Non c’è bisogno di tanto spazio per vivere in armonia con la natura. Impara a coltivare e a mangiare cibi freschi e biologici seguendo i principi che la natura stessa insegna:
– Mangia frutta e verdura di stagione; impara a utilizzare erbe, spezie e fiori eduli. Scopri come conservare attraverso la marinatura e la fermentazione. – Scopri i principi dell’agricoltura naturale coreana e i suoi semplici trattamenti che rendono il suolo più fertile rispetto a qualsiasi concime chimico. – Utilizza i microrganismi per nutrire le piante e per tenere lontani parassiti e malattie. Incoraggia l’attivazione di sistemi naturali che faranno prosperare il tuo spazio verde. – Non sprecare mai più gli avanzi di cibo facendo un compost con un sistema completamente inodore e che si può tenere in casa. – Ricicla e riutilizza tutto! Trasforma una bottiglia di plastica in un elemento di un orto verticale, un sistema di irrigazione, una piccola serra, un impianto di irrigazione a goccia.
Che tu abbia un angolino sul tetto, una scala antincendio, un balcone, un orto urbano condiviso, o semplicemente un davanzale, impara a vivere secondo l’andamento delle stagioni e contribuisci così a rendere più verde il nostro mondo.
NodoLibri è un marchio editoriale creato nel 1989 da Nodo per rispondere all’esigenza diffusa sul territorio di pubblicazioni relative agli argomenti di storia e di arte locale, basate su una ricerca rigorosa e su un sincero sforzo di comunicazione aperta a tutti.
Il libro racconta il territorio dei Laghi di Brianza e il fiume Lambro in chiave turistica. Non si tratta di una guida tradizionale ma di una guida fotografica composta da “appunti di vista” testuali (approfondimenti personali senza scopo didattico o storico), carrellate di immagini e semplici mappe schematiche (adatte a localizzarli). L’idea del libro è quella di connettere i luoghi con le loro emergenze storiche o paesaggistiche per invitare chi legge a scoprirli di persona e ad approfondirli sulla base di una propria personale visione, come ha fatto l’autrice. L’acqua (in molte delle sue forme), le sue trasformazioni, le sue storie, i suoi riflessi sono il soggetto principale del libro, tanto da evocarne il titolo.
“La Brianza è il paese più delizioso di tutta l’Italia, per la placidezza dei suoi fiumi, per la moltitudine dei suoi laghi, ed offre il rezzo dei boschi, la verdura dei prati, il mormorio delle acque, e quella felice stravaganza che mette la natura né suoi assortimenti”.
(Stendhal, Diario del Viaggio in Brianza, agosto 1818).
“Quale migliore inizio per cominciare un libro fotografico sui Laghi di Brianza che questa citazione? Citazione che mi suggerisce facilmente anche uno splendido slogan, perfetto per raccontare il mio girovagare fotografico alla ricerca di spunti, appunti e dettagli corredati da piccole e grandi storie, tutte da scoprire. Eccolo, facile facile e assonante: Brianza, felice stravaganza. Ma anche: Brianza, felice stra-vacanza, perché qui non manca nulla, anzi ci sono anche gli extra. C’è tutto quanto può rendere meravigliosa la nostra “villeggiatura”.
Erano tempi così. Era la prima metà del XIX secolo, l’Italia non esisteva ancora, e nel Lombardo-Veneto la provincia di Como si estendeva dal Lago Maggiore all’Adda.
Erano tempi duri, di uomini, donne e bambini che, per garantirsi il vitto quotidiano, erano costretti a lavorare fino a quindici ore al giorno e a sopportare sforzi esagerati in ambienti lavorativi malsani.
Attraverso un lavoro minuzioso di documentazione e un’accurata ricerca linguistica, Fabrizio Cartocci cataloga, analizza e ricompone il tessuto lavorativo del Comasco, permettendo al lettore di conoscere approfonditamente le tecniche, le difficoltà e la quotidianità di mestieri nati in un passato remoto (vetrai, cartai, setaioli, cotonieri, conciatori, minatori, fonditori, calcinaroli, torbieri e altri ancora).
Passando per i mestieri di un tempo, Cartocci mette in risalto la morfologia di un intero territorio e riscrive lo schema sociale di un periodo storico complesso, ancora molto lontano dai traguardi raggiunti nella modernità, come il rispetto verso il lavoratore e l’attenzione nei confronti delle categorie più deboli. Perché, nonostante la provincia comasca fosse tra le più sviluppate del Regno Lombardo-Veneto, i suoi abitanti vissero a lungo con due compagne di vita: povertà e malnutrizione.
L’autore
Fabrizio Cartocci si è laureato presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza e in Storia, con specializzazione in storia economica, conseguendo la lode accademica. Studioso dell’economia del Settecento e dell’Ottocento lombardo, ha pubblicato per Dominioni Editore, nel 2014, Cesare Beccaria e l’industria serica comasca e, nel 2018, I lavoratori della seta nella Lombardia austriaca.