Cerchio dell'Apparire · Cipressi · nostro angolo

CIPRESSO

Da: Tracce e Sentieri.

alimentazione · Terra e Clima

dal pianeta Terra: “Farmacia di Dio”

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La “Farmacia di Dio”

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    LIBRI SU COMO ED IL LARIO, bibliografia aggiornata al 2010

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    ora questa bibliografia è stata spostata (e sarà aggiornata) qui: https://coatesa.com/como-e-il-lario-bibliografia/

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    AA. VV.,

    COMO DA SCOPRIRE,

    ENZO PIFFERI EDITORE, 1999;

    AA. VV.,

    COMO E LA SUA STORIA  Dalla preistoria all’attualità,

    NODO LIBRI, 1993;

    AA. VV.,

    COMO E LA SUA STORIA  L’immagine storica,

    NODO LIBRI, 1993;

    AA. VV.,

    GUIDA DELLA PROVINCIA DI COMO: IL TRIANGOLO LARIANO,

    NODO LIBRI, 2002;

    AA. VV.,

    LAGO DI COMO,

    ENZO PIFFERI EDITORE, 1999;

    AA. VV.,

    ROMANICO: ITINERARI A COMO E LECCO,

    ENZO PIFFERI EDITORE, 1999;

    AA.VV.,

    IL  LAGO DI COMO IN CARTOLINE D’EPOCA. Viaggio intorno a Lario tra storia e

    antiche immagini,

    ACTAC EDIZIONI, 2001;

    AA.VV.,

    IL  LIBRO DELL’ANNO DEL CORRIERE DI COMO ottobre 2008-novembre 2009,

    EDITORIALE, 2010;

    AZZOLA CLAUDIA,

    STORIA DI COMO,

    BIBLIOTECA LOMBARDA MERAVIGLI, 1997;

    BADESI LICIA,

    LA  CAMERA DEL LAVORO DI COMO dai CLN aziendali ai consigli unitari di fabbrica

    1945-1970,

    NUOVE PAROLE, 2000;

    BALBIANI A.,

    COMO   il suo lago,le sue valli e le sue ville,

    FORNI, 1977;

    BARTOLINI FRANCO,

    CASTELLI DA SCOPRIRE del Lario e del Ticino,

    CASA EDITRICE CORRIERE DI COMO, 2009;

    BARTOLINI FRANCO,

    COMO NASCOSTA. SECRET COMO,

    EDITORIALE COMO, 2004;

    BERNASCONI DAVIDE VAN DE SFROOS,

    SINGUL DE PUNTA E ALTRE CANZONI DIALETTALI DI LAGO, DI LUOGHI, DI GENTE,

    CANOTTIERI LARIO COMO – NODO LIBRI, 2003;

    BERTOLA ALBERTO,

    IL  CUSTODE DEL LAGO,

    GUIDO MIANO EDITORE, 1995;

    BIANCHI CAVALLERI LUCIANA (cur.),

    LARIO IN POESIA, antologia poetica dedicata al Lario,

    LULU.COM (distribuito anche su Amazon), 2009;

    BRENNA GIAN GIUSEPPE, a cura di Alberto Longatti,

    SULLE RIVE DEL LARIO E’ SEMPRE PRIMAVERA,

    EDIZIONI DELLA FAMIGLIA COMASCA, 2007;

    CANI FABIO,

    COSTRUZIONE DI UN’IMMAGINE. COMO E IL LARIO NELLE RAFFIGURAZIONI

    STORICHE DAL MEDIOEVO AL NOVECENTO,

    NODOLIBRI, 1993;

    CANI FABIO,

    NESSO, I NOMI DEI LUOGHI. ATLANTE DELLA TOPONOMASTISTICA STORICA,

    COMUNE DI NESSO-BIBLIOTECA, NODO LIBRI, 2003;

    CANI FABIO,

    NESSO: i consumi e il ritrovo. 110 anni di vita della cooperativa,

    NODOLIBRI, BIBLIOTECA COMUNALE, COOPERATIVA SOCIALE DI NESSO, 2009;

