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“Forse la verità dipende da una passeggiata intorno al lago”, Wallace Stevens
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scheda dell’editore:
https://www.corbaccio.it/libri/giardinaggio-ribelle-9791259921598
Non c’è bisogno di tanto spazio per vivere in armonia con la natura. Impara a coltivare e a mangiare cibi freschi e biologici seguendo i principi che la natura stessa insegna:
– Mangia frutta e verdura di stagione; impara a utilizzare erbe, spezie e fiori eduli. Scopri come conservare attraverso la marinatura e la fermentazione.
– Scopri i principi dell’agricoltura naturale coreana e i suoi semplici trattamenti che rendono il suolo più fertile rispetto a qualsiasi concime chimico.
– Utilizza i microrganismi per nutrire le piante e per tenere lontani parassiti e malattie. Incoraggia l’attivazione di sistemi naturali che faranno prosperare il tuo spazio verde.
– Non sprecare mai più gli avanzi di cibo facendo un compost con un sistema completamente inodore e che si può tenere in casa.
– Ricicla e riutilizza tutto! Trasforma una bottiglia di plastica in un elemento di un orto verticale, un sistema di irrigazione, una piccola serra, un impianto di irrigazione a goccia.
Che tu abbia un angolino sul tetto, una scala antincendio, un balcone, un orto urbano condiviso, o semplicemente un davanzale, impara a vivere secondo l’andamento delle stagioni e contribuisci così a rendere più verde il nostro mondo.
volteggiano spaesati
i ricordi

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NodoLibri è un marchio editoriale creato nel 1989 da Nodo per rispondere all’esigenza diffusa sul territorio di pubblicazioni relative agli argomenti di storia e di arte locale, basate su una ricerca rigorosa e su un sincero sforzo di comunicazione aperta a tutti.

scheda dell’editore:
https://gwmax.it/shop/index.php/prodotto/brianza-waterland/
Il libro racconta il territorio dei Laghi di Brianza e il fiume Lambro in chiave turistica. Non si tratta di una guida tradizionale ma di una guida fotografica composta da “appunti di vista” testuali (approfondimenti personali senza scopo didattico o storico), carrellate di immagini e semplici mappe schematiche (adatte a localizzarli). L’idea del libro è quella di connettere i luoghi con le loro emergenze storiche o paesaggistiche per invitare chi legge a scoprirli di persona e ad approfondirli sulla base di una propria personale visione, come ha fatto l’autrice. L’acqua (in molte delle sue forme), le sue trasformazioni, le sue storie, i suoi riflessi sono il soggetto principale del libro, tanto da evocarne il titolo.
“La Brianza è il paese più delizioso di tutta l’Italia, per la placidezza dei suoi fiumi, per la moltitudine dei suoi laghi, ed offre il rezzo dei boschi, la verdura dei prati, il mormorio delle acque, e quella felice stravaganza che mette la natura né suoi assortimenti”.
(Stendhal, Diario del Viaggio in Brianza, agosto 1818).
“Quale migliore inizio per cominciare un libro fotografico sui Laghi di Brianza che questa citazione? Citazione che mi suggerisce facilmente anche uno splendido slogan, perfetto per raccontare il mio girovagare fotografico alla ricerca di spunti, appunti e dettagli corredati da piccole e grandi storie, tutte da scoprire. Eccolo, facile facile e assonante: Brianza, felice stravaganza. Ma anche: Brianza, felice stra-vacanza, perché qui non manca nulla, anzi ci sono anche gli extra. C’è tutto quanto può rendere meravigliosa la nostra “villeggiatura”.
E allora… buon viaggio nella Brianza Water Land!”
Daniela Manili Pessina

scheda dell’editore:
Erano tempi così. Era la prima metà del XIX secolo, l’Italia non esisteva ancora, e nel Lombardo-Veneto la provincia di Como si estendeva dal Lago Maggiore all’Adda.
Erano tempi duri, di uomini, donne e bambini che, per garantirsi il vitto quotidiano, erano costretti a lavorare fino a quindici ore al giorno e a sopportare sforzi esagerati in ambienti lavorativi malsani.
Attraverso un lavoro minuzioso di documentazione e un’accurata ricerca linguistica, Fabrizio Cartocci cataloga, analizza e ricompone il tessuto lavorativo del Comasco, permettendo al lettore di conoscere approfonditamente le tecniche, le difficoltà e la quotidianità di mestieri nati in un passato remoto (vetrai, cartai, setaioli, cotonieri, conciatori, minatori, fonditori, calcinaroli, torbieri e altri ancora).
Passando per i mestieri di un tempo, Cartocci mette in risalto la morfologia di un intero territorio e riscrive lo schema sociale di un periodo storico complesso, ancora molto lontano dai traguardi raggiunti nella modernità, come il rispetto verso il lavoratore e l’attenzione nei confronti delle categorie più deboli. Perché, nonostante la provincia comasca fosse tra le più sviluppate del Regno Lombardo-Veneto, i suoi abitanti vissero a lungo con due compagne di vita: povertà e malnutrizione.
Fabrizio Cartocci si è laureato presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza e in Storia, con specializzazione in storia economica, conseguendo la lode accademica. Studioso dell’economia del Settecento e dell’Ottocento lombardo, ha pubblicato per Dominioni Editore, nel 2014, Cesare Beccaria e l’industria serica comasca e, nel 2018, I lavoratori della seta nella Lombardia austriaca.

