domenica 7 luglio alle ore 5,30 alla Villa del Grumello per il consueto appuntamento all’alba tra natura e arte, legato al Festival Como Città della Musica del teatro Sociale di Como.
PAESAGGI SONORI
Concerto di Sergio Zampetti (flauto) e Claudio Zampetti (pianoforte)
Momenti danzati a cura di eXcomo ballet e ass. cult. Teatrame, con Valentina Giolo e Jolita Manolova
tutta la documentazione sulla distruzione del lungolago di Como da parte della Giunta Bruni (del PDL, partito delle LORO libertà è qui (scorrere la lista ordinata in modo cronologico decrescente):
A Como, in Via 5 giornate, c’è il negozio GIOIELLI ARGENTO E CRISTALLO di Paola Carnelli che espone questo bellissimo ed interessante messaggio, valido anche per uno stile di vita caratterizzato dallo “stare in relazione in libertà”
D’ALTRICARMINAChiostro di Sant’Abbondio, via Sant’Abbondio, ore 19, ingresso libero
Il gruppo di musica popolare D’Altrocanto presenta:D’Altricarmina, canti conviviali e amorosi, carmina, trovatori e cantautori. Un intrattenimento musicale dedicato agli aspetti goliardici dei Carmina Burana, per ricordare la loro origine profana di divertissement inventati per allietare gli incontri conviviali e le colossali bevute dei cavalieri d’un tempo. Risuonano echi trobadorici, riscoperti in brani di cantautori italiani particolarmente attenti alla tradizione poetica e canora delle regioni occitane (De André, Branduardi e altri). Ospite speciale: Francesco D’Auria alle percussioni.
Verrà presentato alla città il progetto del bilancio preventivo 2013. La presentazione del documento sarà svolta dall’assessore al bilancio e alle politiche finanziarie e tributarie, Giulia Pusterla, che illustrerà anche le scelte di gestione adottate. “Il bilancio degli enti locali è uno strumento complesso e poco leggibile ma con impatti immediati sulla vita quotidiana dei cittadini – commenta l’assessore – per questo riteniamo importante proporre un incontro pubblico, nel quale presentare in forma comprensibile le previsioni di bilancio e dare spazio anche alle domande dei cittadini”.
Un fortissimo legame con Como e la sua storia. Questa la caratteristica principale del nuovo lungolago, svelato ieri sera nel dettaglio, per la prima volta. Nell’aula magna del polo comasco del Politecnico hanno illustrato il progetto il sindaco Mario Lucini con il presidente della Regione Roberto Maroni, l’assessore Viviana Beccalossi e i tecnici (Angelo Dal Sasso e Giovanna Fossa per la parte architettonica, Fabio Brunamonte e Antonio Capsoni per quella idraulica e strutturale).
L’evento ha messo idealmente la parola fine a uno scandalo, quello del muro e dei ritardi del cantiere, che aveva fatto approdare Como sui media di tutto il mondo. Ora si riparte, con un piano condiviso pienamente – questo è stato il passaggio decisivo – dalla Regione.
«È stato un lavoro impegnativo, ma questo nuovo progetto ci soddisfa molto – sottolinea l’assessore ai Lavori Pubblici, Daniela Gerosa– ci siamo basati soprattutto sulla componente del paesaggio e sulla necessità di ricucire la passeggiata con il resto della città. Per questo da Sant’Agostino fino ai Giardini a Lago abbiamo voluto inserire deglielementi che aiutassero a ricostruire, non solo per i turisti ma anche per quei comaschi che se lo sono dimenticato, la storia della nostra città».
Riferimenti alla stazione che una volta si estendeva fino a quasi a lambire il primo bacino, oltre che al porto commerciale con i navigli carichi di legname e seta che ormeggiavano dove oggi è stata ricavata piazza Cavour.Dopo anni in cui ai comaschi è stato impedito addirittura di vederlo il lago, nascosto com’era dietro l’impenetrabile staccionata eretta per proteggere il cantiere delle paratie, adesso si potrà passeggiare e sostare, sulle nuove sedute ombreggiate dai bersò, oppure pedalare su una lunga pista ciclabile protetta che collegherà le due sponde del primo bacino.
