torna in scena a Rebbio, al teatro Nuovo, sabato sera alle 20.45.
Si tratta di “Dio galleggia in acque internazionali”, la più recente fatica teatrale della cooperativa AttivaMent
“Forse la verità dipende da una passeggiata intorno al lago”, Wallace Stevens
torna in scena a Rebbio, al teatro Nuovo, sabato sera alle 20.45.
Si tratta di “Dio galleggia in acque internazionali”, la più recente fatica teatrale della cooperativa AttivaMent
prto memoria: spostare i due MELI AD ALBERELLO dalla via del caco al piano del noce
o a fine ottobre, quando perdono le foglie
oppure a fine inverno
Gli ultimi battelli del ciclo della estate 2012: cronaca di domenica 30 settembre. Audio/video di Paolo:
associato a:
NESSO – L’ufficio postale chiude per l’intero mese di ottobre e per disbrigare qualsiasi tipo di pratica gli utenti devono recarsi a quello di Pognana Lario.
È questa la situazione che, venutasi di recente a creare a Nesso, rischia di far passare un autentico mese di passione agli utenti del locale ufficio postale. Spiega il sindaco, Anna Scorti Perlasca: «All’indomani della rapina registratasi in estate, Poste Italiane ha deciso di dotare l’ufficio di Nesso di un sistema di videosorveglianza. Un’opera, tengo a precisare, tanto preziosa quanto indispensabile per la sicurezza della nostra comunità». Per aiutare gli anziani che devono recarsi all’ufficio di Pognana per riscuotere la pensione il Comune organizzarà un servizio di accompagnamento.
(classificato in DELINQUENZA E CRIMINALITA’)
In attesa dell’ultimo battello della estate, leggendo Giacomo Leopardi attraverso il libro di Nicola Gardini, Per una biblioteca indispensabile, Einaudi 2011:
vai a: GABRIELLA
16 set 2000 – Il suo nome è sconosciuto al grande pubblico dei lettori ma una sua parola può decidere la sorte di un autore
GABRIELLA D’INA. GABRIELLA D’INA Ho lavorato subito dopo il liceo nell’editoria, occupandomi di realtà molto diverse: illustrazioni di fascicoli d’arte alla …
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Album Feltrinelli. 1955-2005
Cinquant’anni di storia culturale attraverso le immagini
Cura: Gabriella D’Ina
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In breve
Una storia illustrata della Casa editrice, della Fondazione e delle Librerie Feltrinelli. Un percorso culturale in cinquant’anni di storia, scandito anno per anno.
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Il libro
Dai primi libri pubblicati nel 1955, Il flagello della svastica di Lord Russell di Liverpool e l’Autobiografia di Nehru, si snoda la storia di un’impresa editoriale e culturale che non ha eguali in Italia, per la persistenza degli obiettivi, per il riscontro di pubblico, per l’apertura a tematiche letterarie, politiche, sociali, di avanguardia. Scorrono, come in un film, le immagini dei successi più clamorosi, Pasternak, Tomasi di Lampedusa, e delle avventure più singolari, dalla pubblicazione clandestina dei Tropici di Miller alla proposta di avanguardia del gruppo ’63 che vide schierati grandi intellettuali come Sanguineti e Pagliarani.
Nelle pagine scorre, come contraltare, una didascalia che contestualizza il momento storico, il qui e ora: nell’anno del Gruppo ’63 leggiamo, in questa sorta di titolo corrente, la notizia della morte di Kennedy, della tragedia del Vajont, del Kenya indipendente, del trattato dell’Eliseo, firmato da Adenauer e De Gaulle. Così, nel 1964, quando viene pubblicato La prossima volta il fuoco di James Baldwin, leggiamo in filigrana che si tratta dell’anno dell’intervento Usa in Vietnam, dell’anno in cui Cassius Clay è campione mondiale, dell’anno dei Beatles e dei Rolling Stones… Scorrendo la storia illustrata dei primi cinquant’anni della casa editrice vediamo affacciarsi alla ribalta letteraria autori come Tabucchi, Benni, Isabel Allende, Arbasino, Kapuściński, saggisti quali Maldonado, Cacciari, Foucault, Galimberti… vediamo la nascita della Fondazione Feltrinelli, delle Librerie, straordinario punto di aggregazione culturale, fino alle esperienze più recenti di nuove collane posizionate sui fenomeni dell’oggi. Una storia che si snoda attraverso centinaia e centinaia di fotografie, di copertine, di materiali editoriali, irripetibile come ogni storia, ma anche crocevia di storie diverse, di storie individuali, di storie sociali, di storie del pensiero. Un Album di come eravamo, ma soprattutto di come siamo, o meglio di come le parole e le immagini continueranno a cambiare la nostra vita. “Il grado di civiltà del nostro paese,” scriveva Giangiacomo Feltrinelli nel catalogo del 1965, dopo dieci anni di attività – dopo aver sintetizzato le direzioni della casa editrice verso il confronto delle idee, ma anche verso la cosiddetta letteratura d’evasione – “dipenderà anche, e in larga misura, da cosa, anche nel campo della letteratura di consumo gli italiani avranno letto”. |
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Approfondimento
“Cinquant’anni di Feltrinelli in un album fotografico: qui troverete momenti, luoghi, facce, grafiche che hanno reso tremendamente seria questa avventura. Naturalmente non c’è tutto, o meglio, c’è una piccola parte del tutto. Impossibile riproporre i quasi settemila titoli pubblicati dalla casa editrice dal 1955: e come riprodurre la competenza, la tenacia, la creatività di cosi tanti amici e collaboratori? E tutte le articolazioni di pensiero, di progetto, di vita che questa storia letteralmente inventata da Giangiacomo Feltrinelli ha prodotto? Davvero non si può cercare di esaurire in poche pagine il ruolo scientifico che svolge la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e, prima del decreto presidenziale del 1974, che ha svolto l’Istituto Feltrinelli. O l’avventura – alla quale rimango legatissima – delle Librerie Feltrinelli. Ma io che sono nata come fotoreporter (e non ho mai preteso di essere una vera fotografa) ho sempre amato quelle che in gergo si chiamano snapshots, che il mio dizionario traduce come “istantanee”. In un certo senso, questo album è una collezione di snapshotsche Gabriella D’lna ha ritrovato nei nostri archivi e ha affidato alle mani di Salvatore Gregorietti (inventore con Bob Noorda negli anni ottanta del nostro attuale marchio, con la effe a freccia). Guardo il lavoro che abbiamo fatto e il tempo mi restituisce il senso della progettualità che trova sempre il calco di una storia, la forma di un’idea. La precisa sensazione di un “caos organizzato” in cui mi riconosco. Siamo stati e continuiamo a essere sensori e generatori di cultura, dentro la modernità.”
