Le Pievi del Triangolo Lariano. Snodi di fede e di comunità. Incontro con l’architetto Alberto Novati, autore con Francesco Sala di “Tra i due rami del lago di Como. Paesaggi del Romanico Lombardo”. Venerdì 10 novembre ore 21.00 nella sede di Via de Benzi 17 a Torno

 

Venerdì 10 novembre ore 21.00 nella sede di Via de Benzi 17 a Torno:

Le Pievi del Triangolo Lariano. Snodi di fede e di comunità.

Incontro con l’architetto Alberto Novati, autore con Francesco Sala di “Tra i due rami del lago di Como. Paesaggi del Romanico Lombardo”

nel quale illustra e analizza le caratteristiche e la storia di questo particolare stile che a Torno ha un esempio nella chiesa di San Giovanni, e il fenomeno, non solo architettonico ma anche sociale ed economico, delle Pievi.

Luoghi e complessi di edifici che nel corso del Medio Evo, anche nel Triangolo Lariano, costituirono punti di riferimento non solo religioso, ma anche amministrativo dai quali è nata l’organizzazione del paesaggio del quale possiamo, ancora oggi riconoscere, i segni.

Alberto Novati, architetto, docente di Composizione Architettonica  al Politecnico di Milano ed esperto in tutela paesaggistica-ambientale. Ha pubblicato il primo dei suoi numerosi libri “Como. Gli anni del razionalismo” nel 1992. Vive e lavora a Cantù dov’è nato.

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IL TESSUTO COME ARTE: ANTONIO RATTI IMPRENDITORE E MECENATE, a cura di Lorenzo Benedetti, Annie Ratti e Maddalena Terragni Palazzo Te, Mantova 01.10.2017-07.01.2018

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IL TESSUTO COME ARTE: ANTONIO RATTI

IMPRENDITORE E MECENATE

a cura di Lorenzo Benedetti, Annie Ratti e Maddalena Terragni

 

Palazzo Te, Mantova
01.10.2017-07.01.2018

 

Palazzo Te a Mantova, dal 1 ottobre 2017 al 7 gennaio 2018, ospita la mostra “Il tessuto come arte: Antonio Ratti imprenditore e mecenate”. L’esposizione è prodotta e realizzata dal Comune di Mantova, dal Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te, dal Museo Civico di Palazzo Te e dalla Fondazione Antonio Ratti.

 

La vita di Antonio Ratti è un intreccio tra impresa e arte, creatività e promozione culturale, pubblico e privato. Il suo pensiero nasce dall’idea che la cultura, la conoscenza e l’arte siano strumenti fondamentali per interpretare il proprio tempo.
Sperimentazione e innovazione sono le caratteristiche che distinguono l’operare di Antonio Ratti, raccontate trasversalmente in un percorso che prevede un dialogo con le sale monumentali per poi svilupparsi negli spazi espositivi delle Fruttiere. La mostra intende restituire il ritratto di un personaggio raffinato ed elegante, poliedrico ed eclettico, che, investendo nella formazione delle risorse umane e nella valorizzazione del tessuto come arte, ha saputo dare risalto alla qualità dei prodotti tessili.

Grazie al contributo dell’architetto Philippe Rahm, l’esposizione racconta il tessuto nelle sue varie forme: dalla ricca collezione di reperti antichi della Fondazione Antonio Ratti ai grandi archivi dell’azienda Ratti; sarà possibile fare un’esperienza tattile delle diverse stoffe messe a disposizione del visitatore su una pedana centrale che attraversa lo spazio delle Fruttiere, restituendo un’idea sinestetica del tessuto.

 

L’arte contemporanea è presente con opere di artisti coinvolti nelle numerose attività della FAR, tra questi alcuni artisti invitati a condurre e a partecipare alle ventitrè edizioni del workshop

CSAV-Artists Research Laboratory, tra cui: John Armleder, Julia Brown, Jimmie Durham, Mario Garcia Torres, Melanie Gilligan, Renée Green, Joan Jonas, Giulio Paolini, Diego Perrone, Yvonne Rainer e Gerhard Richter.  Negli spazi esterni di Palazzo Te sono presenti importanti installazioni di Yona Friedman, Hans Haacke, Richard Nonas, Matt Mullican e Liliana Moro.

