ARTE · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Mostre

MOSTRA: LA LARIO IN ARTE

Sabato 5 marzoalle 16.00 presso lo Spazio Culturale Antonio Ratti a Como (ex Chiesa di San Francesco, Largo Spallino 1) il presidente dellaCanottieri Lario, Enzo Molteni e gli artisti Vincenzo Mascoli, Gianpiero Bonfantini e Gio69 hanno il piacere di invitarvi all’inaugurazione della mostraLa Lario in Arte: 120 quadri per 120 anni.

Organizzata in collaborazione con il Comune di Como Assessorato alla Cultura e Assessorato allo Sport, l’esposizione sarà visitabile fino al 22 marzo.

L’inaugurazione sarà allietata da un concerto di musica da camera per flauto, violino e violoncello. Alle 15 è prevista una visita in anteprima riservata alla stampa e guidata dagli artisti e dallo staff della Lario.

Orari: lunedì-venerdì 10.30-12.30, 16.00-20.00.
Sabato e domenica 11.00-20.00
Info: info@canottierilario.it – 031.574720

Colpi di remo. Storia e tradizioni di lago e di atleti

 

MOSTRA: LA LARIO IN ARTE
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Criminalità e microcriminalità

Lurate, litiga con la moglie e l’accoltella davanti ai figli – Cronaca – La Provincia di Como

LURATE CACCIVIO – Al culmine dell’ennesimo litigio ha sferrato due coltellate alla moglie, una al collo e l’altra al fianco, il tutto alla presenza dei figli piccoli, di otto e dieci anni.
I carabinieri di Lurate Caccivio lo hanno trovato ancora con il coltello in pugno, un “cutter” da tappezziere (dalla violenza utilizzata, l’arma si era pure rotta), nel momento in cui hanno fatto irruzione in casa e hanno arrestato il marito, un cittadino marocchino di 41 anni, mentre la moglie, 42 anni, è stata trasportata all’ospedale Sant’Anna. La vittima è stata sottoposta a una delicata operazione: i medici si sono riservati la prognosi.

da: Lurate, litiga con la moglie e l’accoltella davanti ai figli – Cronaca – La Provincia di Como.

Pozzi Antonia

Antonia Pozzi e Tullio Gadenz, Epistolario (1933-1938), di Patrizia Garofalo in LUA libera università dell’autobiografia

….

Come nel “cantico dei cantici”, tradotto dall’ebraico nella trasposizione poetica di Agostino Venanzio Reali, si auspica un futuro nell’ampiezza celeste, vicino alle montagne così nell’epistolario dei due poeti si delinea l’ipotesi salvifica di un’esistenza defilata che penetri il senso dell’esistenza stessa.

Amato – “Tu che soggiorni dentro un paradiso
fammi la tua voce riudire
Amata – Tornami a sembrare, amato mio
un cervo, un capriolo sui profili
dei monti che fragrano, viola.”

Antonia Pozzi – “Radici/ profonde nel grembo di un monte/ conservano un sepolto segreto/ di origini – e quello per cui mi riapro/ stelo/ di pallide certezze”.

Tullio Gadenz – “Ma esser vorrei/ Di un grand’albero/ In una oscura/ Sera / la più Profonda/ Radice.”

Incontri di intensa tonalità, di totale reciprocità e incanto che preludono ad una intesa più ampia e totale e totalizzante che dall’aleph della terra abbraccia tutto il creato fino all’immagine sinestetica del profilo dei monti che “fragrano” viola.
…..

l’intero post qui: Libera Universita’ Autobiografia – Epistolario (1933-1938) – Antonia Pozzi Tullio Gadenz.

