BIBLIOGRAFIE, LIBRI e EDITORI · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Libri su Como e il Lario · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Pietro Dettamanti, Il Grand Tour a Lecco. Quel ramo del Lago di Como narrato e illustrato, Cinquesensi editore, 2026

Dati bibliografici del libro

Il volume raccoglie testimonianze di viaggiatori e artisti stranieri tra Settecento e Ottocento che hanno attraversato il Lago di Como e il territorio lecchese, restituendo uno sguardo stratificato sul paesaggio, le percezioni e gli incontri culturali dell’epoca.[leccoonline][officinabadoni]

Contenuti e temi principali (da interviste e presentazioni)

Dalle interviste e dalle presentazioni pubbliche emergono alcuni nuclei tematici ricorrenti:

  • Distinzione tra Grand Tour “classico” e viaggio romantico:
    • Il Grand Tour vero e proprio era un viaggio di formazione incentrato sulla classicità (Firenze, Roma, Venezia), con i laghi generalmente esclusi dagli itinerari principali.[leccoonline]
    • A metà Settecento cambia la sensibilità: si afferma il viaggio romantico, con la ricerca di nuovi scenari (laghi, Dolomiti, Sud Italia) e forme di viaggio meno dispendiose.[leccoonline]
  • Tre fattori che “lanciano” il Lago di Como nell’immaginario europeo:
    1. L’affermarsi della sensibilità romantica.[leccoonline]
    2. L’apertura delle grandi strade verso Stelvio e Spluga e della strada costiera, che trasformano la mobilità e favoriscono paesi come Varenna (stazione di posta).[leccoonline]
    3. Il momento manzoniano: dopo la prima edizione dei Promessi sposi, i luoghi del romanzo diventano meta di visitatori stranieri, anche se poi, con la nazionalizzazione del romanzo, l’interesse internazionale cala.[leccoonline]
  • Viaggiatori e artisti citati o ricostruiti:
    • Figure note come Stendhal e altre meno conosciute, tra cui Frank Randal, finanziato da John Ruskin per dipingere angoli d’Italia “a rischio scomparsa”.[leccoonline]
    • Randal lascia acquerelli lecchesi (Resegone, una “casetta di Lucia” a Bonacina, la rocca di Paré, una casa a Pescate) che, secondo l’autore, non risultano mai pubblicati.[leccoonline]
    • Si segnala anche il passaggio da Lecco di Michail Bakunin, diretto verso Bologna per tentare una rivolta popolare.[leccoonline]
  • Prospettiva culturale e turistica:
    L’autore sottolinea la possibilità di leggere il volume anche come spunto per itinerari culturali, ad esempio ricostruendo percorsi di pellegrini diretti in Terra Santa che da Lugano raggiungevano Menaggio, poi Lecco in barca, e da lì Bergamo e Venezia, suggerendo un legame da riscoprire tra Lago di Como e Venezia.[leccoonline]

Presentazioni ed eventi collegati

Il libro è stato presentato in diversi contesti lecchesi, tra cui:

  • Officina Badoni – Lecco, nell’ambito del programma “Archivi per Lecco”: incontro il 21 aprile 2026, con dialogo tra l’autore e Gianfranco Scotti, centrato su testi e immagini che raccontano Lecco attraverso gli occhi dei viaggiatori stranieri.[officinabadoni]
  • Spazio FBF – Valmadrera, nel ciclo “Scrittori locali 2026”, dedicato ad autori del territorio che hanno pubblicato tra 2024 e 2026; tra gli ospiti figura “Pietro Dettamanti” con Il Grand Tour a Lecco.[in-lombardia]
  • Altre segnalazioni in circuiti culturali locali (BAC Bellano, ecc.) confermano la circolazione del volume nell’area del Lago di Como.[bacbellano]
BATTELLI e Corriere · Berra Pietro · Mostre · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Como due secoli fa. La rivoluzione dei trasporti tra il Lario e lo Spluga, articolo di Pietro Berra in L’Ordine/la Provincia 6 settembre 2026