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Il tessuto come arte: Antonio Ratti imprenditore e mecenate
Palazzo Te, Mantova
01.10.2017-07.01.2018

 

ORARI
lunedì 13.00 – 19.30
da martedì a domenica
9.00 – 19.30
(ultimo ingresso 18.30)

A partire da domenica
29 ottobre 2017:
lunedì 13.00 – 18.30
da martedì a domenica
9.00 – 18.30
(ultimo ingresso 17.30)

 

BIGLIETTERIA
T +39 0376 323266

INFO

centropalazzote.it

Prevendita (link)

La mostra è realizzata con il patrocinio di Regione Lombardia, con il contributo di Ratti S.p.A, della Fondazione Banca Agricola Mantovana e di Unindustria Como, sponsorizzata da Banca Monte dei Paschi di Siena e da La Serenissima, con il supporto degli Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani, e dello sponsor tecnico Apam.

Sorgente: “Il tessuto come arte: Antonio Ratti imprenditore mecenate” | 1.10.2017 – 7.1.2018 | Palazzo Te, Mantova

ANTONIO SPALLINO (1925 – 2017), il sindaco e cittadino di Como che ha lasciato traccia

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ADDII. ANTONIO SPALLINO POLITICO DI “PUNTA”

 ANTONIO SPALLINO: AVVOCATO, POLITICO, SINDACO. SPORTIVO E UOMO DI CULTURA È MORTO A 92 ANNI

Un mito. Una di quelle persone che ancora in vita sanno fissarsi in uno spazio e in una posizione riconosciuta da tutti: amici e nemici. Antonio SpallinoNino per gli amici, è campione olimpico agli inizi degli anni Cinquanta, ma la notorietà gli arriva una decina d’anni dopo. Prima è assessore all’Urbanistica (con sindaco Lino Gelpi) poi è sindaco dal 1970 al 1985. Dopo Spallino ve ne sono una mezza dozzina, ma il “sindaco” rimane lui: a dispetto della sua riservatezza, del fastidio – non nascosto – che prova quando lo si vorrebbe coinvolgere, dell’ironia con la quale commenta scelte amministrative lontane anni luce dalle sue idee.

È dunque a capo dell’amministrazione comunale comasca negli anni che separano la “politica” delle persone (il fare, l’inventare, il discutere, il rischiare, lo sbagliare…) da quella delle regole che la burocrazia impone e che – magari – “genera mediocri” (parole Sue).

Preciso fino all’esasperazione (dei compagni di squadra e dei collaboratori), raffinato nei modi (tira di scherma, con armi “leggere” benché “letali” e vince!), elegante nel portamento, nel vestire, nel porsi all’interlocutore Antonio Spallino ha una fissazione: la cultura.

In Comune, a Como, ne tiene l’assessorato (1965-1970) quando i modelli (e i riferimenti) sono ancora indefiniti, ma imponendosi (e richiedendo) una preparazione che non può prescindere dalla ricerca, dal controllo, dall’esperienza insomma dalla cultura in generale.

Ama i libri ed è bibliofilo curioso e bibliomane esperto. Ne possiede di antichi e moderni e li conserva, li cura. È una passione che lo porta a sostenere con passione lo sviluppo della nuova Biblioteca comunale (diretta dall’amico Sandro Bortone) aperta – anzi: più aperta – alle giovani generazioni.

È capace di sognare, forse troppo, e immagina una città perfetta, pulita e regolare, sgombra dalle auto (già invadenti) e perciò dispone la chiusura (di una parte) del Centro storico alle auto anche opponendosi all’opinione fortemente negativa dei commercianti.

È un democristiano (come il padre Lorenzo, deputato e ministro), ma resta sempre anomalo, un po’ lontano, spesso distaccato da quella caratteristica bigotta, servile, approfittatrice che si cela dietro molte buone maniere di alcuni democristiani del tempo.

La città ideale che sogna e che tenta di realizzare comprende diverse acquisizioni edilizie e numerosi (e costosi) restauri: non tutto e tutti portati a buon fine, ma il tempo è tiranno e il denaro mai sufficiente. Delle strutture strappate al degrado, alla rovina e al disastro restano comunque esempi importanti: Santa Chiara, San Francesco, San Pietro in Atrio, i Musei civici, la Pinacoteca e soprattutto Palazzo Natta

Discussa, discutibile e ancora di valutazione incerta l’operazione Ticosa acquistata (1982) dal Comune anche per sostenere il buon esito dei licenziamenti (di maestranze ormai esasperate dal tracollo economico dell’azienda). Sono decisioni e investimenti che hanno lasciato un’eredità culturale e allo stesso tempo morale: che cosa si pensa e cosa si fa in una città.

