ARTE · COMO città · Luoni Basilio (1941-2024)

ciclo di incontri Arte in movimento. Dialoghi sull’arte contemporanea

ARTE IN MOVIMENTO
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Dall’11

marzo al 27 maggio l’Accademia di Belle Arti Aldo Galli di Como e NodoLibri vi invitano al ciclo di incontri Arte in movimento. Dialoghi sull’arte contemporanea. Una serie di confronti tra storici dell’arte, operatori culturali, professionisti e docenti dedicati a una esplorazione degli scenari attuali dell’arte contemporanea.

Si tenterà di delineare, partendo dalla complessità del Novecento, un campo interpretativo in cui collocare le esperienze artistiche più recenti nonostante la loro naturale frammentazione. Gli ordinatori concettuali scelti sono: memoria, tradizione, visione, parola, scena, archivio e saranno analizzati in un itinerario di sei incontri aperti a tutti gli interessati.

Programma

11 marzo – Cosa resta del Novecento
Cecilia Liveriero Lavelli, Bianca Tosatti, Marco De Michelis
Coordina: Rosa De Rosa

25 marzo
– Nuovi scenari del restauro
Alberto Artioli, Angelo Sesana, Stefano Della Torre
Coordina: Vanda Franceschetti

8 aprile – La poesia della visione
Basilio Luoni, GIulia Niccolai, Piero Marelli
Coordina: Vincenzo Guarracino


15 aprile – La forma della parola
Moreno Gentili, Paolo Colombo, Luca Scarlini
Coordina: Gerardo Monizza

13 maggio – Scene per altre vite
Alessio Brunialti, Sarah Maestri, Laura Negretti, Silvio Soldini
Coordina: Paolo Lipari

27 maggio
– Le stanze della memoria
Damiano Cattaneo, Emma Zanella, Antonio Citterio
Coordina: Luigi Cavadini


Accademia Galli, Aula Magna (via Petrarca 9, Como) ore 18.00
Info: 031.301430 – info@accademiagalli.com

 

http://www.nodolibri.it

Nodo Snc
Via Volta, 38 – 22100 Como, Italia
Tel: +39031 243113 :: Fax: +39 031 273163
Email: info@nodolibri.it

Pozzi Antonia

Antonia Pozzi e Tullio Gadenz, Epistolario (1933-1938), di Patrizia Garofalo in LUA libera università dell’autobiografia

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Come nel “cantico dei cantici”, tradotto dall’ebraico nella trasposizione poetica di Agostino Venanzio Reali, si auspica un futuro nell’ampiezza celeste, vicino alle montagne così nell’epistolario dei due poeti si delinea l’ipotesi salvifica di un’esistenza defilata che penetri il senso dell’esistenza stessa.

Amato – “Tu che soggiorni dentro un paradiso
fammi la tua voce riudire
Amata – Tornami a sembrare, amato mio
un cervo, un capriolo sui profili
dei monti che fragrano, viola.”

Antonia Pozzi – “Radici/ profonde nel grembo di un monte/ conservano un sepolto segreto/ di origini – e quello per cui mi riapro/ stelo/ di pallide certezze”.

Tullio Gadenz – “Ma esser vorrei/ Di un grand’albero/ In una oscura/ Sera / la più Profonda/ Radice.”

Incontri di intensa tonalità, di totale reciprocità e incanto che preludono ad una intesa più ampia e totale e totalizzante che dall’aleph della terra abbraccia tutto il creato fino all’immagine sinestetica del profilo dei monti che “fragrano” viola.
…..

l’intero post qui: Libera Universita’ Autobiografia – Epistolario (1933-1938) – Antonia Pozzi Tullio Gadenz.

Eterni · Lago · Severino Emanuele

Giacomo Leopardi, L’infinito, lettura di Massimo De Francovich

La lettura è tratta da una trasmissione radiofonica dedicata alla interpretazione di Emanuele Severino del pensiero poetante di Giacomo Leopardi.

Il paesaggio è il lago di Com

da: Antologia del Tempo che Resta.

