GENIUS LOCI · LEGGERE e SCRIVERE

Franco Arminio: Oggi per voler bene all’Italia bisogna trovare i luoghi in cui è diversa e averne cura | Doppiozero | Genius Loci, lo spirito del luogo

…. Oggi per voler bene all’Italia bisogna trovare i luoghi in cui è diversa e averne cura. Non avere la foga di metterli sotto gli occhi dei giornali e della televisione. Noi abbiamo bisogno di luoghi in cui la lingua non è imbellettata, in cui nessuno scalcia per passare avanti, riposa, luoghi attraversati dalla poesia e dalla morte, in cui nessuno si fa il nido, ma tutti inciampano dalla mattina alla sera, luoghi in cui un uomo ha lo stesso valore di una damigiana sfondata e si dà spazio e valore ai ragni, alle chiavi arrugginite, ai cani.

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 L’Italia che amo è quella che non sa niente di sé, che non si sente ricca né povera, che non si vanta e non si lamenta, un’Italia che appare a lampi su strade periferiche, un’Italia rimasta viva per sbaglio, per le amnesie della politica, per i mancamenti del progresso. Mi piace l’Italia che trovo all’inizio di certi paesi, un paese in pigiama o in pantofole, un paese che non si è lavato i denti, senza moine pubblicitarie, un paese indisposto e indisponibile.

da Elogio dell’Italia disunita | Doppiozero

a: da classificare · GENIUS LOCI

Franco Arminio: Oggi per voler bene all’Italia bisogna trovare i luoghi in cui è diversa e averne cura | Doppiozero

…. Oggi per voler bene all’Italia bisogna trovare i luoghi in cui è diversa e averne cura. Non avere la foga di metterli sotto gli occhi dei giornali e della televisione. Noi abbiamo bisogno di luoghi in cui la lingua non è imbellettata, in cui nessuno scalcia per passare avanti, riposa, luoghi attraversati dalla poesia e dalla morte, in cui nessuno si fa il nido, ma tutti inciampano dalla mattina alla sera, luoghi in cui un uomo ha lo stesso valore di una damigiana sfondata e si dà spazio e valore ai ragni, alle chiavi arrugginite, ai cani.

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L’Italia che amo è quella che non sa niente di sé, che non si sente ricca né povera, che non si vanta e non si lamenta, un’Italia che appare a lampi su strade periferiche, un’Italia rimasta viva per sbaglio, per le amnesie della politica, per i mancamenti del progresso. Mi piace l’Italia che trovo all’inizio di certi paesi, un paese in pigiama o in pantofole, un paese che non si è lavato i denti, senza moine pubblicitarie, un paese indisposto e indisponibile.

da Elogio dell’Italia disunita | Doppiozero.

CULTURA e CULTURA LOCALE

Riscoprire Gianfranco Miglio – Il Sole 24 ORE | Politica dei servizi sociali. SegnalAzioni

 ……. nella sua casa in riva al lago di Como nascevano le «Lezioni di politica pura», l’ambiziosa meta intellettuale. In vita non hanno preso forma definitiva; oggi, a dieci anni dalla morte (10 agosto 2001), il Mulino pubblica due volumi di ampio respiro che raccolgono le lezioni di Storia delle dottrine politiche e le intriganti lezioni di Scienza della politica dove più alto è l’apporto originale e teorico di Miglio. Di lui ebbe a dire Nicola Matteucci: «Miglio non ha incontrato molti favori nell’accademia, ma, per vie sottili, la sua presenza ha avuto un peso incisivo e vasto nella cultura italiana. In lui si ritrova una filosofia politica, cioè un autentico pensiero».
Non è difficile capire l’architettura di Miglio sorretta da tre colonne portanti: il diritto che accompagna l’avvio accademico con Alessandro Passerin d’Entrève e Giorgio Balladore, poi la storia delle istituzioni con le complesse dinamiche (su questo fronte avviò e animò la Fondazione per la storia amministrativa), infine il pensiero politico avviato con lo studio, tra i primi in Italia, di Max Weber di Economia e società. Al positivismo nella ricerca storica, affianca il realismo nell’approccio a ideologie e pensiero politico. Per primo portò in Italia, con la collaborazione di Pierangelo Schiera, Le categorie del «Politico» di Schmitt (il Mulino, 1979) quando lo studioso tedesco era ostracizzato e all’indice; poi provvederanno Adelphi e i ripensamenti di una certa sinistra a sdoganarlo e trasformarlo in un classico. Norberto Bobbio scrisse, dopo l’uscita del volume, che con quegli scritti «Miglio aveva destabilizzato la sinistra italiana». Per rafforzare le sue ipotesi Miglio inaugurò e diresse da Giuffrè la collana Arcana imperii, un’iniziativa che ha restituito agli studiosi opere importanti ma dimenticate (più di trenta volumi con testi di Julien Freund, Sieyes, Gabriel Naudé, Robert Michels, Halifax, Richelieu, Carl Schmitt) e studi ed esplorazioni originali sui concetti di corporazione e di interesse curati da Lorenzo Ornaghi.

