OSSUCCIO Una russa di 21 anni appartenente a una tra le più facoltose famiglie moscovite con molti interessi nel mondo della cultura e dell’arte, proprietaria di lussuosi appartamenti a Londra e Roma è la nuova padrona del Balbiano, una delle dimore più prestigiose del lago da 30 anni appartenente all’industriale tessile comasco Michele Canepa al quale fa capo l’azienda tessile Taroni di Grandate
Nesso: 900 anni 1095-1995. Ricerche e riflessioni in occasione del nono centenario della consacrazione della antica chiesa parrocchiale, a cura della Biblioteca Comunale di Nesso e della Parrocchia di Nesso
un cartello perentorio sulla vetrina della “Casa della seta” di via Vittorio Emanuele II: liquidazione totale. Un’insegna storica che ha accompagnato decenni di vita locale andrà ad aggiungersi al numero di luci spente nelle due principali “vasche”, quella ancora ieri prese d’assalto dai turisti complice la bella giornata. Proseguendo si incontra anche qualche novità piacevole: quello che ospitava la libreria Meroni, purtroppo chiusa definitivamente dopo tanti anni di onorata attività, almeno non resterà un altro negozio chiuso.
La lavorazione della seta e l’allevamento del baco, con i gelsi a fare da reggi filare alla vigna, o ai margini del fosso, ne conservo ancora alcuni esemplari, soppiantati per lo più dagli olmi. I miei bisnonni, ne allevavano i bachi. La seta e la lavorazione della seta hanno contraddistinto un periodo molto lungo e prolifico della Storia d’Italia, i mulini, le manifatture, gli usi e costumi. A Bologna il mercato era sotto il Portico del Pavaglione e le spedizioni verso Venezia e Chioggia per la “tintura” avvenivano tramite il canale dell’Aposa. L’evoluzione, fortunatamente, non si può “fermare”, cambiano e si modificano gli usi e i costumi, certamente! Le necessità inseguono i nostri bisogni di carta velina. Sì! Quali sono i bisogni odierni che contraddistinguono il genius loci di ora? del qui ed ora?
PRESENTAZIONE del libro: NESSO. L’ECONOMIA DELLA TERRA
Venerdì 5 agosto alle 18.00 presso la Sala Consiliare di Nesso (in frazione Onzanigo) verrà presentato, con la partecipazione della nuova giunta, Nesso. L’economia della terra di Fabio Cani, edito da NodoLibri per il Comune di Nesso.
Il volumetto è una trattazione di 80 pagine sulla storia delle diverse forme di economia nel Comune di Nesso e nella frazione di Careno. Questo testo è frutto delle interviste agli abitanti del luogo, grazie alle quali è possibile apprendere particolari e curiosità. Dopo l’introduzione, che svolge la funzione di sintesi e commento, nei seguenti tre capitoli vengono spiegate le attività svolte dalle persone della zona: l’allevamento e il sistema della monticazione, il lavoro in cava dei “picasass” o scalpellini e la fabbrica di “pedù”, cioè le scarpe in stracci e gomma realizzate artigianalmente.
Inoltre il libro è corredato da numerose fotografie d’epoca in banco e nero, poste alla fine di ogni capitolo, che chiariscono la vita quotidiana degli abitanti di Nesso e che possono aiutare il lettore a comprendere nel dettaglio l’artigianato locale di non molti anni fa. Il testo consente di conoscere le radici del territorio e di riuscire a capire che la vita in questi paesi, che agli occhi moderni può apparire facile, non è per nulla “semplice”.
A seguire, presso i locali della Scuola primaria di Nesso nel palazzo comunale, inaugurazione della mostra di pittura e fotografia di Giuseppe Galliani, Ennio De Carli, Fausto Zambra e Natale Castelletti, ed esposizione di materiali riguardanti i 150 anni di Unità d’Italia.
Sei mesi di crescita e la previsione di un secondo semestre 2011 di un ulteriore incremento di fatturato e miglioramento dei conti.
Per il Gruppo Ratti i conti del secondo trimestre confermano il netto miglioramento già registrato nella prima parte dell’anno: i risultati economici invertono il segno meno e tornano positivi dopo un decennio e a Guanzate si guarda al futuro con ottimismo.
«Riapriremo a fine agosto con un portafoglio ordini importante e tale da farci presagire numeri altrettanto positivi per un miglioramento ulteriore dei conti» conferma l’amministratore delegato del gruppo, Sergio Tamborini (nella foto tonda). Per far fronte alle commesse l’azienda, dal primo sabato dopo le ferie, applicherà infatti la flessibilità positiva come previsto dall’accordo sottoscritto nei mesi scorsi con i sindacati.
Una solidità nei numeri che confermano per la Ratti (nel Gruppo Marzotto da fine 2009), la leadership nel distretto tessile comasco.
Due milioni e mezzo di euro di evasione fiscale scoperti ogni giorno dalla guardia di finanza: in 440 ispezioni, nei primi 150 giorni del 2011, ha recuperato a tassazione 365 milioni di euro. E al bilancio gennaio – maggio 2011, vanno aggiunti 30 milioni di Iva portati alla luce e 4 milioni di euro di Irap: risorse nascoste allo Stato, ma soprattutto sottratte alla società, sulla linea che divide in due la convivenza civile. Da una parte, quelli che pagano per tutti e dall’altra quelli che, frodando, danneggiano tutti. E non sono solo evasori che almeno un po’ fanno il proprio dovere, come i 12 contribuenti che, complessivamente, hanno nascosto 190 milioni di euro, ma qualcosa hanno pur dichiarato. Sono stati stanati anche 34 evasori totali, uno ogni cinque giorni: hanno nascosto 156 milioni di euro di redditi mai dichiarati e non hanno versato Iva per 26 milioni.
