I Romani furono maestri dell’arte muraria; utilizzarono diverse tecniche di costruzione innovative, che resero possibile un’architettura monumentale.
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I Romani furono maestri dell’arte muraria; utilizzarono diverse tecniche di costruzione innovative, che resero possibile un’architettura monumentale.
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(clicca sulla prima immagine per vederle in sequenza)


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Salite Carescione e Falchetto
In via Stoppani, a Como, sull’angolo con via Coloniola, a 50 metri sud-est dalla stazione della funicolare, si trova una vecchia indicazione con la scritta: “Sentiero per Brunate, ore due”. Il tempo è decisamente esagerato (bastano da 45′ a 75′)
ed i percorsi, in realtà, sono due.
Entrambi, all’inizio, seguono la direttrice via Stoppani – via Prudenziana – Salita Peltrera. Ovvero, saliti i gradini dell’intera via Stoppani (attraversando via Torno) e raggiunta via Prudenziana si svolta a sinistra e si prosegue sempre diritti.
Il primo percorso segue la linea della funicolare. Sebbene, sia franato in alcuni punti e sia malconcio, specialmente nella prima parte, è ancora decisamente il migliore perchè in origine era una mulattiera, mentre l’altro è sempre stato solo un sentiero. La mulattiera gira a destra, seguendo una scalinata in forte pendenza, poi, nei pressi della stazione Como Alta passa a sud-est del viadotto della funicolare e prosegue con frequenti tornanti fino alla stazione Carescione, dove si trova un B&B. Da qui, per raggiungere il centro di Brunate, si prosegue (salire sempre) su una carozzabile selciata che presto diventa asfaltata. Quest’ultimo tratto si può abbreviare con delle scorciatoie un po’ malridotte.
Poco prima della fermata Carescione, si incontra un antico crotto semidiroccato ricoperto da graffiti, tra i quali spicca un grande e curioso disegno onirico. Si raggiunge passando attraverso i fornici che sostengono la linea della funicolare. Il terrazzo antistante la casa gode di un discreto panorama.
Il secondo percorso prosegue diritto, dopo gli edifici abbandonati, per inerpicarsi, con duri strappi gradinati, sino al Ristorante Hotel Falchetto. In seguito, per raggiungere il centro di Brunate, si continua su strada asfaltata.
Insomma, certamente meglio la mulattiera che passa da San Donato, decisamente più bella e meno pericolosa.
fonte: https://digilander.libero.it/felice/Sandonato.htm













pubblicato in Angelicamente, a cura di Baldo Lami, Zephyro edizioni, 2011
INDICE DEL SAGGIO:
1. L’evento
2. Relazioni fra gli angeli e gli uomini
3. Il Genius loci
4. I luoghi concreti
5. Gli elementi dei luoghi
6. Ritorno a casa
Presentazione, 28 novembre 2010:
Bibliografia:
BIBLIOGRAFIA
Amman R., Il giardino come spazio interiore, Bollati Boringhieri, Torino 2008
Bachelard G., La terra e il riposo, le immagini della intimità (1948), Red Edizioni, Como 1994
Benjamin W., Il viaggiatore solitario e il flâneur, Il Nuovo Melangolo, Genova 1988
Berger P. L., Il brusio degli angeli, Il Mulino, Bologna 1969
Bevilacqua F., Genius Loci. Il dio dei luoghi perduti, Rubbettino, Catanzaro 2010
Calvino I., Lezioni americane, Mondadori, Milano 2000
Demetrio D., Filosofia del camminare. Esercizi di meditazione mediterranea, Raffaello Cortina, Milano 2005
Demetrio D., Ascetismo metropolitano…
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In mezzo a un bosco , chiudere gli occhi e ascoltare gli uccelli: impossibile pensare che il loro canto sia un cicaleccio , e che non siano consapevoli della loro felicità

Il rifugio Menaggio sorge nel comune di Plesio (CO) in località Mason del Fedee a 1.383 metri di altitudine, su un poggio in posizione molto panoramica, ai piedi delle pareti meridionali del monte Grona (1.736 m).
E’ facilmente raggiungibile da Milano e da Como
vai a DOVE › RIFUGIO MENAGGIO ‹ club alpino italiano
come arrivare:
Primo itinerario: da Breglia con il Sentiero Alto
Con la statale 340 Regina seguiamo il Lago di Como fino a Menaggio. All’uscita dalla galleria, seguendo le indicazioni per Plesio, deviamo due volte a sinistra e imbocchiamo la provinciale 7.
A Plesio prendiamo la strada sulla sinistra che sale a Breglia. Qua giunti abbiamo due possibilità: proseguire in auto fino ai Monti di Breglia e oltre (vedi il terzo itinerario), oppure parcheggiare e fare l’intero percorso a piedi sfruttando alcune scorciatoie che tagliano i tornanti. In seguito i sentieri diventano due: la variante bassa prosegue in piano e poi sale decisa al rifugio (vedi il secondo itinerario) mentre la variante alta inizia subito a salire e poi, quasi sempre con poca pendenza, con un lungo traverso arriva al rifugio (come di seguito descritto).
segue qui:
http://www.diska.it/rifmenaggio.asp
informazioni sul percorso anche qui:




