Architettura · Tremezzo e Tremezzina

PIETRO LINGERI ARCHITETTO DELLA TREMEZZINA

Da sabato 11 settembre fino  al 31 ottobre è visitabile,

presso Villa Carlotta a Tremezzo, la

mostra Pietro Lingeri architetto della Tremezzina. L’isola degli artisti,

realizzata in occasione dell’ultimazione dei lavori di restauro

alle tre Case per artisti sull’Isola Comacina.

Con l’inaugurazione della mostra è disponibile il volume

Le Case per artisti sull’Isola Comacina,

curato da Andrea Canziani e Stefano Della Torre,

promosso dalla Fondation Montandon

e pubblicato daNodoLibri

nell’ambito della collana di Quaderni della Fondazione.

Il volume è l’occasione per un’indagine a tutto sulla vicenda delle case e dell’isola in epoca moderna, arricchita da un cospicuo apparato iconografico e da contributi sul ruolo, nella situazione contemporanea, della “residenza d’artista”, per cui le case vengono nuovamente proposte dopo i recentissimi lavori.

Lingeri e il “suo” lago, una mostra a Tremezzo
L’architettura di Pietro Lingeri in mostra

Orari di apertura:
dall’11 settembre al 17 ottobre ore 9.00-18.00
dal 18 al 31 ottobre ore 10.00-17.00

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ARTE · Pusiano

SCIE, la pittura tridimensionale di ADRIANO RAGAZZI, a Pusiano, 2010

Trame di luce e di colore, “scie, appunto, dal titolo della mostra, sono le componenti della pittura tridimensionale di Adriano Ragazzi che presenta il suo lavoro

a palazzo Beauharnais a Pusiano,  orari: sae do 10-13 / 15-20, lu- ve 16,30-19, fino al 16 maggio)

Attraverso un percorso minimale, che risente di una assolutezza geometrica ridotta all’essenziale, le sue composizioni si impongono per il rigore della geometria, ma anche per l’armonia dei colori e delle forme.

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Lanzo · Novi Vittorio (1866-1955) · Sculture

Ricordo dello scultore intelvese Vittorio Novi al Convegno di Torino

 

Convegno sul legame tra Italia e Thailandia

Padiglione siamese all’Esposizione Universale (Torino 1911)

“140 anni di relazioni italo-thailandesi” svelano il rapporto speciale tra la Thailandia e Torino: dai nostri artisti in Siam, ai preziosi testi thai della Biblioteca Cesmeo

TORINO

Esiste un rapporto speciale tra Torino e la Thailandia, con radici profonde nel tempo, attestato da numerose testimonianze architettoniche –a Bangkok, architetti piemontesi come Mario Tamagno e Annibale Rigotti gli artefici di opere quali la Sala del Trono, la Villa Norasingh, alcuni ponti, molte ville private…- e culturali, tra le quali spicca la Biblioteca del Cesmeo che, con la sua cospicua collezione di testi in lingua thai e volumi sulla Thailandia, è diventata una realtà pressoché unica in tutta Italia.

Questo legame, e più in generale quello dello Stato asiatico con l’Italia, è il tema conduttore del Convegno “140 anni di relazioni italo-thailandesi” organizzato dal Cesmeo e dal Consolato Generale di Thailandia, con il patrocinio del Politecnico di Torino, che si svolgerà a Torino oggi, dalle ore 15.30 presso il Centro Congressi Unione Industriale – Sala Piemonte – in via Fanti 17, al quale parteciperà l’Ambasciatore di Thailandia a Roma, S.E. Pradap Pibulsonggram.

Attraverso numerose relazioni di esperti italiani e thailandesi in vari settori culturali, si delineerà l’ampiezza dei rapporti italo-thai e saranno messe in evidenza le attestazioni di tale vicinanza, ossia le opere architettoniche italiane presenti sul territorio.

Infatti, ancora oggi a Bangkok, all’ombra dei moderni grattacieli, rimangono numerose e ammirate le testimonianze monumentali, frutto dell’intensa attività artistica italiana. Si tratta di opere eseguite da artisti e architetti italiani che soggiornarono alla corte del Siam e che, pur assecondando le aspettative di grandiosità e di modernità della casa reale, rivelano un mirabile connubio tra le strutture architettoniche occidentali e gli stilemi decorativi thai.

