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Fel, Ferrario Enrico Luigi · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Lario · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Ul Tivan

Appunti storici e biografici su: Enrico Luigi Ferrario, noto come Fel, e il Palio remiero del Lario (1947-1972)

Enrico Luigi Ferrario, noto come Fel, è stato un giornalista e un importante promotore della cultura remiera sul Lago di Como. Nato il 21 marzo 1893, Ferrario ha avuto un ruolo fondamentale nella creazione e nello sviluppo del Palio del Lario, che ha avuto la sua prima edizione nel 1947.

Ruolo nel Palio del Lario

  • Ideatore: Ferrario è considerato l’ideatore delle regate con le tradizionali imbarcazioni chiamate “Lucie”. La sua visione ha portato alla rinascita delle competizioni remiere, creando un evento che celebrava non solo lo sport, ma anche l’identità culturale della comunità lacustre[1][5].
  • Promotore della Tradizione: Sotto la sua direzione, il Palio del Lario è diventato un simbolo della tradizione locale, attirando partecipanti e spettatori da tutta la regione. Ferrario ha lavorato instancabilmente per mantenere viva la manifestazione e per promuovere il turismo sul lago[1][4].

Sospensione del Palio nel 1972

La sospensione del Palio del Lario nel 1972 è stata in gran parte influenzata dalla frustrazione di Ferrario riguardo a comportamenti scorretti e infrazioni alle regole durante le competizioni.

  • Disappunto e Dichiarazione di “Basta”: Ferrario espresse il suo disappunto per l’andamento della manifestazione, sottolineando che episodi di vandalismo e sotterfugi avevano minato lo spirito originale del Palio. Questo culminò in una sua famosa dichiarazione di “basta”, che portò alla decisione di sospendere l’evento. Nonostante il fascino e l’entusiasmo che circondavano il Palio, Ferrario ritenne che non fosse possibile continuare in tali condizioni[1][5][6].

Conclusione

Enrico Luigi Ferrario ha avuto un impatto duraturo sulla cultura remiera del Lago di Como attraverso il Palio del Lario. La sua passione per la tradizione e il suo impegno nel promuovere l’evento hanno lasciato un’eredità significativa, anche se la sospensione del Palio nel 1972 rappresentò un momento critico nella storia della manifestazione. Dopo diciassette anni, il Palio fu ripristinato nel 1988 grazie all’impegno dell’Associazione “Amici della Lucia”, continuando così la tradizione avviata da Ferrario.


[1] http://www.amicidellalucia.com


[4] https://traccesent.com/1987/10/30/fel-ferrario-enrico-luigi-direttore-de-il-tivan-1893-1987-di-roberto-festorazzi-in-gazzetta-di-como-14788/
[5] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/Sport/canottaggio/luomo-dei-robot-e-il-pasticcere-chi-ce-ai-remi-delle-lucie-20_1315139_11/
[6] https://traccesent.com/1987/10/19/fel-ferrario-enrico-luigi-31-marzo-1893-19-ottobre-1987-93-anni/
[7] https://www.ilgiorno.it/como/2009/09/13/230650-lucie_gara_contendono_remiero.shtml

Storia del Palio del Lario:

Storia del Palio del Lario

Il Palio del Lario, noto anche come Palio Remiero del Lario, è una manifestazione remiera che si svolge sul Lago di Como, rappresentando una tradizione storica e culturale significativa per la regione. La sua prima edizione si tenne il 31 agosto 1947, grazie all’iniziativa del giornalista Enrico Luigi Ferrario, conosciuto come Fel, che ideò l’evento per promuovere il turismo e la cultura locale dopo gli stravolgimenti della Seconda Guerra Mondiale[2][3].

Sviluppo e Riscoperta

Dopo un inizio promettente, il Palio ha vissuto un periodo di grande successo fino al 1972, quando fu sospeso a causa di polemiche e irregolarità nelle competizioni. Questo stop durò per ben 17 anni, fino a quando, nel 1988, l’Associazione “Amici della Lucia” decise di ripristinare l’evento, riportando in auge le tradizionali regate con le imbarcazioni chiamate “Lucie”[1][3]. Questa rinascita ha riacceso l’entusiasmo tra i comuni rivieraschi e ha contribuito a mantenere viva la tradizione del Palio, che continua a essere un simbolo di campanilismo e competizione sana tra i vari comuni del lago[2].

Format e Regolamento

Il Palio si svolge con imbarcazioni tipiche del lago, le “Lucie”, che sono barche a remi utilizzate dai vogatori in rappresentanza dei diversi comuni rivieraschi. Le regate sono caratterizzate da un forte spirito di competizione e da un’atmosfera festosa, attirando numerosi spettatori e turisti[3][4]. Negli anni, il format ha subito alcune modifiche, come l’introduzione di imbarcazioni in vetroresina per garantire uniformità e ridurre i costi di manutenzione[3].

Importanza Culturale

Oltre alla competizione sportiva, il Palio del Lario rappresenta un’importante occasione per celebrare la cultura locale, la storia e le tradizioni della comunità lariana. Ogni edizione è accompagnata da eventi collaterali che mettono in risalto la gastronomia, l’artigianato e le usanze locali, contribuendo così a valorizzare il patrimonio culturale della zona[1][2].

