Fel, Ferrario Enrico Luigi · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Lario · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Ul Tivan

Appunti storici e biografici su: Enrico Luigi Ferrario, noto come Fel, e il Palio remiero del Lario (1947-1972)

Enrico Luigi Ferrario, noto come Fel, è stato un giornalista e un importante promotore della cultura remiera sul Lago di Como. Nato il 21 marzo 1893, Ferrario ha avuto un ruolo fondamentale nella creazione e nello sviluppo del Palio del Lario, che ha avuto la sua prima edizione nel 1947.

Ruolo nel Palio del Lario

  • Ideatore: Ferrario è considerato l’ideatore delle regate con le tradizionali imbarcazioni chiamate “Lucie”. La sua visione ha portato alla rinascita delle competizioni remiere, creando un evento che celebrava non solo lo sport, ma anche l’identità culturale della comunità lacustre[1][5].
  • Promotore della Tradizione: Sotto la sua direzione, il Palio del Lario è diventato un simbolo della tradizione locale, attirando partecipanti e spettatori da tutta la regione. Ferrario ha lavorato instancabilmente per mantenere viva la manifestazione e per promuovere il turismo sul lago[1][4].

Sospensione del Palio nel 1972

La sospensione del Palio del Lario nel 1972 è stata in gran parte influenzata dalla frustrazione di Ferrario riguardo a comportamenti scorretti e infrazioni alle regole durante le competizioni.

  • Disappunto e Dichiarazione di “Basta”: Ferrario espresse il suo disappunto per l’andamento della manifestazione, sottolineando che episodi di vandalismo e sotterfugi avevano minato lo spirito originale del Palio. Questo culminò in una sua famosa dichiarazione di “basta”, che portò alla decisione di sospendere l’evento. Nonostante il fascino e l’entusiasmo che circondavano il Palio, Ferrario ritenne che non fosse possibile continuare in tali condizioni[1][5][6].

Conclusione

Enrico Luigi Ferrario ha avuto un impatto duraturo sulla cultura remiera del Lago di Como attraverso il Palio del Lario. La sua passione per la tradizione e il suo impegno nel promuovere l’evento hanno lasciato un’eredità significativa, anche se la sospensione del Palio nel 1972 rappresentò un momento critico nella storia della manifestazione. Dopo diciassette anni, il Palio fu ripristinato nel 1988 grazie all’impegno dell’Associazione “Amici della Lucia”, continuando così la tradizione avviata da Ferrario.


[1] http://www.amicidellalucia.com


[4] https://traccesent.com/1987/10/30/fel-ferrario-enrico-luigi-direttore-de-il-tivan-1893-1987-di-roberto-festorazzi-in-gazzetta-di-como-14788/
[5] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/Sport/canottaggio/luomo-dei-robot-e-il-pasticcere-chi-ce-ai-remi-delle-lucie-20_1315139_11/
[6] https://traccesent.com/1987/10/19/fel-ferrario-enrico-luigi-31-marzo-1893-19-ottobre-1987-93-anni/
[7] https://www.ilgiorno.it/como/2009/09/13/230650-lucie_gara_contendono_remiero.shtml

Storia del Palio del Lario:

Storia del Palio del Lario

Il Palio del Lario, noto anche come Palio Remiero del Lario, è una manifestazione remiera che si svolge sul Lago di Como, rappresentando una tradizione storica e culturale significativa per la regione. La sua prima edizione si tenne il 31 agosto 1947, grazie all’iniziativa del giornalista Enrico Luigi Ferrario, conosciuto come Fel, che ideò l’evento per promuovere il turismo e la cultura locale dopo gli stravolgimenti della Seconda Guerra Mondiale[2][3].

Sviluppo e Riscoperta

Dopo un inizio promettente, il Palio ha vissuto un periodo di grande successo fino al 1972, quando fu sospeso a causa di polemiche e irregolarità nelle competizioni. Questo stop durò per ben 17 anni, fino a quando, nel 1988, l’Associazione “Amici della Lucia” decise di ripristinare l’evento, riportando in auge le tradizionali regate con le imbarcazioni chiamate “Lucie”[1][3]. Questa rinascita ha riacceso l’entusiasmo tra i comuni rivieraschi e ha contribuito a mantenere viva la tradizione del Palio, che continua a essere un simbolo di campanilismo e competizione sana tra i vari comuni del lago[2].

Format e Regolamento

Il Palio si svolge con imbarcazioni tipiche del lago, le “Lucie”, che sono barche a remi utilizzate dai vogatori in rappresentanza dei diversi comuni rivieraschi. Le regate sono caratterizzate da un forte spirito di competizione e da un’atmosfera festosa, attirando numerosi spettatori e turisti[3][4]. Negli anni, il format ha subito alcune modifiche, come l’introduzione di imbarcazioni in vetroresina per garantire uniformità e ridurre i costi di manutenzione[3].

