COMO città · Conosco Como? · Palazzi ed edifici · SCUOLE e UNIVERSITA' a Como

Storia dell’edificio del Collegio Gallio, a Como, dal 1583

Il Pontificio Collegio Gallio di Como ha una storia che risale al 1583, quando fu fondato dal cardinale Tolomeo Gallio.

Questo istituto educativo è situato in un’area precedentemente occupata da un convento degli Umiliati, un ordine religioso che operava nella zona sin dal XII secolo. Dopo la soppressione degli Umiliati nel 1571, i loro beni furono ceduti al cardinale Gallio, il quale decise di trasformare la struttura in un collegio per l’educazione dei giovani, in linea con le direttive del Concilio di Trento[1][6].

Fondazione e Sviluppo Iniziale

Il 15 ottobre 1583, il cardinale Gallio ricevette l’approvazione papale per fondare il collegio, affidandone la gestione ai Chierici Regolari di Somasca, noti per il loro impegno nell’educazione della gioventù abbandonata.

I lavori di ristrutturazione dell’edificio iniziarono nel 1583 e il collegio fu inaugurato il 18 giugno 1589[1][2]. Inizialmente, gli alunni erano principalmente figli di famiglie nobili locali, ma vi fu anche un’inclusione di orfani, sebbene in numero limitato a causa delle pressioni aristocratiche[1].

Secoli XVII e XVIII

Nel corso del Seicento, il collegio subì modifiche significative a causa di inondazioni e necessità ecclesiastiche. Fu istituito un seminario nel 1629 per la formazione dei sacerdoti, e la struttura continuò ad espandersi per accogliere un numero crescente di studenti[1][3]. Durante il Settecento, il collegio si arricchì di decorazioni artistiche grazie al lavoro del pittore Carlo Carloni, che abbellì gli interni con affreschi e opere d’arte[1].

XIX secolo e Riforme

Il collegio affrontò sfide durante le soppressioni religiose dell’epoca napoleonica e le successive riforme austriache. Dopo una chiusura temporanea, riaprì nel 1791 grazie all’intervento dell’imperatore Leopoldo II. Nel 1823, ottenne la parificazione con le scuole pubbliche, facilitando l’accesso degli alunni alle istituzioni superiori[1][2][4].

XX secolo e Oggi

Nel Novecento, il Collegio Gallio continuò ad adattarsi alle nuove esigenze educative con ampliamenti strutturali e l’introduzione di corsi scientifici e tecnici. Nel 1912, fu riconosciuto come monumento di interesse nazionale. Oggi offre una gamma completa di programmi educativi che includono scuole dell’infanzia, primaria e secondaria, oltre a licei scientifici con specializzazioni biomediche[1][6][3].

Il Pontificio Collegio Gallio rappresenta quindi un’importante istituzione educativa con una lunga tradizione storica e culturale, continuando a svolgere un ruolo significativo nella formazione delle nuove generazioni a Como.


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Pontificio_Collegio_Gallio
[2] https://www.collegiogallio.it/le-origini/
[3] https://www.collegiogallio.it/quattro-secoli-di-storia/
[4] http://www.demo11.soluzione-web.it/objects/pagina.asp?ID=18
[5] http://www.demo11.soluzione-web.it/Common/pagina.asp?ID=23
[6] https://www.diocesidicomo.it/gallio-collegium-comense/
[7] https://www.collegiogallio.it/lottocento/
[8] https://www.collegiogallio.it/il-novecento/

La struttura del Collegio Gallio di Como ha subito numerosi cambiamenti nel corso dei secoli, riflettendo le esigenze educative e le trasformazioni architettoniche dell’epoca.

Fondazione e Struttura Iniziale

Fondato nel 1583, il collegio era inizialmente un edificio conventuale degli Umiliati, ristrutturato per accogliere gli studenti. La struttura originale comprendeva una chiesa e spazi per l’insegnamento delle materie classiche, in linea con l’educazione dell’epoca.

Settecento

Nel 1757, la struttura appariva già diversa, con l’aggiunta di nuove aule e spazi per gli studenti. Durante questo periodo, il collegio si concentrò sull’ampliamento delle sue funzioni educative, integrando corsi di filosofia e teologia[5].