Manoukian Agopik · Storia e Economia

Lechler. Storia e Racconti di un Marchio. In occasione del centenario di Lechler italiana si completa la collana in tre volumi scritta dal dottor Agop Manoukian, presidente di Lechler S.p.A., edita dalla casa editrice OEMME di VeneziaLechler. Storia e Racconti di un Marchio

Lechler. Storia e racconti di un Marchio

In occasione del centenario di Lechler italiana si completa la collana in tre volumi scritta dal dottor Agop Manoukian, presidente di Lechler S.p.A., edita dalla casa editrice OEMME di VeneziaLechler. Storia e Racconti di un Marchio:

  • Vernici e smalti dal 1858 VOL.1 (lingua italiana) 
    Paints and Coatings since 1858 VOL.1 (lingua inglese)
    Christian Lechler, farmacista tedesco, nel 1856 brevetta una lacca speciale per la verniciatura dei metalli. Decide di vendere la farmacia e, nel 1858, a Stoccarda, fonda la società Chr. Lechlerche da subito si specializza nella fornitura di vernici per il comparto ferroviario. E’ l’inizio di una lunga storia in cui lo studio e la ricerca chimica diventano chiave del successo imprenditoriale della società. Il volume si conclude con il racconto delle vicende della filiale italiana di Lechler che viene aperta a Ponte Chiasso nel 1889
  • Cent’anni di Lechler italiana VOL.2 (italiano)
    E’ la storia della Lechler italiana che nasce il 24 febbraio 1910 quando Giuseppe Brizzolara, Domenico La Regina e Alessandro Rizzi, dipendenti della filiale, ne acquistano la proprietà e il marchio con il sostegno di una Banca locale e di un piccolo nucleo di investitori. Il volume non si limita a raccontare la secolare storia di quella che inizialmente prende il nome di Chr. Lechler & Figlio Successori snc. Fabbrica italiana di vernici e smalti, ma ripercorre, attraverso le sue vicende, le evoluzioni della chimica italiana delle vernici ricostruendone i cambiamenti e gli sviluppi tecnologici in uno stile narrativo scorrevole ma ben documentato
  • Attraverso le immagini (didascalie in italiano)
    Through Images (didascalie in inglese)
    La trilogia Lechler si conclude con la raccolta iconografica curata da Agop Manoukian, Fabio Camozzi e Luciano Valli.
    La storia di Lechler è qui raccontata attraverso le immagini che ritraggono i protagonisti delle vicende societarie e della vita lavorativa, i documenti storici, i messaggi pubblicitari, le etichette, confezioni e cartelle colore distribuiti secondo un ordine cronologico scandito dall’evoluzione del marchio Lechler

Sfoglia on line un estratto del volume “Attraverso le immagini”!
Clicca sull’immagine per ingrandire



Per conoscere la disponibilità dei testi presso le biblioteche della Lombardia e del Canton Ticino (CH), consulta l’elenco.

da: Lechler. Storia e Racconti di un Marchio

2010

Lechler festeggia 100 anni di storia, colmi di avanguardia, sfide, evoluzioni e progressi. Una storia tutta italiana che nasce il 24 febbraio 1910 quando l’azienda Chr. Lechler & Figlio Successori di Ponte Chiasso acquisisce i diritti sul marchio e diventa una Fabbrica italiana di vernici e smalti. Il dottor Agop Manoukian, presidente di Lechler S.p.A., scrive il secondo volume della collana Lechler. Storia e Racconti di un Marchio dal titolo “Cent’anni di Lechler italiana”, unitamente alla raccolta iconografica “Attraverso le immagini”.

2008

Lechler celebra il 150° anniversario della nascita del marchio; per l’occasione, il dottor Agop Manoukian, presidente di Lechler S.p.A., scrive il primo volume della collana Lechler. Storia e Racconti di un Marchio dal titolo “Vernici e Smalti dal 1858” pubblicato dalla casa editrice OEMME.