Importanza Culturale

Oltre alla competizione sportiva, il Palio del Lario rappresenta un’importante occasione per celebrare la cultura locale, la storia e le tradizioni della comunità lariana. Ogni edizione è accompagnata da eventi collaterali che mettono in risalto la gastronomia, l’artigianato e le usanze locali, contribuendo così a valorizzare il patrimonio culturale della zona[1][2].

Conclusione

Oggi, il Palio del Lario è una manifestazione consolidata che continua ad attrarre partecipanti e visitatori da tutto il mondo, mantenendo vivo il legame con le tradizioni storiche del Lago di Como. La sua evoluzione nel corso degli anni riflette non solo le sfide affrontate dalla manifestazione stessa ma anche la resilienza e la passione delle comunità locali nel preservare il loro patrimonio culturale[2][3].


[1] http://www.amicidellalucia.com
[2] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/Sport/canottaggio/luomo-dei-robot-e-il-pasticcere-chi-ce-ai-remi-delle-lucie-20_1315139_11/
[3] http://www.amicidellalucia.com/1/upload/pagina82_storia_del_palio.pdf
[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Lago_di_Como
[5] https://comozero.it/attualita/como-palio-remiero-1957-storia-foto-epoca/
[6] https://www.laprovinciaunicatv.it/stories/Sport/canottaggio/quindici-lucie-palioda-battere-quella-domaso-o_1197783_11/
[7] https://www.ilgiorno.it/lecco/cultura/2011/06/15/516080-lucie_superstar_dell_estate.shtml
[8] https://blog.comolake.com/palio-remiero-del-lario-57-edizione-1-settembre-2019-a-lezzeno/

Imbarcazioni più Antiche del Palio del Lario

Il Palio del Lario è caratterizzato principalmente dall’uso delle Lucie, ma ci sono anche altre imbarcazioni storiche che hanno avuto un ruolo significativo nella manifestazione. Ecco alcune delle imbarcazioni più antiche che hanno partecipato:

1. Lucia (Batèll)

La Lucia, conosciuta anche come batèll, è l’imbarcazione più rappresentativa del Lago di Como e ha origini che risalgono al XV secolo. Questa barca a remi e vela è stata tradizionalmente utilizzata dai pescatori per il trasporto di merci e passeggeri. La sua struttura è caratterizzata da uno scafo a fondo piatto con tre cerchi di legno, progettata per garantire stabilità e manovrabilità nelle acque lacustri. Nel corso degli anni, la Lucia ha subito modifiche per adattarsi alla navigazione da diporto, ma mantiene ancora il suo fascino storico[1][3].

2. Comballi

I comballi sono un’altra tipologia di imbarcazione tradizionale del Lago di Como, utilizzati storicamente per il trasporto di merci e persone. Queste barche, simili alle Lucie ma più grandi, erano impiegate anche per la pesca e avevano una capacità maggiore. Sebbene non siano così frequentemente associate al Palio, rappresentano una parte importante della tradizione nautica locale[5].

3. Gozzi

I gozzi sono imbarcazioni a remi che hanno una lunga storia sul Lago di Como. Anche se meno comuni nel contesto del Palio, i gozzi erano utilizzati in passato per vari scopi, inclusi il trasporto e la pesca. La loro presenza nel lago risale a molti secoli fa, contribuendo alla ricca tradizione marittima della regione[7].

4. Barche da Pesca Tradizionali

Oltre alle Lucie e ai comballi, altre barche da pesca tradizionali hanno partecipato al Palio in diverse edizioni. Queste imbarcazioni riflettono le tecniche di costruzione e le pratiche di pesca storiche del lago, contribuendo a mantenere viva la cultura marittima della zona.

Conclusione

Le imbarcazioni più antiche che hanno partecipato al Palio del Lario non solo rappresentano la tradizione nautica del Lago di Como, ma sono anche simboli della storia culturale della regione. La Lucia, in particolare, rimane un emblema di questa eredità, continuando a solcare le acque del lago durante la manifestazione.