“I rapporti di collaborazione tra il Cesmeo e la Thailandia si inseriscono e si riconnettono naturalmente alla tradizione degli intensi e proficui rapporti che dal 1868 legano la Thailandia al nostro Paese e al Piemonte in particolare. –afferma Irma Piovano, Supervisor of the scientific activities and cultural relations, Cesmeo- Il Convegno del 15 maggio intende mantenere e intensificare i rapporti di amicizia e collaborazione con la Thailandia e, al contempo, studiarne le radici storiche e culturali e gli importanti esiti tuttora presenti e ammirati nell’attuale Bangkok. A tal fine il Cesmeo ha avviato il progetto per la pubblicazione di un volume dedicato agli artisti e architetti piemontesi e toscani in Siam, affidato a Francesca B. Filippi della I Facoltà di Architettura, Politecnico di Torino, e a Neungreudee Lohapon, Direttore del Dipartimento di Lingue Occidentali dell’Università Chulalongkorn, Bangkok Alla versione italiana del Volume farà seguito la sua pubblicazione in lingua thai a cura dell’Università Chulalongkornk”.

Come si evince dal titolo del Convegno, le relazioni tra Italia e Thailandia divennero particolarmente profonde quasi un secolo e mezzo fa: nel 1868 fu stipulato fra i due Paesi il Trattato di Amicizia e alle due visite, nel 1897 e 1907, del sovrano Rama V in Italia (una tappa importante del suo viaggio fu proprio a Torino), fece seguito l’interesse della corte thai per l’arte italiana e viceversa. Non a caso per l’Esposizione Internazionale del 1911 al Valentino fu costruito il padiglione siamese a forma di pagoda.
Una relazione del convegno sarà appunto incentrata sui torinesi e piemontesi in Siam, tra i quali si ricordano il pittore Cesare Ferro, gli artisti e architetti Annibale Rigotti, Ercole Manfredi, Mario Tamagno, e lo scultore Vittorio Novi.


Mostre · Villa Olmo

Mostra L’ABBRACCIO DI VIENNA, a Como, Villa Olmo, 2008

La mostra L’Abbraccio di Vienna, tenutasi a Como presso Villa Olmo dal 15 marzo al 20 luglio 2008, ha presentato una selezione di opere significative dell’arte viennese, in particolare di Gustav Klimt e Egon Schiele.

Dettagli della Mostra

  • Location: Villa Olmo, Como
  • Date: 15 marzo – 20 luglio 2008
  • Opere: Circa 80 opere provenienti dal Belvedere di Vienna, inclusi capolavori di Klimt e Schiele[3][4][5].

Temi e Contenuti

La mostra ha esplorato vari periodi artistici, dal Barocco alla Belle Époque, fino alla Secessione e al Biedermeier. Questo percorso ha offerto ai visitatori un’illuminante panoramica sull’evoluzione dell’arte a Vienna, evidenziando il suo impatto culturale e la sua bellezza[1][2][4].

Catalogo

Il catalogo della mostra, intitolato L’abbraccio di Vienna. Klimt, Schiele e i capolavori del Belvedere, è stato pubblicato per accompagnare l’esposizione, fornendo ulteriori approfondimenti sulle opere esposte e sugli artisti[3][6].

Questa rassegna ha rappresentato un’importante occasione per apprezzare l’arte viennese in un contesto suggestivo come quello di Villa Olmo, contribuendo a rafforzare i legami culturali tra Italia e Austria.

Citations:
[1] https://www.silvanaeditoriale.it/libro/9788836610846
[2] https://anto291.typepad.com/blog/2008/07/labbraccio-di-vienna.html
[3] https://www.ibs.it/abbraccio-di-vienna-klimt-schiele-libro-vari/e/9788836610846
[4] http://www.erzebeth.it/kcms/kweb/Viewer.aspx?PKENTITY=b2e0bab121b44c35be8ed15fce158df4&ppil=ARTICOLI%24CHIAVE%3D%279f72acb0f0f548d58b3d4f0f99b7653d%27
[5] https://www.mondadoristore.it/abbraccio-Vienna-Klimt-na/eai978883661084/
[6] https://www.libraccio.it/libro/9788836610846/abbraccio-di-vienna-klimt-schiele-e-capolavori-del-belvedere-catalogo-della-mostra-como-15-marzo-20-luglio-2008-ediz-illustrata.html
[7] https://www.exibart.com/milano/fino-al-20-vii-2008-labbraccio-di-vienna-como-villa-olmo/
[8] https://www.laprovinciaunicatv.it/stories/Homepage/labbraccio-vienna-tuttosulla-grande-mostra-o_235_11/

Nella mostra L’Abbraccio di Vienna, tenutasi a Como nel 2008, sono state esposte diverse opere significative, in particolare di Gustav Klimt e Egon Schiele. Ecco alcune delle opere principali:

  • Il Bacio di Gustav Klimt: uno dei suoi lavori più iconici, rappresenta un abbraccio romantico e simbolico.
  • Ritratto di Adele Bloch-Bauer I: un altro capolavoro di Klimt, noto per la sua ricca decorazione dorata e il ritratto della donna.
  • La Donna in Oro: un’opera che riflette lo stile decorativo e l’uso del colore tipico di Klimt.
  • Autoritratto di Egon Schiele: una rappresentazione intensa e personale dell’artista, caratterizzata da linee forti e colori vivaci.
  • Il bacio (1917-1918) di Schiele: un’opera che esplora l’intimità e la vulnerabilità.