2008

Viene installato il nuovo impianto industriale per prodotti all’acqua presso il Site di Foligno

2007

Viene acquisito lo storico marchio Stoppani, affermatosi negli anni nel settore della Rivendta con prodotti vernicianti di qualità, distribuiti anche nei principali mercati europei del settore Yachting.

2006

Nasce LechlerTech, il nuovo brand che racchiude la proposta per le imprese industriali che, attraverso la verniciatura dei propri manufatti, vogliono aggiungere un valore competitivo al proprio prodotto sul mercato.

2006

Viene installato il nuovo impianto Hydrofan presso il Site di Foligno, che segna l’inizio della terza generazione del sistema all’acqua per la carrozzeria, denominata H3O

2001

Viene inaugurato il Centre for Excellence, un’area polifunzionale dedicata alla formazione ed all’aggiornamento di clienti ed utilizzatori dei prodotti di tutte le brand del gruppo.

2001

Viene deliberata la costituzione di Lechler S.p.A. che accorpa tutte le società italiane del Gruppo.

1999

Nasce Hydrofan, un innovativo sistema di prodotti a base acqua per carrozzeria, che riduce sensibilmente le emissioni di solvente in atmosfera.

1999

A Kassel in Germania apre Lechler Coatings GmbH, è la quarta filiale Lechler in Europa.

1998

Tutte le attività legate al prodotto verniciante per l’edilizia vengono accorpate in un nuovo marchio: Chrèon.

1998

Fortissimo impulso alle attività internazionali: a Barcellona nasce Lechler Coatings Iberica e a Grenoble Lechler Coatings France.

1996

Lechler ottiene la certificazione di qualità secondo le normative ISO 9001.

1995

Apertura a Manchester della prima filiale europea: nasce nel Regno Unito Lechler Coatings UK. Si avvia la fase di internazionalizzazione di Lechler

1991

Acquisizione di Argon, azienda di Ospedaletto Lodigiano (Lo) che produce inchiostri e macchine da Stampa.

1980

Acquisizione di un’azienda con sede a Foligno (PG) che produce vernici per l’Edilizia.

1980

Con lo sviluppo dei sistemi polivalenti, Lechler entra nel settore della General Industry.

1972

Nasce BSB, il nuovo sistema a doppio strato per la carrozzeria.
Il prodotto viene utilizzato negli stabilimenti di Rivalta (TO) per i nuovi modelli in tinta metallizzata della Fiat 128 e 131.

1970

Ha inizio l’espansione delle attività produttive presso i nuovi stabilimenti di Como in località Rebbio e Luisago.

1962

F.lli Manoukian-Frama entra nel mercato degli inchiostri con il marchio Manoukian.

1956

Con l’ingresso dell’ing. Noubar Manoukian si avvia una fase di forte ristrutturazione tecnico-produttiva.

1950

Il marchio Frama promuove la nuova linea di prodotti per Edilizia e Belle arti.

1948

Nasce la F.lli Manoukian Frama che sviluppa prodotti per il settore della Cosmesi.

1938

Le attività dell’azienda vengono orientate verso la produzione e la commercializzazione di prodotti vernicianti ad alte prestazioni nei settori della carrozzeria e dell’industria.

1932

Nasce Syntex, il primo smalto a base di resine alchiliche fabbricato su formulazione originale italiana.

1925

Con l’ingresso del dottor Onnik Manoukian si rafforza l’attività autonoma di Ricerca e Sviluppo.

1910

La filiale italiana si rende indipendente.
Ad essa resterà legato indissolubilmente il marchio Lechler nel settore delle vernici.

1889

Viene aperta a Ponte Chiasso (Como) la filiale italiana.

1858

Christian Lechler fonda in Germania, a Stoccarda l’omonima fabbrica di vernici e smalti.