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Batell
[2] https://www.repubblichemarinare.org/barche-remi/
[3] https://www.martegani.it/images/files/appunti/italia/PALIO%20DEL%20LARIO.pdf
[4] https://comozero.it/attualita/como-palio-remiero-1957-storia-foto-epoca/
[5] https://www.quicomo.it/social/storia-comballi-lago-como.html
[6] https://www.provincia.lecco.it/2011/05/27/palio-delle-lucie-il-trofeo-arnaldo-mondonico-alla-memoria-approda-alla-quarta-edizione/
[7] https://labarcadelnino.jimdofree.com/le-barche-lariane/
[8] http://amicidellalucia.com/1/palio_2012_a_lezzeno_2738672.html

Storia del Palio Remiero del Lario

Il Palio Remiero del Lario è una manifestazione remiera che si svolge sul Lago di Como, rappresentando una tradizione culturale e sportiva significativa per i comuni rivieraschi. La prima edizione si tenne nel 1947, grazie all’ideazione del giornalista Enrico Luigi Ferrario e alla collaborazione di figure come l’industriale della seta Gianni Binda e l’Ente Provinciale del Turismo. L’evento è concepito come una competizione tra coppie di vogatori che rappresentano i vari comuni affacciati sul lago, utilizzando le tradizionali imbarcazioni chiamate “Lucie” [1].

Evoluzione e Sospensione

Il Palio ha goduto di un grande successo nei suoi primi anni, attirando un vasto pubblico e contribuendo a promuovere il turismo nella regione. Tuttavia, nel 1972, dopo venticinque edizioni, la manifestazione fu sospesa a causa di ripetute infrazioni al regolamento, che avevano portato a tensioni tra i concorrenti. Questo interruzione durò per diciassette anni, fino a quando, nel 1988, il Palio fu ripristinato grazie all’iniziativa degli “Amici della Lucia”, un’associazione che si dedicò alla valorizzazione della tradizione remiera [1][3].

Ripresa e Innovazioni

La ripresa del Palio nel 1988 avvenne a Domaso, il comune vincitore dell’ultima edizione prima della sospensione. Una delle principali innovazioni introdotte fu l’utilizzo di “Lucie” in vetroresina, standardizzando le imbarcazioni per ridurre i costi e preservare la tradizione [1]. Da allora, il Palio ha continuato a evolversi, mantenendo vivo l’interesse e il campanilismo tra i comuni partecipanti.

Importanza Culturale

Il Palio Remiero del Lario non è solo una competizione sportiva; è anche un evento che celebra la cultura locale e la storia del lago. Attraverso le sue edizioni, ha contribuito a rafforzare l’identità dei comuni rivieraschi e a mantenere viva la memoria delle tradizioni legate alla navigazione sul lago [2][4]. Oggi, il Palio rappresenta un momento di aggregazione sociale e culturale, attirando visitatori da tutta Italia e oltre.

In sintesi, il Palio Remiero del Lario è un esempio significativo di come le tradizioni locali possano essere preservate e rinnovate nel tempo, offrendo al contempo opportunità di sviluppo turistico e culturale per la regione.


[1] http://www.amicidellalucia.com/1/upload/pagina82_storia_del_palio.pdf
[2] https://comozero.it/attualita/como-palio-remiero-1957-storia-foto-epoca/
[3] http://www.amicidellalucia.com
[4] https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500654685
[5] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/Homepage/palio-remierosul-lario-laquolucieraquo-o_68394_11/
[6] https://www.libreriauniversitaria.it/palio-remiero-lario-tradizione-popolare/libro/9788896059524
[7] https://www.unilibro.it/libro/buzzi-g-cur-bonetti-s-cur-/palio-remiero-lario-tradizione-popolare-1947-31-agosto-2015/9788896059524
[8] https://comprovendolibri.it/ordina.asp?id=61018909&tt=IL+PALIO+REMIERO+DEL+LARIO.+Una+tradizione+popolare

Camminare in COMO città · Centro Storico di Como · Conosco Como? · Palazzi ed edifici · STORIA LOCALE E SOCIETA' · via Vitani · Vie: Cesare Cantù, A. del Pero, P. Tatti, Vitani

il Palazzo Sangiuliani, in Via Vitani, nel centro storico di Como


scheda alle pagine 167-168 del libro:

Il Palazzo Sangiuliani, situato in Via Vitani a Como, è un importante esempio di architettura storica della città.

Questo complesso è stato realizzato unendo due edifici medievali, risalenti al periodo compreso tra il XII e il XVIII secolo. La struttura presenta caratteristiche architettoniche significative, tra cui antiche finestre e affreschi, che testimoniano la sua storia e il suo valore culturale[8][10][14].

Caratteristiche del Palazzo Sangiuliani

  • Epoca di costruzione: XII – XVIII secolo.
  • Tipologia: Residenza storica.
  • Condizione giuridica: Proprietà privata.
  • Architettura: Composto da edifici a corte con elementi decorativi storici.

Storia e Importanza

Il Palazzo Sangiuliani è emblematico della tradizione architettonica di Como, che ha visto l’integrazione di stili diversi nel corso dei secoli. La sua costruzione ha contribuito alla formazione del tessuto urbano della città, riflettendo le influenze storiche e culturali della regione[10][12].