“Due secoli fa la rivoluzione dei trasporti tra il Lario e lo Spluga”, firmato da Pietro Berra e pubblicato nella sezione L’Ordine de La Provincia di Como il 6 settembre 2026.[laprovinciadicomo][laprovinciadicomo]

Titolo e contesto editoriale

  • Titolo completo: Due secoli fa la rivoluzione dei trasporti tra il Lario e lo Spluga
  • Autore: Pietro Berra (curatore della mostra “Viaggi d’autore sul Lago di Como” al Museo del Paesaggio di Tremezzina)
  • Pubblicazione: L’Ordine / La Provincia di Como, 6 settembre 2026
  • Contesto: L’articolo si collega esplicitamente a due iniziative espositive del 2026:
    • la mostra su Turner a Como (“Turner: l’incanto del Lago di Como e del paesaggio italiano”, Comune di Como con la Tate di Londra);
    • la mostra “Viaggi d’autore sul Lago di Como. Protagonisti, trasporti e paesaggi dal Grand Tour alla Belle Époque” al Museo del Paesaggio di Tremezzina (fino al 1° novembre 2026), di cui Berra è curatore.[laprovinciadicomo][laprovinciadicomo]

Tesi centrale dell’articolo

Berra ricostruisce come, intorno al 1826, il sistema dei trasporti tra il Nord Europa e Milano – e dunque anche il Lago di Como – subisca una svolta tecnologica e organizzativa che rende obsoleti i vecchi servizi di posta e barca corriera e apre la stagione del viaggio “moderno” (vapore, battelli, poi ferrovie, funicolari, tram).[laprovinciadicomo]

Il filo narrativo è chiaro: prima del vapore il viaggio è eroico, lento, rischioso (esemplificato dal quadro di Turner sul Moncenisio); dopo il 1826 diventa più regolare, accessibile e integrato con l’offerta ricettiva, favorendo il turismo culturale e la presenza di grandi scrittori e artisti sul Lario.[laprovinciadicomo]

Punti chiave ricostruiti nell’articolo

1. Il “prima”: il Corriere di Lindau e la barca corriera

  • Corriere di Lindau (o “di Lindò”): servizio di posta e trasporto persone attivo dal 1322 al 1826, per circa 500 anni, sulla tratta Lindau–Milano (325 km), usando lo Spluga come principale valico verso l’Italia.[laprovinciadicomo]
  • Ha contribuito in modo decisivo a inserire il Lago di Como nel circuito del Grand Tour, portando personaggi come Erasmo da Rotterdam (1508) e Goethe (1788).[laprovinciadicomo]
  • Barca corriera: imbarcazione privata (metà Settecento) che collegava Riva di Chiavenna (Lago di Mezzola) a Como, una volta a settimana, con capacità ridotta (circa 15 persone + 30 colli).[laprovinciadicomo]
  • Negli anni Venti dell’Ottocento, tra venti contrari e soste frequenti alle osterie, questo servizio viene progressivamente sostituito dai primi battelli a vapore.[laprovinciadicomo]

2. Il 1826: anno spartiacque

  • 16 agosto 1826: entra in servizio regolare il primo piroscafo a vapore sul Lago di Como, il “Lario”, sulla linea Como–Domaso.[laprovinciadicomo][laprovinciadicomo]
  • Questo avvio accelera la fine del Corriere di Lindau (che termina le corse nel 1826) e segna l’inizio di una navigazione di linea più rapida e affidabile.[laprovinciadicomo]
  • L’articolo lega esplicitamente questa data alla mostra di Tremezzina, che prende spunto proprio dal bicentenario di quel cambiamento.[laprovinciadicomo]

3. Turner come “testimone” del prima e del dopo

  • William Turner nel 1819 è a Como e viaggia ancora con carrozze e barche “pre-vapore”; il suo dipinto Passaggio del Moncenisio: bufera di neve (basato su un’esperienza del 15 gennaio 1820, con carrozza ribaltata) è usato da Berra per mostrare quanto fosse rischioso viaggiare prima della rivoluzione dei trasporti.[laprovinciadicomo]
  • Nel 1843, durante l’ultimo viaggio in Italia, Turner percorre invece la strada dello Spluga e la Viamala e si imbarca sul piroscafo “Veloce”: un testimone, William Lake Price, lo vede realizzare oltre venti schizzi in un’ora e mezza di navigazione, esperienza che Price ricorderà anni dopo come modello di approccio al paesaggio.[laprovinciadicomo]

