VEGLIA D’AUTUNNO Istituto Carducci, viale Cavallotti 7, ore 18, ingresso libero
Salotto letterario e reading con Silvio Raffo, poeta, romanziere, saggista e docente universitario di letterature comparate. http://www.associazionecarducci.it/
introduzione di Vera Fisogni
Silvio Raffo legge alcune poesie sull’autunno e presenta il suo libro:
VINCENZO CARDARELLI
Autunno.
Già lo sentimmo venire
nel vento d’agosto,
nelle piogge di settembre
torrenziali e piangenti,
e un brivido percorse la terra
che ora, nuda e triste,
accoglie un sole smarrito.
Ora passa e declina,
in quest’autunno che incede
con lentezza indicibile,
il miglior tempo della nostra vita
e lungamente ci dice addio.
SETTEMBRE A VENEZIA
DI V. CARDARELLI
Già di settembre imbrunano
a Venezia i crepuscoli precoci
e di gramaglie vestono le pietre.
Dardeggia il sole l’ultimo suo raggio
sugli ori dei mosaici ed accende
fuochi di paglia, effimera bellezza.
E cheta, dietro le Procuratìe,
sorge intanto la luna.
Luci festive ed argentate ridono,
van discorrendo trepide e lontane
nell’aria fredda e bruna.
Io le guardo ammaliato.
Forse più tardi mi ricorderò
di queste grandi sere
che son leste a venire,
e più belle, più vive le lor luci,
che ora un po’ mi disperano
(sempre da me così fuori e distanti!)
torneranno a brillare
nella mia fantasia.
E sarà vera e calma
felicità la mia.
Autunno veneziano
L’alito freddo e umido m’assale
di Venezia autunnale,
Adesso che l’estate,
sudaticcia e sciroccosa,
d’incanto se n’è andata,
una rigida luna settembrina
risplende, piena di funesti presagi,
sulla città d’acque e di pietre
che rivela il suo volto di medusa
contagiosa e malefica.
Morto è il silenzio dei canali fetidi,
sotto la luna acquosa,
in ciascuno dei quali
par che dorma il cadavere d’Ofelia:
tombe sparse di fiori
marci e d’altre immondizie vegetali,
dove passa sciacquando
il fantasma del gondoliere.
O notti veneziane,
senza canto di galli,
senza voci di fontane,
tetre notti lagunari
cui nessun tenero bisbiglio anima,
case torve, gelose,
a picco sui canali,
dormenti senza respiro,
io v’ho sul cuore adesso più che mai.
Qui non i venti impetuosi e funebri
del settembre montanino,
non odor di vendemmia, non lavacri
di piogge lacrimose,
non fragore di foglie che cadono.
Un ciuffo d’erba che ingiallisce e muore
su un davanzale
è tutto l’autunno veneziano.Così a Venezia le stagioni delirano.
Pei suoi campi di marmo e i suoi canali
non son che luci smarrite,
luci che sognano la buona terra
odorosa e fruttifera.
Solo il naufragio invernale conviene
a questa città che non vive,
che non fiorisce,
se non quale una nave in fondo al mare.
ANTONIA POZZI
MORTE DI UNA STAGIONE
Piovve tutta la notte
sulle memorie dell’estate.
Al buio uscimmo
entro un tuonare lugubre di pietre,
fermi sull’argine reggemmo lanterne
a esplorare il pericolo dei ponti.
All’alba pallidi vedemmo le rondini
sui fili fradice immote
spiare cenni arcani di partenza
e le specchiavano sulla terra
le fontane dai volti disfatti.
VERLAINE
Chanson d’automne
Les sanglots longs
Des violons
De l’automne
Blessent mon coeur
D’une langueur
Monotone.Tout suffocant
Et blême, quand
Sonne l’heure,
Je me souviens
Des jours anciens
Et je pleureEt je m’en vais
Au vent mauvais
Qui m’emporte
Deçà, delà,
Pareil à la
Feuille morte.
Un grand sommeil noir
Un grand sommeil noir
Tombe sur ma vie :
Dormez, tout espoir,
Dormez, toute envie !
Je ne vois plus rien,
Je perds la mémoire
Du mal et du bien…
O la triste histoire !
Je suis un berceau
Qu’une main balance
Au creux d’un caveau :
Silence, silence !
