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Audio Lettura da: Raffaele Milani, IL PAESAGGIO E’ UN’AVVENTURA. invito al piacere di viaggiare e di guardare

Leggo da Raffaele Milani, IL PAESAGGIO E’ UN’AVVENTURA. invito al piacere di viaggiare e di guardare, Feltrinelli, 20015, pagg. 164, 165

dove parla del provare a “leggere la città cercando i luoghi segreti, rimasti intoccati perchè trascurati e abbandonati”

Ospedale Sant'Anna · Politica locale - Como · Politica regionale e locale

Mario Lucini, sindaco di Como, «Il Sant’Anna è un ospedale modello ma realizzato nel posto sbagliato»

Sono del tutto d’accordo con la valutazione del sindaco Mario Lucini

la localizzazione dell’ospedale sant’anna è una delle scelte più infelici della politica locale comasca.

La posizione sulla napoleona era perfetta. Bastava ristrutturare dentro quell’area urbana

Il risultato è che ora l’unico “ospedale cittadino” è quello privato del Valduce. Sono state più anticipatrici dei bisogni le suore, che i vari direttori sanitari, sindaci,  corporazioni sanitarie, sindacati, associazioni che hanno caldeggiato la attuale assurda localizzazione.

Paolo Ferrario

polser.wordpress.com

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Che sia un «ospedale modello» nessuno lo mette in dubbio. A quasi due anni dall’inaugurazione del Sant’Anna bis, però, non si placano le polemiche sulla collocazione del presidio sanitario e soprattutto sulle difficoltà viabilistiche e sulla carenza di mezzi pubblici per raggiungere la struttura di San Fermo della Battaglia. Ad accendere la miccia è stato il sindaco di Como, Mario Lucini, al suo primo intervento al Sant’Anna da quando ha indossato la fascia tricolore. Ieri, alla festa del patrono, il primo cittadino, dopo aver elogiato la qualità del servizio offerto e ringraziato gli operatori, non ha risparmiato una stoccata sulla localizzazione dell’ospedale Sant’Anna. 
«Sul luogo scelto per edificare l’ospedale ho sempre avuto una mia idea e continuo ad averla – ha detto chiaramente – Non sono affatto convinto che San Fermo fosse la scelta migliore». In cima alla lista delle problematiche, quella viabilistica.

«Sinceramente, sono preoccupato quando si registrano problemi viabilistici, in particolare sulla via Varesina e in prossimità dell’incrocio di Montano Lucino – ha detto Lucini – Ci sono gli elicotteri, per fortuna. Ma la questione del traffico non può essere sottovalutata». 

da «Il Sant’Anna è un ospedale modello ma realizzato nel posto sbagliato».

Politica locale - Como

Sindaco di Como Mario Lucini: La festa finale e i fuochi costerebbero circa 15mila euro, una cifra che in tempi di crisi come questi l’amministrazione non affronterà», da un articolo di corrierecomo.it/ del 25 luglio 2012

 Applauso al sindaco Mario Lucini.

Non solo i fuochi artificiali costano, ma danneggiano l’ambiente e spaventano inutilmente gli animali

Paolo Ferrario

Chiusura della mostra intitolata “La dinastia Brueghel”

La festa finale e i fuochi costerebbero circa 15mila euro, una cifra che in tempi di crisi come questi l’amministrazione non affronterà». Capitolo chiuso, dunque, visto anche che ormai mancherebbe probabilmente troppo poco. Ma, al di là della questione economica, il sindaco conferma pieno appoggio alla linea del “suo” assessore alla Cultura, Luigi Cavadini, da sempre contrario alla festa. «L’assessore Cavadini ha ragione – afferma Lucini – In tempi come questi, i fuochi non sono una priorità». E, non farli, è anche una chiara scelta di discontinuità con il passato, evidentemente.

tutto l’articolo qui Gaddi-Lucini, fuochi incrociati.