[8] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00112/
[9] https://pulsar.gotdns.ch:4443/Joomla/BorgoVicoLocal/index.php?option=com_content&view=article&id=4376%3Avia-vitani&catid=330%3Aanno-scolastico-2017-2018&Itemid=343
[10] https://it.wikipedia.org/wiki/Ville_e_palazzi_di_Como
[11] https://coatesa.com/2015/02/04/bb-le-dame-della-cortesella-nel-centro-storico-di-como/
[12] https://it.wikipedia.org/wiki/Architetture_di_Como

Associazione Carducci · Camminare in COMO città · COMO città · Conosco Como? · Palazzi ed edifici · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Appunti sulla storia del Palazzo dell’ Istituto Giosuè Carducci di Como. Progettisti: arch. Cesare Mazzocchi, ing Luigi Catelli, 1908-1910; 1920

L’Istituto Giosuè Carducci di Como ha una storia affascinante che risale all’inizio del XX secolo. Ecco i principali eventi e caratteristiche del palazzo e dell’istituto.

Origini e Costruzione

  • Progetto e Architetto: L’edificio fu progettato dall’architetto milanese Cesare Mazzocchi, coadiuvato dall’ingegnere Luigi Catelli. La costruzione iniziò nel 1909 e si concluse nel 1910, con l’inaugurazione avvenuta il 20 settembre 1910[1][7].
  • Funzione Iniziale: L’istituto nacque con l’intento di promuovere la cultura tra i cittadini comaschi, ospitando l’Associazione “Pro Cultura Popolare”, fondata nel 1903. Questa associazione mirava a offrire opportunità educative e culturali alla comunità[4][7].

Architettura e Struttura

  • Design e Caratteristiche: Il palazzo è caratterizzato da un grande salone, utilizzato per concerti e conferenze, e presenta uno stile architettonico tipico dell’epoca, con elementi decorativi che riflettono le tendenze del primo Novecento[3][4].
  • Ampliamenti: Negli anni successivi, l’istituto ha subito ampliamenti per adattarsi alle crescenti esigenze culturali della città. Questi lavori sono stati anch’essi diretti da Mazzocchi e Catelli[2].

Evoluzione Culturale

  • Attività Culturale: Sin dalla sua fondazione, l’Istituto Giosuè Carducci ha svolto un ruolo cruciale nella vita culturale di Como, organizzando eventi, corsi e attività per la comunità. Ha continuato a operare senza interruzioni, contribuendo significativamente alla crescita culturale locale[4][8].
  • Centenario: Nel 2010, l’istituto ha celebrato il suo centenario con una serie di eventi che hanno messo in luce il suo impatto sulla cultura comasca nel corso degli anni[8].

In sintesi, il Palazzo dell’Istituto Giosuè Carducci rappresenta non solo un’importante opera architettonica, ma anche un fulcro di sviluppo culturale per la città di Como, testimoniando oltre un secolo di impegno nella promozione della cultura e dell’istruzione.

scheda nel volume 1 del libro:


[1] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO160-00005/
[2] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede-complete/CO160-00006/
[3] https://coatesa.com/2012/03/02/il-palazzo-della-associazione-giosue-carducci-storia/
[4] https://www.ciaocomo.it/2019/09/28/associazione-carducci-la-cultura-como-ci-dal-1910-presentata-stagione-coi-fiocchi/183717/
[5] https://www.memorieinfoto.it/fondo/archivio-istituto-giosu%C3%A8-carducci-busta-non-numerata-miscellanea-e-bacheca
[6] https://www.memorieinfoto.it/percorso/como-istituto-giosu%C3%A8-carducci?page=1
[7] https://alessandrovolta.it/luoghi-voltiani/como/istituto-carducci/
[8] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/cultura-e-spettacoli/154654_1910-2010_il_carducci_compie_centanni/

L’Associazione dell’Istituto Giosuè Carducci di Como continua a svolgere un ruolo attivo nella promozione della cultura attraverso una varietà di attività. Ecco un riepilogo delle principali iniziative culturali attuali:

Attività Culturali

  • Stagione Musicale: L’associazione organizza concerti e rassegne musicali, come la serie di eventi dedicati all’operetta, che mira a coinvolgere giovani e meno giovani nel recupero della memoria del teatro leggero. La stagione musicale prevede anche il “Concorso Nazionale Mario Orlandoni”, un’importante competizione per giovani cantanti lirici[1].
  • Corsi Artistici: Sono disponibili corsi settimanali di disegno, pittura, incisione e altre tecniche artistiche, tenuti da insegnanti esperti. Questi corsi sono aperti a diverse fasce di età e livelli di abilità, permettendo così a tutti di esprimere la propria creatività[1].
  • Conferenze e Incontri: L’associazione organizza cicli di conferenze su vari temi culturali, dalla storia all’arte contemporanea. Tra i relatori ci sono nomi di spicco nel panorama culturale, e le conferenze trattano temi attuali e storici[1][2].
  • Viaggi Culturali: Sono programmati viaggi culturali che permettono ai partecipanti di esplorare luoghi significativi dal punto di vista storico e artistico, arricchendo così la loro esperienza culturale[1].
  • Museo Casartelli e Archivio Storico: L’associazione gestisce il Museo Didattico Circolante Guido Casartelli e l’Archivio Storico, preservando beni culturali e storici che possono essere visitati e studiati dal pubblico[1].