Conclusione

Oggi, il Palio del Lario è una manifestazione consolidata che continua ad attrarre partecipanti e visitatori da tutto il mondo, mantenendo vivo il legame con le tradizioni storiche del Lago di Como. La sua evoluzione nel corso degli anni riflette non solo le sfide affrontate dalla manifestazione stessa ma anche la resilienza e la passione delle comunità locali nel preservare il loro patrimonio culturale[2][3].


[1] http://www.amicidellalucia.com
[2] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/Sport/canottaggio/luomo-dei-robot-e-il-pasticcere-chi-ce-ai-remi-delle-lucie-20_1315139_11/
[3] http://www.amicidellalucia.com/1/upload/pagina82_storia_del_palio.pdf
[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Lago_di_Como
[5] https://comozero.it/attualita/como-palio-remiero-1957-storia-foto-epoca/
[6] https://www.laprovinciaunicatv.it/stories/Sport/canottaggio/quindici-lucie-palioda-battere-quella-domaso-o_1197783_11/
[7] https://www.ilgiorno.it/lecco/cultura/2011/06/15/516080-lucie_superstar_dell_estate.shtml
[8] https://blog.comolake.com/palio-remiero-del-lario-57-edizione-1-settembre-2019-a-lezzeno/

Imbarcazioni più Antiche del Palio del Lario

Il Palio del Lario è caratterizzato principalmente dall’uso delle Lucie, ma ci sono anche altre imbarcazioni storiche che hanno avuto un ruolo significativo nella manifestazione. Ecco alcune delle imbarcazioni più antiche che hanno partecipato:

1. Lucia (Batèll)

La Lucia, conosciuta anche come batèll, è l’imbarcazione più rappresentativa del Lago di Como e ha origini che risalgono al XV secolo. Questa barca a remi e vela è stata tradizionalmente utilizzata dai pescatori per il trasporto di merci e passeggeri. La sua struttura è caratterizzata da uno scafo a fondo piatto con tre cerchi di legno, progettata per garantire stabilità e manovrabilità nelle acque lacustri. Nel corso degli anni, la Lucia ha subito modifiche per adattarsi alla navigazione da diporto, ma mantiene ancora il suo fascino storico[1][3].

2. Comballi

I comballi sono un’altra tipologia di imbarcazione tradizionale del Lago di Como, utilizzati storicamente per il trasporto di merci e persone. Queste barche, simili alle Lucie ma più grandi, erano impiegate anche per la pesca e avevano una capacità maggiore. Sebbene non siano così frequentemente associate al Palio, rappresentano una parte importante della tradizione nautica locale[5].

3. Gozzi

I gozzi sono imbarcazioni a remi che hanno una lunga storia sul Lago di Como. Anche se meno comuni nel contesto del Palio, i gozzi erano utilizzati in passato per vari scopi, inclusi il trasporto e la pesca. La loro presenza nel lago risale a molti secoli fa, contribuendo alla ricca tradizione marittima della regione[7].

4. Barche da Pesca Tradizionali

Oltre alle Lucie e ai comballi, altre barche da pesca tradizionali hanno partecipato al Palio in diverse edizioni. Queste imbarcazioni riflettono le tecniche di costruzione e le pratiche di pesca storiche del lago, contribuendo a mantenere viva la cultura marittima della zona.

Conclusione

Le imbarcazioni più antiche che hanno partecipato al Palio del Lario non solo rappresentano la tradizione nautica del Lago di Como, ma sono anche simboli della storia culturale della regione. La Lucia, in particolare, rimane un emblema di questa eredità, continuando a solcare le acque del lago durante la manifestazione.


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Batell
[2] https://www.repubblichemarinare.org/barche-remi/
[3] https://www.martegani.it/images/files/appunti/italia/PALIO%20DEL%20LARIO.pdf
[4] https://comozero.it/attualita/como-palio-remiero-1957-storia-foto-epoca/
[5] https://www.quicomo.it/social/storia-comballi-lago-como.html
[6] https://www.provincia.lecco.it/2011/05/27/palio-delle-lucie-il-trofeo-arnaldo-mondonico-alla-memoria-approda-alla-quarta-edizione/
[7] https://labarcadelnino.jimdofree.com/le-barche-lariane/
[8] http://amicidellalucia.com/1/palio_2012_a_lezzeno_2738672.html

Storia del Palio Remiero del Lario

Il Palio Remiero del Lario è una manifestazione remiera che si svolge sul Lago di Como, rappresentando una tradizione culturale e sportiva significativa per i comuni rivieraschi. La prima edizione si tenne nel 1947, grazie all’ideazione del giornalista Enrico Luigi Ferrario e alla collaborazione di figure come l’industriale della seta Gianni Binda e l’Ente Provinciale del Turismo. L’evento è concepito come una competizione tra coppie di vogatori che rappresentano i vari comuni affacciati sul lago, utilizzando le tradizionali imbarcazioni chiamate “Lucie” [1].

Evoluzione e Sospensione

Il Palio ha goduto di un grande successo nei suoi primi anni, attirando un vasto pubblico e contribuendo a promuovere il turismo nella regione. Tuttavia, nel 1972, dopo venticinque edizioni, la manifestazione fu sospesa a causa di ripetute infrazioni al regolamento, che avevano portato a tensioni tra i concorrenti. Questo interruzione durò per diciassette anni, fino a quando, nel 1988, il Palio fu ripristinato grazie all’iniziativa degli “Amici della Lucia”, un’associazione che si dedicò alla valorizzazione della tradizione remiera [1][3].

