lavorato instancabilmente per mantenere viva la manifestazione e per promuovere il turismo sul lago[1][4].

Sospensione del Palio nel 1972

La sospensione del Palio del Lario nel 1972 è stata in gran parte influenzata dalla frustrazione di Ferrario riguardo a comportamenti scorretti e infrazioni alle regole durante le competizioni.

  • Disappunto e Dichiarazione di “Basta”: Ferrario espresse il suo disappunto per l’andamento della manifestazione, sottolineando che episodi di vandalismo e sotterfugi avevano minato lo spirito originale del Palio. Questo culminò in una sua famosa dichiarazione di “basta”, che portò alla decisione di sospendere l’evento. Nonostante il fascino e l’entusiasmo che circondavano il Palio, Ferrario ritenne che non fosse possibile continuare in tali condizioni[1][5][6].

Conclusione

Enrico Luigi Ferrario ha avuto un impatto duraturo sulla cultura remiera del Lago di Como attraverso il Palio del Lario. La sua passione per la tradizione e il suo impegno nel promuovere l’evento hanno lasciato un’eredità significativa, anche se la sospensione del Palio nel 1972 rappresentò un momento critico nella storia della manifestazione. Dopo diciassette anni, il Palio fu ripristinato nel 1988 grazie all’impegno dell’Associazione “Amici della Lucia”, continuando così la tradizione avviata da Ferrario.


[1] http://www.amicidellalucia.com


[4] https://traccesent.com/1987/10/30/fel-ferrario-enrico-luigi-direttore-de-il-tivan-1893-1987-di-roberto-festorazzi-in-gazzetta-di-como-14788/
[5] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/Sport/canottaggio/luomo-dei-robot-e-il-pasticcere-chi-ce-ai-remi-delle-lucie-20_1315139_11/
[6] https://traccesent.com/1987/10/19/fel-ferrario-enrico-luigi-31-marzo-1893-19-ottobre-1987-93-anni/
[7] https://www.ilgiorno.it/como/2009/09/13/230650-lucie_gara_contendono_remiero.shtml

Storia del Palio del Lario:

Storia del Palio del Lario

Il Palio del Lario, noto anche come Palio Remiero del Lario, è una manifestazione remiera che si svolge sul Lago di Como, rappresentando una tradizione storica e culturale significativa per la regione. La sua prima edizione si tenne il 31 agosto 1947, grazie all’iniziativa del giornalista Enrico Luigi Ferrario, conosciuto come Fel, che ideò l’evento per promuovere il turismo e la cultura locale dopo gli stravolgimenti della Seconda Guerra Mondiale[2][3].

Sviluppo e Riscoperta

Dopo un inizio promettente, il Palio ha vissuto un periodo di grande successo fino al 1972, quando fu sospeso a causa di polemiche e irregolarità nelle competizioni. Questo stop durò per ben 17 anni, fino a quando, nel 1988, l’Associazione “Amici della Lucia” decise di ripristinare l’evento, riportando in auge le tradizionali regate con le imbarcazioni chiamate “Lucie”[1][3]. Questa rinascita ha riacceso l’entusiasmo tra i comuni rivieraschi e ha contribuito a mantenere viva la tradizione del Palio, che continua a essere un simbolo di campanilismo e competizione sana tra i vari comuni del lago[2].

Format e Regolamento

Il Palio si svolge con imbarcazioni tipiche del lago, le “Lucie”, che sono barche a remi utilizzate dai vogatori in rappresentanza dei diversi comuni rivieraschi. Le regate sono caratterizzate da un forte spirito di competizione e da un’atmosfera festosa, attirando numerosi spettatori e turisti[3][4]. Negli anni, il format ha subito alcune modifiche, come l’introduzione di imbarcazioni in vetroresina per garantire uniformità e ridurre i costi di manutenzione[3].

Importanza Culturale

Oltre alla competizione sportiva, il Palio del Lario rappresenta un’importante occasione per celebrare la cultura locale, la storia e le tradizioni della comunità lariana. Ogni edizione è accompagnata da eventi collaterali che mettono in risalto la gastronomia, l’artigianato e le usanze locali, contribuendo così a valorizzare il patrimonio culturale della zona[1][2].

Conclusione

Oggi, il Palio del Lario è una manifestazione consolidata che continua ad attrarre partecipanti e visitatori da tutto il mondo, mantenendo vivo il legame con le tradizioni storiche del Lago di Como. La sua evoluzione nel corso degli anni riflette non solo le sfide affrontate dalla manifestazione stessa ma anche la resilienza e la passione delle comunità locali nel preservare il loro patrimonio culturale[2][3].


