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L’ Albergo Posta, progettato da Giuseppe Terragni e Attilio Terragni, 1929-1932, in via Garibaldi a Como

L’Albergo Posta, progettato da Giuseppe Terragni e Attilio Terragni tra il 1929 e il 1932, si trova in via Garibaldi a Como ed è un esempio significativo di architettura razionalista. La struttura è stata concepita come un’opera che unisce funzionalità e design, riflettendo le innovazioni architettoniche del periodo.

Storia e Progettazione

Il progetto dell’Albergo Posta è emerso in un contesto di modernizzazione e sviluppo urbano a Como. La costruzione ha avuto inizio con la demolizione di un vecchio edificio situato all’angolo tra via Garibaldi e piazza Volta[4]. Terragni, noto per il suo approccio innovativo, ha integrato elementi moderni con la tradizione locale, creando spazi che sono sia accoglienti che funzionali[3]. L’edificio è caratterizzato da linee pulite e una disposizione razionale degli spazi, tipica del movimento razionalista italiano.

Caratteristiche Architettoniche

L’Albergo Posta presenta un design che enfatizza la luce naturale e l’apertura degli spazi. Tra le sue caratteristiche principali vi sono:

  • Materiali: L’uso di materiali come il vetro e il cemento armato, che conferiscono all’edificio un aspetto moderno e luminoso.
  • Struttura: La pianta dell’edificio è progettata per ottimizzare la funzionalità degli spazi interni, con stanze che godono di una buona illuminazione naturale.
  • Dettagli di Design: Gli interni sono stati ristrutturati mantenendo il rispetto per l’estetica originale, con arredi moderni che si integrano armoniosamente con gli elementi storici[3][9].

Riconoscimenti e Importanza

L’Albergo Posta non è solo un luogo di soggiorno, ma anche un simbolo della storia architettonica di Como. La sua progettazione da parte di Giuseppe Terragni, uno dei più importanti esponenti del razionalismo italiano, contribuisce a farne un punto di riferimento per gli appassionati di architettura. Oggi, l’albergo è apprezzato sia dai turisti che dai residenti per la sua bellezza architettonica e la sua posizione centrale[1][5].

In sintesi, l’Albergo Posta rappresenta una fusione tra accoglienza e design innovativo, rendendolo un esempio emblematico della visione architettonica di Terragni e della sua influenza duratura nel panorama urbano di Como.

Citations:
[1] https://postadesignhotel.com
[2] https://gup.unige.it/sites/gup.unige.it/files/pagine/Giuseppe_Terragni_ebook.pdf
[3] https://castiglioni.net/case-study/posta-design-hotel-como/
[4] https://www.astrattecomo.it/it/il-territorio/albergo-posta/
[5] https://www.hotel-posta.it/la-nostra-storia/
[6] http://www.arc1.uniroma1.it/saggio/Terragni/RidottoTerragni_internoFINALE.pdf
[7] https://blog.hotel-posta.it/?p=4164
[8] https://www.visitcomo.eu/it/vivere/cose_da_fare/visite-guidate/itinerario-razionalista/
[9] https://postadesignhotel.com/lhotel/

scheda a pagina 191 di:

Camminare fra i monti del Lago di Como · Paolo Ferrario · Torno

Il “qui e ora” di TORNO. Tuttavia erano i primi Anni Cinquanta . Ricordi attivati in un “camminare” durante il pomeriggio dell’1 ottobre 2024

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Camminare in COMO città · Centro Storico di Como · COMO città · Conosco Como? · SCUOLE e UNIVERSITA' a Como

Scuola Setificio, poi Liceo Teresa Ciceri, in via Carducci, a Como. Edificio progettato nel 1905 – 1910

fonti informative:

scheda informativa a pagina 31 di:

Alberghi (in Como) · Camminare in COMO città · Centro Storico di Como · Conosco Como?

L’Hotel Metropole Suisse di Como, progettato e realizzato negli anni 1906-1907; 1927

L’Hotel Metropole Suisse di Como presenta caratteristiche architettoniche uniche, frutto di una ristrutturazione significativa realizzata dall’architetto Giuseppe Terragni nel 1927. Questa ristrutturazione ha interessato principalmente i primi due piani dell’edificio, conferendo alla facciata un aspetto distintivo e moderno rispetto al contesto storico circostante.

