ARTE · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Paesaggio del Lago di Como · Peron Ettore e Dell'Acqua Davide

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3 Vialetto del FRUTTETO, dell'ORTO e del Ciliegio · primavera · Tartarughe

nella primavera del coronavirus: tartarughe lungo la terrazza del frutteto e dell’orto. Ancora GRAZIE a P.B. !!!, 5 maggio 2020

Architettura · Biografie di persone · Fent Davide · Mostre · STORIA LOCALE E SOCIETA'

CULTURA COMASCA: L’ ARCHIVIO GIANNI ed ENRICO MANTERO, articolo di Davide Fent, 4 mag 2020

 

L’identità storica e politica dell’Italia è fondata su due elementi base: la baruffa e la rimozione. La baruffa, perché la faziosità, il fare la guerra o le pernacchie (o meglio: la guerra e le pernacchie insieme) al vicino è una costante italiana che troviamo praticamente ovunque e da sempre. La rimozione perché, con altrettale regolarità, ogni nuova stagione politica è stata costruita sulla damnatio memoriae di quella precedente.

Ecco in un periodo virtuoso per la cultura comasca, non elenco iniziative per non omettere qualcuno rimane un po’ di amaro in bocca nel constatare che un importante Archivio di documenti e molto altro non ha trovato ancora una “degna dimora”, è l’archivio Mantero.

I primi progetti pubblicati ed esposti al pubblico risalgono alla mostra “Mantero. Cento anni di architettura”, omaggio a Gianni ed Enrico Mantero che si tenne nel 2011 presso la città di Como e alcune zone circostanti (Albate, Rebbio, Lipomo e Olgiate Comasco), curata dall’architetto Davide Mantero, coproprietario dell’archivio di famiglia, e Jessica Anaïs Savoia, presidente dell’Associazione Culturale Erodoto (ente organizzatore) e attuale responsabile dell’archivio per conto della famiglia.

Fu anche la prima mostra dedicata alle figure di Gianni ed Enrico Mantero, padre e figlio, entrambi dediti al servizio del cittadino, della società, dell’urbanistica e della buona architettura “fatta dall’uomo per l’uomo”. “Si è trattato di un lavoro molto complesso che ha visto la partecipazione di numerosi professionisti, sponsor e partner pubblici, nonché di energie intellettuali ed economiche – commenta la curatrice e responsabile dell’archivio -. Ci prefiguravamo fosse l’incipit per un’occasione culturale per la nostra città, l’avvio di una macchina che trovasse la sua naturale collocazione in un luogo fisico, un archivio aperto al pubblico, che ci desse modo di continuare il lavoro di catalogazione e di studio, un polo attrattivo per studiosi e curiosi. Purtroppo negli anni questo interesse da parte delle istituzioni cittadine non si è manifestato, e al silenzio di Como hanno risposto solo istituzioni di altre città, finanche di altri Paesi. Forse dovremmo abbandonare l’idea di lasciare a Como un archivio che parla di Como e della sua storia?”.

L’archivio “Gianni ed Enrico Mantero”, che ad oggi non ha ancora trovato una collocazione adeguata né i fondi per poter avviare un serio progetto di studio e di valorizzazione dei documenti, conserva circa 9.000 tavole da disegno di varie dimensioni e su differenti tipologie di supporti cartacei. I disegni sono conservati in un archivio privato, perlopiù in tubi da disegno, per un totale di quasi 200 progetti architettonici realizzati dagli anni Venti del Novecento sino al Duemila. Non solo disegni di progetto è composto l’archivio ma anche di documenti cartacei afferenti all’attività professionale di Gianni Mantero prima e di Enrico poi, per un totale di circa 700 carteggi, oltre a una decina di plastici originali. Ad arricchire il patrimonio dell’archivio e ad avvalorare i progetti inseriti nel contesto storico e sociale afferente, vi sono circa 300 immagini negative su lastre di vetro riferite a una quarantina di soggetti, nonché 1900 diapositive per una cinquantina di soggetti. Non poteva mancare inoltre la documentazione letteraria che compone la biblioteca dell’archivio, patrimonio immancabile nell’attività di due studiosi e professionisti di tale levatura, che conta quasi 1200 pezzi tra collezioni di riviste d’architettura e libri, un patrimonio che per ragioni di spazio e di conservazione è oggi in parte conservato dalla famiglia.

