Natale, Capodanno, Epifania

Il presepe nella roccia: canti per il mese di dicembre

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autunno

da una lettera autunnale di Luciana ad una amica di Milano che passa le estati a Nesso

Ciao carissima *** , come stai?
Ieri siamo riusciti ad andare a Nesso per iniziare a trasportare a Como le piante che non tollerano il gelo esterno. Ogni anno il rituale si compie, fintanto che la salute ce lo permette.
Così come per i gatti, anche i vasi degli ibischi, dell’anturium, delle diplodenie, le varie erbe “miseria” e altre il cui nome botanico ci è sconosciuto vengono amabilmente caricati in una gerla, uno alla volta, e condotti a svernare in appartamento.
E’ una pratica che di solito si conclude verso fine novembre, visto che le nostre visite in campagna non riescono ad essere frequenti.
Gran parte del pomeriggio è trascorso anche a rastrellare le foglie per evitare una fatica troppo onerosa quando il processo della caduta volge al termine. Le sedie sotto il ciliegio finiscono coperte sotto il pino, mentre quelle sul terrazzo di casa finiscono piegate nel bagno.
In attesa di un’altra primavera!
Mentre chiudevo le imposte della cucina, ho scoperto che anche la mia casa possiede “Anita e Garibaldi”! E’ stata una sorpresa piacevole seguita alla tua spiegazione. Pensa che in 25 anni non me n’ero mai accorta.
autunno · Nespolo germanico

IL COLORE MARRONE, autunno del 2009 e 2013

(già pubblicato nel 2009)
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L’esuberanza e la passionalità del rosso-oro lentamente perdono intensità per abbandonarsi alla tonalità più morbida e rassicurante del colore marrone.
E’ questo il colore che mi induce all’introspezione, alla regressione.
Forse perché la terra nuda è di questa tinta, quella stessa terra che elargisce e raccoglie, dispensatrice di vita e depositaria di ciò che vita non è più. 
C’è ancora spazio per gettare i semi di spinacio ed interrare i bulbi di tulipano, mentre il resto dell’orto deve essere spogliato dagli avanzi delle piantagioni estive, affinchè il terreno possa ricevere il nutrimento appropriato per ributtare generosamente nel prossimo ciclo riproduttivo.
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Il marrone aranciato tinge anche gli ultimi frutti della stagione, già preludio dell’intimo piacere di rompere il guscio di noci e nocciole al crepitio di un ciocco di legno che brucia e dello smuovere la paglia per verificare, al tatto, l’avvenuta maturazione di nespole e kiwi.
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E’ tempo di tagliar legna per rinnovare il magico momento dispiare il  fuoco ardente dal portellone del forno, grembo accogliente per indorare la pasta della pizza o avvizzire la buccia delle mele renette.
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I raggi obliqui del sole giocano con le ombre e le volute del fumo che sbuffano dal camino. C’è silenzio nell’aria. Tra breve le sedie della terrazza dovranno essere riposte in casa per il letargo invernale.
 
Le fotografie sono di Luciana
autunno · Chat Noir · Luna · Miciù

su Nesso – Coatesa e gatti: da una lettera di Luciana ad una amica

Nesso ormai ha chiuso i battenti: le 3 belve sono qui. Hanno ripreso gli antichi ritmi di divisione degli spazi.

Miciù ormai è fissa nella nostra camera da letto, dove attende con impazienza il suo turno di coccole che arriva al momento del mio coricamento prima e, se va bene, anche un po’ più tardi in corrispondenza di quello di paolo. La porta rimane chiusa durante la notte.
Chat Noir sta bene: ha perso totalmente il suo giallore e anche urine/feci hanno un bel colorito sano. Che sta bene lo si capisce dalle sue incursioni. Non è stato facile per lui riadattarsi agli spazi dell’appartamento e ha ben pensato di sostituire le piante con le tende. Ma su questo ormai mi sono rassegnata.
Luna impavida continua a servirsi di tutte le ciotole e lettiere che incontra sul suo cammino a conferma della sua dispotica supremazia. In ogni caso per il momento non sono ancora volati boli di pelo, per cui la convivenza resiste nonostante le reciproche antipatie.
Resta ancora in sospeso il trasloco della flora. Ibischi, piante grasse, camadoree, erba miseria, anturium, sono a rischio freddo e quindi non ce la sentiamo di farli gelare all’aperto. Fra un po’, il nostro soggiorno avrà l’area calpestabile ulteriormente ridotta per ospitare un numero di vasi che cresce ogni anno grazie ai trapianti di paolo.
Le zucche di albenga sono state il nostro salvataggio in materia di zucchine, devastate dalla grandine. La produzione, sia pur tardiva, è stata buona, se consideri le dimensioni.
Ora nell’orto rimangono un po’ di cespi di insalata autunno/invermale piantati in agosto e qualche peperone verde, a testimonianza della resilienza. Pensa che i pomodori datterini sono diventati rossi proprio sul finire di settembre! E anche i bulbi di dalie che di solito fioriscono aluglio, non hanno mancato di commuoverci con i primi fiori spuntati anch’essi dopo il 25 settembre.
Decisamente un anno insolito.

