Un’azienda esclusa dal Comune si è rivolta al Tar. E l’iter si è fermato
Una nuova tegola si abbatte sul recupero dell’ex area Ticosa. Anche l’operazione di bonifica del sottosuolo, infatti, sembra destinata a imboccare il tunnel dei tempi eterni. O, come minimo, molto più lunghi del previsto. Il motivo, vista la storia recente di tutta l’operazione Ticosa, è tutt’altro che difficile da intuire.
Si tratta, ancora una volta, di carte bollate e aule di tribunali. Pur nel riserbo assoluto su date e nomi, infatti, ieri il Comune di Como ha confermato ufficialmente un’indiscrezione che aveva preso a circolare con insistenza da qualche giorno: anche sulla gara indetta dall’amministrazione per assegnare l’incarico di bonificare l’ex area industriale pende un ricorso al Tar. A presentarlo – a nome di altre imprese associate – è stata un’azienda esclusa dal gruppo delle 19 imprese ammesse alla selezione finale da parte della commissione del Comune di Como.
Oggi, forse, si avranno maggiori dettagli su nome dell’azienda, motivazione del ricorso e date delle udienze. Di sicuro, però, c’è un fatto: al momento le procedure per assegnare l’appalto da 2 milioni e 400mila euro per la bonifica del sottosuolo dell’ex Ticosa sono completamente ferme. E dopo 4 mesi e più dalla presentazione delle offerte (era il 3 novembre 2010), nulla si sa circa i tempi futuri dell’operazione.
Autore: Paolo Ferrario
Genius loci. Lo spirito dei luoghi – Pineda Jalisco; Brenna Nicoletta – Libro – Vanilla
ineda Jalisco; Brenna Nicoletta – Genius loci. Lo spirito dei luoghi |
| Titolo | Genius loci. Lo spirito dei luoghi | ||||||||||
| Autore | Pineda Jalisco; Brenna Nicoletta | ||||||||||
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€ 8,55 (Prezzo di copertina € 9,00 Risparmio € 0,45) Prezzi in altre valute |
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| Dati | 2010, 48 p., ill., brossura | ||||||||||
| Curatore | Savoia J. A. | ||||||||||
| Editore | Vanilla | ||||||||||
| Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 settimane | |||||||||||
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da: Genius loci. Lo spirito dei luoghi – Pineda Jalisco; Brenna Nicoletta – Libro – IBS – Vanilla –.
OMAGGIO A CARLA PORTA MUSA
| OMAGGIO A CARLA PORTA MUSA |
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Sabato 12 marzo alle 17.00 presso la sede dellaFamiglia Comasca (via Bonanomi 5) verrà presentato il libro Le stanze di Carla e si terrà l’inaugurazione della mostra fotografica di Carlo Pozzoni.
La mostra rimarrà aperta fino al 31 marzo.
Orari: lunedì-venerdì 15.00-18-00
Info: 031.271907
| http://www.nodolibri.it
Nodo Snc |
ciclo di incontri Arte in movimento. Dialoghi sull’arte contemporanea
| ARTE IN MOVIMENTO |
Dall’11 |
Si tenterà di delineare, partendo dalla complessità del Novecento, un campo interpretativo in cui collocare le esperienze artistiche più recenti nonostante la loro naturale frammentazione. Gli ordinatori concettuali scelti sono: memoria, tradizione, visione, parola, scena, archivio e saranno analizzati in un itinerario di sei incontri aperti a tutti gli interessati.
