- AUDIO della facciata A: http://aulevirt.files.wordpress.com/2013/12/presepio-nella-roccia-1.mp3
- AUDIO della facciata B: http://aulevirt.files.wordpress.com/2013/12/presepio-nella-roccia-2.mp3


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Nesso ormai ha chiuso i battenti: le 3 belve sono qui. Hanno ripreso gli antichi ritmi di divisione degli spazi.
Miciù ormai è fissa nella nostra camera da letto, dove attende con impazienza il suo turno di coccole che arriva al momento del mio coricamento prima e, se va bene, anche un po’ più tardi in corrispondenza di quello di paolo. La porta rimane chiusa durante la notte.
Chat Noir sta bene: ha perso totalmente il suo giallore e anche urine/feci hanno un bel colorito sano. Che sta bene lo si capisce dalle sue incursioni. Non è stato facile per lui riadattarsi agli spazi dell’appartamento e ha ben pensato di sostituire le piante con le tende. Ma su questo ormai mi sono rassegnata.
Luna impavida continua a servirsi di tutte le ciotole e lettiere che incontra sul suo cammino a conferma della sua dispotica supremazia. In ogni caso per il momento non sono ancora volati boli di pelo, per cui la convivenza resiste nonostante le reciproche antipatie.
Resta ancora in sospeso il trasloco della flora. Ibischi, piante grasse, camadoree, erba miseria, anturium, sono a rischio freddo e quindi non ce la sentiamo di farli gelare all’aperto. Fra un po’, il nostro soggiorno avrà l’area calpestabile ulteriormente ridotta per ospitare un numero di vasi che cresce ogni anno grazie ai trapianti di paolo.
Le zucche di albenga sono state il nostro salvataggio in materia di zucchine, devastate dalla grandine. La produzione, sia pur tardiva, è stata buona, se consideri le dimensioni.
Ora nell’orto rimangono un po’ di cespi di insalata autunno/invermale piantati in agosto e qualche peperone verde, a testimonianza della resilienza. Pensa che i pomodori datterini sono diventati rossi proprio sul finire di settembre! E anche i bulbi di dalie che di solito fioriscono aluglio, non hanno mancato di commuoverci con i primi fiori spuntati anch’essi dopo il 25 settembre.
Decisamente un anno insolito.
Video 1
Video 2
Video 3
Video 4
Video 5
Video 6


Alla mattina arrivano Patrizia e Giulio, da Brunate
Al pomeriggio: Monica e Terry (con Claudio e Candida)


il genius loci del vostro sito e’ :
entrare nel centro storico di Coatesa, salire le scale di una casa del settecento,
proseguire le scale del sopralzo del novecento ed essere improvvisamente proiettati in un orto/giardino.
Ma non finisce qui!
Nel giardino si costeggia il lago, si sosta su un seggio a contemplare il pontile e l’approdo dei battelli, si sentono i profumi della vegetazione autoctona del lago .
Da un ristretto portale si esce su un tratturo che a valle ha il lago e a monte un ondeggiante muro in sasso di Moltrasio che ricorda quelli dipinti da Ottone Rosai, mediati dal pennello lariano di Pierino Saibene.
Tino
Ciao Betty e Rino. Quasi tutti i giorni visiono questo “sito dei ricordi”….. Non ho il piacere di conoscere personalmente i curatori del medesimo, Paolo e Luciana, però compenso questa carenza leggendo il materiale da loro pubblicato. Vi è una immagine, fra le tante, che mi emoziona ogni volta che compare ed è quella relativa al cartello, (non so se di marmo o pietra,perdonatemi), che riporta scolpita la scritta “FRAZIONE COATESA”. Quante volte da ragazzino mi è servita come bersaglio sul quale lanciavo chicchi d’uva acerbi oppure bussolotti di carta od altro. Tolta dall’ex filatoio e posata a terra…….. spero non venga distrutta e rimessa ove si trovava in origine. Quanti ricordi infantili, adolescenziali e giovanili che sono radicati nel mio cuore. Una lacrima dall’anima da aff.mo Pierangelo, FRAZIONE COATESA 14
Pierangelo
caro pierangelo, sono commosso per queste tue parole.
tu che hai ricordi così vivi della tua infanzia ed adolescenza e io, che qui sono arrivato a quarant’anni (e mia moglie luciana a trenta), siamo uniti dalla forza di questo luogo così “unico” su tutto il lario.
coatesa, infatti ha una grande potenza ambientale ed umana: la scala che va a lago, la storia industriale delle fabbriche costruite lì attorno, il ponte della civera, la casa bianca dei vinca, la eccezionale ripida scala accanto ad essa, il pontile dei battelli, il piccolo porticciolo del riparo …
è un concentrato di forza storica ed evocativa
ho fotografato la lastra di pietra con scritto coatesa, che ora giace negletta lassù nella parte piana dietro alla ex filanda, proprio perchè “raccontava” la via che negli anni 30, 40 e in parte 50 serviva alle tantissime persone che scendevano ai battelli fin dalle 5 del mattino
io spero tanto che quella lastra venga rispettata e salvata. ma se così non sarà, resterà la fotografia
a questo servono gli album dei ricordi
e, come hai ben colto, questo è nè più nè meno un album dei ricordi. come quelli di un tempo che venivano conservati lungo le generazioni
io e luciana siamo fissi a coatesa dalla prossima settimana e per tutto il mese di agosto (durante l’anno veniamo qui, praticamente sempre, al sabato ed alla domenica). insomma trascorriamo in coatesa almeno un terzo dell’anno
mi piacerebbe molto conoscerti di persona, così come ho conosciuto betty e rino (assieme a luigina e chicco balducci, mie carissimi vicini di casa)
mi trovi in via coatesa 22. il nostro telefono è 910557
un cordiale saluto
paolo ferrario