Politica locale - Como · Tajana Tino

Clemente Tajana, Como e i suoi vicini. Tempo di sinergie, in L’Ordine/La Provincia, 10 luglio 2022

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https://ordine.laprovinciadicomo.it/archivio/ricerca/autore/Clemente_Tajana/

BATTELLI e Corriere

Pontili

lescritteriate

Rassicurano suolo ed approdi

ma è la sfida dell’onda

che invita a salpare.

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baia di coatesa · COATESA: frazione del Comune di Nesso · Riva di Castello, frazione di Nesso

le frazioni di Coatesa e di Riva di Castello, nel Comune di Nesso, sul Lago di Como

LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · LIBRI e EDITORI · Paesaggio

Anna Mainoli, L’altro Lago di Como, a cura di Paesaggio Italia, National Geographic/La Repubblica 2022

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https://www.repubblica.it/dossier/cronaca/turismo/2022/07/04/news/paesaggio_italia_laltro_lago_di_como-356562620/

… non volevo credere ai miei occhi. Dappertutto una terra abitata. Vallate e pendii ricoperti di borgate e di cittadine. Tutta quanta la natura lavorata e modellata dall’uomo. Ciò che si chiama cultura nel senso più raffinato, mi si presentava nella forma più armoniosa.

Romano Guardini, Lettere dal lago di Como, 1923-1926.

 

 

Agli occhi dei visitatori del Grand tour che nel XIX secolo giungevano sul lago di Como, traendone immancabilmente quella potente impressione di meraviglia che hanno cercato di trasmettere attraverso una quantità di scritti e testimonianze equiparabile solo a ciò che le grandi città d’arte – Venezia, Roma, Firenze – hanno prodotto, appariva un paesaggio ben diverso da quello che il frettoloso turista contemporaneo può cogliere.
Terrazzamenti, radure che squarciavano il fitto dei boschi in altura per far spazio ai pascoli, lembi di terra, anche i più piccoli, conquistati alla coltivazione e rubati con la fatica alla montagna grazie a un’opera di manutenzione continua erano gli elementi più tipici di questo scenario.


I nostri visitatori avrebbero visto quasi ovunque – soprattutto nel ramo comasco – muretti a secco e filari di viti, ma anche seminativi, gelsi, ulivi e, certamente, i giardini.

Il paesaggio storico lariano era plasmato dal lavoro dell’uomo, da un’economia di sussistenza che traeva dall’ambiente le risorse disponibili. Agricoltura, pastorizia e sfruttamento dei boschi davano luogo a una produzione di beni che veniva trasportata, grazie a una rete di collegamenti verticali, sulle rive del lago, la cui acqua è stata per secoli il più agevole strumento di mobilità e di scambio di merci tra le Prealpi e le grandi città della pianura.
Un paesaggio doppiamente colto dunque, in cui un dato naturale straordinario ha consentito all’uomo di sviluppare una sapiente cultura materiale e, insieme, di attrarre e ispirare le più raffinate menti della cultura occidentale. Questa è l’unicità di un territorio così denso di contenuti, che anima un mondo popolare e minuto, una provincia laboriosa accanto a cui vive una ribalta internazionale, un tempo aristocratica e ora mondana.

Oggi il grande assente in questo paesaggio è il rapporto con la terra, ma anche col lavoro dell’industria che è venuta a mancare. L’abbandono dell’agricoltura ha comportato la perdita di alcuni tratti identitari, favorendo l’avanzamento dei boschi e il disfacimento dei terrazzamenti, ma la conoscenza del paesaggio storico lariano resta un momento indispensabile per lo sviluppo di una consapevolezza comune e la preservazione di un patrimonio su cui si basa anche l’economia del turismo, che è e sicuramente sarà la vocazione principale di questo territorio.

BIOGRAFIA, biografie · Biografie di persone · Cani · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie

Rick Bragg, Il randagio che mi ha preso il cuore. Storia di Speck, il pastore australiano combinaguai che mi ha salvato la vita, Aboca editore, 2022

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Un cane come Speck è una vera sciagura. Un randagio impossibile da addestrare, incapace di recepire i comandi. È quasi cieco da un occhio e se si gira troppo in fretta da quella parte va a sbattere contro un palo della staccionata, o il fianco di un furgone in corsa; il suo udito è lacunoso, tutte e due le orecchie sono state strappate all’attaccatura durante la sua ultima lotta seria tra cani, anche se, per qualche miracolo, è sempre in grado di sentire le parole “spuntino” e “biscotto”; e anche il suo olfatto è un po’ compromesso…
Speck è incorreggibile: corre dietro alle auto, litiga con i gatti, sguazza nella merda di asino, armeggia con le carcasse, importuna i corrieri a domicilio, attacca briga con il bestiame… Eppure, forse ci voleva un cane come lui, sopravvissuto alle più sporche meschinità, ai momenti più bassi e difficili della vita, per far sembrare il fiume di malinconia che ha attraversato Rick Bragg una semplice pozza di fango in cui sguazzare felici.
Speck, infatti, è entrato nella vita di Rick in un periodo di grande incertezza: gli era appena stato diagnosticato un linfoma non Hodgkin e si sarebbe dovuto preparare ad affrontare anni di calvario, tra chemioterapia, insufficienza renale, polmoniti ricorrenti… Una situazione che lo stava rendendo via via sempre più chiuso e diffidente, una situazione da cui Speck lo ha salvato e continua a farlo. Autore di grandissima fama, finora mai tradotto in Italia, sempre in vetta alle classifiche dei più venduti ogni volta che un suo libro viene pubblicato, Rick Bragg ha saputo dare voce alle inquietudini e alle contraddizioni degli Stati Uniti attraverso i suoi reportage per il “New York Times” con i quali ha vinto il premio Pulitzer per il giornalismo.
Scritto con uno stile inimitabile, che mescola tenerezza e dolore, umorismo e coraggio, Il randagio che mi ha preso il cuore riesce a cristallizzare un sentimento particolarissimo: l’amorevole e straordinaria devozione tra due creature ferite che, pur appartenendo a specie diverse, riescono a guarire solo perché hanno la forza di sostenersi l’una con l’altra.