    CANI FABIO,

    I  NOMI DELLA CITTA’  guida alla toponomastica antica della città murata di Como,

    NODO LIBRI, 1999;

    CANI FABIO,

    LA  PLINIANA DI TORNO.  Storia di una villa e di un  mito sul lago di Como,

    NODO LIBRI, 2010;

    CANI FABIO, MONIZZA GERARDO (cur.),

    COMO E LA SUA STORIA DALLA PREISTORIA ALL’ATTUALITA’,

    NODOLIBRI, 1999;

    CARUGATI ADDIS N.,

    COOPERAZIONE NELLA CITTA’ DI COMO,

    IST.COMASCO STORIA LIBERAZIONE, 1992;

    CAVADINI L.,

    IL RAZIONALISMO LARIANO  Como 1926-1944,

    ELECTA, 1989;

    CAVALLERI GIORGIO,

    ALIDA VALLI   Una ragazza di Como,

    EDIZIONI NUOVEPAROLE, 1996;

    CAVALLERI GIORGIO,

    OMBRE SUL LAGO,

    PIEMME, 1995;

    CAVALLERI GIORGIO,

    L’  UOMO DEI CIPRESSI,

    GRAFICA RAVEGLIA, 2000;

    CAVALLERI GIORGIO,

    LA  VILLA DELLA SALARIA. LUCHINO VISCONTI E LA RESISTENZA (1943-1944),

    NUOVEPAROLE, 2002;

    CAVELLERI ANTONIO,

    ORTI DI MONTE, ORTI DI LAGO. Coltivare secondo tradizione nel territorio

    , 2010;

    CETTI ing. GIOVANNI,

    IL  PESCATORE DEL LARIO   descrizione delle reti e dei vari generi di pesci nel lago di

    Como,

    ALESSANDRO DOMINIONI, 1999;

    COTTINI PAOLO, MONTI LUISELLA,

    GEOMETRIE VERDI SULL’ACQUA. I GIARDINI DEL TERRITORIO LARIOINTELVESE,

    BELLAVITE, 2007;

    CURTI PIER AMBROGIO,

    IL  LAGO DI COMO E IL PIAN D’ERBA,

    ALESSANDRO DOMINIONI, 1995;

    DUSIO ANDREA, MAURI MICHELA (cur.),

    VISTA LARIO. Il Lago di Como raccontato da…,

    BELLAVITE, ;

    ESPOSTI MAURO,

    PORTOLANO DEL LAGO DI COMO,

    ISTITUTO GEOGRAFICO DE AGOSTINI, 2010;

    FASANA SILVIA, GARANCINI AMBRA,

    SUI PASSI DELL’ANIMA. Luoghi di devozione nel territorio lariointelvese,

    BELLAVITE editore in Missaglia, ;

    FERRARIO CARLO,

    IL  PANE DI COMO,

    EDIZIONI NEW PRESS, 2002;

    FERRATA CLAUDIO, prefazione di Claude Raffestin,

    LA  FABBRICAZIONE DEL PAESAGGIO DEI LAGHI. Giardini, panorami e cittadine per

    turisti tra Ceresio, Lario e Verbano,

    EDIZIONI CASAGRANDE, 2008;

    GAGLIARDI NATALE,

    COMO DI IERI, MI RITORNI IN MENTE,

    EDIZIONI DELLA FAMIGLIA COMASCA, 2001;

    GALLI GIOVANNI,

    IL  LARIOSAURO  storia della creatura misteriosa riemersa nel 1946 dalle profindità

    del lago,

    ACTAC, 2000;

    GEROSA Franco,

    MALATI E MALATTIE NELL’OSPEDALE PSICHIATRICO DI COMO  1882-1892,

    ISTITUTO COMASCO ST. LIBERAZ., 1992;

    GEROSA FRANCO, MERZARIO RAUL (cur.),

    NON CAMMINERAI MAI SOLO. Raccolta di opinioni e interventi di Raul Merzario sul

    territorio comasco,

    NODOLIBRI, 2009;