Ottocento

Con l’arrivo del XIX secolo, il collegio si adattò alle nuove esigenze educative. Nel 1880, fu introdotta una sezione per le materie scientifiche e tecniche, portando alla costruzione di un secondo cortile nel 1886. Questo ampliamento segnò un passaggio significativo verso una formazione più moderna[4].

Novecento

Durante il Novecento, il collegio continuò a subire trasformazioni. Nel 1912, furono effettuati abbellimenti significativi alla facciata e al cortile interno. La struttura venne ulteriormente modernizzata per rispondere alle esigenze educative contemporanee e per migliorare gli spazi comuni[2][3].

Ristrutturazioni Recenti

Negli ultimi decenni, il Collegio Gallio ha continuato a evolversi, mantenendo un equilibrio tra tradizione e innovazione. Sono stati effettuati lavori di restauro per preservare il patrimonio storico mentre si implementavano nuove tecnologie e metodologie didattiche.

In sintesi, la struttura del Collegio Gallio è passata da un semplice convento a un complesso educativo moderno, attraverso una serie di ristrutturazioni e ampliamenti che hanno risposto alle sfide educative dei vari periodi storici.


[1] https://www.collegiogallio.it/quattro-secoli-di-storia/
[2] https://www.collegiogallio.it/il-novecento/
[3] https://www.collegiogallio.it/lottocento/
[4] https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/29/Como_-_Collegio_Gallio_0951.JPG?sa=X&ved=2ahUKEwiBjraY4p2LAxU0pZUCHVUNJpkQ_B16BAgHEAI
[5] https://www.collegiogallio.it/il-settecento/
[6] http://www.demo11.soluzione-web.it/Common/Pagina.asp?ID=85
[7] http://www.demo11.soluzione-web.it/objects/Pagina.asp?ID=84
[8] http://crocifissocomo.altervista.org/alterpages/files/NSPdic.pdf


Camminare in COMO città · Centro Storico di Como

Il Palazzo Vescovile di Como, in Piazza Guido Grimoldi

Il Palazzo Vescovile di Como, situato in Piazza Guido Grimoldi, 5, è un’importante struttura storica che funge da residenza per il Vescovo di Como. La sua costruzione risale alla fine del XII secolo e si estende fino al XV secolo, con diversi rimaneggiamenti e ampliamenti nel corso dei secoli[2][4].

Caratteristiche Architettoniche

  • Struttura: Il palazzo presenta una loggia con finestre bifore in stile gotico e conserva elementi architettonici originali come le finestrelle dell’atrio e l’abside di un’antica chiesetta, nota come Oratorio di San Michele[2][3].
  • Interni: L’interno è decorato con affreschi del Quattrocento, ritratti dei Vescovi di Como e arazzi del Seicento. Il salone dei ricevimenti è particolarmente sfarzoso e rappresenta uno dei punti focali della visita[2][5].
  • Cappella di San Michele: Al primo piano si trova la cappella dedicata a San Michele, che ha avuto una funzione importante sia come cappella palatina sia come battistero. Questa cappella è databile probabilmente al XII secolo e presenta elementi architettonici significativi[3][4].

Storia

Il Palazzo ha una storia complessa legata alla sede episcopale di Como. Le prime strutture risalgono alla seconda metà del X secolo, ma il palazzo attuale è frutto di numerosi interventi successivi. La funzione originaria della cappella e la sua evoluzione nel tempo riflettono l’importanza del palazzo come centro religioso e amministrativo[2][3][7].

scheda alle pagine 255-260 del libro:


[1] http://www.diocesidicomo.it
[2] https://ebike-alpexperience.eu/de/b/723/palazzodelvescovadocomplesso
[3] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/LMD80-01001/
[4] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00049/
[5] https://www.ciaocomo.it/2024/10/16/visita-al-palazzo-vescovile-con-il-fai/288716/
[6] https://www.youtube.com/watch?v=k9lwpvsfwVM
[7] https://www.memorieinfoto.it/foto/como-palazzo-vescovile-cappella-di-s-michele
[8] https://arts.units.it/handle/11368/3098786
[9] http://catalogo.beniculturali.it/detail/Lombardia/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/CO180-00049_R03


Camminare in COMO città · COMO città · Conosco Como?