Certo, in quasi venti anni di responsabilità, Antonio Spallino ha preso anche decisioni politicamente e urbanisticamente criticate che hanno prodotto un’espansione edilizia non sempre sotto controllo; esperienze sofferte e cariche di tensione come i tre anni di responsabilità quale Commissario speciale a Seveso, dopo il disastro ICMESA.

Nella sua lunga vita, Spallino, sportivo, avvocato e politico, non è mai stato un “uomo per tutte le stagioni” bensì un “uomo che ha creato una irripetibile stagione” per la città che ha prediletto e per le persone che lo hanno molto amato.

Profilo [da www.studiospallino.it ]

Avvocato civilista e amministrativista (specializzato in diritto urbanistico), cassazionista, iscritto nell’Albo degli Esperti per la Pianificazione Urbanistica.
Autore di: Lineamenti del territorio (Como, 1968); Ragioni e obiettivi dello studio sulla Città Murata di Como (in “La Città Murata di Como”, Como, 1970); Città antiche e programmazione (Milano, 1976); Beni culturali ecclesiali a Como (in Archivio Storico Diocesi Comense, 1987); Una frase d’armi (Milano, 1997).

Amministratore pubblico: Assessore all’Urbanistica del Comune di Como (1965/1970); Sindaco del Comune di Como (1970/1985); Commissario Speciale della Regione Lombardia per l’incidente di Seveso – ICMESA (1977/1979); Presidente del Centro di Cultura Scientifica “A. Volta” dalla fondazione (1981); Membro Consiglio Direttivo I.A.S.L. (Associazione Internazionale di Diritto Sportivo); già Presidente Centro Studi di Diritto Penale Europeo.


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ASSOCIAZIONE “ASYLUM – CENTRO EDUCATIVO DI FORMAZIONE E DI AGGREGAZIONE SOCIALE”, Como. Inaugurazione: 30 settembre 2017

NEL GIUGNO DEL 2015, QUINDI, SULLE CENERI DELL’ASILO INFANTILE DI CAMERLATA VENNE COSTITUITA L’ASSOCIAZIONE “ASYLUM – CENTRO EDUCATIVO DI FORMAZIONE E DI AGGREGAZIONE SOCIALE”, CHE, SECONDO QUANTO STABILITO DALL’ART. 3 DEL NUOVO STATUTO SI PREFIGGE LO SCOPO DI:

  • Accogliere e favorire la formazione, l’educazione e la socializzazione di minori, con particolare riferimento ai soggetti diversamente abili o in condizioni sociali svantaggiate e alle loro famiglie, provvedendo al loro benessere generale e alla loro crescita, sotto il profilo intellettuale, sociale, culturale, psicologico e spirituale;

 

  • Accogliere e favorire l’apprendimento del linguaggio e della lingua italiana, la formazione scolastica, l’educazione e l’aggregazione sociale di minori e adulti con prevalente riguardo agli abitanti dei quartieri cittadini di Camerlata e Rebbio;

 

  • Migliorare le condizioni di salute di minori, adulti e anziani, agendo in ambito preventivo, curativo e riabilitativo.

 

Data la complessità e l’ampiezza del progetto di partenza e la necessità di avere un supporto iniziale per poter partire concretamente con le sue attività, l’Associazione ha avviato una partnership con una realtà già presente sul territorio del comasco nel campo del sociale, con la quale collaborerà nella sua prima fase di lavoro.

Inoltre l’Assemblea dei Soci ha intrecciato relazioni e ha curato contatti formali con specialisti ed esperti, taluni originari di Camerlata, interessati soprattutto alle tematiche dell’Autismo e dell’Alzheimer, per dar vita a progetti che possano aiutare gli utenti più fragili e rispondano in modo concreto alle necessità e ai bisogni delle loro famiglie.

Attualmente un piccolo gruppo di Soci particolarmente coinvolti sta lavorando molto alacremente, investendo tempo e denaro, per la sistemazione della struttura originaria (sgombero vecchio arredamento, imbiancatura delle aule, pulizia dei locali, riparazioni varie, organizzazione di eventi e mercatini per raccogliere fondi ecc.), in modo da garantirne la fruibilità a partire da ottobre 2017.

L’ASSOCIAZIONE “ASYLUM” VERRÀ UFFICIALMENTE INAUGURATA IL 30 SETTEMBRE 2017

 

vai alla intera scheda di presentazione

Sorgente: Chi siamo – Associazione Asylum Como

Le vie della seta: Il Museo della seta sarà punto di partenza e di arrivo di un percorso ad anello lungo le due sponde del Cosia, Voce narrante Pietro Berra, con la collaborazione degli operatori del Museo della seta. Accompagna all’organetto Andrea Pizzamiglio | 24 settembre 2017

 

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Le vie della seta sono infinite e Como, punto di riferimento mondiale del tessile, ne è ricchissima.

Cominciamo a riscoprire quella che corre lungo il torrente che ha alimentato tante aziende del settore e su cui si affacciano anche il Museo della Seta e il Setificio.

Il Museo della seta sarà punto di partenza e di arrivo di un percorso ad anello lungo le due sponde del Cosia, che seguirà le suggestioni di tre colori primari (giallo, rosso e blu) per intrecciare le storie di tre personaggi altrettanto primari per Como e non solo (Plinio il Vecchio, Alessandro Volta e Ambrogio Pessina) lontani nei secoli eppure legati da sottili, ma indistruttibili fili… di seta.

Arricchiscono la trama tante comparse, che hanno contribuito a fare la storia della città lariana, e frammenti della grande storia tessuti a Como, come la Tenda Rossa della spedizione Nobile. Lungo il cammino si scopriranno alcune fabbriche riconvertite a nuovi usi e altre ancora in funzione, un torrente che un tempo era colorato dagli scarichi delle tintostamperie e oggi sta riacquistando un forte valore ambientale.

Voce narrante Pietro Berra, con la collaborazione degli operatori del Museo della seta.
Accompagna all’organetto Andrea Pizzamiglio.

Nel finale performance che cuce arte, musica e poesia: mentre Berra, accompagnato da Pizzamiglio, leggerà testi dalla silloge “Fiumi sotterrati”, ispirata proprio al Cosia e ai suoi fratelli minori (il Valduce e il Fiume Aperto), Gaetano Orazio, che su quelle poesie aveva realizzato una serie di quadri, farà provare a chi vorrà tra i partecipanti l’esperienza di essere dipinti come tessuti e come il torrente che “cambiava colore secondo la moda”. Ciascuno, poi, potrà portare a casa in ricordo la propria “stampa”.

per iscriversi

Info

dove: ritrovo Museo della Seta, via Castelnuovo 9

Disponibiltà limitata. Iscrizione obbligatoria https://www.eventbrite.it/e/biglietti-le-vie-della-seta-un-torrente-alla-moda-37393289335

Orari

Ore 14.30

Sorgente: Le vie della seta: un torrente alla moda | Como Italia

Ettore Maria Peron: STORIA DI COMO dalle origini ai giorni nostri, Edizioni Biblioteca dell’immagine, 2017, Dialogo e presentazione del libro con Paolo Ferrario alla Libreria Feltrinelli, 15 settembre 2017. AUDIO della serata

Audio dell’incontro:

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Sul filo della storia, DAL FILO DI LANA AL FILO DI FERRO, AL FILO …, Ricerca sulla STORIA ECONOMICA DI TORNO dal 1900 a oggi, a cura di Silvana Beccarelli, Agop Manoukian, Vincenzo Marrano, Jacopo Pigoni e Giorgio Ratto, in Via De Benzi 17, Torno, ore 21. 2° serata: 21 aprile 2017. APPUNTI a cura di Paolo Ferrario

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vai alla 1° serata:

https://coatesa.com/2017/03/24/sul-filo-della-storia-dal-filo-di-lana-al-filo-di-ferro-al-filo-ricerca-sulla-storia-economica-di-torno-dal-1900-a-oggi-a-cura-di-silvana-beccarelli-agop-manoukian-vincenzo-marrano-jacopo-p/

Sanità lariana, cure palliative in parternariato con l’associazione “Antonio e Luigi Palma” nell’ex ospedale Sant’Anna | in Corriere di Como 3 maggio 2016

restyling della Sala Convegni al piano rialzato del padiglione monoblocco. Già biblioteca medica dell’ex ospedale Sant’Anna, l’aula è stata modernizzata, resa più accogliente e intitolata alla benefattrice comasca Teresa Rimoldi (1840-1924).

Nel solco del progetto “Sempre più vicini al bisogno”, con il quale è stata aperta a Faloppio la prima sede operativa distaccata dell’Unità di Cure palliative domiciliari, collocata nel presidio “Felice Villa” di Mariano Comense, in collaborazione con le associazioni Amate e Il Mantello, ieri è stata inaugurata una seconda sede a Como, all’interno del Poliambulatorio di via Napoleona (piano rialzato del monoblocco). La sede è in parternariato con l’associazione “Antonio e Luigi Palma”, che da più di vent’anni opera in questo settore. Con questo nuovo servizio si allarga il territorio nel quale l’Asst Lariana offre ai malati e ai loro familiari assistenza domiciliare qualificata per affrontare la fase terminale della malattia.