    GIANONCELLI MATTEO (cur.),

    COMO E IL SUO LAGO, nelle descrizioni di Benedetto Giovio e di Anton Gioseffo Della

    Torre di Rezzonico,

    NEW PRESS, DALL’ANTOLOGIA LARIUS CON L’AUTORIZZAZIONE DELLA SOCIETA’

    STORICA COMENSE, 1978;

    GINI GIANNI,

    CENTRO LAGO E ALTRI RACCONTI,

    GIORGIO FIOCCHI EDITORE, 2000;

    GIOVIO GIOVANNI BATTISTA,

    COMO E IL LARIO,

    VALENTINA EDIZIONI, 1999;

    GIOVIO PAOLO,

    LA  DESCRIZIONE DEL LARIO 1537,

    IL POLIFILO, 2007;

    GUARRACINO VINCENZO (cur.),

    POETI A COMO,

    DIALOGOLIBRI, 2002;

    GUIN GIUSEPPE, a cura di,

    COMO: IL PASSATO, IL FUTURO,

    LA PROVINCIA DI COMO, 2009;

    HUSLER EUGEN E.,

    INTORNO AL LAGO DI COMO,

    ROTHER EDITORI, 1995;

    introduzione di Alberto Longatti e Luca Levrini,

    COMO NELL’800,

    ENZO PIFFERI EDITORE, 2010;

    KAWABATA YASUNARI,

    IL  LAGO,

    TEA, 1991;

    LEVRINI ENRICO (cur.),

    LAGO DI COMO. FASCINO E NOBILTA’,

    MACCHIIONE EDITORE, 2002;

    LORENZINI LANDI CHIARONI OMASSI ROSSINI …,

    QUADRO DI AMBIENTE il Lario Occidentale. Natura paesaggio cultura,

    NUOVA EDITRICE DELTA, 1989;

    MARCARINI ALBANO,

    IL  SENTIERO DEL VIANDANTE. Lungo la sponda orientale del Lago di Como,

    LYASIS EDIZIONI, 2005;

    MARCARINI ALBANO,

    IL  SENTIERO DELLA REGINA Dieci passeggiate da Como a Chiavenna,

    LYASIS EDIZIONI, 2000;

    MARCARINI ALBANO,

    LA  STRADA REGIA. A PIEDI DA COMO A BELLAGIO,

    LYASIS EDIZIONI, 2007;

    MARTINI MAGDA,

    GLI  AMANTI DELLA PLINIANA  la contessa di Plaisance e il principe di Belgiojoso,

    EDITRICE CESARE NANI, 1971;

    MERONI V., TESSUTO A.,

    MONTAGNE DEL LARIO OCCIDENTALE. GUIDA ESCURSIONISTICA,

    NUOVEPAROLE, 2001;

    MERZARIO RAUL,

    IL  CAPITALISMO NELLE MONTAGNE,

    IL MULINO, 1989;

    MIGLIO GIANFRANCO,

    INTRODUZIONE AL MITO DEL LARIO,

    CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA E ARTIGIANATO DI COMO, 2007;

    MONIZZA GERARDO,

    COLPI DI REMO. STORIA, CULTURA E TRADIZIONI DI LAGO E ATLETI,

    CANOTTIERI LARIO COMO – NODO LIBRI, 2003;

    MOZZANICA IVO,

    ITINERARI PANORAMICI DALLE SPONDE DEL LARIO,

    ELECTA, 2003;

    MULLER,

    LA  PLINIANA DI TORNO,

    ATTILIO SAMPIETRO EDITORE – MENAGGIO, 1998;

    MULLER PIETRO,

    L’  INSIGNE BORGATA,

    EDITORIALE LOMBARDA – COMO, 2002;

    PANZERI FULVIO, COLOMBO GIANFRANCO,

    SULLE STRADE DEL LARIO. IL LAGO DI COMO NEI DIARI DI VIAGGIO DI ARTISTI E

    SCRITTORI,

    LA PROVINCIA, 2005;