La chiesa di San Provino, dietro Piazza Roma, a Como

La chiesa di San Provino, situata in Piazza Roma a Como, è un importante edificio di culto cattolico dedicato a San Provino, il secondo vescovo della diocesi comense. La sua costruzione risale al periodo medievale, con elementi romanici visibili nel campanile e nella struttura dell’edificio. Originariamente, la chiesa era conosciuta come Sant’Antonio e subì una dedicazione a San Provino nel 1096, quando le sue reliquie furono trasferite qui dal vescovo Guido Grimoldi[1][2].

Storia e Architettura

La chiesa presenta una storia ricca e complessa. Nel corso dei secoli, ha subito numerosi rimaneggiamenti e ampliamenti. La parte inferiore del campanile è di epoca romanica, mentre l’ampliamento con una seconda navata avvenne nel Quattrocento. Durante il Seicento, la chiesa fu decorata in stile barocco e il campanile fu elevato[1][3]. Nel 1794, la chiesa ospitò le nozze tra Alessandro Volta e Teresa Peregrini[1].

Opere Conservate

All’interno della chiesa si possono ammirare diverse opere d’arte significative, tra cui:

  • Un crocifisso ligneo del XV secolo.
  • Un dipinto seicentesco raffigurante San Rocco.
  • Un’opera attribuita ai fratelli Recchi, il Martirio di San Giacomo, situato nel presbiterio[1][2].

Importanza Culturale

La chiesa di San Provino non è solo un luogo di culto ma anche un punto di riferimento per la comunità locale. Dopo un restauro significativo nel 1972, è diventata anche un centro per la comunità ortodossa rumena, che ha stabilito una parrocchia dedicata a San Gerarca Gregorio Palamas[1][4].

In conclusione, la chiesa di San Provino rappresenta un’importante testimonianza storica e artistica della città di Como, con una storia che si intreccia profondamente con quella della diocesi e della comunità locale.


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Provino_(Como)
[2] https://www.minube.it/posto-preferito/chiesa-san-provino-a188811
[3] https://www.lombardiabeniculturali.it/istituzioni/schede/3102071/?view=toponimi&hid=0
[4] https://www.ciaocomo.it/video/pillola-di-archeologia-scopriamo-la-chiesa-di-san-provino-in-piazza-roma-a-como/
[5] https://www.santiebeati.it/dettaglio/91194
[6] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00043/
[7] https://fondoambiente.it/luoghi/chiesa-san-provino
[8] https://www.loquis.com/it/loquis/2903855/Chiesa+di+San+Provino


Camminare in COMO città · Conosco Como? · Palazzi ed edifici · SCUOLE e UNIVERSITA' a Como

Il Palazzo delle Scuole Elementari “Francesco Baracca”, in via Brambilla, a Como

Il Palazzo delle Scuole Elementari in via Brambilla a Como ha una storia ricca e significativa, essendo un punto di riferimento educativo nella città.

Storia dell’edificio

  • Costruzione e inaugurazione: L’edificio è stato inaugurato nel 1915, quindi ha recentemente celebrato il suo centenario nel 2015. In quell’occasione, la comunità ha organizzato eventi festivi per commemorare questo importante traguardo, incluso un libro illustrato curato dalla giornalista Sara Della Torre, intitolato “Un secolo di storia” [1][7].
  • Architettura e struttura: La scuola primaria “F. Baracca”, che occupa parte di questo storico edificio, è una struttura a tre piani con ampi spazi per attività didattiche, tra cui aule moderne dotate di lavagne multimediali e una biblioteca [3][6]. L’istituto è parte dell’Istituto Comprensivo Como Lago, che include anche altre scuole nella zona.

Importanza culturale

La scuola non è solo un luogo di apprendimento, ma rappresenta anche un presidio culturale per la comunità comasca. Le autorità scolastiche e locali hanno sottolineato l’importanza della scuola come simbolo della cultura e della storia della città [1].