Casa della Poesia, Como · COMO città · CULTURA e CULTURA LOCALE · Poesie

L’amaro sale”di Wolfango Testoni. L’autore dialoga con Laura Garavaglia, La Casa della Poesia di Como

 

L’amaro sale”di Wolfango Testoni. L’autore dialoga con Laura Garavaglia

Venerdì 10 dicembre 2010, alle 20.30, Wolfango Testoni presenta al quotidiano L’Ordine, sede de La Casa della Poesia, “L’amaro sale”, la sua raccolta poetica, edita per i tipi di LietoColle.

Venerdì 10 dicembre, alle 20.30, presso la sala conferenze del quotidiano L’Ordine, Wolfango Testoni dialogherà con Laura Garavaglia  e presenterà il suo libro  “L’amaro sale” (LietoColle, 2010). Accompagnamento musicale del percussionista Marco Beschi.Wolfango Testoni, comasco, insegnante di educazione artistica e storia dell’arte nelle scuole medie superiori, è diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel corso della sua carriera  ha esposto in una collettiva alla Sokei Academy of Fine Arts e presso la Galleria d’Arte Contemporanea a Stoccolma. Ha seguito diversi progetti socioculturali nella città di Como. Ha curato la raccolta di poesia “A morsi nel cuore” di Claudio Salvago. Nell’aprile del ’99 ha pubblicato e illustrato per le edizioni Pulcino Elefante “Passare Lapidaria” (trenta copie), nel novembre 2000 ha illustrato la favola per l’infanzia “Violetta e Ciclamino” di Enzo Santambrogio con la collaborazione di Massimo Baraldi. Nel 2010 ha pubblicato per LietoColle “L’amaro sale”.

 

da: La Casa della Poesia di Como – Blog – “L’amaro sale”di Wolfango Testoni. L’autore dialoga con Laura Garavaglia.

COMO città · Manoukian Agopik · Novecento · Storia e Economia

Lechler. storia e racconti di un marchio è un’opera tre volumi, scritta da Agop Manoukian, presidente di Lechler S.p.A., pubblicata dalla casa editrice Oemmedi Venezia

 

La storica azienda comasca, insediata per anni a Ponte Chiasso, ha ripercorso la propria storia con un’opera in tre volumi per il centenario della nascita della filiale italiana

Infatti il 24 febbraio 1910 Giuseppe Brizzolara, Domenico La Regina e Alessandro Rizzi «acquistano dalla proprietà tedesca la filiale di Ponte Chiasso, i diritti e il marchio Lechler costituendo la “Chr. Lechler & Figlio Successori fabbrica italiana di vernici e smalti”».

Lechler. storia e racconti di un marchio è un’opera tre volumi, scritta da Agop Manoukian, presidente di Lechler S.p.A., pubblicata dalla casa editrice Oemmedi Venezia. È già stato presentato il primo volume Vernici e smalti dal 1858 e prosegue ora con il secondo Cent’anni di Lechler italiana completandosi con la raccolta iconografica Attraverso le immagini.

Una pubblicazione che racconta «non solo la storia italiana dell’Azienda ma ripercorre le evoluzioni della chimica italiana delle vernici ricostruendone i cambiamenti e gli sviluppi tecnologici».

 

Casa della Poesia, Como · Poesie · Pozzi Antonia

Emily Dickinson e Antonia Pozzi a La Casa della Poesia di Como, di Laura Garavaglia

Emily Dickinson e Antonia Pozzi a La Casa della Poesia di Como

Una serata dedicata a due icone della poesia femminile: Emily Dickinson e Antonia Pozzi. Un recital di poesia, ma non solo quella che si terrà stasera alle 20.30 alla Casa della Poesia di Como, in via Rovelli 4 a Como. Tratto da L’ORDINE del 12/11/2010.