Queste opere non solo evidenziano il talento dei due artisti, ma anche l’importanza della Vienna di inizio Novecento come centro culturale e artistico. La mostra ha permesso ai visitatori di immergersi nella bellezza e nella complessità dell’arte viennese.

Citations:
[1] https://lagallerianazionale.com/mostra/100-years-of-modern-art
[2] https://www.unictmagazine.unict.it/miro-la-gioia-del-colore-una-mostra-da-non-perdere
[3] https://www.lanternaweb.it/le-piu-belle-opere-di-monet-esposte-a-padova/
[4] https://vivinewyorkcity.it/musei-gallerie/moma-opere-da-non-perdere.html
[5] https://palazzoblu.it/mostra/le-avanguardie-i-capolavori-dal-philadelphia-museum-of-art/
[6] https://arte.sky.it/news/impressionisti-alba-modernita-mostra-roma

Novi Vittorio (1866-1955) · Sculture

alcune sculture di VITTORIO NOVI (1866 – 1955 ), 27 agosto 2007

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Acqua · barche · CASA di Coatesa · Lago · Mostre

Paese di lago riflette sull’acqua

dalla mostra PAESAGGI DIPINTI DA M.CAP (Angelo Cappella), Pinzolo, 10-20 agosto 2005

ARTE · Cernobbio · Mostre

HERMANN HESSE: parole e colori, Cernobbio, Villa comunale 26 novembre 2000

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LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Mostre · Paesaggio · Paesaggio del Lago di Como · STORIA LOCALE E SOCIETA'

L’idea del lago, un paesaggio ridefinito: 1861-1914, Amministrazione Provinciale di Como, 12 maggio-17 giugno 1984

Architettura · Biografie di persone · Camminare in COMO città · COMO città · Palazzi ed edifici · Storia Contemporanea · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Giuseppe Terragni (1904-1943) e la casa del fascio a Como. Scheda biografica e storica

Giuseppe Terragni e il fascismo: un rapporto complesso

Giuseppe Terragni (1904-1943) è una delle figure più emblematiche dell’architettura italiana del Novecento e il suo percorso professionale si intreccia in modo indissolubile con la storia del fascismo. La sua opera e il suo pensiero sono oggetto di un acceso dibattito storiografico, sia per il contributo al Razionalismo italiano sia per il suo coinvolgimento politico e ideologico nel regime.

Adesione e ruolo nel regime fascista

Terragni fu un convinto sostenitore del fascismo, almeno nella prima parte della sua carriera. La sua adesione non fu solo formale: fu fiduciario del Sindacato nazionale fascista architetti e ricevette incarichi di rilievo dal partito, come la progettazione della celebre Casa del Fascio di Como, inaugurata nel 1936 e considerata il manifesto architettonico del Razionalismo italiano54.

La sua visione dell’architettura moderna si intrecciava con l’“esistenza spirituale” fascista, come lui stesso scriveva, vedendo nello spirito nuovo dell’architettura una corrispondenza con la missione rivoluzionaria del regime4.

Architettura tra modernità e ideologia

L’opera di Terragni si distingue per la ricerca di un equilibrio tra innovazione e tradizione, tra classicismo e funzionalismo, influenzata dalle avanguardie europee ma anche dalla volontà di dare forma a un nuovo ordine architettonico che rispondesse alle esigenze del fascismo5.

La Casa del Fascio di Como, ad esempio, è progettata secondo una rigorosa griglia proporzionale e orientata secondo il cardo e il decumano romani, a simboleggiare la continuità tra la nuova città fascista e l’antica Roma4. Tuttavia, la sua architettura si distingueva dal monumentalismo retorico promosso dal regime negli anni Trenta, rappresentato da architetti come Marcello Piacentini2.

Contraddizioni e distacco dal regime

A partire dalla metà degli anni ’30, il fascismo prese le distanze dal Razionalismo, preferendo uno stile più monumentale e “romaneggiante”2.