4. La nascita dell’ospitalità moderna

  • Parallelamente ai trasporti, si sviluppa un sistema alberghiero moderno:
    • Albergo dell’Angelo a Como: uno dei primi punti di riferimento per turisti internazionali; vi soggiorna Turner nel 1819; vi nasce Cosima Liszt (figlia di Franz Liszt) nel 1837; è citato da Mary Shelley nel 1840.[laprovinciadicomo]
    • Genazzini Metropole a Bellagio (aperto nel 1788), che ospiterà Mark Twain nel 1867.[laprovinciadicomo]
    • Trasformazione di vecchie osterie in grand hotel (es. Cadenabbia, residenza principale di Mary Shelley nel 1840) e apertura di ville private a visite (Villa Sommariva/Carlotta, Villa Melzi).[laprovinciadicomo]

5. Ferrovie, linee internazionali e “turisti illustri”

  • 1875–1876: inaugurazione della stazione di Como San Giovanni e apertura del collegamento con Chiasso, che rende lo scalo internazionale.[laprovinciadicomo]
  • Prima dell’Unità, gli austriaci avevano fissato il capolinea a Camerlata, per limitare la circolazione di uomini e idee oltre confine.[laprovinciadicomo]
  • Mark Twain (1867) e Hermann Hesse (1913) lasciano descrizioni entusiastiche dell’arrivo a Como in treno, rispettivamente da Milano e dal Gottardo.[laprovinciadicomo]
  • Ferrovia Menaggio–Porlezza (1884–1939): 12 km, 179 m di dislivello, 50 minuti di viaggio; tra i passeggeri illustri, Franz Kafka (1° settembre 1911), che ne scrive nel diario; oggi la tratta è un percorso ciclo-pedonale.[laprovinciadicomo]

6. Funicolari, tram e i primi cicloturisti

  • Funicolari:
    • Como–Brunate (1894), ancora oggi molto frequentata (circa 1,5 milioni di viaggiatori/anno).
    • Santa Margherita (Ceresio)–Lanzo Intelvi (1907), chiusa nel 1977, oggi oggetto di campagne di ripristino.
    • Prima funicolare sul Lario a Regoledo (1890), legata al Grand Hotel e al suo stabilimento idroterapico.[laprovinciadicomo]
  • Tram elettrici: sperimentati già nel 1899 in occasione dell’Esposizione per il centenario della pila di Volta a Como; le linee tramviarie si moltiplicano fino alla Grande Guerra, collegando Como a gran parte della provincia (allora inclusa Lecco).[laprovinciadicomo]
  • Cicloturismo: già nel 1898, la coppia americana Elizabeth Robins e Joseph Pennell realizza un reportage in bicicletta per The Century Magazine, scegliendo un viaggio lento, “sostenibile”, in netto anticipo sui tempi.[laprovinciadicomo]

Collegamenti con le mostre del 2026

L’articolo funziona anche come testo di accompagnamento alle due mostre citate:

  • la mostra su Turner a Como (con il celebre acquerello di Bellagio dal molo di Menaggio, dipinto nel 1819);
  • la mostra “Viaggi d’autore sul Lago di Como” a Tremezzina, che usa stampe, acquerelli, manifesti, fotografie, modellini, libri di viaggio e oggetti per raccontare la trasformazione dei trasporti e del paesaggio tra Grand Tour e Belle Époque.[laprovinciadicomo][laprovinciadicomo]

Berra invita esplicitamente i lettori a visitare la mostra per avere un “approfondimento conoscitivo e sensoriale” rispetto a quanto raccontato nell’articolo, precisando che il consiglio è “di parte”, essendo lui il curatore.[laprovinciadicomo]

CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival · Musso · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Infanzia abbandonata in Alto Lario e Valtellina dal XVII al XIX secolo, al Museo civico di Musso, 19 settembre 2026

Camminare in COMO città · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Tajana Tino · Vie e Piazze

