A Vertemate con Minoprio da giovedì 18 novembre a mercoledì 15 dicembre 2010 corso avanzato proposto dall’associazione L’isola che c’è, in collaborazione con AIAB Lombardia, la Fondazione Minoprio e Cooperativa Corto Circuito. All’interno del progetto “Corto Circuito 2010 – L’agricoltura biologica, locale, partecipata, motore di sostenibilità”, cofinanziato tramite bando della Fondazione Cariplo, continua la “Scuola d’Agricoltura Biologica” che sostiene nuove possibilità di lavoro per chiunque sia interessato al settore agricolo. Il calendario prevede 9 lezioni (orario: 18 – 21). Sede del corso: Vertemate con Minoprio (CO), Fondazione Minoprio (Via Raimondi, 54).Certificazione: rilasciata dalla Fondazione Minoprio. Costo 250 €, iscrizioni entro martedì 16 novembre. Per info: tel. 031.4451154; www.lisolachece.org
Mese: novembre 2010
Emily Dickinson e Antonia Pozzi a La Casa della Poesia di Como, di Laura Garavaglia
Emily Dickinson e Antonia Pozzi a La Casa della Poesia di Como
Una serata dedicata a due icone della poesia femminile: Emily Dickinson e Antonia Pozzi. Un recital di poesia, ma non solo quella che si terrà stasera alle 20.30 alla Casa della Poesia di Como, in via Rovelli 4 a Como. Tratto da L’ORDINE del 12/11/2010.
Perché grazie a Silvio Raffo, poeta e scrittore dalla cultura letteraria vastissima, traduttore, autore di numerose raccolte di poesie, romanzi , opere teatrali e profondo conoscitore della letteratura femminile angloamericana, grazie al suo accattivante eloquio non privo di punte di acuta ironia, il pubblico presente in sala potrà “rivivere”, attraverso le sue parole la profonda identità tra poesia e vita , intimo e indissolubile legame che ha caratterizzato l’esistenza di queste due virginali anime. E non mancheranno momenti di intensa emozione nell’ascoltare la brava attrice Viviana Nicodemo, diplomata alla Scuola d’Arte del Piccolo Teatro di Milano, che darà voce ai versi immortali delle due grandi poetesse. Due donne. L’una americana, vissuta a cavallo tra la prima e la seconda metà del XIX secolo, figlia di un influente avvocato, Edward Dickinson, di Amherst, cittadina rurale della provincia di Boston . Emily Dickinson era cresciuta in ambiente borghese e “puritano”, permeato al contempo di religiosità e cultura. Visse, per scelta, in una sorta di “stimolante” clausura, un mondo esterno limitato alle mura e agli affetti della casa paterna e del giardino che la circondava , un universo interiore in continua espansione che si illumina nei suoi brevi, fulminanti componimenti: “ogni poesia è un piccolo microcosmo ben distinto da tutte le altre”come ha osservato il critico Massimo Bacigalupo.L’altra italiana, morì suicida a ventisei anni d’età nel 1938. Antonia Pozzi proveniva da una famiglia dell’alta borghesia milanese, una madre dedita alla mondanità e legata alle apparenze, un padre autoritario e severo , che riuscì a troncare il rapporto di amore profondo e sincero nato tra Antonia e il suo professore di lettere al liceo classico, facendolo trasferire in un’altra città . Soffocò in lei ogni sentimento, ogni aspirazione a realizzare il proprio ideale di identità tra vita e arte. Cercò di cancellare e correggere dopo la morte di lei anche poesie e scritti, che riteneva “scandalosi” per i benpensanti di allora e che invece sono testimonianze di profonda sensibilità , capacità di scavare nelle contraddizioni dell’animo femminile di una delle menti più lucide e fervide del secolo appena trascorso. La Pozzi si laureò in lettere e suo relatore fu il filosofo Antonio Banfi, frequentò i migliori circoli culturali della sua città natale, faceva parte della generazione di intellettuali milanesi degli anni Trenta del 900: era amica di Dino Formaggio, Enzo Paci, Vittorio Sereni, Giancarlo Vigorelli, Remo Cantoni, Alberto Mondadori.Viaggiava, amava la fotografia, conosceva tre lingue straniere, aveva amicizie colte e stimolanti, che tuttavia non le permisero, forse anche a causa degli stereotipi ai quali una ragazza di buona famiglia in quel periodo doveva adeguarsi, di superare il lacerante contrasto tra arte e vita , simbolo della sua infelicità esistenziale.Che significato ha l’amore nelle irripetibili poesie di Emily Dickinson e Atonia Pozzi?Per la poetessa americana “l’amore diventa un tema privilegiato, ma un amore dell’assente, parallelo all’amore dell’eterno sempre rimandato e dubitato”, come ha ancora osservato Massimo Bacigalupo. L’amore segreto e impossibile della Dickinson fu probabilmente un religioso, Charles Wadsworth. Ma ciò che importa rilevare è la vaghezza, l’indeterminatezza in cui viene lasciata l’identità della persona amata, l’oggetto d’amore. La parola poetica erompe come un lampo a ciel sereno, è parola che “crea” perché la potenza dell’immaginazione è in lei alimentata dal ristretto mondo in cui vive, la sensibilità acuita dal volontario isolamento e l’amore una sorta di vocazione “mistico-sentimentale” : “Fu amore –non io-/punisci – ti prego -/chi davvero morì per te-/solo lui -non me-/Che colpa amarti di più!