LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi

Lago di Como: Guida del Turista 2011 Scarica PDF | 14.76 MB

Lago di Como: Guida del Turista 2011
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da Lago di Como.

Berra Pietro · Cineforum · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Ponte della Civera

LE STELLE DEL LAGO DI COMO – The Stars of Lake Como, guida per conoscere i luoghi in cui sono stati ambientati i grandi film del cinema italiano e internazionale testi a cura di Pietro Berra, 2011

 

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Musso

Piano regolatore di Musso: «Si tratta d’interventi troppo consistenti rispetto alla dimensione del territorio, distribuiti a pioggia in spazi che dovrebbero essere complemento dell’edificato e non serbatoio per attività immobiliare. Le trasformazioni, nel loro insieme, comportano un’alterazione dell’intero paesaggio altolariano, essendo percepibili fin dal promontorio di Bellagio», di Darko Pandakovic, da LA PROVINCIA

Contro la pianificazione territoriale di Musso si muovono perfino gli archeologi. Figura infatti anche la Società archeologica comense, assieme alle associazioni “Chiave di Volta”, “Pithekos” e “Italia Nostra”, tra i firmatari di osservazioni alla Vas (Valutazione ambietale strategica) del Pgt (Piano di governo del territorio), lo strumento urbanistico erede del Piano regolatore generale. Tutti esprimono viva preoccupazione, soprattutto in relazione al progetto edilizio della cava, ma anche per altri complessi edilizi previsti.

Tra i firmatari dello osservazioni c’è anche l’architetto Darko Pandakovic, presidente di “Chiave di Volta”: «Si tratta d’interventi troppo consistenti rispetto alla dimensione del territorio, distribuiti a pioggia in spazi che dovrebbero essere complemento dell’edificato e non serbatoio per attività immobiliare. Le trasformazioni, nel loro insieme, comportano un’alterazione dell’intero paesaggio altolariano, essendo percepibili fin dal promontorio di Bellagio».

tutto l’articolo qui: Il Piano regolatore di Musso scontenta anche gli archeologi – Cronaca – La Provincia di Como.

Lago · Pigra

i TRA i MONTI

da: https://www.facebook.com/profile.php?id=100001713210855

 

Cineforum · Hitchcock Alfred · Ponte della Civera

Alfred Hitchcock, THE PLEASURE GARDEN (Il labirinto della passione), 1925. Scene girate anche a Coatesa, presso il Ponte della Civera (nel Comune di Nesso). Da: LE STELLE DEL LAGO DI COMO – The Stars of Lake Como, a cura della Camera di Commercio di Como e della Provincia di Como, 2012

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da: LE STELLE DEL LAGO DI COMO The Stars of Lake Como, a cura della Camera di Commercio di Como e della Provincia di Como, 2012

Leonardo da Vinci · Villa Pliniana

La fonte pliniana di Torno e la “musica delle caverne” nel Supramonte: due misteri della natura italiana – Blog di Monica Cadoria

fonte di Torno, una località in riva al lago di Como. Qui, nel parco della celebre villa pliniana (seconda metà del XVI secolo), si trova una cascata a intermittenza che precipita verso il lago. Lo strano fenomeno era già stato riportato da Plinio il vecchio (da cui il nome della villa) e da Leonardo da Vinci. La cascata, alimentata da una fonte d’acqua sorgiva perenne, è quindi conosciuta come “Fonte pliniana intermittente”. Plinio il vecchio, nella suo trattatoNaturalis Historia la descrive come “una fonte copiosa che sempre cresce e cala ogni ora”. Anche Leonardo da Vinci, durante il soggiorno milanese, non mancò di visitare la fonte per carpirne il misterioso funzionamento. Nel Seicento alcuni studiosi, nel tentativo di dare una spiegazione scientifica al fenomeno, ipotizzarono la presenza di un sifone naturale nascosto in una cavità della roccia carsica: quando l’acqua raggiunge all’interno della grotta una certa altezza si scarica verso l’esterno, diminuendo a poco a poco la portata fino alla successiva tracimazione. Ma la spiegazione non convince del tutto gli studiosi moderni, perché la presenza di una bolla d’aria interna avrebbe una funzione di “tappo” nella fase discendente.

da: La fonte pliniana di Torno e la “musica delle caverne” nel Supramonte: due misteri della natura italiana – Blog di Monica Cadoria.

