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La Villa Darsena Capranica, situata sul Lago di Como, è un esempio significativo di architettura storica progettata tra il 1903 e il 1905. Il progetto fu realizzato dall’ingegnere Luigi Catelli, che collaborò con l’architetto Federico Frigerio per dare vita a questa villa, che riflette le tendenze architettoniche dell’epoca.
La costruzione della Villa Darsena avvenne in un periodo di grande sviluppo per il Lago di Como, dove molte ville furono erette come residenze estive per l’aristocrazia e la borghesia. La villa non solo rappresenta un’importante testimonianza storica ma è anche un esempio della bellezza naturale e culturale della regione.
Per ulteriori dettagli sulla villa e il suo significato architettonico, si possono consultare fonti come i lavori di Fabio Cani, che analizzano l’opera di Catelli e Frigerio[1][2].
fonti informative
[2] https://lakecomoville.altervista.org/la-villa-darsena/
scheda a pagina 22 di:

Il Ponte della Civera si trova nel comune di Nesso, sul Lago di Como, ed è una delle principali attrazioni storiche della zona.
Questo ponte, di origine romanica, è stato ricostruito mantenendo la sua sagoma medievale e si caratterizza per il suo arco perfetto, progettato per resistere alle alluvioni[1][3].
Il Ponte della Civera non è solo un’opera architettonica ma anche un luogo di grande significato culturale.
È stato menzionato nel Codice Atlantico di Leonardo da Vinci e immortalato da artisti nel XVIII e XIX secolo. Inoltre, è stato utilizzato come location in alcune scene del film “Il labirinto della passione” di Alfred Hitchcock[2][4].
[1] https://mylakecomo.co/it/attrazioni/ponte-della-civera-nesso/
[2] https://lariusway.com/luoghi-e-borghi/nesso/orrido-di-nesso/
[3] http://www.larioonline.it/lago-di-como/Ponte%20della%20Civera
[4] https://fondoambiente.it/luoghi/l-orrido-di-nesso-e-il-ponte-della-civera-nella-frazione-di-coatesa
[5] https://www.paesionline.it/italia/monumenti-ed-edifici-storici-nesso/ponte-della-civera
[6] https://www.quicomo.it/social/lago-di-como-magia-ponte-civera-nesso-autunno.html
[7] https://www.youtube.com/watch?v=HyfsaNcl0RI
[8] https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1122797229415960&id=100050570795914&set=a.746712837024403




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Enrico Luigi Ferrario, noto come Fel, è stato un giornalista e un importante promotore della cultura remiera sul Lago di Como. Nato il 21 marzo 1893, Ferrario ha avuto un ruolo fondamentale nella creazione e nello sviluppo del Palio del Lario, che ha avuto la sua prima edizione nel 1947.
La sospensione del Palio del Lario nel 1972 è stata in gran parte influenzata dalla frustrazione di Ferrario riguardo a comportamenti scorretti e infrazioni alle regole durante le competizioni.
Enrico Luigi Ferrario ha avuto un impatto duraturo sulla cultura remiera del Lago di Como attraverso il Palio del Lario. La sua passione per la tradizione e il suo impegno nel promuovere l’evento hanno lasciato un’eredità significativa, anche se la sospensione del Palio nel 1972 rappresentò un momento critico nella storia della manifestazione. Dopo diciassette anni, il Palio fu ripristinato nel 1988 grazie all’impegno dell’Associazione “Amici della Lucia”, continuando così la tradizione avviata da Ferrario.
[1] http://www.amicidellalucia.com
[4] https://traccesent.com/1987/10/30/fel-ferrario-enrico-luigi-direttore-de-il-tivan-1893-1987-di-roberto-festorazzi-in-gazzetta-di-como-14788/
[5] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/Sport/canottaggio/luomo-dei-robot-e-il-pasticcere-chi-ce-ai-remi-delle-lucie-20_1315139_11/
[6] https://traccesent.com/1987/10/19/fel-ferrario-enrico-luigi-31-marzo-1893-19-ottobre-1987-93-anni/
[7] https://www.ilgiorno.it/como/2009/09/13/230650-lucie_gara_contendono_remiero.shtml
Storia del Palio del Lario:
Il Palio del Lario, noto anche come Palio Remiero del Lario, è una manifestazione remiera che si svolge sul Lago di Como, rappresentando una tradizione storica e culturale significativa per la regione. La sua prima edizione si tenne il 31 agosto 1947, grazie all’iniziativa del giornalista Enrico Luigi Ferrario, conosciuto come Fel, che ideò l’evento per promuovere il turismo e la cultura locale dopo gli stravolgimenti della Seconda Guerra Mondiale[2][3].
