CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival · Guarracino Vincenzo · Poesie

Vincenzo Guarracino presenta il Quaderno dell’Acàrya n. 50. Canti vari di Grazio Caliandro, Centro civico comunale, via Grandi 21, ore 21.15

ACARYA 2017
Centro civico comunale, via Grandi 21, ore 21.15, ingresso libero

Vincenzo Guarracino presenta il Quaderno dell’Acàrya n. 50. Canti vari di Grazio Caliandro.

Sorgente: BiBazz | Venerdì 12 maggio

a: da classificare · Berra Pietro · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Villa del Grumello · Villa Sucota

In riva al lago di Como sulle orme di Alessandro Volta, di Pietro Berra, in La Provincia 5 maggio 2017

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Alberi · AUTORI · BIBLIOGRAFIE, LIBRI e EDITORI · GIARDINO, ORTO, FRUTTETO, TERRAZZAMENTI in Coatesa

PLANT REVOLUTION. Le piante hanno già inventato il nostro futuro, di  Stefano Mancuso, Giunti editore, 2017

Plant RevolutionLe piante hanno già inventato il nostro futuroStefano Mancuso

Sorgente: Plant revolution di Stefano Mancuso – Giunti Editore


Sommario

Prefazione

I. Memorie senza cervello

Animali o piante: l’esperienza insegna

La pianta non ha la memoria corta

II. Dalle piante ai plantoidi

L’approccio bioispirato è una novità?

Perché le piante

Individualità nelle piante

Il plantoide: un esempio di bioispirazione vegetale

III. La sublime arte della mimesi

Un modello, un mimo, un destinatario

La Boquilla trifoliata, regina della mimesi,e gli ocelli delle piante

Piante, pietre e segnali colorati

Risorse umane. O meglio, l’uomo come risorsa delle piante

IV. Muoversi senza muscoli

Eppur si muovono!

Pigne e reste di avena

Un seme molto attivo: l’Erodium cicutarium

V. Capsicofagi e altri schiavi delle piante

L’arte della manipolazione

Spacciatori e consumatori di nettare extrafiorale

Quella volta in cui incontrai i miei primi capsicofagi

Manipolazione chimica

VI. Democrazie verdi

Alcune considerazioni preliminari sul corpo delle piante

Chi risolve problemi e chi li evita

Sciami di radici e insetti sociali

Ateniesi, api, democrazia e moduli vegetali

Il teorema della giuria

La partita doppia della logica

Organizzazione e caos

Cooperativi come le piante

VII. Archipiante

Torri come rami

La Victoria amazonica: come una foglia salvò la prima Esposizione universale

Cactus, acqua e grattacieli

VIII. Cosmopiante

Le nostre compagne di viaggio nello spazio

Paria dei cieli

IX. Vivere senza acqua dolce

La disponibilità di acqua dolce non è illimitata…

Vivere di acqua salata

Jellyfish Barge – la serra galleggiante


qui un estratto del libro

https://tolinoreader.ibs.it/reader/index.html#/epub?epuburl=https:%2F%2Fcdp.pageplace.de%2Fcdp%2Fpublic%2Fpublications%2FDT0245%2F9788809857230%2FPREVIEW%2F9788809857230_preview.epub&lang=it_IT

a: da classificare · Manoukian Agopik · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Torno

Sul filo della storia, DAL FILO DI LANA AL FILO DI FERRO, AL FILO …, Ricerca sulla STORIA ECONOMICA DI TORNO dal 1900 a oggi, a cura di Silvana Beccarelli, Agop Manoukian, Vincenzo Marrano, Jacopo Pigoni e Giorgio Ratto, in Via De Benzi 17, Torno, ore 21. 2° serata: 21 aprile 2017. APPUNTI a cura di Paolo Ferrario

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vai alla 1° serata:

Sul filo della storia, DAL FILO DI LANA AL FILO DI FERRO, AL FILO …, Ricerca sulla STORIA ECONOMICA DI TORNO dal 1900 a oggi, a cura di Silvana Beccarelli, Agop Manoukian, Vincenzo Marrano, Jacopo Pigoni e Giorgio Ratto, in Via De Benzi 17, Torno, ore 21. 1° serata: 7 aprile 2017. APPUNTI a cura di Paolo Ferrario

Architettura · Cani Fabio

presentazione del secondo volume di XXCO – L’architettura del XX secolo in provincia di Como (1946-2000) in compagnia dell’autore, Fabio Cani, Sabato 29 aprile ore 17.30 (Como, via Gerolamo Borsieri 16)

