Centro Storico di Como · Chiave di volta

OBIETTIVO CITTA’ MURATA, un’altra prospettiva. Workshop fotografico organizzato da Chiave di Volta: PERCORSO NEL CENTRO STORICO DI COMO accompagnati da Milly Pozzi, Enrico Cano, Anna Raschillà

Nell’ambito della Tavola Rotonda Obiettivo Città MurataChiave di Volta ha lanciato un’iniziativa per stimolare l’osservazione del centro storico e a esprimerne il vissuto individuale attraverso una testimonianza diretta e una personale interpretazione.

La forma scelta e proposta è l’immagine fotografica.

I soggetti sono artestoria,architettura e vita. I partecipanti a questa iniziativa verranno accompagnati lungo un percorso didattico articolato in tre momenti:

  • un incontro preparatorio,
  • due workshop con la guida del fotografo Enrico Cano (sabato 2 e 9 marzo).

L’esito, o meglio, gli esiti del percorso approderanno a una mostra fotografica che sarà allestita allo Spazio Natta dal 19 aprile al 5 maggio

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Qui di seguito gli “appunti” audio e visivi della mattinata per le vie del centro storico di Como:

BIOGRAFIA, biografie · Centro Storico di Como · Cinquecento · Libri su Como e il Lario · Novecento · Ottocento · Seicento · Settecento · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Cristina FONTANA, COMO A LUCI ROSSE. La prostituzione dall’epoca romana ai nostri giorni , Sampietro editore, 2012

scheda del Libraccio: https://www.libraccio.it/libro/9788887672343/cristina-fontana/como-a-luci-rosse-prostituzione-dall’epoca-romana-ai-nostri-giorni.html

vedi anche: https://coatesa.com/2013/02/25/i-luoghi-della-prostituzione-nel-corso-della-storia-della-citta-murata-di-como-percorso-organizzato-da-guidecomo-it-basato-sul-libro-di-cristina-fontana-como-a-luci-osse-a-cura/

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Dai lupanari dell’antica città romana alle escort digitali che adescano clienti su Internet. È la realtà, sfaccettata, del mestiere più antico del mondo, la prostituzione, così come veniva e viene praticata a Como, ossia la Como a luci rosse.