    PIFFERI ENZO,

    VILLE E GIARDINI DEL LAGO DI COMO,

    ENZO PIFFERI EDITORE, 2007;

    PIFFERI ENZO, e testi di Alberto Longatti, Natale Gagliardi, Giorgio Cavalleri,

    COMO ANNI ’70 E DINTORNI,

    ENZO PIFFERI EDITORE, 2009;

    PROVINCIA DI COMO, ISTITUTO PER LA STORIA DELL’ARTE LOMBARDA,

    LA  CITTA’ DI COMO,

    NODO LIBRI, 2003;

    RONCACCI VITTORIO,

    LA  CALMA APPARENTE DEL LAGO. COMO E IL COMASCO TRA GUERRA E GUERRA

    CIVILE 1940- 1945,

    MACCHIONE EDITORE, 2003;

    ROSANI MARZIA, MANGHI EUGENIO,

    CHIESE ROMANICHE DEL LAGO DI COMO,

    GUIDE MACCHIONE, 2006;

    SELVA ATTILIO, MANNINO CHIARA,

    ORRIDI DEL LARIO,

    GUIDE MACCHIONE, 2010;

    SOCIETA’ ARCHEOLOGICA COMENSE,

    LA  BASILICA DI SANT’ABBONDIO IN COMO    IX centenario della Consacrazione

    10095 – 1995,

    EDITRICE DEL SETTIMANALE, 1996;

    SOMIGLIANA BALDO,

    LA  VITA DI IERI DA TORNO A PIAZZAGA. Cenni storici, usi e costumi,

    NODOLIBRI, ;

    TAJANA C.,

    COMO. PROFILO DI UNA CITTA’  architettura contemporanea, restauro e nuova

    edificazione,

    EDIZIONE RIVISTA “COMO”, 1990;

    TERRAGNI GIORGIO, PIFFERI ENZO,

    STORIA DELLA NAVIGAZIONE. LAGO DI COMO,

    ENZO PIFFERI EDITORE, 2000;

    TERRAGNI GIUSEPPE, a cura di Enzo Pifferi,

    GIUSEPPE TERRAGNI, architetto razionalista,

    ENZO PIFFERI EDITORE, 2003;

    TERRAGNI GIUSEPPE, a cura di Monica Colombo,

    I  MAESTRI DELL’ARCHITETTURA: GIUSEPPE TERRAGNI,

    HACHETTE, 2010;

    VIGEVANI ALBERTO,

    ESTATE AL LAGO,

    SELLERIO, 2005;

    VITALI,

    ARIA DI LAGO,

    ARAGNO, ;

    VITALI ANDREA,

    ARIA DI LAGO,

    ARAGNO, ;

    VON LAUFEN GREGOR,

    LARIOSAURO. C’E’ UN MOSTRO NEL LAGO ?,

    ANTICA STAMPERIA LARIANA, 2003;

    YOUNES SAMIR, MAZZOLA ETTORE MARIA,

    COMO, LA MODERNITA’ DELLA TRADIZIONE,

    GAMGEMI EDITORE, 2005;

    GENIUS LOCI · Paesaggio

    Paesaggio svizzero sotto pressione

    BERNA – Gli aumenti di popolazione, la domanda di abitazioni e il traffico nonché lo sviluppo in parte incontrollato delle città mettono sotto pressione il paesaggio svizzero. È quanto rileva il primo rapporto dell genere dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM).

    Secondo gli indicatori finora considerati dal programma «Landschaftsbeobachtung Schweiz» (LABES) dell’UFAM, presentato oggi, negli ultimi decenni vi è stato un calo continuo delle qualità paesaggistiche. Tra il 1980 e il 2002 l’urbanizzazione del paesaggio è cresciuta di quasi il 15%. Tra il 1983 e il 2007, la percentuale degli insediamenti è salita da uno scarso 6% a quasi l’8% della superficie complessiva della Svizzera. Il grado di impermeabilizzazione del suolo è salito tra il 1983 e il 2007 dal 4,7% al 6%.