Programma
11 marzo – Cosa resta del Novecento
Cecilia Liveriero Lavelli, Bianca Tosatti, Marco De Michelis
Coordina: Rosa De Rosa
25 marzo – Nuovi scenari del restauro
Alberto Artioli, Angelo Sesana, Stefano Della Torre
Coordina: Vanda Franceschetti
8 aprile – La poesia della visione
Basilio Luoni, GIulia Niccolai, Piero Marelli
Coordina: Vincenzo Guarracino
15 aprile – La forma della parola
Moreno Gentili, Paolo Colombo, Luca Scarlini
Coordina: Gerardo Monizza
13 maggio – Scene per altre vite
Alessio Brunialti, Sarah Maestri, Laura Negretti, Silvio Soldini
Coordina: Paolo Lipari
27 maggio – Le stanze della memoria
Damiano Cattaneo, Emma Zanella, Antonio Citterio
Coordina: Luigi Cavadini
Accademia Galli, Aula Magna (via Petrarca 9, Como) ore 18.00
Info: 031.301430 – info@accademiagalli.com
http://www.nodolibri.it
Nodo Snc
Via Volta, 38 – 22100 Como, Italia
Tel: +39031 243113 :: Fax: +39 031 273163
Email: info@nodolibri.it
Le bestie umane: Albavilla: cane ucciso con il nastro adesivo – Cronaca – La Provincia di Como
Un cane meticcio di tre o quattro anni, ben tenuto, con tanto di microchip, è stato trovato oggi pomeriggio all’incrocio tra via ai Monti e via Partigiani da un passante. Il cane di taglia piccola, dal pelo color miele, aveva il muso e le zampe posteriori legati con del nastro adesivo, nastro che non gli permetteva neppure di respirare ed abbaiare, ed è probabilmente morto per un lento soffocamento.
Il cane non aveva altri segni di sevizie. Sul posto la polizia locale che non esclude nessuna pista, neppure quella di una eventuale ritorsione nei confronti della proprietaria, una donna straniera che abita a Tavernerio. Particolare infatti che l’animale fosse assolutamente in buono stato al momento del probabile rapimento da parte dei seviziatori e che non gli fosse stato tolto il microchip, cosa che riduce sensibilmente la possibilità che le colpe del maltrattamento siano a carico della proprietaria. La polizia locale chiede a chi avesse visto qualcosa di mettersi in contatto con gli uffici municipali.
Del ritrovamento del cane si è occupato il commissario di polizia locale di Albavilla Federico Ciceri: «Il meticcio si trovava al limitare dell’abitato, qui è stato visto da un passante che ci ha immediatamente avvertito – spiega -. L’animale aveva le zampe posteriori e il muso legati con del nastro isolante. Non era insomma la solita carcassa abbandonata che capita di trovare per strada».
da: Albavilla: cane ucciso con il nastro adesivo – Cronaca – La Provincia di Como.
Fondazione Antonio Ratti
La Fondazione / The Foundation
Fondazione Antonio Ratti è online il nuovo website

La Fondazione Antonio Ratti ha il piacere di presentare
il suo nuovo sito.
Questo website è suddiviso in tre sezioni principali:
- una parte istituzionale
e due sezioni che definiscono i suoi principali territori di attività:
- il Museo Studio del Tessuto
- e le arti visive.
Oltre ad essere un utile mezzo d’informazione il sito ha l’obiettivo
di costruitre l’archivio in progress di tutte le attività intraprese dalla Fondazione
attraverso scritti, materiali fotografici e video…
Il nuovo logo dell’ASL della provincia di Como | La Città Possibile Como
da: Il nuovo logo dell’ASL della provincia di Como | La Città Possibile Como.
I Piani Regolatori della città di Como dall’Unità d’Italia ad oggi. E domani? | La Città Possibile Como
COMO: LA CASA DEL MASSO DI MARCO CASTELLETTI
La Casa del Masso, inserita su un pendio inclinato che si affaccia verso il lago di Como al di sopra della via Torno, è percepibile nel panorama della costa del lungolago della città.

Progetti correlati
La costruzione, progettata dall’arch. Marco Castelletti, si affianca ed è allineata all’edificio esistente, edificato su progetto dell’ing. Luciano Trolli nel 1955, e sfrutta il piano esistente che si trova come pausa tra i due declivi verso la via Torno e la parte alta del terreno, confermando la regola insediativa della villa adiacente. L’edificio è posto con accesso dalla scalinata che si snoda lungo il terreno in modo da affacciarsi verso il lago e si sviluppa su due piani.
La composizione dei volumi è dettata dall’intersezione di due parallelepipedi: uno orizzontale e sospeso verso il panorama, sorretto da pilotis che accoglie gli ambienti di soggiorno tutti affacciati a lago e l’altro verticale verso il monte che contiene le scale e i locali di servizio.
