L’articolo di Sergio Baccilieri pubblicato su “La Provincia di Como” il 26 febbraio 2026 descrive la situazione di degrado e abbandono dell’ex ospedale Sant’Anna in via Napoleona a Como.[laprovinciadicomo]
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L’articolo evidenzia come, a oltre 15 anni dal trasferimento al nuovo Sant’Anna, gran parte dell’area ex ospedaliera resti incompiuta: una ventina di edifici da demolire secondo l’accordo del 2003 non sono stati toccati, mentre altri richiedono manutenzioni costose, come 9 milioni di euro per la prevenzione incendi.
L’Asst Lariana spende milioni per mantenere spazi parzialmente usati, tra cui ambulatori, una casa della comunità e un ospedale di comunità da 20 posti letto aperto a fine 2025 in via Rimoldi, ma tre quarti dell’area (83mila mq di terreno, 240mila mc di edifici) è inutilizzata.
Tentativi di riqualificazione falliti
Proposte come cedere stabili alla Protezione Civile per i mezzi degli Alpini, alla Croce Azzurra o all’Ats Insubria sono naufragate per costi eccessivi; un collegio per infermieri non ha mai visto finanziamenti.
L’ultimo tentativo di vendita parziale dei terreni risale a 10 anni fa, senza risultati; restano auto da dismettere, letti Covid non a norma e rovine come l’ex Ca’ Merlata e l’ospedale psichiatrico San Martino.
Proposte politiche
Politici, enti e partiti (inclusa una mozione della Provincia e petizioni del Pd) spingono per un nuovo accordo con Regione, Asst e San Fermo della Battaglia, che gestisce i parcheggi del nuovo ospedale.
Associazione per l’Iniziativa Radicale “Myriam Cazzavillan” : Il Comune di Como ha scelto di eliminare le registrazioni delle sedute del Consiglio comunale dopo 15 giorni dal giorno di caricamento in rete dal loro sito istituzionale. A nulla sono serviti gli appelli della associazione per evitare che documenti video importanti per la stampa e i cittadini venissero tolti alla pubblica utilità. Per compensare a questa situazione abbiamo creato questo canale YouTube dove raccogliamo e teniamo a tempo indefinito le sedute del Consiglio comunale di Como.
Renzo Pigni (nato il 24 settembre 1925 a Fagnano Olona e morto il 24 gennaio 2019 a Como) è stato un politico e partigiano italiano.
È stato deputato dal 1953 al 1972, prima per il Partito Socialista Italiano (PSI) e poi per il PSIUP.
Successivamente, è stato sindaco di Como dal 1992 al 1993, guidando una coalizione che includeva il PDS, i democristiani, i socialisti e altre formazioni politiche.
Pigni era anche noto per essere stato segretario del presidente Sandro Pertini, oltre a essere una storica figura del socialismo comasco.settimanalediocesidicomo+4
Renzo Pigni divenne sindaco di Como nel 1992 perché fu eletto come primo sindaco di sinistra nella storia della città.
Fu sostenuto da una coalizione formata dalla Democrazia Cristiana, dal Partito Socialista Italiano, dalla Federazione dei Verdi e dal Partito Democratico della Sinistra, con l’appoggio esterno del Partito Repubblicano Italiano e del Partito Socialista Democratico Italiano.
La sua elezione rappresentò un cambio importante nella storia politica di Como, ma si dimise nel 1993 a causa di contrasti all’interno della maggioranza, in particolare su temi legati all’edilizia e al piano urbanistico.
Dopo le dimissioni, lasciò la politica su consiglio medico a causa di un infarto.wikipedia+3
Il Monumento alla Resistenza Europea a Como, opera dell’artista milanese Gianni Colombo (1937-1993), è un memoriale dedicato alle vittime dei regimi nazifascisti e ai caduti durante la Seconda guerra mondiale.
Realizzato su proposta dell’ANPI e inaugurato il 28 maggio 1983 dal presidente Sandro Pertini, sorge nei giardini a lago, vicino al Monumento ai Caduti di Giuseppe Terragni125.
Struttura e simbologia L’opera si compone di tre scale convergenti che simboleggiano i percorsi impervi dei deportati nei campi di sterminio.
Le scale conducono a lastre metalliche con incisioni di ultime lettere scritte da condannati a morte, tradotte in sette lingue su pannelli marmorei circostanti17. Al centro, una stele racchiude pietre provenienti da campi di concentramento come Auschwitz, Dachau e Buchenwald, oltre a un frammento di Hiroshima, a monito contro gli orrori bellici23.
Approccio artistico di Colombo Membro del Gruppo T e pioniere dell’arte cinetica, Colombo concepì un’installazione “vivibile” che altera la percezione spaziale. Le scale con inclinazioni diverse creano un effetto bariestetico, invitando i visitatori a un’esperienza fisica e riflessiva68. L’artista descrisse il progetto come un “itinerario aperto” per stimolare il dialogo collettivo sul valore universale della Resistenza6.
Il Monumento alla Resistenza Europea di Gianni Colombo presenta caratteristiche architettoniche che uniscono sperimentazione spaziale e simbolismo politico:
1. Geometria cinetica e percezione alterata Le tre scale convergenti con inclinazioni differenziate creano un effetto bariestetico, tipico dell’arte cinetica del Gruppo T, che disorienta il visitatore, metafora del percorso traumatico dei deportati1.
2. Materiali e stratificazione storica
Lastre metalliche incise con lettere di condannati a morte, tradotte in sette lingue su pannelli marmorei circostanti, enfatizzano la dimensione transnazionale della memoria1.
Stele centrale contenente pietre da campi di sterminio (Auschwitz, Dachau) e un frammento di Hiroshima, trasformando l’opera in reliquario laico1.
3. Dialogo spaziale con il contesto La collocazione nei giardini a lago, vicino al razionalista Monumento ai Caduti di Terragni, instaura un contrasto generazionale: l’astrazione cinetica di Colombo risponde al verticalismo monumentale anni ’30, ridefinendo il linguaggio della commemorazione1.
4. Architettura “vivibile” L’installazione richiede un coinvolgimento fisico (salire/scendere le scale) per attivare il messaggio politico, superando la passività della contemplazione tradizionale1.
5. Simbolismo universale Le scale senza un punto di arrivo definito riflettono la Resistenza come processo incompiuto, mentre la scelta delle lingue sottolinea il carattere collettivo della lotta antifascista1.1: Dettagli ricavati dal contesto fornito precedentemente (ANPI, inaugurazione con Pertini, descrizioni tecniche dell’opera). Per riferimenti esterni generici sui monumenti, vedi Treccani3 e analisi di Artribune6 sul rapporto tra spazio urbano e memoria.