LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Luogo sacro · Montepiatto (frazione di Torno) · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Storia del santuario di Montepiatto (frazione di Torno, sul Lago di Como)

Il santuario di Montepiatto, ufficialmente denominato chiesa della Visitazione di Maria a Santa Elisabetta, sorge a circa 600 metri di altitudine nel comune di Torno. Questo luogo sacro vanta una ricca storia medievale legata a una comunità monastica. [1, 2]

Le origini medievali

L’edificio originale risale all’età medievale. La struttura primitiva presentava forti somiglianze architettoniche con l’antica chiesa di San Giovanni a Torno. [1]

La nascita del convento (1507)

La vita comunitaria si sviluppò ufficialmente all’inizio del XVI secolo: [1]

  • Richiesta locale: I cittadini di Torno chiesero una sede vicina per le figlie monacate.
  • Fondazione: Nel 1507 nacque il monastero claustrale.
  • Dipendenza: La struttura fu affidata alle Monache del Sacro Monte di Varese. [1]

Il declino e San Carlo Borromeo (1598)

Il XVI secolo fu segnato da forti difficoltà economiche, isolamento geografico ed epidemie.

Nel 1598, l’arcivescovo San Carlo Borromeo decretò la soppressione del convento.

Le poche monache rimaste vennero trasferite a Varese per garantire la loro sicurezza.

Da quel momento e fino a metà del 1700, il complesso ospitò soltanto eremiti e religiosi solitari. [1, 3, 4, 5]

La leggenda del volo santo

Al declino del monastero si unisce una nota leggenda popolare locale: [4]

  • La roccia: Lungo la mulattiera che sale da Torno si trova la “Roccia di San Carlo”.
  • Il miracolo: La tradizione narra che il Santo usò questo masso per spiccare il volo insieme alle monache.
  • La salvezza: Il volo permise di metterle in salvo dalla peste, atterrando direttamente a Varese. [4]

Storia recente e restauri

Nel marzo 1975 un grave incendio distrusse la chiesa e i resti del convento. La ricostruzione avvenne grazie ai fondi della comunità e della Pro Loco di Torno. Di recente, nel 2024, la chiesa di Sant’Elisabetta ha beneficiato di importanti interventi di restauro che ne hanno preservato la bellezza e la stabilità. Oggi il sagrato offre uno dei belvedere più panoramici e suggestivi dell’intero Lago di Como. [1, 3, 4, 6]

[1] https://www.settimanalediocesidicomo.it

[2] https://www.halleyweb.com

[3] https://sentieridautore.it

[4] https://coatesa.com

[5] https://sentieridautore.it

[6] https://www.montepiatto.it

Brienno · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Storia di BRIENNO, sul Lago di Como

Brienno è un antico borgo medievale situato sulla sponda occidentale del Lago di Como, famoso per la sua struttura urbana intatta a “labirinto”.

Risparmiato dal turismo di massa grazie a una variante in galleria che ne devia il traffico, il paese conserva case in pietra addossate sull’acqua, stretti vicoli rocciosi, archi e scalinate che ne testimoniano la millenaria importanza storica. [1, 2, 3, 4]

Dalle origini all’epoca romana

L’origine dell’insediamento risale al IV secolo a.C. con la presenza di tribù celtiche.

Successivamente, l’area divenne una colonia romana, come provato dal ritrovamento di lapidi antiche, aree pagane risalenti al IV e V secolo d.C. e un monile a forma di serpente. In questo periodo il borgo crebbe lungo l’asse strategico della via Regina. [5, 6, 7, 8]

Il Medioevo e la leggenda del Barbarossa

I primi documenti scritti risalgono al X secolo, periodo in cui a Brienno sorgeva un castello con funzione di caposaldo nel sistema difensivo lariano. [9]

  • Guerra dei dieci anni: Durante il conflitto medievale tra Como e Milano, Brienno si alleò con Como e con l’imperatore Federico Barbarossa.
  • La leggenda del dente: Un aneddoto locale racconta che, dopo la sconfitta nella battaglia di Legnano, il Barbarossa si fermò a Brienno per affogare l’amarezza nel vino. Uscendo ubriaco da una taverna, inciampò su un gradino e perse un dente. Questa presunta reliquia imperiale sarebbe ancora oggi custodita nella parrocchiale del paese. [7, 9, 10, 11, 12]

Feudatari e dominazioni

Con il declino del Barbarossa, il borgo passò sotto il controllo di Milano e in seguito divenne feudo del Vescovo di Como.