[1] https://www.ciaocomo.it/2019/09/28/associazione-carducci-la-cultura-como-ci-dal-1910-presentata-stagione-coi-fiocchi/183717/
[2] https://alessandrovolta.it/luoghi-voltiani/como/istituto-carducci/
[
[4] https://www.visitcomo.eu/it/vivere/eventi/Proposte-culturali-dellAssociazione-Carducci/
[5] https://www.visitcomo.eu/it/scoprire/monumenti/monumenti-dal-900/istituto-carducci/index.html

Camminare in COMO città · Centro Storico di Como · COMO città · Conosco Como? · Politeama · STORIA LOCALE E SOCIETA' · urbanistica

Appunti per una storia del Cineteatro POLITEAMA di Como

Il Cineteatro Politeama di Como è un’importante struttura culturale situata in piazza Cacciatori delle Alpi, la cui costruzione è avvenuta tra il 1909 e il 1910.

La sua realizzazione fu voluta dalla Società dei Palchettisti, proprietari del Teatro Sociale, con l’obiettivo di creare un teatro più popolare e versatile per la città[1][3].

Origini e Costruzione

L’idea di costruire un nuovo teatro emerse nel 1908, in un contesto di crisi per il Teatro Sociale, che monopolizzava la scena culturale comasca. Per evitare la concorrenza tra due teatri troppo vicini, si decise di costruire il Politeama in una nuova area[2][3]. La progettazione fu affidata all’architetto Federico Frigerio, noto per le sue competenze innovative nell’uso del calcestruzzo armato, che rese il Politeama il primo edificio della città a utilizzare questa tecnologia[1][2].

I lavori iniziarono il 1° luglio 1909 e, dopo poco più di un anno, il teatro fu inaugurato il 14 settembre 1910 con la rappresentazione de La Bohème di Giacomo Puccini.

La struttura era concepita per ospitare una varietà di eventi, dal teatro alla prosa, dai concerti alle proiezioni cinematografiche[2][3][4].

Funzioni e Attività

Il Politeama si distinse per la sua versatilità: oltre a ospitare spettacoli teatrali e musicali, divenne un luogo di ritrovo sociale, con spazi dedicati a ristoranti e caffè chantant.

La prima proiezione cinematografica avvenne il 15 aprile 1911, segnando l’inizio della sua attività come cinema[2][3]. Nel corso degli anni, ospitò anche spettacoli circensi fino al 1936.

Declino e Abbandono

Dopo un periodo florido, negli anni ’90 il Politeama iniziò a chiudere le sue porte al pubblico.

Sebbene ci siano stati tentativi di ristrutturazione e riapertura, l’edificio cessò definitivamente l’attività nel 2005 dopo la morte dell’ultimo proprietario, Alberto Gaffuri. Da allora, è rimasto abbandonato e in stato di degrado[3][6][7].

Riscoperta e Futuro

Negli ultimi anni, ci sono stati progetti per riportare in vita il Politeama come centro culturale multifunzionale. Attualmente si discute della possibilità di trasformarlo in un polo musicale e cinematografico, ma le speranze per una rinascita concreta rimangono incerte[4][6][7].

Il Politeama continua a rappresentare un simbolo della storia culturale di Como e della sua evoluzione nel panorama teatrale italiano.

scheda informativa nel volume 1 del libro:


[1] https://coatesa.com/category/cinema-e-teatro/teatri/politeama/
[2] https://musicalcafe.it/il-politeama-di-como-quando-il-capitale-umano-non-basta/
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_Politeama_(Como)
[4] https://comozero.it/attualita/aveva-5-anni-quando-chiuse-ora-beatrice-sogna-la-rinascita-dello-storico-politeama-di-como-il-mio-cinepolo/
[5] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00035/
[6] https://www.quicomo.it/social/politeama-cultura-degrado.html
[7] https://www.espansionetv.it/2024/11/25/politeama-di-como-chiuso-dal-2005-lo-storico-cineteatro-ancora-senza-futuro/
[8] https://upel.va.it/it/upel-cultura/como/cinema-teatro-politeama

Il Cineteatro Politeama di Como ha ospitato nel corso della sua storia una vasta gamma di spettacoli e eventi che ne hanno caratterizzato l’identità culturale. Ecco alcuni dei principali:

Spettacoli Teatrali e Musicali

  • Inaugurazione con “La Bohème”: Il Politeama fu inaugurato il 14 settembre 1910 con la rappresentazione dell’opera La Bohème di Giacomo Puccini, un evento che segnò l’inizio della sua attività come teatro[1][3].
  • Luigi Pirandello: Il celebre drammaturgo italiano si esibì al Politeama, contribuendo a elevare il prestigio del teatro[1].
  • Duke Ellington: Il grande musicista jazz americano si esibì sul palco del Politeama, rendendolo un punto di riferimento anche per la musica internazionale[1].