Sorgente: Sanità lariana, cure palliative anche in via Napoleona | Corriere di Como

Il Supercinema Astoria, da ICOM_100. ICOMOGRAFIE: Spettacolo

Il cinema esplode nel dopoguerra; cambiano le produzioni, si moltiplica l’offerta di film anche stranieri (spesso vietati dal fascismo); migliora la tecnica di ripresa, si inventano proiezioni in grande formato (ma l’Astoria precede di qualche anno l’invenzione di CinemaScope, VistaVision, Todd-AO) e nascono nuove sale cinematografiche, magari esclusivamente dedicate al cinema (e non più in condivisione con il teatro).

A Como, nell’ottobre del 1945, l’ingegner Luciano Trolli (con la collaborazione del giovane architetto Pietro Clerici) è incaricato di progettare un grande cinema in via Venti Settembre. Ne risulta in breve tempo (è inaugurato l’anno successivo) un edificio innovativo che prende il nome di NovoCine (poi diventerà Supercinema Astoria)

VAI A:

Sorgente: ICOM_100. ICOMOGRAFIE: Spettacolo. Il Supercinema Astoria

STORIA. IL MEDEGHINO SUL LARIO: Il Castello di Musso come sua fortezza irraggiungibile – in NodoLibri Editore

ICOM_094. ICOMOGRAFIE: STORIA. IL MEDEGHINO SUL LARIO
Il Castello di Musso come sua fortezza irraggiungibile

Il Medeghino muore l’8 novembre 1556, lasciando senza eredi il titolo di marchese, il patrimonio e il castello di Melegnano. Il castello è diventato, nel 1532, l’ultima dimora ufficiale di un personaggio inquieto, arrogante, politicamente scorretto, comandante mercenario e pirata lacustre, guerriero coraggioso di terra e di acqua, ma non valoroso, perché è maggiormente con l’inganno, la crudeltà e con il sopruso che … http://www.jsc15.it/terre/icom-icomografie/2683-icom-094-icomografie-storia-il-medeghino-sul-lario

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Archivio storico iCOMOgrafie:
http://www.jsc15.it/terre/icom-icomografie

Sorgente: Vendita on-line libri – NodoLibri Editore

Mini Alloggi Protetti (MAP) integrati con i servizi domiciliari. Contributo di Paolo Ferrario al progetto “ComeVoglioComo: costruiamo insieme la nostra città”, Seconda fase, 30 marzo 2017

il contributo di Paolo Ferrario al progetto ComeVoglioComo: Vai al sito:     DOCUMENTAZIONE Lo schema della seconda fase di ComeVoglioComo è qui: un estratto dal sito Al via Come Voglio Como C…

Sorgente: Mini Alloggi Protetti (MAP) integrati con i servizi domiciliari. Contributo di Paolo Ferrario al progetto “ComeVoglioComo: costruiamo insieme la nostra città”, Seconda fase, 30 marzo 2017 – COATESA SUL LARIO … e dintorni

Sul filo della storia, DAL FILO DI LANA AL FILO DI FERRO, AL FILO …, Ricerca sulla STORIA ECONOMICA DI TORNO dal 1900 a oggi, a cura di Silvana Beccarelli, Agop Manoukian, Vincenzo Marrano, Jacopo Pigoni e Giorgio Ratto, in Via De Benzi 17, Torno, ore 21. 1° serata: 7 aprile 2017. APPUNTI a cura di Paolo Ferrario

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Com’è cambiata Torno negli ultimi cento anni?

Che lavoro faceva la gente all’inizio del secolo scorso?

Che lavoro fa oggi?

E quali sono le prospettive per il futuro?

Queste sono alcune  domande alla base della ricerca sulla storia economica di Torno dal ‘900 a oggi, che verrà presentata in due serate (venerdì 7 e venerdì 21 aprile, alle ore 21.00) presso la sede dell’Associazione Culturale “Via de Benzi 17” in via de Benzi 17 a Torno.

Un gruppo di soci dell’Associazione costituito nel maggio del 2016  e composto da Silvana Beccarelli, Agop Manoukian, Vincenzo Marrano, Jacopo Pigoni e Giorgio Ratto si è impegnato nella raccolta e ricerca di racconti di famiglia, di pubblicazioni già esistenti, di documenti d’archivio e di immagini d’epoca al fine di ricomporre un quadro d’insieme  dell’evoluzione economica e sociale intervenuta a Torno nel corso del tempo e di individuare  i fattori che hanno favorito o rallentato i cambiamenti.