In conclusione, il Palazzo delle Scuole Elementari in via Brambilla è un edificio con una lunga storia educativa che continua a svolgere un ruolo cruciale nella formazione delle nuove generazioni a Como, nonostante le sfide legate alla sua manutenzione e conservazione.


[1] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/como-citta/como-maxi-girotondo-per-i-100-anni-della-scuola-video-e-fotogallery_1151447_11/
[2] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/como-citta/sopralluogo-nella-scuola-via-brambilla-edificio-107-anni-serramenti-o_1443148_11/
[3] https://icscomolago.edu.it/struttura/scuola-primaria-f-baracca-como/
[4] https://comozero.it/attualita/via-magenta-la-scuola-in-giallo-larchitetto-brambilla-sacrificata-alla-moda-di-oggi-colorare-ogni-istituto-in-modo-infantile/
[5] https://iccomocentro.edu.it/tipologia-luogo/edificio-scolastico/
[6] https://www.visitcomo.eu/it/vivere/eventi/Anche-Plinio-e-stato-bambino-00003/
[7] https://icscomolago.edu.it/la-scuola/la-storia/
[8] https://www.isc-como.org


Il Palazzo delle Scuole Elementari in via Brambilla a Como ha vissuto diversi eventi storici significativi dalla sua inaugurazione nel 1915 fino ad oggi. Ecco i principali:

Inaugurazione e primi anni

  • Inaugurazione (1915): L’edificio è stato inaugurato nel 1915, diventando un importante centro educativo per la comunità comasca. Questo periodo segna l’inizio della sua funzione come scuola elementare, in un contesto di riforme scolastiche che miravano a migliorare l’istruzione pubblica in Italia.

Riforme e sviluppi

  • Legge Daneo-Credaro (1911): Anche se la legge è stata approvata prima dell’apertura del palazzo, essa ha avuto un impatto significativo sull’istruzione elementare, trasformando le scuole comunali in istituzioni statali e garantendo finanziamenti per gli stipendi degli insegnanti. Questo ha contribuito a una maggiore stabilità e qualità nell’istruzione che il palazzo ha offerto[1].
  • Riforme del Novecento: Negli anni successivi, il sistema educativo italiano ha subito diverse riforme, come quelle promosse da Giovanni Gentile e altri, che hanno influenzato anche le scuole elementari. Queste riforme hanno cercato di modernizzare l’insegnamento e di renderlo più accessibile a tutti i bambini[1].

Eventi recenti

  • Centenario (2015): Nel 2015, il palazzo ha celebrato il suo centenario con eventi commemorativi che hanno coinvolto la comunità locale. Durante queste celebrazioni, è stata evidenziata l’importanza storica e culturale dell’edificio nella formazione delle generazioni passate[1].

Questi eventi delineano un quadro della storia del Palazzo delle Scuole Elementari in via Brambilla, evidenziando il suo ruolo cruciale nell’educazione della comunità comasca attraverso i decenni.

scheda alla pagina 40 del volume 1 del libro:


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_dell’istruzione_in_Italia
[2] https://www.academia.edu/34696032/Mostra_delle_Scuole_Storiche_Napoletane
[3] https://istitutocomprensivocastellanza.edu.it/la-scuola/la-storia
[4] https://www.icslavallettabrianza.edu.it/la-scuola/la-storia
[5] https://www.ic18bo.edu.it/pagine/quando-la-scuola–storia
[6] https://www.bergamoscienza.it/media/d5lnvu5i/240807_bergamoscienza_programma-a4-web.pdf
[7] https://www.varesenews.it/2023/06/gli-alunni-della-de-amicis-di-castellanza-alla-scoperta-di-palazzo-brambilla/1632542/
[8] https://www.ic2castelfranco.edu.it


Camminare in COMO città · Centro Storico di Como · Conosco Como? · Palazzi ed edifici · Vie e Piazze

Il Palazzo Olginati Rovelli, in Piazza Volta, a Como

Il Palazzo Olginati Rovelli si trova in Piazza Volta, a Como.

Questo edificio storico è noto per la sua architettura e per il suo legame con eventi significativi della storia italiana.

Storia e Architettura

Origini e Famiglia Olginati
Il palazzo risale al XVII secolo ed è stato di proprietà della famiglia Olginati, una delle famiglie aristocratiche più influenti di Como. I membri di questa famiglia hanno ricoperto ruoli importanti nel governo locale sin dal 1449.

La struttura è caratterizzata da un’estetica sobria all’esterno, ma ricca di decorazioni interne, tra cui affreschi che adornano le stanze principali.

Collegamento con Garibaldi
Un aspetto notevole del Palazzo Olginati Rovelli è il suo legame con Giuseppe Garibaldi, che vi trascorse la notte dopo la vittoria nella battaglia di San Fermo nel maggio del 1859. Questo evento ha conferito al palazzo un’importanza storica significativa, rendendolo un luogo di interesse per i visitatori.

Dettagli Architettonici

Affreschi e Decorazioni
All’interno, il palazzo presenta un salone principale con un fregio affrescato in stile tardo-barocco o rococò. Le decorazioni includono scene elaborate incorniciate da strutture architettoniche dipinte, realizzate da artisti come Salvatore Bianchi[1][2]. Le stanze conservano anche elementi storici che riflettono l’importanza della famiglia Olginati nella società comasca.

Scheda informativa alle pagine 76-77 del libro Cani Fabio, Monizza Gerardo (a cura di), Como e la sua storia: la città murata, NodoLibri, 1994:

fonti informative:

[1] https://comocompanion.com/2024/11/20/comos-hidden-gems-palazzo-rusca-palazzo-olginati-rovelli-and-palazzo-vietti-rovelli/
[2] https://www.oggiacomo.it/eventi/dettaglio/it/events/2024/10.2giornate-fai-autunno
[3] https://fondoambiente.it/luoghi/palazzo-olginati-rovelli
[4] https://www.visitcomo.eu/it/vivere/eventi/Palazzo-Vietti-Rovelli/
[5] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO160-00007/
[6] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00054/
[7] https://www.visitcomo.eu/it/vivere/luoghi-della-cultura/museo-storico/palazzo-olginati/
[8] https://fondoambiente.it/luoghi/palazzo-vietti-rovelli

[1] https://www.comune.como.it/export/sites/comune-di-como/.galleries/Settore-07/Museo-storico-G.-Garibaldi-di-Como-Inventario-del-fondo.pdf
[2] https://www.visitcomo.eu/it/vivere/luoghi-della-cultura/museo-storico/etnografia/
[3] https://www.visitcomo.eu/it/vivere/eventi/Palazzo-Vietti-Rovelli/
[4] http://www.turismo.como.it/museo-garibaldi.php
[5] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/MI100-02390/
[6] https://fondoambiente.it/luoghi/palazzo-olginati-rovelli
[7] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede-complete/MI100-02390/
[8] http://www.comoeventi.org/visitacitta.asp


dai commenti al post:

Sono il Prof. Tiziano Ramagnano, Vicecapo Delegazione FAI di Como e collaboratore alle pagine di cultura de La Provincia di Como.

Le scrivo dal momento che ho seguito personalmente lo studio e l’inedita apertura al pubblico dei palazzi ai civici 54 e 56 di piazza Volta e volevo cogliere qui l’occasione per condividere con lei alcune importanti correzioni o integrazioni in merito a questi autentici gioielli del nostro centro città.

Il suo blog fa genericamente riferimento a un unico palazzo Olginati-Rovelli di piazza Volta, 56, ma in realtà mescola indebitamente informazioni che pertengono a ben tre diverse strutture presenti a Como, ovvero palazzo Vietti-Rovelli al no. 54, palazzo Olginati-Rovelli al no. 56 di piazza Volta, e palazzo Olginati al no. 6 di piazza Medaglie d’Oro.

Per quanto si riferiscano alla medesima famiglia si tratta di strutture che subirono trafile catastali e storico-artistiche molto differenziate. Mi spiego brevemente.

I due palazzi di piazza Volta, per intenderci quello giallo e quello rosa, costituirono dalla metà del XVII secolo fino alla metà del XIX un’unica proprietà della famiglia Olginati, poi Olginati-Rovelli. Più o meno a questa altezza cronologica le due unità, in mano ai Rovelli, subiranno destini diversi.

1. Palazzo Vietti-Rovelli (quello giallo) è quello che al suo interno preserva tre spazi della cui indagine iconografica mi sono occupato in prima persona, ovvero la Sala dell’Acqua di Pietro Bianchi, il Corridoio delle Rovine e la Sala dei Telamoni di Francesco Torchio (ultimo ventennio del XVII secolo).

2. In Palazzo Olginati-Rovelli (quello rosa in cui soggiornò Garibaldi il 27 maggio 1859) sopravvivono due stanze: la piccola alcova in cui fu ospitato l’eroe dei due mondi e una sala del piano nobile in cui troviamo un fregio a tema femminile che io e il Prof. Alberto Rovi attribuiremmo a Salvatore Bianchi di Velate (inizio XVIII secolo).

3. Le “sale tematiche” a cui lei fa riferimento si trovano, infine, a palazzo Olginati di piazza Medaglie d’Oro, no. 6, dal 1932 Museo G. Garibaldi, ovvero la Sala Olginati (sala verde), Sala Manzi e Sala Masier (sala rossa).

Proprio perché materiale bibliografico disponibile su questi palazzi è quasi inesistente ho dedicato mesi di ricerca per stilare da zero una dettagliata scheda storica che spero possa trovare prossima pubblicazione a livello locale. Progetto per il quale mi sono già attivato.

Nel frattempo si trovano online alcuni cenni – che lei giustamente cita – sui canali ufficiali del FAI di Como e sul blog inglese The Como Companion gestito da un mio caro amico e collaboratore, Julian Coleman: rileggendo quest’ultimo osserverà, ad esempio, come i due palazzi di Piazza Volta siano citati e descritti separatamente e, non da ultimo, come il nome del sottoscritto sia menzionato più volte proprio nell’intento di valorizzare l’intenso lavoro di scavo che ho svolto al riguardo, soprattutto in merito alle attribuzioni pittoriche di palazzo Vietti-Rovelli.

La invito gentilmente a non tralasciare questo dettaglio.


Cani

Relazione affettiva fra uomo e cane

rintracciata su facebook:

https://www.facebook.com/groups/coatesa/permalink/9497559653608399

“Non ti ho messo al mondo,

ma ti ho fatto dormire sulla mia pancia.

Non ti ho allattato, ma ti ho nutrito con il mio amore ogni giorno.

Non ho cambiato i tuoi pannolini, ma ho raccolto la tua cacca con un sacchettino.

Non ho calmato il tuo pianto con un ciuccio, ma ti ho dato sicurezza quando la paura ti ha fatto tremare e sei corso tra le mie braccia.

Non ti ho portato sulle altalene, ma abbiamo passato ore al parco insieme.

Non ti ho insegnato a scrivere e disegnare, ma ti ho saputo con pazienza educare.

Non abbiamo lo stesso sangue, le stesse sembianze e lo stesso modo di comunicare, quello che ci accomuna, è lo stesso modo di amare.”

Per tutte quelle persone che trattano i loro animali come figli, migliori amici, pezzi di vita, frammenti di cuore.

Autore sconosciuto

FOTOGRAFIE · GENIUS LOCI · LUOGHI D'ITALIA

Le piazze d’Italia. Dagli archivi storici del Fratelli Alinari, Banca Popolare di Milano e Alinari 24 Ore, 2009, pagg. 240

MEDITAZIONE nel Tempo · memoria · Uccelli

Il PASSERO che riflette sulla MEMORIA nel corso del TEMPO

ex Ticosa · urbanistica

nel 2007 iniziava la demolizione della tintostamperia TICOSA. Articolo di Gisella Roncoroni, in la Provincia 27 gennaio 2025 e rimando a un post di Michela Vitale in Espansione TV

vedi anche Area Ticosa, 18 anni fa la demolizione. Il rilancio sognato non è mai partito, articolo di Michela Vitale:

LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Tajana Tino

Clemente Tajana, GRANDATE, dai celti ai giochi da museo, in l’Ordine/la Provincia, 26 gennaio 2025

vai agli articoli di Clente Tajana pubblicati nel sito:

https://ordine.laprovinciadicomo.it/archivio/ricerca/autore/Clemente_Tajana/

Berra Pietro · BIOGRAFIA, biografie · Biografie di persone

biografia culturale di PIETRO BERRA

Pietro Berra è un noto giornalista, poeta e scrittore originario di Como, nato il 1 agosto 1975. La sua carriera si distingue per un forte impegno nel panorama culturale italiano, sia attraverso la scrittura che l’attività di operatore culturale.

Carriera Giornalistica

Berra è attualmente giornalista presso il quotidiano La Provincia di Como, dove cura i supplementi “L’Ordine” e “Weekend”. Ha collaborato anche con diverse radio e televisioni lombarde, oltre a settimanali nazionali come “Diario”, “Panorama” e “Oggi” tra il 1992 e il 2008[2][3].

Attività Letteraria

Come autore, Berra ha pubblicato 23 volumi che spaziano dalla poesia alla narrativa. Il suo primo riconoscimento come poeta risale al 1994, e nel corso degli anni ha continuato a ricevere apprezzamenti per le sue opere. La sua sesta raccolta di poesie è stata curata in collaborazione con il poeta cileno Mario Castro[3][5][8].

Impegno Culturale

Oltre alla sua attività di scrittore e giornalista, Berra è anche direttore artistico di eventi culturali e presidente dell’associazione Sentiero dei Sogni. La sua passione per la cultura si riflette nel suo lavoro di promozione della poesia e delle arti nella regione di Como[4][6].

Pietro Berra rappresenta quindi una figura significativa nel panorama culturale comasco, contribuendo attivamente alla vita letteraria e culturale della sua città.


[2] https://ordine.laprovinciadicomo.it/archivio/scheda_autore/34-giornalista-e-scrittore-pietro-berra/
[4] https://www.facebook.com/pietro.berra/?locale=it_IT
[5] https://www.lacasadellapoesiadicomo.com/pietro-berra
[6] https://www.stampa2009.it/autori/pietro-berra/
[7] https://it.linkedin.com/in/pietro-berra-2b9330177
[8] https://fieralibrocomo.it/eventi/pietro-berra-da-plinio-a-volta-itinerari-dautore-sul-lago-di-como/

BIOGRAFIA, biografie · Biografie di persone · Tajana Tino

l’architetto CLEMENTE TAJANA, Tino per gli amici

Clemente Tajana è un architetto e ingegnere nato a Como nel 1941. Ha conseguito la laurea in Ingegneria Edile nel 1966 e in Architettura nel 1974, entrambi presso il Politecnico di Milano[1][4]. Durante gli anni ’60 e ’70, ha lavorato come assistente alle esercitazioni di Architettura Tecnica nello stesso ateneo[1][6].

Carriera Professionale

Tajana ha ricoperto ruoli significativi nel settore pubblico, tra cui quello di dirigente del Settore Urbanistica del Comune di Como dal 1972 al 1988 e di Ingegnere Capo dal 1988 al 2001[1][4]. È noto per i suoi interventi di restauro monumentale a Como, che includono opere come la Cattedrale, il Chiostro di S. Abbondio, e il Palazzo Natta[1][5].

Attività Didattica e Pubblicazioni

Attualmente, Tajana è docente di Storia dell’Architettura all’Accademia di Belle Arti “A. Galli” di Como, dove ha anche guidato gli studenti nella scoperta della storia architettonica locale[2][4]. Ha pubblicato numerosi lavori riguardanti architettura, urbanistica e restauro, contribuendo così al dibattito accademico e professionale nel suo campo[1][4].