Cineforum · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi

Le stelle del Lago di Como: la guida dei film. La Camera di Commercio di Como e la Provincia presentano un volume che ripercorre film e location con protagonista il Lario

La Camera di Commercio di Como e la Provincia presentano un volume che ripercorre film e location con protagonista il Lario

Parte del fascino di molti film e serie tv è sicuramente lo scenario naturale in cui sono stati girati e che porta spesso lo spettatore a domandarsi “dove è stata girata questa scena?”.

A questa domanda risponde la guida “Le stelle del Lago di Como” promossa dalla Camera di Commercio in collaborazione con la Provincia di Como, nell’ambito delle attività congiunte di marketing territoriale volte alla promozione e al consolidamento del marchio “Lago di Como. Un mondo unico al mondo”.
La guida, alla sua prima edizione, vuole essere una bussola di orientamento per turisti e non, al fine di poter scovare e visitare con facilità le ville, i parchi e i panorami immortalati dalla macchina da presa negli ultimi ottant’anni a Como, in riva al suo omonimo lago o nei vicini laghi e monti della Brianza comasca.

Una rosa di quindici film, presentati in pratiche schede bilingue, che abbracciano oltre una trentina di splendide location disseminate su tutto il territorio lariano che vuole regalare ai turisti l’emozione unica di “sentirsi parte di un film”.

Una rassegna che comprende location del Lago di Como viste spesso in più film: da Villa Balbianello a Lenno, a Villa d’Este a Cernobbio; ma anche luoghi forse meno immediatamente riconoscibili quali ad esempio i laghetti di Alserio, Montorfano, Segrino, Pusiano e Annone oppure il Parco Civico “Teresio Olivelli” di Tremezzo.

L’auspicio è che nel prossimo futuro il territorio comasco possa rispondere in maniera sempre più facile e puntuale alla richiesta dei turisti di visitare i luoghi visti in sala e che possano nascere itinerari e percorsi tematici sulleorme di sull’esempio di altri città italiane e straniere.
“Con questa iniziativa, che valorizza il cineturismo quale catalizzatore di interesse mondiale – sottolinea Andrea Camesasca, componente di Giunta della Camera di Commercio di Como – prosegue l’attività di promozione del Lago di Como che la Camera di Commercio, in collaborazione con la Provincia di Como, sta realizzando in questi ultimi anni anche attraverso lo sviluppo di singoli prodotti turistici”.

Per ulteriori informazioni: Camera di Commercio di Como – Comunicazione: tel. 031.256.516 – email:comunicazione@co.camcom.it
IL VOLUME: Titolo: Le stelle del Lago di Como – 1° ed. Autore: Camera di Commercio di Como Editore: Camera di Commercio di Como Prezzo: gratuito (disponibile fino ad esaurimento copie) Pagine 84 (brossatura)

ELENCO DEI FILM

Allònsan fan
Casinò Royale
Che bella giornata
Guerre stellari: episodio II – L’attacco de i cloni
Il labirinto della passione
L’ombra del sospetto
La partita – La difesa di Luzhin
La signora di tutti
Malombra
Mussolini ultimo atto
Ocean ’s Twelve
Rocco e i suoi fratelli
Un attimo una vita
Un mese al lago
Una vita difficile

ELENCO LOCATION

Alserio e laghetti di: Montorfano, Segrino, Pusiano, Annone
Bellagio
Cascina Campomarzo – Merone
Cernobbio
Dongo
Hotel Grande Bretagne – Bellagio
Isola Comacina – Ossuccio
Lago di Pusiano
Lenno
Lido – Bellagio
Lungolago Europa – Bellagio
Orrido di Osteno – Claino con Osteno
Palazzo della Prefettura
Parco Civico “Teresio Olivelli”
Piana di Rogaro – Tremezzo/Griante
Piazza di Dongo
Ponte della Civera – Nesso
Promontorio di Lavedo – Lenno
Torre Camisasca – Costa Masnaga
Tutta la sponda occidentale del lago
Varenna
Villa Amalia – Erba
Villa d’Este – Cernobbio
Villa del Balbianello – Cernobbio
Villa del Balbianello – Lenno
Villa Erba – Cernobbio
Villa ex Magni Rizzoli – Canzo
Villa la Gaeta – San Siro
Villa Oleandra – Laglio
Villa Olmo – Como
Villa Pliniana – Torno
Villa Serbelloni – Bellagio
Villa Sola Cabiati “La Quiete” – Tremezzo

