ANTONIO SPALLINO (1925.2017), il sindaco e cittadino di Como che ha lasciato traccia

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ADDII. ANTONIO SPALLINO POLITICO DI “PUNTA”

 ANTONIO SPALLINO: AVVOCATO, POLITICO, SINDACO. SPORTIVO E UOMO DI CULTURA È MORTO A 92 ANNI

Un mito. Una di quelle persone che ancora in vita sanno fissarsi in uno spazio e in una posizione riconosciuta da tutti: amici e nemici. Antonio SpallinoNino per gli amici, è campione olimpico agli inizi degli anni Cinquanta, ma la notorietà gli arriva una decina d’anni dopo. Prima è assessore all’Urbanistica (con sindaco Lino Gelpi) poi è sindaco dal 1970 al 1985. Dopo Spallino ve ne sono una mezza dozzina, ma il “sindaco” rimane lui: a dispetto della sua riservatezza, del fastidio – non nascosto – che prova quando lo si vorrebbe coinvolgere, dell’ironia con la quale commenta scelte amministrative lontane anni luce dalle sue idee.

È dunque a capo dell’amministrazione comunale comasca negli anni che separano la “politica” delle persone (il fare, l’inventare, il discutere, il rischiare, lo sbagliare…) da quella delle regole che la burocrazia impone e che – magari – “genera mediocri” (parole Sue).

Preciso fino all’esasperazione (dei compagni di squadra e dei collaboratori), raffinato nei modi (tira di scherma, con armi “leggere” benché “letali” e vince!), elegante nel portamento, nel vestire, nel porsi all’interlocutore Antonio Spallino ha una fissazione: la cultura.

In Comune, a Como, ne tiene l’assessorato (1965-1970) quando i modelli (e i riferimenti) sono ancora indefiniti, ma imponendosi (e richiedendo) una preparazione che non può prescindere dalla ricerca, dal controllo, dall’esperienza insomma dalla cultura in generale.

Ama i libri ed è bibliofilo curioso e bibliomane esperto. Ne possiede di antichi e moderni e li conserva, li cura. È una passione che lo porta a sostenere con passione lo sviluppo della nuova Biblioteca comunale (diretta dall’amico Sandro Bortone) aperta – anzi: più aperta – alle giovani generazioni.

È capace di sognare, forse troppo, e immagina una città perfetta, pulita e regolare, sgombra dalle auto (già invadenti) e perciò dispone la chiusura (di una parte) del Centro storico alle auto anche opponendosi all’opinione fortemente negativa dei commercianti.

È un democristiano (come il padre Lorenzo, deputato e ministro), ma resta sempre anomalo, un po’ lontano, spesso distaccato da quella caratteristica bigotta, servile, approfittatrice che si cela dietro molte buone maniere di alcuni democristiani del tempo.

La città ideale che sogna e che tenta di realizzare comprende diverse acquisizioni edilizie e numerosi (e costosi) restauri: non tutto e tutti portati a buon fine, ma il tempo è tiranno e il denaro mai sufficiente. Delle strutture strappate al degrado, alla rovina e al disastro restano comunque esempi importanti: Santa Chiara, San Francesco, San Pietro in Atrio, i Musei civici, la Pinacoteca e soprattutto Palazzo Natta

Discussa, discutibile e ancora di valutazione incerta l’operazione Ticosa acquistata (1982) dal Comune anche per sostenere il buon esito dei licenziamenti (di maestranze ormai esasperate dal tracollo economico dell’azienda). Sono decisioni e investimenti che hanno lasciato un’eredità culturale e allo stesso tempo morale: che cosa si pensa e cosa si fa in una città.

Certo, in quasi venti anni di responsabilità, Antonio Spallino ha preso anche decisioni politicamente e urbanisticamente criticate che hanno prodotto un’espansione edilizia non sempre sotto controllo; esperienze sofferte e cariche di tensione come i tre anni di responsabilità quale Commissario speciale a Seveso, dopo il disastro ICMESA.

Nella sua lunga vita, Spallino, sportivo, avvocato e politico, non è mai stato un “uomo per tutte le stagioni” bensì un “uomo che ha creato una irripetibile stagione” per la città che ha prediletto e per le persone che lo hanno molto amato.