Dopo un inizio promettente, il Palio ha vissuto un periodo di grande successo fino al 1972, quando fu sospeso a causa di polemiche e irregolarità nelle competizioni. Questo stop durò per ben 17 anni, fino a quando, nel 1988, l’Associazione “Amici della Lucia” decise di ripristinare l’evento, riportando in auge le tradizionali regate con le imbarcazioni chiamate “Lucie”[1][3]. Questa rinascita ha riacceso l’entusiasmo tra i comuni rivieraschi e ha contribuito a mantenere viva la tradizione del Palio, che continua a essere un simbolo di campanilismo e competizione sana tra i vari comuni del lago[2].
Il Palio si svolge con imbarcazioni tipiche del lago, le “Lucie”, che sono barche a remi utilizzate dai vogatori in rappresentanza dei diversi comuni rivieraschi. Le regate sono caratterizzate da un forte spirito di competizione e da un’atmosfera festosa, attirando numerosi spettatori e turisti[3][4]. Negli anni, il format ha subito alcune modifiche, come l’introduzione di imbarcazioni in vetroresina per garantire uniformità e ridurre i costi di manutenzione[3].
Oltre alla competizione sportiva, il Palio del Lario rappresenta un’importante occasione per celebrare la cultura locale, la storia e le tradizioni della comunità lariana. Ogni edizione è accompagnata da eventi collaterali che mettono in risalto la gastronomia, l’artigianato e le usanze locali, contribuendo così a valorizzare il patrimonio culturale della zona[1][2].
Oggi, il Palio del Lario è una manifestazione consolidata che continua ad attrarre partecipanti e visitatori da tutto il mondo, mantenendo vivo il legame con le tradizioni storiche del Lago di Como. La sua evoluzione nel corso degli anni riflette non solo le sfide affrontate dalla manifestazione stessa ma anche la resilienza e la passione delle comunità locali nel preservare il loro patrimonio culturale[2][3].
[1] http://www.amicidellalucia.com
[2] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/Sport/canottaggio/luomo-dei-robot-e-il-pasticcere-chi-ce-ai-remi-delle-lucie-20_1315139_11/
[3] http://www.amicidellalucia.com/1/upload/pagina82_storia_del_palio.pdf
[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Lago_di_Como
[5] https://comozero.it/attualita/como-palio-remiero-1957-storia-foto-epoca/
[6] https://www.laprovinciaunicatv.it/stories/Sport/canottaggio/quindici-lucie-palioda-battere-quella-domaso-o_1197783_11/
[7] https://www.ilgiorno.it/lecco/cultura/2011/06/15/516080-lucie_superstar_dell_estate.shtml
[8] https://blog.comolake.com/palio-remiero-del-lario-57-edizione-1-settembre-2019-a-lezzeno/
Il Palio del Lario è caratterizzato principalmente dall’uso delle Lucie, ma ci sono anche altre imbarcazioni storiche che hanno avuto un ruolo significativo nella manifestazione. Ecco alcune delle imbarcazioni più antiche che hanno partecipato:
La Lucia, conosciuta anche come batèll, è l’imbarcazione più rappresentativa del Lago di Como e ha origini che risalgono al XV secolo. Questa barca a remi e vela è stata tradizionalmente utilizzata dai pescatori per il trasporto di merci e passeggeri. La sua struttura è caratterizzata da uno scafo a fondo piatto con tre cerchi di legno, progettata per garantire stabilità e manovrabilità nelle acque lacustri. Nel corso degli anni, la Lucia ha subito modifiche per adattarsi alla navigazione da diporto, ma mantiene ancora il suo fascino storico[1][3].
I comballi sono un’altra tipologia di imbarcazione tradizionale del Lago di Como, utilizzati storicamente per il trasporto di merci e persone. Queste barche, simili alle Lucie ma più grandi, erano impiegate anche per la pesca e avevano una capacità maggiore. Sebbene non siano così frequentemente associate al Palio, rappresentano una parte importante della tradizione nautica locale[5].
I gozzi sono imbarcazioni a remi che hanno una lunga storia sul Lago di Como. Anche se meno comuni nel contesto del Palio, i gozzi erano utilizzati in passato per vari scopi, inclusi il trasporto e la pesca. La loro presenza nel lago risale a molti secoli fa, contribuendo alla ricca tradizione marittima della regione[7].
Oltre alle Lucie e ai comballi, altre barche da pesca tradizionali hanno partecipato al Palio in diverse edizioni. Queste imbarcazioni riflettono le tecniche di costruzione e le pratiche di pesca storiche del lago, contribuendo a mantenere viva la cultura marittima della zona.