BATTELLI e Corriere · Storia e Economia

«Non c’è traccia del piroscafo “Plinio”», da Corrieredicomo.it

Non si trova più il “Plinio”, lo storico piroscafo della Navigazione lariana, nato nel 1902 e tra i battelli più belli ed eleganti del Lago di Como, affondato lo scorso 9 dicembre. Sembra incredibile, ma l’associazione “Navi Lariane”, che riunisce ingegneri e storici della navigazione sul Lario, lancia un allarme proprio in questo senso.
Nella discesa sott’acqua il 9 dicembre il natante, lungo 51 metri (non propriamente un fuscello, quindi), costruito nel 1902 e rimasto in servizio fino al 1963, ha rotto gli ormeggi, e giacerebbe (a rigor di logica) sul fondo del Lago di Mezzola. Dove di preciso, e a che profondità, è però un mistero.
L’affondamento della storica imbarcazione, che da più di dieci anni era ormeggiata di fronte al ristorante “Barcaccia” di Nando Curti – che del relitto è proprietario – ha fatto scalpore sul finire del 2010. Nel 2009, lo Stato tramite la Soprintendenza di Milano, proprio su sollecitazione di “Navi Lariane”, aveva vincolato il natante come bene storico. Stando ai sub che l’avevano visitato in dicembre per conto dell’Arpa, si troverebbe a 35-40 metri di profondità (il doppio di quel che si pensava in un primo momento). Sembrava che lo scafo non avesse subito danni nella discesa. Il fondo è ripido, e soprattutto l’acqua è molto torbida e il fondale fangoso.
Dice il presidente di “Navi Lariane” Massimo Gozzi, ingegnere e autore di libri e articoli sulla navigazione lacustre lariana: «L’affondamento è stato oggetto di un frettoloso “de profundis” da parte di altre associazioni ma anche di enti. In collaborazione con un gruppo di subacquei abbiamo organizzato un sopralluogo il 30 gennaio scorso. Il piroscafo non è stato trovato. Ulteriori indagini da parte nostra hanno appurato che un altro gruppo di subacquei della Protezione civile di Sondrio si era immerso per conto dell’Arpa di Sondrio: anche loro non hanno localizzato il reperto. Le indagini dell’Arpa sulla qualità dell’acqua sono state effettuate pertanto senza conoscere l’esatta localizzazione del piroscafo (campioni d’acqua alle profondità di un metro e di venti metri). In definitiva, nessuno lo ha localizzato, e pertanto le informazioni circolate sulla profondità alla quale giace si basano solo su ipotesi».

da «Non c’è traccia del piroscafo “Plinio”».

Bellagio · Criminalità e microcriminalità

Bellagio: forzate le casseforti del comune – Cronaca – La Provincia di Como

BELLAGIO Tre casseforti aperte, con minuzia e calma, altrettante porte forzate e circa tremila euro di bottino. Questo il risultato del blitz di uno o più ladri in Comune a Bellagio nella notte tra venerdì e ieri. I malviventi potrebbero essere gli stessi che da diverso tempo imperversano nel Comasco e colpiscono edifici pubblici sedi di enti e Comuni.
Per quanto riguarda Bellagio, i malviventi hanno forzato la finestra dell’anagrafe, da qui si sono aperti la strada verso tutti gli uffici interni al comune. All’interno dell’ufficio anagrafe hanno cercato e trovato la cassaforte e l’hanno aperta con un flessibile o con attrezzi simili.

Bellagio: forzate le casseforti del comune – Cronaca – La Provincia di Como.

MUSICA

YANEZ – DAVIDE VAN DE SFROOS IN FINALE A SANREMO

GENIUS LOCI

ITINERARI DELLA PSICHE, AIPA: Associazione Italiana Psicologia Analitica

ITINERARI DELLA PSICHE
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Itinerari della psiche è un progetto di viaggio e di incontro tra persone interessate alle psicologie del profondo che ha lo scopo di proporre una riflessione sulle teorie dell’inconscio, a partire dall’esperienza diretta di apertura alle potenzialità simboliche ed evocative di luoghi e paesaggi.

Pur prendendo le mosse dalle numerose tracce delle quali è costellato il nostro territorio, non vogliamo proporci un’occasione di approfondimento storico-artistico volto a soddisfare curiosità intellettuali, bensì disporci, con il rigore dello studioso, a incontrare “l’ebbrezza della meraviglia” che da sempre – come ci ricorda Aristotele – costituisce la radice ed il primo motore della conoscenza.

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13-19 giugno 2009

“Ombra”
La Psicologia analitica incontra l’arte

Guarda la locandina

24-25 giugno 2005

“Terme romane di Baia”
Gli elementi: aria e acqua

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3 luglio 2004

“L’antro della Sibilla cumana”
Sulla domanda e la divinazione

Guarda la locandina

DA: AIPA: Associazione Italiana Psicologia Analitica.

Chiese in Como città · COMO città

Alberto Rovi, Paolo Vanoli, Santa Cecilia a Como, NodoLibri

Alberto Rovi, Paolo Vanoli
Santa Cecilia a Como
Chiesa monastero liceo  

Massimo esempio di arte barocca nella città di Como, la chiesa di S. Cecilia annovera opere illustri di pittori quali Andrea Lanzani, Filippo Abbiati e Francesco Innocenzo Torriani e di scultori quali Giovan Battista Barberini e Pietro Lironi. Esibiva anche una superba pala d’altare di Orazio Gentileschi, che proprio per la sua bellezza venne trasportata a Brera all’inizio dell’Ottocento.