«Abbiamo pensato di sfruttare appieno le potenzialità di questa nuova passeggiata che di fatto triplica, per dimensioni, rispetto a quella attuale – prosegue Daniela Gerosa – il lungolago non sarà più un semplice luogo di passaggio ma diventerà uno spazio in cui ci si potrà incontrare e trascorrere il proprio tempo libero». Un gioco fatto di contrasti, tra antiche gru che come reperti di archeologia industriale ricompaiono sulle sponde, ponti pedonali e una nuova biglietteria della Navigazione, tutta in vetrocemento perché nulla ostacoli la visione del primo bacino.
Diventerà più bello anche arrivare in città con il treno, con la stazione Como-Lago che si apre, nella parte verso Sant’Agostino, permettendo di godere già dai binari della visione delle sponde. Le difese idrauliche ci sono ma sono ben celate, com’è giusto che siano, con i vasconi ridotti rispetto al progetto originale. Applaude al nuovo progetto anche il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, che il suo assenso l’ha già dato concedendo quasi 6 milioni di euro in più per la rapida conclusione dei lavori.
Pinacoteca civica, via Diaz 84, ore 18, ingresso libero
Appuntamenti a Palazzo Volpi coordinati da Darko Pandakovic e Elena di Raddo, a cura dell’Associazione Chiave di Volta.
Palazzo Volpi, la pinacoteca della città di Como, racchiude un patrimonio di opere che chiede di essere valorizzato. Ecco dunque un ciclo di cinque incontri, incentrati su altrettanti periodi della storia dell’arte lì rappresentati, che vedranno coinvolte più voci provenienti da diverse esperienze e professionalità. I relatori, attraverso brevi interventi, indurranno i partecipanti a guardare l’opera d’arte in modo non convenzionale. Gli incontri si terranno a partire da oggi con cadenza mensile, salvo la pausa estiva, fino alle soglie dell’inverno.
Tema del secondo incontro: Carestia e peste, sfarzo e lusso nel Seicento comasco. Nelle sale della Quadreria, al piano nobile di Palazzo Volpi, saremo accompagnati da Elena Di Raddo, ricercatrice presso l’Università Cattolica di Milano,Darko Pandakovic, appassionato di arte, coordinatore dell’incontro, Federico Pecchenini, dottore di ricerca in discipline storico artistiche all’Università Cattolica, e Eugenia Bianchi, storica dell’arte.
NdA: standole davanti (è la risposta alla prima parte della domanda, credo: io ero preparato su Grassis, ma poi è uscito Magris…) http://www.chiavedivolta.org
esplosione della centrale elettrica dell’Enel di via Regina, nei pressi del cimitero monumentale, dalla quale dipendono buona parte delle utenze della Città Murata. Semafori in tilt, antifurto di negozi e palazzi impazziti e soprattutto persone che hanno chiamato i soccorsi perché rimaste intrappolate negli ascensori, rimasti bloccati tra un piano e l’altro per l’improvvisa assenza di corrente.
Tutto è cominciato attorno alle 21, quando in via Regina, probabilmente a carica di un sovraccarico di tensione,si è verificata l’esplosione di una delle cabine della centrale elettrica. Alcuni pendolari del Tilo diretto a Lugano hanno assistito allo scoppio e raccontano di tre esplosioni assordanti che hanno scosso il treno al suo passaggio in prossimità dell’edificio
Il chilometro della conoscenza è – in primo luogo – un percorso in grado di connettere tre realtà (le tre ville Olmo, Grumello e Sucota, con quanto è in esse presente: spazi per mostre, Centro Volta, Sviluppo Como, scuola di cinema Dreamers, Fondazione Antonio Ratti, Museo Studio del Tessuto, School of Advanced Studies) che godono di un’indubbia posizione privilegiata nel contesto paesaggistico e urbano del primo bacino del Lario e che proprio per questo possono svolgere un ruolo di primo piano come “motore si sviluppo” culturale.
