Lo sguardo fotografico su Como dalla collina di Brunate offre una vista mozzafiato e panoramica unica sul Lago di Como e sulla città sottostante.
Brunate, il “balcone delle Alpi” situato a circa 715 metri di altitudine, è famoso per i suoi scorci suggestivi visibili soprattutto dalla zona di San Maurizio, dove si trova anche la celebre panchina panoramica affacciata sul lago.
Da lì si può ammirare non solo Como, ma nelle giornate più limpide si scorgono anche Milano, la Brianza e le Alpi fino alla Pianura Padana.
L’accesso a Brunate è molto agevole grazie alla storica funicolare che parte dal centro di Como, offrendo durante la salita vedute spettacolari sul lago e sulla città con possibilità di fermarsi a zone panoramiche perfette per la fotografia. Oltre alla posizione elevata, Brunate è noto per le sue ville in stile liberty, sentieri nella natura e il Faro Voltiano, monumento da cui si gode una vista ancora più ampia e suggestiva, molto apprezzata dagli appassionati di fotografia paesaggistica.
In sintesi, Brunate rappresenta un punto di osservazione privilegiato per fotografare Como, il lago e i paesaggi alpini circostanti, con numerosi punti panoramici, facilitati anche dal collegamento con la funicolare e dai sentieri suggestivi che circondano la collina.comozero+3
Il Broletto di Como è un edificio storico medievale situato nel cuore di Como, vicino alla Cattedrale e al Palazzo Vescovile.
Fu costruito nel 1215 su volontà del podestà Bonardo da Codazzo, nel luogo dove già dall’XI secolo si tenevano le assemblee cittadine.
Il Broletto rappresentava la sede originaria del Comune di Como e ospitava gli organi comunali, gli archivi, le assemblee civiche, la giustizia e la Società dei Mercanti.
L’architettura del Broletto presenta una facciata caratterizzata dall’alternanza di marmi bianchi, grigi e rossi, arcate ogivali al piano terra e trifore gotiche al piano superiore.
Sul prospetto si trova un balcone con una balaustra di eleganti colonnine, probabilmente aggiunto in una fase successiva. Il palazzo è composto da un blocco rettangolare su due piani e da una torre con campana usata per convocare le adunanze pubbliche.
Nel corso del tempo, il Broletto è stato ampliato con la costruzione di un edificio adiacente chiamato il Pretorio, destinato a ospitare la dimora del podestà e attività comunali crescenti.
Oggi, il Broletto è utilizzato come sede espositiva e luogo di eventi culturali, mantenendo il fascino medievale e rappresentando un simbolo delle istituzioni comunali di Como.
La sua posizione strategica tra Duomo e Palazzo Vescovile ne fa un punto di riferimento storico e culturale della città.
In sintesi, il Broletto di Como è un emblematico edificio medievale, testimonianza storica delle istituzioni comunali e centro di attività civiche e culturali in epoca medievale e moderna, con particolare rilevanza architettonica e storica nel tessuto urbano comasco.wikipedia+3
sulla Via Indipendenza, nel centro storico di Como
L’articolo “Il decumano di Como. Una via da ‘leggere'” di Clemente Tajana, pubblicato su La Provincia il 6 ottobre 2025, tratta del percorso storico e urbano della città di Como analizzandolo come una “via da leggere” dal punto di vista storico e culturale, probabilmente nell’ambito delle passeggiate e studi sulla struttura urbana romana e medievale della città, come si evince dalle sue ricerche e pubblicazioni precedenti.
Tajana, noto per il suo lavoro di urbanista e per i suoi approfondimenti sulle vie e i quartieri di Como, interpreta il decumano — la strada est-ovest nelle città di origine romana che incrocia il cardo nord-sud — come un elemento centrale per comprendere l’identità storica e architettonica della città.
Il decumano, come noto nella pianificazione urbana romana, si intreccia con il cardo a formare una griglia urbana fondamentale per la città e il suo sviluppo. L’articolo di Tajana continua la sua linea di divulgazione culturale già vista nelle sue pubblicazioni come “Passeggiate comasche”, dove racconta la città con uno sguardo tecnico ma anche di passione per il “genius loci” di Como.
E’ possibile reperire approfondimenti sulle tematiche urbanistiche e storiche di Como declinate da Tajana in pubblicazioni e articoli precedenti su La Provincia e nelle sue passeggiate culturali.coatesa+2
Il libro “CaMerlata” di Isabella Tosca è pubblicato da Elpo Edizioni nel 2022.