Profilo [da www.studiospallino.it ]

Avvocato civilista e amministrativista (specializzato in diritto urbanistico), cassazionista, iscritto nell’Albo degli Esperti per la Pianificazione Urbanistica.
Autore di: Lineamenti del territorio (Como, 1968); Ragioni e obiettivi dello studio sulla Città Murata di Como (in “La Città Murata di Como”, Como, 1970); Città antiche e programmazione (Milano, 1976); Beni culturali ecclesiali a Como (in Archivio Storico Diocesi Comense, 1987); Una frase d’armi (Milano, 1997).

Amministratore pubblico: Assessore all’Urbanistica del Comune di Como (1965/1970); Sindaco del Comune di Como (1970/1985); Commissario Speciale della Regione Lombardia per l’incidente di Seveso – ICMESA (1977/1979); Presidente del Centro di Cultura Scientifica “A. Volta” dalla fondazione (1981); Membro Consiglio Direttivo I.A.S.L. (Associazione Internazionale di Diritto Sportivo); già Presidente Centro Studi di Diritto Penale Europeo.

Varese, memoria di Gioacchino Garofoli, in La rivista il Mulino

Già «città giardino» tra fine Ottocento e inizio Novecento, quando, luogo privilegiato di villeggiatura della borghesia milanese, si costruiscono le grandi ville e i due Grand Hotel liberty, Varese si è progressivamente trasformata in città industriale, accanto a due aree di relativamente antica e intensa industrializzazione (la Valle Olona e l’area di Busto Arsizio-Gallarate) divenendo uno di centri della finanza lombarda, favorita dalla vicina frontiera.

Varese diventa città capoluogo della nuova provincia del Nord Ovest della Lombardia nel 1927

segue

vai a:

Sorgente: La rivista il Mulino: Varese

Gruppo letterario Àcàrya, MAI LA PAROLA RIMANE SOLA. 40 anni fra poesia e cultura, presentazione al CAFFÈ LETTERARIO Osteria del Gallo, via Vitani 16, Como, 27 settembre 2017, ore 17.30. Appunti di Paolo Ferrario

CAFFÈ LETTERARIO
Osteria del Gallo, via Vitani 16, ore 17.30

Il presidente del Gruppo letterario Àcàrya, Antonio Bianchetti, presenta il libro Mai la parola rimane sola, edito per festeggiare il quarantesimo anniversario dell’associazione

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Sorgente: BiBazz | Mercoledì 27 settembre

EVENTI PER LE CELEBRAZIONI DEI 90 ANNI DI FONDAZIONE DELL’ENTE VILLA CARLOTTA, a cura di ParoLario, 6 e 7 ottobre 2017

EVENTI PER LE CELEBRAZIONI DEI 90 ANNI DI FONDAZIONE DELL’ENTE VILLA CARLOTTA.
LA SEGRETERIA DI PAROLARIO

ENTE VILLA CARLOTTA. 1927 – 2017

STORIA DI STORIE

L’Ente Villa Carlotta ha in programma per venerdì 6 e sabato 7 ottobre, due eventi d’eccezione per le celebrazioni dedicate ai 90 anni di fondazione dell’Ente (1927 –2017), che rendono omaggio ad un’Istituzione che con il suo magnifico parco botanico, le sue sale ricche di capolavori d’arte e gli oltre 200.000 visitatori all’anno, rientra di diritto tra i primi 50 grandi musei italiani.

 

Venerdì 6 ottobre alle 17.30, la prestigiosa location di Villa Gallia, sede della Provincia di Como, ospiterà in esclusiva l’anteprima del Video Racconto Storia di storie realizzato dall’Ente Villa Carlotta in collaborazione con il regista comasco Paolo Lipari dedicato ai racconti di coloro che hanno vissuto in prima persona le vicende di questo straordinario Museo e Giardino Botanico.

Lo sguardo verrà poi rivolto al futuro, con la presentazione dei progetti in corso rivolti alla valorizzazione del patrimonio dell’Ente e al pubblico, con particolare attenzione all’ambito sociale.

L’evento è gratuito e aperto al pubblico su prenotazione sino ad esaurimento posti.

