La mostra “Il movimento sospeso. Gianni Colombo e il Monumento alla Resistenza europea” è in programma dal 24 aprile al 2 giugno 2025 a Como, presso Spazio Natta (via Natta 18) e l’atrio di Confindustria Como (via Raimondi 1)12.
L’inaugurazione si tiene il 24 aprile alle 17.3018.
L’evento celebra l’80° anniversario della Liberazione, esponendo materiali d’archivio sul monumento progettato da Colombo, tra cui disegni, foto e l’opera Bariestesia (1975)13.
Struttura della mostra
Spazio Natta: documenti progettuali, modellini in scala e grafiche che illustrano l’evoluzione del monumento, curata da Marco Scotini16.
Sede Confindustria: sezione complementare con focus sul contesto storico-politico della Resistenza europea13.
Il monumento di Colombo Realizzato nel 1983 lungo il lago di Como, l’opera rompe con la monumentalità tradizionale attraverso:
Percorsi inclinati a tre rampe, concepiti come spazi di incontro collettivo15.
Lastre metalliche con lettere di condannati a morte della Seconda guerra mondiale, tratte dall’antologia einaudiana del 195415.
Contro-monumentalità che trasforma la memoria in esperienza fisica, con strutture che alterano percezione e gravità15.
La mostra evidenzia come Colombo abbia sostituito la rappresentazione figurativa con un “movimento interrotto”, creando un dialogo tra spazio architettonico e memoria storica15.
La pubblicazione degli atti del convegno Monumento alla Resistenza europea: 40 anni di Memoria per la Pace è il coronamento di un lungo lavoro di ricerca intrapreso dall’Anpi per celebrare la costruzione del monumento e l’avvio di un percorso con altre città d’Europa e del mondo che ha portato Como a ricoprire il ruolo di “Città Messaggera di Pace”.
La pubblicazione degli atti del convegno Monumento alla Resistenza europea: 40 anni di Memoria per la Pace è il coronamento di un lungo lavoro di ricerca intrapreso dall’Anpi per celebrare la costruzione del monumento e l’avvio di un percorso con altre città d’Europa e del mondo che ha portato Como a ricoprire il ruolo di “Città Messaggera di Pace”.
Il Monumento viene analizzato nella sua dimensione di percorso di coinvolgimento, di spazio da vivere e di luogo della memoria. In esso sono raccolte le testimonianze dei martiri antifascisti e antinazisti di tutta l’Europa, uomini e donne che hanno combattuto contro la disumanità rappresentata dalla belva nazifascista. A quarant’anni dall’inaugurazione, per mano del Presidente della Repubblica Sandro Pertini, è sempre più necessario dedicare il nostro lavoro e il nostro impegno ai valori di Pace e all’antifascismo.
Il Monumento alla Resistenza Europea a Como, opera dell’artista milanese Gianni Colombo (1937-1993), è un memoriale dedicato alle vittime dei regimi nazifascisti e ai caduti durante la Seconda guerra mondiale.
Realizzato su proposta dell’ANPI e inaugurato il 28 maggio 1983 dal presidente Sandro Pertini, sorge nei giardini a lago, vicino al Monumento ai Caduti di Giuseppe Terragni125.
Struttura e simbologia L’opera si compone di tre scale convergenti che simboleggiano i percorsi impervi dei deportati nei campi di sterminio.
Le scale conducono a lastre metalliche con incisioni di ultime lettere scritte da condannati a morte, tradotte in sette lingue su pannelli marmorei circostanti17. Al centro, una stele racchiude pietre provenienti da campi di concentramento come Auschwitz, Dachau e Buchenwald, oltre a un frammento di Hiroshima, a monito contro gli orrori bellici23.
Approccio artistico di Colombo Membro del Gruppo T e pioniere dell’arte cinetica, Colombo concepì un’installazione “vivibile” che altera la percezione spaziale. Le scale con inclinazioni diverse creano un effetto bariestetico, invitando i visitatori a un’esperienza fisica e riflessiva68. L’artista descrisse il progetto come un “itinerario aperto” per stimolare il dialogo collettivo sul valore universale della Resistenza6.
Il Monumento alla Resistenza Europea di Gianni Colombo presenta caratteristiche architettoniche che uniscono sperimentazione spaziale e simbolismo politico:
1. Geometria cinetica e percezione alterata Le tre scale convergenti con inclinazioni differenziate creano un effetto bariestetico, tipico dell’arte cinetica del Gruppo T, che disorienta il visitatore, metafora del percorso traumatico dei deportati1.
2. Materiali e stratificazione storica
Lastre metalliche incise con lettere di condannati a morte, tradotte in sette lingue su pannelli marmorei circostanti, enfatizzano la dimensione transnazionale della memoria1.