Via Bernardino Luini, la via dei commerci e la torre nascosta, articolo di Clemente Tajana, in La Provincia, 17 agosto 2026

articolo “La via dei commerci e la torre nascosta”, firmato da Clemente Tajana e pubblicato su La Provincia il 17 agosto 2026, dedicato a via Bernardino Luini a Como. laprovinciadicomo

Contesto e impianto urbano

La via è intitolata al pittore rinascimentale Bernardino Luini, esponente dei “Leonardeschi”, autore di opere nel Duomo di Como (tra cui la pala di San Girolamo). Dal punto di vista urbano, corre parallela al “cardo” (via Adamo del Pero) e incrocia il “decumano” (via Indipendenza), attraversando due antiche contrade: la Contrada della Torrazza e la Contrada delli Asini. laprovinciadicomo

Un percorso tra botteghe, mosaico e Ztl

L’articolo invita a percorrere la via da nord, partendo dallo slargo di via Boldoni, dove sopravvive una delle poche edicole del centro storico. Nel primo tratto spicca un grande mosaico di Nino Lupica (già direttore dell’Accademia Aldo Galli), realizzato negli anni Novanta grazie al finanziamento del negozio Seveso: pannelli di ceramica con figure in stile “picassiano”, due biciclette colorate (simbolo della Ztl e della mobilità dolce), un albero con sei pere (richiamo allo stemma della famiglia Del Pero) e colombe tra le nuvole. Tajana nota che il mosaico è ben conservato, mentre l’intonaco della parete su cui è applicato versa in degrado e richiederebbe una ridipintura. laprovinciadicomo

Lo slargo, pur avendo perso alcune attività storiche (come il negozio di giocattoli Scotti e le bancarelle di frutta e verdura), resta un nodo commerciale importante, soprattutto per i turisti, con negozi moderni e fan shop. laprovinciadicomo

Edifici, insegne storiche e trasformazioni commerciali

Procedendo verso l’incrocio con via Rusconi (Contrada delli Asini), l’articolo segnala:

  • edifici settecenteschi dai colori vari (bianco, rosa, giallo) con balconcini tipici, oggi occupati da insegne contemporanee; laprovinciadicomo
  • lo “stacco” tra due edifici (tra Butti Scarpe ed ex Pastificio Concesa), probabile residuo di un ambitus romano per lo scolo delle acque, oggi chiuso da una vetrina ma leggibile dalle gronde distinte; laprovinciadicomo
  • la memoria del Pastificio Concesa (fondato ai primi del Novecento), censito da Lombardia Beni Culturali per la “trafila” e il “cliché di stampa” della confezione, oggi sostituito da una catena di abbigliamento; laprovinciadicomo
  • al n. 33 la sede di United Colors of Benetton, con cortile coperto da vetrata e portico neoclassico; laprovinciadicomo
  • al n. 43 una casa a due piani con arco romanico e pavimento in piode di Moltrasio, ex Taedo borse, ora boutique che hanno conservato i reperti; laprovinciadicomo
  • al n. 50 un edificio con facciata a graffito rosso, rombi e gigli, e stemma comunale (croce bianca in campo rosso con corona); al piano terra l’Enoteca da Gigi (dal 1930), con antico cassettonato a vista; a fianco la Casa del Biscotto, da oltre mezzo secolo punto di dolci e caramelle. laprovinciadicomo

Superata via Indipendenza, al n. 56 restano le formelle di marmo bianco dell’antica macelleria, con teste di bue scolpite e la coppa con la scritta “Esposizione internazionale Genova 1913”, a ricordo della partecipazione del negozio all’esposizione progettata da Gino Coppedè. laprovinciadicomo

La “torre nascosta”: Torre delli Asini

Il cuore storico-narrativo dell’articolo è la “Torre delli Asini”, visibile adiacente al Caffè Maja (angolo con via Indipendenza). La torre mostra un possente fianco in conci di pietra a vista, con due aperture difensive (ad arco e rettangolari) poi tamponate. Il nome è oggetto di due letture: legato a una famiglia dominante della contrada, oppure al passaggio degli asini che portavano grano al mercato nella piazza. laprovinciadicomo