Eventi Culturali e Sociali

  • Filippo Tommaso Marinetti: Il fondatore del Futurismo, originario di Como, tenne un famoso spettacolo-comizio al Politeama, sottolineando l’importanza del teatro come luogo di dibattito culturale[1].
  • Cabaret e Riviste: Il teatro ospitò numerosi spettacoli di cabaret, tra cui quelli di Erminio Macario, un importante comico italiano[1].

Concerti

  • Ornella Vanoni e Adriano Celentano: Questi due artisti iconici della musica italiana hanno tenuto concerti sold-out al Politeama, attirando un vasto pubblico e contribuendo alla sua fama[1][2].

Cinema

  • Proiezioni Cinematografiche: Dopo la sua inaugurazione, il Politeama divenne anche un importante cinema. La prima proiezione avvenne il 15 aprile 1911 con un film muto sull’Inferno di Dante. Negli anni successivi, il teatro continuò a proiettare film, diventando un punto di riferimento per il cinema a Como[2][3].

Spettacoli Circensi

  • Circo: Dal 1914 fino al 1936, il Politeama ospitò annualmente spettacoli circensi, diversificando ulteriormente la sua offerta culturale[1][2].

Questi eventi hanno reso il Politeama non solo un luogo di intrattenimento ma anche un centro vitale per la cultura e la socialità a Como, contribuendo a creare una comunità attiva attorno alle arti performative.


[1] https://musicalcafe.it/il-politeama-di-como-quando-il-capitale-umano-non-basta/
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_Politeama_(Como)
[3] https://www.espansionetv.it/2024/11/25/politeama-di-como-chiuso-dal-2005-lo-storico-cineteatro-ancora-senza-futuro/
[4] https://coatesa.com/category/cinema-e-teatro/teatri/politeama/
[5] https://iris.unipa.it/retrieve/handle/10447/71723/216298/3158-7621-3-PB.pdf
[6] https://www.quicomo.it/social/politeama-cultura-degrado.html
[7] https://www.quicomo.it/eventi/cultura/la-storia-del-politeama-un-documentario-proiettato-sulla-sua-facciata.html
[8] https://www.teatropoliteama.it/1/storia_del_politeama_463229.html

Il Cineteatro Politeama di Como ha visto esibirsi numerosi attori e musicisti di fama nel corso della sua storia. Ecco alcuni dei più noti:

Attori

  • Luigi Pirandello: Il celebre drammaturgo italiano ha portato la sua arte sul palcoscenico del Politeama, contribuendo a elevare il prestigio del teatro.
  • Valeria Bruni Tedeschi: L’attrice e regista ha recitato in produzioni che hanno coinvolto il Politeama, rendendolo parte della sua carriera.
  • Fabrizio Gifuni: Un altro attore di spicco che ha contribuito a portare il nome del Politeama nel panorama teatrale italiano.

Musicisti

  • Duke Ellington: Il leggendario musicista jazz americano si esibì al Politeama, segnando un momento significativo nella storia musicale del teatro.
  • Ornella Vanoni: La rinomata cantante italiana ha tenuto concerti sold-out, attirando un vasto pubblico e contribuendo alla fama del Politeama.
  • Adriano Celentano: Icona della musica italiana, ha avuto un grande successo con i suoi concerti al Politeama.
  • Erminio Macario: Famoso comico italiano, le sue esibizioni di cabaret hanno intrattenuto il pubblico comasco.

Questi artisti non solo hanno arricchito la programmazione del Politeama, ma hanno anche contribuito a creare un legame profondo tra il teatro e la cultura popolare italiana.