[1] http://www.amicidellalucia.com
[2] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/Sport/canottaggio/luomo-dei-robot-e-il-pasticcere-chi-ce-ai-remi-delle-lucie-20_1315139_11/
[3] http://www.amicidellalucia.com/1/upload/pagina82_storia_del_palio.pdf
[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Lago_di_Como
[5] https://comozero.it/attualita/como-palio-remiero-1957-storia-foto-epoca/
[6] https://www.laprovinciaunicatv.it/stories/Sport/canottaggio/quindici-lucie-palioda-battere-quella-domaso-o_1197783_11/
[7] https://www.ilgiorno.it/lecco/cultura/2011/06/15/516080-lucie_superstar_dell_estate.shtml
[8] https://blog.comolake.com/palio-remiero-del-lario-57-edizione-1-settembre-2019-a-lezzeno/

Imbarcazioni più Antiche del Palio del Lario

Il Palio del Lario è caratterizzato principalmente dall’uso delle Lucie, ma ci sono anche altre imbarcazioni storiche che hanno avuto un ruolo significativo nella manifestazione. Ecco alcune delle imbarcazioni più antiche che hanno partecipato:

1. Lucia (Batèll)

La Lucia, conosciuta anche come batèll, è l’imbarcazione più rappresentativa del Lago di Como e ha origini che risalgono al XV secolo. Questa barca a remi e vela è stata tradizionalmente utilizzata dai pescatori per il trasporto di merci e passeggeri. La sua struttura è caratterizzata da uno scafo a fondo piatto con tre cerchi di legno, progettata per garantire stabilità e manovrabilità nelle acque lacustri. Nel corso degli anni, la Lucia ha subito modifiche per adattarsi alla navigazione da diporto, ma mantiene ancora il suo fascino storico[1][3].

2. Comballi

I comballi sono un’altra tipologia di imbarcazione tradizionale del Lago di Como, utilizzati storicamente per il trasporto di merci e persone. Queste barche, simili alle Lucie ma più grandi, erano impiegate anche per la pesca e avevano una capacità maggiore. Sebbene non siano così frequentemente associate al Palio, rappresentano una parte importante della tradizione nautica locale[5].

3. Gozzi

I gozzi sono imbarcazioni a remi che hanno una lunga storia sul Lago di Como. Anche se meno comuni nel contesto del Palio, i gozzi erano utilizzati in passato per vari scopi, inclusi il trasporto e la pesca. La loro presenza nel lago risale a molti secoli fa, contribuendo alla ricca tradizione marittima della regione[7].

4. Barche da Pesca Tradizionali

Oltre alle Lucie e ai comballi, altre barche da pesca tradizionali hanno partecipato al Palio in diverse edizioni. Queste imbarcazioni riflettono le tecniche di costruzione e le pratiche di pesca storiche del lago, contribuendo a mantenere viva la cultura marittima della zona.

Conclusione

Le imbarcazioni più antiche che hanno partecipato al Palio del Lario non solo rappresentano la tradizione nautica del Lago di Como, ma sono anche simboli della storia culturale della regione. La Lucia, in particolare, rimane un emblema di questa eredità, continuando a solcare le acque del lago durante la manifestazione.


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Batell
[2] https://www.repubblichemarinare.org/barche-remi/
[3] https://www.martegani.it/images/files/appunti/italia/PALIO%20DEL%20LARIO.pdf
[4] https://comozero.it/attualita/como-palio-remiero-1957-storia-foto-epoca/
[5] https://www.quicomo.it/social/storia-comballi-lago-como.html
[6] https://www.provincia.lecco.it/2011/05/27/palio-delle-lucie-il-trofeo-arnaldo-mondonico-alla-memoria-approda-alla-quarta-edizione/
[7] https://labarcadelnino.jimdofree.com/le-barche-lariane/
[8] http://amicidellalucia.com/1/palio_2012_a_lezzeno_2738672.html

Storia del Palio Remiero del Lario

Il Palio Remiero del Lario è una manifestazione remiera che si svolge sul Lago di Como, rappresentando una tradizione culturale e sportiva significativa per i comuni rivieraschi. La prima edizione si tenne nel 1947, grazie all’ideazione del giornalista Enrico Luigi Ferrario e alla collaborazione di figure come l’industriale della seta Gianni Binda e l’Ente Provinciale del Turismo. L’evento è concepito come una competizione tra coppie di vogatori che rappresentano i vari comuni affacciati sul lago, utilizzando le tradizionali imbarcazioni chiamate “Lucie” [1].