Sabato 29 aprile ore 17.30,
presso la nostra sede
(Como, via Gerolamo Borsieri 16)
presentazione del secondo volume di

XXCO – L’architettura del XX secolo in provincia di Como
(1946-2000)

in compagnia dell’autore, Fabio Cani

XXCO: UNA COPPIA DI LIBRI PER IL NOVECENTO COMASCO

XXCO – L’architettura del XX secolo in provincia di Como. 1900-1945

XXCO – L’architettura del XX secolo in provincia di Como. 1946-2000
Se il Novecento comasco resta, nel suo complesso, un grande sconosciuto, la sua seconda metà è persino un enigma. L’affermazione può suonare provocatoria, ma è la semplice verità. Incredibilmente, infatti, man mano che ci si avvicina all’attualità le nostre conoscenze diminuiscono, o quantomeno si fanno più incerte e confuse. Aderendo senza pensarci troppo all’invito manzoniano di lasciare “ai posteri l’ardua sentenza”, la città e il territorio non si preoccupano mai di capire e di conoscere cosa sia successo negli ultimi decenni.

Ciò vale anche per l’architettura. Se, per i primi decenni del secolo, l’interesse verso alcuni gruppi e stili (i razionalisti, il liberty, il futurismo) ha prodotto una certa proliferazione di studi, anche se ha avuto l’effetto di oscurare – a volte – altri protagonisti, per la seconda metà le ricerche sono davvero poche. Eppure gli argomenti di sicuro interesse non mancano: l’eredità dei razionalisti, il ruolo non secondario del Comasco nell’elaborazione di modelli residenziali economici, la ricaduta sul territorio delle nuove istanze ecclesiali prodotte dal Concilio Vaticano II, il confronto tra il dibattito internazionale e la produzione locale, l’emergere di linguaggi locali capaci di attirare l’interesse generale (come per la scuola “ticinese”). Tutte cose che per lo più sono rimaste confinate in qualche articolo in punta di penna o in contributi di specializzazione estrema.

Viceversa, basta armarsi di una buona dose di curiosità e di una discreta voglia di girovagare per trovare – dentro e fuori il capoluogo, sulle ridenti sponde del lago come nell’operosa pianura verso Milano, nelle vallette come sulle cime – opere degne di considerazione, in grado di illuminare una cultura architettonica che non sfigura nemmeno messa a confronti con i grandi capolavori degli anni Trenta. Ma non sono solo le opere dei maestri del secondo Novecento riconosciuti a livello internazionale a evidenziare l’interesse del territorio, sono anche e soprattutto le molte realizzazioni nate da un rapporto diretto con il contesto (sia dal punto di vista morfologico che da quello culturale) a contribuire alla qualità dell’architettura comasca e lariana del secondo Novecento.

Facendo un grande sforzo di selezione, per gli anni dal 1945 al 2000, XXCO presenta 215 edifici, tutti (o quasi) visibili, almeno da lontano, e tutti (o quasi) documentati con precisione: un patrimonio distribuito in ogni angolo della provincia, e per ogni tipologia di costruzione. Ci si può così rendere conto che molti più noti prodotti “made in Como” sono nati in edifici di grande interesse (e la cosa non può essere considerata di scarso significato) o che persino l’intervento pubblico ha saputo coniugare – a tratti – le esigenze pratiche con la creatività progettuale. Senza esagerare, si può dire che molte di queste architetture sarebbero degne di entrare nell’immaginario collettivo, di essere viste e visitate, integrate in una rete di percorsi alla scoperta di un territorio che, anche nei tempi più recenti, non è stato solo martoriato, ma a volte anche valorizzato.

E in ogni caso resta di fondamentale importanza prendere coscienza di cosa è oggi la realtà di Como e del territorio circostante e di come è diventata così.

a: da classificare · Guarracino Vincenzo · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Lario · Poesie

In gita sul Lario con i poeti. Scrittori e artisti nell’antologia di Vincenzo Guarracino: LAGO D’ARTE E DI POESIA , Carlo Pozzoni editore, 2016. Recensione in Corriere della Sera, 15 aprile 2017

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Guarracino Vincenzo · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Lario · Poesie

la recensione di DAVIDE FENT al libro: VINCENZO GUARRACINO, LAGO D’ARTE E DI POESIA. In gita sul Lario in compagnia di artisti e scrittori, Carlo Pozzoni editore, 2016. #lagodicomo