Giunta Mario Lucini · Lungolago · Politica locale - Como

Paratie: il sindaco Mario Lucini e la sua squadra, intenzionati a presentarsi in Regione con le linee generali del nuovo progetto per il lungolago «entro poche settimane»

 «Tempi strettissimi». Sarà un’estate di super lavoro per il sindaco Mario Lucini e la sua squadra, intenzionati a presentarsi in Regione con le linee generali del nuovo progetto per il lungolago «entro poche settimane». I documenti saranno due: uno spiegherà perché non ha senso proseguire con il vecchio piano (le paratie mobili in piazza Cavour, i panconi manuali e opere idrauliche nel sottosuolo), l’altro conterrà la proposta alternativa. Lucini non si sbilancia – comprensibilmente – sul nuovo cronoprogramma. Ma ieri ha ribadito: «Se la nostra idea di ridimensionare le opere verrà accettata dalla Regione, i tempi certamente si accorceranno».

tutto l’articolo qui. Paratie, 15 giorni per il progetto Passeggiata riaperta nel 2013 – Cronaca – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia.

Albate · Quartieri

Le Chiese in Albate e Trecallo. Storia, arte e fede. Contributi di Alberto Rovi, Enrico Malinverno, Franca Aiani. Edizioni Agorà.

 

Immagine Le chiese in Albate e Trecallo
Lunedì 6 luglio – Albate

Alle 21.00 nella Sala della Comunità (piazza della Chiesa) presentazione del libro Le Chiese in Albate e Trecallo. Storia, arte e fede. Contributi di Alberto Rovi, Enrico Malinverno, Franca Aiani. Edizioni Agorà.
Interviene Andrea Straffi, direttore dell’Ufficio Diocesano per i beni culturali ecclesiastici.
Camminare in COMO città · Conosco Como? · Piazza Cavour · Vie e Piazze

Quando venne interrato il Porto dell’attuale Piazza Cavour?

Il porto venne interrato nel 1879.

Un acquerello del pittore romantico William Turner raffigura un tramonto ambientato qui attorno al 1843:

Joseph Mallord William Turner, Como: Sunset

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Precisa il professor Alberto Longatti:

Esiste un altro acquerello di Turner che ritrae l’altro lato del porto

A. Longatti

Conosco Como?

CONOSCO COMO? ispirato a CONOSCI PARIGI? (1955) di Raymond Quenau, Barbés editore, 2011,

Inauguro oggi questa rubrica di Coatesa.

Mi sto ispirando al libro CONOSCI PARIGI? (1955)  di Raymond Quenau, Barbés editore, 2011, basato sulla idea di porre domande su Parigi ed i suoi luoghi.

La prima era: “Dove si trovava il cimitero della Plaine Monceau, in cui furono inumati Camille e Lucille Desmoulins, Danton, Lavoiser, Robespierre, Saint-Just, ecc.?”.

Il libro è costellato di Dove?, Chi?, Cos’era?, Esiste ancora?, Chi era?, Cosa vogliono ?, Perchè?,  A quale epoca?,  …

Avrò bisogno dei miei cinque lettori, perchè, pur abitando da tre generazioni qui, mi rendo conto di conoscere poco la storia della mia città.

E questo mi sembra un bel modo per cominciare l’esercizio di Georges Perec dell’esaurimento del luogo,

e raccontato, in altro contesto, da

Paolo Ferrario, 15 giugno 2012

Basilica di Sant'Abbondio · Camminare in COMO città · Lungolago · Mappa e Stradario di COMO

Paolo Ferrario, Camminare per Como | in Muoversi Insieme

Che cosa si può fare in una città? Si può passeggiare, considerando attentamente che questa azione è un aspetto minore, ma fondamentale, della marcia: il passo può anche essere lento, eppure è un movimento che simula e sottintende qualcosa di più energico e sportivo. Nello stesso tempo, in queste passeggiate cittadine, si può riprendere quotidianamente contatto con la storia del nostro luogo di vita che il tempo dedicato al lavoro ci ha impedito di scoprire. Apriamo una mappa della nostra città, metropoli o provincia che sia, e annotiamo su di essa i singoli luoghi che ne hanno fatto la storia. Poi uniamoli con delle righe e associamo a ciascun percorso la quantità di passi che contribuiscono ad arrivare a 10.000. Medici e cardiologi ci esortano ad iniziare con gradualità, a non esagerare, ma difficilmente ci diranno che ci sono controindicazioni.