Non è un caso che da tempo si stanno ripubblicando i saggi di Miglio. L’iniziativa del Mulino – realizzata su invito del figlio Leo, grazie alla disponibilità delle registrazioni magnetofoniche del corso accademico 1981-82 fatte e conservate da Stefano Talamini, e alla cura di Davide G. Bianchi e di Alessandro Vitale – consente di capire meglio nei suoi molteplici interessi il politologo, di coglierne il metodo e soprattutto di fare i conti con intuizioni, scoperte, suggestioni, tesi, abbozzi di ipotesi, azzardi intellettuali che meritano d’essere esplorati.

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Riaprire il «caso Miglio» – Il Sole 24 ORE

Riscoprire Gianfranco Miglio – Il Sole 24 ORE | Politica dei servizi sociali. SegnalAzioni.

NESSO · Ottocento · Seicento · Settecento · Storia e Economia

Nesso. L’economia della terra. Le molte forme dell’economia di un paese del lago, di Fabio Cani, edito da NodoLibri per il Comune di Nesso, Venerdì 5 agosto alle 18.00 presso la Sala Consiliare di Nesso (in frazione Onzanigo)

PRESENTAZIONE del libro: NESSO. L’ECONOMIA DELLA TERRA

Venerdì 5 agosto alle 18.00 presso la Sala Consiliare di Nesso (in frazione Onzanigo) verrà presentato, con la partecipazione della nuova giunta, Nesso. L’economia della terra di Fabio Cani, edito da NodoLibri per il Comune di Nesso.

Il volumetto è una trattazione di 80 pagine sulla storia delle diverse forme di economia nel Comune di Nesso e nella frazione di Careno. Questo testo è frutto delle interviste agli abitanti del luogo, grazie alle quali è possibile apprendere particolari e curiosità. Dopo l’introduzione, che svolge la funzione di sintesi e commento, nei seguenti tre capitoli vengono spiegate le attività svolte dalle persone della zona: l’allevamento e il sistema della monticazione, il lavoro in cava dei “picasass” o scalpellini e la fabbrica di “pedù”, cioè le scarpe in stracci e gomma realizzate artigianalmente.

Inoltre il libro è corredato da numerose fotografie d’epoca in banco e nero, poste alla fine di ogni capitolo, che chiariscono la vita quotidiana degli abitanti di Nesso e che possono aiutare il lettore a comprendere nel dettaglio l’artigianato locale di non molti anni fa. Il testo consente di conoscere le radici del territorio e di riuscire a capire che la vita in questi paesi, che agli occhi moderni può apparire facile, non è per nulla “semplice”.

A seguire, presso i locali della Scuola primaria di Nesso nel palazzo comunale, inaugurazione della mostra di pittura e fotografia di Giuseppe Galliani, Ennio De Carli, Fausto Zambra e Natale Castelletti, ed esposizione di materiali riguardanti i 150 anni di Unità d’Italia.

Da molti anni Fabio Cani segue il recupero e la promozione delle vicende storiche di Nesso; NodoLibri ha pubblicato nella stessa collana: Nesso. I nomi dei luoghi, Nesso. Il lavoro dell’acqua, Nesso. I consumi e il ritrovo, Nesso. Una scuola per i figli del popolo

vai al sito della Nodo Libri

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Mostre

365 GIORNI CON LE ALI MOSTRA PERSONALE DI FOTOGRAFIA DI FABIO DAMIANI

 

365 giorni con le ali mostra personale di fotografia
autore: Fabio Damiani
curatore: Lorenza Ceruti
allestimento e progetto grafico: Lorenza Ceruti e Fabio Damiani
organizzazione: Emanuela Galfetti

 

inaugurazione: sabato 6 agosto 2011 – ore 17.00
sede: San Pietro in Atrio, Via Odescalchi, Como
esposizione: 6 agosto – 26 agosto
orari: 15.00-21.00 – lunedì chiuso