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vai al sito di Carlo Pozzoni fotoreporter ed editore

http://www.carlopozzoni.it/

Luoni Basilio (1941-2024) · Passeggiate

Dal centro storico di Palanzo alla Chiesa del Soldo sul percorso della storica Via Crucis: nelle strade del paese e ad alcune “stazioni” Basilio Luoni racconterà, nel dialetto lezzenese, la “sua” Via Crucis, 9 aprile 2017

Itinerari culturali

Teatro Montano
Frammenti di una Via Crucis

Palanzo | 9 Aprile 2017, al tramonto
Domenica delle Palme | ore 17.00-19.30

Testi di Basilio Luoni
Canti tradizionali della Passione, Corale Bilacus di Bellagio diretta da IsidoroTaccagni

Dal centro storico di Palanzo alla Chiesa del Soldo sul percorso della storica Via Crucis: nelle strade del paese e ad alcune “stazioni” Basilio Luoni racconterà, nel dialetto lezzenese, la “sua” Via Crucis, immaginando di aver raccolto le testimonianze dei testimoni che secoli di tradizioni hanno fissato in figure popolari nell’iconografia, nella narrativa e nella musica.
I brani recitati saranno accompagnati dalla Corale Bilacus che eseguirà canti dialettali sulla Passione di diverse regioni italiane con voci maschili a cappella. Lo Stabat Mater sarà invece eseguito da due voci femminili.

Il percorso si snoderà a partire dal borgo antico, lungo il comodo sentiero che conduce alla Madonna del Soldo (circa 1km, modesto dislivello)
Sul posto i partecipanti riceveranno una radioguida, che consentirà un chiaro ascolto del recitativo. Sarà loro consegnato anche un libretto con le liriche in Lezzenese e relativa traduzione, e con i testi delle canzoni corredate di alcune note esplicative.

Ampio parcheggio presso il campo sportivo di fianco alla scuola elementare, a 300 mt. (in salita) dalla Chiesa parrocchiale.

Programma (scaricabile a questo link)
ore  17.00  Ritrovo sul sagrato della Chiesa parrocchiale | Registrazione e ritiro della radioguide | Piccola merenda offerta e possibilità di visita del borgo in autonomia
ore  18.00 Inizio del percorso di Via Crucis dalla piazza antistante l’antico Torchio cinquecentesco
ore  19.30 Arrivo alla Madonna del Soldo, ultima stazione della Via Crucis
ore  20.00 Per chi l’avrà prenotata, cena rustica in piazza ( affettati, risotto alla pancetta e rosmarino, piccola zuppa di cipolle, formaggi, torta di pane, acqua, vino e caffè – € 15.00 )

L’iniziativa potrà avere luogo in assenza di pioggia. In caso di annullamento i partecipanti saranno informati entro venerdì 7 Aprile tramite e-mail.

Sorgente: Teatro Montano. Frammenti di una Via Crucis

a: da classificare · Poesie · Pozzi Antonia

La Poetica di Antonia Pozzi: fotografie di Paola Cominato

Avatar di arttherapyit

Confluiscono nella nostra mente migliaia di informazioni in grado di generare nel cervello una propria realtà che cerca costantemente un riscontro nel corpo. Questi circuiti cerebrali sono in contatto con una fitta rete interattiva ed interpersonale e formano un enorme organismo in continuo movimento. La mostra racconta (attraverso fusioni e sovrapposizioni di immagini) emozioni urlate o sussurrate, frammenti di ricordi, finzioni e dolori che appartengono all’animo umano. Momenti vissuti e impressi per sempre nella mappa della memoria corporea ricordandoci che il contatto profondo con la natura e gli altri esseri umani plasma le nostre funzioni neurali e che congiunzione, sovrapposizione e fusione sono meccanismi fondamentali nella nostra vita. I titoli delle opere sono tratti dalle poesie di Antonia Pozzi.

Paola Cominato vive a Bologna. Si laurea in Pittura all’Accademia di Belle Arti e successivamente in Psicologia Clinica, specializzandosi in Psicoterapia Espressiva ed Arte Terapia. Nel lavoro fotografico racconta la difficoltà…

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CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival · Manoukian Agopik · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Torno

Sul filo della storia, DAL FILO DI LANA AL FILO DI FERRO, AL FILO …, Ricerca sulla STORIA ECONOMICA DI TORNO dal 1900 a oggi, a cura di Silvana Beccarelli, Agop Manoukian, Vincenzo Marrano, Jacopo Pigoni e Giorgio Ratto, in Via De Benzi 17, Torno, ore 21. 1° serata: 7 aprile 2017. APPUNTI a cura di Paolo Ferrario

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Com’è cambiata Torno negli ultimi cento anni?