La facciata verso piazza San Fedele, trasformata in residenza, presenta aperture e balconi con decorazioni barocchette; il restauro ha messo in evidenza l’antica “parlèra” in blocchi di pietra ad arco, da cui il Capitano del Popolo teneva le arringhe ai comaschi radunati nell’antico brolo (oggi piazza San Fedele). Con la costruzione del Broletto e poi del Duomo, la torre perse il suo ruolo di primo “arengario” cittadino. laprovinciadicomo

Tema di fondo: commercio e stratificazione storica

Tajana legge via Luini come uno “spaccato” della città: famiglie dominanti (tra cui i ghibellini Rusconi), botteghe artigiane, poi trasformazioni commerciali contemporanee, con un tessuto che unisce memorie medievali, rinascimentali e novecentesche a nuove dinamiche di consumo e turismo. laprovinciadicomo

BATTELLI e Corriere · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Battelli del Lago di Como: PATRIA e CONCORDIA, gemelli centenari articolo di Flaminio Borgonovo, in La Provincia 27 luglio 2026, pag. 36

L’articolo riguarda il centenario del Concordia e il rapporto gemellare con il Patria, due piroscafi storici del Lago di Como, entrambi costruiti nel 1926. Dai materiali reperibili emerge che “Patria” e “Concordia” sono presentati come “gemelli centenari” nel quadro dei duecento anni della navigazione a vapore sul Lario.[laprovinciadicomo]

Contesto dell’articolo

Nel pezzo di Flaminio Borgonovo su La Provincia si richiama anche la continuità storica della navigazione lariana: il 2026 è l’anno del centenario dei due piroscafi e il 1826 segna l’avvio del servizio regolare a vapore sul lago.[laprovinciadicomo]

Punti emersi dalle fonti

  • Il Concordia è ancora in servizio e viene descritto come l’unico piroscafo a vapore in attività regolare in Italia.[coatesa]
  • Il Patria è il suo gemello, ed è stato per anni al centro di progetti di restauro e recupero.[ilgiorno]
  • La stampa locale ha seguito più volte la vicenda dei due battelli, segnalando sia il loro valore storico sia le criticità legate a personale, impiego e manutenzione.[laprovinciadicomo]
    Centro Storico di Como · COMO città · Palazzi ed edifici · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Tajana Tino · Vie e Piazze

    Via Odescalchi, Como. Clemente Tajana, Palazzi e sculture. Una via da guardare, articolo il La Provincia, 13 luglio 2026

    Nell’articolo del 13 luglio 2026, l’architetto Clemente Tajana guida alla scoperta delle ricchezze architettoniche di via Odescalchi a Como, evidenziando edifici storici come l’ex Casa Mauri.

    Il percorso culturale approfondisce le stratificazioni storiche e i palazzi in pietra che caratterizzano questo asse della città murata a ridosso di Piazza San Fedele.

    Leggi l’articolo completo su La Provincia di Como. [1, 2]

    [1] https://www.laprovinciadicomo.it

    [2] https://www.laprovinciadicomo.it

    CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival · de Benzi 17 - Torno · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Torno

    Eventi culturali alla Associazione Via De Benzi, 17, Torno: luglio 2026

    BIOGRAFIA, biografie · Biografie di persone · CULTURA e CULTURA LOCALE · STORIA LOCALE E SOCIETA'

    Alberto Longatti, 21 agosto 2023: Luoghi, ritratti, racconti, a cura di Paolo Donà, New Press edizioni, 2026

    Il libro “Alberto Longatti, 21 agosto 2023: luoghi, ritratti, racconti”, curato da Paolo Donà e pubblicato da New Press Edizioni, è un’opera biografica e documentale dedicata alla memoria e al pensiero critico di Alberto Longatti, una delle figure intellettuali e giornalistiche più autorevoli e apprezzate del territorio comasco. [1, 2, 3, 4]

    Contenuti dell’opera

    Il volume nasce come testimonianza di una lunga e approfondita intervista concessa da Alberto Longatti proprio il 21 agosto 2023.