Le imbarcazioni più antiche che hanno partecipato al Palio del Lario non solo rappresentano la tradizione nautica del Lago di Como, ma sono anche simboli della storia culturale della regione. La Lucia, in particolare, rimane un emblema di questa eredità, continuando a solcare le acque del lago durante la manifestazione.
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Batell
[2] https://www.repubblichemarinare.org/barche-remi/
[3] https://www.martegani.it/images/files/appunti/italia/PALIO%20DEL%20LARIO.pdf
[4] https://comozero.it/attualita/como-palio-remiero-1957-storia-foto-epoca/
[5] https://www.quicomo.it/social/storia-comballi-lago-como.html
[6] https://www.provincia.lecco.it/2011/05/27/palio-delle-lucie-il-trofeo-arnaldo-mondonico-alla-memoria-approda-alla-quarta-edizione/
[7] https://labarcadelnino.jimdofree.com/le-barche-lariane/
[8] http://amicidellalucia.com/1/palio_2012_a_lezzeno_2738672.html
Il Palio Remiero del Lario è una manifestazione remiera che si svolge sul Lago di Como, rappresentando una tradizione culturale e sportiva significativa per i comuni rivieraschi. La prima edizione si tenne nel 1947, grazie all’ideazione del giornalista Enrico Luigi Ferrario e alla collaborazione di figure come l’industriale della seta Gianni Binda e l’Ente Provinciale del Turismo. L’evento è concepito come una competizione tra coppie di vogatori che rappresentano i vari comuni affacciati sul lago, utilizzando le tradizionali imbarcazioni chiamate “Lucie” [1].
Il Palio ha goduto di un grande successo nei suoi primi anni, attirando un vasto pubblico e contribuendo a promuovere il turismo nella regione. Tuttavia, nel 1972, dopo venticinque edizioni, la manifestazione fu sospesa a causa di ripetute infrazioni al regolamento, che avevano portato a tensioni tra i concorrenti. Questo interruzione durò per diciassette anni, fino a quando, nel 1988, il Palio fu ripristinato grazie all’iniziativa degli “Amici della Lucia”, un’associazione che si dedicò alla valorizzazione della tradizione remiera [1][3].
La ripresa del Palio nel 1988 avvenne a Domaso, il comune vincitore dell’ultima edizione prima della sospensione. Una delle principali innovazioni introdotte fu l’utilizzo di “Lucie” in vetroresina, standardizzando le imbarcazioni per ridurre i costi e preservare la tradizione [1]. Da allora, il Palio ha continuato a evolversi, mantenendo vivo l’interesse e il campanilismo tra i comuni partecipanti.
Il Palio Remiero del Lario non è solo una competizione sportiva; è anche un evento che celebra la cultura locale e la storia del lago. Attraverso le sue edizioni, ha contribuito a rafforzare l’identità dei comuni rivieraschi e a mantenere viva la memoria delle tradizioni legate alla navigazione sul lago [2][4]. Oggi, il Palio rappresenta un momento di aggregazione sociale e culturale, attirando visitatori da tutta Italia e oltre.
In sintesi, il Palio Remiero del Lario è un esempio significativo di come le tradizioni locali possano essere preservate e rinnovate nel tempo, offrendo al contempo opportunità di sviluppo turistico e culturale per la regione.
[1] http://www.amicidellalucia.com/1/upload/pagina82_storia_del_palio.pdf
[2] https://comozero.it/attualita/como-palio-remiero-1957-storia-foto-epoca/
[3] http://www.amicidellalucia.com
[4] https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500654685
[5] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/Homepage/palio-remierosul-lario-laquolucieraquo-o_68394_11/
[6] https://www.libreriauniversitaria.it/palio-remiero-lario-tradizione-popolare/libro/9788896059524
[7] https://www.unilibro.it/libro/buzzi-g-cur-bonetti-s-cur-/palio-remiero-lario-tradizione-popolare-1947-31-agosto-2015/9788896059524
[8] https://comprovendolibri.it/ordina.asp?id=61018909&tt=IL+PALIO+REMIERO+DEL+LARIO.+Una+tradizione+popolare


L’eremo di San Donato, situato a Como, è un ex convento francescano con una storia che risale al XV secolo.
La sua posizione strategica, su uno sperone di roccia a 453 metri sul livello del mare, lo rende un luogo di grande importanza storica e spirituale.
L’area dove sorge l’eremo era inizialmente utilizzata da eremiti, probabilmente monaci benedettini, che vi si stabilirono in una grotta naturale conosciuta come la grotta del beato Geremia. Nel VII secolo, fu costruita una torre fortificata che serviva come segnalazione e che divenne in seguito il campanile della chiesa[1].
