Giorgio Cavalleri fa memoria dei morti dell’impero austro-ungarico negli ospedali di Como durante la prima guerra mondiale e tumulati nell’ossario di Camerlata
Categoria: AUTORI
Giuseppe Guin – Un lago da romanzo, 2014
prova generale di 1914 TREGUA DI NATALE, opera teatrale scritta e diretta da Giuseppe Di Bello, interpretata dall’attore Marco Continanza e con la scenografia di Laura Clerici, giovedì 30 ottobre, alle ore 21.00, all’apertura dello spazio di Via de’ Benzi 17, a Torno, per la conclusione della prima fase del restauro dei locali dell’ex-Farmacia. (con un audio della presentazione di Agopik Manoukian)
LA TREGUA DI NATALE
Basilica di San Vincenzo in Galliano, Cantù, ore 21, ingresso libero

La tregua di Natale. Testo e regia di Giuseppe di Bello. Con Marco Continanza. Scenografia di Laura Clerici. Organizzazione di Michele Ciarla. Una produzione dell’associazione culturale Anfiteatro
Durante l’inverno del 1914, al confine tra la Francia e il Belgio, inglesi e tedeschi erano impantanati in una logorante guerra di posizione combattuta nella disumana condizione delle trincee, con assalti quotidiani nei quali molti soldati perdevano la vita nel tentativo di strappare qualche metro al nemico.
Queste terribili condizioni accomunavano i due schieramenti e forse proprio la sensazione del male comune portò i soldati a scambiarsi qualche favore che rendesse la vita meno impossibile e così, sfidando l’accusa di tradimento cominciarono, ad esempio, a non aprire il fuoco durante i pasti ma nessuno poteva immaginare quello che sarebbe accaduto da lì a poco.
Era la vigilia di Natale e per entrambi gli schieramenti, assieme agli ordini che dicevano che i combattimenti non avrebbero dovuto essere interrotti per nessun motivo, erano arrivati anche i pacchi dono che contenevano dolci, liquori, tabacco, alberelli natalizi e candele.
Quella sera i tedeschi addobbarono le loro trincee e mentre si scambiavano gli auguri un soldato intonò la canzone Stille nacht. Prima si fece silenzio poi a uno ad uno tutti i soldati cominciarono a cantare e a quelli si aggiunsero i soldati inglesi intonando la stessa canzone. Da quel momento i soldati dei due eserciti non smisero più di cantare, ognuno nella propria lingua e ognuno al riparo della propria postazione. Poi questa “fiaba” continua in un crescendo di fatti che se non fossero stati documentati da entrambe le parti, sembrerebbero davvero incredibili: i soldati uscirono dalle trincee, e si salutarono, e si scambiarono dei doni, e mostrarono le foto delle loro fidanzate, mogli, figli e madri, e seppellirono i morti, e per loro si suonarono le cornamuse, mangiarono insieme scambi di doni e di cibo, e poi musica e balli fino a una affollatissima partita di calcio giocata sulla terra di nessuno tra gli inglesi del reggimento Scottish Seaforth Highlanders e i soldati tedeschi del Reggimento Sassone.
Il pallone fu messo insieme con stracci legati con lo spago, mentre le porte furono delimitate da pile di cappotti. (Si racconta che i giocatori di ogni squadra fossero una sessantina e che la partita finì con la vittoria dei tedeschi per 3 reti a 2). La notizia della tregua intanto si diffuse e nei giorni successivi dalle trincee partirono innumerevoli lettere per raccontare alle famiglie quello che stava accadendo e alcune di quelle lettere, assieme a qualche foto, finirono sui quotidiani che titolarono commossi che inglesi e tedeschi si stringevano la mano sui campi di battaglia. Allora intervennero gli alti comandi e la tregua fu interrotta ma i soldati fecero un patto solenne, che nel caso li avessero costretti a riprendere i combattimenti nessuno avrebbe mirato ad altezza uomo, ma reso inoffensive le munizioni… “sparando alle stelle in cielo”.
L’Amministrazione canturina, vuole ricordare questo episodio storico e regalare lo spettacolo, in prima nazionale, alla città.