La presenza sul terreno di un notevole masso erratico affiorante di granito, difficilmente asportabile, ha suggerito l’idea di incorporarlo all’interno della casa per porlo come elemento particolare nello spazio dell’abitazione come se la casa fosse ancorata in questo punto dallo sperone affiorante della roccia. Il masso, reso visibile al piano terra dallo svuotamento del portico di ingresso, è percepibile da un vetro a pavimento all’interno dello spazio del soggiorno che si allunga a ponte verso il pendio retrostante.
Il cantiere delle paratie o meglio, quella che nel progetto sarà la nuova passeggiata, si sta mangiando metri e metri di lago. È accaduto nel primo lotto (incompleto e chiuso da quando, dopo le polemiche, è stato abbattuto il muro) e sta succedendo nel secondo (i lavori sono fermi dal 24 gennaio scorso). Dall’alto, però, l’effetto è molto amplificato rispetto alla visuale da viale Geno. – Cronaca – La Provincia di Como
Il cantiere delle paratie o meglio, quella che nel progetto sarà la nuova passeggiata, si sta mangiando metri e metri di lago. È accaduto nel primo lotto (incompleto e chiuso da quando, dopo le polemiche, è stato abbattuto il muro) e sta succedendo nel secondo (i lavori sono fermi dal 24 gennaio scorso). Dall’alto, però, l’effetto è molto amplificato rispetto alla visuale da viale Geno.

Tutta la parte d’acqua che si vede nella foto grande verrà infatti trasformata in cemento – sostenuto da quelle che in termine tecnico si chiamano “palancole” – che inghiotte qualcosa come venti metri di lago. Una trasformazione radicale dell’immagine del fronte lago che, una volta conclusa l’opera, si percepirà da tutti i punti di vista e non soltanto, come oggi, dall’alto.
La situazione del cantiere, però, è tutt’altro che semplice. Il tratto che va dai giardini a lago a piazza Cavour è esattamente nelle stesse condizioni di un anno fa, quando venne abbattuto il muro contestato da tutti. Anche l’ipotesi di una riapertura della passeggiata con il passare delle settimane si affievolisce e i ben informati parlano di un costo di circa 100mila euro (pavimentazione, illuminazione, recinzioni tutto provvisorio) per un’apertura comunque parziale.
Un punto interrogativo ancora più grande è il secondo tratto, quello che va da Sant’Agostino a piazza Cavour. Attualmente ne è stato realizzato metà e dal 24 gennaio scorso i lavori sono bloccati perché gli operai della ditta veneziana Sacaim non avevano più nulla da fare in quanto il progetto doveva essere modificato con una perizia di variante che, però, non è stata approvata.
da: Il cantiere della paratie si mangia pezzi di lago – Cronaca – La Provincia di Como.
Sottoscritto a Palazzo Lombardia l’Atto integrativo all’Accordo di Programma relativo alla valorizzazione dell’area Napoleona-Camerlata, sede del vecchio ospedale S. Anna di Como.
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Sottoscritto a Palazzo Lombardia l’Atto integrativo all’Accordo di Programma relativo alla valorizzazione dell’area Napoleona-Camerlata, sede del vecchio ospedale S. Anna di Como.
Erano presenti il presidente della Provincia di Como Leonardo Carioni, il sindaco Stefano Bruni, i sindaci di Montalto Lucino, Angela Cappuccino, di San Fermo della Battaglia, Pierluigi Mascetti, il direttore generale dell’Ospedale Sant’Anna Marco Onofri e l’amministratore delegato di Infrastrutture Lombarde S.p.A. Antonio Rognoni.
L’Atto integrativo si è reso necessario per la creazione di una ‘Cittadella Sanitaria’ che ospiti strutture dell’Azienda Ospedaliera e dell’Asl su una superficie di circa 30.000 mq e per la localizzazione di funzioni residenziali, terziarie e commerciali da affiancare alle strutture pubbliche.
La pluralità di usi che darà al quartiere una forte valenza urbana sarà ulteriormente ampliata da funzioni di edilizia integrata con alloggi a canone convenzionato da destinarsi alla residenza provvisoria di personale sanitario. Questi aspetti saranno demandati alla fase attuativa dell’intervento.