 

informazioni: info@fabiodamiani.it
sito: www.fabiodamiani.it

Per vedere veramente le straordinarie e molteplici manifestazioni che appartengono al mondo della Natura, è indispensabile saper guardare e osservare con gli occhi con la mente e con i sensi. Significa cogliere ed isolare tutto quello che gli altri trascurano.
E’ questo che fa Fabio Damiani, attraverso le sue fotografie, spinto da un grande amore e rispetto per il mondo della natura e da una forte esigenza di avere un rapporto con qualcosa di autentico, che solo la natura può dare.
Propone, filtrate da sensibilità e talento, sessantadue delle innumerevoli fotografie che appartengono al suo archivio,eseguite nel massimo rispetto della natura e nella massima libertà dei soggetti fotografati e soprattutto all’interno del loro ambiente naturale.
Il percorso della mostra inizia con foto dedicate al “Ritratto”, in cui sicuramente è possibile ammirare la bellezza e le particolari caratteristiche dei singoli uccelli.
Anche in questa sezione, che potrebbe essere forse quella più documentativa, la delicatezza e la sensibilità d’animo del fotografo riescono a rendere la dimensione lirica della natura, ponendosi di fronte al reale e cogliendo gli aspetti di maggiore intensità e significatività di ogni singolo soggetto ripreso, grazie all’armoniosa composizione di ogni fotografia.
Se non è un dettaglio è una espressione o una luce particolare, ma in ognuna è possibile comunque rintracciarne la Poesia. Nella parte centrale (abside) sono esposte fotografie di “Atmosfera” che esprimono il personale approccio del fotografo alla scena, in cui fondamentale ed evidente è l’aspetto emotivo. Egli si immerge ed instaura con la natura un rapporto che va molto al di là di una semplice riproduzione imitativa.
Delicato ed elegante minimalismo venato di poesia, preziosità del tono cromatico soffuso come un impalpabile pulviscolo e la luce, tema sempre presente nelle fotografie di Damiani, fanno affiorare quella che è la dimensione interiore, in cui ognuno di noi, spettatore, può riflettersi.
Nella parte finale del percorso sono presenti fotografie dedicate alla dimensione del “Volo”. È possibile ammirare le tecniche con le quali le diverse specie volano. Argomento che ha sempre affascinato tanto il fotografo, in quanto è attraverso il volo che riesce a trasformare la percezione in sensazione, e a farci così partecipare all’essenza di questo grande e meraviglioso fenomeno.
Attraverso la ripresa fotografica, Damiani, prova ad identificarsi nel volatile, e a trasmettere allo spettatore le emozioni e le sensazioni di liberarsi dalla gravità fisica: guardare dall’alto senza limiti e senza confini, muovere, attraversare e spostare l’aria, seguire le correnti librandosi nel cielo, abbracciare il vento, volare in mistica solitudine senza vincoli e limiti terreni.
Forte è la sensazione, guardando le sue fotografie, di una “collaborazione” misteriosa tra l’aria e il movimento di queste splendide creature.

Ogni fotografia di questa mostra è un piccolo capolavoro capace di rubarti il cuore e l’anima… …attraverso lo sguardo di Fabio Damiani si può davvero imparare come rapportarsi in modo semplice e rispettoso verso la Natura che ci circonda.

La mostra rimarrà aperta fino al 26 agosto.
Orari: 15.00-21.00 – lunedì chiuso
Info: info@fabiodamiani.it

CULTURA COMO.