Ripresa e Innovazioni

La ripresa del Palio nel 1988 avvenne a Domaso, il comune vincitore dell’ultima edizione prima della sospensione. Una delle principali innovazioni introdotte fu l’utilizzo di “Lucie” in vetroresina, standardizzando le imbarcazioni per ridurre i costi e preservare la tradizione [1]. Da allora, il Palio ha continuato a evolversi, mantenendo vivo l’interesse e il campanilismo tra i comuni partecipanti.

Importanza Culturale

Il Palio Remiero del Lario non è solo una competizione sportiva; è anche un evento che celebra la cultura locale e la storia del lago. Attraverso le sue edizioni, ha contribuito a rafforzare l’identità dei comuni rivieraschi e a mantenere viva la memoria delle tradizioni legate alla navigazione sul lago [2][4]. Oggi, il Palio rappresenta un momento di aggregazione sociale e culturale, attirando visitatori da tutta Italia e oltre.

In sintesi, il Palio Remiero del Lario è un esempio significativo di come le tradizioni locali possano essere preservate e rinnovate nel tempo, offrendo al contempo opportunità di sviluppo turistico e culturale per la regione.


[1] http://www.amicidellalucia.com/1/upload/pagina82_storia_del_palio.pdf
[2] https://comozero.it/attualita/como-palio-remiero-1957-storia-foto-epoca/
[3] http://www.amicidellalucia.com
[4] https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500654685
[5] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/Homepage/palio-remierosul-lario-laquolucieraquo-o_68394_11/
[6] https://www.libreriauniversitaria.it/palio-remiero-lario-tradizione-popolare/libro/9788896059524
[7] https://www.unilibro.it/libro/buzzi-g-cur-bonetti-s-cur-/palio-remiero-lario-tradizione-popolare-1947-31-agosto-2015/9788896059524
[8] https://comprovendolibri.it/ordina.asp?id=61018909&tt=IL+PALIO+REMIERO+DEL+LARIO.+Una+tradizione+popolare

Erbe

erbe officinali: l’ISSOPO

L’issopo, scientificamente noto come Hyssopus officinalis, è un’erba aromatica appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. Questa pianta è originaria dell’Asia occidentale e del sud dell’Europa, e in Italia cresce spontaneamente, soprattutto nelle regioni montuose del Nord e occasionalmente anche nelle pianure[1][3].

Caratteristiche Botaniche

L’issopo è una pianta erbacea perenne che può raggiungere un’altezza di circa 30-60 cm. Presenta gambi ramificati e foglie oblunghe di 2-5 cm di lunghezza. I fiori, di colore blu, fioriscono in estate e sono molto apprezzati dalle api per il loro nettare[2][4].

Usi in Cucina

Sia le foglie che i fiori dell’issopo sono commestibili e possono essere utilizzati in vari piatti, come insalate, minestre, arrosti e salse. La raccolta delle foglie è consigliata durante l’estate, quando sono più ricche di oli essenziali[1][3].

Proprietà Nutrizionali e Benefici

L’issopo è ricco di sostanze nutritive, tra cui tannini, colina, glucosidi e oli essenziali come pinene e limonene. Tradizionalmente, è stato utilizzato per le sue proprietà espettoranti, digestive e antinfiammatorie. È stato impiegato anche per trattare disturbi respiratori, problemi digestivi e come rimedio per mal di gola[1][2][5]. Tuttavia, non ci sono evidenze scientifiche solide che confermino tutti questi benefici[3].

Controindicazioni

L’uso dell’issopo è controindicato durante la gravidanza a causa delle sue proprietà emmenagoghe che possono stimolare il flusso mestruale. Inoltre, non è raccomandato per persone con convulsioni o per i bambini[1][3].

Curiosità

Il nome “issopo” deriva dal greco hyssopos, che significa “a forma di freccia”, e dall’ebraico esob, che si riferisce a un’erba sacra. Nell’antichità, l’issopo era utilizzato in rituali di purificazione e come rimedio contro varie malattie[2][5].

Citations:
[1] https://www.humanitas.it/enciclopedia/alimenti/erbe-aromatiche/issopo/
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Hyssopus
[3] https://www.humanitas-care.it/enciclopedia/alimenti/issopo/
[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Hyssopus_officinalis
[5] https://www.cure-naturali.it/enciclopedia-naturale/rimedi-naturali/erboristeria/issopo.html
[6] https://www.topfarmacia.it/enciclopedia/principi-attivi-e-rimedi-naturali/issopo
[7] https://www.treccani.it/vocabolario/issopo/

CAMMINARE · DIARIO di Amaltea · GENIUS LOCI · GIARDINO, ORTO, FRUTTETO, TERRAZZAMENTI in Coatesa · inverno · MEDITAZIONE nel Tempo · Mi ricordo · STAGIONI

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la Casa Giovannina Franchi, in Via Vitani, a Como

Il Palazzo della Congregazione Suore Infermiere dell’Addolorata si trova a Como, precisamente in Via Vitani, ed è un luogo di grande significato storico e sociale.

Questa congregazione è stata fondata nel 1850 da Giovannina Franchi, che iniziò la sua opera di assistenza ai malati e ai poveri nella contrada di Vitani, dove si stabilì il primo nucleo di accoglienza per coloro che non avevano mezzi per ricevere cure adeguate[1][3].