Caratteristiche Architettoniche

  • Ristrutturazione di Terragni: La ristrutturazione è stata uno dei primi progetti di Terragni, realizzato prima della sua laurea. L’architetto ha cercato di unificare il piano terreno e il primo piano in un “motivo sobrio e ampio”, mantenendo le aperture esistenti ma modificandone le forme per creare un effetto visivo più armonioso[1][2].
  • Pensiline Sostenute da Tiranti: Sopra i due ingressi dell’hotel sono state aggiunte pensiline sostenute da tiranti, che conferiscono un tocco di modernità e leggerezza alla struttura[2].
  • Decorazioni Astratte: Terragni ha inizialmente proposto decorazioni più tradizionali, ma successivamente ha optato per motivi meno canonici. Le pigne che decoravano le lesene al piano terra sono state trasformate in gemme, mentre i capitelli hanno assunto forme più astratte, distaccandosi dal repertorio classico[2].
  • Vincolo delle Belle Arti: L’intervento architettonico è stato effettuato nel rispetto delle normative sulle Belle Arti, garantendo che la ristrutturazione non compromettesse il valore storico dell’edificio[3].
  • Fusione di Storia e Modernità: L’hotel riesce a mantenere il fascino delle sue origini ottocentesche mentre incorpora elementi moderni, creando un equilibrio tra tradizione e innovazione nell’ospitalità[1][3].

Queste caratteristiche rendono l’Hotel Metropole Suisse non solo un luogo di soggiorno, ma anche un esempio significativo della storia architettonica di Como, riflettendo l’evoluzione del design e l’impatto del movimento moderno.

fonti informative
[1] https://www.hotelmetropolesuisse.com/metropole-hotel-sul-lago-di-como/
[2] https://www.astrattecomo.it/it/il-territorio/albergo-metropole-suisse/
[3] https://www.lakecomoconventionbureau.eu/ours/hotel-metropole-suisse/
[4] https://www.hotelmetropolesuisse.com
[5] https://blog.comolake.com/hotel-metropole-suisse-lago-di-como-una-storia-lunga-120-anni/

[7] https://www.tripadvisor.it/Hotel_Review-g187835-d233468-Reviews-Metropole_Suisse_Hotel-Como_Lake_Como_Lombardy.html
[8] https://www.eurocomunicazione.com/2020/11/06/il-lago-di-como-e-120-anni-di-storia-visti-dallhotel-metropole-suisse/

scheda a pagina 29 di:

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Edificio del Caffè Bottegone, progettato da Federico Frigerio, 1905-1906. In Piazza del Duomo a Como

L’edificio del Caffè Bottegone, situato in Piazza del Duomo a Como, è stato progettato dall’architetto Federico Frigerio tra il 1905 e il 1906. Questo caffè storico si distingue per la sua ristrutturazione che ha saputo mantenere un equilibrio tra conservazione e innovazione, rendendolo un esempio di architettura moderna pur rispettando il contesto storico della piazza[1][2].

Storia e Importanza

Il Caffè Bottegone è stato un luogo di ritrovo significativo per letterati e artisti, diventando un punto di riferimento culturale nella città. La sua posizione strategica, di fronte al Duomo e vicino ai teatri, lo ha reso un luogo popolare per coloro che partecipavano a eventi teatrali e culturali[2]. La ristrutturazione del 1905 da parte di Frigerio ha contribuito a dare all’edificio un aspetto distintivo, integrandosi armoniosamente con le altre strutture storiche della piazza[1].

Federico Frigerio

Federico Frigerio (1873-1959) è stato un architetto milanese noto per il suo contributo all’architettura della città di Como. Oltre al Caffè Bottegone, ha progettato altri edifici significativi, come il Teatro Politeama nel 1910, che è stato il primo a utilizzare parti strutturali in calcestruzzo armato a Como. Frigerio ha anche ricoperto il ruolo di fabbriciere del Duomo di Como dal 1900 fino alla sua morte, evidenziando il suo legame con l’architettura locale[4][6].

Caratteristiche Architettoniche

L’edificio del Caffè Bottegone presenta un design che riflette le tendenze architettoniche dell’epoca, con una facciata decorata e dettagli che richiamano lo stile liberty. La ristrutturazione ha incluso anche elementi moderni, rendendo l’edificio non solo un caffè ma anche un simbolo della rinascita urbana di Como all’inizio del XX secolo[2][5].

