ex Ticosa · Officina Como · Officina della Musica

L’idea/progetto di OFFICINA COMO per la ex TICOSA, ritagli dai quotidiani La Provincia di Como e Corriere di Como,8 e 9 febbraio 2019

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AUTORI · ex Ticosa · Officina Como · Tajana Tino · urbanistica

sul destino futuro della ex TICOSA: conversazione cittadina fra Paolo Ferrario e TINO TAJANA, COMO, 9 febbraio 2019

Scrive Tino Tajana a Paolo Ferrario

Carissimo Paolo,

volevo spiegare la mia posizione tecnica sul progetto Ticosa con calma; l’altra sera ero nervoso perché per trent’anni mi sono occupato di Ticosa e piangendo l’ho vista demolire con i fuochi d’artificio!.

Como ha lì la sua “necropoli”: lo straordinario cimitero monumentale.

Gli Etruschi costruivano i loro abitati e il tempio in cima al colle e le necropoli alla base di esso; vicino alle necropoli insediavano i luoghi di lavoro: le fucine del ferro, la produzione di vasellame, ma mai le abitazioni.

Veniamo al caso Ticosa.

L’area era la pertinenza agricolo-produttiva del borgo di San Rocco sino a fine ‘800 (cereali e ortaggi); poi  la industria tessile ha iniziato a costruire un primo opificio e  si è incrementata sino a occupare l’intera area da San Rocco a San Rocchetto. Quindi la produzione agricola si è convertita nella produzione tessile senza la presenza di alcuna abitazione.

L’idea di Officina di  farci un luogo di alta innovazione tecnologica e di creatività è ottima, perché questa è l’unica ipotesi di produzione proponibile oggi per far fronte alla disoccupazione giovanile.

L’errore sta nel volervi costruire le residenze con l’obiettivo dell’housing sociale, che può essere giustamente applicato in tutte le parti di una città articolata come Como.

Nessuno dei dieci urbanisti europei , che ho conosciuto in decenni, ha ritenuto l’area idonea alla residenza perché male esposta e perché la residenza è “antipolare” e chiuderebbe (per difesa) la permeabilità del comparto; peraltro contribuirebbe alla eccessiva cementificazione di un’area che deve riavere una consistente dotazione di verde.

Ho lavorato in questi anni presso ComoNext a Lomazzo, dove sono stati realizzati nel complesso ex-Somaini molti alloggi che sono quasi tutti  vuoti, ma i pochi abitati non lo sono da parte dai creativi che lavorano in ComoNext.

L’idea di far abitare il “people” vicino ai posti di lavoro è del capitalismo ottocentesco e l’interpretazione illuminata che ne ha dato nel ‘900 Adriano Olivetti è anch’essa fallita (vedasi Ivrea).

Nessun creativo vorrà abitare in Ticosa (area non attraente) ma preferirà, come hai fatto tu, abitare in città murata o in riva al lago.

Ne deriva che la proposta lodevole di Officina si basa su presupposti produttivo/innovativi validi, ma su prospettive residenziali non corrette.

Molto meglio le riconversioni abitative ipotizzate da te e da Garganigo! (riferimento a: https://tinyurl.com/y5bj8zs8)

Teniamo conto inoltre che a Como vi è una infinità di vani residenziali vuoti e che si potrebbe intervenire proprio lì con l’housing sociale.

Ritengo inoltre che in questa città, divisa tra Guelfi e Ghibellini in continua guerra, la Ticosa potrà avere una soluzione fattibile solo nella ricerca della “solidarietà comunale” come è avvenuto a livello nazionale nello stendere la Costituzione e a livello locale nelle amministrazioni delle vicine città pedemontane.

Scusami della foga dell’altra sera, ma ho molto sofferto quando ho visto demolire la Ticosa e l’appena restaurato edificio a shed dove, anche con il mio appassionato lavoro,  era stata realizzato lo spazio mostre più interessante e richiesto della Provincia!

