“due anni fa Veleso, Zelbio e Nesso sono stati invitati ad uscire dalla Unione intercomunale dal Comune di Torno che aveva deciso di fondersi con Blevio e Faggeto”

“due anni fa Veleso, Zelbio e Nesso sono stati invitati ad uscire dalla Unione intercomunale dal Comune di Torno che aveva deciso di fondersi con Blevio e Faggeto”

Passeggiata creativa a cura de La Provincia in collaborazione con l’associazione Sentiero dei Sogni, con partenza da Como in battello. Lunghezza 4 km, parte in salita all’andata.
Ritrovo ore 9.15 in piazza Cavour a Como.
Partenza con il battello delle 9.50.
Rientro con quello delle 17.15 da Nesso (arrivo a Como alle 18).
Biglietto a carico dei partecipanti: costi e prenotazioni sul sito delle Primavere. Pranzo al sacco. Massimo 100 posti.
Conduce Pietro Berra, giornalista e scrittore.
Interventi poetici e musicali a cura di Marco Belcastro, cantautore e docente di canto, e Francesco Macciò, poeta e musicista.
Intervento di Catrin Vimercati, associazione InFormAzioni, sul volume “Memorie storiche sulla vita, gli studi e le opere di Leonardo da Vinci”, scritto nel 1804 da Carlo Amoretti.
Letture di Paolo Ferrario e Mirna Ortiz.
Nel 500° di Leonardo un percorso nel segno dell’acqua, in un luogo che lo colpì al punto da essere tra i pochi scorci del lago di Como da lui descritti nel Codice Atlantico: l’orrido di Nesso, pulito e illuminato per questo importante anniversario. “Nesso, terra dove cade un fiume con grande empito, per una grandissima fessura di monte”, scrisse il genio vinciano, ammaliato dalle forre scavate dai torrenti Nosè e Tuf, che si uniscono in una cascata spettacolare prima di gettarsi nel lago il prossimità del ponte medievale della Civera.
Un luogo che affascinò anche Alfred Hitchcock, che qui ambientò una scena del suo primo film, “Il labirinto della passione” (1925). Risalendo il corso del Nosè scopriremo tanti piccoli “miracoli” compiuti dalla forza dell’acqua, fino ad arrivare su un grande prato ai piedi del monte, dove, dopo il pranzo al sacco, andrà in scena un piccolo concerto partecipato (il pubblico sarà invitato a intervenire nelle parti corali).
Aspetteremo il battello del ritorno in un giardino a terrazze affacciato sul lago, allietati da altre canzoni e da una breve lettura di testi poetici sul tema dell’acqua.
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VELESO
Di origine celto-ligure, le terre di Veleso fecero parte dei “castellum” Con a capo Nesso e del successivo omonimo “pago” dell’epoca romana. Con l’avvento della cristianità la parrocchiale di Veleso, dedicata a S.Antonio, dipese dalla pieve di Nesso sino all’anno 1590 quando si rese religiosamente indipendente con le frazioni di Erno e Gorla. La chiesa di S.Andrea in Erno si separò dalla parrocchiale di Veleso nel 1748.Nel medioevo, Veleso era terra compresa nel feudo di Nesso, e ne seguì le vicende successive; nel 1497 fu donato da Ludovico Maria Sforza a Lucrezia Crivelli. Nel 1538 divenne possesso di Angelo Corio e dal 1647 della famiglia Casnedi fino al 1787, anno in cui cessò la giurisdizione feudale. Durante l’epoca napoleonica, dal 1796 al 1814 Veleso fece parte dei comuni di Nesso ed Uniti. Successivamente fino al 1928 Veleso rimase comune indipendente, nel 1929 costituì con Zelbio il comune Zelbio e Veleso, poi dal 1948 si rese di nuovo autonomo.