Evoluzione e Sospensione

Il Palio ha goduto di un grande successo nei suoi primi anni, attirando un vasto pubblico e contribuendo a promuovere il turismo nella regione. Tuttavia, nel 1972, dopo venticinque edizioni, la manifestazione fu sospesa a causa di ripetute infrazioni al regolamento, che avevano portato a tensioni tra i concorrenti. Questo interruzione durò per diciassette anni, fino a quando, nel 1988, il Palio fu ripristinato grazie all’iniziativa degli “Amici della Lucia”, un’associazione che si dedicò alla valorizzazione della tradizione remiera [1][3].

Ripresa e Innovazioni

La ripresa del Palio nel 1988 avvenne a Domaso, il comune vincitore dell’ultima edizione prima della sospensione. Una delle principali innovazioni introdotte fu l’utilizzo di “Lucie” in vetroresina, standardizzando le imbarcazioni per ridurre i costi e preservare la tradizione [1]. Da allora, il Palio ha continuato a evolversi, mantenendo vivo l’interesse e il campanilismo tra i comuni partecipanti.

Importanza Culturale

Il Palio Remiero del Lario non è solo una competizione sportiva; è anche un evento che celebra la cultura locale e la storia del lago. Attraverso le sue edizioni, ha contribuito a rafforzare l’identità dei comuni rivieraschi e a mantenere viva la memoria delle tradizioni legate alla navigazione sul lago [2][4]. Oggi, il Palio rappresenta un momento di aggregazione sociale e culturale, attirando visitatori da tutta Italia e oltre.

In sintesi, il Palio Remiero del Lario è un esempio significativo di come le tradizioni locali possano essere preservate e rinnovate nel tempo, offrendo al contempo opportunità di sviluppo turistico e culturale per la regione.


[1] http://www.amicidellalucia.com/1/upload/pagina82_storia_del_palio.pdf
[2] https://comozero.it/attualita/como-palio-remiero-1957-storia-foto-epoca/
[3] http://www.amicidellalucia.com
[4] https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500654685
[5] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/Homepage/palio-remierosul-lario-laquolucieraquo-o_68394_11/
[6] https://www.libreriauniversitaria.it/palio-remiero-lario-tradizione-popolare/libro/9788896059524
[7] https://www.unilibro.it/libro/buzzi-g-cur-bonetti-s-cur-/palio-remiero-lario-tradizione-popolare-1947-31-agosto-2015/9788896059524
[8] https://comprovendolibri.it/ordina.asp?id=61018909&tt=IL+PALIO+REMIERO+DEL+LARIO.+Una+tradizione+popolare

Brunate · Camminare in COMO città · COMO città · Conosco Como? · GENIUS LOCI · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · tentativi di esaurimento del luogo

Appunti su: l’Eremo di San Donato, a Como

L’eremo di San Donato, situato a Como, è un ex convento francescano con una storia che risale al XV secolo.

La sua posizione strategica, su uno sperone di roccia a 453 metri sul livello del mare, lo rende un luogo di grande importanza storica e spirituale.

Origini e Sviluppo

L’area dove sorge l’eremo era inizialmente utilizzata da eremiti, probabilmente monaci benedettini, che vi si stabilirono in una grotta naturale conosciuta come la grotta del beato Geremia. Nel VII secolo, fu costruita una torre fortificata che serviva come segnalazione e che divenne in seguito il campanile della chiesa[1].

Nel 1435, l’eremo passò in uso ai francescani del terz’ordine e nel 1458 ricevette una bolla papale che ne confermava la gestione. Fino al 1654, i francescani si dedicarono alla cura spirituale degli abitanti delle vicine località di Brunate, Camnago e Lora. Durante questo periodo, la chiesa subì un ampliamento significativo e fu riconsacrata nel 1565[1][5].

Declino e Trasformazione

Il convento subì un drastico cambiamento nel 1772 con la sua soppressione.

Nel 1780, il complesso fu venduto a privati e trasformato in abitazione civile. Negli anni ’80 del XX secolo, l’eremo fu frazionato in dodici appartamenti indipendenti, mentre la chiesa mantenne la sua funzione originaria[1][3][7].