Perché grazie a Silvio Raffo,  poeta e scrittore  dalla cultura letteraria vastissima, traduttore, autore di numerose raccolte di poesie, romanzi , opere teatrali e profondo conoscitore della letteratura femminile angloamericana, grazie al suo accattivante eloquio non privo di punte di  acuta  ironia,  il pubblico presente in sala potrà  “rivivere”, attraverso le sue parole la profonda identità tra poesia e vita ,  intimo  e  indissolubile legame che ha caratterizzato l’esistenza di queste due virginali anime. E non mancheranno momenti di intensa emozione nell’ascoltare la brava attrice  Viviana Nicodemo, diplomata alla Scuola d’Arte del Piccolo Teatro di Milano, che darà voce ai versi immortali delle due grandi poetesse.  Due donne. L’una americana, vissuta a cavallo tra la prima e la seconda metà del XIX secolo, figlia di un influente avvocato, Edward Dickinson, di Amherst, cittadina rurale della provincia di Boston . Emily Dickinson era cresciuta  in ambiente borghese e “puritano”, permeato al contempo di religiosità e cultura. Visse, per scelta, in una  sorta di  “stimolante”  clausura, un mondo esterno limitato alle mura e agli affetti della casa paterna e del giardino che la circondava  , un universo interiore in continua espansione che si illumina nei suoi brevi, fulminanti componimenti:  “ogni poesia è un piccolo microcosmo ben distinto da tutte le altre”come ha osservato il critico Massimo Bacigalupo.L’altra italiana, morì suicida a ventisei anni d’età nel 1938. Antonia  Pozzi proveniva da una famiglia dell’alta borghesia milanese, una madre dedita alla mondanità e legata alle apparenze, un padre autoritario e severo , che riuscì a troncare il rapporto di amore profondo e sincero nato tra Antonia e il suo professore di lettere al liceo classico, facendolo trasferire in  un’altra città . Soffocò in lei ogni sentimento, ogni aspirazione a realizzare  il proprio ideale di identità tra vita e arte. Cercò di cancellare e correggere dopo la morte di lei  anche   poesie e  scritti, che  riteneva “scandalosi” per i benpensanti di allora e che invece sono testimonianze di   profonda sensibilità ,  capacità di scavare nelle contraddizioni dell’animo femminile di una delle menti più lucide e fervide del secolo appena trascorso.    La Pozzi si laureò  in lettere e suo relatore fu il filosofo Antonio Banfi, frequentò i migliori circoli culturali della sua città natale, faceva parte della generazione di intellettuali milanesi degli anni Trenta del 900:  era   amica di  Dino Formaggio, Enzo Paci, Vittorio Sereni, Giancarlo Vigorelli, Remo Cantoni, Alberto Mondadori.Viaggiava, amava la fotografia, conosceva tre lingue straniere, aveva amicizie colte e stimolanti, che tuttavia non le permisero, forse anche a causa degli stereotipi ai quali una ragazza di buona famiglia  in quel periodo doveva adeguarsi, di superare il lacerante contrasto tra arte e vita , simbolo della sua infelicità esistenziale.Che significato ha l’amore nelle irripetibili poesie di Emily Dickinson e  Atonia Pozzi?Per la poetessa americana “l’amore diventa un tema privilegiato, ma un amore dell’assente, parallelo all’amore dell’eterno sempre rimandato e dubitato”, come ha ancora osservato Massimo Bacigalupo. L’amore segreto e impossibile della Dickinson  fu probabilmente un religioso, Charles Wadsworth. Ma ciò che importa rilevare è la vaghezza, l’indeterminatezza in cui viene lasciata l’identità della persona amata, l’oggetto d’amore. La parola poetica erompe come un lampo a ciel sereno, è parola che “crea” perché la potenza dell’immaginazione è in lei alimentata dal ristretto mondo in cui vive, la sensibilità acuita dal volontario isolamento e l’amore una sorta di vocazione “mistico-sentimentale” : “Fu amore –non io-/punisci – ti prego -/chi davvero morì per te-/solo lui -non me-/Che colpa amarti di più!/Condannala più di tutte -/Perdonala – meno-/era vile come Gesù – al più! / La giustizia non manchi-/fra noi due così somiglianti -/l’artefice del delitto-/fu amore-Ora mira dritto!”.Atonia Pozzi  “confronta il suo disordine lirico , così indecentemente femminile, alla razionalità ironica e pragmatica dei suoi compagni d’Università”, come ha osservato la maggiore studiosa di questa grande e infelice poetessa, Alessandra Cenni.Rifiuta completamente gli schemi ottocenteschi della poesia femminile, abbandona ogni sentimentalismo e pseudoromanticismo e alleggerisce ogni parola, la riduce all’essenziale. Attraverso il linguaggio poetico cerca di fare ordine nel suo animo, lotta, inutilmente, per realizzare il suo sogno di fondere totalmente la sua vita con la poesia, come si legge in questi versi tratti da Preghiera alla poesia : “Poesia che con occhi di pianto/achi con occhi di pianto/ si cerca-Oh rifammi tu degna di te,/poesia che mi guardi” .E l’amore è tema ricorrente nelle sue liriche, fantasticato, sognato, idealizzato come sentimento inalienabile da sé, come donn