 

Sabato 7 ottobre alle ore 16.00 cittadini e visitatori sono invitati alla proiezione del Video Racconto Storia di storie presso Villa Carlotta a cui seguirà l’inaugurazione della mostra Raccontami la tua storia.
Grazie all’eccezionale collaborazione con i cittadini del territorio, chiamati a diventare veri e propri coautori del progetto espositivo, verranno presentate al pubblico le fotografie e le testimonianze di giardinieri, custodi, sposi, scolaresche e visitatori che hanno vissuto ed amato Villa Carlotta, lasciando un segno che merita di essere ricordato.
La mostra non rappresenta un punto di arrivo, ma un’importante tappa di un percorso che nei prossimi anni porterà alla costituzione di un archivio della Memoria Storica di Villa Carlotta a cui tutti visitatori sono chiamati a dare il proprio fondamentale contributo.

 

 

Ente Villa Carlotta di Tremezzina (CO)
La villa venne realizzata alla fine del ‘600 in una bellissima conca naturale del lago di Como, nel XIX secolo la famiglia Sommariva la trasformò in una delle più belle e prestigiose dimore del territorio, ricca di opere d’arte di Antonio Canova, Bertel Thorvaldsen, Francesco Hayez e con un invidiabile parco romantico. Dal 1927 viene gestita da un ente privato, dopo la requisizione da parte dello Stato Italiano all’ultima famiglia proprietaria, i Sassonia Meiningen. L’Ente Villa Carlotta, dopo 90 anni, continua nel suo lavoro di conservazione e miglioramento del bene, che è oggi è una struttura museale riconosciuta, dove le storiche collezioni artistiche e il fantastico giardino botanico con centinaia di specie si offrono al vasto pubblico internazionale.

 

 

Ente Villa Carlotta. 1927-2017 Storia di Storie

 

Sede              Villa Carlotta, Via Regina, 2 – 22016 Tremezzina – Loc. Tremezzo, Como –

www.villacarlotta.it tel. (+39) 0344 40405 segreteria@villacarlotta.it

 

Periodo         7 ottobre -5 novembre 2017

 

Orari              FINO AL 1 OTTOBRE

APERTURA: 9.00-19.30 (chiusura biglietteria ore 18.30)  (chiusura museo ore 18.30)

 

DAL 2 OTTOBRE AL 5 NOVEMBRE

APERTURA: 09.30 – 17.00 (chiusura biglietteria ore 16.00)

 

Biglietto        comprensivo di entrata alla Villa e ai giardini

Adulto € 10,00

Over 65 € 8,00 (con carta di identità)

Studente € 5,00 (da 6 a 26 anni con tesserino scolastico/universitario)

Bambini (da 0 a 5 anni) Ingresso gratuito

Famiglia (2 adulti + bambini da 6 a 18 anni): € 20,00

Comitive oltre 20 persone € 8,00

Scolaresche oltre 20 persone € 4,00

 

 

 

 

Segreteria Organizzativa Parolario
ELLECISTUDIO
Piazza del Popolo 14 — 22100 Como
tel 031301037
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battelli Como/Nesso (Coatesa) e ritorno: CORMORANO – FENICOTTERO – GRIFONE – CIVETTA

CORMORANO (CORMORANO – FENICOTTERO – GRIFONE – CIVETTA)

Si tratta di battelli di nuova costruzione. A ponte unico, dispone di una sala con n 45 posti a sedere al coperto; a prora ed a poppa, n 40 posti a sedere all’aperto. Portata massima n 136 persone.

PASSEGGERI
Posti a sedere: 88
Posti in piedi: 48
Seduti al coperto: 47
Totale posti: 136

Sorgente: 02 – MOTONAVE SERIE CORMORANO (CORMORANO – FENICOTTERO – GRIFONE – CIVETTA)

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ASSOCIAZIONE “ASYLUM – CENTRO EDUCATIVO DI FORMAZIONE E DI AGGREGAZIONE SOCIALE”, Como. Inaugurazione: 30 settembre 2017

NEL GIUGNO DEL 2015, QUINDI, SULLE CENERI DELL’ASILO INFANTILE DI CAMERLATA VENNE COSTITUITA L’ASSOCIAZIONE “ASYLUM – CENTRO EDUCATIVO DI FORMAZIONE E DI AGGREGAZIONE SOCIALE”, CHE, SECONDO QUANTO STABILITO DALL’ART. 3 DEL NUOVO STATUTO SI PREFIGGE LO SCOPO DI:

  • Accogliere e favorire la formazione, l’educazione e la socializzazione di minori, con particolare riferimento ai soggetti diversamente abili o in condizioni sociali svantaggiate e alle loro famiglie, provvedendo al loro benessere generale e alla loro crescita, sotto il profilo intellettuale, sociale, culturale, psicologico e spirituale;

 

  • Accogliere e favorire l’apprendimento del linguaggio e della lingua italiana, la formazione scolastica, l’educazione e l’aggregazione sociale di minori e adulti con prevalente riguardo agli abitanti dei quartieri cittadini di Camerlata e Rebbio;

 

  • Migliorare le condizioni di salute di minori, adulti e anziani, agendo in ambito preventivo, curativo e riabilitativo.