In sintesi, il Caffè Bottegone rappresenta un’importante testimonianza della storia architettonica e culturale di Como, grazie alla visione innovativa di Federico Frigerio e alla sua capacità di integrare modernità e tradizione.

fonti informative
[1] http://www.coarp.com/2017/06/01/piazza-duomo/
[2] https://xxcoecoinformazioni.wordpress.com/2016/09/19/un-caffe-decorato/

[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Federico_Frigerio_(architetto)
[5] https://www.visitcomo.eu/it/vivere/cose_da_fare/botteghe-storiche/
[6] http://dati.san.beniculturali.it/SAN/produttore_SIUSA_san.cat.sogP.5837

scheda informativa a pagina 26 di:

https://coatesa.com/2016/12/17/fabio-cani-larchitettura-del-xx-secolo-in-provincia-di-como-1-1900-1945-nodolibri-2016-audio-della-presentazione-17-dicembre-2016/

Conosco Como? · Ville sul Lario

Villa Darsena Capranica, sul Lago di Como, progettata tra il 1903 e il 1905 da Luigi Catelli e Federico Frigerio

La Villa Darsena Capranica, situata sul Lago di Como, è un esempio significativo di architettura storica progettata tra il 1903 e il 1905. Il progetto fu realizzato dall’ingegnere Luigi Catelli, che collaborò con l’architetto Federico Frigerio per dare vita a questa villa, che riflette le tendenze architettoniche dell’epoca.

Caratteristiche Architettoniche

  • Stile: La villa presenta un mix di elementi classici e innovativi, tipici del periodo in cui fu costruita.
  • Struttura: Si sviluppa su più livelli, con una particolare attenzione ai dettagli architettonici e agli spazi esterni, inclusi giardini e aree di darsena.

Contesto Storico

La costruzione della Villa Darsena avvenne in un periodo di grande sviluppo per il Lago di Como, dove molte ville furono erette come residenze estive per l’aristocrazia e la borghesia. La villa non solo rappresenta un’importante testimonianza storica ma è anche un esempio della bellezza naturale e culturale della regione.

Riferimenti

Per ulteriori dettagli sulla villa e il suo significato architettonico, si possono consultare fonti come i lavori di Fabio Cani, che analizzano l’opera di Catelli e Frigerio[1][2].

fonti informative

[2] https://lakecomoville.altervista.org/la-villa-darsena/


scheda a pagina 22 di:

Centro Storico di Como · Conosco Como? · Mura del centro storico · STORIA LOCALE E SOCIETA' · urbanistica

Matteo Gianoncelli, Stefano Della Torre, Microanalisi di una città. Proprietà e uso delle case della Città Murata di Como dal Cinquecento all’Ottocento, Edizioni New Press, 1984, pagg. 427. Indice e Bibliografia

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architetto Gianni Mantero: l’edificio situato all’angolo tra via Garibaldi e viale Varese

Gianni Mantero è stato un architetto e ingegnere di spicco, noto per le sue opere a Como, tra cui l’edificio situato all’angolo tra via Garibaldi e viale Varese.

Questo palazzo, completato nel 1926, è un esempio significativo del suo approccio architettonico, caratterizzato da un’elegante fusione di stili neoclassici e razionalisti.

Caratteristiche dell’edificio

Design e Struttura:

  • L’edificio presenta una facciata con elementi decorativi in cotto e finestre rettangolari, evidenziate da contorni in bugnato.
  • La struttura è composta da trifore e porte con archi a tutto sesto, che scandiscono gli spazi interni[2][6].

Innovazioni:

  • Mantero ha introdotto un elemento di rottura rispetto alla tradizione architettonica locale con lo spigolo angolare soprelevato, che ha suscitato contestazioni da parte dell’Ufficio Tecnico comunale[2].

Funzione:

  • Originariamente concepito come edificio per uffici e abitazioni, il palazzo ha servito vari scopi nel corso degli anni, riflettendo l’evoluzione delle esigenze urbane e sociali di Como[4][6].

Rilevanza Culturale

L’opera di Mantero non solo ha contribuito al panorama architettonico di Como, ma ha anche segnato un’importante transizione verso pratiche più moderne nell’architettura italiana del XX secolo. La sua capacità di integrare elementi tradizionali con innovazioni stilistiche ha reso il suo lavoro un punto di riferimento per le generazioni successive di architetti.