A rimarcare la relazione personale e professionale di un padre e un figlio al servizio della comunità in un’epoca non troppo lontana dalla nostra, Davide Mantero ricorda “un episodio fondamentale per la vita professionale di mio padre che pochi, se non pochissimi, sanno. Una volta conseguita la laurea e l’abilitazione professionale, per mio padre – l’arch. Enrico Mantero – pareva naturale e anche logico di iniziare la professione affiancando suo padre – l’Ing. Gianni Mantero – nello studio di via Volta. Tuttavia nel momento in cui Enrico ne parlò con Gianni questi fu assolutamente in disaccordo con questa prospettiva, e gli chiarì una serie di motivi, ad oggi ancora assolutamente validi, per cui avrebbe dovuto iniziare a fare il mestiere di architetto da solo o al più con colleghi coetanei. Le ragioni erano soprattutto legate al momento culturale del periodo ma anche alle nuove tecnologie e materiali che si stavano affacciando nel mondo delle costruzioni edili. Mio nonno disse a mio padre che all’interno del suo studio avrebbe visto e respirato un’architettura passata, legata a una cultura e a una società che era già profondamente cambiata nel dopoguerra e che sarebbe mutata ancora. Gli assicurò tutto il suo supporto e la sua esperienza, in modo particolare in materia contabile, di preventivazione, e relativa ai rapporti con la clientela. Non è un caso che gli ultimi incarichi professionali ricevuti da lui fossero poi materialmente svolti da Enrico in assoluta autonomia culturale: i casi della scuola di Albate e delle scuole di Olgiate Comasco sono esempi illuminanti della giusta e coraggiosa scelta che mio nonno fece per mio padre. La chiarezza della visione di un padre sulla strada che il figlio avrebbe seguito dimostra la capacità di Gianni di afferrare coscientemente il periodo storico che la cultura architettonica e la società stavano attraversando in quegli anni, e ne sottolinea l’intelligenza con la quale ha saputo imporsi, con acuta lungimiranza, su ciò che sarebbe accaduto negli anni a venire”.

(Si ringrazia per la collaborazione Jessica Anaïs Savoia)

FOTO  “Sono Gianni padre ed Enrico figlio, quando era da poco nato”:

Gianni ed Enrico Mantero_1936 circa

selezione di immagini della mostra “Mantero. Cento anni di Architettura” del 2011, realizzata nella ex Chiesa di San Francesco a Como


Post pubblicato in base ad una mail inviata da Davide Fent:

Buongiorno,

 Mi permetto inviarVi per <<FISIONOMIE LARIANE>> mio articolo su Gianni ed Enrico Mantero uscito su CULTURA COMASCA DE LA PROVINCIA,

            ALLEGO FOTO  “Sono Gianni padre ed Enrico figlio, quando era da poco nato” 

Seguono altre foto. Cordiali Saluti con Stima.

 

Davide Fent

@davidefent

davide.fent@gmail.com

ANIMALI

Affetti empatici fra animali (dal canale youtube di Woof Woof TV)

 

 

FOTOGRAFIE · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Paesaggio del Lago di Como · Pifferi Enzo

Enzo PIFFERI, “Il mio viaggio sul lago”, in la Provincia, 1 mag 2020

conclude Enzo Pifferi:

… una economia in assoluta inerzia forzata., tutto questo per un micro-organismo visibile solo al microscopio elettronico, chiamato coronavirus. Capace di metter in ginocchio l’economia mondiale”

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Criminalità e microcriminalità

Il covid è un’affare per la ‘ndrangheta e il turismo fa gola, intervista a Alessandra DOLCI (capo della Procura antimafia) a cura di Paolo Moretti, in La Provincia 29 apr 2020

in https://www.laprovinciadilecco.it/stories/Cronaca/il-covid-e-un-affare-per-la-ndrangheta-e-il-turismo-fa-gola_1351869_11/