Nel 1497, Ludovico il Moro assegnò la terra a Lucrezia Crivelli. Durante la successiva dominazione spagnola del XVII secolo, il controllo feudale passò alla potente famiglia dei Gallio. [4, 7, 8, 9]

Archeologia industriale: la seta

Nonostante le dimensioni ridotte, Brienno vanta una tradizione manifatturiera tessile le cui prime notizie risalgono addirittura alla fine del X secolo.

Nel 1720 venne fondato un primo nucleo produttivo, evolutosi poi nella storica Filanda di Brienno, costruita tra il 1847 e il 1860. Lo stabilimento filò seta ininterrottamente fino al 1932, per poi essere riconvertito in residenza privata negli anni ’60, preservando l’iconica ciminiera in pietra. [13]

Il Novecento e le fortificazioni militari

Tra il 1927 e il 1948 il comune fu temporaneamente unito a quello vicino di Laglio. Durante la Prima Guerra Mondiale, le montagne alle spalle del borgo vennero profondamente scavate per la costruzione della Linea Cadorna. Sotto la chiesa di San Vittore è ancora perfettamente conservata la “Galleria di Demolizione”, un intricato sistema di bunker, trincee e tunnel progettato per far saltare la strada in caso di invasione nemica. [5, 8, 14]

[1] https://it.wikipedia.org

[2] https://www.facebook.com

[3] https://reportingtheworldover.wordpress.com

[4] https://www.comoeilsuolago.it

[5] https://www.eccolecco.it

[6] https://www.visitbrienno.it

[7] https://lagodicomo.com

[8] https://lagodicomo.com

[9] https://www.visitbrienno.it

[10] https://comozero.it

[11] https://it.wikipedia.org

[12] https://www.visitbrienno.it

[13] https://www.youtube.com

[14] https://www.lovelakecomo.eu

Informazione locale · La Provincia

Up! Storie di ragazzi in movimento, rubrica video e multimediale nata a gennaio 2024 sul sito del quotidiano La Provincia di Como

Up! Storie di ragazzi in movimento è una rubrica video e multimediale nata a gennaio 2024 sul sito del quotidiano La Provincia di Como.

Il progetto è promosso dalla Fondazione Provinciale della Comunità Comasca e coinvolge i giovani under 25 della YouthBank Como. [1, 2, 3, 4]

Cos’è il progetto

  • Inviati sul campo: I ragazzi delle 5 YouthBank del territorio comasco agiscono come una vera “task force” giornalistica.
  • Racconto del territorio: Ogni puntata mostra realtà, personaggi e iniziative del mondo giovanile locale.
  • Protagonismo giovanile: L’obiettivo è smentire lo stereotipo dei giovani svogliati e dare voce a chi si attiva per la comunità. [1, 3, 5]

Alcune storie raccontate

  • Web Radio a Guanzate: La nascita di una radio giovanile all’oratorio locale grazie a un bando Youth Bank.
  • Progetto Serra: La creazione di un’aula studio autogestita presso l’istituto Leonardo da Vinci Ripamonti.
  • Lettura ad alta voce: Iniziative di volontariato culturale e sociale nei comuni del comasco, come Tavernerio. [6, 7, 8]

Canali e Contatti

[1] https://www.fondazione-comasca.it

[2] https://youthbank.fondazione-comasca.it

[3] https://youthbank.fondazione-comasca.it

[4] https://m.facebook.com

[5] https://www.facebook.com

[6] https://www.laprovinciadicomo.it

[7] https://www.laprovinciadicomo.it

[8] https://www.laprovinciadicomo.it

BIOGRAFIA, biografie · Cineforum · CINEMA e TEATRO · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Alberto Longatti, Ci vediamo al Cineclub – Gli anni dei Circoli del Cinema, Nodo Libri editore, Como, 2018

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cinema Astra · CINEMA e TEATRO · Monizza Gerardo · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Dal Cineclub al Cineforum, lezioni di Nicola Curtoni, Gerardo Monizza, Francesco Gelati, Università popolare, Como, 12 maggio 2026. Appunti dell’incontro