    LABES ha però rilevato anche indicatori che mostrano miglioramenti per singoli aspetti del paesaggio. Il 78% delle rive dei corsi e degli specchi d’acqua è ancora allo stato naturale o ha subito poche modifiche. Tra il 1989 e il 2003 sono stati rinaturati ogni anno 150 km di corsi d’acqua; nel contempo, ne sono tuttavia stati incanalati oltre 120 km l’anno. Le superfici forestali sfruttate in modo estensivo e poco influenzate dalle attività antropiche sono aumentate quasi ovunque in Svizzera, uno sviluppo che promuove una diversità delle specie ricca e specializzata.

     

    da: CdT.ch – Paesaggio svizzero sotto pressione.

    meteo e terra

    Piazza deserta, ombrelli in vendita Piove anche lunedì, poi il freddo – Cronaca – La Provincia di Como

    Il vento soffia dal lago. Le tre anime che sono in piazza Cavour tentano di proteggersi tenendo l’ombrello in avanti, verso il lago. I negozi sono chiusi, tranne Limoni, perché le aperture domenicali natalizie non sono ancora scattate. Ma perfino il Mc Donalds, sempre affollato di ragazzi non ha la coda al banco. Idem il bar Monti. Il Tassell è chiuso nel suo gabbiotto. E i battelli scaricano poche persone. Le quali finiscono con i piedi a mollo. Perchè il lago è sotto 31 centimetri dal rischio esondazione. Ma il pontile numero tre è sempre sott’acqua. Pioveva ieri e pioverà anche lunedì. E infatti il negozio di souvenir della piazza ha in prima fila gli ombrelli, grandi o piccoli, 4 euro e 30, meno dei marocchini. La gelateria è chiusa e riapre a Marzo. È una domenica insolita per Como che di solito ha ospiti e visitatori anche nei mesi più freddi dell’anno. Ma il maltempo che dura ormai da due settimane ha costretto tutti a casa, comaschi e non. E il clima è da desolazione totale. Sarà brutto anche oggi perché, come annuncia Meteo Como:«Un’attiva perturbazione sta interessando la nostra provincia ed esaurirà i suoi effetti gradualmente nel corso di lunedì; da martedì cambio di scenario con fine del flusso occidentale e correnti che si faranno settentrionali e più fredde».

    segue qui: Piazza deserta, ombrelli in vendita Piove anche lunedì, poi il freddo – Cronaca – La Provincia di Como.

    ANIMALI

    Gli stambecchi in equilibrio sul muro di una diga per un po’ di sole

    DANILO MAINARDI PER IL SOLE 24 ORE

    A vederli, quegli stambecchi abbarbicati al muro della diga del lago Cingino, nella valle piemontese di Antrona, viene da chiedersi dove l’hanno trovato un simile equilibrio, un simile coraggio. E forse anche, mettendoci un poco nella loro pelle (il nostro maledetto vizio dell’antropomorfizzazione), per suggestione ci sentiamo persino girare un po’ la testa. Eppure gli stambecchi a stare saldati lassù ce la fanno ottimamente, e il segreto che sta alla base di tutto ciò l’aveva già capito Charles Darwin e si chiama selezione naturale. Il che, semplicemente, significa che o ce la fai o te lo scordi di fare l’animale adattato a vivere tra i picchi. E per farcela servono sia le doti fisiche, come soprattutto quegli zoccoli così larghi e insieme così elastici, perfetti cioè per muoversi lassù, sia quelle comportamentali, come il non soffrire mai di vertigini.
    La selezione infatti non scherza perché ha l’ottima regola del collaudo diretto: chi non ce la fa precipita sfracellandosi di sotto e, di conseguenza, non lascia traccia genetica nella futura generazione. E, ricordiamocelo, per gli stambecchi, perfetti per vivere la vita spericolata dell’alta quota, gli esami non finiscono mai, ma è appunto così che le specializzazioni si raffinano, compresa l’incredibile abilità, fisica ed attitudinale, di questi che fanno gli acrobati su un muro verticale per guadagnarsi la paga d’un poco di sale, che trovano tra le pietre sotto forma di salnitro e che per loro è, oltre che un importante integratore della dieta, anche una leccornia.
    E fin qui ho parlato dei singoli, ma c’è dell’altro, ed è un fatto, nel suo piccolo, culturale, se per cultura si intende la capacità di trasmettere, da un individuo all’altro, da una generazione all’altra, ciò che si è appreso. E questa speciale forma di trasmissione culturale viene, in inglese, definita learning by following, che in italiano significa semplicemente «apprendere seguendo». Ed è appunto quello che fanno i giovani, che forse senza l’esempio pratico dei genitori nemmeno ce la farebbero a muoversi con disinvoltura sul muro. E così, accanto a un fenomeno di selezione naturale che li fabbrica strutturalmente adatti, ce n’è un altro di selezione culturale, perché anche l’abilità appresa e trasmessa di generazione in generazione provando e riprovando s’affina.

    È probabile, pertanto, che gli stambecchi della valle Antrona si passino, per via di apprendimento sociale, un know how (la terminologia inglese non manca mai) che altri stambecchi, che mai bazzicano dighe, nemmeno s’immaginano. Una tradizione tutta loro, probabilmente. Una curiosità: apprendere seguendo è per la nostra specie un fenomeno piuttosto raro, noi in genere facciamo uso di altre forme di trasmissione culturale. Il learning by following a ogni modo esiste anche per noi, ed è facile ammirarlo sui campi da sci, quando un gruppetto di sciatori in erba impara a sciare seguendo il maestro, e imitandone le mosse.

    DA: ALTRI MONDI.

    COMO città

     I lavatoi di Como

    L’Ufficio Urbanistica del Comune di Como nel 2004 ha effettuato un censimento sui lavatoi ancora presenti sul suo territorio rilevandone ben venticinque, tre dei quali demoliti E’ altamente probabile che in Convalle ce ne siano stati altri di cui si sono perse le tracce e di cui, forse, alcuni ormai anziani residenti ne custodiscono ancora il ricordo! Il numero, notevole, un vero e proprio patrimonio disperso, ci ha spinto ad una riflessione sul loro destino, sfociata nella proposta che qui presentiamo. Non è inopportuno ricordare che i lavatoi in generale, fanno parte del patrimonio storico, artistico, demo-etno-antropologico nazionale come definito dall’articolo 2 del Dlgs. 490/99 [Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di Beni Culturali ed Ambientali].

    Li abbiamo quindi ri-recensiti a nostra volta

    ….

    segue qui:

     

    da: I lavatoi di Como.

    COMO città · torrente Cosia

    Il Parco della Valle del Cosia

    La Valle del Cosia è l’ambito orografico percorso dall’omonimo torrente dal crinale del monte Bolettone al primo bacino del lago di Como. La valle presenta notevoli valenze a livello paesaggistico, naturalistico, geologico, storico e culturale.  La facile accessibilità da zone densamente edificate, il potenziale ruolo di cerniera nel sistema delle aree protette della cintura urbana, la forte pressione per la trasformazione delle aree ancora libere, costituiscono il motivo di un iniziale interesse per la sua porzione più prossima alla città, compresa tra i territori di Como e Tavernerio.

    DOVE

    Mappa parco della valle del Cosia 

    Cartografia del P.V.C.

    La Città Possibile da oltre dodici anni  è attiva al fine di valorizzare i caratteri peculiari della valle del Cosia

    ….

    segue qui:

     

    da: Il Parco della Valle del Cosia.