Che lavoro faceva la gente all’inizio del secolo scorso?

Che lavoro fa oggi?

E quali sono le prospettive per il futuro?

Queste sono alcune  domande alla base della ricerca sulla storia economica di Torno dal ‘900 a oggi, che verrà presentata in due serate (venerdì 7 e venerdì 21 aprile, alle ore 21.00) presso la sede dell’Associazione Culturale “Via de Benzi 17” in via de Benzi 17 a Torno.

Un gruppo di soci dell’Associazione costituito nel maggio del 2016  e composto da Silvana Beccarelli, Agop Manoukian, Vincenzo Marrano, Jacopo Pigoni e Giorgio Ratto si è impegnato nella raccolta e ricerca di racconti di famiglia, di pubblicazioni già esistenti, di documenti d’archivio e di immagini d’epoca al fine di ricomporre un quadro d’insieme  dell’evoluzione economica e sociale intervenuta a Torno nel corso del tempo e di individuare  i fattori che hanno favorito o rallentato i cambiamenti.

Ci auguriamo che questa iniziativa  possa suscitare interesse in chi abita a Torno e anche in chi si interroga sulle vicende di un piccolo comune lariano.

vai alla 2° serata:

https://coatesa.com/2017/05/04/sul-filo-della-storia-dal-filo-di-lana-al-filo-di-ferro-al-filo-ricerca-sulla-storia-economica-di-torno-dal-1900-a-oggi-a-cura-di-silvana-beccarelli-agop-manoukian-vincenzo-marrano-jacopo-p-2/

APPUNTI della prima serata, 7 aprile 2017

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a: da classificare · CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival · Guarracino Vincenzo · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Lario · Poesie

LAGO D’ARTE E DI POESIA, a cura di Vincenzo Guarracino, al Gruppo letterario Acàrya, 17 marzo 2017, al Centro Civico di Via Achille Grandi n. 21, Como

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Guarracino Vincenzo · Poesie

Vincenzo Guarracino. Leopardi en el cine – in Revista La Otra – da Tracce e Sentieri

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Profesor, poeta y traductor italiano Vincenzo Guarracino nos lleva de la mano a una de sus pasiones y erudiciones, Giacomo Leopardi, a quien ahora enfoca desde la pantalla grande.

A pesar de su carácter solitario (“Eremita de los Apeninos”, en su propia definición de sí mismo), Giacomo Leopardi vive en el imaginario de todos, además de por lo fascinante de su pensamiento y su vida, en ciertos versos de vertiginosa profundidad (Arcano è tutto / fuor che il nostro dolor”), en ciertas patéticas invocaciones (“Silvia, rimembri ancora…?”), en ciertas desconsoladas conclusiones (“Perì l’inganno estremo, / ch’eterno io mi credei. Perì…”). Pero, quizá, sobre todo por su poesía  El Infinito: “apertura musical de una nueva era”, según De Sanctis, o “canto raptado” por una exigencia espiritual, a decir de un poeta como Davide Maria Turoldo.
Es justamente en torno a este idilio donde se han concentrado reflexiones e interpretaciones empeñadas en resolver el “enigma” Leopardi, con lenguajes y perspectivas muy diversas; tres entre ellas: la música ligera (una cancioncita de 1968 de Jonny Dorelli  titulada L’immensità), la publicidad  (con un verso “e il naufragar m’è dolce in questo mare” utilizado en clave promocional) y por último el cine.
Dejando de lado la adaptación a la pantalla y el teatro de las Operette Morali (entre ellas elDialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggiere, de Ermanno Olmi en 1954) y un título, Vaghe stelle dell’Orsa, de Luchino Visconti en 1965, extraído del comienzo del canto Le ricordanze, la fortuna de Leopardi en el cine parte precisamente de aquí, de la película Idillio de Nelo Risi, seguido de Pisa donne e Leopardi, dirigido por Roberto Merlino, y por el reciente Il giovane favoloso de Mario Martone. Junto a estos, merece una mención la palícula Marco Tullio Giordana, I Cento Passi del 2000

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Sorgente: Vincenzo Guarracino. Leopardi en el cine – Revista La Otra

Sorgente: Vincenzo Guarracino. Leopardi en el cine – in Revista La Otra – Tracce e Sentieri