[1] https://musicalcafe.it/il-politeama-di-como-quando-il-capitale-umano-non-basta/
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Trio_Lescano
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_Politeama_(Como)
[4] https://www.quicomo.it/social/politeama-cultura-degrado.html
[5] https://www.weboggi.it/Spettacolo/gli-storici-musicisti-di-pino-daniele-al-politeama-per-ricordare-il-piu-grande-bluesman-italiano/
[6] https://comozero.it/attualita/il-sogno-per-il-politeama-di-como-sala-da-800-posti-teatro-cinema-concerti-ma-il-restauro-costa-30-50-milioni/
[7] https://www.visitcomo.eu/it/vivere/eventi/LHistoire-du-Soldat/
[8] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/Editoriali/riaprire-il-politeama-ecco-come-si-e-gia-fatto_1225832_11/

Cronologie · POLITICA e STORIA · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Storia: “azione di Lenno” o “battaglia di Tremezzina”, episodio della lotta partigiana nel comasco. Articolo di Carlo Galante e video a cura dell’Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta


Quella che va sotto il nome di “azione di Lenno” o “battaglia di Tremezzina” costituisce il più clamoroso episodio di lotta partigiana nel Comasco, una provincia che in realtà non fu teatro di molti fatti di sangue né di imprese particolarmente memorabili, ma che pure vide consumarsi il sacrificio di molti giovani per la causa della libertà durante il periodo più cupo dell’occupazione nazifascista e della Repubblica di Salò ….

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https://www.isc-como.org/wp-content/uploads/2020/04/LA-BATTAGLIA-DI-LENNO-O-BATTAGLIA-DI-TREMEZZINA-1.docx

Camminare in COMO città · Cinema Astoria · CINEMA e TEATRO · Conosco Como? · Mi ricordo · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Il Cinema Astoria di Como, 1945-2009

Il Cinema Astoria di Como ha una storia ricca e significativa, risalente a diversi decenni fa. Originariamente aperto nel periodo post-bellico, il cinema ha rappresentato un importante punto di riferimento culturale per la città.

Storia del Cinema Astoria

  • Fondazione e Sviluppo: Il Cinema Astoria fu inaugurato negli anni immediatamente dopo la Seconda Guerra Mondiale, precisamente tra il 1945 e il 1947.
  • Fu creato da un imprenditore locale che, da filo-americano, scelse il nome “Astoria” per il suo cinema, simbolo di un’epoca di rinascita e apertura verso nuove influenze culturali[2].
  • Evoluzione nel Tempo: Negli anni ’60, il cinema era molto frequentato e diventò un luogo di ritrovo per i giovani e le famiglie. Con il passare degli anni, tuttavia, il Cinema Astoria affrontò diverse sfide economiche e cambiamenti nel panorama cinematografico[3].
  • Chiusura : Il cinema ha subito una chiusura significativa nel 2009, segnando la fine di un’era per molti cinefili locali[4].

alcune fonti informative



[2] https://traccesent.com/2009/07/15/como-chiude-il-cineplexastoria-di-via-xx-settembre-il-cinema-astoria-di-mio-padre-guido/
[3] https://traccesent.com/2023/03/05/mi-ricordo-il-cinema-astoria-in-via-xx-settembre-como/
[4] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/Homepage/78298_ultimo_ciack_allastoria_tra_sette_giorni_si_chiude/

ARTE · BIOGRAFIA, biografie · GENIUS LOCI · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Nodo Libri · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Galante Carlo, Pagine comasche. Vicende, luoghi, personaggi nella storia e nell’arte, NodoLibri editore, 2024

ARTE · Broletto · COMO città · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Nodo Libri · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Carlo Galante, Pagine comasche. Vicende luoghi personaggi nella storia e nell’arte, NodoLibri, 2024

Carlo Galante, Pagine comasche. Vicende luoghi personaggi nella storia e nell’arte

scheda dell’editore:

https://www.nodolibri.com/home/305-carlo-galante-pagine-comasche-vicende-luoghi-personaggi-nella-storia-e-nellarte.html?fbclid=IwY2xjawHSG4JleHRuA2FlbQIxMQABHfl1eboIIGUhI6HFFcCs3sanCIpGTNH1c7FPDzYD1EfEdQP9_aCKILFzCw_aem_0kWgmo_MGHfyY3Jh-sYb_A

Un’articolata raccolta di contributi pubblicati tra 1981 e 2023 su “Economia lariana”, “Como”, “Broletto” e “La Provincia”, per la maggior parte dedicati ad argomenti di storia e di arte del territorio.

«Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, – scrive l’autore nella sua presentazione – un lavoro di questo genere sta a metà fra la storia e la letteratura. Lo spunto poteva venire da una lettura, da una mostra temporanea, da un’escursione sul territorio, da una conferenza ricca di contenuti.

In ogni caso era importante che io avvertissi, oltre uno speciale interesse per l’argomento, anche la necessità interiore di approfondire la sua conoscenza e di condividerla con altri attraverso la scrittura».



Bolognese di nascita, comasco di adozione, Carlo Galante ha insegnato materie letterarie nella scuola media, di cui è stato anche preside per diversi anni.