Ci auguriamo che questa iniziativa  possa suscitare interesse in chi abita a Torno e anche in chi si interroga sulle vicende di un piccolo comune lariano.

APPUNTI del 7 aprile 2017

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vai alla 2° serata:

https://coatesa.com/2017/05/04/sul-filo-della-storia-dal-filo-di-lana-al-filo-di-ferro-al-filo-ricerca-sulla-storia-economica-di-torno-dal-1900-a-oggi-a-cura-di-silvana-beccarelli-agop-manoukian-vincenzo-marrano-jacopo-p-2/

TESSUTO e COLORE: magico incontro. 2° lezione di GIORGIO MONDELLI, alla Università popolare, in Via Carducci, 14 marzo 2017. APPUNTI a cura di Paolo Ferrario

Secondo  appuntamento con il ciclo Tessuto e colore: magico incontro. La storia tessile è storia principalmente di colore. Giorgio Mondelli, tiene la relazione Dal colore ai coloranti illustrando il cammino compiuto dall’uomo dentro la natura e nell’essenza del colore per scoprire come riprodurlo e applicarlo alle creazioni tessili.

 

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APPUNTI

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ciclo TESSUTO e COLORE: magico incontro. 1° lezione di Giorgio Mondelli: dal colore ai coloranti, INCONTRI DELL’UNIVERSITÀ POPOLARE Istituto Carducci, viale Cavallotti 7, ore 15.30 7.3.2017. APPUNTI

INCONTRI DELL’UNIVERSITÀ POPOLARE
Istituto Carducci, viale Cavallotti 7, ore 15.30, ingresso libero

Primo appuntamento con il ciclo Tessuto e colore: magico incontro. La storia tessile è storia principalmente di colore. Questo pomeriggio il relatore, Giorgio Mondelli, terrà la relazione Dal colore ai coloranti illustrando il cammino compiuto dall’uomo dentro la natura e nell’essenza del colore per scoprire come riprodurlo e applicarlo alle creazioni tessili.

Sorgente: BiBazz | Martedì 7 marzo

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Camminare per Como e rievocare la storia:  “Se pensi che solo 60 persone in linea retta, di padre in figlio, ci separano dai nostri avi contemporanei di Ottaviano Augusto – quando Novocomun era già stata ri-fondata, dopo il Comun Oppidum celto insubre dell’attuale località Prestino – non sembra anche a te di poter sollevare la mano nel gesto Ave! di saluto e rivolgergli la parola?”, da un carteggio con L.N.

Carteggio con L. N.

caro L.
ho da chiederti un piacere
mi piacerebbe che mi facessi o per iscritto o a mezzo audio un tuo
ragionamento sul “camminare per il centro storico”
ricordo benissimo che ne avevi parlato quella sera al …
ma purtroppo allora non avevo registrato la tua analisi
dicevi che camminando per como camminiamo nella storia e sotto “vivono” gli antenati di questa straordinaria città