Riconnettere queste tre realtà tra di loro e alla città ha significato in primo luogo ricucire il parco di Villa Olmo che dagli anni Venti è stato diviso in due pezzi dall’inserimento del nuovo tracciato della strada per Cernobbio. Sopra la strada è stato posato il “ponte del chilometro” ideato nel 2010 dagli architetti Paolo Brambilla, Renato Conti, Corrado Tagliabue con l’ingegnere G. Michele Colombo; grazie ad esso si può oggi passare direttamente dal parco all’inglese di Villa Olmo allo spazio delle serre “viscontee” realizzate alla fine dell’Ottocento
Il racconto del chilometro
A cura di Gerardo Monizza
Il Chilometro della conoscenza è un tratto della sponda occidentale del lago di Como – lungo un chilometro – che da Villa Olmo, attraversando con il Ponte del chilometro la strada per Cernobbio e passando per le Serre comunali e Villa del Grumello, arriva fino a Villa Sucota.
L’opuscoletto illustrato, di 32 pagine a colori, è scaricabile gratuitamente in formato elettronico, e verrà allegato in omaggio ai clienti NodoLibri che acquistino un volume del catalogo.
E alla fine ci siamo arrivati. Sei sedute di Consiglio al termine di un percorso iniziato dalla precedente Giunta nel 2006, da noi ereditato e riattivato a settembre lo scorso anno, ma alla fine abbiamo approvato il Piano di Governo del Territorio. Con 19 voti favorevoli, 9 contrari e 1 astenuto il PGT è realtà.
E’ uno strumento perfetto? No. E’ perfettibile? Sì. A settembre ripartiamo con la revisione del Piano dei Servizi, il documento che attesta la sostenibilità delle scelte del Piano. Soltanto dopo sarà la volta di una possibile variante.
Perché, come spiegherò il prossimo 19 giugno al convegno organizzato dall’Ordine degli Architetti sul tema della Rigenerazione Urbana (link), l’elemento più significativo del passaggio dal Piano Regolatore al Piano di Governo del Territorio è quello secondo cui il luogo delle invarianti non è più il documento strutturale (Piano delle Regole o Documento di Piano), ma quello progettuale (il Piano dei Servizi), e che le invarianti a livello progettuale non sono più gli standard edilizi (altezze, volumetrie, funzioni) ma i processi di valutazione.
Ci spostiamo cioè dai contenuti ai processi. Da cosa accade al come accade. Nel nostro caso l’invariante sono i processi di sostenibilità e tutela ambientale. Il resto segue.
Il PGT è uno strumento complesso, ancora tutto da valutare. Per questo abbiamo creato un Ufficio di Piano permanente, cui è stato affidato il compito del monitoraggio continuo della attuazione del Piano, elemento fondamentale delle scelte future. Non ringrazierò mai abbastanza gli uffici per l’incredibile lavoro che hanno fatto in questi mesi, mettendo a disposizione dei consiglieri tutta la loro esperienza e passione per rendere le cose più facili e comprensibili. Per questo, quando qualcuno afferma di non avere ancora capito qual’è il disegno della città di questa amministrazione, tendo a irrigidirmi. Ma poi, come mi è capitato un giorno a un esame con uno studente che, non proprio preparatissimo, aveva avuto il coraggio di chiedermi di spiegargli una questione che non aveva afferrato a lezione, sono pronto a tutto. Anche a spiegare tutto da capo.
Perché l’importante è la crescita, non il giudizio. Grazie a tutti.
Il Pgt approvato all’1.39
All’1.39 il consiglio comunale ha approvato definitivamente il Piano di governo del territorio, dopo una lunga maratona di sedute (ben otto quelle dedicate al tema). Diciannove i voti favorevoli (i consiglieri di maggioranza con la sola eccezione di Mario Molteni di lista per Como), un astenuto (il leghista Diego Peverelli) e 9 contrari (il resto dell’opposizione e Mario Molteni). Discussione lunga, ma niente polemiche. Approvati anche alcuni ordini del giorno delle minoranze. In estrema sintesi il piano prevede la possibilità di nuove costruzioni solo su aree dismesse e su zone già edificate. La parola d’ordine della giunta è infatti il non consumo di nuovo suolo.
L’approvazione è arrivata rispettando il termine del 16 giugno, che avrebbe di fatto annullato tutto quanto fatto finora e riportato in vigore il vecchio Prg della giunta Botta.