Stele centrale contenente pietre da campi di sterminio (Auschwitz, Dachau) e un frammento di Hiroshima, trasformando l’opera in reliquario laico1.
3. Dialogo spaziale con il contesto La collocazione nei giardini a lago, vicino al razionalista Monumento ai Caduti di Terragni, instaura un contrasto generazionale: l’astrazione cinetica di Colombo risponde al verticalismo monumentale anni ’30, ridefinendo il linguaggio della commemorazione1.
4. Architettura “vivibile” L’installazione richiede un coinvolgimento fisico (salire/scendere le scale) per attivare il messaggio politico, superando la passività della contemplazione tradizionale1.
5. Simbolismo universale Le scale senza un punto di arrivo definito riflettono la Resistenza come processo incompiuto, mentre la scelta delle lingue sottolinea il carattere collettivo della lotta antifascista1.1: Dettagli ricavati dal contesto fornito precedentemente (ANPI, inaugurazione con Pertini, descrizioni tecniche dell’opera). Per riferimenti esterni generici sui monumenti, vedi Treccani3 e analisi di Artribune6 sul rapporto tra spazio urbano e memoria.
In occasione degli 80 anni dalla Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, l’Archivio di stato di Como è lieta di presentare una selezione di documenti tratti dal prezioso fondo del Comitato di Liberazione Provinciale di Como (1944-1947): atti normativi, tessere degli iscritti, storie di partigiani e manifesti.
La mostra, a ingresso gratuito, sarà visitabile fino al 6 giugno 2025 presso la sala studio dell’Archivio di Stato, tutti i giorni (escluso sabato, domenica e festivi) dalle ore 10 alle ore 15.
E’ necessaria la prenotazione per gruppi di 5 o più persone.
Il libro Roberto Festorazzi, giornalista e storico, dopo 35 anni di ricerche, pubblica una biografia-verità su Luigi Canali, noto come il capitano “Neri”, figura centrale della Resistenza comasca e protagonista controverso della fine del fascismo. L’opera si distingue per l’ampiezza della documentazione e per l’accesso a fonti inedite, in particolare l’Archivio segreto di “Neri”, custodito dalla famiglia e consegnato all’autore nel 2016 per un’analisi critica approfondita1.
Contenuti principali
Il volume ricostruisce la vicenda umana e politica di Luigi Canali, comunista e comandante partigiano, gettando luce su tre grandi “ombre” che hanno avvolto la sua figura:
La verità sul suo arresto da parte della Brigata Nera di Como, avvenuto a Lezzeno il 7 gennaio 1945, grazie a una delazione che coinvolge anche la moglie, Giovanna Martinelli.
Il presunto tradimento e il successivo processo partigiano che lo condannò, insieme alla compagna “Gianna”, per collaborazione con i nemici tedeschi e fascisti.
Il suo ruolo determinante nell’esecuzione di Benito Mussolini e Claretta Petacci a Giulino di Mezzegra il 28 aprile 1945, e la concatenazione di eventi che portarono al suo omicidio il 7 maggio 194515.
Il libro pubblica per la prima volta i “Diari d’Africa” di Canali, rimasti inediti, e utilizza un ricco giacimento di documenti originali, tra cui i fascicoli dell’Archivio Canali, per ricostruire con precisione i fatti e le dinamiche interne alla Resistenza1.
Tesi e novità
Festorazzi sostiene, con nuove prove documentali, che Luigi Canali fu il vero protagonista dell’esecuzione di Mussolini, ruolo che avrebbe segnato il suo destino e motivato la sua eliminazione pochi giorni dopo la fine della guerra15.
L’autore affronta anche il tema delle lotte intestine tra le diverse anime della Resistenza, che portarono a processi sommari e a una tragica epurazione interna, di cui Canali fu vittima.
L’autore Roberto Festorazzi, nato a Como nel 1965, è laureato in scienze politiche e autore di numerosi saggi storici e biografie. Ha collaborato con importanti testate italiane e internazionali. Tra le sue opere più note: Caro Duce, ti scrivo, Tutti gli uomini di Mussolini, Il libro nero del comunismo italiano, Dino Buzzati. Il male oscuro. Ha ricevuto il Premio Internazionale “Arte Lario” per Gli archivi del silenzio e la sua opera D’Annunzio e la piovra fascista ha ispirato il film Il cattivo poeta1.
Anno di pubblicazione: 2024-2025 (nuova edizione aggiornata)5
Sintesi
L’uomo che uccise Mussolini di Roberto Festorazzi è una biografia rigorosa e documentata che, grazie a fonti inedite, ricostruisce la figura di Luigi Canali, il capitano “Neri”, svelando i retroscena della sua vita, del suo ruolo nell’esecuzione di Mussolini e delle oscure dinamiche che portarono alla sua morte. Il libro rappresenta un contributo fondamentale per la storiografia sulla Resistenza e sulla fine del fascismo in Italia15.
