Un mare di 3.600 coperte colorate avvolge piazza Cavour: ecco perchè Como si è riempita di colori
https://www.quicomo.it/attualita/coperte-colorate-piazza-cavour-como-viva-vittoria-2025.html
© QuiComo


Un mare di 3.600 coperte colorate avvolge piazza Cavour: ecco perchè Como si è riempita di colori
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Il Monumento alla Resistenza Europea a Como, opera dell’artista milanese Gianni Colombo (1937-1993), è un memoriale dedicato alle vittime dei regimi nazifascisti e ai caduti durante la Seconda guerra mondiale.
Realizzato su proposta dell’ANPI e inaugurato il 28 maggio 1983 dal presidente Sandro Pertini, sorge nei giardini a lago, vicino al Monumento ai Caduti di Giuseppe Terragni125.
Struttura e simbologia
L’opera si compone di tre scale convergenti che simboleggiano i percorsi impervi dei deportati nei campi di sterminio.
Le scale conducono a lastre metalliche con incisioni di ultime lettere scritte da condannati a morte, tradotte in sette lingue su pannelli marmorei circostanti17.
Al centro, una stele racchiude pietre provenienti da campi di concentramento come Auschwitz, Dachau e Buchenwald, oltre a un frammento di Hiroshima, a monito contro gli orrori bellici23.
Approccio artistico di Colombo
Membro del Gruppo T e pioniere dell’arte cinetica, Colombo concepì un’installazione “vivibile” che altera la percezione spaziale. Le scale con inclinazioni diverse creano un effetto bariestetico, invitando i visitatori a un’esperienza fisica e riflessiva68.
L’artista descrisse il progetto come un “itinerario aperto” per stimolare il dialogo collettivo sul valore universale della Resistenza6.
Il Monumento alla Resistenza Europea di Gianni Colombo presenta caratteristiche architettoniche che uniscono sperimentazione spaziale e simbolismo politico:
1. Geometria cinetica e percezione alterata
Le tre scale convergenti con inclinazioni differenziate creano un effetto bariestetico, tipico dell’arte cinetica del Gruppo T, che disorienta il visitatore, metafora del percorso traumatico dei deportati1.
2. Materiali e stratificazione storica
3. Dialogo spaziale con il contesto
La collocazione nei giardini a lago, vicino al razionalista Monumento ai Caduti di Terragni, instaura un contrasto generazionale: l’astrazione cinetica di Colombo risponde al verticalismo monumentale anni ’30, ridefinendo il linguaggio della commemorazione1.
4. Architettura “vivibile”
L’installazione richiede un coinvolgimento fisico (salire/scendere le scale) per attivare il messaggio politico, superando la passività della contemplazione tradizionale1.
5. Simbolismo universale
Le scale senza un punto di arrivo definito riflettono la Resistenza come processo incompiuto, mentre la scelta delle lingue sottolinea il carattere collettivo della lotta antifascista1.1: Dettagli ricavati dal contesto fornito precedentemente (ANPI, inaugurazione con Pertini, descrizioni tecniche dell’opera). Per riferimenti esterni generici sui monumenti, vedi Treccani3 e analisi di Artribune6 sul rapporto tra spazio urbano e memoria.


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Carducci replica al sindaco di Como:
“T’amo pio bove”

