Una storia dell’immagine a Como e di Como: dalle più antiche rappresentazioni della città e del lago alla moderna cartografia, dalle illustrazioni a stampa che accompagnano l’affermarsi del turismo di massa all’avvento della fotografia.
La ricerca si pone come primo fondamentale tentativo di catalogazione e analisi comparata dell’immenso e per lo più inedito materiale iconografico conservato in archivi pubblici e in collezioni private.
Ciro, grandioso Cirone, Ciro il Grande. Quasi tutti, in questi dieci strepitosi anni, ci hanno detto (con un filo di malcelata perplessità): beh, è stato fortunato ad incontrare due come te e Fede. No. Proprio no. Siamo stati noi fortunati ad incontrare lui.
Ciro ci ha insegnato come si reagisce, ci si rialza, si riparte. Ci ha insegnato il coraggio. E la pazienza. Ci ha dimostrato che ogni giorno è quello giusto per essere allegri e dare affetto. Senza aspettarne. La generosità, Ciro. Dio Santo: la tua generosità e, fammelo dire, anche una certa non scontata eleganza, quando hai capito che non saresti stato più l’unico destinatario delle nostre coccole (però hai subito intuito dove accucciarti, perché dal seggiolone piovevano biscotti e altre leccornie). …
Quando Buffalo Bill portò il suo circo a Como nel 1906, c’era anche lei tra il pubblico. Aveva quattro anni. Quasi mezzo secolo più tardi pubblicò il primo romanzo nella “Medusa degli Italiani” di Mondadori e a 110 anni l’ultimo articolo per il giornale della sua città. È una storia straordinaria quella che Carla Porta Musa (Como, 1902-2012) ha scritto con la sua vita operosa di narratrice, poetessa, giornalista e promotrice culturale, attraverso due secoli. Raccontarla significa gettare nuova luce sul Novecento culturale italiano, incontrare Carlo Linati, Piero Chiara, Dino Risi e Margherita Sarfatti. Nell’«interessantissima» vita dell’«indomita amica» Carla – come la definì Claudio Magris – entrano tante pagine di storia: dalle guerre mondiali all’11 settembre. Firma della “Domenica del Corriere” e prima titolare della rubrica “Posta del cuore” della rivista “Amica”, Porta Musa ha compreso che la parola apre mondi. Fa rialzare. Compensa la frustrazione di sentirsi una madre imperfetta o di abitare il cono d’ombra dopo l’esaltante parentesi del successo. La sua biografia letteraria è soprattutto questo, un incontro che cambia la vita.
Premessa Scopo e metodo Fonti inedite e d’archivio 1. In cerca del proprio destino E attendevo che il tempo passasse/Quel tè con Linati. L’allieva Carla/È così difficile/Le lucenti fedi/«A ridarmi un po’ di pace». Moglie e madre 2. Noviziato letterario Nuovi orizzonti/«Quando riuscirò a parlare con un editore…»/Ritorno alla poesia 3. “Scrittrice”, finalmente Nella “Medusa degli Italiani”/Virginia 1880, tutta un’altra storia/Nell’élite letteraria/Frustrazioni di una scrittrice 4. Giornalista non per caso La piccola lettrice/Direttore letterario della rivista “Como”/Il dialogo con le lettrici di “Amica”/Firma della “Domenica del Corriere” – Racconti «leggeri e garbati» 5. L’amica Carla Tra i protagonisti del Novecento (e oltre)/Margherita Sarfatti al “Soldo” e nelle lettere/Dino Risi, lezioni di cinema/Lo stupore di Piero Chiara e gli incontri di Montecatini/I Falck, una «lunga e straordinaria amicizia»/Firenze, oh cara!/Indomita amica: l’epistolario con Magris 6. Seconda giovinezza letteraria La stagione del raccolto/Fino all’ultimo narratrice/Giovane è la parola. Vocazione e destino Ringraziamento di Livia Porta Bibliografia