 Così la definisce fin dal titolo un’informata indagine storica di Cristina Fontana, collaboratrice del “Corriere di Como” e già autrice di vari volumi dedicati a storie e memorie locali. L’argomento prostituzione non è solo pruriginoso, come vorrebbe suggerire l’immagine erotica sulla copertina del volume. È soprattutto arduo: occorre raccontare in poche pagine (ma neanche pochissime, sono oltre 240) infinite storie di “vita”, tra case di tolleranza, marciapiedi e altre situazioni equivoche, mantenendo la giusta distanza dell’atteggiamento storico senza dimenticare che si sta cercando di circoscrivere una piaga sociale, per quanto atavica. Raccontata da figure mitiche come – degne di una poesia del Porta – la “Giovannina”, la “Marzellina”, la “Luigia”, la “Gigogin” e la “Gorlin”, di esile statura, che batteva in via Italia Libera. Ma è un rosario di «commercio libidinoso» – come lo definisce un documento dell’Archivio di Stato di Como – fatto soprattutto di solitudine, dolore, miseria, malattia, a volte anche morte. Mai fatto di quell’aura romantica di cui certo maschilismo ha ammantato il fenomeno, con la retorica nostalgia per l’epoca in cui “quelle signore” erano regolamentate in lager di Stato, e sopporta omertosamente quelle di oggi per le strade, esposte al libero arbitrio della malavita e dei suoi vari clan.
Qualcosa dei vecchi bordelli della Como novecentesca si respira nel romanzo di Piero Chiara Il pretore di Cuvio, da cui si vuole trarre un film per il centenario dello scrittore luinese nel 2013. È la storia appunto di un pretore, Augusto Vanghetta, ossessionato dal sesso. Tanto da essere «sempre indaffarato a visitar femmine», e questo nonostante l’aspetto tutt’altro che invitante. «Alto poco più di un metro e mezzo, curvo e quasi gobbo, già grasso e occhialuto a vent’anni, e simile a un coleottero o a uno scarabeo stercorario per la sua tendenza a cacciarsi nel sudicio», annota la penna di Chiara. Intrisa di veleno ma al tempo stesso di pietà per le sorti degli umani che si immergono nel brago della solitudine e dell’egoismo quel tanto che basta da aver bisogno di pagare per ottenere un po’ di compagnia. Augusto riesce ad avere comunque successo costante presso vari generi di donna, dalla perpetua alla nobile. Ma riceverà uno smacco dalla consorte, cornificata per anni. L’apprendistato erotico di Vanghetta avviene appunto nei lupanari della “sconcia suburra” della Cortesella, il quartiere di Como rivoluzionato dal “piccone risanatore” del fascismo negli anni Trenta. Certo, i primi passi nella professione forense li compie tra Cantù ed Erba. Ma in città, nei postriboli della malfamata zona attorno al Duomo – il romanzo è ambientato negli anni Trenta, nei primi anni del fascismo – Vanghetta (nomen omen?) viene iniziato ai piaceri dell’eros a pagamento: si reca di buon mattino nelle “case”, grazie a speciali “pass” per accedere alle grazie delle ospiti prima dell’ora di apertura ufficiale. 
Ma dalle fantasie letterarie, sfogliando il libro di Cristina Fontana, pubblicato da Sampietro di Menaggio, siamo richiamati con prepotenza all’esattezza della cornice storica, scandita pagina per pagina da documenti d’archivio di varia fonte. 
Il marciapiede si batteva metaforicamente parlando già sotto i romani. Scopriamo che, all’epoca dei due Plinii, Como aveva un suo edificio per il meretricio pubblico: era tra via Benzi e viale Varese. 
E qui emerge subito il ritratto di un “tipo” sociale ben definito. Scrive Fontana: «Le meretrici erano costrette a indossare una tunica corta, simile alla tonaca degli uomini, perché si distinguessero dalle donne oneste, ma col tempo le leggi sul loro abbigliamento divennero meno rigide, al punto che esse furono tra le donne più eleganti e appariscenti, grazie anche alle cure che dedicavano al corpo».
Passiamo al Medioevo, in cui dilaga la corruzione e in cui i bagni pubblici – in città erano nei pressi dell’attuale basilica di San Fedele – diventano sempre più un centro di prostituzione. A tal punto, chiosa l’autrice, che «le autorità cittadine, al fine di impedire ogni attività sessuale illecita, si battono per la separazione dei sessi e per la periodica ispezione degli stabilimenti. Ma, nonostante questi tentativi, la prostituzione continua a dilagare al punto che la parola “bagno” diventa sinonimo di “bordello”».
Passiamo al ’400 e alla creazione dei veri e propri postriboli di cui il volume fornisce una sintetica mappa sulla base dei dati storici sin qui raccolti. Como decide di costruire il primo lupanare civico nel 1465, dove “calmierare” la presenza di prostitute fino ad allora libere di esercitare la professione in casa o nei luoghi pubblici sollevando scandalo (meretrix erratica), ricorrendo anche a stratagemmi come travestimenti da uomo per adescare i potenziali clienti. Il postribolo “fisso” segnò così la nascita della prostituzione legalizzata e regolarmente tassata. La struttura sorse nei pressi della chiesa di San Provino, in uno stabile della nobile famiglia cittadina dei Rusconi: «Aveva un buon numero di camere – annota Cristina Fontana – altri locali adatti all’uso richiesto e si estendeva fino alle mura, permettendo così di entrarvi con minore vergogna». 
Segno distintivo delle meretrici dell’epoca era il mantelletto di fustagno, che doveva essere indossato per legge ed era probabilmente ispirato a quello delle “colleghe” milanesi. Nemmeno la chiesa era esente dal problema: il curato di Musso, a fine ’500, teneva in casa «oltre la massara» anche «done al suo servitio, maridate e non, giovane, il che rende scandolo a molte persone», come si legge negli Atti della visita pastorale del vescovo Feliciano Ninguarda alle pievi comasche del 1591. A Como nacque in seguito l’esigenza di istituire una struttura atta alla redenzione delle giovani e meno giovani “traviate” sulla strada del meretricio. Fu il “Luogo Pio del Soccorso” fondato «a beneficio di quelle povere figlie che stanno in pericolo di perdere la pudicità», dal gesuita Paolo Sfrondati. Più tardi, nel “Reclusorio del gambero” di via Natta, attestato dal 1819, vennero curate le prostitute infette dalla «nefanda professione”

 

Tour turistici organizzati nella vecchia Como a luci rosse

 
Il Giorno ‎- 3 giorni fa
La traccia della visita è stata offerta dalle pagine del bel libro di Cristina FontanaComo a luci rosse, che partendo dai Romani ricostruisce 
 

Como percorso di ” Como a luci rosse ” ovvero i luoghi dov’erano i postriboli (Foto by © Carlo Pozzoni – Como)

COMO Comaschi sempre più interessati alla storia della città, in particolare quando si va alla scoperta della “Como a luci rosse”. Ieri, all’appuntamento organizzato dall’associazione Guide erano presenti più di 50 persone.
In compagnia del cicerone Cristina Fontana hanno fatto tappa nelle principali zone “hard” del centro cittadino, quelle cioè interessate dal fenomeno del meretricio, dove erano ubicate le case di piacere. Ossia: il vicolo Duomo, l’edificio a fianco della Torre Pantera e via Volpi famosa per “Il Dollaro” la casa di tolleranza chiusa nel 1958 per effetto della legge Merlin

Elena D’Ambrosio

Fra le novità presenti quest’anno alla Fiera del Libro da poco conclusa, figurava il libro di Cristina Fontana, “Como a luci rosse”, una vera e propria ricerca storica che affronta per la prima volta il tema della prostituzione nella nostra città partendo dall’epoca romana ed estendendo l’indagine, basata sulle carte d’archivio, fino ad oggi.
Raiuno sta proponendo in questi giorni, vai a   http://www.laprovinciadicomo.it/stories/Cultura%20e%20Spettacoli/707406/

Centro Storico di Como · Mappa e Stradario di COMO

Como, Mappa del CENTRO STORICO

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BIOGRAFIA, biografie · Centro Storico di Como · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · STORIA LOCALE E SOCIETA'

i luoghi della prostituzione nella storia della città murata di Como, percorso organizzato da Guidecomo.it basato sul libro di Cristina Fontana, COMO A LUCI ROSSE

Visite guidate nella Como a luci rosse (Cusa)

Visite guidate nella Como a luci rosse (Cusa)

Como, 24 febbraio 2013 – Risulta difficile immaginare una Como licenziosa dietro l’aspetto fin troppo tranquillo e per bene della città di confine cui tutti siamo abituati. Eppure fino a tutti gli anni 50 e anche dopo, negli anni del contrabbando e della prostituzione, la città specie per chi arrivava dalla provincia profonda era un piccolo bengodi di tutti i piacericompresi quelli carnali. Un volto inedito al centro ieri pomeriggio di un tour per le vie del centro storico, alla ricerca di quei luoghi di piacere riscoperti grazie alla giornata nazionale dedicata alle guide turistiche. La traccia della visita è stata offerta dalle pagine del bel libro di Cristina Fontana, Como a luci rosse, che partendo dai Romani ricostruisce duemila anni di vita in città di quelle signorine che poi a leggere bene le loro storie tanto liete non erano.

All’epoca di Plinio i lupanari erano concentrati tra via Benzi e viale Varese, relativamente ai margini rispetto alle zone centrali della città. Nel Medioevo diventano luogo di incontri fugaci i bagni pubblici nell’area di San Fedele. Per avere il primo lupanare moderno in città occorrerà attendere il 1465

tutto l’articolo qui  Tour turistici organizzati nella vecchia Como a luci rosse – Il Giorno – Como

Centro Storico di Como · Chiave di volta

OBIETTIVO CITTÀ MURATA. UN’ALTRA PROSPETTIVA Palazzo Volpi, via Diaz, ore 11

OBIETTIVO CITTÀ MURATA. UN’ALTRA PROSPETTIVA

Palazzo Volpi, via Diaz, 24 febbraio, ore 11, ingresso libero

Interventi all’incontro del 24 febbraio 2013:

Lo scorso 24 novembre, nell’ambito della Tavola RotondaObiettivo Città MurataChiave di Volta ha lanciato un’iniziativa per stimolare l’osservazione del centro storico e a esprimerne il vissuto individuale attraverso una testimonianza diretta e una personale interpretazione. La forma scelta e proposta è l’immagine fotografica. I soggetti sono artestoria,architettura e vita. I partecipanti a questa iniziativa verranno accompagnati lungo un percorso didattico articolato in tre momenti: un incontro preparatorio, quello di stamani, e due workshop con la guida del fotografo Enrico Cano (sabato 2 e 9 marzo). L’esito, o meglio, gli esiti del percorso approderanno a una mostra fotografica che sarà allestita allo Spazio Natta dal 19 aprile al 5 maggio.