Curiosità

Un personaggio storico legato all’eremo è don Giuseppe Bernasconi, un prete garibaldino che vi si ritirò in esilio volontario dopo aver partecipato attivamente alle guerre d’indipendenza italiane. Morì nel 1923 all’eremo, che oggi è raggiungibile attraverso una strada a lui dedicata[1].

L’eremo di San Donato rappresenta quindi non solo un importante sito religioso ma anche un simbolo della storia locale di Como, rimanendo un luogo di interesse per turisti e studiosi.


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Eremo_di_San_Donato
[
[3] https://fondoambiente.it/luoghi/eremo-di-san-donato

[5] https://www.quicomo.it/social/eremo-san-donato-vista-lago-como.html
[6] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/premium/ordine/leremo-san-donato-oscuro-simbolo-como-o_1557731_11/
[7] https://ostellobello.com/it/eremo-san-donato/

L’eremo di San Donato a Como presenta diverse caratteristiche architettoniche significative, riflettendo la sua storia e la sua funzione religiosa.

Posizione e Struttura

  • Sperone di Roccia: L’eremo è situato a 453 metri sul livello del mare, su uno sperone di roccia chiamato Garzola, che offre una vista panoramica sulla città di Como e sul lago[3][4].
  • Accesso: Si trova lungo un sentiero che era un’importante via di comunicazione tra Brunate e Como, evidenziando la sua accessibilità storica[3][4].

Architettura Religiosa

  • Stile Costruttivo: L’eremo è stato costruito nel XV secolo, con elementi architettonici che rispecchiano l’influenza dell’architettura francescana. La struttura è caratterizzata da linee semplici e funzionali, tipiche dei conventi dell’epoca[4][6].
  • Campanile: Una torre fortificata, originariamente costruita nel VII secolo come torre di segnalazione, funge ora da campanile della chiesa. Questa torre rappresenta un elemento storico significativo della struttura[3][4].

Interni e Decorazioni

  • Chiesa: All’interno dell’eremo si trova una chiesa dedicata a San Donato, con affreschi che raccontano momenti significativi della vita del santo. La chiesa è stata ampliata e riconsacrata nel 1565, con ulteriori lavori di restauro nei secoli successivi[3][4].
  • Grotta del Beato Geremia: Un’importante caratteristica interna è la grotta naturale utilizzata dai primi eremiti, ora nota come grotta del beato Geremia. Questa grotta ospita statue di santi e rappresenta un luogo di penitenza storica[3][4].

Funzione Storica

  • Monastero Francescano: Originariamente parte di un monastero benedettino, l’eremo passò ai francescani nel XV secolo. La sua funzione religiosa ha influenzato profondamente la comunità locale fino alla soppressione del convento nel 1772[4][6].

L’eremo di San Donato non è solo un importante sito religioso ma anche un simbolo della storia culturale e architettonica della regione comasca.




[3] https://www.madeinbrianza.it/turismo-brianza/eremo-di-san-donato/
[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Eremo_di_San_Donato
[
[6] https://www.quicomo.it/social/eremo-san-donato-vista-lago-como.html
[7] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO250-00786/

Camminare in COMO città · Conosco Como? · Corenno Plinio

Appunti su: Il borgo di Corenno Plinio, sul Lago di Como

Corenno Plinio è un affascinante borgo medievale situato sulla sponda orientale del Lago di Como, precisamente nel comune di Dervio, in provincia di Lecco. Conosciuto anche come il “Borgo dei Mille Gradini”, si erge su un promontorio roccioso tra il lago e le montagne, ai piedi del Monte Legnoncino. La sua altitudine è di circa 213 metri sul livello del mare e conta attualmente circa 50 abitanti nel borgo, mentre l’intero comune di Dervio ha una popolazione di circa 2600 persone[1][3].

Storia e Origini

Il nome “Corenno” è documentato fin dal Medioevo e potrebbe derivare da una radice celtica. Il suffisso “Plinio” fu aggiunto nel 1863 in onore di Plinio il Giovane, un noto console romano originario di Como, che si crede avesse posseduto una villa nella zona[1][2]. La storia del borgo è ricca e complessa, risalendo a insediamenti già in epoca romana. Nel 1277, Corenno divenne feudo della famiglia Andreani, che costruì un castello difensivo nel XIV secolo[3][4].

Architettura e Attrazioni

Corenno Plinio è caratterizzato da stradine strette e ripide scalinate di pietra, che conducono a panorami spettacolari sul lago. Tra i monumenti principali si trova il Castello Medievale, un esempio significativo di fortificazione del Lario, e la Chiesa di San Tommaso di Canterbury, che ospita affreschi storici[1][5].