Citations:
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Mantero
[2] https://www.bancodesio.it/it/content/como-e-le-architetture-di-mantero
[3] https://www.politesi.polimi.it/retrieve/a81cb059-c862-616b-e053-1605fe0a889a/musebrecri%20last.pdf
[4] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/cultura-e-spettacoli/214038_i_mantero_padre_e_figlio_uniti_dal_progetto_di_citt/
[5] https://www.visitcomo.eu/export/sites/default/it/events/2016/allegati/FAI-Marathon-2016-COMO-BENI-APERTI.pdf
[6] https://www.artribune.com/mostre-evento-arte/mantero-cento-anni-di-architettura/
[7] https://coatesa.com/2025/01/08/il-palazzo-riccardo-mantero-situato-in-via-volta-a-como/
[8] https://www.archiviomantero.it/2023/01/05/como-e-la-speranza-dellarchitettura/

Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane

Gaetano Iapichino, Plinio il Vecchio. Attualità e curiosità della Naturalis Historia. Aspettative e valori del sapere antico, Società Archeologica Comense

Gaetano Iapichino ha recentemente trattato l’importanza e le curiosità della Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, un’opera enciclopedica fondamentale per la scienza antica. Questa opera, completata tra il 77 e il 78 d.C., è composta da 37 libri e rappresenta una vasta raccolta di conoscenze su vari aspetti della natura e della cultura, dalla zoologia alla botanica, dalla mineralogia all’arte.

Contenuti e Struttura dell’Opera

La Naturalis Historia non è solo un compendio di informazioni, ma un tentativo di sistematizzare il sapere scientifico dell’epoca. Plinio attinge a circa duemila volumi di oltre cento autori, creando un’opera che funge da monumento al sapere antico[1][3][5]. La struttura dell’opera segue un principio espositivo che va dal più importante al meno importante, iniziando con l’uomo e proseguendo con gli animali e i metalli[1].

Impatto Culturale e Storico

Plinio il Vecchio, che morì durante l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., ha lasciato un’eredità duratura. La sua Naturalis Historia è stata una fonte primaria di conoscenza per secoli, influenzando non solo la scienza medievale ma anche il Rinascimento[2][5]. L’opera è stata letta e studiata come una delle principali autorità in materia di scienze naturali fino all’emergere di nuove scoperte scientifiche.

Curiosità

  • Dedica a Tito: L’opera è dedicata a Tito, figlio dell’imperatore Vespasiano, ed è introdotta da una lettera che spiega il metodo di ricerca di Plinio[3][7].
  • Ambivalenza della Natura: Plinio descrive la natura con toni ambivalenti, vedendola sia come benefica che come matrigna crudele, riflettendo sulla condizione umana in relazione all’ambiente[5][7].
  • Morte Drammatica: La morte di Plinio avvenne mentre tentava di soccorrere gli abitanti durante l’eruzione del Vesuvio, un evento che ha segnato profondamente la sua figura storica[1][9].

Eventi Recenti

In occasione del 2000° anniversario della nascita di Plinio il Vecchio, si sono tenuti eventi commemorativi, come una serata a Tavernerio il 17 gennaio 2025, per esplorare la sua vita e opere[2]. Questi eventi sottolineano l’importanza continua della sua opera nella cultura contemporanea.

La Naturalis Historia rimane un documento fondamentale per comprendere non solo le scienze naturali dell’antichità ma anche le interazioni tra uomo e natura nel corso della storia.

fonti informative:

https://www.laprovinciadicomo.it/eventi/agenda-degli-appuntamenti/dettaglio/letteratura/tavernerio/attualita-e-curiosita-della-naturalis-historia_254768/

https://archeologicacomo.com/conferenza-naturalis-historia/

https://primacomo.it/attualita/una-serata-alla-scoperta-di-plinio-il-vecchio/


[1] https://library.weschool.com/lezione/plinio-il-vecchio-naturalis-historia-vesuvio-pompei-12005.html
[2] https://primacomo.it/attualita/una-serata-alla-scoperta-di-plinio-il-vecchio/
[3] https://www.museodellamerda.org/the-museum/plinio-il-vecchio-naturalis-historia-i-sec-d-c/
[4] https://www.docenti.unina.it/webdocenti-be/allegati/materiale-didattico/34189825
[5] https://www.skuola.net/letteratura-latina-eta-imperiale/plinio-il-vecchio-maggior-opera-naturalis-historia.html
[6] https://classicocontemporaneo.eu/index.php/233-numero-10/orizzonti-saggi/637-perimetrare-il-molteplice-la-fabbricazione-dell-umano-nel-vii-libro-della-naturalis-historia-di-plinio-il-vecchio
[7] https://www.studiarapido.it/naturalis-historia-plinio-il-vecchio/
[8] https://www.einaudibologna.it/tutte-le-collane/94-approfondimenti/601-plinio-naturalis-historia.html
[9] https://it.wikipedia.org/wiki/Plinio_il_Vecchio
[10] https://it.wikipedia.org/wiki/Naturalis_historia
[11] https://digital.beic.it/it/content/le-lave-del-vesuvio/il-naturalismo-plinio-il-vecchio-naturalis-historia.html

