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Le bellezze segrete della sponda di Geno: da Villa Cornaggia fino all’ex Crotto del Nino, articolo di Clemente Tajana, in L’Ordine (inserto delle Provincia) 12 maggio 2019

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VILLE, PARCHI, PERCORSI NATURALI: RISORSE PER LA CITTA’ E ATTRAZIONE PER I TURISTI?, incontro coordinato da Barbara Minghetti con Andrea Rurale (presidente del FAI Regione Lombardia), Moritz Mantero (presidente Orticolario), Paolo De Santis (presidente della Villa del Grumello), a VILLA SUCOTA – fondazione Ratti, Via per Cernobbio 19 , COMO, martedì 14 maggio alle ore 20 e 30. L’iniziativa è a cura di OFFICINA COMO

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Paesaggio · Paesaggio del Lago di Como

La parola di oggi è: PAESAGGIO, da: lo Zingarelli 2018, Vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli, Zanichelli editore

La parola di oggi è: paesaggio

SILLABAZIONE: pa–e–sàg–gio
[da paese, sul modello del fr. paysage  1552]
s. m.
1 area territoriale caratterizzata da un determinato complesso di elementi fisici, biologici e antropici: paesaggio alpino, lacustre, fluviale
2 parte di territorio che si abbraccia con lo sguardo: restammo ad ammirare quell’incantevole paesaggio SIN. panorama | (est.) aspetto tipico di una regione ricca di bellezze naturali: la difesa del paesaggio costiero amalfitano
3 pittura, foto e sim. che ritrae un paesaggio
|| paeṣaggétto, dim. | paeṣaggìno, dim.
SFUMATURE panorama
DEFINIZIONI D’AUTORE
Paesaggio è l’equilibrio fra natura e cultura. Fra spiagge, monti, colline, pianure come furono un tempo e come sono, popolati di città, di villaggi, di cascine. Ogni paesaggio ha la sua storia: fatta di creatività e di distruzioni (guerre, terremoti, barbarie); di meraviglie e di errori. Questa diversità rispecchia quel che siamo (come il volto di ciascuno è “lo specchio dell’anima”): perciò ognuno ha il paesaggio che si merita. L’Italia fu il “giardino d’Europa”, dove l’architettura è una seconda natura, indirizzata a fini civili (Goethe). Prima al mondo, ha posto la tutela del paesaggiotra i suoi principi fondamentali (Costituzione, art. 9). Ma a questi valori siamo sempre meno fedeli. Quale paesaggio lasceremo in eredità alle generazioni future?
Salvatore Settis

La parola è tratta da:
lo Zingarelli 2018
Vocabolario della lingua italiana
di Nicola Zingarelli
Zanichelli editore

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Alberi · ARTE · GENIUS LOCI · Giardini del lago di Como · Paesaggio · Paesaggio del Lago di Como · Uccelli

Bernie Krause, che registra paesaggi sonori, il vento tra gli alberi, il cinguettio degli uccelli, il suono impercettibile delle larve degli insetti, …| da TED.com

Bernie Krause registra paesaggi sonori, il vento tra gli alberi, il cinguettio degli uccelli, il suono impercettibile delle larve degli insetti, da 45 anni. In tutto questo tempo, ha visto molti ambienti cambiare radicalmente per mano degli uomini, a volte anche a causa di pratiche considerate sicure per l’ambiente. Uno sguardo sorprendente a ciò che si può imparare dalle sinfonie della natura, dal grugnito dell’anemone di mare ai tristi versi del castoro che piange.

tratto da

Bernie Krause: La voce del mondo naturale | TED Talk | TED.com

a: da classificare · autunno · BATTELLI e Corriere · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Paesaggio del Lago di Como

MALINCONIA D’AUTUNNO: finisce il “SENTIMENTO DI LAGO” che è possibile solo con i BATTELLI, 30 ottobre 2016

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Paesaggio del Lago di Como

Tre comete al minuto Le previsioni dicono che lo spettacolo delle stelle cadenti della notte di San Lorenzo, domani, sarà portentoso. Secondo la Nasa, in passato si potevano avvistare in questo periodo dell’anno circa 80 stelle cadenti l’ora. Nelle notti dell’11 e 12 agosto, ne potremo vedere tra 150 e 200, circa tre al minuto – da La Stampa

Tre comete al minuto
Le previsioni dicono che lo spettacolo delle stelle cadenti della notte di San Lorenzo, domani, sarà portentoso. Secondo la Nasa, in passato si potevano avvistare in questo periodo dell’anno circa 80 stelle cadenti l’ora. Nelle notti dell’11 e 12 agosto, ne potremo vedere tra 150 e 200, circa tre al minuto.

Quelle di San Lorenzo si chiamano Perseidi perché sembrano provenire dalla costellazione di Perseo, un ammasso di circa 130 stelle visibili a occhio nudo guardando verso Nord, a sinistra di Andromeda e sotto Cassiopea: è lì che bisogna puntare gli occhi per vedere lo spettacolo. Tutti però sanno che le stelle non cadono. Quelle che vediamo tracciare una scia luminosa nel cielo sono meteore, piccole particelle che la cometa Swift-Truttle lascia dietro di sé nella sua orbita di 133 anni intorno al Sole. Una volta l’anno, la Terra transita attraverso questa scia e i detriti che incontra si vaporizzano al contatto con l’atmosfera.

Sorgente: Le stelle cadenti un assaggio di Universo – La Stampa

COATESA: frazione di Nesso · NESSO · Paesaggio del Lago di Como · Terrazzamenti · Tuf e Nosè

RIORGANIZZAZIONE DEL PAESAGGIO STORICO DELLA VAL DI NESSO, TESI DI Silvio Bonali, RELATORE Darko Pandakovic, Politecnico di Milano Facoltà di Architettura, 1999/2000

Politecnico di Milano

Facoltà di Architettura

RIORGANIZZAZIONE DEL PAESAGGIO STORICO DELLA VAL DI NESSO

 

Relatore:Prof. Darko Pandakovic

Studente:Silvio Bonali

Anno accademico 1999/2000



INDICE

  1. INDICE pag. 2
  2. ELENCO TAVOLE pag. 3
  3. ABSTRACT pag. 4
  4. INTRODUZIONE pag. 6
  5. CENNI STORICI SUL TRIANGOLO LARIANO pag. 6
  6. VAL DI NESSO pag. 10
  7. NESSO pag. 10
  8. VELESO pag. 13
  9. ZELBIO pag. 13
  10. LA NATURA COME STORIA pag. 16
  11. L’AMBIENTE pag. 23
  12. PIANO SOCIO-ECONOMICO E TERRITORIALE pag. 26
  13. PROBLEMI DELL’ATTIVITA’ TURISTICA pag. 28
  14. TURISMO SOSTENIBILE pag. 30
  15. LA BIODIVERSITA’ pag. 32
  16. STRUTTURA DEL PROGETTO pag. 35
  17. RELAZIONE SUL PROGETTO pag. 36
  18. MODALITA’ DI INTERVENTO SULLE INFRASTRUTTURE pag. 40
  19. NORMATIVE RELATIVE AL PROGETTO pag. 42
  20. BIBLIOGRAFIA pag. 49

La valle di Nesso che interessa il nostro studio ha come livelli massimi il monte S.Primo, il monte Forcoletta e la Colma del Piano, sotto i quali si estendono gli altri cordoni principali che sono:

i monti di Erno, attraversato da frequenti frane, il Pian del Tivano, il Piano di Nesso, gradatamente i cordoni si abbassano formando bellissimi terrazzi morenici.

A circa 750m. abbiamo i terrazzi di Zelbio e di Erno, a 350 300 i ripiani di Scerio e Vico che sono le frazioni più alte di Nesso.

Molto frequenti in tutta regione, quasi totalmente calcarea, sono i fenomeni carsici. Un inghiottitoio che si trova al centro di Pian del Tivano, chiamato Buco della Nicolina, raccoglie tutte le acque del pianoro, numerose sono le grotte tra le quali le più note sono: la Grotta Guglielmo sul versante occidentale del Palanzone, profonda 350m. e la Grotta Masera sopra Careno.

Vario è il territorio riguardo alla vegetazione. Le pendici più elevate sono coperte esclusivamente da pascolo,(S.Primo e la Forcoletta) fino all’altezza di Pian del Tivano 970m. dove si hanno i primi terreni coltivati quasi esclusivamente a patate e cavolfiori di cui si fa grande smercio.

Lungo la striscia più bassa i fianchi dei monti sono coperti da boschetti di ginestre tra i quali si ergono maestose querce e qualche pino, faggi ,betulle, boschi di nocciolo.

Già verso i 1000m. si trova qualche albero da frutta selvatico: ciliegio, melo.

Anche qui , come nella zona del pascolo, la risorsa principale è costituita dall’allevamento del bestiame (soprattutto bovino mentre è poco diffusa la pastorizia) e dall’industria casearia.

L’abitazione salvo qualche caso, non è fissa, le casupole sparse sono abitate solo nella stagione estiva durante la quale si falcia il fieno e si sfrutta il pascolo.

Scendendo verso i centri abitati costantemente la vegetazione si fa più folta, si ha la fascia del castagno che va da circa 900m. fino al lago. Il bosco (costituito da castagni e noci), oltre ad essere una notevole risorsa, per il legname ed i frutti che se ne ricavano, è una delle più belle attrattive della zona e, dandole un aspetto pittoresco, offre con la sua ombra refrigerio ai villeggianti che numerosi vi si ristorano durante l’estate.

I campi disposti a terrazzi e rivolti a mezzogiorno, sono coltivati in massima parte a patate, granoturco ed ortaggi.

Il frumento è coltivato in quantità limitata sulla montagna, mentre si trova abbondante in riva al lago.

Qui campi ed orti sono coperti da pergolati, infatti la vite è una delle piante che meglio di adatta al clima umido e mite del lago, insieme all’ulivo ed alle piante da frutta.

Molto diffusa era, parecchi anni fa, la coltivazione del gelso, per l’allevamento del baco da seta che ora purtroppo si può dire completamente scomparso.

 

 

NESSO

Fino a metà dell’ottocento si presenta come una tipica pieve rurale, anzi lacustre, che unisce i disagi della montagna a quelli del lago, come le lamentele che ricorrono nei documenti continuamente ricordano: povertà economica, strade impervie, insediamenti abitativi sparsi e disagiati.

Quanto alla tradizione che vorrebbe far risalire l’origine della pieve di Nesso addirittura a Ermagora di Aquileia, non è che il riflesso locale di una più ampia ma non più sincera tradizione che individua in Ermagora uno dei possibili fondatori della Chiesa di Como, nella comprensibile e diffusa ambizione di dare alle Chiese locali una fondazione, se non apostolica, quanto meno subapostolica: Ermagora era, infatti, discepolo, se non proprio di un apostolo, di un evangelista, Marco. Il riferimento ad Aquileia è invece un riflesso del fatto, più noto, dell’aggregazione della Chiesa di Como al patriarcato di Aquileia, avvenuto all’inizio del VII secolo – a motivo del permanere di Como, con Aquileia, appunto, nello scisma suscitato in Occidente, e soprattutto nel Nord Italia. Dallo scandalo creato dalla passiva soggezione del papa Vigilio all’imperatore nell’episodio dei Tre Capitoli, mentre Milano si era di nuovo allineata con Roma. Si può ben concludere che l’origine del cristianesimo di Nesso attribuita a Ermagora appare più come legenda che come tradizione.

Nel secolo XI troviamo la prima testimonianza di una struttura plebana, nel senso di un collegio di preti, viventi secondo una regola, addetti alla cura di una “plebs”, ossia ad una popolazione di un territorio periferico, rispetto alla città sede del vescovo.

Quanto alla data precisa di fondazione della pieve, non è possibile individuarla: rispondendo ai quesiti del vescovo durante la visita pastorale, l’arciprete di Nesso, nel 1696, scriverà che la collegiata di Nesso era tale “habitu sed non actu”: per tradizione antica non per un atto giuridico di cui si conservi ancora traccia.

La parola “plebs” significa “popolo”, indica una comunità territoriale che si riconosce come popolo raccolto attorno a una chiesa matrice, fornita di battistero, luogo di aggregazione al popolo di Dio.

Diffondendosi dalla città vescovile verso il territorio circostante, la presenza cristiana si attesta innanzitutto in alcune località geograficamente socialmente già significative e qui organizza il territorio circostante, praticamente come un’unica grande parrocchia.

Particolarmente interessante il documento moltrasino del 1058 con cui Enrico da Vignola ed Enrico detto Forte, consoli di Moltrasio, vietarono di piantare gli alberi sulla costa del monte appena disboscato e destinato alla coltura della vigna. Se la data del documento, pubblicato agli inizi del secolo da Piero Buzzetti, è corretta, si tratta di una precocissima testimonianza della capacità di emanare ordinati da parte di un comune rurale.

La gestione dei boschi e dei pascoli di proprietà pubblica era senza dubbio una delle principali preoccupazioni dei comuni rurali del Lario, come è dimostrato dagli esempi di Torno e Moltrasio. Purtroppo non è sopravvissuta alcuna documentazione di questo tipo attinente a Nesso, ma i beni comuni sono frequentemente ricordati nei documenti come confinanti ai terreni privati: non si può dunque dubitare che essi avessero grande importanza ( ancora nel ‘700 il comune possedeva oltre metà dei terreni del borgo ) e svolsero un ruolo fondamentale in un centro in cui l’allevamento del bestiame aveva una grande importanza.

Non è facile ricostruire come fosse il paesaggio nel territorio nessese nel medioevo. I documenti a nostra disposizione descrivono vari appezzamenti di terreno, illustrandone sinteticamente le colture: campo a cereali (“terra laborativa”), vigna (“terra vineata”), bosco (“silva”), prato (“terra prativa”) o varie combinazione di esse. Molto raramente però è possibile sapere qualcosa di più su di esse, le loro dimensioni, la forma, quali piante vi fossero allevate.

Qualche informazione su come i nessesi del medioevo percepissero il loro territorio può fornirla la microtoponomastica, ossia i nomi forniti dai documenti alle località dove si trovavano i campi, nomi, peraltro, spesso sopravvissuti fino ad oggi.

Quali erano dunque, i punti di riferimento che si offrivano ai Nessesi per ritrovarsi nel loro territorio? Alcuni ovviamente erano costituiti da costruzioni di particolare importanza: ecco dunque alcuni campi ed orti siti sotto la località Vico, campi e viti siti presso la chiesa di S.Maria, campi e prati siti presso il Mulino “Cirixolum” e, nei pressi del borgo, un campo “Alla Porta” e uno presso la “Portezella”, evidentemente posti presso le fortificazioni. Anche le strade i sentieri che attraversano il territorio davano spesso nome ai campi ed ai boschi ( per esempio, un campo con viti situato “subtus stratam de Zelbio”). Spesso i toponimi facevano riferimento ad elementi del paesaggio, quali le piante: l’abbondanza di noci dava nome ad esempio alla “Valle de Noxedum”, ancora oggi “Valle Noséé” sulla strada per Zelbio, dove si trovano i campi, vigne e, ovviamnte, boschi con noci e castagni. I castagni dovevano inoltre prevalere nella zona detta “Castenetam”, dove si trovano alcuni campi, così come i frassini dovevano caratterizzare la località omonima (“Ad frassinum”) sita non lontano da Zelbio. Sul lago prendevano il sopravvento gli ulivi, come attestano i toponimi “Olivala” e “Ad Zocham de Olivala”. Molto interessante è il toponimo “La Taliata”, che denominava alcune selve: si trattava probabilmente di un bosco ceduo, destinato al taglio. Anche i massi erratici, così tipici di queste montagne, davano nome ai campi detti Al Sasso (“Ad sassum”), Alla Pietra Grossa (“Ad pedram grossam”) e Alla Pietra Piatta (“Ad pedran platam”). Sperse qua e là per le campagne dovevano poi trovarsi lacune croci, forse simbolo della pietà popolare e forse, strumenti per delimitare il territorio.

Il territorio nessese venne reso coltivabile grazie alla diffusione dei terrazzamenti, anche oggi caratteristici del paesaggio della zona e che nella documentazione medioevale venivano indicati come campi situati “uno sopra l’altro” (“unum super aliud”).

L’agricoltura nessese pare essere stata destinata essenzialmente all’autoconsumo da parte degli abitanti del borgo, e ciò nonostante non sempre doveva essere sufficiente: almeno nella prima metà del Quattrocento i Nessesi dovevano rivolgersi ai vicini Tornaschi per le forniture di vino. Per quanto riguarda i cereali, dai contratti che prevedevano il pagamento di fitti in natura, si può notare come venissero coltivati soprattutto i grani destinati alla panificazione, quali il frumento, la segale e il miglio, ma non mancavano anche cereali minori, come l’orzo e il panico, utili per le zuppe e le minestre.

La forte vocazione all’autoconsumo dell’agricoltura nessese lasciava poco spazio alle altre colture, in particolare ai frutteti, rei di sottrarre luce ai preziosi cereali. L’unico albero presente con una certa frequenza nei pressi del borgo era l’ulivo, anche se si trattava sempre di presenze sporadiche.

Se nei dintorni del borgo e nelle zone meglio insolate terrazzamenti e spianate erano occupati dai cereali, dalle viti e da qualche olivo, la maggior parte del territorio nessese era occupata dal bosco.

Nell’economia agricola di un paese di montagna come Nesso il bosco ricopriva un’importanza fondamentale: non solo infatti da esso provenivano legna per le costruzioni e legna da ardere, ma vi si portavano al pascolo le capre, pecore e maiali e la raccolta dei frutti costituiva un’importantissima integrazione del vitto delle famiglie.

Prima dell’arrivo della coltivazione del mais dall’America, fu il pasticcio di farina di castagne a ricoprire il ruolo che poi fu della polenta ed ancora nel secolo scorso i mugnai della zona di Faggeto Lario macinavano grandi quantità di farina di castagne. A causa di questa sua grande importanza il castagno era oggetto di particolari cure nei paesi del lago, a Torno, per esempio, era vietato scortecciare i castagni o farvi pascolare gli animali e il Comune promuoveva la diffusione di tali piante cedendo gratuitamente le terre a chi intendesse impiantarvene.

Per scoprire quali bestie erano allevate a Nesso, data la reticenza della documentazione locale, è opportuno rivolgersi alle “soccide” stipulate dai Nessesi con i Tornaschi davanti al notaio di quest’ultima località. La “soccida” era un tipo di contratto molto diffuso nel Medioevo, che associava un finanziatore ed un allevatore. Il finanziatore acquistava del bestiame e poi lo affidava all’allevatore che s’impegnava a versargli la metà di tutti i guadagni che n’avrebbe ricavato oltre che, talvolta, a rifondergliene anche il prezzo. I ricchi mercanti tornaschi fecero molti contratti di questo tipo con gli abitanti dei paesi del Lario e, fra questi anche con i Nessesi, ai quali affidavano pecore, capre, manzi e mucche.

Strettamente connessa con l’allevamento era la presenza sui monti di Nesso delle cascine (“cassine”), piccoli edifici rustici destinati a ricoverare temporaneamente i pastori e i loro atrezzi da lavoro: tali costruzioni, come a Torno, dovevano essere molto semplici, ad un solo piano, con un tetto di paglia o frasche. Col passare del tempo però le “cassine” tendevano a diventare più solide o complesse e nel corso del ‘400 ne compaiono alcune dotate di tetti in lastra di ardesia (o “aplodate”, coperte di pioeude) o con cortili, mentre nel XVI secolo, da un rapido spoglio degli estimi, appare evidente come ormai quasi tutte le cascine fossero costruite in muratura.

vai a:

RIORGANIZZAZIONE.

Bellagio · Bellano · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Lenno · NESSO · Paesaggio del Lago di Como

VEDUTE PANORAMICHE LUNGO IL LAGO DI COMO, #COMO2015 Le vedute di Dedalo, a cura di Camera di commercio di Como, Accademia Galli, Conservatorio Verdi, Emotional View

Dalla collaborazione fra Camera di Commercio di Como, Accademia di Belle Arti A.Galli, Conservatorio Verdi di Como e Emotioanal View, un omaggio al territorio.

https://twitter.com/hashtag/COMO2015?src=hash

LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Libri su Como e il Lario · Nodo Libri · Paesaggio del Lago di Como

Il territorio lariano e il suo ambiente naturale, NodoLibri, 1995

Il territorio lariano e il suo ambiente naturale

Il territorio lariano e il suo ambiente naturale
 L’ambiente naturale della provincia di Como: il territorio e la sua evoluzione fisica e geologica, la flora e la fauna che lo popolano alle varie altitudini e condizioni, la presenza o l’abbandono dell’uomo e i problemi che ne derivano.

Rigore scientifico e chiarezza di linguaggio caratterizzano una pubblicazione che colma finalmente una grave lacuna e consente di conoscere le dinamiche e gli equilibri degli ecosistemi che ci circondano più da vicino, condizione indispensabile al loro rispetto e alla loro corretta tutela.

Schemi esplicativi, disegni e fotografie a colori illustrano gli animali più caratteristici e i loro comportamenti, alberi e fiori nel loro habitat, suggestivi scorci di paesaggio naturale e antropizzato.

...

Como, 1995
Edizione: NodoLibri
Pp. 270, Illustrazioni: ill., F.to cm. 24×15,5

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NodoLibri.

distruzione del paesaggio · regole amministrative

Abusi e reati edilizi: aggiornato con le novità in materia di DIA introdotte dal Decreto Sviluppo – pamalteo@gmail.com – Gmail

Abusi e reati edilizi

Con Cd-Rom contenente:

» Giurisprudenza integrale
» Normativa nazionale
» Normativa regionale

IV edizione

ABUSI E REATI EDILIZI
Manuale operativo commentato con la giurisprudenza

La linea di demarcazione tra opere edilizie legittime e abusive è spesso incerta: errare nel determinare la tipologia o il procedimento provoca gravi conseguenze giuridiche e giudiziarie, anche penali.

Aggiornato con il D.L. 9 febbraio 2012, n. 5 convertito con modificazioni in L. 4 aprile 2012, n. 35 che ha modificato la materia dei parcheggi pertinenziali, e con il D.L. 83/2012 che ha introdotto novità in materia di Denuncia di Inizio Attività, con nuova Giurisprudenza e arricchito dalla disciplina degli interventi soggetti ad autorizzazione unica, questo nuovo Manuale chiarisce la complessa materia degli abusi edilizi e urbanistici attraverso l’analisi organica e puntuale della disciplina normativa, solidamente impiantata su una articolata e minuziosa casistica pratica.

Integrato da sentenze scelte, intessute organicamente nel contesto della trattazione, affronta in dettaglio opere e procedimenti, sanzioni e contenzioso, condoni e sanatorie, approfondendo gli aspetti tipici dei singoli reati edilizi e urbanistici che enuclea in base alle indicazioni della Corte di Cassazione, del Consiglio di Stato, dei Tribunali di merito.

In 1108 pagine illustra compiutamente le questioni tecnico-legali riguardanti: › le disposizioni legislative applicabili, › i titoli abilitativi occorrenti nelle varie situazioni, › gli abusi sanzionabili, con la giurisprudenza di riferimento evidenziata in appositi riquadri a margine di ciascun argomento.

Fornisce la più efficace disamina pratica di una materia che negli ultimi anni ha subito repentini cambiamenti, da ultimo con l’introduzione della Scia che ha posto delicate questioni circa l’applicabilità o meno di tale istituto in ambito edilizio, con non poche difficoltà interpretative e applicative, chiarite nel corpo del volume.

Efficacissimo nel dare risposte fondate, fruibile e di rapida consultazione, grazie al risalto grafico delle locuzioni chiave ed ai dettagliatissimi indici sistematico ed analitico che rendono immediata ogni ricerca, il volume è così esattamente articolato:

Parte prima – INTRODUZIONE ALLA DISCIPLINA URBANISTICA
Capitolo 1 – La disciplina urbanistica 
1. L’evoluzione della legislazione ed i punti di criticità
2. Edilizia, urbanistica e governo del territorio
3. Le prime leggi urbanistiche
4. Le leggi successive al 1942
5. I primi condoni edilizi
6. Ripartizione di competenze tra Stato e regioni
7. Il Testo Unico 380/2001
8. Il permesso di costruire
9. Denuncia di inizio attività e “superdia”
10. Il certificato di agibilità

Capitolo 2 – La pianificazione urbanistica 
1. Introduzione
2. La pianificazione sovracomunale
3. Il piano regolatore generale comunale
4. La pianificazione attuativa
5. Il regolamento edilizio

Parte seconda – I TITOLI ABILITATIVI
Capitolo 3 – Il permesso di costruire e le nuove autorizzazioni
1. Introduzione
2. Attività subordinate al permesso di costruire
2.1. Interventi di nuova costruzione
2.2. Interventi di ristrutturazione edilizia
2.3. Interventi di ristrutturazione urbanistica
2.4. Mutamento di destinazione d’uso
3. Interventi soggetti ad autorizzazione
3.1. Antenne ripetitori
3.2. L’autorizzazione “unica” per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili

Capitolo 4 – L’attività edilizia libera, la Dia e la Scia, l’attività edilizia della pubblica amministrazione
1. Gli interventi liberi
2. Gli interventi soggetti a Dia
3. Dalla Dia alla Scia
4. L’attività edilizia della pubblica amministrazione
5. La cd. superdia

Parte terza – ABUSI EDILIZI: TIPOLOGIA, VIGILANZA E SANZIONI

Capitolo 5 – I reati urbanistico-edilizi del TU 380/2001 
1. I reati urbanistico-edilizi
2. La successione di leggi nel tempo; art. 20, legge 47/1985 e  art. 44, TU 380/2001
3. Art. 44, lett. a)
4. Art. 44, lett. b)
5. Art. 44, lett. c), seconda parte: interventi abusivi e zone sottoposte a vincolo
6. La natura dei reati edilizi; consumazione e prescrizione
7. L’elemento soggettivo
8. I soggetti attivi del reato
9. Reati edilizi e abuso d’ufficio nel rilascio di permesso illegittimo
10. Le violazioni alla Dia e alla Scia

Capitolo 6 – La lottizzazione abusiva 
1. Art. 44, lett. c): lottizzazione abusiva
2. La lottizzazione abusiva negoziale
3. La lottizzazione abusiva materiale
4. Lottizzazione mista
5. L’interesse protetto
6. La natura giuridica: consumazione e prescrizione
7. I profili soggettivi
8. Condono e lottizzazione
9. La confisca