ELENCO DEI REGISTI

Allen Woody
Campbell Martin
Castellano E Pipolo
Eyre Richard
Ferrario Davide
Gorris Marlene
Hitchcock Alfred
Irvin John
Leone Sergio
Lizzani Carlo
Lucas George
Mattioli Mario
Nunziante Gennaro
Ophuls Max
Pollack Sydney
Risi Dino
Soderbergh Steven
Soldati Mario
Steno
Taviani Paolo e Vittorio
Truffaut Français
Visconti Luchino
Ward Vincent

Zeffirelli Franco

tratto da: :  Le stelle del Lago di Como”: la guida dei film.

Acqua · Cerchio dell'Apparire · COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · Lago · LEGGERE e SCRIVERE · Mi ricordo · Noelle Episteme · Sentieri e Genius Loci · Sguardi · Terra e Clima

Acting Out per NOELLE: dal buio alla luce, passando attraverso tutti i gradi del chiarore, 18 gennaio 2012. Con una prova di scrittura narrativa in suo ricordo

la nostra amatissima Noelle, la gatta con la pancia bianca trovata nel giardino un anno fa e curata a lungo per farla sopravvivere, è scomparsa:

Audio: 

clicca qui per ascoltare: 


Qui la mia personale rielaborazione del meccanismo psicologico dell’ ACTING  OUT

qui tutti i Post dedicati a Noelle Episteme


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Delitto (im)perfetto

Una morte senza un corpo da seppellire, seppure certa, resta una morte imperfetta.

Da Natale a Natale: questo il destino della gatta bianca Noelle.

Noelle, il corpo smagrito e malato, il muso docile e impaurito, il mantello candido chiazzato di arancio e di grigio.

Noelle, immobile nel giardino, portata da chissà chi.

Noelle, la sua repulsione per gli spazi chiusi senza via di fuga.

Noelle, dolce e mansueta, rifugge il contatto umano.

Noelle, ossessione permanente da quel giorno di capodanno, quando, dal cancello del giardino, non è più spuntato il suo bianco musetto.

“Ieri notte è successo il finimondo”, mi dice U., mentre il suo sguardo proteso verso l’alto indica chiaramente la casa di G.. “Non c’è un gatto in giro: quando fanno i fuochi gli viene lo stremizio, ma vedrà che torneranno”.

Certo, torneranno. E infatti sono tornati Luna, Silvestro, Mammagatta, Blu, Belle. Tutti, tranne Noelle.

Maledico, impreco, insulto, bestemmio per cercare di frenare lo strazio che mi cresce dentro. Sul banco degli imputati velocemente raduno persone e fantasmi, immagini e scenari di ogni probabile delitto. E il vano appello inizia:

  • gli scapestrati figli di G., ubriachi fradici che dopo i fuochi torturano Noelle
  • C., che la colpisce a sassate mentre la sorprende vicino al pollaio attiguo al giardino
  • U., che la trascina sotto i cingolati mentre guida la sua motocarriola

Più passano i giorni, più aumentano lo sconforto e la disperazione. Nessuno ha visto Noelle. Perlustro quotidianamente sentieri, scale, mulattiere agitando crocchette, cercando corpi schiacciati, spiando nei cortili, chiamando inutilmente il suo nome.

Gennaio non è ancora finito. Mentre percorro per l’ennesima volta il viottolo che conduce alla mia casa vedo, incastrata fra le rocce del muro e i sassi della scala, un’eterea lanugine, batuffoli di bambagia lievi come soffioni condotti dal vento e atterrati qui e là senza paracadute.