Storia e Funzione

Nel 1853, Giovannina Franchi acquistò un edificio nella contrada di Vitani, dando così avvio all’attività assistenziale della congregazione. L’intento era quello di offrire un rifugio e cure a chi non poteva accedere all’ospedale civico. Con il passare degli anni, l’istituto si è evoluto fino a diventare l’attuale Ospedale Valduce, un’importante struttura sanitaria privata accreditata con la Regione Lombardia[3][5].

Le Suore Infermiere dell’Addolorata sono impegnate in una missione di carità, offrendo assistenza sia spirituale che materiale ai malati. Oggi operano in diversi luoghi, inclusi ospedali e case di riposo, mantenendo viva la tradizione di cura e supporto ai più vulnerabili[1][4].

Struttura e Servizi

Il Palazzo in Via Vitani non è solo un centro di assistenza ma anche un luogo di spiritualità per le suore. La congregazione ha ampliato la sua opera nel corso degli anni, includendo servizi moderni e specializzati per rispondere alle esigenze sanitarie della comunità[2][3].

scheda alle pagine 164-166 del libro:


[1] https://www.valduce.it/congregazione
[2] https://bollinirosa.it/ospedale/congregazione-suore-infermiere-delladdolorata-ospedale-generale-di-zona-valduce-di-como/
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Ospedale_Valduce
[4] https://www.up-salute.it/node/77

[6] https://www.valduce.it/valduce/storia
https://it.wikipedia.org/wiki/Suore_infermiere_dell%27Addolorata
[8] http://www.suoreinfermieredelladdolorata.org/note_biografiche.html

http://www.suoreinfermieredelladdolorata.org/dove_siamo.html

Giovannina Franchi, una nobildonna di Como, è nota per aver fondato nel 1853 una “Casa” di accoglienza per i malati poveri nella Contrada dei Vitani, che è oggi riconosciuta come l’Ospedale Valduce. La sua opera si è evoluta nel tempo, trasformandosi in una struttura moderna e ben attrezzata per fornire assistenza sanitaria[1][4].

Casa Giovannina Franchi

  • Fondazione: La Casa fu istituita da Giovannina Franchi con l’intento di offrire supporto ai malati indigenti, rispondendo a un bisogno urgente della comunità[3][5].
  • Sviluppo: Nel 1878, la Casa subì un ampliamento significativo per meglio rispondere alle necessità sanitarie dell’epoca, culminando nella costruzione dell’attuale Ospedale Valduce[1][7].

Impatto e Eredità

  • Congregazione: Franchi fondò anche la Congregazione delle Suore Infermiere dell’Addolorata, che continua a operare in vari luoghi, mantenendo viva la sua missione di carità e assistenza ai sofferenti[3][4].
  • Riconoscimenti: La figura di Giovannina Franchi è celebrata non solo per il suo impegno sociale ma anche per il suo esempio di dedizione e servizio, culminando nella sua beatificazione[2][8].

La Casa di Via Vitani rappresenta quindi un importante punto di riferimento nella storia della sanità comasca e continua a essere un simbolo di cura e solidarietà.


[1] https://www.up-salute.it/node/77
[2] https://www.iubilantes.it/pagina/cammino-la-pace-sui-passi-della-beata-giovannina-franchi
[3] https://www.valduce.it/congregazione
[4] https://www.suoreinfermieredelladdolorata.com/dove-siamo-oggi/
[5] http://www.suoreinfermieredelladdolorata.org/note_biografiche.html
[6] https://www.exibart.com/museo-galleria-arte/casa-giovannina-franchi/
[7] https://www.valduce.it/valduce/storia
[8] https://www.diocesidicomo.it/beatificazione-di-giovannina-franchi/

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il Palazzo Sangiuliani, in Via Vitani, nel centro storico di Como


scheda alle pagine 167-168 del libro:

Il Palazzo Sangiuliani, situato in Via Vitani a Como, è un importante esempio di architettura storica della città.

Questo complesso è stato realizzato unendo due edifici medievali, risalenti al periodo compreso tra il XII e il XVIII secolo. La struttura presenta caratteristiche architettoniche significative, tra cui antiche finestre e affreschi, che testimoniano la sua storia e il suo valore culturale[8][10][14].

Caratteristiche del Palazzo Sangiuliani

  • Epoca di costruzione: XII – XVIII secolo.
  • Tipologia: Residenza storica.
  • Condizione giuridica: Proprietà privata.
  • Architettura: Composto da edifici a corte con elementi decorativi storici.

Storia e Importanza

Il Palazzo Sangiuliani è emblematico della tradizione architettonica di Como, che ha visto l’integrazione di stili diversi nel corso dei secoli. La sua costruzione ha contribuito alla formazione del tessuto urbano della città, riflettendo le influenze storiche e culturali della regione[10][12].




[8] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00112/
[9] https://pulsar.gotdns.ch:4443/Joomla/BorgoVicoLocal/index.php?option=com_content&view=article&id=4376%3Avia-vitani&catid=330%3Aanno-scolastico-2017-2018&Itemid=343
[10] https://it.wikipedia.org/wiki/Ville_e_palazzi_di_Como
[11] https://coatesa.com/2015/02/04/bb-le-dame-della-cortesella-nel-centro-storico-di-como/
[12] https://it.wikipedia.org/wiki/Architetture_di_Como

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Appunti su: Piazza Martinelli, precedentemente nota come Piazza Fulda, a Como

Piazza Martinelli, precedentemente nota come Piazza Fulda, ha subito notevoli cambiamenti nel corso degli anni, trasformandosi da un semplice spazio pubblico a un centro culturale e sociale vitale per la comunità di Como.