Per la prima volta, le vicende di questa chiesa e del complesso edilizio circostante (prima monastero femminile e poi liceo) sono ricostruite con completezza di indagine e ricchezza di analisi: non solo le vicende artistiche, ma anche quelle economiche e “politiche” che coinvolgono le più potenti famiglie comasche dell’ancien régime (tra le altre, le famiglie da cui vennero i due papi comaschi: gli Odescalchi e i Rezzonico).

Il volume di grande formato è anche riccamente illustrato, grazie a una apposita campagna fotografica che documenta sia le singole opere d’arte che l’affascinante spazio che le contiene.

L’opera nasce per iniziativa della Fondation Carlo Leone et Mariena Montandon che da anni promuove la conoscenza e il restauro di importanti monumenti comaschi.

 

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Como, 2008
A cura di: Mario Di Salvo
Edizione: NodoLibri
Pp. 156, Illustrazioni: 162i, F.to cm. 27,5×27,5
Confezione: Brossura filo refe
ISBN: 978-88-7185-155-6

Euro: 30.00

Disponibilità libro: Disponibile
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DA: NodoLibri.

a: da classificare

I giardini secondo Sandro Russo, Scuola di scrittura Omero

da: Scuola di scrittura Omero Sezione Rivista Omero.

Teatri

COMO TEATRO SOCIALE IL CINEMA IN CAMICIA ROSSA, Notizie NodoLibri – pamalteo@gmail.com – Gmail

COMO TEATRO SOCIALE IL CINEMA IN CAMICIA ROSSA

 

Teatro Sociale di Como
Sala Bianca
giovedì, 24 febbraio – ore 20.30

I Mille (1912)
Il piccolo garibaldino (1909)
Il cinema In camicia rossa (2007)
Cortometraggi restaurati a cura di Fondazione Cineteca Italiana, Milano e Cineteca Nazionale, Roma
Musiche di Francesca Badalini
Pianoforte Francesca Badalini, Clarinetto Lydia Colona
Violino Marcello Salvioni, Violoncello Matteo Salvioni

Il cinema si è spesso occupato, fin dalle origini, del Risorgimento ed in particolare di Garibaldi.  Ilcinema in camicia rossa antologizza alcuni di questi momenti cinematografici di mitologia garibaldina, con un occhio rivolto alla vicenda dei Mille  come straordinario spaccato di storia sociale e all¹eroe dei due mondi in quanto icona del Risorgimento. Vera chicca della serata sarà la proiezione accompagnata da musica di due rarità del periodo muto del cinema italiano. La grande avventura  dell’impresa garibaldina  è  infatti narrata   già nel 1912  da Alberto Degli Abbati ne  I mille attraverso la storia d’amore  della pastorella Rosalia  per il ricco possidente Corrado che dopo molte avventure si riuniranno  nella Palermo liberata da Garibaldi.

Ma già precedentemente nel 1909 ne  Il Piccolo Garibaldino un¹altra vicenda aveva avuto come sfondo l’impresa dei Mille, quella raccontata attraverso gli occhi del piccolo Augusto che infiammato dallo stesso desiderio del padre di raggiungere Garibaldi fugge di nascosto  morendo da eroe.  Nell’evolversi della settima arte a dire il vero ben altri capolavori hanno avuto come sfondo le battaglie delle camicie rosse e durante la serata un montaggio apposito le raccoglierà tutte.

Da  1860, uno dei capolavori di Alessandro Blasetti dove l’impresa garibaldina è narrata in modo antiretorico ambientata come è in un contesto storico preciso e denso di rimandi, ai due capolavori di Luchino Visconti Il Gattopardo del1 963 tratto dal romanzo di Tomasi di Lampedusa e Senso del 1954 dove l’infelice amore della contessa Livia Serpieri (una meravigliosa Alida Valli) per l’ufficiale austriaco Franz Mahler viene narrato sullo sfondo della sconfitta di Custoza.

E poi sequenze tratte da altri maestri e autori del cinema italiano come De Sica  Rossellini, Vancini, Camerini e Magni.