Io so che Noelle è morta. Non so come, dove, quando, perché. E soprattutto non so “chi” è il colpevole. Quel punto del sentiero è assolutamente aperto alla vista. Se Noelle fosse stata catturata da un animale selvatico, ci sarebbero state altre evidenti tracce di sbranamento. Inoltre, quella peluria appare parecchi giorni dopo la scomparsa.

L’essere umano ha bisogno di razionalizzare il dolore per renderlo sopportabile e dotato di senso. Anch’io ho bisogno di ricostruirmi la MIA plausibile ipotesi.

Notte di capodanno e inizio dei fuochi. Noelle è sempre stata una gatta molto timida e schiva, per cui scappa. Imbocca titubante il sentiero, territorio a lei del tutto sconosciuto.

Se i botti fossero rimasti circoscritti ai dintorni della nostra casa, probabilmente al ripristino della calma avrebbe potuto fare ritorno al suo usuale ambiente di vita.

Ma non è così. L’intero paese festeggia ostinatamente la speranza di un anno migliore, riempiendo l’aria con assordanti fragori e tuonanti boati. Noelle continua  a correre impazzita e piena di paura. Secondo me le è scoppiato il cuore mentre nel bosco cercava un luogo di riparo.

Se così  non fosse stato, nei giorni seguenti avrebbe risposto con un miagolio ai nostri richiami.

Quindi, Noelle muore nella notte di capodanno.

A questo punto i possibili predatori diventano numerosi: la volpe che già nel passato ha sgominato le galline di C., la faina, il tasso, i corvi.

Resta ancora una perplessità: perché quei ciuffi bianchi isolati e lontani?

La spiegazione più verosimile che mi do è che i corvi siano stati gli ultimi spazzini. Trovando i miseri resti nel bosco, nel volo è scivolato qualche brandello di carne e i mille insetti della terra avrebbero ripulito ciò che restava di commestibile, avanzando solo il pelo.

Guardo Chat Noir abbandonato sulle mie ginocchia col muso sprofondato nell’incavo del gomito.

Il suo dorso nero e lucido è in netto contrasto col candore di Noelle.

Anche lui è comparso improvvisamente nel mio giardino cinque mesi dopo il lutto di Noelle, anche lui emaciato e malandato, anche lui bisognoso di cure e amante di quel luogo che gli ha restituito la sopravvivenza.

Chat Noir ha una piccola macchia immacolata sopra il petto, visibile solo quando disperatamente solleva il muso color carbone reclamando un po’ di cibo.

Voglio credere che in quel ciuffo color latte sia nascosta Noelle.

Noelle che, mascherata da Chat Noir, finalmente mi consola di tutte le carezze che mai sono riuscito a darle.


le PLAUSIBILI IPOTESI di Luciana

Partiamo dalle due uniche possibili verità: Noelle o è viva o è  morta.

Prima ipotesi: chiunque entri in contatto con lei avrà una bella occasione di relazione.

Seconda ipotesi, ora anche per me più plausibile. Ho messo gli occhiali. Ha ragione, Paolo, quando mi dice che senza sono ormai una talpa.

Ieri, sul sentiero, ho pure io esaminato i ciuffi di pelo bianchi. Ma mi sono anche guardata attorno, per vedere se trovavo altri miseri resti.

Partendo da quest’unico indizio (potrebbero essere i peli d Noelle), ho vagliato le seguenti possibilità:

  • i peli sono relativamente vicini alla nostra casa, per cui risalgono al periodo della fuga
  • sono in un punto del sentiero “en plain air”: nessun animale sarebbe così stupido da predare una vittima e mangiarsela alla luce del sole, in un punto di passaggio (in genere la vittima viene portata nella tana). E poi non ci sono né segni di sangue, né gli altri avanzi.

La mia ricostruzione pertanto è la seguente:

Notte di capodanno e inizio dei fuochi. Noelle è sempre stata una gatta molto paurosa, per cui scappa. Va verso il sentiero e, se i fuochi si fossero limitati solo alla nostra zona, probabilmente lì si sarebbe fermata fino al ripristino della calma. Ma non è così. L’universalità umana si scatena a festeggiare chissà che cosa e Noelle continua la sua corsa impazzata e piena di paura. Secondo me le è scoppiato il cuore mentre nel bosco cercava un luogo di riparo.