Evoluzione Storica

  • Origini come Piazza Fulda: Inizialmente, la piazza era dedicata alla città tedesca di Fulda e serviva come luogo di incontro e socializzazione per i cittadini. Era caratterizzata da eventi pubblici e mercati, riflettendo un’importante funzione sociale nella vita della città[1].
  • Rinascita e Ristrutturazione: Con il passare del tempo, la piazza ha subito una significativa riqualificazione che ha portato al cambiamento del suo nome in Piazza Martinelli. Questo processo ha coinciso con un rinnovato interesse per la valorizzazione degli spazi pubblici, trasformando la piazza in un punto di riferimento per eventi culturali e musicali[1][3].

Caratteristiche Attuali

  • Spazio per Eventi Culturali: Oggi, Piazza Martinelli è conosciuta per ospitare una varietà di eventi pubblici, tra cui concerti e proiezioni cinematografiche. Manifestazioni come la rassegna estiva “35 MM Sotto il Cielo” hanno contribuito a rivitalizzare l’area, rendendola un luogo di aggregazione per residenti e turisti[1][3].
  • Atmosfera Vivace: La piazza è caratterizzata da una vivace atmosfera grazie alla presenza di bar e ristoranti nelle vicinanze. Questo la rende un luogo ideale per socializzare e partecipare a eventi all’aperto, contribuendo alla cultura locale[1][3].


[1] https://coatesa.com/2015/12/31/piazza-martinelli-ex-fulda-como/

[3] https://www.quicomo.it/zone/centro-storico/piazza-martinelli-como-migranti-bambini.html
[4] https://www.citta-nostra.it/2017/08/08/piazza-xx-settembre-laccorato-appello-delling-martinelli/
[5] https://comozero.it/punti-di-vista/turismo-cultura-e-piccolezza-poi-in-piazza-martinelli-vince-il-cinema-in-coda-fate-voi-con-calma/
[6] https://www.quicomo.it/zone/centro-storico/protesta-chiusura-piazza-martinelli-como.html
[7] https://comozero.it/punti-di-vista/piazza-martinelli-e-la-como-che-tra-posteggi-fontane-e-tavolini-ha-cancellato-i-bambini/

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Appunti su: la storia della Casa Vincenziana, Via Tatti, Como

La Casa Vincenziana è un’istituzione caritativa situata in Via Tatti, 7 a Como, fondata nel 1900. Essa si ispira all’opera di San Vincenzo de’ Paoli, il quale nel 1617 avviò la “Compagnia della Carità” in Francia per assistere i bisognosi. La Casa è stata creata per continuare questa tradizione di carità e assistenza sociale.

Fondazione e Sviluppo

  • 1900: L’associazione delle Dame della Carità viene ufficialmente riconosciuta dal Vescovo Teodoro Valfrè dei Conti di Bonzo a Como. Questo segna l’inizio dell’attività caritativa in città.
  • 1907: Viene istituita la “Casa di Misericordia”, avviando il servizio di distribuzione di pasti caldi per i poveri e gli ammalati.
  • 1926: Nasce la “Società delle Allieve della Carità e Damine di San Vincenzo”, focalizzata sull’assistenza agli anziani e ai poveri.
  • 1929: Apertura del nido “Culla Vincenziana” per bambini da pochi mesi fino a tre anni[1][2].

Espansione dei Servizi

Negli anni, la Casa Vincenziana ha ampliato i suoi servizi per rispondere alle crescenti necessità della comunità:

  • 1953: Creazione della Compagnia “Civili Decaduti” per supportare famiglie in difficoltà economica post-bellica.
  • 1979: Chiusura della scuola materna e ampliamento della mensa per i poveri; viene inaugurato un pensionato per studentesse.
  • 1986: Collaborazione con la Caritas per l’apertura del primo centro di ascolto cittadino[1][3].

Ristrutturazione e Nuove Iniziative

  • 1997-2001: La struttura di Via Tatti, 7 viene ristrutturata per adeguarsi ai requisiti sanitari. Nel 2001, viene inaugurata la nuova sede ristrutturata e viene costituita l’Associazione Casa Vincenziana ONLUS, come è conosciuta oggi[1][2][4].

Attività Attuali

Oggi, la Casa Vincenziana continua a servire come punto di riferimento per i bisognosi, offrendo pasti caldi e accoglienza a persone senza fissa dimora. La sua missione è guidata dai principi di carità e servizio, seguendo l’eredità di San Vincenzo de’ Paoli[2][3].


[1] https://casavincenziana.it/la-nostra-storia/
[2] https://fatti-trovare.org/dettaglio.php?lang_id=1&user_id=336
[3] https://casavincenziana.it
[4] https://mappeser.com/2013/05/05/nella-casa-vincenziana-di-via-p-tatti-7-a-como-e-attiva-una-mensa-che-accoglie-persone-senza-fissa-dimora-e-in-momentaneo-stato-di-indigenza/
[5] https://coatesa.com/2019/05/17/la-casa-vincenziana-di-via-primo-tatti-como/
[6] https://coatesa.com/2019/05/16/architettura-raccontata-vie-e-case-del-centro-storico-di-como-percorso-con-clemente-tajana-iniziativa-a-cura-della-universita-popolare-16-maggio-2019/
[7] https://www.vincenziani.it/dove-siamo/comunita/como-casa-della-missione.html
[8] https://primacomo.it/attualita/sostegno-nella-relazione-bambini-genitori-inaugurata-la-casa-blu/

vedi anche la scheda alle pagine 170-171 del libro:

Biblioteca comunale di Como · Camminare in COMO città · Centro Storico di Como · Conosco Como?