Con stima e affetto. TINO TAJANA


Risponde Paolo Ferrario a Tino Tajana

TINO !!!
TI RINGRAZIO !!!
sono commosso dalla passione esperienziale, architettonica e storica del tuo discorso
quando ti dico che tu “sei il più profondo conoscitore di questa città” sono sincero: tu conosci ogni luogo (ed ogni sasso) del magnifico e (unico al mondo)  spazio dove abbiamo avuto la fortuna di vivere
lo dimostra la tua competenza argomentativa di questo testo  ricco di utili riferimenti storico ambientali
leggendo la storia urbana dello spazio della ex Ticosa dici che sarebbe sbagliato mettere lì delle residenze.
e per me SEI CONVINCENTE
non avevo pensato a questi aspetti ed HO IMPARATO
anche per me lo “spazio residenziale massimo” è il centro storico
occorre attrarre lì gli abitatori del luogo e del tempo (come direbbe il mio terapeuta filosofo Emanuele Severino)
penso all’ex albergo diurno di via Volta
ma penso a tutti gli appartamenti che andrebbero riconvertiti nel CENTRO STORICO per fare housing sociale. Opportunamente curata sul piano delle barriere architettoniche Como è città protesica e proteggente
e questo sia per l’invecchiamento demografico, sia per le giovani famiglie.
E’ la CONNESSIONE che mi ispira.  Como ha due stazioni ferroviarie con circa 4 corse all’ora per raggiungere sia  i paesi limitrofi che la metropoli europea di Milano (ci sono treni che arrivano in Porta Garibaldi in 36 minuti !!!)
è il centro storico lo spazio da vivere. a due passi dalla funicolare e con i battelli che arrivano a Torno e Moltrasio in 25 minuti
e mi fa anche tantissimo piacere che tu condivida l’idea della ex Ticosa come luogo di laboratori per la tecnica, lo studio, la scienza l’arte, gli incontri pubblici, la musica, il teatro …
vedo già i percorsi: si va alla ex Ticosa ad una mostra, si va ad un corso sulle nuove tecniche;  MAGARI SI VA AD UNO SPETTACOLO TEATRALE; si fa formazione; si va alla presentazione di un libro e poi in 10 minuti  si torna di nuovo di nuovo nella splendida estensione di un soggiorno di casa che è il centro storico
e con l’assistenza domiciliare potranno farlo anche le persone in situazione di non autosufficienza
insomma:
GRAZIE per il tuo scritto
e ora TI CHIEDO L’AUTORIZZAZIONE A PUBBLICARLO nei miei due blog . pubblicherei la tua mail e la mia risposta come ho già fatto nell’altra conversazione con Carla (https://tinyurl.com/yxro57ld)
avere un blog è come avere un giornaletto personale
In fondo dici qui quello che hai detto l’altra sera alla biblioteca,  quando c’era l’emozione della comunicazione orale. Avresti solo allargato il tuo uditorio
insomma VORREI TANTO FARE MEMORIA di questo nostro ragionare e comunicare ed estendere la nostra riflessione ad altri
poi se vorrai ci vediamo da qualche parte a parlarne a voce. anche perchè sono contentissimo che hai apprezzato l’idea/progetto dei MAP mini appartamenti protetti per la non autosufficienza ed integrati con i servizi  domiciliari. Gianfranco Garganigo, a quei tempi, fu l’unico ad apprezzarla e a sostenerla, forte della sua esperienza di dirigente dell’Auser comasca (https://tinyurl.com/y5bj8zs8)
saluti carissimi
ex Ticosa · Officina Como

sul FUTURO della ex TICOSA (42 mila mq a 10 minuti dal centro storico di Como): carteggio fra un SETTANTENNE (Paolo Ferrario) e una OTTANTASEIENNE, 9 febbraio 2019


1° lettera, 8 febbraio 2019:  Paolo Ferrario a ***

cara ***
hai visto giusto
la idea/proposta di OFFICINA COMO è intelligente e lungimirante. E proiettata sul futuro delle prossime generazioni.
Passare dalla IDEA , al PROGETTO e poi alla REALIZZAZIONE (la politica è sempre sintetizzabile in questi tre punti) sarà estremamente difficile
Anche se temo che finirà nella palude dei conflitti localistici tipo “rusca e vittani” (in rigoroso minuscolo)
provo a mettere in atto la massima di “pessimismo dell’intelligenza e ottimismo della volontà” (ANTONIO GRAMSCI che citava Romain Rolland)
Qui i miei appunti della serata di ieri sera. Prendo sempre appunti agli incontri e convegni: la calligrafia è pessima per i “lettori” (ma non per l'”autore”) , ma mi “fanno memoria” ed evitano le chiacchiere da bar (semmai vengo a trovarti e ti faccio una sintesi verbale)