BAUDELAIRE
Presto c’immergeremo nelle fredde tenebre;
addio, vivida luce di estati troppo corte!
Sento già cadere con un battito funebre
la legna che rintrona sul selciato delle corti.
Tutto l’inverno in me s’appresta a rientrare;
ira, odio, brividi, orrore duro e forzato
lavoro e, come il sole nel suo inferno polare
il cuore non sarà più che un blocco rosso e ghiacciato.
Rabbrividendo ascolto ogni ceppo che crolla;
non ha echi più sordi l’alzarsi di un patibolo.
Il mio spirito è simile alla torre che barcolla
ai colpi dell’ariete instancabile e massiccio.
Mi pare, cos’ cullato da questo tonfo monotono,
che una bara qui accanto si stia inchiodando d’urgenza.
Per chi? – E’ autunno: soltanto ieri era estate!
Questo suono misterioso sa di partenza.
EMILY DICKINSON
Autunno
Sono più miti le mattine
E più scure diventano le noci
E le bacche hanno un viso più rotondo,
La rosa non è più nella città.
L’acero indossa una sciarpa più gaia,
E la campagna una gonna scarlatta.
Ed anch’io, per non essere antiquata,
Mi metterò un gioiello.
Gemmea l’aria, il sole così chiaro
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l’odorino amaro
senti nel cuore…
Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
di nere trame segnano il sereno,
e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante
sembra il terreno.
Silenzio, intorno: solo, alle ventate,
odi lontano, da giardini ed orti,
di foglie un cader fragile. E’ l’estate
fredda, dei morti.
GUIDO GOZZANO
da La signorina Felicita, ovvero la felicità
…
Pensa i bei giorni d’un autunno addietro,
Vill’Amarena a sommo dell’ascesa
coi suoi ciliegi e con la sua Marchesa
dannata, e l’orto dal profumo tetro
di busso e i cocci innumeri di vetro
sulla cinta vetusta, alla difesa…
Vill’Amarena! Dolce la tua casa
in quella grande pace settembrina!
La tua casa che veste una cortina
di granoturco fino alla cimasa:
come una dama secentista, invasa
dal Tempo, che vestì da contadina.
Bell’edificio triste inabitato!
Grate panciute, logore, contorte!
Silenzio! Fuga dalle stanze morte!
Odore d’ombra! Odore di passato!
Odore d’abbandono desolato!
Fiabe defunte delle sovrapporte!
COMUNICATO STAMPA COOP ALFA DI LOMAZZO OFFICINA DELLA NARRAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE STRINGHE COLORATE con il Patrocinio del Comune di Lomazzo
invitano alla presentazione del libro
COME LE SCARPE NEL FRIGORIFERO Storie di una vera cooperativa sociale comasca edito dall’Officina della narrazione
SABATO 3 DICEMBRE ALLE ORE 16.30
PRESSO LA BIBLIOTECA COMUNALE DI LOMAZZO via Brolo S. Vito 4
Seguirà un dibattito sui 30 anni della Cooperativa sociale Alfa e sulla collaborazione con l’azienda LU-VE.
Partecipano alla tavola rotonda: Rampoldi Venanzia Maria, presidente in carica Antonio Gervasio, vice presidente Laura Benzoni, già presidente di Coop Affa Marco Citterio, già presidente della Camera di Commercio di Como Giacomo Castglioni, presidente della Fondazione della comunità comasca
Coordina Alberto Terzi, curatore del libro
Seguirà rinfresco e brindisi del trentennale Per festeggiare una cooperativa che non ha mai avuto una grande risonanza pubblica, ma che, nel silenzio, ha attivato progetti innovativi come ad esempio l’inserimento in un’azienda multinazionale di una ventina di soggetti disagiati, con disturbo psichiatrico o altre disabilità.