Capitolo 7 – Reati edilizi e procedimento penale 

1. Introduzione
2. L’attività di vigilanza
3. I mezzi di accertamento; accertamenti tecnici, consulenze e perizie
4. Il sequestro del manufatto abusivo; probatorio e preventivo
5. L’accertamento di conformità e la sospensione dell’azione penale
6. La costituzione di parte civile
7. Consumazione e prescrizione
8. L’ordine di demolizione all’esito del processo
9. L’esecuzione dell’ordine di demolizione
10.La confisca dei terreni abusivamente lottizzati

Capitolo 8 – Le sanzioni amministrative 
1. Introduzione
2. La sospensione dei lavori
3. Le sanzioni
4. I soggetti responsabili
5. Le violazioni del permesso di costruire e le relative sanzioni
6. La lottizzazione abusiva
7. La demolizione delle opere abusive
8. Il pagamento della sanzione
9. Le violazioni al regime della denuncia di inizio attività
10. Omesso o ritardato pagamento del contributo di costruzione
11. La vigilanza su opere di amministrazioni statali
12.Gli accordi integrativi e/o sostitutivi dei provvedimenti sanzionatori

Capitolo 9 – Le sanzioni civili e fiscali
1. Le sanzioni civili
2. Le forniture somministrate da aziende erogatrici di servizi pubblici
3. Le sanzioni fiscali

Capitolo 10 – Le violazioni della normativa sulle opere in conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica 
1. Introduzione
2. Disposizioni a carattere generale
3. La normativa sulle opere in conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica
4. La vigilanza
5. Schema delle ipotesi contravvenzionali

Capitolo 11 – Le violazioni della normativa antisismica 
1. Introduzione
2. Le zone sismiche
3. Le norme tecniche
4. Obbligo di preavviso e autorizzazione all’inizio dei lavori
5. Le sanzioni penali
6. La vigilanza
7. La demolizione delle opere o le modificazioni necessarie a renderle idonee
8. Costruzioni in corso di realizzazione in zone sismiche di nuova classificazione
9. Le sanzioni fiscali
10. Esenzioni per le opere eseguite dal genio militare

Capitolo 12 – Le violazioni dei vincoli ambientali, dei beni culturali e delle aree naturali protette

1. Introduzione
2. La tutela dei beni culturali
3. La tutela dei beni paesaggistici
4. La tutela ambientale ed il reato di cui all’art. 734 c.p.
5. La tutela penale delle aree naturali protette

Parte quarta – ABUSI EDILIZI E SANATORIE
Capitolo 13 – L’accertamento di conformità
1. Introduzione
2. La sanatoria a seguito di accertamento di conformità
3. Presupposti del rilascio del permesso in sanatoria
4. Effetti del provvedimento di sanatoria
5. La sanatoria degli interventi soggetti a Dia
6. La sanatoria degli interventi intrapresi con la procedura della Scia
7. La sanatoria ex lege delle difformità marginali

Capitolo 14 – Il condono edilizio 
1. Introduzione
2. Dal condono del 1985 a quello del 2003
3. La domanda di condono
4. Le condizioni di applicabilità
5. Le tipologie di abuso sanabile
6. Condono edilizio in zone sottoposte a vincoli
7. Il provvedimento finale; il silenzio-assenso per decorso del termine
8. Condono e lottizzazione abusiva
9. Condono e vicende processuali

» N. D’angelo, Magistrato

distruzione del paesaggio · Laglio

Distruzione di paesaggio nel territorio del Comune di *** (sul Lago di Como), 5 agosto 2012

per il mio desolato commento vedi:

Goletta dei Laghi

Il Lago di Como è malato grave: È impietoso il giudizio della settima edizione della Goletta dei Laghi di Legambiente

Il Lago di Como è malato grave, povero Lario.

È impietoso il giudizio della settima edizione della Goletta dei Laghi di Legambiente.

Ieri l’associazione ambientalista ha presentato i risultati del monitoraggio
scientifico effettuato nel corso dell’anno. Altro che …
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