Nella mia città (Como), per esempio, potrò fare una passeggiata nell’arte romanica. Prima andrò alla basilica di Sant’Abbondio e poi raggiungerò quella di San Fedele: 3.000 passi. Un’altra volta farò la passeggiata nell’architettura razionalista: prima andrò al Novocomum di Giuseppe Terragni, passerò al Monumento ai Caduti di Antonio Sant’Elia, per terminare col raggiungimento della Casa del Fascio: ancora 3.000 passi. C’è poi un luogo fatto apposta da secoli per la passeggiata. Si chiama “la Vasca”, una serie di vie e viuzze così denominate così perché da sempre si passeggia avanti e indietro come in una gara di nuoto in piscina: sono multipli di 500 passi. E poi ci sono i percorsi delle ville sul lago e altri ancora. Un vero reticolo di passi e una palestra a portata di passo.

vai all’intero articolo qui: Stimolare corpo e conoscenza in… diecimila passi | Muoversi Insieme.

distruzione del paesaggio · distruzioni urbane · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Lungolago · Politica locale - Como

IL LAGO DI COMO, L’ANTICO LARIO, devastato dai nuovi ricchi e da comunità locali prive di passione per la memoria, desolato messaggio di Paolo Ferrario, 11 giugno 2012

L’equilibrio dei secoli scorsi fra la natura del Lario e gli uomini è dovuto a due fattori.

Il primo è la geografia: le montagne si tuffano direttamente nel lago, determinando una sottile linea fra terra e acqua come unico e scarso spazio  dove si può costruire e alimentare quella pulsione del “far diventar altro”, che è tipica della cultura dell’Occidente. Così, nonostante la voglia di costruire indotta dal dettato religioso “popolate la terra”, NON E’ SPAZIALMENTE POSSIBILE consumare territorio oltre certi limiti.

Il secondo fattore è l’antica povertà di questi luoghi. Era una economia di autoconsumo che si muoveva fra terrazze di grano, orti, castagne del bosco e pesca. Il popolo del Lario è stato sempre migrante per cercare lavoro.

Questi due caratteri hanno salvaguardato un territorio meraviglioso e DIVERSO da quello degli altri laghi prealpini, dove il maggior digradare della montagna ha favorito l’antropizzazione priva di gusto estetico.

Quasi tutto, però, sta cambiando con l’arrivo dei NUOVI RICCHI degli anni ’80 e seguenti.

Le strette strade del Lario sono quotidianamente occupate da quei grossi camion/betoniera, tipici dei professionisti dei grandi scavi (le cronache parlano di un monopolio della n’drangheta calabrese emigrata al Nord per queste tecniche e questi macchinari).

Il risultato di questo andirivieni è questo.

Sono tante le cose che impressionano.

Impressiona la volgarità della esibizione di quelle terrazze a lago, quasi a mostrare con tracotanza un “dominio di luogo” che si impone a qualunque altro abitatore.

Impressiona il torbido gusto architettonico. Basta guardare con occhi attenti le vecchie case di lago: tutte sono con tetti spioventi (e sotto travi di legno) ricoperte con tegole color mattone o lastre di pietra grigia. L’equilibrio in questo caso è dato dalla amalgama fra il grigio verde dell’acqua, il verde dei monti e, per l’appunto, i tetti di colore arancione o grigio chiaro.

Ecco un esempio di saggio, sapiente, e colto uso del luogo con attenzione alla tradizione (cos’è una innovazione? è una tradizione ben riuscita):

Le nuove case dei nuovi ricchi hanno il tetto piatto e non stabiliscono NESSUNA RELAZIONE con la struttura urbane pre-esistente e con la cultura abitativa che l’ha caratterizzata lungo i secoli.

Questa sezione fa vedere lo stupro ingegneristico ed architettonico:

Sullo sfondo si vedono le linee che ben simboleggiano quel tuffarsi delle montagne nel lago e poi si vede bene che gli edifici occupano la linea dell’acqua. Cioè è un progetto di violazione del “luogo- lago”.

Impressiona, infine, che tutto questo è legale. Ci sono giunte, sindaci e commissioni che hanno approvato.

Ci sono sopraintendenze alla belle arti che non hanno fatto obiezioni.