    GENIUS LOCI · Mostre · Paesaggio

    Morandi. L’essenza del paesaggio

    Morandi. L’essenza del paesaggio

    “Dipingo e incido paesi e nature morte”. Poche parole, pronunciate con la severa misura di sempre, bastavano a Giorgio Morandi (1890 – 1964)  per riassumere la propria arte, quintessenza di rigore ascetico e riflessione puntigliosa su pochi temi (nature morte e paesaggi appunto) instancabilmente scandagliati. Di nature morte – austere e vibranti composizioni di bottiglie e vasetti, bricchi e vecchi lumi – ne dipinse così tante da divenire noto ovunque come “pittore di bottiglie”, finendo per riservare ai paesi (come preferiva chiamare i suoi paesaggi) una posizione gregaria, ancorché cospicua, all’interno della sua produzione. “E dire che i paesaggi li amavo di più” – avrebbe dichiarato in seguito – confessando anche “ma bisognava viaggiare e soffermarsi in un posto o nell’altro e ritornarvi per completare il lavoro”. E forse proprio in questa attenzione amorosa e puntigliosissima per i paesaggi, individuati attraverso una ricerca meticolosa e dipinti dopo aver stabilito l’inquadratura più opportuna e prolungate introspezioni, sono da cercare le ragioni della loro minor quantità. Uomo di solitudine e di tradizione, Morandi aveva attraversato i maggiori movimenti artistici italiani, dal futurismo alla metafisica, da Valori Plastici a Novecento, senza farsene frastornare, sottraendosi alla schiavitù delle regole altrui cui, in arte come nella vita, si finisce sempre per sottostare quando non si sia in grado di darsene di proprie. Il canone morandiano comprendeva due norme fondamentali – “ritengo che esprimere la natura, cioè il mondo visibile, sia la cosa che maggiormente m’interessa” e “lavoro costantemente dal vero” – che il maestro bolognese, uomo schivo come pochi, declinava facendo coincidere i confini del proprio mondo e della propria arte con lo studio bolognese di via Fondazza e con la casa di campagna di Grizzana. Era questo frammento di mondo che Morandi trasformava nelle immagini intime e vibranti di caste bottiglie e vasetti feriali, e di paesaggi assorti, soprattutto i calanchi aridi degli Appennini appena fuori Bologna, intorno a Grizzana, dove il pittore passò le sue estati e gli anni della guerra, ma anche il modesto cortile della casa bolognese. Una pittura tonale, severa ed equilibrata, difficile e segreta, dove le povere cose sono pretesti per esprimere sentimenti. Vasetti consunti, ciotole vuote e bottiglie polverose ricoperte di colori opachi, rifiutando la seduzione delle trasparenze, e attoniti paesaggi, ridotti a liriche geometrie, quasi sul limitare dell’astrazione che sfuggono alle trappole dell’entropia, riescendo sorprendntemente a ricreare la vita, a restituirne l’essenza.
    Tuttavia, come ricordava Federico Zeri, “mentre tutti lo conoscono come autore di nature morte, pochi sono a conoscenza dell’altra sua attività, quella di pittore di paesaggio.[…] Io considero questi dipinti fra i più alti capolavori del paesaggismo di tutti i tempi. In essi si sente un’affettuosa attenzione verso l’opera giovanile di Corot; talvolta si percepiscono riflessi molto mediati e trasfigurati di Cézanne” . Per questo, tanto più preziosa è l’esemplare rassegna allestita nelle sale della Fondazione Ferrero di Alba che esplora l’essenza del paesaggio nell’arte del maestro bolognese attraverso una settantina di opere, in prevalenza dipinti e una rigorosa selezione di acquerelli. Un ulteriore elemento di appeal della rassegna nasce dalla provenienza delle opere, quasi tutti destinate da Morandi ai suoi compagni di strada più fedeli, artisti e intellettuali, da Malaparte a Casella, da Soffici a Campana e Ungaretti, nonché ai suoi primi collezionisti ed estimatori, mecenati, critici e storici dell’arte, Longhi e Vitali, Brandi e Magnani, Ragghianti, Venturi e Arcangeli, intrecciando la storia dell’arte morandiana a quella della cultura del tempo.