Appunti su: la Biblioteca Comunale Paolo Borsellino di Como

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La Biblioteca Comunale Paolo Borsellino, situata nel centro storico di Como, è una delle biblioteche più antiche e significative della provincia. La sua storia inizia nella seconda metà del XVII secolo, precisamente nel 1663, quando fu istituito il primo nucleo bibliotecario. Questo patrimonio ha subito diverse evoluzioni nel corso dei secoli, arricchendosi notevolmente con l’arrivo di nuovi fondi e collezioni.

Evoluzione e Patrimonio

Nel 1796, la biblioteca divenne proprietà della municipalità comasca dopo l’arrivo delle truppe francesi, e nel 1799 incorporò i fondi librari delle corporazioni religiose soppresse.

Oggi, la biblioteca conserva circa 500.000 opere a stampa, un fondo manoscritti e un archivio che copre un arco temporale di oltre tredici secoli. Inoltre, dispone di oltre 7.000 documenti multimediali, tra cui film e audiolibri[1][3].

Intitolazione a Paolo Borsellino

Un momento significativo nella storia recente della biblioteca è avvenuto nel 2018, quando è stata intitolata a Paolo Borsellino, il magistrato assassinato dalla mafia nel 1992. Questa decisione è stata presa in seguito a una proposta del Centro Studi Sociali contro le Mafie e ha visto la cerimonia di intitolazione tenutasi l’8 aprile 2019, alla presenza della figlia di Borsellino[1][2][7].

Servizi e Struttura

La biblioteca offre spazi e servizi per tutti i cittadini, con aree dedicate alla lettura, alla consultazione e allo studio.

Dispone di sale a scaffale aperto per la narrativa, una sala per ragazzi con un vasto assortimento di libri per bambini e giovani adulti, nonché postazioni digitali per l’accesso a Internet e cataloghi online[1][3].

È anche un importante centro di conservazione e ricerca storica, con cataloghi accessibili sia fisicamente che digitalmente.

Accessibilità

La Biblioteca Comunale Paolo Borsellino è facilmente accessibile al pubblico ed è attenta alle esigenze delle minoranze etniche e linguistiche, offrendo testi in diverse lingue. Inoltre, la struttura è adeguata per accogliere persone con disabilità[1][2].

Con la sua ricca storia e il suo impegno verso la comunità, la Biblioteca Comunale Paolo Borsellino continua a essere un punto di riferimento culturale importante per la città di Como.


[1] https://www.comune.como.it/vivere-il-comune/luoghi/Biblioteca-comunale-Paolo-Borsellino/
[2] https://ecoinformazioni.com/2018/07/06/la-biblioteca-di-como-e-intitolata-a-paolo-borsellino/
[3] https://www.visitcomo.eu/it/vivere/cose_da_fare/Biblioteca/
[4] https://www.espansionetv.it/2018/03/15/intitolare-la-biblioteca-a-paolo-borsellino-le-reazioni-iniziativa-positiva/
[5] https://siusa-archivi.cultura.gov.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=cons&Chiave=7806
[6] https://manus.iccu.sbn.it/risultati-ricerca-manoscritti/-/manus-search/detail/614002
[7] https://comozero.it/cultura-e-spettacolo/la-biblioteca-di-como-intitolata-a-paolo-borsellino/
[8] https://anagrafe.iccu.sbn.it/isil/IT-CO0059

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Appunti sulla Via Rovelli, a Como

La Libreria Andreoli Rita si trova in Via Rovelli Giuseppe, 23, a Como. Questa libreria è nota per la sua specializzazione in libri antichi e stampe d’epoca, offrendo una selezione unica per i collezionisti e gli appassionati di letteratura storica.

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La via Rovelli a Como è una strada che porta il nome di Giuseppe Rovelli, un personaggio storico legato alla città. Ecco alcuni riferimenti significativi associati a questa via:

Riferimenti Storici e Culturali

  • Palazzo Albricci Peregrini: Situato in Via Giuseppe Rovelli, questo palazzo del XV secolo è noto per il suo stile unico e la sua storia affascinante. È aperto ai visitatori e offre un’esperienza immersiva nella cultura comasca[3].
  • [3] https://www.palazzoalbricciperegrini.it/it/storytelling/

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Giuseppe Rovelli, nato a Milano il 12 gennaio 1818 e morto nella stessa città il 26 gennaio 1874, è stato un importante scrittore e giornalista italiano. La sua vita fu segnata da difficoltà e sfide, influenzate dalla sua infanzia problematica e dal contesto politico dell’epoca.

Formazione e Carriera

Rovelli crebbe in una famiglia modesta, figlio di un orafo e di una madre con un carattere difficile. Dopo aver studiato con l’abate Giuseppe Pozzone, divenne istitutore presso famiglie nobili e successivamente lavorò presso la Biblioteca di Brera. Tuttavia, la sua carriera subì un arresto quando partecipò ai moti del 1848 e si arruolò come volontario per difendere la Repubblica Romana, il che portò al suo esilio in Svizzera[1].