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BIOGRAFIA, biografie · POLITICA e STORIA · POLITICA ITALIANA · Politica nazionale · POLITICI

Mario Martinelli (Como, 1906-2001), deputato e ministro della Democrazia Cristiana: biografia

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Informazione locale

Storie d’autore, programma di Espansione Tv a cura di Giorgio Albonico

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https://www.espansionetv.it/?s=storie+d%27autore

CINEMA e TEATRO · Monizza Gerardo · STORIA LOCALE E SOCIETA'

La LUCERNETTA e il Cinema dei Ragazzi, lezione di Gerardo Monizza e Luciano Campagnoli, Università popolare, Como, 5 Maggio 2026. Appunti

BATTELLI e Corriere · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Cenni storici sui battelli a vapore del Lario/Lago di Como (1826-1953)

Lario (1826); Plinio (1826-1841); Concordia (1926); Falco (1830-1865); Arciduchessa Elisabetta, ex Otello (1831-1841); il Veloce (1845-1865); Lariano 1 (1843-1865); Unione (1858-1953); Forza (1859-1865); Vittoria (1860-1916); Italia (1865-1950); Lariano 2 (1872-1950); Volta (1872-1947); Lombardia (1873-1945); Elvezia (1873-1936); Como (1874-1953); Lecco (1874-1937); Menaggio (1878-1953); Plinio 2 (1892-1902) …

La storia dei battelli a vapore sul Lago di Como, iniziata nel 1826, rappresenta il passaggio dalla navigazione tradizionale a vela e remi alla moderna era industriale e turistica. [1, 2, 3]

Le origini e il primo varo (1826)

La navigazione a vapore regolare sul Lario ebbe inizio ufficialmente il 16 agosto 1826 con il viaggio inaugurale del piroscafo Lario. [1, 4]

  • Il Piroscafo Lario: Costruito dalla ditta inglese Church-Andreny presso Villa Olmo, era un natante in legno mosso da ruote a pale laterali. Navigava a circa 11 km/h e copriva la rotta Como-Domaso in circa 5 ore.
  • Il Plinio: Pochi mesi dopo, il 1° novembre 1826, entrò in servizio il secondo battello, il Plinio, sulla linea Lecco-Domaso. I due piroscafi si incontravano al largo di Bellagio per il trasbordo dei passeggeri tramite barche a remi. [5, 6, 7, 8]

L’espansione e le società di navigazione (1843-1900)

Nella seconda metà dell’Ottocento, la gestione passò attraverso diverse società, segnando un’epoca di forte competizione e sviluppo tecnico. [9]

  • La Società Lariana: Fondata nel 1843, divenne presto il principale operatore comasco, assorbendo i concorrenti e modernizzando la flotta con scafi in ferro più veloci e confortevoli, come il Lariano.
  • Sviluppo Turistico: Verso la fine del secolo, i piroscafi divennero veri e propri “saloni galleggianti” con ristoranti e illuminazione elettrica, integrandosi con le nuove linee ferroviarie per accogliere il crescente numero di turisti d’élite. [9, 10, 11, 12, 13]

Il primo Novecento e il periodo bellico (1900-1950)

Questo periodo vide il culmine dello splendore dei piroscafi e, contemporaneamente, l’inizio della loro trasformazione. [10, 14, 15]

  • Piroscafi storici: Tra il 1904 e il 1926 vennero varati i celebri piroscafi a “mezzo salone” come il Milano (1904), il Patria (1926) e il Concordia (1926), quest’ultimo tuttora in servizio e alimentato a vapore.
  • Conversione e Guerra: Nel 1926 il Milano fu uno dei primi a essere convertito in motonave. Durante i conflitti mondiali, i battelli furono requisiti per scopi militari o subirono gravi danni; tuttavia, nel secondo dopoguerra, la flotta fu lentamente ricostruita, portando alla fine della gestione privata della “Lariana” nel 1953 a favore della Gestione Governativa. [9, 14]

alcune fonti informative:

[1] https://digilander.libero.it

[2] https://www.comoeilsuolago.it

[3] https://www.museobarcalariana.it

[4] https://digilander.libero.it

[5] https://www.comoeilsuolago.it

[6] https://www.facebook.com

[7] https://labarcadelnino.jimdofree.com

[8] https://www.leccotoday.it

[9] https://digilander.libero.it

[10] https://comozero.it

[11] https://tonio57.blogspot.com

[12] https://www.comoeilsuolago.it

[13] https://it.wikipedia.org

[14] https://it.wikipedia.org

[15] https://labarcadelnino.jimdofree.com

Cani Fabio · CINEMA e TEATRO · STORIA LOCALE E SOCIETA'

I cinema di Como dal ‘900 ad oggi, lezione di Fabio Cani, Università popolare, 28 aprile 2026. Appunti

BATTELLI e Corriere · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Storia del battello CONCORDIA (1926-2026), che celebra il suo centenario

Il piroscafo Concordia, icona della navigazione sul Lago di Como, celebra nel 2026 il suo centenario. Varato originariamente il 2 novembre 1926 con il nome di “28 Ottobre”, fu costruito dalla ditta “Odero” di Sestri Ponente (Genova) ed è oggi l’unico piroscafo a vapore ancora in servizio di linea in Italia.youtube, comozero

Storia e Servizio

Nato come traghetto, il Concordia è gemello del piroscafo Patria, attualmente in attesa di restauro. Durante la seconda guerra mondiale, il battello subì danni significativi, venendo mitragliato nel gennaio 1945 mentre era ormeggiato a Como. Nel dopoguerra, il Concordia fu protagonista della ripresa della navigazione sul Lario, beneficiando di interventi tecnici cruciali come la sostituzione delle caldaie per continuare a operare.comozero+1

Conservazione e Attualità

Dopo essere rimasto fermo per diversi anni, tra cui un lungo periodo di inattività iniziato nel 2011, il piroscafo è stato protagonista di importanti interventi di restauro che lo hanno riportato in servizio, permettendogli di riprendere le crociere domenicali. La sua longevità è stata garantita anche dall’installazione di moderni generatori di vapore che, pur mantenendo intatta la tecnologia storica, ne hanno assicurato l’efficienza operativa.laprovinciadicomo+2

Fonti informative

Per approfondimenti sulla storia, la tecnica e gli orari di navigazione del Concordia, si consiglia la consultazione delle seguenti risorse:

BATTELLI e Corriere · Berra Pietro · STORIA LOCALE E SOCIETA'

In battello a vapore nel Risorgimento, articolo di Pietro Berra, in La Provincia/Stendhal, 27 aprile 2026, pag. 38-39

L’articolo di Pietro Berra “In battello a vapore nel Risorgimento” è apparso su La Provincia / Stendhal il 27 aprile 2026, alle pagine 38‑39, ed è dedicato al ruolo dei piroscafi nelle insurrezioni lariane e nella Seconda guerra d’indipendenza (1859).laprovinciadicomo+1

Contenuto principale dell’articolo

L’articolo racconta come, durante il Risorgimento, i battelli a vapore sul Lario divennero strumenti militari e simbolici di liberazione dalle truppe austriache, trasformando il lago in un “fronte” navale garibaldino.laprovinciadicomo
Berra ricostruisce, tra le altre, l’azione del battello “Veloce” al comando del marchese Pietro Rovelli, che il 19 marzo (del 1848 o 1859, il testo lo cita in modo esplicito) salpa da Como con cittadini armati, percorre il lago “a zig‑zag” e inducendo alla resa la piccola guarnigione a Lecco, grazie anche alla pressione della popolazione insorta.laprovinciadicomo

Battelli, Garibaldi e cultura del lago

L’articolo si serve di testimonianze di volontari e di una lettera di Garibaldi conservata al Museo storico di Como, in cui il generale ringrazia i battellieri e cita i piroscafi come mezzi essenziali per estendere il territorio liberato, nominando navi come “Lariano”, “Forza”, “Unione” e “Adda”.laprovinciadicomo
Corredate da riferimenti bibliografici (ad esempio al libro di Giorgio Terragni “A tutto vapore. Storia della navigazione lariana”, 1987), le pagine di Berra sottolineano come il battello a vapore fosse non solo un mezzo di trasporto, ma anche veicolo di identità patriottica e di “memoria” lariana nel Risorgimento.laprovinciadicomo+1