 

Data la complessità e l’ampiezza del progetto di partenza e la necessità di avere un supporto iniziale per poter partire concretamente con le sue attività, l’Associazione ha avviato una partnership con una realtà già presente sul territorio del comasco nel campo del sociale, con la quale collaborerà nella sua prima fase di lavoro.

Inoltre l’Assemblea dei Soci ha intrecciato relazioni e ha curato contatti formali con specialisti ed esperti, taluni originari di Camerlata, interessati soprattutto alle tematiche dell’Autismo e dell’Alzheimer, per dar vita a progetti che possano aiutare gli utenti più fragili e rispondano in modo concreto alle necessità e ai bisogni delle loro famiglie.

Attualmente un piccolo gruppo di Soci particolarmente coinvolti sta lavorando molto alacremente, investendo tempo e denaro, per la sistemazione della struttura originaria (sgombero vecchio arredamento, imbiancatura delle aule, pulizia dei locali, riparazioni varie, organizzazione di eventi e mercatini per raccogliere fondi ecc.), in modo da garantirne la fruibilità a partire da ottobre 2017.

L’ASSOCIAZIONE “ASYLUM” VERRÀ UFFICIALMENTE INAUGURATA IL 30 SETTEMBRE 2017

 

vai alla intera scheda di presentazione

Sorgente: Chi siamo – Associazione Asylum Como

Le vie della seta: Il Museo della seta sarà punto di partenza e di arrivo di un percorso ad anello lungo le due sponde del Cosia, Voce narrante Pietro Berra, con la collaborazione degli operatori del Museo della seta. Accompagna all’organetto Andrea Pizzamiglio | 24 settembre 2017

 

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Le vie della seta sono infinite e Como, punto di riferimento mondiale del tessile, ne è ricchissima.

Cominciamo a riscoprire quella che corre lungo il torrente che ha alimentato tante aziende del settore e su cui si affacciano anche il Museo della Seta e il Setificio.

Il Museo della seta sarà punto di partenza e di arrivo di un percorso ad anello lungo le due sponde del Cosia, che seguirà le suggestioni di tre colori primari (giallo, rosso e blu) per intrecciare le storie di tre personaggi altrettanto primari per Como e non solo (Plinio il Vecchio, Alessandro Volta e Ambrogio Pessina) lontani nei secoli eppure legati da sottili, ma indistruttibili fili… di seta.

Arricchiscono la trama tante comparse, che hanno contribuito a fare la storia della città lariana, e frammenti della grande storia tessuti a Como, come la Tenda Rossa della spedizione Nobile. Lungo il cammino si scopriranno alcune fabbriche riconvertite a nuovi usi e altre ancora in funzione, un torrente che un tempo era colorato dagli scarichi delle tintostamperie e oggi sta riacquistando un forte valore ambientale.

Voce narrante Pietro Berra, con la collaborazione degli operatori del Museo della seta.
Accompagna all’organetto Andrea Pizzamiglio.

Nel finale performance che cuce arte, musica e poesia: mentre Berra, accompagnato da Pizzamiglio, leggerà testi dalla silloge “Fiumi sotterrati”, ispirata proprio al Cosia e ai suoi fratelli minori (il Valduce e il Fiume Aperto), Gaetano Orazio, che su quelle poesie aveva realizzato una serie di quadri, farà provare a chi vorrà tra i partecipanti l’esperienza di essere dipinti come tessuti e come il torrente che “cambiava colore secondo la moda”. Ciascuno, poi, potrà portare a casa in ricordo la propria “stampa”.

per iscriversi

Info

dove: ritrovo Museo della Seta, via Castelnuovo 9

Disponibiltà limitata. Iscrizione obbligatoria https://www.eventbrite.it/e/biglietti-le-vie-della-seta-un-torrente-alla-moda-37393289335