 

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Mostre

Come sostiene Ludovico Pratesi, Candida Höfer è “un’artista in cerca del genius loci”.

fino all’8.III.2011
Candida Höfer
Bologna, Galleria Marabini
Il connubio tra fotografia e architettura. La centralità dello spazio e la presenza/assenza dell’uomo. A Bologna la poetica di Candida Höfer, artista alla ricerca del genius loci…

pubblicato mercoledì 23 febbraio 2011

La trasformazione dello spazio in immagini, la metafisica celebrazione del silenzio, la tensione verso l’assoluto architettonico. Questi i tratti distintivi che connotano la poetica della fotografa tedesca Candida Höfer(Eberswalde 1944, vive a Colonia), “antropologa delle architetture”, “documentatrice del paesaggio industriale”, esponente d’avanguardia della Scuola di Düsseldorf e artista di spicco nel panorama contemporaneo.
Nove ritratti fotografici di eccelsa raffinatezza e ad alto impatto evocativo costituiscono il nucleo della personale realizzata in collaborazione con gli architetti berlinesi Wilfried e Johannes Kuhen & Simona Malvezzi. L’esposizione rientra in un progetto di più largo respiro, Candida HöferProjects: Done, mostra itinerante esposta tra il 2002 e oggi in spazi prestigiosi dell’arte contemporanea europea, quali il Museum Morsbroich a Leverkusen, il Museo de Arte Contemporáneo de Vigo e il Centro Andaluz de Arte Contemporáneo a Siviglia.
Candida Höfer - Binding Brauerei Kassel I - 2004 - c-print - cm 152x152 - courtesy Galleria Marabini, Bologna-Milano
Il distacco critico e il rigore formale, la meticolosità nel cogliere i dettagli, la totale assenza di ritocchi artificiali e digitali, la “disumanizzazione” che permea la fotografia architettonica rientrano nella lezione principale mutuata dai coniugi Bernd e Hilla Becher, ma Candida Höfersi distacca dalla Kunstakademie di Düsseldorf creando uno stile del tutto personale. L’obiettivo della fotografa ritrae generalmente interni di musei, palazzi storici, biblioteche, chiese, fabbriche dismesse. Questa volta, soggetto della ricerca artistica è la Binding Brauerei, convertita in spazio espositivo da Kuhen Malvezzi in occasione dell’evento internazionale d’arte contemporanea Documenta 11, che si è tenuto a Kassel nel 2002.
Le inquadrature frontali, le riprese col banco ottico, le immagini in grande formato costituiscono la cifra stilistica delle opere fotografiche di Candida Höfer, ma la perfetta visuale prospettica degli spazi vuoti e la luce naturale che cristallizza la dimensione temporale in un eterno presente sono indubbiamente gli elementi più eloquenti del suo percorso artistico.
Candida Höfer - Julia Stoschek Collection Düsseldorf IV - 2008 - cm 85x84,4 - courtesy Galleria Marabini, Bologna-Milano
La pressoché totale assenza di movimento e di figure umane porterebbero a rilevare un’oggettività dello sguardo che in realtà è solo formale. La disumanizzazione angosciante dei ritratti fotografici ha una sua motivazione precisa: secondo l’artista, le presenze umane “sono una distrazione alla visione dello spazio”. Ma, in realtà, Candida Höferè un'”esploratrice dell’assenza umana” che riesce a cogliere la presenza indiretta dell’uomo, artefice di spazi d’uso che testimoniano il comune vivere sociale e politico. Come sostiene Ludovico Pratesi, Candida Höferè “un’artista in cerca del genius loci”.

da: fino all’8.III.2011 – Candida Höfer – Bologna, Galleria Marabini – Exibart.com.

ANIMALI · Lenno

Abbaiava troppo: cagnolina avvelenata – Cronaca – La Provincia di Como

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LENNO Sicuramente a qualcuno dava fastidio il fatto che ogni tanto abbaiasse e ha scelto il modo più barbaro (oltre che illegale) per risolvere il problema: ha gettato un boccone avvelenato alla cagnolina di 8 mesi, una cucciolona che abitava nel giardino di una villetta, e l’animale è morto dopo alcune ore di terribile agonia.
I proprietari del cane, che hanno fatto di tutto per tentare di salvarla portandola da un veterinario, hanno segnalato quanto accaduto ai carabinieri della caserma di Lenno: secondo i militari negli ultimi mesi non si erano verificati fatti di questo genere, ma in passato uccisioni di cani e gatti si erano purtroppo registrati sul Lario e nelle valli.

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da: Abbaiava troppo: cagnolina avvelenata – Cronaca – La Provincia di Como.