Careno

sito dedicato al borgo di CARENO

VAI :

careno.com

un piccolo paese…una grande storia…
Chat Noir

Storia di un GATTO NERO, video di AttivaMente. In ricordo di Chat Noir

Cani · Gatti

Volersi bene: CANE (la Nina) e GATTO

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GENIUS LOCI · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Paesaggio · Poesie

Mary Shelley a zonzo sul Lago di Como , tre puntate tratte dal canale Youtube di Sentiero dei Sogni. Gli audio sono in italiano ed in inglese

Mary Shelley a zonzo sul Lago di Como
“Mary Shelley a zonzo sul lago di Como” è un progetto dell’associazione Sentiero dei Sogni, realizzato in sinergia con il liceo “Teresa Ciceri”, l’istituto tecnico economico “Caio Plinio” e la rete di associazioni di “Como futuribile”, programma sostenuto da Regione Lombardia.
Prevede la traduzione integrale del primo dei tre tomi, inedito in Italia, del libro di viaggio di Mary Shelley “Rambles in Germany and Italy” e la rivisitazione dei luoghi che descrive e degli aneddoti che racconta l’autrice, per trarne dei percorsi fruibili dai visitatori di oggi.
Durante l’emergenza per il coronavirus, chiuse in casa come Mary Shelley a Villa Diodati nell’anno senza estate 1816, quando scrisse “Frankenstein”, alcune ragazze del liceo “Ciceri”, hanno realizzato dei brevi video con il testo di Mary da loro tradotto e le immagini delle località del Lario da lei descritte, per permettere a tutti di viaggiare almeno con la mente.
Ideazione e coordinamento progetto: Pietro Berra
Coordinamento traduzione: Claudia Cantaluppi e Antonella Grignola
Coordinamento grafico: Mirna Ortiz

 

 

 

 

IN INGLESE:

 

 

CINEMA e TEATRO · Poesie

Poesia dal teatro: poesie civili dai TEATRANTI COMASCHI, dalla pagina youtube del Sentiero dei sogni

I teatranti comaschi sono capaci di stare insieme, sanno che devono fare fronte comune per parlare ancora di a da in con su per tra fra i corpi che incontrano corpi, perché il corpo, con la sua presenza immane contiene la chimica dell’anima, è quella stessa chimica, e non c’è niente che più abbisogna di corpo che il teatro. E per il momento con la sineddoche della voce, in attesa di tornare a essere pienamente presente, nel presente del corpo di un attore davanti al corpo di uno spettatore. 00:32 | Miriana Ronchetti – “5 aprile 2020” 02:12 | Stefano Dragone – “Nove marzo duemilaventi” di Mariangela Gualtieri 06:46 | Letizia Torelli – da “Bestia di gioia” di Mariangela Gualtieri 08:51 | Ornella Favini – “L’uomo libero” di Domenico Turco 10:26 | Ibuka Amizero – “Sei bella” di Angelo De Pascalis 12:21 | Gian Battista Galli – “Per mano” dei Sulutumana 20:31 | Flavio Cedro – “Il mio paese è l’Italia” di Salvatore Quasimodo 22:00 | Stefano Bresciani – da “Gioco al massacro” di Teatro Città Murata e “I lavoratori dell’Husqvarna” di Luca Radaelli 26:26 | Christian Poggioni – “Partigia” di Primo Levi 28:37 | Marco Continanza – “Considero valore” di Erri De Luca 28:36 | Ornella Favini – “Finestra in sul muund” di Antonietta Sormani 30:36 | Flavio Cedro – “La paas” di Antonietta Sormani Video credits: Paperman (2012), John Kahrs, Pixar/Walt Disney Una Giornata di Teatro Civile VI edizione – 2020 #streaming Con il patrocinio e contributo di regione Lombardia e il sostegno di BCC Cassa Rurale ed Artigiana di Cantù, e in collaborazione con TeatroGruppo Popolare, Pietro Berra di Sentiero dei Sogni e Laura Garavaglia di La casa della Poesia di Como
Lezzeno

Il paese più lungo : LEZZENO dei record, di Elena D’Ambrosio, in La Provincia, 6 gennaio 2020

letto in formato cartaceo

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