ciao e grazie

ciao Paolo eccomi qui.
Dunque camminare per il centro storico….
Sì è vero camminare per il centro storico di Como,visto che siamo nati e
viviamo a Como.
Anche se per me è un sentimento di coscienza storica che và al di là
di questa azione, posto che tale coscienza ne è particolarmente
sollecitata, compiendo l’azione del movimento meditando.
Circa 30 anni fà, alla fine dei miei studi superiori e nell’intermezzo
prima di iniziare a lavorare, cioè nei mesi estivi, avevo condotto in
prima persona una ricerca genealogica sulla mia famiglia, di padre in
figlio, sui registri anagrafici parrocchiali di S.Agata in Como.
Molto aiutato dalle vicende della mia famiglia paterna, che non si è
mai mossa per secoli dall’ambito territoriale di Como, circoscritto al
Burghett, che è la via Gio Andrea Perlasca, quella piccola e corta
vietta che mette in comunicazione Viale Lecco con Via Dante nei pressi
della chiesa di S.Orsola.
Oggi tagliata fuori dal traffico, ma fino all’800 era l’imbocco fuori
dalle mura dell’unica strada che saliva al monte di Brunate,non
esistendo la via Tomaso Grossi nel suo primissimo tratto,che è stata
aperta appunto nella prima metà dell’800.
Non a caso proprio in corrispondenza della via Perlasca esiste sulle
mura un’apertura antica, la porta di S.Vitale,ora separata dalla via
Perlasca dalla ferrovia, che all’epoca non era ancora stata tracciata
E non a caso la piccola via è una rampetta in ripida salita, in quanto
in corrispondenza del suo sbocco in Via Dante esisteva il ponte di
valico del Torrente Valduce che scorre sotto la Via Dante.
Poi la via di salita coincideva grossomodo con l’attuale ulteriore
tratto della via Tomaso Grossi.
S.Orsola infatti è la chiesa superstite di 2 chiese distinte esistenti
in loco,la seconda era quella di S.Vitale ubicata esattamente
sull’attuale sede della ferrovia ed abbattuta (ahimè) proprio per
creare il varco di passo alla strada ferrata.
Mentre S.Orsola era la chiesa conventuale delle monache
Umiliate, S.Vitale di più antica fondazione (lo testimonia la dedica a un
santo martire romano il cui culto proviene dall’Esarcato di Ravenna
dove esiste la celeberrima Basilica di S.Vitale con mosaici bizantini
subito post-caduta dell’Impero Romano – il corteo di Giustiniano e
quello di Teodosia sua moglie) era la primitiva sede della vicaria
locale, vicaria di S.Agata, diventata parrocchia a sua volta negli
anni 70 del 1700,in epoca di soppressioni di enti ecclesiastici da
parte di Maria Teresa d’Austria, a S.Agata aveva sede altro convento
di monache Agostiniane.
S.Agata a sua volta succedeva come parrocchia a quella di
S.Martino,sita presso il ponte di S.Martino in riva al fiume Cosia in
Via Pannilani, eretta come parocchia dal vescovo Lazaro Carafino nel
1630 circa, succedendo a sua volta alla parte extra-moenia della
parrocchia di S.Sisto-attuale ex-cinema Lucernetta, di fronte a
Palazzo Giovio, attuale Museo.
Fin dal Medioevo le parrocchie erano situate solo intra-moenia ed
avevano giurisdizione territoriale anche sulla parte di territorio
abitato extra-moenia,nelle loro vicinanze.
Da qui il fatto che il territorio delle parrocchie era denominato
“intus” o “foris”, sottinteso moenia.
Ciò per dirti che la mia ricerca genealogica di padre in figlio si è
arrestata al 1639, data in cui è stata eretta la parrocchia di
S.Martino,in quanto i suoi registri sono conservati a S.Agata, dove è
stata traslato l’istituto giuridico parrocchiale.
La creazione della parrocchia di S.Orsola è infatti molto
recente -1907- scorporandola dalla parrocchia di s.Agata.
Ma venendo a me,solo mio padre è nato in parrocchia di S.Orsola,già
mio nonno nacque nel 1886 ancora in parrocchia di S.Agata e abitando
ancora al Burghett, dove hanno abitato sempre i suoi e miei avi, almeno
a partire dal 1639, data in cui si interrompono le mie
ricerche-creazione della parrocchia di S.Martino.
E’ stato infatti il mio bis-nonno, suo padre, ad acquistare il progetto
già redatto di casa  …
Attuale sede dell’Istituto S.Croce (appunto) dell’Opera Don Folci, casa di riposo per sacerdoti anziani ed una volta,quand’ero
bambino,sede di pre-seminario per i chierici provenienti dalla
Valtellina che frequentavano i Seminari Diocesani di Como.
Don Folci era nativo di Colorina in Valtellina.
Ti ho fatto un piccolo excursus di ciò che storicamente si chiamano i
Borghi di Como-o almeno di un Borgo-(ed una volta erano Borghi e Corpi
Santi, denominando così la miriade di conventi di cui era costellata
Como subito fuori dalle mura,oltre a quelli in Città Murata (per questo
Como era nota come la città dei conventi).
Te ne ho infatti nominati quasi una decina tra casa mia, ponte di
S.Martino e le mura.
Dalla ricerca geneaologica ho tratto circa 12-14 persone da cui
discendo in linea diretta, di padre in figlio.
Conoscere i loro nomi,le loro date precise di esistenza, me le ha fatte
contestualizzare una per una nel periodo storico in cui hanno vissuto,
fino al più antico che mi è noto, tale … vivente negli
anni ’30 del ‘600 e quindi contemporaneo di Renzo e Lucia e della
peste manzoniana del 1630.