scheda dell’editore:
https://www.newpressedizioni.com/scheda-libro/laura-porta/loro-9788893562447-727123.html
Tutto iniziò un’estate a Torno.
Mi ero recata nello splendido borgo lacustre per visitare la chiesa di
San Giovanni e approfondire le poche informazioni che avevo sul suo
cimelio più famoso, il Santo Chiodo, secondo la tradizione uno dei vari
chiodi della Passione di Cristo.
Mi intrigavano le pratiche rituali legate alla sua custodia, così simili a
quelle dell’Arca per la custodia delle reliquie della cripta del duomo di
Monza. La tradizione vuole che il chiodo venerato da secoli dai tornaschi
sia conservato in uno scrigno a sette chiavi, di cui una custodita dal
parroco e le altre sei dalle famiglie notabili del paese, rifacendosi ai setti
sigilli del libro dell’Apocalisse di Giovanni:
«Chi è degno di aprire il libro e scioglierne i sigilli?».
La potente affermazione secondo la quale nessuna creatura vivente può
comprendere il senso della Storia.
Nessuno sa dire il perché del nascere, del morire, dell’amare, del soffrire.
Sempre la tradizione vuole che l’ultima domenica di giugno durante la
liturgia di San Giovanni il chiodo venga estratto dallo scrigno e immerso
in un vaso di rame colmo d’acqua, acqua che viene poi distribuita a
infermi e malati.
Trovai interessante il rito, ma in quel momento ancora non mi ero interrogata
sui poteri taumaturgici attribuiti all’acqua.
Mi accompagnava il ‘diogreco’, il mio atletico amico Massimiliano II,
bello e muscoloso nonostante i suoi cinquant’anni suonati, col quale
sono solita fare trekking e giri in bici scorrazzando per la Brianza, il
lago e le Prealpi. Specifico ‘II’ per non confonderlo con il mio storico
ex fidanzato Massimiliano ‘I’, originario di Torreano paese contiguo a
Cividale del Friuli dove nacque Paolo Diacono 3 che scrisse la Storia dei
Longobardi, fonte di primaria importanza per questa mia ricerca.
Quando percepii i primi cenni d’insofferenza di Max per la parte culturale
della gita, gli proposi l’antico sentiero della Via Regia che collega
Brunate a Bellagio all’altezza della località Ponte del Diavolo.
Fu lì che li incontrai per la prima volta.
A Torno non è difficile trovarli perché sono ben segnalati. Basta salire tra
le case del vecchio nucleo del borgo e seguire le indicazioni per i sentieri
per Montepiatto e l’antica Via Regia.
Ciò che da subito mi stupì fu per quale ragione non ne avessi mai sentito
parlare prima. Curiosa come sono, come potevano essermi sfuggite delle
chicche così interessanti?
Indice
5 L’eterno riTorno. Come tutto ebbe inizio
11 Massi avelli, non Macchiavelli!
17 Una concamerazione veramente insolita
23 Il Settimo Sigillo
27 Caronte e la Contessa
31 Il Diavolo e l’Acqua Santa
37 L’ha trouvà un avès, ovvero ha fatto fortuna
43 Santa Brigida, il Cavalànt e Arlecchino
51 Il Giardiniere del Monumentale
57 Gli Antichi Padri, la Via dell’Oro e la Via del Ferro
59 Il posacenere di Manlio
63 La Cuna del Bau
67 Il Mago di Lodi e i Corp Sant
71 Hermes e la Dama dei Cristalli
75 Epilogo
77 Tavola dei reperti
Laura Porta, economista di formazione, è stata ricercatrice presso l’Università Bocconi dove si è laureata. Ama definirsi un’antropologa del contemporaneo. Arte, cultura e ambiente sono le sue grandi passioni: è stata delegata Fai a Monza, è attualmente presidente di Arca (organo deputato al coordinamento di manifestazioni ed eventi di Agrate Brianza). Da quando è nata trascorre il suo tempo libero scorrazzando in bicicletta e camminando tra i colli briantei, il lago di Como e le valli prealpine, suoi luoghi dell’anima.

scheda dell’editore:
Palmiro Binda, o meglio Nini, come tutti l’hanno sempre chiamato, nasce a Como il 6 aprile del 1934, figlio dell’imprenditore serico Gianni, detto “Barbisùn” e di Clara Bernasconi, detta “Bindàscia”, per l’asprezza del carattere.
Campione di motonautica, industriale tessile, assessore comunale e appassionato golfista, nel 2014 sposa Enrica, chiamata Chicca, figlia di Paolo Arnaboldi e Anna Gazzaniga, nobile famiglia di setaioli in Montorfano.
Nessuno è mai riuscito a mettermi la museruola! Nella mia vita ho sempre detto quello che pensavo, figurarsi adesso alla mia età. A novant’anni posso anche permettermi di essere irriverente.
E irriverente lo è davvero questa intervista. Una confessione senza veli, sulla sua vita e la sua città.
Postfazioni
La rivoluzione della politica
di Sergio Gaddi
Gli anni d’oro del tessile
di Graziano Brenna
La creatività nella moda
di Paola Mascolo
Le glorie dello sport
di Chicco Gelpi
La tradizione del golf
di Sergio Arcellaschi
Il mondo del volontariato
di Daniele Roncoroni
Giuseppe Guin scrittore e giornalista, da qualche anno vive i suoi giorni migliori in un rudere, dentro un’antica cava di pietre di epoca romana, a Faggeto Lario, sul Lago di Como. The Writer’s nest. Lì ha scritto tutti i suoi romanzi.