Nel periodo giovanile ha ricevuto riconoscimenti in concorsi letterari, e ha prestato servizio presso una casa editrice in qualità di redattore e correttore di bozze. Per qualche anno ha svolto attività di guida turistica nel territorio lariano, soprattutto al servizio della scuola. Ha collaborato con riviste locali scrivendo testi dedicati alla storia e all’arte di Como. Da alcuni anni collabora con le pagine culturali del quotidiano “La Provincia”, con articoli di carattere storico, e fa parte del direttivo dell’Istituto di Storia contemporanea “Pier Amato Perretta”.

BIOGRAFIA, biografie · Biografie di persone · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Donne della storia di Como, in soroptimist.it, dicembre 2024

https://www.soroptimist.it/club/como/progetti-di-club/progetto-interattivo-como-donne-nella-storia-49693/

Adele Bonolis

Alda Vio

Beata Giovannina Franchi

Candida Lena Perpenti

Carla Badiali

Carla Porta Musa

Enrica Mortarotti Petazzi

Francesca Lodolini

Germana Pozzi Montandon

Ginevra Bedetti Masciadri

Giuditta Pasta

Giuseppina Perlasca Bonizzoni

Graziella Lupo

Ines Figini

Liliana Ronchetti

Luisa Aiani Parisi

Luisa De Orchi

Maria (Mariuccia) Belloni Zecchinelli

Teresa Ciceri Castiglioni

Teresa Rimoldi

Titta Porta

Berra Pietro · BIOGRAFIA, biografie · GENIUS LOCI · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Berra Pietro (a cura di), Lettere sul Lago di Como. Il mito del Lario negli epistolari dei grandi autori da Plinio al Novecento, Sentiero dei Sogni editore, 2024. Indice del libro

BATTELLI e Corriere · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Il battello Plinio, piroscafo a vapore varato nel 1903, è affondato l’8 dicembre 2010. Lo ricorda un articolo di Barbara Gerosa pubblicato in Corriere della Sera 6 dicembre 2024

vai all’articolo di barbara Gerosa: https://milano.corriere.it/notizie/lombardia/24_dicembre_06/il-plinio-il-titanic-del-lago-di-mezzola-recuperare-il-relitto-costa-piu-di-1-milione-sul-battello-ora-affondato-sali-anche-e52ba80c-a248-4de6-9833-182cd0422xlk.shtml

Il battello Plinio, un piroscafo a vapore varato nel 1903, è affondato l’8 dicembre 2010 nel Lago di Mezzola, in Lombardia.

Questo affondamento è avvenuto in una giornata di maltempo, caratterizzata da forti venti e piogge, che hanno contribuito alla sua inclinazione e successivo affondamento[1][2].

Storia del Plinio

Costruito dalla ditta Escher & Wyss di Zurigo, il Plinio era uno dei battelli più lussuosi e veloci della navigazione sul Lago di Como, con una lunghezza di 53 metri e una capacità di trasporto di circa 750 passeggeri[2][3].

Dopo decenni di servizio, fu dismesso nel 1963 e successivamente utilizzato come frangiflutti e bar galleggiante in diverse località, fino a essere ormeggiato presso l’Hotel La Barcaccia a Verceia[1][2].

L’affondamento

Il giorno dell’affondamento, il battello mostrava segni di imbarcamento d’acqua, probabilmente a causa della mancanza di manutenzione e del malfunzionamento delle pompe di sentina[1][3].

Nonostante fosse stato dichiarato un relitto di valore storico, nessuno era presente al momento dell’affondamento per tentare un salvataggio. Il Plinio scivolò sul fondo del lago, a circa 45 metri di profondità[1][2].

Progetti di recupero

Negli anni successivi all’affondamento, sono emerse iniziative per recuperare il relitto. Un gruppo di studenti del Politecnico di Milano ha proposto un progetto ambizioso per riportare in superficie il Plinio, considerato un simbolo della storia navale locale. Il piano prevede l’uso di palloni per sollevarlo delicatamente dal fondo del lago, evitando danni al relitto stesso e all’ambiente circostante[3]. Tuttavia, il recupero richiede un investimento significativo, stimato in oltre un milione di euro[3].

Il Plinio rimane quindi un’importante testimonianza della storia marittima del Lago di Como e un obiettivo per gli appassionati e i sostenitori della sua conservazione.


[1] https://www.scubaportal.it/relitto-plinio/
[2] https://valtellinamobile.it/piroscafo-plinio/
[3] https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/19_settembre_08/battello-fantasma-che-scorto-re-recupereremo-titanic-lago-b88e0bd4-d1fd-11e9-a7da-cb5047918faa.shtml

Berra Pietro · BIOGRAFIA, biografie · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Dottesio Luigi, Notizie biografiche degli illustri comaschi, a cura di Pietro Berra, Edizioni della Famiglia Comasca/New Press edizioni, 2024. Indice del libro