L’azienda si chiama LU-VE e produce scambiatori di calore e anch’essa compie 30, viva la sincronia. COME LE SCARPE NEL FRIGORIFERO è un libro di storie vere, un piccolo mazzo di storie, tuttavia pochissime tra tutte quelle capitate in 30 anni alla Cooperativa sociale Alfa di Lomazzo. I protagonisti sono i soci lavoratori e alcuni dei soci che, nel corso degli anni, hanno amministrato concretamente questa impresa sociale, che ha ben poco dell’impresa, ma ha piuttosto dovuto fare i conti con le vite di molte persone e comunque con il bilancio economico fatto di entrate ed uscite. A queste persone abbiamo aggiunto anche due interviste: una al titolare della ditta LU-VE che ha dato il via a una sperimentazione interessante di integrazione lavorativa con la coop Alfa e uno dei dirigenti-cuore, quello che ha seguito più da vicino questa avventura, perché di avventura si è trattato senza averla nemmeno prevista.
Gli autori dei testi sono scrittori della nostra piccola casa editrice, Officina della narrazione, persone che hanno accettato volontariamente di intervistare chi ha dato la sua disponibilità a raccontare la sua storia. Tutto ciò è stato fatto con grande entusiasmo e, senza neanche farci caso, tutti si sono trovati coinvolti in un condominio di umanità 10.0, la nuova realtà che farà incontrare le persone dal vivo, e non attraverso i social, che prenderà in carico i problemi veri con uno spirito di accoglienza che prescinde obblighi, leggi, e nemmeno soldi.
Jeanne Failevic, Veronique Pellisier, Illustrato da Cecile Gambini Editoriale Scienze, 2014, 90 p. Illustrato Età di lettura: scuole primarie secondo ciclo
Ancora una volta un libro illustrato per scoprire e conoscere in modo inedito la natura e più precisamente il mondo delle piante e i loro segreti. Partendo da una serie di quesiti per nulla scontati, ognuno corrispondente ad un capitolo, il testo infatti fornisce informazione scientifiche, curiosità e notizie per conoscere meglio i vegetali e il loro ciclo vitale: le piante sono maschi o femmine? Come nascono? Le piante mangiano? Fanno la cacca? Si spostano? Sono forti? Sanno difendersi? Parlano? Muoiono? Sono intelligenti?
Sono queste le domande alle quali gli autori hanno fornito una risposta adottando uno stile ironico, chiaro e dettagliato per permettere ai lettori di apprendere i primi rudimenti di botanica e di comprendere meglio i processi vitali delle piante, le loro caratteristiche, le loro peculiarità, anche…
Limen è la soglia per il cambiamento, dimora della trasformazione da staticità a dinamicità, da immobile pietra ad aura vitale, dove il passato e il futuro vengono a contatto in una luce che è il presente. Limen, per gli antichi latini la soglia, l’inizio, il principio, offre una nuova chiave di lettura su un monumento storico di fondamentale importanza per la città di Como.
Sette luci dal caratteristico raggio luminoso molto definito e puntuale illuminano alcuni specchi collocati a pavimento, creando un gioco di riflessi luminosi in varie direzioni, all’interno della torre. Grazie a degli speciali sensori collocati a pavimento, lo spettatore, passando attraverso la porta, entra all’interno dell’installazione diventandone protagonista.
A ogni luce corrispondono inoltre dei feedback sonori, che sommandosi tra loro producono una colonna sonora sempre nuova ad ogni differente interazione. Il suono della luce è, in questo caso, il suono della fonte energetica che la produce, la mole silenziosa della torre medievale diventa cassa di risonanza dei suoni prelevati dai lampioni della città. Si crea così un dinamico dialogo luminoso e sonoro tra spettatore e installazione. Come in un palcoscenico teatrale la maestosa torre si svela in una luce tutta nuova sopra gli occhi degli spettatori.
IL RISVEGLIO DELLE PAROLE Teatro San Francesco, via Manzoni 4, Appiano Gentile, ore 21
Il risveglio delle parole. Spettacolo teatrale della compagnia Ubriachi di Parole, regia di Marco Ballerini. Cinque sono le vocali, cinque sono gli attori sul palco. Le vocali prendono vita e danno inizio a una sorta di replica della vita dell’uomo. I testi utilizzati nello spettacolo sono svariati: dalla poesia alla prosa, dal monologo teatrale al discorso becero, il tutto all’insegna della leggerezza e del sorriso.
«Via le auto da via Milano bassa». Lo chiedono i commercianti del tratto di strada in questione. Il “Burg Drizz”, per dirla alla comasca.Sii tratta di una risposta ai contributi chiesti da Palazzo Cernezzi ai cittadini sulla futura configurazione urbanistica della città.