Contemporaneo del Cardinal Federigo Borromeo.
Qualificato negli atti parrocchiali come “faber ferrarius”, il tuo
patronimico!!! guarda che coincidenza!.
Il fatto stesso che su uno dei pochissimi atti pubblici che lascia
traccia di quest’uomo qualunque, vien registrato menzionando la sua
professione, è di rilevanza notevole.
Faceva parte di una corporazione,probabilmente.
E doveva aver reso dei servigi notevoli a gente importante
dell’epoca, come i Giovio, se un personaggio noto in Como come Donna
Calidonia Giovio e suo marito, un Della Porta (altra famiglia nobile
comasca dell’epoca),si erano prestati a essere madrina e padrino di
battesimo di una sua figlia.
Di Calidonia Giovio esiste al Museo Giovio (loro dimora avita) un
ritratto a figura intera,in ricchi abiti neri spagnoleggianti e
gorgiera di pizzo,con 1 o 2 figli,con alle spalle un orologio da
tavolo,simbolo di ricchezza ma anche del fatto che “tempus fugit” o
“ruhit hora”, memento in contrasto con la bellezza austera di questa
donna ritratta sui 30 anni.
Guardando questa donna io posso guardare negli occhi l’effige di una
persona che in vita ha visto negli occhi il mio avo.
Ed il legame diretto con il mio avo,che sento quasi fisico e
tangibile,è stabilito.
Come è stabilito con le 14 persone una dopo l’altra,una sopra l’altra
in linea verticale come si disegna un albero genealogico,costituiscono
il mio “stipite” o asse genealogico che conosco nome per nome.
Per questo le posso sentire sempre in linea verticale sotto i miei
piedi,quando calpesto “i piood” del selciato del centro storico.
Il riferimento dal sopra passa al sotto,luogo fisico e metafisico
dell’archeologia.
In particolare quando passo davanti a Palazzo Giovio, da cui il
Burghett dista un tiro di sasso attraverso la via Serafino Balestra o
Contrada dalle Orfanelle, uscendo dalle mura per la porta di S.Vitale.
Ecco il nesso logico-logistico per cui il faber ferrarius mio avo ha
potuto probabilmente lavorare per la Gens Iovia o Giovio.
Se pensi che solo 60 persone in linea retta,di padre in figlio,ci
separano dai ns avi contemporanei di Ottaviano Augusto-quando
Novocomun era già stata ri-fondata,dopo il Comun Oppidum celto insubre dell’attuale località Prestino-non sembra anche a te di poter
sollevare la mano nel gesto Ave! di saluto e rivolgergli la parola?
Con questa coscienza posso camminare per Como in consapevolezza di
camminare sulla testa dei miei avi,non di persone qualunque e
sconosciute,ma proprio dei miei ascendenti,coloro senza la cui
esistenza non potrei essere “hic et nunc” a scriverti questa storia.
Questo è attualizzare la storia, la grande attraverso la micro, e viceversa.

L’ho presa un po’ alla lontana, ma spero di essere riuscito a farti
scorrere un film di immagini davanti agli occhi,attraverso i secoli
che hanno prodotto oggi la nostra stessa esistenza e persona.
Riuscire a farti intravvedere il profilo di un tuo “ferrarius”
contemporaneo del mio “faber ferrarius” dell’epoca dei Promessi
Sposi,su quel ramo del Lago di Como che volge a Occidente,verso l’urbs
cancrina (le braccia di Geno e di Borgovico).

a questo punto ti saluto con un “vale”.

Luca

presentazione di: L’ARCHITETTURA DEL XX SECOLO IN PROVINCIA DI COMO 1900-1945, Martedì 28 febbraio alle 18, presso la sede dell’Ordine degli Architetti di Como (Novocomum, viale Sinigaglia 1). Dialogano Lorenza Ceruti e Fabio Cani

Martedì 28 febbraio alle 18, presso la sede dell’Ordine degli Architetti di Como (Novocomum, viale Sinigaglia 1), presentazione del volume

XXCO – L’architettura del XX secolo in provincia di Como – 1900-1945

Dialogano Lorenza Ceruti e Fabio Cani


Il doppio volume illustrato ripercorre l’intero Novecento architettonico comasco attraverso un percorso ragionato, e innovativo, costituito da 366 dettagliate schede di edifici pubblici, religiosi, residenze private, ville scenografiche, stabilimenti produttivi, impianti sportivi, infrastrutture… dai più noti ai più discosti. Un viaggio affascinante tra architettura, paesaggi, storia e società, moda e modi di vivere, per riflettere su un secolo tanto breve quanto intenso.

Nello specifico: l’eclettismo e il revivalismo di inizio secolo, gli esperimenti modernisti, l’affermazione dello stile razionalista coi capolavori della metà degli anni Trenta, la lunga durata di modelli più moderati, la seconda generazione del Movimento Moderno, fino alla tragedia della seconda guerra mondiale e alla rinascita della Liberazione.
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