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Pilar Quintana, La cagna, Baldini&Castoldi/La Tartaruga editore, 2022

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Un paesaggio colombiano a metà tra la selva e l’oceano, dove si è condannati alla resistenza inquieta. Un matrimonio distante con un pescatore, destinato ad amplificare la solitudine di una donna dal corpo che sfascia le cose. In questo scenario «al di là dell’ultimo cerchio dell’inferno», la protagonista de La cagna decide di adottare una cagnolina chiamata Chirli: è il nome che avrebbe voluto dare alla figlia mai nata, un nome da «reginetta di bellezza».

Da quel giorno Damaris inizia a creare un legame simbiotico con l’animale; Chirli viene colonizzata da un carico di amore a cui reagisce sparendo. Brutalmente addomesticata da un’esistenza con poche risorse, Damaris prova a fare da madre a un animale, ma la tentazione di trasformare l’altro nel mezzo della propria felicità si fa miseria.
La cagna è il romanzo con cui Pilar Quintana si è imposta al mondo; il suo Il vecchio e il mare personale: anche qui la narrazione riflette il desiderio di creare un legame a tutti i costi con qualcosa fuori da sé. Ma fino a che punto si possono avere rapporti liberi e autonomi in mezzo a una natura violenta e povera? Quando si è privati di tutto, il male che si fa agli altri si chiama ancora violenza? Pilar Quintana ha scritto un romanzo magistrale, pulitissimo nella scrittura, in cui ribolle la muta rivolta di una donna.

Pognana

Danza, arte e chiese. I tre volti di Pognana, di Gigliola Foglia, in La Provincia 25 aprile 2022

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Berra Pietro · Pognana

Primavera a Pognana. Paradiso di pace. Intervista di Pietro Berra a Germain Droogenbroodt, in L’Ordine 24 aprile 2022

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Cani · Cani Fabio · Nodo Libri · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Lo specchio rotto. Giornalismo, narrazioni e documenti durante la Repubblica Sociale Italiana e la Resistenza nel Comasco. 1943-1945 – di Rosaria Marchesi e Fabio Cani, Nodolibri 2022

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Lo specchio rotto. Giornalismo, narrazioni e documenti durante la Repubblica Sociale Italiana e la Resistenza nel Comasco. 1943-1945 – Rosaria Marchesi – Fabio Cani – – Libro – Nodolibri – Società e storia contemporanea | IBS

Lo specchio rotto. Giornalismo, narrazioni e documenti durante la Repubblica Sociale Italiana e la Resistenza nel Comasco. 1943-1945 - Rosaria Marchesi,Fabio Cani - copertina

Ortensia

L’ortensia è una pianta molto teatrale … , di Rossella Calabrò

“L’ortensia è una pianta molto teatrale.
Quando ha sete, per esempio, non si limita a inchinarsi un pochino come fanno le altre piante per chiedere con cortesia dell’acqua.
No, lei si butta a terra in modo plateale, simula uno svenimento da damigella, affloscia drammaticamente i rami erbacei come se stesse interpretando La morte del cigno davanti a centinaia di spettatori in lacrime.
Poi, una volta dissetata, eccola che ostenta quelle sue sfere fiorite come fossero fuochi d’artificio, bum bum patatrac, e tende le grosse foglie carnose verso il cielo come a invocare un applauso divino.”
Rossella Calabrò
Api · Luciana Quaia

Laboriosità

lescritteriate

Silenzioso

meriggio infranto

da un ronzio

frenetico d’indaffarato lavoro.

Api.

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GIARDINO - genius loci · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie · Luciana Quaia

TartaRugosa ha letto e scritto di: Pia Pera (2016), Al giardino ancora non l’ho detto, Ponte alle Grazie

TARTARUGOSA

TartaRugosa ha letto e scritto di:

Pia Pera (2016)

Al giardino ancora non l’ho detto

Ponte alle Grazie

piatto-pia-pera

E’ alle parole di Emily Dickinson che si ispira il titolo di questo libro, l’ultimo di Pia Pera.

” Al giardino ancora non l’ho detto – / non ce la farei. / Nemmeno ho la forza adesso / di confessarlo all’ape. / Non ne farò parola per strada – / le vetrine mi guarderebbero fisso – / che una tanto timida – tanto ignara / abbia l’audacia di morire. / Non devono saperlo le colline – / dove ho tanto vagabondato – / né va detto alle foreste amanti – / il giorno che me ne andrò – /e non lo si sussurri a tavola – / né si accenni sbadati, en passant, / che qualcuno oggi / penetrerà dentro l’Ignoto. ”

La scrittrice, maggiormente conosciuta per i suoi testi sui giardini…

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