Nel 1435, l’eremo passò in uso ai francescani del terz’ordine e nel 1458 ricevette una bolla papale che ne confermava la gestione. Fino al 1654, i francescani si dedicarono alla cura spirituale degli abitanti delle vicine località di Brunate, Camnago e Lora. Durante questo periodo, la chiesa subì un ampliamento significativo e fu riconsacrata nel 1565[1][5].
Il convento subì un drastico cambiamento nel 1772 con la sua soppressione.
Nel 1780, il complesso fu venduto a privati e trasformato in abitazione civile. Negli anni ’80 del XX secolo, l’eremo fu frazionato in dodici appartamenti indipendenti, mentre la chiesa mantenne la sua funzione originaria[1][3][7].
Un personaggio storico legato all’eremo è don Giuseppe Bernasconi, un prete garibaldino che vi si ritirò in esilio volontario dopo aver partecipato attivamente alle guerre d’indipendenza italiane. Morì nel 1923 all’eremo, che oggi è raggiungibile attraverso una strada a lui dedicata[1].
L’eremo di San Donato rappresenta quindi non solo un importante sito religioso ma anche un simbolo della storia locale di Como, rimanendo un luogo di interesse per turisti e studiosi.
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Eremo_di_San_Donato
[
[3] https://fondoambiente.it/luoghi/eremo-di-san-donato
[5] https://www.quicomo.it/social/eremo-san-donato-vista-lago-como.html
[6] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/premium/ordine/leremo-san-donato-oscuro-simbolo-como-o_1557731_11/
[7] https://ostellobello.com/it/eremo-san-donato/
L’eremo di San Donato a Como presenta diverse caratteristiche architettoniche significative, riflettendo la sua storia e la sua funzione religiosa.
L’eremo di San Donato non è solo un importante sito religioso ma anche un simbolo della storia culturale e architettonica della regione comasca.
[3] https://www.madeinbrianza.it/turismo-brianza/eremo-di-san-donato/
[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Eremo_di_San_Donato
[
[6] https://www.quicomo.it/social/eremo-san-donato-vista-lago-como.html
[7] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO250-00786/





Corenno Plinio è un affascinante borgo medievale situato sulla sponda orientale del Lago di Como, precisamente nel comune di Dervio, in provincia di Lecco. Conosciuto anche come il “Borgo dei Mille Gradini”, si erge su un promontorio roccioso tra il lago e le montagne, ai piedi del Monte Legnoncino. La sua altitudine è di circa 213 metri sul livello del mare e conta attualmente circa 50 abitanti nel borgo, mentre l’intero comune di Dervio ha una popolazione di circa 2600 persone[1][3].
Il nome “Corenno” è documentato fin dal Medioevo e potrebbe derivare da una radice celtica. Il suffisso “Plinio” fu aggiunto nel 1863 in onore di Plinio il Giovane, un noto console romano originario di Como, che si crede avesse posseduto una villa nella zona[1][2]. La storia del borgo è ricca e complessa, risalendo a insediamenti già in epoca romana. Nel 1277, Corenno divenne feudo della famiglia Andreani, che costruì un castello difensivo nel XIV secolo[3][4].
Corenno Plinio è caratterizzato da stradine strette e ripide scalinate di pietra, che conducono a panorami spettacolari sul lago. Tra i monumenti principali si trova il Castello Medievale, un esempio significativo di fortificazione del Lario, e la Chiesa di San Tommaso di Canterbury, che ospita affreschi storici[1][5].
Punti d’interesse:
Corenno Plinio ospita vari eventi durante l’anno, tra cui:
Il borgo è facilmente raggiungibile in auto, barca o a piedi. È anche parte della rete turistica dei “Borghi più Belli d’Italia”, attirando visitatori desiderosi di esplorare la sua bellezza storica e naturale[1][4].
Corenno Plinio rappresenta quindi non solo un luogo ricco di storia e cultura ma anche una meta ideale per gli amanti della natura e della tranquillità, dove ogni angolo racconta storie di un passato affascinante.
[1] https://borghipiubelliditalia.it/borgo/corenno-plinio/
[2] https://www.corenno.it/it/borgo/
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Corenno_Plinio
[4] https://www.quicomo.it/social/borghi-piu-belli-lago-como-corenno-plinio.html
[5] https://siviaggia.it/borghi/corenno-plinio-lombardia/268268/
[6] https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g664181-d1577019-Reviews-Corenno_Plinio-Dervio_Lake_Como_Lombardy.html
[7] https://www.corenno.it
[8] https://www.montagnelagodicomo.it/listings/corenno-plinio-il-borgo-dei-mille-gradini/