https://coatesa.com/2019/02/08/lidea-di-officina-como-per-il-recupero-dellarea-della-ticosa-appunti-dellincontro-tenuto-alla-biblioteca-di-como-7-febbraio-2019/

saluti molto cari

2° lettera,  9 febbraio 2019: *** a Paolo Ferrario
Grazie mille Paolo…
avendo letto i vari articoli sull’argomento sono riuscita a capire una buona parte dei tuoi appunti.
Purtroppo Como non riesce a sbloccarsi di dosso la mentalità “dei cumasch”…non riesce a volare….in avanti…in alto…ad avere un pò di coraggio e lasciare alle spalle burocrazia, invidie, ignoranza, ottusità, ecc……
Ma non dobbiamo mollare: dobbiamo parlarne in tutti i modi e canali possibili, coinvolgere i giovani, l’Università, gli industriali più aperti al cambiamento….i cittadini devono sostenere questo progetto, discuterne, fare opposizione all’ottusità dei nostri limitatissimi governanti locali.
Stavolta per la Ticosa non dobbiamo mollare !!!!!
Ho letto la proposta del campo di calcio: per l’amor di Dio….faccio il sit-in con il mio motorino handi. per bloccare le ruspe!
Paolo – grande divulgatore on line – trova nuove idee per far parlare il progetto oltre i pochi articoli di questi giorni che avranno già finito le loro cartucce…davanti alle paure di Landriscina e alle c….di Butti and co.
Rilancia su tutti fronti !
GRAZIE.
Buone ore per nuove idee….

2° lettera,  9 febbraio 2019: Paolo Ferrario a ***

CIAO ***
apprezzo molto la tua intelligenza architettonica che ti ha fatto vedere gli aspetti positivi della proposta di Officina Como. Tanto più apprezzabile perchè vai verso gli 86 anni ! sei un miracolo della demografia
quello PER la ex Ticosa sarà un percorso difficile e ad esito incerto. Tuttavia il percorso E’ INIZIATO . E durerà un decennio
Mi sembra che Officina Como abbia notevoli capacità nello stringere alleanze culturali: in sala c’erano architetti favorevoli e (in generale) un clima positivo. E Traglio mi sembra in sintonia con il progetto. Ma i conflitti ideologici della politica non aiuteranno. Spero entri in campo l’ordine degli architetti e magari l’ANCE (costruttori edili)
io farò il mio lavoro di sempre: DOCUMENTARE, DIFFONDERE, CONDIVIDERE
e lo farò con due dei miei blog:
oggi (febbraio 2019) siamo alla IDEA.
Occorrono PROGETTI.
e per passare alla REALIZZAZIONE occorrerà innanzitutto trovare i soldi per la bonifica dell’amianto giacente in zona. Ecco perchè occorrono partner economici!
la parola tecnica è FATTIBILITA’ dei progetti
io spero in una intelligenza collettiva. Anche se il quadro è “Ottimismo della volontà e pessimismo dell’intelligenza”
comunque : ancora complimenti per la tua “visione lunga”
ciao a te e a voi
Paolo Ferrario

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Cortesella · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Via Muralto, Piazza Perretta

Como: la demolizione del quartiere della CORTESELLA (1938-1946), VIDEO dell’allora “Cineguf”

Alla vigilia della demolizione del quartiere della Cortesella, ormai condannato dalla sua cattiva fama e dalle sue cattive condizioni, il Comune di Como diedi incarico al Cineguf, cioè il circolo cinematografico dei Gruppi Universitari Fascisti, di realizzare un documentario che tramandasse l’epica impresa della demolizione.

 

Gli edifici che oggi si affacciano su piazza Perretta e su via Pietro Boldoni, nonché tutte quelle strutture orientate sull’attuale via Piero Gobetti, sono il risultato di una fase di rinnovamento e di pianificazione urbanistica avvenuta nella prima metà del Novecento, in cui i nuovi percorsi urbani si caratterizzarono di  direttrici prolungate con estensioni da Piazza del Duomo, centro del potere politico e religioso, sino al porto, nucleo del commercio cittadino. L’intero quartiere, denominato in tempi antichi “Cortesella” era un complesso insieme di unità edilizie accorpate ai limiti del parossismo, addensate in una porzione della città con il più alto valore del terreno, con una distribuzione inusuale che bloccava ogni passaggio diretto alle sponde del lago, obbligando le strade a prendere delle curvature sconvenienti e non più adeguate al contesto novecentesco della città. (DA http://webgis.como.polimi.it/GIScourse10/como_hist_utente23/html/cortesella_it.html)