    Il testo si articola attraverso diversi nuclei tematici: [4]

    • Le “ultime parole libere”: Ampi estratti e trascrizioni del dialogo estivo, che restituiscono la vivida voce e l’acutezza dell’intellettuale. [1, 4]
    • Mosaico di saggi storici: Contributi scelti che approfondiscono la storia del Novecento e la cultura locale attraverso la lente critica del protagonista. [1]
    • Ambiti culturali: Il racconto attraversa le grandi passioni e i campi di studio di Longatti, spaziando dall’architettura al giornalismo, passando per il teatro, il cinema e l’arte visiva. [4]
    • Apparato documentale: Il libro è arricchito da un dettagliato corredo di note e approfondimenti utili a ricostruire la sensibile missione divulgativa dell’autore. [1, 4]

    Il progetto editoriale si inserisce all’interno di una riscoperta più ampia: la sua uscita si accompagna alla presentazione del docufilm “Alberto Longatti. Una vita lunga un secolo”, diretto da Giovanni La Rosa e prodotto dal Centro Studi Massimo Bontempelli. [4]

    Recensioni e accoglienza critica

    L’opera è stata accolta calorosamente dall’ambiente culturale lombardo, trovando una vetrina importante nelle presentazioni ufficiali durante gli eventi di Parolario OFF. [4]

    I principali commenti e riscontri della critica mettono in evidenza:

    • Valore testimoniale: Viene recensito come uno strumento fondamentale per preservare la memoria storica e culturale del Novecento lariano, celebrando un uomo capace di fare della divulgazione un’opera di sensibilità e rigore. [1]
    • Stile narrativo e critico: I lettori e la stampa locale, come evidenziato dalle pagine culturali de La Provincia di Como, ne lodano la capacità di unire il racconto dei luoghi fisici e dei ritratti umani alla lucidità dell’analisi storica, rendendo il libro un tassello cruciale per comprendere l’identità del territorio di frontiera. [3, 6, 7]

    fonti informative

    [1] https://www.newpressedizioni.com

    [2] https://www.newpressedizioni.com

    [3] https://www.laprovinciadicomo.it

    [4] https://coatesa.com

    [5] https://www.laprovinciadicomo.it

    [6] https://www.laprovinciadicomo.it

    [7] https://www.newpressedizioni.com

    BIOGRAFIA, biografie · Biografie di persone · Porta Musa Carla · STORIA LOCALE E SOCIETA'

    Carla Porta Musa, Il tuo cuore è il mio (1952), NodoLibri editore, 1992

    vai a

    BIOGRAFIA, biografie · Biografie di persone · Porta Musa Carla · STORIA LOCALE E SOCIETA'

    Carla Porta Musa, Lampi al magnesio. Antologia Lariana (NodoLibri, Como 1991), raccoglie in forma antologica gli scritti “lariani”

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    de Benzi 17 - Torno · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Torno

    Il sacco di Torno. Quel ‘500 di sangue, articolo di Gianfranco Manfredi in La Provincia 8 giugno 2026, pag. 38-39

    sito del quotidiano La Provincia: https://www.laprovinciadicomo.it/

    L’articolo di Gianfranco Manfredi su La Provincia (8 giugno 2026) rievoca il brutale “Sacco di Torno” dell’11 giugno 1522, quando le truppe fedeli a Carlo V devastarono il borgo alleato dei francesi.

    Il pezzo si inserisce nella riscoperta storiografica locale promossa da realtà come la Società Storica Comense e l’associazione “Via de Benzi 17”. [1, 2]

    [1] https://www.societastoricacomo.it

    [2] https://coatesa.com

    Il sacco di Torno dell’11 giugno 1522 rappresenta una delle pagine più drammatiche e violente delle Guerre d’Italia del XVI secolo sul Lago di Como.

    Il borgo lariano subì una totale distruzione per mano delle truppe imperiali spagnole e dei soldati di Como, fedeli a Carlo V d’Asburgo e a Francesco II Sforza, come punizione esemplare per la sua alleanza strategica con la Francia. [1, 2, 3]

    Il contesto geopolitico

    Nel 1522, il territorio milanese era il principale campo di battaglia tra il re di Francia Francesco I e l’imperatore Carlo V. [3, 4]

    • Torno era un borgo florido, ricco di opifici tessili e fortificato, posizionato in modo cruciale sul lago. Aveva scelto di schierarsi apertamente con la fazione filo-francese. [1, 2, 5]
    • Como, al contrario, sosteneva la fazione imperiale e sforzesca. La rivalità tra i due centri non era solo militare, ma anche economica e commerciale. [1, 6]

    La dinamica dell’attacco

    L’11 giugno 1522, una flotta militare partita da Como sbarcò a Torno. Le truppe d’assalto erano guidate dal condottiero Gian Giacomo Medici, noto storicamente come il “Medeghino”, affiancato dal capitano di ventura Villachiara.
    Le difese del borgo, che ospitavano un contingente di soldati francesi, vennero travolte dalla brutalità della manovra. [1, 2, 5, 7]

    Il massacro e le conseguenze

    L’episodio si trasformò rapidamente in una carneficina: [2]

    • Distruzione totale: Il borgo fu messo a ferro e fuoco. Le cronache dell’epoca descrivono tetti ridotti in cenere e violenze indiscriminate finché vi furono abitanti da uccidere. [2]
    • Esodo dei sopravvissuti: Molti cittadini cercarono scampo via lago sui moli, fuggendo verso l’alto lago, la Svizzera o la bergamasca. [1, 2]
    • Declino economico: Torno perse la sua antica prosperità. Solo alla fine del Cinquecento i discendenti dei sopravvissuti tornarono per ricostruire il paese sulle sue stesse macerie. [1]

    A testimonianza della violenza degli scontri nel porto, durante le operazioni di bonifica subacquea del XIX e XX secolo sono stati rinvenuti numerosi armamenti risalenti proprio a quell’epoca. [1]

    fonti informative

    [1] https://www.halleyweb.com

    [2] https://lagodicomo.jimdofree.com

    [3] https://www.youtube.com

    [4] https://www2.edu.lascuola.it

    [5] https://st.ilsole24ore.com

    [6] https://www.laprovinciadicomo.it

    [7] https://www.instagram.com

    BIOGRAFIA, biografie · Biografie di persone · Porta Musa Carla · STORIA LOCALE E SOCIETA'

    Carla Porta Musa, Quaderno rosso. Incontri, DialogoLibri, 2002

    Il volume “Quaderno rosso. Incontri” è un’opera della scrittrice e saggista comasca Carla Porta Musa, pubblicata nel 2002 dalla casa editrice DialogoLibri. [1, 2, 3]

    Caratteristiche dell’opera

    • Genere: Raccolta di memorie, riflessioni personali ed elogi biografici dedicati a figure ed incontri significativi della vita dell’autrice. [1]
    • Contesto editoriale: Il libro fa parte di un ciclo di pubblicazioni nate dall’opera originaria Quaderno rosso (la cui primissima edizione risale al 1954 per l’Editoriale Comense). L’edizione del 2002 approfondisce la serie degli “Incontri”, a cui è seguito nel 2004 il volume Quaderno rosso. Incontri 3. [1, 4, 5]
    • Contenuti: All’interno del testo, l’autrice ripercorre i legami con personalità della cultura, della società e della realtà locale (come la successiva memoria per Carla Bignami), offrendo uno spaccato intellettuale del Novecento italiano. [5, 6]

    L’autrice

    Carla Porta Musa (Como, 15 marzo 1902 – Como, 10 ottobre 2012) è stata una delle figure più longeve e rilevanti del panorama culturale lombardo. Animatrice di celebri salotti letterari, è stata poetessa e romanziera, legata da profonda amicizia a intellettuali del calibro di Benedetto Croce, Salvatore Quasimodo e Dino Buzzati.

    Gran parte della sua produzione e dei suoi manoscritti inediti sono oggi custoditi presso la Biblioteca Comunale di Como. [1, 7, 8]

    [1] https://antemp.com

    [2] https://mappeser.com

    [3] https://coatesa.com

    [4] https://www.ebay.it

    [5] https://coatesa.com

    [6] https://coatesa.com

    [7] https://coatesa.com

    [8] https://www.ibs.it