da: Laura Garavaglia – Emily Dickinson e Antonia Pozzi a La Casa della Poesia di Como.

COMO città · Pozzi Antonia

È STATO L’AMORE, NON IO, incontro con la poesia di Antonia Pozzi e di Emily Dickinson, Notizie NodoLibri

È STATO L’AMORE, NON IO
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Venerdì 12 novembre alle 20.30

presso la sede del quotidiano L’Ordine (via Rovelli 4)

la Casa della Poesia di Como

e il Comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile

organizzano un incontro con la poesia di Antonia Pozzi e di Emily Dickinson.

Un dialogo sull’amore e la solitudine a distanza tra due grandi poetesse accomunate da una condizione di esilio esistenziale che rende ancora più lucida e affilata la parola poetica. Lettura delle poesie a cura dell’attrice teatrale e fotografa Viviana Nicodemo, riflessioni critiche del poeta Silvio Raffo.

Viviana Nicodemo, diplomata al Piccolo di Milano, ha recitato con vari registi, girato video legati alla poesia contemporanea e partecipato a letture poetiche (Dante, Rilke, Tasso, Pavese, Bertolucci, Campana).

Silvio Raffo è poeta, docente e traduttore. Ha vinto importanti premi nazionali per la poesia ed è stato fra i finalisti di uno Strega per la narrativa. Ha diretto e interpretato due pièces che porta sulle scene da anni, una dedicata a Emily Dickinson e un atto unico col quale ha vinto il Premio Jean Vigo.

lacasadellapoesiadicomo@gmail.com

 

COMO città · Fogliaresi Mauro · Politica regionale e locale

“discussione” su facebook tra il poeta Mauro FOGLIARESI e l’assessore PDL del Comune di Como Sergio Gaddi

un estratto del linguaggio e della cultura del ceto polito del Comune di Como:

 

Si riporta una “discussione” su facebook tra  il poeta Mauro FOGLIARESI  e l’assessore PDL del Comune di Como, a quanto si dice probabile candidato sindaco di Como, Sergio Gaddi

Mauro Fogliaresi :

” la polemica è nata così.. sono stato un po’ duro ma con franchezza, leggendo nella sua bacheca:

Sergio Gaddi “meglio essere appassionati delle belle ragazze che essere gay”…. MAGICO PRESIDENTE….. EVVIVA, EVVIVA, EVVIVA…!!!!! …

Mauro Fogliaresi:

“Caro Sergio allora che cazzo volevi fare una mostra a Villa Olmo su Bacon (eccezionale pittore gay) pavoneggiandoti a destra e a sinistra ( più a destra ) .. governi di tutta Europa sensibilizzano e legiferano contro l’omofobia e tu condividi queste uscite da bar sport.. se mai vorrai fare il sindaco devi fare il sindaco di “tutti ” non solo dei puttanieri… e i fuochi d’artificio invece che a Villa Olmo . ( li paghiamo anche noi tuoi concittadini) “esplodili” nel bordello di Villa Certosa. Grazie… 🙂

da qui poi la sua risposta:

GADDI ASSESSORE PDL – COMUNE DI COMO :

caro fogliaresi, mi hai dato un’idea valida…. i prossimi fuochi li manderò a tue spese a casa dei tuoi amici vendola e marrazzo (che ama tutto quello che fa rima col suo nome)… cmq tranquillo…..più’ aumentano i gay, le teste di cazzo,… i comunisti e i poeti più aumentano le …femmine disponibili per noi….è la matematica, caro……quindi EVVIVA EVVIVA EVVIVA loro!!