autunno · BATTELLI e Corriere · Estate

L’ultima giornata e l’ultima sera dei BATTELLI a Coatesa e ritorno a Como, 30 settembre 2013

Video 1

Video 2

Video 3

Video 4

Video 5

Video 6

Agosto · Noi

LUCIANA: l’ultimo stare di agosto, 31 agosto 2013

 

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Agosto · Cigni

CIGNI E CIGNETTI: l’apparire del 30 Agosto

Agosto · amici nei giorni di Coatesa

Visita di: Patrizia, Giulio, Monica e Terry (con Claudio e Candida)

Alla mattina arrivano Patrizia e Giulio, da Brunate

Al pomeriggio: Monica e Terry (con Claudio e Candida)

Agosto · amici nei giorni di Coatesa

Grazie, Terry

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Agosto · amici nei giorni di Coatesa · Cani

visita alla casa di Gabriella e Peggy

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Affacci · Agosto · arrivare a Coatesa · GENIUS LOCI · Sentieri e Genius Loci · Tajana Tino · Tino T · via Coatesa

effetti del “Genius Loci” su Tino, qui a Coatesa sul Lario, 24 agosto 2013

il genius loci del vostro sito e’ :

entrare nel centro storico di Coatesa, salire le scale di una casa del settecento,

proseguire le scale del sopralzo del novecento ed essere improvvisamente proiettati in un orto/giardino.

Ma non finisce qui!

Nel giardino si costeggia il lago, si sosta su un seggio a contemplare il pontile e l’approdo dei battelli, si sentono i profumi della vegetazione autoctona del lago .

Da un ristretto portale si esce su un tratturo che a valle ha il lago e a monte un ondeggiante muro in sasso di Moltrasio che ricorda quelli dipinti da Ottone Rosai,  mediati dal pennello lariano di Pierino Saibene.

Tino

Agosto · GENIUS LOCI

Dedicato a Pierangelo

Caro Pierangelo
grazie per la visita che hai fatto a Coatesa oggi e  per avermi cercato
Riprendo qui sotto il nostro carteggio risalente al  27/07/2012 alle 13:13:

Ciao Betty e Rino. Quasi tutti i giorni visiono questo “sito dei ricordi”….. Non ho il piacere di conoscere personalmente i curatori del medesimo, Paolo e Luciana, però compenso questa carenza leggendo il materiale da loro pubblicato. Vi è una immagine, fra le tante, che mi emoziona ogni volta che compare ed è quella relativa al cartello, (non so se di marmo o pietra,perdonatemi), che riporta scolpita la scritta “FRAZIONE COATESA”. Quante volte da ragazzino mi è servita come bersaglio sul quale lanciavo chicchi d’uva acerbi oppure bussolotti di carta od altro. Tolta dall’ex filatoio e posata a terra…….. spero non venga distrutta e rimessa ove si trovava in origine. Quanti ricordi infantili, adolescenziali e giovanili che sono radicati nel mio cuore. Una lacrima dall’anima da aff.mo Pierangelo, FRAZIONE COATESA 14

coatesatarga

Pierangelo

caro pierangelo, sono commosso per queste tue parole.
tu che hai ricordi così vivi della tua infanzia ed adolescenza e io, che qui sono arrivato a quarant’anni (e mia moglie luciana a trenta), siamo uniti dalla forza di questo luogo così “unico” su tutto il lario.
coatesa, infatti ha una grande potenza ambientale ed umana: la scala che va a lago, la storia industriale delle fabbriche costruite lì attorno, il ponte della civera, la casa bianca dei vinca, la eccezionale ripida scala accanto ad essa, il pontile dei battelli, il piccolo porticciolo del riparo …
è un concentrato di forza storica ed evocativa
ho fotografato la lastra di pietra con scritto coatesa, che ora giace negletta lassù nella parte piana dietro alla ex filanda, proprio perchè “raccontava” la via che negli anni 30, 40 e in parte 50 serviva alle tantissime persone che scendevano ai battelli fin dalle 5 del mattino
io spero tanto che quella lastra venga rispettata e salvata. ma se così non sarà, resterà la fotografia
a questo servono gli album dei ricordi
e, come hai ben colto, questo è nè più nè meno un album dei ricordi. come quelli di un tempo che venivano conservati lungo le generazioni
io e luciana siamo fissi a coatesa dalla prossima settimana e per tutto il mese di agosto (durante l’anno veniamo qui, praticamente sempre, al sabato ed alla domenica). insomma trascorriamo in coatesa almeno un terzo dell’anno
mi piacerebbe molto conoscerti di persona, così come ho conosciuto betty e rino (assieme a luigina e chicco balducci, mie carissimi vicini di casa)
mi trovi in via coatesa 22. il nostro telefono è 910557
un cordiale saluto
paolo ferrario