Il Novocomum è un edificio multipiano ad appartamenti situato a Como, progettato dall’architetto Giuseppe Terragni e costruito tra il 1928 e il 1929. È considerato uno dei primi esempi di architettura razionalista in Italia e rappresenta un simbolo della nascente architettura moderna nel paese128.
L’edificio fu commissionato nel 1927 dalla società immobiliare Novocomum di Olgiate Comasco, con Elio Peduzzi come amministratore delegato, e affidato al giovane Terragni, che all’epoca aveva appena 23 anni145. Il progetto iniziale presentato al Comune era in stile neoclassico per evitare il rifiuto, ma la costruzione finale mostrava un design innovativo e radicalmente moderno, ispirato alle avanguardie internazionali come il razionalismo tedesco, l’espressionismo e il costruttivismo sovietico15.
Il Novocomum si distingue per l’uso di volumi geometrici ben definiti (cubici e cilindrici), l’alternanza di pieni e vuoti, e l’impiego di materiali e tecnologie all’avanguardia per l’epoca, come vetro, cemento armato e ferro. Anche gli arredi interni furono progettati da Terragni, rappresentando uno dei primi esempi di design razionalista europeo, con un’attenzione particolare alla produzione in serie e all’esaltazione dei materiali industriali6.
L’edificio, alto cinque piani e costruito su un lotto trapezoidale, presenta una facciata caratterizzata da diverse tonalità di colore (nocciola, giallo, arancione e blu) per evidenziare la sua identità lineare e geometrica7. Per la sua forma particolare, fu soprannominato “Transatlantico” dai comaschi, per il richiamo alle navi oceaniche37.
In sintesi, il Novocomum di Giuseppe Terragni è un capolavoro dell’architettura razionalista italiana, che ha segnato l’inizio di una nuova era nell’edilizia residenziale e nel design, con un forte legame con le correnti internazionali di avanguardia e un impatto duraturo sulla città di Como e sull’architettura moderna1568.
NUOVA SALA IN PINACOTECA Mario Radice e l’architettura. La collaborazione con Giuseppe Terragni e Cesare Cattaneo Inaugurazione: giovedì 31 marzo 2022 – ore 18 Pinacoteca Civica di Como Intervengono: Livia Cioffi, Assessore alla Cultura – Comune di Como Maria Antonietta Marciano, Dirigente Cultura – Comune di Como Veronica Vittani, Responsabile Musei civici – Comune di Como Roberta Lietti e Paolo Brambilla, curatori del progetto Una nuova sala permanente va ad arricchire il patrimonio culturale della Pinacoteca Civica di Como: giovedì 31 marzo alle 18 verrà inaugurata la sala dedicata a “Mario Radice e l’architettura. La collaborazione con Giuseppe Terragni e Cesare Cattaneo”.
Il progetto nasce come ideale seguito e consolidamento della mostra realizzata nel 2019 (“Mario Radice: il pittore e gli architetti. La collaborazione con Cesare Cattaneo, Giuseppe Terragni, Ico Parisi”) che aveva messo in luce per la prima volta il lavoro sinergico tra Radice e gli artisti comaschi, espressioni delle tre arti: scultura, architettura e pittura. Prosegue con questa inaugurazione il cammino intrapreso di nuova valorizzazione del patrimonio artistico comunale della sezione Novecento della Pinacoteca civica, avviato nel 2020 con l’apertura delle due sale Giuseppe Terragni per i bambini: l’asilo Sant’Elia. Il nuovo allestimento indaga il rapporto di Mario Radice (Como, 1898-1987), una tra le figure più complesse nel panorama del primo astrattismo italiano, con gli amici architetti, Giuseppe Terragni e Cesare Cattaneo, un rapporto di stima e amicizia, ma a volte anche conflittuale. Le opere trovano un chiaro riferimento in immagini fotografiche d’epoca, scritti, disegni preparatori e studi su carta, tra cui molti inediti conservati presso gli archivi della Pinacoteca di Como – in gran parte provenienti dal Fondo Mario Radice – che approfondiscono il rapporto ideativo, progettuale e di collaborazione dei protagonisti. La collaborazione con Terragni è rappresentata dalla Casa del Fascio di Como, di cui è visibile in mostra un accurato modello appositamente realizzato dall’architetto Paolo Brambilla, per la quale Radice aveva realizzato tra il 1932 e il 1936 due grandi bassorilievi per la Sala del Direttorio al primo piano e otto affreschi nel Salone delle Adunate al piano terra, interventi pittorici centrali per la nascita del primo astrattismo italiano, ammirati anche da Lucio Fontana. Mentre con Cattaneo la collaborazione è per la Fontana di Camerlata. Concepita tra il 1934 e il 1935 per il piazzale di Camerlata di Como, da cui prende il nome, viene realizzata l’anno successivo in occasione della VI Triennale di Milano, trovando collocazione al centro del Parco Sempione, sull’asse fra il Castello Sforzesco e l’Arco della Pace; demolita al termine dell’esposizione nel 1937, viene ricostruita a Como soltanto nel 1960. La visita alla sala è arricchita da un podcast, che racconta la figura di Mario Radice nel vissuto quotidiano, attraverso la viva voce di quattro comaschi che a vario titolo ebbero modo di conoscerlo e frequentarlo.
La realizzazione di questa sala è stata possibile grazie alle donazioni, recenti e passate, di Francesca e Barbara Radice, che hanno contribuito ad arricchire il patrimonio artistico della Pinacoteca cittadina.
Nelle parole “Pinacoteca civica” c’è un’alchimia: Pinacoteca rimanda a un luogo destinato a proteggere e custodire opere, mentre civica esprime l’appartenenza di questo patrimonio alla civitas.
Il volume raccoglie una selezione di opere conservate presso la Pinacoteca di Como, relative a un ampio arco cronologico: accanto ai materiali medievali delle chiese del territorio compaiono i ritratti degli uomini illustri della raccolta di Paolo Giovio (1483-1552); dalle opere provenienti dagli edifici religiosi soppressi si passa ai tesori del collezionismo, per approdare alle avanguardie storiche con il Futurismo di Antonio Sant’Elia, il Razionalismo di Terragni e l’Astrattismo comasco, fino al contemporaneo.
[Tavole per una Commedia / La Commedia raccontata con le immagini di Giuliano Collina]
Giovedì 9 dicembre ore 15.30, presso la Biblioteca comunale Paolo Borsellino (Como, piazzetta Venosto Lucati 1) Gerardo Monizza condurrà l’incontro “Tavole per una Commedia”. Giuliano Collina, artista conosciuto a livello internazionale, presenterà in anteprima le sue 112 tavole, realizzate (con varie tecniche pittoriche) per La Divina Commedia illustrata, in corso di pubblicazione per NodoLibri. Parteciperà al dialogo anche il professor Paolo Filippo Galli, che ha curato la nota introduttiva all’opera.
Giuliano Collina ha saputo narrare i cento canti della Commedia partendo da personaggi, luoghi, percorsi – che Dante Alighieri incontra e segue nel suo viaggio – con attimi di movimento e invenzioni di colori. Sono impressioni che l’Artista ha ottenuto a partire dalla lettura del poema, ricavandone immagini originali che hanno assorbito e fatto propria l’esperienza del Protagonista nel viaggio attraverso un mondo immaginario, irreale, magari antico eppure capace di dare – ai lettori del terzo millennio – nuove ed emozionanti suggestioni.