Tra i contenuti urbanistici relativi alla riqualificazione dell’area sono inclusi anche il mantenimento dell’edificio storico di pregio, da valorizzare anche mediante la demolizione dei corpi incoerenti e il mantenimento e recupero dell’edificio denominato ‘Monoblocco’ come elemento cardine della ‘Cittadella Sanitaria’, che accoglierà le attività sanitarie dell’Azienda Ospedaliera e dell’Asl. Ora il Consiglio comunale di Como ha 30 giorni di tempo per ratificare l’Atto sottoscritto oggi.
da: Regione :: Como, Cittadella sanitaria su area ex S.Anna.
Moon, Mark Strand
Moon, Mark Strand
Open the book of evening to the page
where the moon, always the moon appears
between two clouds, moving so slowly that hours
will seem to have passed before you reach the next page
where the moon, now brighter, lowers a path
to lead you away from what you have known
into those places where what you had wished for happens,
its lone syllable like a sentence poised
at the edge of sense, waiting for you to say its name
once more as you lift your eyes from the page
close the book, still feeling what it was like
to dwell in that light, that sudden paradise of sound.
*
Luna
Apri il libro della sera alla pagina
in cui la luna, sempre la luna, ancora appare
lì tra due nuvole, muovendosi piano, così piano che sembrerà
siano trascorse ore prima che possa voltare alla pagina seguente
lì dove la luna, più luminosa ora, fa approdare un sentiero
che ti conduca via da ciò che hai appreso
dentro i luoghi in cui tutto quello che avevi sperato si avvera,
la sua sillaba solitaria come un bisbiglio penzoloni
al margine del senso, ad aspettare che sia tu a pronunziarne il nome
ancora una volta staccando lo sguardo dalla pagina
chiudendo il libro, ancora sentendolo così com’era
quel sospendersi nella sua luce, quell’inatteso paradiso del suono.
Mark Strand e la metafisica dell’assenza
Mark Strand nasce nel 1934 a Summerside, nella Prince Edward Island in Canada, ma cresce negli Stati Uniti ed attualmente vive a New York. Il suo modo di fare poesia è abbattimento di regole e catene della tradizione lirica, la sua poesia si fonde alla prosa senza perdere il piacere della pausa, del respiro, del ritmo intrinseco alla narrazione stessa. La poetica di Strand penetra il pensiero tuffandolo e vestendolo di sogno e realtà, come un entrare ed uscire da un tunnel, come un meditare aprendo e chiudendo gli occhi …: verità e fantasia si fanno esperienza sensibile che si fonde al vissuto, cui egli dà le sue risposte attraverso i versi che assumono forme nuove, quasi un elenco di “pensierini” a volte, apparentemente semplici come innocue gocce d’acqua, che alla fine dell’intera lettura lasciano il segno sulle labbra come il tocco dell’acqua sulla nuda pietra.
Della semplicità si può fare arte complessa, quasi irraggiungibile: la perfezione della linea retta che si ricurva inseguendo dolcemente il suo percorso per poi puntualmente tornare diritta al punto di partenza. Una poetica delle domande, mi verrebbe da dire, in cui Strand si risponde scrutandosi, sempre interrogandosi sull’idea delle cose reali. Ne risultano risposte a volte apparentemente spezzate che racchiudono in sé il senso di un pensiero vasto e profondo che sembra non raggiungere mai se stesso, mai, fino a divenire anch’esso nuovo interrogativo, nuova ricerca, nuova meditazione, altra/alta poesia. Il senso dell’assenza come presenza piena, quasi metafisica, la descrizione della quotidianità che scorre nel tempo, nei giorni, uguale a se stessa, permea di un senso di tristezza versi che si arricchiscono di immagini potenti ed evocative senza risultarne appesantiti nella loro logica fluidità.
“fissare il nulla è imparare a memoria
quello in cui noi tutti verremo spazzati”
Un’attesa graffiante della morte, descritta con la nudità e la crudezza dell’esorcizzazione di chi la fissa dritta negli occhi con atteggiamento coraggioso e disilluso, aspettando senza fretta, gelidamente quasi, la propria fine. Di sé Strand dice di raccontare sempre la stessa «vecchia storia», quella «sui minuti che muoiono e le ore, e gli anni», la storia «di me stesso, di te, di tutti».