 

 

ex Ticosa · Officina Como

l’idea di OFFICINA COMO per il recupero dell’area della ex TICOSA (42.000 mq a dieci minuti dal centro storico di COMO): uno spazio per la creatività tecnica, scientifica, formativa, artistica. Appunti dell’incontro tenuto alla Biblioteca di Como, 7 febbraio 2019


pagina facebook di OFFICINA COMO:

https://www.facebook.com/officinacomo/


Appunti di Paolo Ferrario, 7 febbraio 2019

la idea/proposta di OFFICINA COMO è intelligente e lungimirante. E proiettata sul futuro delle prossime generazioni.
Passare dalla IDEA , al PROGETTO e poi alla REALIZZAZIONE (la politica è sempre sintetizzabile in questi tre punti) sarà estremamente difficile
Anche se temo che finirà nella palude dei conflitti localistici tipo “rusca e vittani” (in rigoroso minuscolo)
provo a mettere in atto la massima:
 “pessimismo dell’intelligenza e ottimismo della volontà
(ANTONIO GRAMSCI che citava Romain Rolland)
Qui i miei appunti della serata di ieri sera. Prendo sempre appunti agli incontri e convegni: la calligrafia è pessima per i “lettori” (ma non per l'”autore”) , ma mi “fanno memoria” ed evitano le chiacchiere da bar. “Verba volant, Scripta  manent

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vedi anche:

COMO, un PIANO DI RECUPERO DELLA TICOSA (42.000 metri quadrati a dieci minuti dal centro storico), a cura di OFFICINA COMO, presentazione il 7 febbraio 2019, ore 20 e 30 alla Biblioteca di Como

https://coatesa.com/category/como-citta/ex-ticosa/

CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival · Storia e Economia · STORIA LOCALE E SOCIETA'

ORIENTALISMO, Quattro incontri con Chiara Buss per analizzare secoli di stretti contatti e scambi tra la cultura asiatica e quella mediterranea e, più tardi, tra quella europea e le specifiche culture di Cina, India e Giappone, a cura di FAR Fondazione Antonio Ratti, 21, 28 febbraio e 7, 14, 21 marzo 2019

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Corso “ Colore”, 22 marzo – 21 aprile 2018

ORIENTALISMO
con Chiara Buss e la partecipazione speciale di Sophie Desrosiers

 

21, 28 febbraio e 7, 14, 21 marzo 2019

 

Quattro incontri con Chiara Buss per analizzare secoli di stretti contatti e scambi tra la cultura asiatica e quella mediterranea e, più tardi, tra quella europea e le specifiche culture di Cina, India e Giappone. Un fluire continuo di merci e idee che, in Europa, fu tradotto in tecniche tessili, disegni e fogge d’abbigliamento della cui origine “esotica” si è spesso persa memoria. Oppure si è manifestato in “stili” totalmente rivisti dall’immaginario occidentale e che poco avevano in comune con la cultura che imitavano.

 

Complementare a questo panorama, un incontro molto speciale con Sophie Desrosiers per analizzare un fenomeno simile, fatto di influenze reciproche tra le diverse culture delle Ande, perfettamente rappresentato dalle tecniche di tessitura, “arte maggiore” delle antiche culture che popolarono il Perù.

 

A ogni conferenza seguirà discussione a tema sui reperti conservati nella Collezione
Tessile della Fondazione Antonio Ratti.

 

PROGRAMMA

 

21 febbraio, h. 16,00 – 18,30
Chiara Buss
Dall’Asia Centrale al bacino del Mediterraneo, V-VIII secolo. Dal mondo islamico a
quello cristiano, IX- XIX secolo


28 febbraio, h. 16,00 – 18,30
Chiara Buss
La visione del Katai nei tessili europei. Cineserie, dal XIV al XX secolo


7 marzo, h. 10.00 – 12,30 / 13,30 – 16,00
Sophie Desrosiers
Les textiles des Andes: techniques et motifs dans un monde en miniature

d’influences réciproques entre les hautes terres et la côte sud-centrale du Pérou,
depuis le IIIe siècle avant J.-C. jusqu’à la fin de l’empire inca en 1532
(I tessuti delle Ande: tecniche e disegni in un micro-cosmo di influenze reciproche tra le
aree di montagna e la costa centro-meridionale del Peru, dal III secolo a.C. sino alla
caduta dell’impero inca nel 1532)
La lezione sarà tenuta dalla docente in lingua francese e tradotta in italiano dalla
dottoressa Buss. Il dibattito si terrà in italiano.