Orari

Ore 14.30

Sorgente: Le vie della seta: un torrente alla moda | Como Italia

A Orticolario 2017 un ampio programma di eventi: incontri, sperimentazioni, attività, presentazioni di libri, … 29 settembre – 1 ottobre, Lago di Como – a Cernobbio, Villa Erba

A Orticolario 2017 un ampio programma di eventi: incontri, sperimentazioni, attività, presentazioni di libri, … 29 settembre – 1 ottobre, Lago di Como

Sorgente: Programma eventi 2017 » Orticolario – Per un giardinaggio evoluto – Villa Erba, Lago di Como

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Cinema Astra di Como: si riparte con Silvio Soldini, Il colore nascosto delle cose, in BiBazz, 21 settembre 2017

per fortuna, il monosala cittadino ha di fronte a sé un futuro con rinnovate speranze e, soprattutto, meno a tinte fosche rispetto ad alcuni mesi fa. «I problemi restano, ma il pericolo della chiusura è meno incombente. Sarà fondamentale avere un importante segnale da parte degli affezionati ma anche di chi, semplicemente, ama il cinema di qualità vissuto insieme con sguardo consapevole», spiega il regista Paolo Lipari, nuovo direttore dell’Acecc, l’associazione che gestisce la struttura per conto dell’Ufficio cinema della Diocesi. L’obiettivo è diventare sempre più la “sala della comunità”, punto di riferimento culturale e sociale per tutto il territorio.

La stagione comincia giovedì, alle 21, con Il colore nascosto delle cose, alla presenza del regista e amico dell’Astra Silvio Soldini che conosce la nostra sala perché è stato ospite del festival tre anni fa con un altro bellissimo film, Per altri occhi, dedicato ai non vedenti.

per l’intero articolo vai a:

Sorgente: BiBazz | Il calore nascosto dell’Astra: si riparte con Soldini

VENTI del LARIO: il vento montivo LA CASTELLANA: talvolta fra le 18 e le 21. Da un ricordo di Gianfranco G.

il vento montivo LA CASTELLANA

18-20,30

da un ricordo di Gianfranco G.

Vai alla scheda I VENTI DEL LARIO

http://www.nauticalariana.it/index.php?option=com_content&view=article&id=451&Itemid=81

Brezze regolari da bel tempo

– Tivano: spira da Nord-Est durante le prime ore del mattino sino alle 10.30. La velocità si può cal­colare mediamente dai 4 ai 6 m/sec II nome deriva dal francese Petìt Ventnon è impetuoso, e indica condizioni meteo instabili. Proviene dalla Valtellina e la sua totale assenza preannuncia l’approssimarsi del tempo cattivo.
– Breva: soffia da Sud dal momento in cui il Tivano interrompe il suo respiro, tra le 10.30 e le 11.00. Brezza regolare e distesa, si avverte meglio sul ramo di Lecco me risale sicura tutto il lago. Raramente violenta ha una velocità intorno ai 7-8 m/sec. Nell’alto lago, un segno premoni­tore della Breva in arrivo può essere la foschia presente nel distante ramo di Lecco. L’assenza di foschia denota assenza di Breva, poca foschia indica una imminente Breva leggera, foschia intensa è sicuro indice di Breva forte. Caratteristico il suo manifestarsi, che si può schematizzare in un primo suo soffio acuto, poi medita un attimo, quindi soffia sicuro e possente.
– Brevée Brevùn: è una Breva particolarmente forte, fino ai 10-12 m/sec.
– Breva sutavent: si dice così quando pur esistendo condizioni generali da vento si forma comunque la Breva  Questa soffia da Sud non appena il vento cessa.
– Breva dei Laghetti: fenomeno pomeridiano locale che vede sulle acque del lembo meridionale del ramo di Lecco il vento proveniente dai vicini laghi di Annone, Pusiano, Alserio.
– Breve Brentine: soffiano in ottobre, giorno e notte per 3-4 giorni consecutivi, con una certa forza, con tempo sereno o poca foschia.
– Montivi o Montive: soffiano da ogni valle nelle ore serali, tra le 18.00 e te 21.00 e talvolta oltre. Hanno intensità relativa, sono incostanti, e presentano il carattere di brezze regolari.
– Mentiva di Gravedona: spira a 7-8 m/sec., i pomeriggi dei giorni di bel tempo.