Ci sono comunità locali che, non solo hanno sostenuto, ma hanno incoraggiato con la speranza di qualche rendita di contesto.

Il risultato è uno STUPRO ALLA BELLEZZA.

Ma c’è di più ed oltre.

Qui viene violata la memoria che le generazioni hanno trasmesso lungo il corso del tempo a quel rapporto fra natura e persone, che – miracolosamente – aveva creato quella bellezza che fa del Lario uno dei luoghi più conosciuto nel mondo.

Inoltre, viene a galla la NEGAZIONE DELLA RESPONSABILITA’ che le attuali generazioni dovrebbero avere per quelle future.

La responsabilità di trasferire un ambiente vivibile, MA ANCHE BELLO,  per loro.

Se la tendenza è quella rappresentata dai due obbrobri segnalati, rimane un unico argine: quello della geografia. Solo in luoghi protetti da un ambiente ostile al cemento (e un ambiente è ostile al cemento se non arrivano automobili) si potrà avere un simulacro del vecchio, antico, eterno paesaggio del Lario, violentato dai nuovi ricchi e della schiera dei loro alleati.

Ma è una magra consolazione perchè sono pochissimi gli angoli che ancora possiedono questi caratteri.

Nonostante ciò, dovrebbe essere nostro dovere e responsabilità agire con l’etica della convinzione affinchè il peggio del peggio non trionfi.
Lancio questo messaggio con pochissima speranza che questa tendenza venga sconfitta
Paolo Ferrario
giugno del 2012

PS Associo a questo post la valutazione, del tutto coincidente con la mia, del professor Salvatore Settis, che analizza il disastroso risultato di queste azioni di edilizia distruttiva :

Salvatore Settis nell’ambito di Parole di Giustizia ha denunciato il ‘sacrificio’ di oltre 244mila ettari di suolo in nome dello sviluppo ed ogni anno ed ogni anno i Comuni rilasciano concessioni edilizie pari a 261 milioni di metri cubi”
Salvatore Settis, professore di archeologia classica ed ex presidente del Consiglio superiore dei Beni Culturali, nella sua relazione su “Democrazia e territorio” ha analizzato “i guasti al paesaggio compiuti in Italia negli ultimi 15-20 anni”. Settis ha rimarcato anche come il paesaggio è considerato più una risorsa da sfruttare che un patrimonio da tutelare.
La Liguria e la Calabria, per esempio, sono tra le regioni più scatenate nella distruzione delle loro bellezze”. Settis, ex direttore della Scuola Normale di Pisa, ha quindi denunciato il persistere della politica italiana nel promuovere l’edilizia come principale volano di sviluppo economico. “Una distorsione che ha prodotto 2 milioni di appartamenti invenduti nel Paese di cui 100 mila nella sola Capitale”.
Spina verde

LE PASSEGGIATE DI ROBERT WALSER, dalla Stazione San Giovanni alla Cascina Respaù, sabato 14 giugno 2012, organizzato da territori Natura Arte Cultura

Como Cascina Respaù LE PASSEGGIATE DI ROBERT WALSER

Scarica il programma dell’evento!

da Programma Tracce 2012 |

Politica locale - Como

Comune di Como: auguri alla Giunta del Sindaco Mario Lucini

Una gran bella squadra.

Auguri alla città di Como che , finalmente, cambia il passo

Architettura · Storia e Economia · urbanistica

presentazione del libro Oltre Terragni (NodoLibri), Newsletter NodoLibri 1/6

Immagine Oltre Terragni
Venerdì 1 giugno – Como

Questa sera alle 21.00 presso l’oratorio di S. Giorgio (via Pietro da Breggia, 4) l’associazione Amici del Borgo Vico vi invita alla presentazione del libro Oltre Terragni (NodoLibri).
Il volume analizza per la prima volta in dettaglio il gruppo di progettisti attivi a Como, negli anni Trenta, intorno a Giuseppe Terragni: gli ingegneri Dell’Acqua, Giussani, Mantero, Origoni, Ortelli, Ponci, Terragni, Trolli e Uslenghi, insieme agli allora giovani Cappelletti, Longhi, Parisi e Zuccoli.