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Centro Storico di Como

Como a luci rosse, GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA GUIDA TURISTICA, http://www.guidecomo.it

 

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA GUIDA TURISTICA

Ritrovo alle 14.45 davanti alla Porta della Rana del Duomo

Como a luci rosse: l’itinerario si snoda tra le vecchie case di piacere di Como e i luoghi interessati dal fenomeno del meretricio dall’età romana fino alla metà del Novecento. A cura dell’Associazione guide e accompagnatori turistici di Como e provincia.

NdA: e fra tutte le rievocazioni storiche, perché non fare un bel Palio del Bor(o)dello?…

http://www.guidecomo.itImmagine

Centro Storico di Como · Chiave di volta

Obiettivo città murata 2013, Workshop a cura della associazione CHIAVE DI VOLTA

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per informazioni:

Centro Storico di Como · GENIUS LOCI · Lecce · MAPPE

LECCE, mappa del centro storico, 2013

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Cantù · Centro Storico di Como · COMO città · Gravedona · Lecco

Guidecomo.it organizza sette VISITE GUIDATE: Lecco, Como, Alto Lario, Cantù

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Centro Storico di Como · Chiave di volta

OBIETTIVO CITTA’ MURATA. Un’altra prospettiva, CHIAVE DI VOLTA

CHIAVE DI VOLTA
associazione culturale
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LUOGHI ARTE VITA

NEWSLETTER del 25 gennaio 2013

OBIETTIVO CITTA’ MURATA. Un’altra prospettiva

Lo scorso 24 novembre, nell’ambito della Tavola Rotonda
“Obiettivo Città Murata”, abbiamo lanciato un’iniziativa destinata,
nelle nostre intenzioni, a stimolare l’osservazione della nostra
“Città Murata” e ad esprimerne il vissuto individuale attraverso
una testimonianza diretta e una personale interpretazione.


La forma espressiva da noi scelta e proposta è l’immagine fotografica.
L’oggetto del nostro interesse è l’arte, la storia, l’architettura, la vita.
Abbiamo pensato di accompagnare i partecipanti a questa iniziativa


lungo una sorta di percorso didattico articolato in tre momenti:


un incontro preparatorio con l’architetto Darko Pandakovic
(Palazzo Volpi, domenica 24 febbraio ore 11.00)

due workshop, effettuati passeggiando attraverso il centro storico,
con la guida del fotografo Enrico Cano (sabato 2 e 9 marzo).


L’esito, o meglio, gli esiti del percorso approderanno ad una
mostra fotografica che sarà allestita nello SPAZIO NATTA
dal 19 aprile al 5 maggio.

Al link che segue altri dettagli e le modalità di partecipazione e
iscrizione al workshop:


http://www.chiavedivolta.org/images/pdf/obiettivocittamurataduemilatredici.pdf

 

NB: l’incontro preparatorio a Palazzo Volpi è aperto a tutti, e’ gradita la
segnalazione della presenza entro giovedì 21 febbraio tramite una e-mail

prenotazioni@chiavedivolta.org
Per maggiori informazioni telefonare al n° 339.6186062

Centro Storico di Como

IL CENTRO STORICO DI COMO, da itinerari – Guide Como

VAI A   itinerari – Guide Como.

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Basilica di San Fedele · Camminare in COMO città · Centro Storico di Como · Duomo di Como · Natale, Capodanno, Epifania · Teatro Sociale

Vigilia del giorno di Natale: camminando nel centro storico di Como attorno alle 22

Como, attorno alle 22, alla vigilia del giorno di Natale.

Ieri sera ho camminato fra il Duomo, piazza Verdi, Via Vittorio Emanuele, Piazza San Fedele, Via Cesare Cantù e Piazza Vitoria

Se volete, camminate anche voi

Buon Natale