MUSEI · Seta e industria tessile comasca · STORIA LOCALE E SOCIETA'

MUSEO DELLA SETA, Como

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il Primo Ospedale S. Anna in Como (secc. XV-XVI), a Como in Via Cadorna. Ora sede del Conservatorio Giuseppe Verdi

Il Primo Ospedale S. Anna, situato a Como in Via Cadorna, risale ai secoli XV e XVI. Questo ospedale è un’importante testimonianza della storia della sanità nella regione e riflette le pratiche mediche e le condizioni sociali dell’epoca.

Storia

  • Fondazione: L’ospedale fu fondato nel 1450 per accogliere i malati e i bisognosi, in un periodo in cui le strutture sanitarie erano ancora rudimentali.
  • Architettura: La struttura presenta elementi tipici dell’architettura gotica e rinascimentale, con un uso significativo di materiali locali. Le decorazioni e gli affreschi interni offrono uno spaccato della cultura artistica del tempo.
  • Funzione sociale: Oltre a fornire assistenza medica, l’ospedale svolgeva un ruolo cruciale nella comunità, fungendo da punto di riferimento per la carità e il supporto ai più vulnerabili.

Importanza culturale

L’Ospedale S. Anna non è solo un luogo di cura, ma anche un simbolo della solidarietà sociale dell’epoca. La sua storia è legata a eventi significativi della città di Como e rappresenta un patrimonio culturale da preservare.

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Il Chiostrino di Santa Eufemia, nel Piazzolo Terragni/Via Indipendenza, è un importante esempio di architettura medievale situato a Como

scheda storica alle pagine 132-133 del libro:

fonti informative:

Il Chiostrino di Santa Eufemia è un importante esempio di architettura medievale situato a Como, in Lombardia. Questo luogo è parte della chiesa di Santa Eufemia, che risale al XII secolo. Il chiostro è caratterizzato da colonne e archi eleganti, con decorazioni artistiche che riflettono lo stile romanico dell’epoca.

Caratteristiche principali

  • Architettura: Il chiostrino presenta un layout rettangolare con colonne in pietra e capitelli decorati, tipici del romanico lombardo.
  • Storia: La chiesa di Santa Eufemia è stata costruita nel periodo medievale e ha subito diverse modifiche nel corso dei secoli. Il chiostro è stato utilizzato dai monaci per la meditazione e il ritiro spirituale.
  • Rilevanza culturale: Oltre alla sua bellezza architettonica, il chiostrino è un luogo di interesse storico e culturale, spesso visitato da turisti e studiosi.

Il Chiostrino di Santa Eufemia a Como ha una storia ricca e affascinante che risale al XII secolo. Ecco i principali eventi e aspetti storici legati a questo luogo:

1. Fondazione

  • Il chiostro fa parte dell’ex monastero di Santa Eufemia, fondato nel 1150. Originariamente, era un monastero benedettino, dedicato alla figura di Santa Eufemia, una martire cristiana.

2. Architettura Romanica

  • La struttura del chiostro è un esempio significativo di architettura romanica, caratterizzata da elementi tipici dell’epoca, come colonne in pietra e capitelli decorati. Questi elementi riflettono la maestria degli artigiani medievali.

3. Funzione Religiosa

  • Nel corso dei secoli, il chiostro ha servito come luogo di preghiera e meditazione per i monaci benedettini. Ha svolto un ruolo importante nella vita religiosa della comunità locale.

4. Declino e Ristrutturazioni

  • Con il passare del tempo, il monastero ha subito un declino, e nel XVIII secolo è stato soppresso. Negli anni successivi, la struttura è stata utilizzata per scopi diversi e ha subito varie ristrutturazioni.

5. Riscoperta e Restauro

  • Negli ultimi decenni, il chiostro è stato oggetto di restauri per preservarne l’integrità architettonica e storica.

6. Importanza Culturale

  • Oltre alla sua funzione religiosa, il Chiostrino di Santa Eufemia rappresenta un importante patrimonio culturale per la città di Como, testimoniando la storia medievale della regione e l’evoluzione dell’architettura religiosa.

Questa storia rende il Chiostrino di Santa Eufemia non solo un sito di bellezza architettonica, ma anche un luogo carico di significato storico e spirituale.