Tramontane e venti invernali

– Vento o Ventone:è frequente in primavera e dopo maltempo e soprattutto neve nella zona alpina. Questa tramontana, da Nord, scende dalla Val Chiavenna all’improvviso, ad ogni ora del giorno. Può durare da 3 a 7 giorni: è caratterizzato da raffiche impetuose che sono state misurate dai 40 agli 80 km/h.
– Revutùn: “Specia che gh’è il Revultùn e tirem sù i rem”. Si tratta di una insolita condizione – che la voce lombarda ben definisce – che si può verificare con cattivo tempo. Schematicamente dopo un temporale alpino notturno si instaura da Nord il Vento che, nel mattino, si combina il Tivano, da cui ne è molto rinforzato. Mescolato al Tivano dura ben oltre i suoi limiti usuali, e si scontra circa alle 11.30 con la Breva, che sale da Sud. La Breva qui generalmente vince e il vento set­tentrionale cessa. Le acque però, mosse da forze contrastanti ribollono, continuando il loro moto verso Sud.
– Fiàa de San Vincenz oSan Vincenzo: “vien giù dal Legnùn” dicono anche di questo gre­cale. Scende con forza dalla Valtellina, da Sondrio, con un asse dunque diverso dal Vento. Raramente dura una giornata intera.
– Borgognone: soffia forte in inverno o primavera, con belle giornate, nel bacino settentrio­nale del Lario.
– Vento da Lugano: quando non si instaura da Nord il vento ben disteso, ma sussistono le con­dizioni da vento, neve o maltempo alpino nella stagione fredda.
– Vento marino: èil nome locale dato al Fohn o Favonio vento secco, impetuoso da Nord che scende dalle montagne e provoca un notevole innalzamento della temperatura. Tipicamente invernate o primaverile.

Venti estivi da temporale

Con i temporali locali ogni valle può buttare vento, i principali sono:

– Tivan d’acqua: è debole settentrionale e si instaura dopo una pioggia leggera o un temperale in montagna. Qualcuno lo chiama Tivanel.
– Breva da Como: con cattivo tempo in Brianza, passa sopra la penisola di Bellagio.
– Sant’Anna: scende sulla rada di Nobiallo dalle alture retrostanti, presente con il maltempo, ma raro.
– Menaggino: raffiche impetuose dalla Val Menaggio oltre i 100 km/h, con temporali estivi.
– Argegnino: invernale, violento a raffiche, proviene dalla Val d’Intelvi.
– Bergamasca: non frequente, ma violenta. Soffia forte su tutto il ramo di Lecco fino al cen­tro del lago dove è impetuosa. Può essere considerata una forma di breva da cattivo tempo.
– Garzenasc o Garzeno: detto anche Vent da Dong con temporali cala sulle acque del lago dalla Valle di Dongo.
– Liscione oTraversone: con maltempo cala dalla Valbrona.
– Molinaccio: sensibile sulle acque dinnanzi a Faggeto Lario.

 

“Eredità”. Il concetto di HERITAGE nel diritto anglo-americano. Preziosa scheda di Alessandra, che la lascia “in eredità” per noi

MAPPE nelle POLITICHE SOCIALI e nei SERVIZI

HERITAGE

Il diritto anglo-americano prevede nella sua dizione di EREDITA’ la costituzione di LASCITI che sopravvivano ad intere generazioni come MEMORIA STORICA, EREDITA’ CULTURALE, LINGUAGGIO, TRADIZIONE che oltrepassano l’umano dolore della perdita di un nostro caro.

E’ la visione ultraterrena, futuristica di ciò che potremmo lasciare al venire meno di quell’alito di vento che chiamiamo “vita”.

La morte è un passaggio, ma le nostre DISPOSIZIONI sono il tributo tangibile che un BENE possa essere UTILE (HELPFULL), sia economicamente, che artisticamente o culturalmente ad intere ISTITUZIONI, POPOLIse non addirittura ad  intere NAZIONI.

Pensiamo alle FONDAZIONI, nella costituzione come dettati della COMMON LAW, che maneggiano patrimoni che dispongono di lasciti, brevetti, opere di tale valore che possono cambiare perfino il corso della vita di milioni di persone (esempio Pasteur e il suo vaccino).

L’HERITAGE è la manifestazione della nostra grandezza, l’amore per il prossimo e la visione di ciò che noi siamo…

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