Api

Vespa Crabro o Calabrone

Le punture di vespe e calabroni sono, da sempre, particolarmente temute, in quanto sono molto dolorose e, in casi eccezionali, possono addirittura avere effetti letali. Le specie più frequenti nei nostri ambienti sono le vespe cartonaie (Polistes gallicus e P. dominulus), le vespe di terra (Vespula germanica e V. vulgaris) e i calabroni veri e propri (Vespa crabro).
Tutti questi insetti sono caratterizzati da colonie annuali formate, al massimo, da qualche centinaio di individui e lo svernamento è affidato alle giovani regine che, nella primavera successiva, fonderanno le nuove colonie.
Le vespe cartonaie costruiscono nidi di consistenza cartacea, appesi mediante un peduncolo a cornicioni, balconi e sottotetti, realizzati dalle operaie con detriti vegetali triturati e impastati con saliva.
Le vespe di terra costruiscono nidi dello stesso materiale, ma di maggiori dimensioni, nelle cavità del suolo, nei muri e in ambienti disabitati. I calabroni, infine, prediligono gli alberi cavi, anche se non disdegnano le anfrattuosità dei muri o i vani disabitati, dove costruiscono nidi globosi di grandi dimensioni (fino a 40 cm di diametro). Tutti i nidi vengono costruiti, indipendentemente dalla specie, nel periodo primaverile-estivo, per essere abbandonati ad ogni autunno.
Gli adulti delle vespe cartonaie si nutrono di sostanze zuccherine, mentre le larve vengono alimentate con una dieta a base di insetti predati. In questo modo anche le vespe si rivelano di una certa utilità, distruggendo insetti nocivi all’agricoltura.
I calabroni, invece, possono risultare dannosi in quanto mostrano una certa predilezione per le api.
A fine estate – inizio autunno gli adulti ricercano la frutta matura, lesionandola per alimentarsi a spese dei succhi zuccherini, risultando quindi dannosi alle colture frutticole, oltre che assai fastidiosi per le persone. Si tenga inoltre presente che all’inizio dell’autunno la colonia è arrivata al punto di massimo sviluppo oppure all’inizio della fase di dispersione e questo rende i singoli individui particolarmente aggressivi.
Le vespe di terra, nutrendosi anche di carne di animali morti e frequentando gli ambienti più disparati, possono risultare anche portatrici di microrganismi patogeni in caso di contatto con cibi destinati all’alimentazione umana.

DIARIO di Amaltea · Pognana

Visita ad A. e A. a Pognana sul Lario

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COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · MUSICA

L’estate coatesiana: dal trio Keith Jarrett del Teatro Arcimboldi di Milano all’orto-giardino sul lago

Nella parola “festa” si sente l’iniziale “fe”  di  “felice“.

Il senso iniziale è dunque la felicità, che poi diventa l’evento festivo di cui parlano gli ordini perentori delle religioni. Dicono, infatti, “ricordati di santificare la festa“,  come se ci fosse bisogno di qualcuno che deve pretendere che si santifichino le feste, quando ciascuno di noi già sa essere autenticamente festivo, quando e se è arrivato il momento.

In realtà è felice colui o colei che è vicino alla fonte della felicità,  che, all’origine del ciclo della vita, è il seno materno, portatore dell’alimento essenziale. Anche “mammella” nel greco antico riconosce la radice “fe”

La “festa” allude alla necessità che si interrompa l’opera e che si pensi al senso dell’opera. Dopo aver lavorato, l’uomo (e il dio che si è inventato) riflette sulla propria opera e celebra la festa della contemplazione del modo in cui ha agito.

(parole ispirate da una lezione di Emanuele Severino)

da Tracce e Sentieri.

Blue e Belle · Miciù · Noelle Episteme

Belle, Noelle e Miciù autenticamente festive

 

 

 

AUDIO e VIDEO · Teatri

La serata shakespeariana con gli attori del Licinium, fra cui Marco Ballerini – di Giovanni Cristiani – Video – La Provincia di Como

La serata shakespeariana con gli attori del Licinium, fra cui Marco Ballerini –

di Giovanni Cristiani

Vai al Video – La Provincia di Como.

distruzioni urbane · Lungolago · Politica regionale e locale

Paratie, cantiere succhia soldi Servono altri 11 milioni – Cronaca – La Provincia di Como

Il cantiere delle paratie rischia di diventare un salasso da 26 milioni di euro contro i 15 milioni del progetto iniziale. I costi dell’opera iniziale sono andati via via aumentando e adesso l’azienda Sacaim (che si era aggiudicata l’appalto) ha presentato in Comune una lettera con la quale presenta una serie di contestazioni – in termine tecnico «riserve» .

 Le cifre sono state illustrate ieri pomeriggio dai tecnici che stanno seguendo il progetto (il direttore lavori Antonio Viola, il responsabile del procedimento Antonio Ferro e il direttore generale Nunzio Fabiano) ai consiglieri comunali. Anche sul fronte dei tempi la strada è tutt’altro che certa. Viola ha parlato di riconsegna definitiva del lungolago alla città «per la fine del 2013 se arrivano tutti i finanziamenti e se non ci sono problemi». Insomma, il rischio di altri ritardi su un cantiere che avrebbe dovuto essere concluso l’8 gennaio del 2011 è tutt’altro che basso.

Paratie, cantiere succhia soldi Servono altri 11 milioni – Cronaca – La Provincia di Como.

arrivare a Coatesa · COATESA: frazione di Nesso · DIARIO di Amaltea · gite via lago · la Lenta

Arrivo a Coatesa da Como, passando per Riva. Estate 2011, 2 agosto