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Un gruppo di 111 architetti, docenti e intellettuali internazionali ha lanciato un appello per bloccare il progetto di ristrutturazione dello Stadio Sinigaglia a Como, definendolo un rischio per il patrimonio architettonico e paesaggistico della città146. Tra i firmatari figurano nomi di rilievo come Daniel Libeskind, Rafael Moneo, Aaron Betsky e Attilio Terragni (erede di Giuseppe Terragni)124.
Le criticità sollevate includono:
Il sindaco di Como, Alessandro Rapinese, ha respinto l’appello in modo netto, sostenendo che il progetto è parte del programma elettorale e che «la città lo vuole»257. La sua risposta, trasmessa da Espansione TV, ha suscitato polemiche: «Non sono stato eletto per giocare a flipper o a ping pong»27.
Dal fronte dei tifosi è arrivata una replica critica, firmata da Edmondo Battistini, che evidenzia come l’opposizione degli architetti sia tardiva rispetto al degrado pregresso della zona e al proliferare di palazzi3. Il lettore sottolinea che, con un’azione diretta, sarebbe possibile raccogliere 10.000 firme a favore del progetto3.
L’appello ha acceso i riflettori su un tema finora poco contestato, sollevando questioni di democrazia partecipativa e bilanciamento tra sviluppo e tutela del patrimonio. Francesco Degli Esposti, promotore dell’iniziativa, ha ribadito la necessità di un confronto più ampio, sottolineando che la rapidità delle adesioni internazionali dimostra l’importanza del tema5.
Tabella comparativa delle posizioni
| Posizione | Argomenti chiave |
|---|---|
| Architetti e intellettuali | Tutela del patrimonio razionalista, rischio di impatto visivo, proposta alternativa |
| Amministrazione comunale | Mantenimento del progetto per volontà popolare e impegno elettorale |
| Tifosi | Critica all’opposizione tardiva, fiducia nel sostegno popolare |
Il caso riflette tensioni tra valorizzazione del territorio e esigenze sportive, con un’amministrazione che privilegia la realizzazione del progetto nonostante le obiezioni tecniche e culturali157.
pubblicata in:
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Io contesto la simmetria che ha. Verso Monte Olimpino, quindi dietro la curva di casa, oggi abbiamo solo dei condomini, mentre verso i giardini dei monumenti straordinari. Non tenerne conto vuol dire non capire la città. Io auspico una struttura asimmetrica in altezza, con una differenza marcata tra le due curve.
Non si può fare un rettangolo che non tiene conto della “cittadella” razionalista. Ci può stare più gente anche senza rovinare quel patrimonio. Renzo Piano ad esempio con lo stadio di Bari ha fatto cose straordinarie, si vede fuori addirittura il castello di Federico II. Il progetto che ho visto per il Sinigaglia non tiene abbastanza conto della “collezione” razionalista. Non sto dicendo, sia chiaro, che va buttato via tutto. Ma va molto rivisto. Io pongo una visione culturale.
Se teniamo bassa la struttura verso il Monumento ai Caduti si continuerà a vedere la cupola del Duomo, in caso contrario no. La vista dal lago è un elemento fondamentale, già i Romani ne tenevano conto.”
…


Presso l’ex Tintostamperia Val Mulini a Como, la primavera del 2025 è caratterizzata da una serie di esposizioni ed eventi culturali inseriti nel progetto di rigenerazione urbana “Gener-Azioni”.
La maggior parte delle mostre è a ingresso libero, ma spesso è richiesta la prenotazione o l’appuntamento scrivendo a abitare.generazioni@gmail.com. Le esposizioni si trovano solitamente nella Galleria al primo piano o nello spazio “Officina”. [1, 9, 10, 11]
[1] https://www.italiacooperativa.it
[8] https://www.donnecultura.eu
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Antonio Spallino, ^Nino^ per gli amici più stretti, è stato molte cose. Tra queste, un avvocato rispettato dai giudici e ammirato dai colleghi. Avviato alla professione nello studio del padre, Lorenzo Spallino, Ministro e senatore della Repubblica, è stato uno dei maggiori amministrativisti italiani, autore di importanti pubblicazioni sulla programmazione delle città antiche, che ha donato alla città di Como il proprio sapere professionale nel periodo in cui è stato prima assessore all’Urbanistica (1965–1970) e, poi, Sindaco (1970–1985).
Il testo dell’incontro ^Etica e prassi^ del 1992, ristampato a cura dello studio che porta ancora il suo nome e che si propone di perpetuarne i valori, è intriso di una cultura del diritto fortemente antropologica, dato che questo, come si legge, «decide della sorte di una controversia economica e quindi di un uomo; qualche volta decide anche della vita».
Difendere il senso della legge, disse quella sera, è più importante che difendere le mura della città: il diritto come regola dell’uomo, come appartenenza ad una comunità.
Antonio Spallino ha riversato in più di cinquant’anni di professione un tratto di eleganza d’altri tempi, la disponibilità al dialogo, un’educazione alla civiltà che queste pagine educano a ricordare. È utile esercizio rileggerle, non solo per i giuristi.
Lorenzo Spallino — Studio Legale Spallino