/Condannala più di tutte -/Perdonala – meno-/era vile come Gesù – al più! / La giustizia non manchi-/fra noi due così somiglianti -/l’artefice del delitto-/fu amore-Ora mira dritto!”.Atonia Pozzi “confronta il suo disordine lirico , così indecentemente femminile, alla razionalità ironica e pragmatica dei suoi compagni d’Università”, come ha osservato la maggiore studiosa di questa grande e infelice poetessa, Alessandra Cenni.Rifiuta completamente gli schemi ottocenteschi della poesia femminile, abbandona ogni sentimentalismo e pseudoromanticismo e alleggerisce ogni parola, la riduce all’essenziale. Attraverso il linguaggio poetico cerca di fare ordine nel suo animo, lotta, inutilmente, per realizzare il suo sogno di fondere totalmente la sua vita con la poesia, come si legge in questi versi tratti da Preghiera alla poesia : “Poesia che con occhi di pianto/achi con occhi di pianto/ si cerca-Oh rifammi tu degna di te,/poesia che mi guardi” .E l’amore è tema ricorrente nelle sue liriche, fantasticato, sognato, idealizzato come sentimento inalienabile da sé, come donn
da: Laura Garavaglia – Emily Dickinson e Antonia Pozzi a La Casa della Poesia di Como.
L’estate del S. Martino, Grafici Senza Frontiere – Iubilantes – « Politica dei servizi sociali: ricerche in rete
Genius loci di Francesco Bevilacqua, Rubbettino 2010 Articolo di: Leonardo Caffo
Genius lociIl libro è breve ma intenso. Una bibliografia molto esauriente raccoglie testi di filosofia come quelli di Paolo D’Angelo e testi di alta letteratura come quelli di Neruda. L’impronta autobiografica, come già detto, è presente ma non ingerente nel testo che risulta un quasi–saggio di filosofia del “buon costruire”. Le citazioni sono un po’ troppo ammassate l’una sull’altra, in alcuni punti del libro si fatica a cogliere il pensiero dell’autore che sembra occupato più che altro a collezionare aforismi. Se cercate un libriccino leggero ma non banale e siete appassionati magari del pensiero che sta dietro l’eco–architettura, avete trovato ciò che fa per voi (ma senza pretese). Con questa mania del rapporto uomo–natura i libri validi sull’argomento si sono rarefatti notevolmente, districarsi tra gli scaffali non è facile. L’opera di Bevilacqua sta a metà tra la mania del parlare e il piacere del raccontare: alla vostra sensibilità personale la scelta della prospettiva.
da: Mangialibri.
Paratie, inutile il concorso di idee E la Regione attacca i tre progettisti – Cronaca – La Provincia di Como
Paratie, addio al progetto che ha vinto il concorso di idee per scegliere il nuovo volto della passeggiata. A quattro mesi di distanza dalla decisione di premiare la proposta dell’architetto Cino Zucchi, è ormai certo che il lungolago così come immaginato dal professionista non verrà realizzato. Il motivo? I costi che il Comune dovrebbe accollarsi se volesse concretizzare quanto messo nero su bianco da Zucchi.
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.Sembrano ormai ridotte a zero le possibilità di realizzare integralmente la proposta (passeggiata in pietra, panchine e corpi illuminanti di altissima qualità e una piazza d’acqua davanti a piazza Cavour sono gli elementi principali).
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Ma se il progetto venisse davvero ridimensionato drasticamente, resterebbe sul tavolo un interrogativo: perché è stato indetto il concorso di idee? La situazione, insomma, è più ingarbugliata che mai.
“GENIUS LOCI”, per rappresentare l’essenza, l’anima, la forza di un luogo, in Paolo Ferrario, Il Genius Loci come angelo del luogo, in Angelicamente, il senso dell’angelo nel nostro tempo, a cura di Baldo Lami, Zephyro Edizioni, 2010, p. 45-57
Lo spazio ed il tempo sono le categorie essenziali per la stessa nozione di esistenza: ogni percezione di sé e del mondo si realizza nello spazio ed anche le rappresentazione mentali e culturali si realizzano in uno spazio.