Durante il suo esilio, Rovelli incontrò diversi esuli italiani noti, tra cui Giuseppe Mazzini e Carlo Cattaneo. Tornato a Milano nel 1851, riprese il suo lavoro alla Biblioteca di Brera e collaborò con varie riviste e giornali. Sposò una giovane allieva, ma il matrimonio si rivelò infelice, contribuendo al suo declino personale[1].

Opere Letterarie

Rovelli è noto per le sue critiche al romanzo storico romantico, ritenuto da lui pieno di stereotipi sentimentali. Le sue opere principali includono:

  • Lamberto Malatesta (1843)
  • Valenzia Candiano (1844)
  • Cento anni (1859-1864), considerata la sua opera più celebre.
  • La giovinezza di Giulio Cesare (1872), una rievocazione del mondo romano.

Questi romanzi hanno contribuito significativamente all’evoluzione del romanzo in Italia, ponendo l’accento su tematiche contemporanee piuttosto che storiche[1].

Ultimi Anni e Morte

Negli ultimi anni della sua vita, Rovelli cadde in miseria, afflitto dall’alcolismo e da problemi familiari. Morì in condizioni difficili e fu sepolto al Cimitero Monumentale di Milano dopo una cerimonia che evidenziava la sua vita travagliata[1]. La sua figura rimane significativa nella letteratura italiana per il suo approccio innovativo al romanzo e per il suo impegno politico durante un periodo tumultuoso della storia italiana.


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Rovani
[2] https://www.treccani.it/enciclopedia/giuseppe-rovelli_(Dizionario-Biografico)/
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Rovelli
[4] https://it.wikisource.org/wiki/Notizie_biografiche_degli_illustri_comaschi/Giuseppe_Rovelli
[5] https://dominionilibri.it/prodotto/storia-di-como/
[6] https://libreriaantiquariacoenobium.it/catalogo/elogio-di-giuseppe-rovelli/
[7] https://www.bibliorfeo.com/notizia-di-giuseppe-rovelli-43066.html
[8] https://books.google.com/books/about/Storia_di_Como_descritta_dal_marchese_Gi.html?id=5Hz0i44T5c4C

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Cosa significa “Scrivere appunti”

Scrivere appunti è un’attività fondamentale in molti contesti, sia accademici che professionali. Ecco alcuni aspetti chiave di cosa comporta questa pratica:

1. Definizione di Appunti

Gli appunti sono delle annotazioni brevi e sintetiche che si prendono durante una lezione, una conferenza, una riunione o mentre si legge un testo. Servono a catturare le informazioni più importanti e a facilitare la comprensione e la memorizzazione.

2. Scopi degli Appunti

  • Sintesi delle Informazioni: Gli appunti aiutano a riassumere concetti complessi in forme più semplici e comprensibili.
  • Riferimento Futuro: Possono essere utilizzati come materiale di studio o come promemoria per attività future.
  • Stimolo alla Riflessività: Scrivere appunti richiede di elaborare e riflettere sulle informazioni, favorendo un apprendimento più profondo.

3. Tecniche di Scrittura degli Appunti

  • Metodi Visivi: Utilizzare diagrammi, mappe concettuali o schemi per rappresentare graficamente le informazioni.
  • Bullet Points: Scrivere in forma di elenchi puntati per facilitare la lettura e la comprensione.
  • Parole Chiave: Annotare solo le parole chiave o frasi brevi per catturare l’essenza delle informazioni.

4. Vantaggi di Prendere Appunti

  • Miglioramento della Memoria: La scrittura aiuta a consolidare le informazioni nella memoria a lungo termine.
  • Organizzazione del Pensiero: Aiuta a strutturare le idee e a chiarire i concetti.
  • Coinvolgimento Attivo: Prendere appunti richiede attenzione e partecipazione attiva, rendendo l’apprendimento più efficace.

5. Conclusione

Scrivere appunti è un’abilità preziosa che può migliorare notevolmente il processo di apprendimento e la capacità di gestire informazioni complesse. Sia che tu stia studiando per un esame, partecipando a una conferenza o semplicemente leggendo un libro, prendere appunti può fare la differenza nella tua comprensione e nel tuo successo.

Organizzare efficacemente gli appunti è fondamentale per migliorare l’apprendimento e facilitare il recupero delle informazioni. Ecco alcune tecniche e strategie che possono aiutarti a mantenere i tuoi appunti ben strutturati e facilmente accessibili.

Tecniche di Organizzazione degli Appunti

1. Metodo dei Quadranti

Questo metodo prevede di suddividere ogni pagina in quattro sezioni, ciascuna dedicata a un tipo specifico di informazione:

  • Note principali: tutto ciò che viene discusso durante la lezione.
  • Parole chiave: concetti fondamentali da ricordare.
  • Domande: punti che necessitano di ulteriori chiarimenti.
  • Riferimenti: libri o materiali da consultare in seguito[1][2][6].

2. Metodo Cornell

Questo approccio consiste nel dividere il foglio in tre sezioni:

  • Colonna delle parole chiave: sulla sinistra, annota le parole chiave.
  • Colonna degli appunti: sulla destra, scrivi dettagli e spiegazioni.
  • Sezione inferiore: utilizza questo spazio per riassumere i concetti principali[3][4].

3. Utilizzo di Divisori e Raccoglitori

Per mantenere gli appunti ordinati, puoi utilizzare raccoglitori con divisori colorati. Ogni colore può rappresentare una materia o un argomento specifico, facilitando l’individuazione delle informazioni[1][6].

4. Scrittura Concisa e Abbreviazioni

Quando prendi appunti, cerca di essere conciso. Utilizza abbreviazioni e simboli per ridurre il tempo di scrittura e semplificare la lettura successiva. Ad esempio:

  • “cfr” per confrontare
  • “xché” per perché
  • “es” per esempio[3][5].

5. Trascrizione Post-Lezione

Dopo la lezione, è utile trascrivere gli appunti in modo più ordinato. Questo processo ti aiuterà a chiarire i concetti e a consolidare la memoria[6][7].

6. Utilizzo di Modelli Strutturati

Adottare modelli specifici per prendere appunti può migliorare l’organizzazione. Puoi scegliere tra diversi formati, come agende o schemi progettuali, che ti permetteranno di mantenere una coerenza nelle tue note[4][5].

Vantaggi dell’Organizzazione degli Appunti

  • Facilità di Studio: Appunti ben organizzati rendono lo studio più efficiente e meno stressante.
  • Migliore Memoria: La struttura aiuta a memorizzare le informazioni più facilmente.
  • Recupero Rapido delle Informazioni: Con un sistema di organizzazione chiaro, sarà più semplice trovare ciò che cerchi quando ne hai bisogno.

Implementando queste tecniche, potrai migliorare notevolmente la tua capacità di prendere e utilizzare efficacemente gli appunti.

Citations:
[1] https://www.skuola.net/scuola/metodo-studio/come-organizzare-gli-appunti-al-meglio-prima-di-tornare-a-lezion.html
[2] https://www.efficacemente.com/lavoro/prendere-appunti-efficacemente/
[3] https://www.unicusano.it/blog/didattica/corsi/come-prendere-appunti-alluniversita/
[4] https://clickup.com/it/blog/182179/come-organizzare-gli-appunti
[5] https://minov.it/come-prendere-appunti-in-modo-efficace/
[6] https://www.letuelezioni.it/blog/come-riordinare-appunti-dopo-lezioni
[7] https://myple.unifr.ch/it/activities/9

Integrare schemi e mappe mentali nei tuoi appunti può migliorare notevolmente la tua capacità di apprendimento e comprensione. Ecco alcune strategie pratiche per farlo efficacemente.

1. Creazione di Mappe Mentali

  • Inizia con un argomento centrale: Scrivi il tema principale al centro della pagina e disegna rami che si diramano verso i sotto-argomenti. Questo approccio visivo aiuta a vedere le relazioni tra le idee[1][4].
  • Utilizza colori e simboli: Colori diversi possono rappresentare categorie o livelli di importanza, mentre simboli e immagini rendono la mappa più accattivante e memorabile[1][2].

2. Schemi a Cascata

  • Organizza le informazioni in gerarchia: Gli schemi a cascata permettono di visualizzare le informazioni in modo strutturato, con concetti principali in alto e dettagli sottostanti. Questo metodo è utile per comprendere le relazioni tra le idee[3][5].
  • Integra appunti e testi: Puoi combinare gli schemi con i tuoi appunti scritti, aggiungendo dettagli dai libri di testo per arricchire il contenuto[3].

3. Utilizzo di Strumenti Digitali

  • Mappe mentali online: Esistono vari strumenti digitali che consentono di creare mappe mentali interattive. Questi strumenti offrono modelli predefiniti e opzioni di personalizzazione, facilitando la creazione e la condivisione delle tue mappe[1][6].
  • Applicazioni per prendere appunti: Alcune app permettono di integrare mappe mentali direttamente negli appunti, rendendo più facile l’organizzazione delle informazioni[7].

4. Rielaborazione delle Informazioni

  • Trascrivi e riorganizza: Dopo aver preso appunti, rielabora le informazioni creando mappe mentali o schemi per ogni argomento. Questo processo aiuta a consolidare la comprensione e a rafforzare la memoria[2][4].
  • Fai uso di parole chiave: Quando crei mappe o schemi, utilizza parole chiave invece di frasi lunghe. Questo stimola un’elaborazione attiva delle informazioni, facilitando il richiamo successivo[2][6].

5. Revisione Attiva

  • Rivedi regolarmente le mappe: La ripetizione è fondamentale per la memorizzazione. Rivedere le tue mappe mentali e schemi ti aiuterà a mantenere fresche le informazioni nella tua mente[1][4].
  • Insegna ad altri: Spiegare i concetti appresi utilizzando le tue mappe mentali può rafforzare ulteriormente la tua comprensione e aiutarti a identificare eventuali lacune nelle tue conoscenze[2].

Integrando queste tecniche nella tua routine di studio, potrai sfruttare al meglio gli schemi e le mappe mentali, migliorando significativamente la tua capacità di apprendimento e memorizzazione.

Citations:
[1] https://clickup.com/it/blog/153347/mappa-mentale-per-prendere-appunti
[2] https://www.genioin21giorni.it/mappe-mentali-per-studiare/
[3] https://www.gliaudacidellamemoria.com/schemi-a-cascata/
[4] https://www.unidformazione.com/prendere-appunti-mappe-mentali/
[5] https://www.alessandrodeconcini.com/metodo-di-studio/come-fare-schemi-studio
[6] https://www.matteosalvo.com/prendere-appunti-con-le-mappe-mentali/
[7] https://www.reddit.com/r/productivity/comments/14ioztj/how_to_include_mindmaps_into_notes/?tl=it