(da una scheda di Alessio Brunialti, La Provincia di Como
Appunti audio della serata:
vedi anche
ricerca di Giorgio Cavalleri dedicata all’Ossario del Cimitero di Camerlata, dove sono tumulati i resti mortali di tutte le persone morte negli ospedali militari di Como durante la guerra
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4 NOVEMBRE: ”Croci vicine terre lontane”
In occasione del 4 novembre e del centenario del primo conflitto mondiale, l’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” ha pubblicato, in collaborazione con le Acli di Como, la ricerca di Giorgio Cavalleri dedicata all’Ossario del Cimitero di Camerlata, dove sono tumulati i resti mortali di tutte le persone morte negli ospedali militari di Como durante la guerra, compresi – caso piuttosto raro – anche i soldati “nemici”, cioè i prigionieri dell’esercito austro ungarico.
La ricerca ricostruisce questa interessante vicenda mettendo l’accento soprattutto sulle tracce delle storie personali di questi soldati provenienti dalle più diverse regioni dell’impero asburgico. Croci vicine terre lontane verrà presentato il 4 novembre 2014 alleore 21 in un Consiglio provinciale delle Acli di Como aperto a tutti presso il salone di Confcooperative in via Martino Anzi 8, a Como. Saranno presenti Giorgio Cavalleri, autore della ricerca, eGiovanni Bianchi, presidente dei Partigiani Cristiani. Sul sito NodoLibri, è disponibile gratuitamente la versione digitale dell’opuscolo: [http://www.nodolibrieditore.it/scheda-ebook/autori-vari/croci-vicine-terre-lontane-9788871850000-237723.html]. |
mi ricordo una conversazione con Tino T. sulla Via 5 Giornate (e in particolare sullo “stallazzo”), Audio, Como, 29 settembre 2014
GIUSEPPE GUIN, Dai romanzi ai social network. Il lago di Como … parole e immagini, alla mostra PIANO LIBERO di Roberto Biondi, 12 ottobre 2014. Audio dei due interventi e del dibattito
1° intervento: https://coatesa.com/wp-content/uploads/2014/10/dm451311.mp3
2° intervento: https://coatesa.com/wp-content/uploads/2014/10/dm451312.mp3
Carlo Ferrario, Molti i miei cani e i miei gatti amici con altre bestioline belle e buone, 8 ottobre 2014
Molti i miei cani e i miei gatti amici
con altre bestioline belle e buone:
TITO, gattone bianco che nel mese
d’agosto traslocava nella villa di un vicino
per tornare poi a casa, dove l’aspettava
BOBI un cockerino marrone
suo grande amico col quale divideva
(o piuttosto) occupava il cuscino
ALEX, schnauzer fin troppo affettuoso
e un po’ nevrotico che se lo si lasciava
per mezz’ora solo, arrabbiato stracciava
tutti i giornali e si avvolgeva
mugolando in una sciarpa del padroncino
(ma che provvedeva a riscaldare i mici
nati da ZILDA, gatta molto assente)
NATALINO trovatello svizzero-siamese
sempre acciaccato e freddoloso
ma che campò sedici anni e MARMALUOT un pacioso
soriano…
Tra i gatti ci fu anche
GILDA, un’oca padovana
dalle penne mezze nere e mezze bianche
MAGDA, un’azzurra capretta tibetana
che se non sorvegliata devastava l’orto
e SCHIPA un merlo canterino
che fischiava Maramao perché sei morto?”
Per qualche giorno comparve un agnellino
che saltellava belando
ma che scomparve il Venerdì Santo:
non sto a raccontare il pianto
di chi (settant’anni fa) era un bambino
fin troppo ingenuo e sensibile, quando
a Pasqua lo vide su un piatto di portata
tra le patate arrosto e l’insalata
con in bocca una mela e un po’ di rosmarino…
Sono sicuro che li ritroverò festanti
con salti, trilli, miagolii, belati e fusa
quando conclusi gli anni declinanti,
un’eterna e nuova infanzia mi sarà dischiusa.
Carlo Ferrario
Carlo Ferrario: “Dicono che sul nostro Duomo, opera meravigliosa dei nostri Maestri Comacini, vogliano innalzare un’orribile cupola …”
“Dicono che sul nostro Duomo, opera meravigliosa dei nostri Maestri Comacini, vogliano innalzare un’orribile cupola, proposta da un forestiero, oltretutto siciliano, che vuole riciclare un suo vecchio modello già proprosto a Mantova, una grande scodella che impedirà la vista di Brunate, del Monte Orfano e del Baradello.