Il volume racconta il quartiere di provincia CaMerlata, descritto come un mondo ricco di abitudini, legami familiari, amicizie e impegni di lavoro. Attraverso la voce immaginaria di un uomo senza fissa dimora, l’autrice evoca ricordi, sensazioni, personaggi storici e consuetudini ormai sbiadite dal tempo, restituendo a questo angolo di città un calore che fa sentire quel luogo come “casa”. Il racconto attraversa decenni di cambiamenti e mostra la vivacità del quartiere, la solidarietà nelle piazze, nei parchi e la condivisione nei negozi.
Isabella Tosca è anche cantante di musica jazz e bossanova, autrice e interprete teatrale, diplomata musico-terapista. Tra le sue altre opere pubblicate sempre con Elpo Edizioni ci sono “Otto etti” e “La strada per le stelle”.
Il libro “CaMerlata” è disponibile presso numerosi rivenditori online come Hoepli, Mondadori Store, Libraccio, Feltrinelli, IBS ed è reperibile anche su eBay.unilibro+9
Il Palazzo Carducci di Como, noto anche come Istituto Giosuè Carducci, fu progettato dall’architetto milanese Cesare Mazzocchi, con la collaborazione dell’ingegnere Luigi Catelli. La costruzione iniziò nel 1909 e si concluse con l’inaugurazione il 20 settembre 19101467. Il palazzo fu eretto su un terreno ceduto dal Comune di Como a un prezzo favorevole, grazie a generose donazioni, tra cui una rilevante di un ingegnere Musa3.
L’edificio fu concepito per ospitare l’Associazione “Pro Cultura Popolare”, fondata nel 1903 con l’obiettivo di promuovere l’educazione e la cultura nelle classi popolari della città167. Al suo interno trovavano spazio molteplici iniziative culturali tra cui una scuola di musica, una biblioteca circolante, corsi di disegno e scultura tenuti da artisti rinomati, e una scuola per massaie chiamata “Romualdo Borletti”2.
Dal punto di vista architettonico, il palazzo è caratterizzato da un grande salone per concerti e conferenze, sinonimo delle attività culturali intense che ospitava. Il complesso originario ha una pianta triangolare, mentre un ampliamento successivo, anch’esso progettato da Mazzocchi e Catelli tra il 1919 e il 1921, presenta una configurazione ad “U”. Entrambe le strutture si sviluppano su tre piani e sono realizzate con struttura in cemento armato, decorazioni esterne in cemento decorativo e coperture a tetto a falde145.
Un evento di rilievo nella storia del Palazzo Carducci fu nel 1927, quando ospitò il Congresso Internazionale dei Fisici in occasione delle celebrazioni per il centenario della morte di Alessandro Volta, alla presenza di 12 premi Nobel, nella cosiddetta “Sala dei Nobel” dell’istituto7.
Il palazzo continua a essere riconosciuto come un centro culturale significativo a Como, legato ad attività educative e culturali fin dalle origini, e ha subito negli anni ampliamenti che ne hanno mantenuto e ampliato la funzione pubblica e culturale12347.
Le principali caratteristiche architettoniche del Palazzo Carducci di Como sono le seguenti:
Il complesso è composto da due unità edilizie distinte e contigue. Il nucleo originario ha una pianta triangolare, mentre il corpo successivo, costruito negli anni 1919-1921, presenta una pianta articolata ad “U” collegata al primo edificio da un piccolo portico con copertura a terrazza1.
Entrambi gli edifici si sviluppano su tre piani fuori terra. I piani sono collegati da rampe di scale a giorno nel nucleo triangolare e da un unico corpo scala a giorno nell’edificio a U12.
La struttura portante degli edifici è in cemento armato; i tramezzi interni sono in muratura di mattoni pieni. Le decorazioni esterne sono realizzate con cemento decorativo, mentre la copertura è a tetto a falde per l’edificio a U e a tetto piano con terrazza praticabile per il corpo triangolare12.
Architettonicamente il palazzo è caratterizzato da un grande salone per concerti e conferenze, che riflette la sua vocazione culturale35.
Questi elementi combinano funzionalità e un linguaggio formale tipico del primo Novecento, con attenzione sia alle strutture moderne (cemento armato) sia a dettagli decorativi esterni in cemento13.
In sintesi, il Palazzo Carducci si distingue per la doppia configurazione planimetrica triangolare e a U, la struttura in cemento armato, i tetti a falde e piani, la presenza di un grande salone centrale e le decorazioni in cemento che ne caratterizzano la facciata123.