Punti d’interesse:

  • Il Molo Antico: Un luogo ideale per ammirare i tramonti sul lago.
  • Belvedere: Offre punti panoramici con “cilindretti forati” per osservare il paesaggio circostante.
  • Sentiero del Viandante: Un antico percorso che collega Milano al nord Europa, attraversa il borgo[1][4][5].

Eventi e Tradizioni

Corenno Plinio ospita vari eventi durante l’anno, tra cui:

  • Rievocazioni storiche in costume medievale.
  • Concerti estivi nella piazza medievale.
  • La Sagra del Misultin, dedicata alla specialità culinaria locale a base di pesce persico[1][2].

Accessibilità

Il borgo è facilmente raggiungibile in auto, barca o a piedi. È anche parte della rete turistica dei “Borghi più Belli d’Italia”, attirando visitatori desiderosi di esplorare la sua bellezza storica e naturale[1][4].

Corenno Plinio rappresenta quindi non solo un luogo ricco di storia e cultura ma anche una meta ideale per gli amanti della natura e della tranquillità, dove ogni angolo racconta storie di un passato affascinante.


[1] https://borghipiubelliditalia.it/borgo/corenno-plinio/
[2] https://www.corenno.it/it/borgo/
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Corenno_Plinio
[4] https://www.quicomo.it/social/borghi-piu-belli-lago-como-corenno-plinio.html
[5] https://siviaggia.it/borghi/corenno-plinio-lombardia/268268/
[6] https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g664181-d1577019-Reviews-Corenno_Plinio-Dervio_Lake_Como_Lombardy.html
[7] https://www.corenno.it
[8] https://www.montagnelagodicomo.it/listings/corenno-plinio-il-borgo-dei-mille-gradini/

Cipressi · Lago · Paesaggio del Lago di Como · Sguardi

Sguardo sul lago da Nesso

ARTE · BIOGRAFIA, biografie · GENIUS LOCI · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Nodo Libri · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Galante Carlo, Pagine comasche. Vicende, luoghi, personaggi nella storia e nell’arte, NodoLibri editore, 2024

ARTE · Broletto · COMO città · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Nodo Libri · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Carlo Galante, Pagine comasche. Vicende luoghi personaggi nella storia e nell’arte, NodoLibri, 2024

Carlo Galante, Pagine comasche. Vicende luoghi personaggi nella storia e nell’arte

scheda dell’editore:

https://www.nodolibri.com/home/305-carlo-galante-pagine-comasche-vicende-luoghi-personaggi-nella-storia-e-nellarte.html?fbclid=IwY2xjawHSG4JleHRuA2FlbQIxMQABHfl1eboIIGUhI6HFFcCs3sanCIpGTNH1c7FPDzYD1EfEdQP9_aCKILFzCw_aem_0kWgmo_MGHfyY3Jh-sYb_A

Un’articolata raccolta di contributi pubblicati tra 1981 e 2023 su “Economia lariana”, “Como”, “Broletto” e “La Provincia”, per la maggior parte dedicati ad argomenti di storia e di arte del territorio.

«Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, – scrive l’autore nella sua presentazione – un lavoro di questo genere sta a metà fra la storia e la letteratura. Lo spunto poteva venire da una lettura, da una mostra temporanea, da un’escursione sul territorio, da una conferenza ricca di contenuti.

In ogni caso era importante che io avvertissi, oltre uno speciale interesse per l’argomento, anche la necessità interiore di approfondire la sua conoscenza e di condividerla con altri attraverso la scrittura».



Bolognese di nascita, comasco di adozione, Carlo Galante ha insegnato materie letterarie nella scuola media, di cui è stato anche preside per diversi anni.

Nel periodo giovanile ha ricevuto riconoscimenti in concorsi letterari, e ha prestato servizio presso una casa editrice in qualità di redattore e correttore di bozze. Per qualche anno ha svolto attività di guida turistica nel territorio lariano, soprattutto al servizio della scuola. Ha collaborato con riviste locali scrivendo testi dedicati alla storia e all’arte di Como. Da alcuni anni collabora con le pagine culturali del quotidiano “La Provincia”, con articoli di carattere storico, e fa parte del direttivo dell’Istituto di Storia contemporanea “Pier Amato Perretta”.

Camminare fra i monti del Lago di Como · Isola Comacina · Paesaggio · Sguardi

Sguardo sull’ISOLA COMACINA

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