Inge Feltrinelli |
Responsabile: Rossini Dario
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LO SPIRITO DEI LUOGHI
Mostra di pittura

Una selezione di opere a olio su tela, per lo più di grandi dimensioni, realizzate negli ultimi dieci anni compongono la personale di Ida Monopoli Begalli alla galleria Artecò a Como. La mostra è un excursus nei luoghi del cuore dell’artista a partire dai boschi del Comasco, tra cui l’Oasi del Bassone l’amata Valbasca con le sue rogge, passando attraverso le marine delle Maldive, i patriarchi verdi dell’isola Santo Stefano, i maestosi ulivi del Gargano, la cornice aspra e selvaggia della Sardegna…
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LO SPIRITO DEI LUOGHI
Mostra di pittura

Una selezione di opere a olio su tela, per lo più di grandi dimensioni, realizzate negli ultimi dieci anni compongono la personale di Ida Monopoli Begalli alla galleria Artecò a Como. La mostra è un excursus nei luoghi del cuore dell’artista a partire dai boschi del Comasco, tra cui l’Oasi del Bassone l’amata Valbasca con le sue rogge, passando attraverso le marine delle Maldive, i patriarchi verdi dell’isola Santo Stefano, i maestosi ulivi del Gargano, la cornice aspra e selvaggia della Sardegna fino ad arrivare al “Bosco dei pensieri” di Fontanafredda (Alba). Vedute di natura con ampi scenari o scorci di verde, marine con spiagge infuocate dal sole, alberi imponenti e arbusti selvatici, betulle e azalee sono i soggetti prediletti di dipinti che catturano lo spirito dei luoghi. La pittura di Ida Monopoli Begalli si declina tra emozioni e memoria nella contemplazione della natura. I soggetti altro non sono che &qu ot;ricordi nella quiete” di esperienze vissute nei luoghi. I paesaggi appaiono sulla tela come attimi di bellezza cristallizzati e sospesi nel tempo. I dipinti colgono lo spirito dei luoghi e l’essenza di un mondo dal quale attingere per nutrire di linfa vitale l’umana avventura. Gli alberi e le piante, dalle betulle ai cespugli di azalee, vi dimorano come creature vive, degne di essere ritratte nei minimi particolari quali silenziose presenze. Il rito della passeggiata per l’artista diventa metafora di una ricerca esistenziale scandita nello scorrere dei giorni alla scoperta di luoghi da immortalare sulla tela e di sensazioni da custodire nell’intimo del cuore. Un immaginario reale che è al contempo fonte d’ispirazione e motivo di condivisione una volta trasfigurato. Una risorsa antica e un antidoto contro l’inverno dello spirito. I paesaggi verdi conducono di volta in volta attraverso boschi rigogliosi e selvaggi, che fanno da contorno all’irrompere di un corso d’acqua, linee di siepi e cespugli di azalee, che circondano un capanno inaspettato e ulivi secolari simili a sculture maestose che testimoniano il passare del tempo al cospetto di granitiche certezze. Questi luoghi sono del tutto privi di presenza umana. Una luce tersa, solare e in certi casi aurorale e propriamente metafisica, li caratterizza. Gli alberi talora sono protagonisti solitari divisi tra la terra e il cielo, e compagni silenziosi. Ma c¹è di più: sono simboli di vita, delicate creature con le radici in terra e i rami protesi verso il cielo. Accompagna la mostra un catalogo disponibile in galleria con testo di Stefania Briccola. La mostra sarà visitabile fino al 27 ottobre con i seguenti orari: da martedì a sabato dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.
È polemica per il primo week-end di archeologia sperimentale organizzato dalla Pro Brunate per il 6 e 7 ottobre. A scatenare la rabbia degli animalisti è il laboratorio per gli adulti, che prevede fra l’altro la “macellazione di un capriolo con strumenti di selce in uso nel Paleolitico ed utilizzo di ogni sua parte (carne, midollo, pelle, corno, tendini, denti, ossa)”.
Tanto è bastato perché in 900 mandassero un messaggio di protesta in Comune contro l’iniziativa a cura dell’Associazione culturale archeologia sperimentale. Leggi i messaggi