Il tempo è la curva inesorabile che struttura ogni gesto della nostra vita, ma noi lo viviamo in uno spazio. E’ il nostro linguaggio a rivelarci che sempre pensiamo noi stessi collocandoci in un luogo. Infatti diciamo “sentirsi a casa” o “sentirsi spaesati” o ancora “sentirsi in trincea” o “stare a casa di Dio”. Dunque la spazialità permea il pensiero e il linguaggio.
Per cominciare a costellare il tema del luogo ricorro alla energia del pensiero di James Hillman (2001), quando ci avvisa che: “se è vero che l’anima ha a che fare con l’approfondirsi degli eventi, questi eventi non sono solo dentro di noi ma possono essere dentro il mondo. Questa è l’anima mundi, l’anima nel mondo, o del mondo”. E’ davvero forte questa suggestione che orienta a cercare l’anima nei luoghi. Non è la Psiche ad essere in noi, noi siamo nella Psiche.
Mettere in relazione il proprio sé con il mondo esterno è come un “fare anima” anche con il gesto semplice di stare in un posto, alla ricerca lieve, curiosa ed interessata di quel qualcosa di difficilmente afferrabile (se non vi si presta amorosa attenzione) che va a costituire il nucleo essenziale di in luogo. Lo si cattura con una intuizione o con una percezione sintetica.
Lo si è chiamato “Genius Loci”, per rappresentare l’essenza, l’anima, la forza di un luogo.
Qualche architetto, in evidente riflessione autocritica, dice: “Il luogo rappresenta quella parte di verità che appartiene all’architettura: esso è la manifestazione concreta dell’abitare dell’uomo, la cui identità dipende dall’appartenenza ai luoghi” (Christian Norberg-Schultz, citato da Francesco Bevilacqua, 2010).
È STATO L’AMORE, NON IO, incontro con la poesia di Antonia Pozzi e di Emily Dickinson, Notizie NodoLibri
| È STATO L’AMORE, NON IO |
Venerdì 12 novembre alle 20.30 presso la sede del quotidiano L’Ordine (via Rovelli 4) e il Comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile organizzano un incontro con la poesia di Antonia Pozzi e di Emily Dickinson. Un dialogo sull’amore e la solitudine a distanza tra due grandi poetesse accomunate da una condizione di esilio esistenziale che rende ancora più lucida e affilata la parola poetica. Lettura delle poesie a cura dell’attrice teatrale e fotografa Viviana Nicodemo, riflessioni critiche del poeta Silvio Raffo. Viviana Nicodemo, diplomata al Piccolo di Milano, ha recitato con vari registi, girato video legati alla poesia contemporanea e partecipato a letture poetiche (Dante, Rilke, Tasso, Pavese, Bertolucci, Campana). Silvio Raffo è poeta, docente e traduttore. Ha vinto importanti premi nazionali per la poesia ed è stato fra i finalisti di uno Strega per la narrativa. Ha diretto e interpretato due pièces che porta sulle scene da anni, una dedicata a Emily Dickinson e un atto unico col quale ha vinto il Premio Jean Vigo. lacasadellapoesiadicomo@gmail.com
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iniziative per la commemorazione della morte di Carlo Dossi, avvenuta nella sua villa a Cardina nel 1910, da Notizie NodoLibri
Continuano le iniziative per la commemorazione della morte di Carlo Dossi, avvenuta nella sua villa a Cardina nel 1910:
Martedì 9 novembre alle 16.30 presso la Biblioteca Comunale di Como verrà inaugurata una mostra di documenti inediti che rimarrà aperta al pubblico fino al 20 novembre. Alle 18.00 presso il Circolo Carducci (viale Cavallotti 7) Beno Reverdini terrà una conferenza sul grande scrittore lombardo.
031.252850 – biblioteca@comune.como.it
031.267365 – asscarducci@libero.it
Marcello Piccardo – La collina del cinema
Orto d’autunno
Superati i torridi caldi estivi, anche sedani, finocchi, carote e parecchie varietà di lattughe e cicorie riscoprono la loro euforia vegetativa con le prime piogge settembrine. L’autunno diventa così la stagione migliore per la raccolta di questi preziosi ortaggi. Particolarmente favorevoli risultano in questo periodo le condizioni climatiche per la coltivazione di indivie e scarole, che vanno copiosamente irrigate d’estate e raccolte prima dell’avvento dei primi freddi invernali, a meno che non si scelga di ricorrere a serre, tunnel o altre protezioni che permetterebbero di prolungarne la coltivazione fino a tutto l’inverno.