14 marzo, h. 16,00 – 18,30
Chiara Buss
Le indianerie. Tessili e fogge dalla Persia Safavide, dal Cashmere e dall’impero

Moghul, XVII- XIX secolo


21 marzo, h. 16,00 – 18,30
Chiara Buss
Le giapponeserie. L’influenza del kimono e dell’arte giapponese sul concetto

europeo di corpo e spazio, 1860’s – 1980’s


TARIFFE


Lezione Chiara Buss (lezione singola): 75 Euro
Giornata di studio con Sophie Desrosiers: 150 Euro
Pacchetto di 5 incontri: 400 Euro
Pagamento anticipato alla prenotazione.


ISCRIZIONI


Le iscrizioni al corso sono a numero chiuso.
Sarà possibile iscriversi fino all’esaurimento dei posti disponibili scrivendo a
info@fondazioneratti.org o chiamando la segreteria della FAR al numero
+39 031 3384976.
Il corso prenderà il via al raggiungimento di un minimo di 10 iscritti.

Centro Storico di Como · CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival · STORIA LOCALE E SOCIETA'

THESAURUS COMENSIS, le MONETE DI VIA DIAZ, ciclo di conferenze sul contesto storico del ritrovamento, a cura della Società Archeologica Comense, 7, 14, 28 febbraio 2019

In seguito alla strepitosa scoperta di 1000 monete d’oro, avvenuto nel 2018 in Via Diaz a Como, la Società Archeologica Comense propone una serie di conferenze per far luce su questo straordinario ritrovamento.

Com’era la città nel V secolo, epoca dell’occultamento del tesoro?
Perché era stato nascosto?
Quali altri tesoretti conosciamo, in questa medesima area?
Come venivano difesi la città e il territorio comaschi?

Thesaurus Comensis

ex Ticosa · Officina Como

COMO, un PIANO DI RECUPERO DELLA TICOSA (42.000 metri quadrati a dieci minuti dal centro storico), a cura di OFFICINA COMO, presentazione il 7 febbraio 2019, ore 20 e 30 alla Biblioteca di Como


Paolo Ferrario: mia breve sintesi al 7 febbraio 2019:

1 Officina Como fa una proposta di recupero

2 la giunta di centrodestra del Comune di Como (prima ancora di entrare nel merito della proposta) la respinge prima ancora di discuterla

3 l’associazione Civitas (prima ancora di entrare nel merito della proposta) , attraverso l’ex assessore di centro sinistra Bruno Magatti dice:  “Si ha la sensazione, in questi giorni, di protagonismi generosi che suonano però come fughe in avanti perché precedono, appunto, la definizione delle regole e come tali sono destinati a generare imbarazzi, resistenze e polemiche a motivo della loro intempestività.”

(fonte informativa: https://www.civitascomo.it/di-nuovo-ti-cosa-ma-prima-ci-sono-il-come-e-il-perche/?fbclid=IwAR0Fu2gxP8SSk8raUKOg2VGo_AEPxqEnpmiSxvy2xz35tfQ_sVuOkSA2r90)


il comunicato di Como, piano Ticosa bocciato «Si può fare anche senza i fondi Cariplo» – Como città Como

A poche ore dalla bocciatura in commissione del progetto Ticosa, i vertici di “Officina Como” questa sera spiegheranno alla città in un incontro pubblico (alle 20.30 in biblioteca) il loro piano che comprende l’hub della creatività, housing sociale oltre ad attività commerciali e parcheggi. Sul palco ci saranno il presidente Paolo De SantisGerolamo SaibeneAngelo Monti ed Enrico Lironi.