Como nelle antiche stampe Mercoledì 18 maggio alle ore 18,30
nella splendida cornice dei giardini a lago del Casta Diva Resort & SPA
in via Caronti 69 a Blevio,
apre la mostra di antiche stampe della Como del ‘700 e ‘800. Resterà aperta sino a martedì 24 maggio dalle ore 17,00 e alle ore 20,00
Per informazioni: tel. 031 32511
Circa 80 immagini, riprodotte in bianco/nero su tela nel formato 70 x 100 rappresentano gli aspetti più caratteristici quali i borghi, le piazze, il porto, il lago, i primi battelli a vapore, le ville, le chiese e soprattutto le panoramiche della città. La mostra, a cura di Enzo Pifferi, è aperta al pubblico e rappresenta un’occasione per visitare i luoghi dove ha vissuto la cantante lirica Giuditta Pasta tra il 1827 e il 1864. Nell’antica villa Roccabruna, furono ospiti numerosi artisti dell’alta società europea e sulle rive del Lario Vincenzo Bellini musicò la Norma e alla celebre soprano dedicò la melodia “Casta Diva”.
La Società Storica Altolariana è nata con lo scopo di studiare e valorizzare la storia e le memorie delle terre lariane, con particolare attenzione all’area nord occidentale e della bassa Valtellina. Ne sono fondatori Enrico Della Fonte, Giovanni De Lorenzi, Norita Spelzini, Vittorio Comalini e Pieralda Albonico.
Uno degli scopi dell’associazione è quello di salvare dalla dispersione gli archivi privati studiando i modi più idonei per la conservazione e la tutela di questo patrimonio. I risultati delle ricerche saranno divulgati attraverso incontri, convegni, pubblicazioni e con un bollettino annuale che verrà distribuito a tutti i soci.
L’adesione è aperta a tutti.
Info: Società Storica Altolariana, Gravedona ex Chiesa di San Sebastiano (via Castello 7) 034.485583 – enrico.della.fonte@alice.it
ilMuseo didattico della Setaospiterà una nuova edizione della mostra dedicata al merletto a fuselli dal titolo “I 150 anni dell’Unità d’Italia 1861-2011” Storia e memoria in terra lariana e lombarda.
Per l’edizione 2011 il tema della mostra di merletto ruota attorno al centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia; l’evento si fregia del logo delle celebrazioni ufficiali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. I gruppi, le scuole e le associazioni attivi oggi in Lombardia sono stati invitati a presentare dei preziosi manufatti ispirati al tema proposto.
Non si trova più il “Plinio”, lo storico piroscafo della Navigazione lariana, nato nel 1902 e tra i battelli più belli ed eleganti del Lago di Como, affondato lo scorso 9 dicembre. Sembra incredibile, ma l’associazione “Navi Lariane”, che riunisce ingegneri e storici della navigazione sul Lario, lancia un allarme proprio in questo senso.
Nella discesa sott’acqua il 9 dicembre il natante, lungo 51 metri (non propriamente un fuscello, quindi), costruito nel 1902 e rimasto in servizio fino al 1963, ha rotto gli ormeggi, e giacerebbe (a rigor di logica) sul fondo del Lago di Mezzola. Dove di preciso, e a che profondità, è però un mistero.
L’affondamento della storica imbarcazione, che da più di dieci anni era ormeggiata di fronte al ristorante “Barcaccia” di Nando Curti – che del relitto è proprietario – ha fatto scalpore sul finire del 2010. Nel 2009, lo Stato tramite la Soprintendenza di Milano, proprio su sollecitazione di “Navi Lariane”, aveva vincolato il natante come bene storico. Stando ai sub che l’avevano visitato in dicembre per conto dell’Arpa, si troverebbe a 35-40 metri di profondità (il doppio di quel che si pensava in un primo momento). Sembrava che lo scafo non avesse subito danni nella discesa. Il fondo è ripido, e soprattutto l’acqua è molto torbida e il fondale fangoso.
Dice il presidente di “Navi Lariane” Massimo Gozzi, ingegnere e autore di libri e articoli sulla navigazione lacustre lariana: «L’affondamento è stato oggetto di un frettoloso “de profundis” da parte di altre associazioni ma anche di enti. In collaborazione con un gruppo di subacquei abbiamo organizzato un sopralluogo il 30 gennaio scorso. Il piroscafo non è stato trovato. Ulteriori indagini da parte nostra hanno appurato che un altro gruppo di subacquei della Protezione civile di Sondrio si era immerso per conto dell’Arpa di Sondrio: anche loro non hanno localizzato il reperto. Le indagini dell’Arpa sulla qualità dell’acqua sono state effettuate pertanto senza conoscere l’esatta localizzazione del piroscafo (campioni d’acqua alle profondità di un metro e di venti metri). In definitiva, nessuno lo ha localizzato, e pertanto le informazioni circolate sulla profondità alla quale giace si basano solo su ipotesi».