“discussione” su facebook tra il poeta Mauro FOGLIARESI e l’assessore PDL del Comune di Como Sergio Gaddi
un estratto del linguaggio e della cultura del ceto polito del Comune di Como:
Si riporta una “discussione” su facebook tra il poeta Mauro FOGLIARESI e l’assessore PDL del Comune di Como, a quanto si dice probabile candidato sindaco di Como, Sergio Gaddi
Mauro Fogliaresi :
” la polemica è nata così.. sono stato un po’ duro ma con franchezza, leggendo nella sua bacheca:
Sergio Gaddi “meglio essere appassionati delle belle ragazze che essere gay”…. MAGICO PRESIDENTE….. EVVIVA, EVVIVA, EVVIVA…!!!!! …
Mauro Fogliaresi:
“Caro Sergio allora che cazzo volevi fare una mostra a Villa Olmo su Bacon (eccezionale pittore gay) pavoneggiandoti a destra e a sinistra ( più a destra ) .. governi di tutta Europa sensibilizzano e legiferano contro l’omofobia e tu condividi queste uscite da bar sport.. se mai vorrai fare il sindaco devi fare il sindaco di “tutti ” non solo dei puttanieri… e i fuochi d’artificio invece che a Villa Olmo . ( li paghiamo anche noi tuoi concittadini) “esplodili” nel bordello di Villa Certosa. Grazie… 🙂
da qui poi la sua risposta:
GADDI ASSESSORE PDL – COMUNE DI COMO :
caro fogliaresi, mi hai dato un’idea valida…. i prossimi fuochi li manderò a tue spese a casa dei tuoi amici vendola e marrazzo (che ama tutto quello che fa rima col suo nome)… cmq tranquillo…..più’ aumentano i gay, le teste di cazzo,… i comunisti e i poeti più aumentano le …femmine disponibili per noi….è la matematica, caro……quindi EVVIVA EVVIVA EVVIVA loro!!
Alberi in Italia: 12 miliardi, 200 per ogni italiano, 1.364 per ettaro
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Alberi in Italia: 12 miliardi, 200 per ogni italiano, 1.364 per ettaro. Tra le regioni più verdi: Emilia Romagna (1816 alberi per ettaro), Umbria (1815) e Marche (1779). Tra le ultime: Sicilia (760) e Val d’Aosta (708) (Fonte: Infc).
In Italia ci sono otto milioni e 759mila ettari di bosco cui si aggiungono 1.708.333 ettari di altre terre boscate. Rispetto al 1985 ci sono circa un milione e 700mila ettari di superficie boscata in più. Di questi, un milione e mezzo sono boschi veri e propri. Un aumento medio complessivo sul territorio nazionale di circa il 6%. I querceti (rovere, roverella, farnia) sono i più rappresentati costituendo da soli più di un milione e 84mila ettari, seguiti a ruota da faggete (1.035.000) e cerrete (1.010.000), poi l’abete rosso (586.000).
«In Italia, rispetto ad altre nazioni europee dove i boschi aumentano anche perché vengono piantati, l’incremento della superficie forestale è quasi esclusivamente per colonizzazione spontanea. Vengono occupate dagli alberi zone marginali abbandonate dall’agricoltura, anche se ormai è stato raggiunto il punto massimo dell’abbandono delle pratiche agricole e quindi penso che anche il fenomeno dell’incremento del bosco rallenterà» (Patrizia Gasparini, responsabile Cra, al Corriere della Sera).
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George Clooney scende in campo per salvare l’antica filanda sul lago di Como che il banchiere di Putin, Igor Kogan, ha deciso di radere al suolo per farne tre piscine e un colonnato stile impero
Una nuova battaglia ambientalista per George Clooney. L’attore americano scende in campo per salvare l’antica filanda sul lago di Como che il banchiere di Putin, Igor Kogan, ha deciso di radere al suolo per farne tre piscine e un colonnato stile impero. Il tutto contro il parere della Soprintendenza e del ministero per i Beni culturali e proprio a due passi da quella Villa Oleandra che George deve ora difendere dal cemento oltre che dai soliti paparazzi e dai fan invadenti. Non è la prima volta.
Appena giunto a Laglio, Clooney è diventato uno strenuo difensore del paesaggio. Come testimonial ambientalista è riuscito a scongiurare che andasse in porto un altro piano di cementificazione delle sponde. Ma ora il magnate russo, dopo un ricorso contro il blocco decretato dalla Soprintendenza e dal ministero, ha ricevuto dal Tar lombardo il nullaosta ad abbattere l’edificio così come previsto nel piano di riqualificazione della sua villa La Punta.
Da parte del Comune, nessuna resistenza. Clooney invece tiene duro: “Resterò in prima fila a difendere la quiete di questo territorio al fianco del comitato Rive di Laglio”, assicura l’attore a “L’espresso”. Ma fino a quando? Sono in molti nella comunità lariana a temere che la goccia russa possa far traboccare il vaso, e magari spingere Clooney a scappar via dall’amato lago. T. Ma.
da l’Espresso 11 novembre 2010