I comaschi, forti della loro tradizione, impediranno lo scempio”
Carlo Ferrario, 2 ottobre 2014
su Facebook
Fabio Cani, COMO TRA DUE GUERRE: la storia e la ragione, in occasione della Mostra “Como 1920-1940: paesaggi della città razionalista”, 24 settembre 2014, Audio della lezione
Audio della lezione di Fabio Cani:
se non funzionase il precedente link, usa:
vai alla scheda dell’editore: http://www.gamonline.it/?pagina=edizioni&scheda=147
vai alla scheda di Nodolibri: http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=102
vai alla scheda del libro : http://www.arabafenicelibri.it/scheda-libro/novati-alberto-pezzola-aurelio/il-mutevole-permanere-dellantico-9788866170570-28572.html
l’opera di Daniel Libeskind è l’occasione per illuminare tutta l’area vicina al Monumento alla Resistenza, valorizzando uno scenario di alto profilo paesaggistico e architettonico, di Clemente Tajana (Tino per gli amici), La Provincia 21 settembre 2014
Tino Tajana, UNA DIGA DI LUCE PER LA CITTA’ DI VOLTA, 21 settembre 2014
”Greenway del lago di Como” Escursione guidata con Fabio Cani (tra chiese romaniche, borghi storici e paesaggi di lago), domenica 12 ottobre 2014
DOMENICA 12 OTTOBRE: ”Greenway del lago di Como”
Escursione guidata con Fabio Cani (tra chiese romaniche, borghi storici e paesaggi di lago)
Associazione Territori e NodoLibri invitano alla ”Greenway del lago di Como”, in programma domenica 12 ottobre.
Ritrovo ore 8.45 in piazza Cavour.
Ore 9.10: battello con destinazione Sala Comacina. Arrivo a Sala Comacina alle 10.23.
Percorso su alcuni dei tratti più belli della Greenway:
– Sala Comacina-Ossuccio;
– Ossuccio-imbarcadero di Lenno;
– Lenno-Bolvedro di Tremezzo.
Durante il percorso visita di alcune delle più belle chiese romaniche del lago di Como insieme a Fabio Cani.
Rientro in battello da Tremezzo con partenza alle 16.57 e arrivo a Como alle 18.45.
La partecipazione è gratuita per i soci dell’ASSOCIAZIONE TERRITORI. L’iscrizione (10 euro) si potrà perfezionare al momento.
Per informazioni e iscrizioni: territori@hotmail.it.
La Greenway del lago di Como è un percorso che si snoda per oltre 10 km attraverso i territori di Colonno, Sala Comacina, Ossuccio, Lenno, Mezzegra, Tremezzo (questi quattro recentemente riuniti nel Comune di Tremezzina) e Griante, in parte appena sopra gli abitati e in parte lungo il lago.
La Greenway, che riutilizza e valorizza percorsi storici (principalmente l’antico tracciato della strada Regina), permette quindi veramente – come recita la presentazione ufficiale – di “scoprire le diverse anime di questo territorio: i borghi storici, gli scorci rurali, i paesaggi di lago, gli edifici e i giardini di pregio”.
È un itinerario che consente, grazie a una percorrenza dai tempi “lenti” e “delicati”, di attraversare un territorio complesso, in cui la storia, le tradizioni e la modernità si sono sedimentate in forme articolate e non banali: i modelli insediativi, i capisaldi dell’organizzazione religiosa e civile, i cambiamenti introdotti dallo sviluppo industriale e dalla diffusione dei mezzi di trasporto individuali sono indagabili e riconoscibili in un contesto di grandissimo fascino.
Lungo il percorso, comodamente percorribile nell’arco di una giornata, ma eventualmente sezionabile in tratti più brevi, si coglierà l’opportunità di qualche sosta per approfondire alcuni degli edifici più interessanti del centro lago, fonti di narrazioni e di testimonianze non sempre esplicitate dal turismo più commerciale.
PER APPROFONDIRE:
“Il campanile di Ossuccio e la chiesa di Santa Maria Maddalena” [http://www.nodolibrieditore.it/scheda-libro/autori-vari/il-campanile-di-ossuccio-e-la-chiesa-di-santa-maria-maddalena-9788871851433-156091.html]



