Dedicato ai giovani, alle nuove generazioni e a tutte le persone che credono nei valori della Resistenza, della Libertà, della Democrazia e della Pace. È questo il ricordo di due giovani partigiani: Luigi Ballerini di 19 anni ed Enrico Cantaluppi di 21 anni, che all’alba del 24 gennaio 1945 furono trucidati dalle milizie fasciste comasche. A 80 anni dal loro sacrificio, che questo rappresenti un monito e un esempio, nella speranza che simili atti di barbarie non debbano mai più ripetersi.
—
I parenti dei due Martiri per la nostra Libertà hanno voluto ricostruire le vicende dei loro cari nel quadro della storia recente di Albate e Lipomo, le cui comunità hanno contribuito in modo determinante all’affermazione dei valori che la Resistenza ha restituito a tutta la popolazione. Vicende che coinvolgono persone e istituzioni civili e religiose che hanno attivamente operato per dare anche al contesto territoriale la Libertà dal fascismo. Luigi Ballerini di 19 anni ed Enrico Cantaluppi di 21 anni furono trucidati dalle milizie fasciste a Como, all’alba del 24 gennaio 1945, lungo il torrente Cosia, attuale viale Innocenzo XI angolo via Benzi. Due giorni prima avevano tentato di catturare, con un’audace azione, l’ufficiale della Guardia Nazionale Repubblicana Mario Petrovich.
Nel volume, a partire dalle vicende personali e familiari dei due giovani, si è approfondito il contesto socio-economico e politico della realtà del popoloso quartiere di Albate e del Comune di Lipomo nella prima metà del Novecento, per evidenziare – attraverso un’approfondita ricerca storica e la valorizzazione di molte testimonianze – la rilevante partecipazione popolare alla lotta contro il nazi-fascismo.
Un gruppo di 111 architetti, docenti e intellettuali internazionali ha lanciato un appello per bloccare il progetto di ristrutturazione dello Stadio Sinigaglia a Como, definendolo un rischio per il patrimonio architettonico e paesaggistico della città146. Tra i firmatari figurano nomi di rilievo come Daniel Libeskind, Rafael Moneo, Aaron Betsky e Attilio Terragni (erede di Giuseppe Terragni)124.
Le criticità sollevate includono:
Impatto su un’area di valore storico: l’area dei Giardini a Lago ospita capolavori razionalisti come il Novocomum, la Casa Giuliani Frigerio (entrambi di Terragni) e il Monumento ai Caduti (progettato da Terragni su schizzo di Antonio Sant’Elia)24.
Rischio di alterazione del contesto paesaggistico, con la costruzione di una struttura da 15.000 posti che comprometterebbe la visibilità del lago e degli edifici storici14.
Proposta alternativa: i firmatari chiedono di individuare un’altra area, vicina alle infrastrutture necessarie ma senza pregiudicare il patrimonio esistente25.
Reazioni istituzionali e sociali
Il sindaco di Como, Alessandro Rapinese, ha respinto l’appello in modo netto, sostenendo che il progetto è parte del programma elettorale e che «la città lo vuole»257. La sua risposta, trasmessa da Espansione TV, ha suscitato polemiche: «Non sono stato eletto per giocare a flipper o a ping pong»27.
Dal fronte dei tifosi è arrivata una replica critica, firmata da Edmondo Battistini, che evidenzia come l’opposizione degli architetti sia tardiva rispetto al degrado pregresso della zona e al proliferare di palazzi3. Il lettore sottolinea che, con un’azione diretta, sarebbe possibile raccogliere 10.000 firme a favore del progetto3.
Dinamiche del dibattito
L’appello ha acceso i riflettori su un tema finora poco contestato, sollevando questioni di democrazia partecipativa e bilanciamento tra sviluppo e tutela del patrimonio. Francesco Degli Esposti, promotore dell’iniziativa, ha ribadito la necessità di un confronto più ampio, sottolineando che la rapidità delle adesioni internazionali dimostra l’importanza del tema5.
Tabella comparativa delle posizioni
Posizione
Argomenti chiave
Architetti e intellettuali
Tutela del patrimonio razionalista, rischio di impatto visivo, proposta alternativa
Amministrazione comunale
Mantenimento del progetto per volontà popolare e impegno elettorale
Tifosi
Critica all’opposizione tardiva, fiducia nel sostegno popolare
Il caso riflette tensioni tra valorizzazione del territorio e esigenze sportive, con un’amministrazione che privilegia la realizzazione del progetto nonostante le obiezioni tecniche e culturali157.