Se così non fosse, nei giorni seguenti avrebbe risposto con un miagolio ai nostri richiami. E’ vero che è timida, ma ormai abbiamo sperimentato che quando i gatti sono in difficoltà fanno sentire la loro voce.

Quindi, Noelle muore nella notte di capodanno. A questo punto i predatori possono essere numerosi: la volpe che ha già fatto fuori tutte le galline di Cosimo, la faina, i corvi.

L’unica perplessità è sui ciuffi di pelo isolati. La spiegazione più plausibile che mi dò è che i corvi possano essere stati gli ultimi spazzini. Trovando ancora qualcosa e prendendolo col becco, nel volo è scivolato il brandello. Mille insetti della terra potrebbero poi avere fatto la finale pulizia di quel che restava.

Dubito molto di un’aggressione: sicuramente non di umani, ma nemmeno di altre bestie: se Noelle fosse stata sulla strada del ritorno e lì aggredita, avremmo visto gli esiti.

Il mistero è un po’ meno mistero, anche se vorrei tanto che fosse giusta la prima ipotesi.

Per un attimo ho odiato chi ha portato Noelle nel nostro giardino. Mi è sembrato il destino del cavaliere di Samarcanda. Poi ho pensato che ogni vivente ha il suo destino. Abbiamo regalato a Noelle (nel caso della seconda ipotesi) un anno di cure e amore.

Ho anche ben presente il gatto Chet e la sua prematura morte per una malformazione cardiaca. Ci sono gatti col cuore grande, ma evidentemente non sufficiente per accogliere i sentimenti del mondo.


Alpe di Orimento

HO TROVATO QUESTA FOTOGRAFIA DEL FAMOSO ALBERONE, IL VECCHIO FAGGIO DELL’ALPE DI ORIMENTO, IN VAL D’INTELVI

CARO PAOLO,
TRA LE FOTO FATTE NELL’ESTATE 2009….QUANDO RIUSCIVO ANCORA A FARE UNA PASSEGGIATA….HO TROVATO QUESTA MOLTO BELLA DEL NOSTRO FAMOSO ALBERONE, IL VECCHIO FAGGIO  PLURICENTENARIO, SOPRA L’ALPE DI ORIMENTO D’INTELVI…. TENTO DI ALLEGARLA CON IL COPIA E INCOLLA DA ARCHIVIO…. HO ANCORA LA SPERANZA DI POTERVELO PRESENTARE PERSONALMENTE ALLA PROSSIMA PRIMAVERA 2012!
CIAO.
C.
baia di coatesa · COATESA: frazione di Nesso · Riva di Castello, frazione di Nesso

la baia di Coatesa e Riva, alle ore 14 del 14 gennaio 2012

distruzione del paesaggio · Politica regionale e locale · Storia e Economia

la Regina delle Cave: la cava, visibile sul versante Sud del CORNIZZOLO da chilometri di distanza grazie alla potenza dell’impatto visivo: una parete vastissima impossibile da nascondere o mascherare, come hanno dimostrato il vano tentativo di inerbire le cenge e l’inutile spargimento di una sostanza ossidante che avrebbe dovuto scurire la roccia

Cave sul Cornizzolo

E’ bella la consapevolezza di vivere in un territorio famoso per la sua bellezza, per l’equilibrio tra un ambiente superbo e l’opera dell’uomo. Poi, pian piano, si insinua il dubbio che questa simbiosi non sia proprio così felice come ce la descriveva il Manzoni qualche tempo fa, sintetizzando l’amore per la propria terra nello struggente Addio Monti.

L’addio ai monti, o almeno ad una consistente parte di essi, in realtà i lecchesi lo stanno già dando da tempo… Tale è l’armonia della natura che ci circonda, alla  quale siamo abituati da generazioni, che a quanto pare pensiamo di poterci permettere di perdere lungo la strada dei pezzi non particolarmente pregiati, dissipando un patrimonio che, però, non è nostro………..