 

Cineforum · COATESA: frazione di Nesso · Hitchcock Alfred · Orrido di Nesso · Ponte della Civera · via Coatesa · Video (in cultura locale)

Scorci di Coatesa sul Lario, in The Pleasure Garden di Alfred Hitchcock, 1925

Regia: Alfred Hitchcock

Fotografia: Giovanni Ventimiglia

Sceneggiatura: Elliott Stannard, basata sul romanzo di Oliver Sandys

Dialetto · GENIUS LOCI · Luoni Basilio (1941-2024) · PERSONE e DESTINI · Teatri

Luoni al Nuovo di Rebbio con il suo Omero-Baloss – Cultura e Spettacoli – La Provincia di Como

Il mito omerico interpretato da lezzenesi, in dialetto laghée, domani sera ne El Baloss, grazie a Geniodonna, alle 21 al Nuovo Rebbio (Como, via Lissi, 9; infotel.: 031/2759236). L’opera è scritta e diretta da Basilio Luoni, professore, drammaturgo e traduttore.
Basilio Luoni, le sue opere teatrali sono tutte in dialetto “lezzenese”. Perché?
Per comodità recitativa, poiché gli attori sono tutti di Lezzeno. Inoltre, specialmente in passato, l’italiano non era molto frequente e il dialetto aveva una maggiore scioltezza. E poi il mio amore per l’Odissea nacque quando ero bambino, la imparai più o meno a memoria, e dall’avere avuto sottomano un mio ex allievo che si sentiva molto Odisseo, poiché lo aveva già interpretato a scuola da ragazzo: facendolo recitare, ho voluto fargli un regalo.

…. segue

l’intero articolo/intervista qui: Luoni al Nuovo di Rebbio con il suo Omero-Baloss – Cultura e Spettacoli – La Provincia di Como.

Dialetto · Lezzeno · Luoni Basilio (1941-2024) · Mi ricordo · PERSONE e DESTINI · Teatri

su Basilio Luoni, Compagnia Teatrale Lezzenese fondata nel 1963

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la  voce incominciava a diffondersi, non soltanto tra gli amici, del professore forastico e ispirato – i suoi silenzi sconcertavano, intimidivano – che riusciva a convincere gli allievi, giovani e meno giovani, a lavorare con lui, dalla confezione dei costumi alla costruzione degli scenari, in modo che due, tre volte l’anno, il sipario del teatrino si aprisse su uno spettacolo d’eccezione. Si trattava infatti del’Avare, del George Dandin, o delle Fourberies de Scapin, passati dal francese classico al vivacissimo dialetto, che i membri della singolare compagnia e l’intero paese intorno a loro continuavano a parlare, ricco di antiche coloriture e insieme di continue innovazioni, quasi a sfida di un Paese che in quegli stessi anni incominciava a cambiare ottusamente l’oro dell’italiano contro la cartamoneta di uno pseudo linguaggio televisivo. Una volta posati gli attrezzi con i quali avevano lavorato come artigiani all’allestimento dello spettacolo, con lo stesso impegno, e un estro in più, che soltanto i veri attori riescono a salvaguardare dall’usura della routine, della disciplina di scena, gli allievi di Basilio smettevano di essere Ceci, Maria, Tiziana, Oreste, Paolo, Ivan o Roberto, per diventare “el Pioeucc” la “conta de Pissasegiana” il povero “Giorgii Rampega” o qualsiasi altro personaggio che, a turno, con esemplare professionalità, accettavano di interpretare, maggiore o minore che fosse

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vai all’intero ricordo biografico qui: