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Como, Come era, Cartoline storiche

Questo sito contiene una raccolta di immagini di Como in varie epoche, suddivise per zone, raccolte da cartoline, fotografie, ecc…

Si parte dalla fine del 1800 circa, per arrivare fino ai giorni nostri, con una piccola sezione denominata “Como oggi”.

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Como sul Lario, Il muro del lungolago

… Il muro del lungolago non è figlio di un errore di costruzione né figliastro di una variante in corso d’opera voluta dai tecnici di Palazzo Cernezzi. Il muro del lungolago non è nemmeno un’invenzione dell’ultimo minuto per risparmiare sui costi di costruzione delle barriere antiesondazione. Niente di tutto questo. Il muro, sui disegni e sulle tavole degli ingegneri civili che hanno immaginato di difendere la città di Como dalle acque del Lario, c’è sempre stato. Il punto è che nessuno lo ha mai detto e non lo ha neanche mostrato chiaramente nelle simulazioni al computer …

una decisione importante, nell’aprile del 2007, venne presa proprio su indicazione della Provincia. Fu deciso di sospendere (ma non di cancellare) la realizzazione di un parapetto di un metro nel tratto di lungolago che fronteggia il Suisse e l’ex tipografia Cesare Nani. In sostanza, nella zona più vicina a piazza Cavour, il progetto prevedeva (e prevede ancora) una barriera di cemento armato alta 1.70 metri sul livello della strada. «Chi avesse passeggiato sul marciapiede opposto, tra piazza Cavour e via Cairoli, non avrebbe visto nulla», ha ammesso l’architetto Cosenza.
A questo punto, bisogna fare un passo indietro e tornare al 21 febbraio 2003, quando la giunta regionale della Lombardia, presieduta da Roberto Formigoni, approva il progetto delle paratie.
Quel progetto, lo stesso finito sul tavolo della commissione paesaggio della Provincia 4 anni dopo, era stato giudicato positivamente da un nucleo di valutazione dell’assessorato al Territorio del Pirellone, aveva ottenuto il parere favorevole della commissione consiliare regionale nella seduta del 5 dicembre 2002 e, in precedenza, anche l’autorizzazione paesistica della direzione del servizio beni ambientali e territoriali il 24 febbraio 2000.
Lo stesso progetto era stato inviato anche alla Soprintendenza ai Beni ambientali della Lombardia, che non aveva mosso alcun rilievo nei 60 giorni di tempo concessi dalla legge.
La prima ipotesi, variata poi nel dicembre 2008, prevedeva un innalzamento della quota della passeggiata a lago di circa 70 cm. dalla parte di piazza Cavour e di 50 cm. nella zona di fronte alla Ca’ Bianca, l’allargamento della stessa passeggiata da 8 a 21 metri e l’adozione di un sistema misto di difesa antiesondazione, con una paratia di calcestruzzo e 4 paratie mobili, 3 delle quali lunghe sei metri e una invece di ben 18 metri. Il muro, lungo complessivamente 114 metri, aveva altezze variabili da 1 metro (di fronte a via Cairoli) a 20 cm. (in zona giardini a lago).
Nel 2008, il 12 dicembre, il responsabile unico del procedimento, l’ingegnere Antonio Ferro, inoltra una richiesta di autorizzazione paesistica per un nuovo arredo della passeggiata. Si tratta della cosiddetta “variante Viola”, cui la Provincia concede il proprio benestare 10 giorni dopo, il 22 dicembre. Con questa variante, ha spiegato ieri l’architetto Cosenza, «nulla mutava per la minore percezione visiva tra piazza Cavour e via Cairoli». Il muro, insomma, restava tale e quale. Venivano ridotte da 4 a 3 le paratie mobili (per una lunghezza complessiva di 30 metri invece di 36) e realizzate la seduta e le fioriere, con il necessario innalzamento della barriera di calcestruzzo nella parte dei giardini a lago.
Alla variante di dicembre, quindi, non può essere imputato ciò che era stato progettato e approvato 9 anni prima. In ogni caso, la Provincia, dopo un sopralluogo in cantiere, il 28 settembre scorso ha avviato procedimento di verifica per accertare le altezze dei manufatti. Villa Saporiti ha chiesto al Comune di produrre il rilievo altimetrico delle opere sin qui costruite. L’obiettivo è di verificare se sia stata superata la quota di 200,30 cm. sul livello del mare, altezza massima prevista per le barriere antiesondazione …

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LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Politica regionale e locale

Laglio: fallisce il residence dei Vip

…. avevano spiegato che l’investimento di 12 milioni di euro avrebbe assicurato al Lago di Como 32 unità immobiliari, dai monolocali da 35 metri quadrati alle ville monofamigliari di 150 metri più 60 box, alcuni dei quali doppi a servizio degli appartamenti o da cedere a esterni. Prezzo medio del metro quadrato delle unità abitative 4200 euro.
La crisi dell’edilizia residenziale che sul lago presenta un cospicuo dossier di invenduto, specialmente nel settore più esposto, riferito agli insediamenti di minor pregio architettonico e di maggior incidenza speculativa, ha dunque colpito una vittima illustre che si era proposta di trasformare in residenze le fabbriche dismesse delle tele metalliche Guggi a due passi dalla villa di George Clooney ….

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NESSO · Ottocento · STAMPE antiche

Un secolo di saluti da Nesso: 15 cartoline storiche

Distribuzione: Morini Walter
Biblioteca comunale di Nesso · NESSO · Storia e Economia

FABIO CANI , NESSO: i consumi e il ritrovo. 110 anni di vita della cooperativa

FABIO CANI , NESSO: i consumi e il ritrovo. 110 anni di vita della cooperativa, 

NODOLIBRI, BIBLIOTECA COMUNALE, COOPERATIVA SOCIALE DI NESSO, 2009

ricerca iconografica di Walter Morini

presentazione di Luisa Cribioli, Giordano Leoni, Gianfranco Garganigo

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COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · Ottocento · STAMPE antiche

Nesso, stampa ‘800

MAPPE · Ottocento

Mappa, edizioni Artaria, fine 800

Orrido di Nesso · Ottocento · STAMPE antiche

Orrido di Nesso, stampa ‘800

Orrido di Nesso · Ottocento · STAMPE antiche

Orrido di Nesso, stampa ‘800

Orrido di Nesso · Ottocento · STAMPE antiche

Orrido di Nesso, stampa ‘800

Careno · COATESA: frazione di Nesso · GEOGRAFIA · MAPPE · Piano del Tivano · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Tempo · Valle Intelvi

Valli e vallette che si vedono di fronte a Nesso Coatesa



Valli e vallette che si vedono di fronte a Nesso Coatesa:

  • Valle Intelvi

Sotto il monte Gringo:

  • Valletta del Perello
  • Valletta Costa
  • Valletta Sass Vidaa
  • Valletta di Sciogn

Sotto il monte Comana

  • Valletta Nizzola
  • Valletta Ronco

La mappa e tratta da:

Torri e castelli del triangolo lariano, a cura della Comunità montana Triangolo Lariano, Fondazione provinciale Comunità Comasca, Associazione Appuntamenti Musicali, Società archelogica Comense

In questa mappa si trova anche questa scheda su NESSO:

La località si trova a circa metà della sponda orientale del primo bacino del lago di Como, in direzione di Bellagio e all’imbocco della strada che sale al Pian del Tivano che dà l’accesso alla Vallassina.

Il paese si sviluppa in senso verticale, partendo dalla riva del lago.

Diverse sono le costruzioni che ci inducono a riflettere sulla possibilità che il luogo fosse interamente organizzato dentro un sistema difensivo e all’interno di un circuito integrato di più ampie dimensioni, se prendiamo in considerazione anche il fatto che al Pian del Tivano esistette un accampamento o un punto ricettivo militare d’epoca romana. L’unico manufatto di tipo militare oggi esistente, è costituito da ciò che rimane delle mura del Castello rinascimentale a cui si accede mediante la via omonima. Tuttavia, ripercorrendo le strade del paese, abbiamo rilevato alcuni caseggiati strutturati a mo’ di torre una, in particolare, la si può scorgere nella parte alta del nucleo antico che fiancheg­gia l’orrido.

A lago sorge la chiesa plebana di S Pietro e Paolo, più sopra quella di S. Lorenzo, mentre la chiesetta romanica di S Maria di Vico rimane un piccolo gioiello d’attrazione storico-artistica. La chiesa di S Martino di Careno completa l’assetto delle chiese aggregate alla località di Nesso, ulteriore testimonianza della forte presenza religiosa nelle località lariane.

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Lo sguardo e l’obiettivo. Ricerche storico-artistiche e fotografiche nelle Antichità Lariane di Ignazio Vigoni, edito dalla Società Archeologica Comense e da Villa Vigoni Centro Italo-Tedesco

Lo sguardo e l’obiettivo: presentazione a Villa Vigoni

Sabato 11 luglio alle ore 17 presso Villa Vigoni a Loveno di Menaggio viene presentato il volume Lo sguardo e l’obiettivo. Ricerche storico-artistiche e fotografiche nelle Antichità Lariane di Ignazio Vigoni, edito dalla Società Archeologica Comense e da Villa Vigoni Centro Italo-Tedesco.

– Interventi: Giancarlo Frigerio (presidente della Società Archeologica Comense), Gregor Vogt-Spira (segretario generale Villa Vigoni)
– Aperitivo

Il volume si inserisce in un più ampio progetto (realizzato con il contributo della Fondazione provinciale della Comunità Comasca e della BCC Alta Brianza di Alzate Brianza e seguito da un gruppo di lavoro formato da Renato Bianchi, Giancarlo Frigerio, Franco Prada, Franco Romanelli, Dario Tagliabue) che comprende la digitalizzazione dell’intero corpus fotografico-documentario di Ignazio Vigoni, legato alla sua morte alla Società Archeologica. Di queste oltre 2000 immagini il volume, curato da Fabio Cani, propone un’ampia scelta utile ad approfondire non solo il patrimonio culturale dell’area lariana, ma anche il ruolo di capitale importanza svolto dalla fotografia nella documentazione e nella comunicazione del territorio, le cui vicende sono state indagate in modo più generale nel volume Costruzione di un’immagine edito da NodoLibri nel 1993.

Ignazio Vigoni
(1905 – 1983) nei decenni del secondo dopoguerra si dedica a una pioneristica opera di indagine del territorio lariano, che raccoglie in una serie di album intitolati Antichità lariane, in cui archivia stampe fotografiche (2193), negativi (1528 fotogrammi 35 mm, 249 6×6 cm, 31 4×4 cm) e schede di approfondimento (906 per la serie delle “località” e 884 per quella degli “argomenti”).

Il titolo Antichità lariane si giustifica pienamente poiché l’interesse dell’autore si concentra in una fascia corrispondente alla mediana del Lago di Como: un asse che si disegna in orizzontale dalla Valsolda a Varenna, passando per la Val Menaggio e la Pieve d’Isola; anche nelle puntate in Valle Intelvi è decisamente privilegiato il versante verso il Ceresio. Al di là di questa fascia d’azione, che si spiega facilmente data la frequentazione della villa di proprietà a Loveno, a monte di Menaggio, la copertura del resto del territorio appare a “macchia di leopardo”.

Particolarmente stimolante risulta l’attenzione posta a specifiche tematiche, come l’architettura castellana, l’edilizia rurale, l’arte popolare. È probabile che l’obiettivo di Ignazio Vigoni sia quello di arricchire la conoscenza dell’arte e della storia del territorio, seguendo proprie piste di ricerca ed evitando di ripetere le strade già percorse. Come esplicita nel titolo di uno dei suoi contributi alla “Rivista Archeologica Comense”, si tratta di far conoscere episodi “inediti” o “poco noti” dell’arte locale.

Tutto questo lavoro assume per chi lo fruisca oggi un’importanza particolare. Vigoni ha infatti la ventura di operare in un momento storico che, per molte aree marginali del territorio lariano, si situa sul crinale della modernità. Per questo oggi sono di grande interesse le immagini dedicate ai paesi delle sue valli, da lui ben conosciute e ripetutamente percorse. Le fotografie ritraggono un mondo che appare antico ma che è ancora vitale. Anche le immagini di documentazione artistica costituiscono uno squarcio complessivo sulla ricchezza culturale del territorio, il che – pensando agli anni in cui sono realizzate – dimostra tutto il fervore pionieristico del loro autore.

Info: segreteria Villa Vigoni 0344 36111

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