Una parte di questi monti, infatti, si è polverizzata nelle cave che circondano la città:

-Moregallo: una nuova, enorme ferita, si sta lentamente allargando proprio in questi mesi appena più a Nord della devastazione sopra la vecchia raffineria.

-Magnodeno: vista dall’alto, nei pressi della vetta, la gigantesca cava sembra il regno di Mordor de Il Signore degli Anelli.

-Monte Barro Est: la verticale parete di terra e sassi fa bella mostra di se sopra il Ponte Vecchio.

-Monte Barro Sud-Ovest: un evidente esempio di come per riqualificare una cava bastano dei riporti di terra, la piantumazione di qualche centinaio di alberelli, ed alcune decine di secoli di pazienza affinchè l’erosione spiani definitivamente il monte Barro. Allora sì che non si vedrà più niente; basta avere pazienza.

-Lecco-Maggianico, sulla direttiva per Bergamo: nel buco della cava ci hanno addirittura costruito dentro.

E poi, naturalmente, la Regina delle Cave: LA Cava, visibile sul versante Sud del Cornizzolo da chilometri di distanza grazie alla potenza dell’impatto visivo: una parete vastissima impossibile da nascondere o mascherare, come hanno dimostrato il vano tentativo di inerbire le cenge e l’inutile spargimento di una sostanza ossidante che avrebbe dovuto scurire la roccia.

Anche a queste ferite siamo ormai abituati, e, che lo si voglia o meno, anche loro fanno parte del paesaggio. Non è una consolazione, ma ormai “è fatta”.

E invece no: non è finita… Si parla infatti dell’apertura di un nuovo fronte di scavi sempre sul Conizzolo, sopra la prima cava, nel punto in cui la curva del costone cambia pendenza e, dopo il ripido scivolo del cono sommitale, si adagia in ampi pascoli a circa 1000 metri di quota. Ancora più visibile, ancora più violenta. Chissà che lo scempio annunciato non sveglierà il Drago di San Pietro al Monte.

Come cittadino, ma soprattutto come arrampicatore, sci alpinista ed escursionista mi ribello a vedere la mia terra continuamente massacrata, cementificata, sbudellata. Perché ancora il Cornizzolo? Tanto varrebbe, finito il lavoro lassù, andare a minare la base del Sigaro, del Fungo, del Cinquantenario e di tutti gli altri celebrati “paracarri” della Grignetta, tanto cari a noi lecchesi, per ottenere velocemente ottima materia prima per garages e condomini di lusso. C’è il fastidio di dover tirar fuori tutti i chiodi prima di tritarla, ma non è poi un grosso problema. A quanto pare il “semplice” valore della salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio non basta più per difenderci, e passerà sempre in secondo piano di fronte a qualsiasi altra istanza. Ma per me l’ambiente, come la salute, non è un valore contrattabilie

La notte di Natale scendevo da Morterone verso Lecco: nel cielo terso la pianura scintillava di milioni di lampadine e lampioni… Alcune misteriose masse nere emergevano dal mare luccicante: il Monte Barro, il lago, i Corni di Canzo, il Cornizzolo… Più in là, a destra, la Grignetta rischiarata dalla luna. Ma, si sa, il buio nasconde le brutture.

Quindi NO, non accetto che questa terra venga ulteriormente distrutta, e da alpinista voglio difendere le mie montagne, almeno con una manciata di parole scritte con rabbia.

Gennaio 2012

Pietro Corti

(testo segnalato da Marco Ballerini)

Argegno · inverno · tradizioni

Argegno, un tuffo nel lago per salutare il 2012 – Cronaca – La Provincia di Como

Argegno, bagno di Capodanno (Foto by Francesco Aita)

ARGEGNO – Bagno di Capodanno nel Lario. A sfidare le gelide acque del lago di Como con un’immersione collettiva oggi a mezzogiorno  alcuni volontari delle delegazione della Croce Rossa di San Fedele  e dell’OSHA -ASP , Orientamento Sportivo Handicappati- Associazione Sportiva Paraplegici. La colonnina del termometro le acque antistanti la chiesa della Santissima Trinità, si era fermata a sei gradi sopra lo zero

Argegno, un tuffo nel lago per salutare il 2012 – Cronaca – La Provincia di Como.