    La mostra prende avvio da un prezioso nucleo di lavori giovanili degli anni Dieci, partendo dal seminale “Nevicata” del 1910 – muto di voci e di presenze umane come lo saranno tutti i suoi paesaggi futuri, a cui sono affiancate opere di pochi anni successive, come il “Paesaggio Vitali” del 1911, memori del cubismo e della lezione di Cezanne, cui si aggiungono gli echi del Doganiere Rousseau, riprova dell’incessante ricerca di un’autonoma espressività e di un affinamento dello stile del solitario di via Fondazza. Un momento nodale nella poetica di Morandi sono i paesi dipinti nel decennio successivo che declinano la linea della tradizione italiana – Giotto, Masaccio, Piero della Francesca –  innervandola con il sentimento della contemporaneità, in modo tanto più estremo quanto più dissimulato: le geometrie cezanniane accolgono le leggerissime velature di colore, memori delle scialbature degli affreschi quattrocenteschi. Sono paesaggi severi, assoluti e dalla struttura decisa, lontani da ogni naturalismo, in cui poche case, compatte come solidi geometrici si stagliano, nella tarda luce mattinale, contro cieli smaltati d’azzurro di purezza pierfrancescana. E’ negli anni Trenta che Morandi raggiunge una grandezza autonoma ed esiti altissimi. L’armonia meditata della forma si specchia  nella raggiunta perfezione della materia tonale: i paesaggi inameni, “inutili” come le bottiglie e le ciotole che abitano le sue nature morte, rivelano definitivamente la loro essenza di “puri” pretesti espressivi. E questo accade soprattutto nei paesaggi di Grizzana, dipinti da Morandi negli anni più tragici della guerra ulteriore snodo essenziale nell’opera dell’artista bolognese, e uno dei vertici della pittura italiana del Novecento. Decantando la stesura più densa del decennio precedente, quando il colore ancora modellava la presenza degli oggetti, coagulando la luce per stacchi più nitidi e drammatici, Morandi sottrae corpo e consistenza alla materia, sino a lasciare sulla tela poco più di una velatura appena modulata in cui le colline e le valli dell’Appennino emiliano appaiono come dilavate dal tempo, sindoni di solitudine e di desolazione. E sullo stato di contemplazione assorta suscitato dalla serie dei “cortili di via Fondazza” degli anni Cinquanta, accostati ai paesaggi di Grizzana dei suoi ultimi anni, si chiude la rassegna albese. Si assiste a un progressivo smaterializzarsi della realtà nella luce, a un rarefarsi della pittura che disgrega il confine tra paesaggio e natura morta esemplificato in mostra dall’accostamento di un “Paesaggio” del 1962 e una “Natura morta”  del 1963. Entrambi danno vita, incarnano e realizzano le parole dell’assunto per cui è diventato famoso: “Non vi è nulla di più astratto del reale”.

    da: Italica – Morandi Giorgio: Morandi. L’essenza del paesaggio.

    COMO città · Poesie

    presentazione del libro Farfalle e pietre di Laura Garavaglia, da Notizie NodoLibri

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    Giovedì 18 novembre alle 17.30 presso la Circoscrizione n.7 a Como (via Collegio dei Dottori 9) la Banca del Tempo di Como “Il Pozzo dei desideri” invita alla presentazione del libro Farfalle e pietre di Laura Garavaglia.

    “Nei suoi versi precedenti si potevano ben segnalare la grazia del tocco, la semplicità sensibile, la fluidità melodica, ma in questi nuovi testi l’autrice compie un netto progresso, si impossessa in modo autonomo del mezzo, realizza una sorta di inquieta meditazione lirica in accenti di una plausibile e persuasiva medietà di tono.

    Dunque, per nostra fortuna, Laura Garavaglia non si muove a senso unico, ha la percezione della complessità inquieta del reale, vede l’amaro e il dolce uniti. Per questo è giusto leggerla con fiducia e attenzione.”

    In leggerezza, videopoesia tratta da Farfalle e pietre

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