[1] https://traccesent.com/2014/11/21/clemente-tajana-tino-per-gli-amici/
[2] https://scuoladicomo.it/2016/08/18/clemente-tajana-racconta-gli-allievi-alla-scoperta-dei-luoghi/
[3] https://www.google.com/policies/faq
[4] https://ordine.laprovinciadicomo.it/archivio/scheda_autore/406-architetto-e-ingegnere-clemente-tajana/
[5] http://www.caldarelli.it/tajana/bio.htm
[6] http://www.caldarelli.it/tajana%20faccia%20a%20faccia/bio.htm
[7] https://coatesa.com/2023/08/07/limpronta-di-federico-frigerio-nel-cuore-di-como-di-clemente-tajana-in-la-provincia-lordine-6-agosto-2023/
[8] https://coatesa.com/2014/11/21/da-ico-parisi-allarte-ambientale-relatore-clemente-tajana-21-novembre-2014-a-cura-di-quartodecimo-gruppo-artistico/

Clemente Tajana è un autore prolifico che ha contribuito significativamente alla cultura e alla conoscenza del territorio comasco attraverso una serie di articoli pubblicati sul quotidiano “La Provincia di Como”. I suoi scritti, molti dei quali sono stati raccolti in volumi, offrono una prospettiva unica sulla città di Como e sui suoi dintorni.

Opere Recenti

  1. Passeggiate Comasche
  • Descrizione: Questo libro, pubblicato in edicola dal 18 maggio al 2 luglio 2023, raccoglie testi scritti da Tajana per il supplemento culturale “L’Ordine”. Propone venti percorsi a piedi per esplorare i tesori nascosti di Como e dei suoi quartieri periferici, con una narrazione che combina competenza tecnica e passione per la città[1][2].
  • Obiettivo: Incoraggiare i lettori a scoprire la città attraverso una lente storica e culturale, stimolando un nuovo apprezzamento per i luoghi familiari[2][8].
  1. Passeggiate Comasche 2
  • Descrizione: In uscita dal 18 aprile al 3 giugno 2024, questo secondo volume continua l’esplorazione del territorio comasco, includendo borghi e laghi briantei. Tajana offre una narrazione che collega storia e paesaggio, presentando ogni luogo come un microcosmo con caratteristiche uniche[5][7].
  • Approccio: Il libro si distingue per la sua capacità di connettere epoche storiche e peculiarità locali, rendendo ogni passeggiata un’opportunità di apprendimento e scoperta[7].

Contributi al Quotidiano

Tajana ha scritto articoli su vari aspetti della vita e della cultura comasca, contribuendo a “L’Ordine” con testi che affrontano temi storici, architettonici e sociali. La sua esperienza come ingegnere capo del Comune di Como arricchisce le sue osservazioni, rendendole non solo informative ma anche profondamente radicate nella realtà locale[3][8].

Impatto Culturale

I lavori di Clemente Tajana sono stati fondamentali per riscoprire e valorizzare il patrimonio storico e culturale di Como. Attraverso le sue pubblicazioni, ha creato un legame tra i cittadini e il loro ambiente, promuovendo un approccio attivo alla scoperta della città. La sua capacità di mescolare storia, architettura e aneddoti personali rende le sue opere accessibili e coinvolgenti per lettori di ogni età[4][6].


[1] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/como-citta/como-riscoprire-il-libro-tajana-la-provincia-o_1487913_11/
[2] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/como-citta/vi-racconto-como-otto-comuni-che-compongono-o_1499215_11/
[3] https://ordine.laprovinciadicomo.it/archivio/scheda_autore/406-architetto-e-ingegnere-clemente-tajana/
[4] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/premium/como-citta/il-nuovo-lungolago-sempre-sporco-e-ha-i-parapetti-rotti-o_2420345_11/
[5] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/premium/lago-e-valli/riscoprire-i-borghi-del-lario-e-i-laghi-briantei-con-clemente-tajana-o_2253311_11/
[6] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/premium/cantu-mariano/analisi-visioni-degli-esperti-o_1854719_11/
[7] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/premium/cultura-e-spettacoli/a-spasso-lario-laghi-briantei-libro-tajana-o_2159590_11/
[8] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/cultura-e-spettacoli/scoprire-segreti-como-libro-tajana-o_1517171_11/