E proprio Lironi spiega la scelta di illustrare il progetto ai cittadini. «Per noi si tratta di un’occasione interessante e per questo la presentiamo alla città. Poi sarà il Comune, titolare della proprietà dell’area, a dire se piace e se è intenzionato a proseguire con il progetto. Ci sembra giusto mettere i cittadini a conoscenza di questa proposta». Poi prosegue dicendo: «Il nostro è un contributo per il rilancio, ma poi chi dovrà eventualmente portarlo avanti sarà l’amministrazione se ritiene l’idea utile. Capiamo che il Comune debba fare tutti gli approfondimenti, ma ci sono anche dei tempi da rispettare se si vuole approfittare del contributo Cariplo. Altrimenti, se si ritiene che l’intervento sia valido, sarà l’amministrazione a quel punto a farsi carico di trovare altri fondi. Per ComoNext avevamo acquisito il contributo emblematico che era stato estremamente importante per abbassare i costi».


ancora sui rusca e vittani:

Como urbana: il “metodo Rusca e Vittani”: i No Libesking, i SI’ Libesking … e ora (febbraio 2019) le faide ex Ticosa e poi …


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DATI STATISTICI sulla presenza di POPOLAZIONE STRANIERA a Como, da La Provincia di Como, 2019

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COMO città · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Lorenzo Marazzi, LE ACQUE DI COMO, postfazione di Alberto Longatti, edizioni della Famiglia Comasca, collana di storia, dicembre 2018. Articolo di Rosaria Marchesi in La Provincia 10 gennaio 2019. Indice del libro

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Brianza · Cani Fabio · COMO città · FOTOGRAFIE · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Lario · Libri su Como e il Lario · Monizza Gerardo · Nodo Libri · Pittura · STORIA LOCALE E SOCIETA'

CANI FABIO, MONIZZA GERARDO, iCOMOGRAFIE. 365 storie per immagini da Como, Lario e Brianza, NodoLibri, 2018, p. 400

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iCOMOgrafie
365 storie per immagini da Como, Lario e Brianza

Scritto da Fabio Cani e Gerardo Monizza 

> 400 pagine a colori

> 375 immagini (tra fotografie, cartoline, stampe d’epoca, riproduzioni di dipinti, immagini di cronaca…)

> formato 15 x 24 cm

> elegante confezione (rilegatura “filo refe” e sovraccoperta)

> 25 euro (anziché 29) per chi acquista presso la nostra sede di Como (via Borsieri 16)

365 immagini: bastano? Sono sufficienti per “illustrare” e per scrivere la storia di un territorio, delle persone che lo vivono, di quelle che vi lavorano, che lo hanno amato, magari combattuto? Bastano per dire quante cose brutte e belle sono capitate nei secoli? No, certo. Tuttavia, ad ogni immagine di questo libro corrisponde una sollecitazione e questa narrazione ci riporta (attraverso la mediazione delle figure) al passato e al presente.

Non è detto che ci sia storia nelle intenzioni originali di chi produce un’immagine. Il risultato è segno o colore o luce su una lastra o pixel in un “jpg”: pura chimica, fisica o forma digitale. Tutto diventa storia solo nella lettura consapevole. Non c’è ormai nessuno che si intestardisca a negare il valore documentario delle immagini. Certo: bisogna applicarsi a “leggerle”, come si fa con le parole, senza limitarsi a guardarle con la coda dell’occhio. Alcune foto sono in primo luogo arte, ma quindi anche comunicazione e storia (quantomeno del soggetto, dello stile, del realizzatore). Anche pitture, cinema, televisione possono servire a ricostruire un ambiente, un orizzonte, un contesto culturale. In maniera “leggera”, a volte. Ma questo non ci pare un difetto.

Si sono scelte 365 immagini perché così vuole l’anno: persone, ricordi, situazioni, tradizioni, fantasie, progetti, luoghi, percorsi, lavori, prodotti… migliaia di occasioni di vita sono riassunte nelle poche righe di ciascuna scheda di questo libro. Ovviamente è stata necessaria una sintesi. Tuttavia, ogni immagine può essere utile ai lettori, affinché si possano riprendere quel che appartiene loro, ma che – magari – hanno dimenticato da qualche parte o addirittura perduto.

iCOMOgrafie, repertorio di storie ricavate dalle immagini, segue idealmente XXCO. L’architettura del XX secolo in provincia di Como pubblicato in due tomi (2017 e 2018). Entrambe le edizioni nascono dal collegamento tra web, editoria digitale e tradizionale, portando storie, notizie e immagini da internet alla carta, passando dai sistemi di lettura informatici più contemporanei.

365 tessere della loro memoria personale e collettiva.
Duemila anni di storia della città e del territorio.

Seta e industria tessile comasca

MUSEO DELLA SETA, the SILK MUSEUM, Como, Via Castelnuovo n. 9

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