Questo portò Terragni e altri architetti razionalisti a una posizione ambivalente: da un lato, la loro opera era utilizzata come simbolo del nuovo ordine, dall’altro veniva marginalizzata rispetto alle nuove linee del regime.

Alcuni studi suggeriscono che Terragni, pur restando ufficialmente vicino al fascismo, abbia assunto atteggiamenti critici o almeno distaccati, come si può leggere nell’interpretazione di alcuni dettagli progettuali della Casa del Fascio e nelle sue lettere private, dove si evidenzia la volontà di aggirare le imposizioni degli organi di partito3.

Il tramonto personale e politico

La parabola personale di Terragni si conclude tragicamente: dopo aver partecipato come ufficiale alla campagna di Russia, ne tornò profondamente segnato, affetto da gravi disturbi psicologici che lo portarono a cure elettroconvulsive e infine alla morte prematura nel 1943, pochi giorni prima della caduta del regime6.

La sua figura rimane emblematica di una generazione di intellettuali e artisti italiani profondamente compromessi con il fascismo, ma anche capaci di produrre opere di grande valore che hanno saputo superare i confini ideologici e temporali65.

Riflessione critica e rivalutazione postuma

Nel dopoguerra, l’opera di Terragni fu inizialmente rimossa o criticata per il suo legame con il fascismo, ma successivamente rivalutata per il contributo innovativo all’architettura moderna.

Critici come Ernesto Nathan Rogers, Bruno Zevi e Peter Eisenman hanno sottolineato come il Razionalismo di Terragni abbia rappresentato una “oasi di verità” in un periodo dominato dalla retorica e dalla monumentalità del regime6.

In sintesi, Giuseppe Terragni fu un architetto profondamente legato al fascismo, sia per convinzione personale sia per ruolo istituzionale, ma la sua opera si colloca in una posizione critica rispetto all’evoluzione stilistica del regime e il suo lascito architettonico continua a essere oggetto di studio e dibattito per la sua complessità e modernità452.

Fonti informative

  1. https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Terragni
  2. https://www.domusweb.it/it/movimenti/razionalismo-italiano.html
  3. https://www.picweb.it/emm/blog/index.php/2023/06/24/linfluenza-del-tracciato-romano-di-como-nelle-piante-e-nei-prospetti-della-casa-del-fascio-di-giuseppe-terragni/
  4. https://www.treccani.it/enciclopedia/giuseppe-terragni_(Storia-della-civilt%C3%A0-europea-a-cura-di-Umberto-Eco)/
  5. https://www.elledecor.com/it/people/a39513812/giuseppe-terragni/
  6. https://www.ilfoglio.it/terrazzo/2021/08/31/news/la-guerra-dei-terragnez-2844697/
  7. https://www.listonegiordano.com/one/architettura/giuseppe-terragni-luigi-moretti-vite-parallele/
  8. https://www.nazioneindiana.com/2023/10/12/non-ce-lo-meritiamo/
  9. http://www.arc1.uniroma1.it/saggio/Terragni/RidottoTerragni_internoFINALE.pdf
  10. https://it.wikipedia.org/wiki/Casa_del_Fascio_(Como)
  11. http://www.arc1.uniroma1.it/saggio/Conferenze/Zagarolo/BIBLIOFRAFIAFIUSEPPETERRAGNISAGGIO.pdf
  12. http://www.riflessionline.it/articoli/2013/2013-09%20set%202013/2013-09%20nr%2049%20-%20Architettura%20-%20terragni.html
  13. https://www.artesvelata.it/casa-fascio-terragni/
  14. https://it.wikipedia.org/wiki/Architettura_del_periodo_fascista
  15. https://www.politesi.polimi.it/handle/10589/108268
  16. https://digilander.libero.it/danipooh/03a.htm
  17. https://www.elledecor.com/it/architettura/a39079042/casa-del-fascio-terragni-architettura-fascista-polemiche/
  18. https://opinionedellacastagna.wordpress.com/2015/01/01/a-como-con-terragni/
  19. https://www.secoloditalia.it/2018/07/il-fascismo-immaginario-e-visionario-del-comasco-giuseppe-terragni-video/
  20. https://www.artefascista.it/terragni_giuseppe__fascismo__architettu.htm

Architettura · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Lanzo · Valle Intelvi

Villa Cirla è una storica villa situata a Lanzo d’Intelvi

Villa Cirla è una storica villa situata a Lanzo d’Intelvi, in Lombardia.

Costruita tra il 1915 e il 1917, la villa è stata progettata dall’architetto milanese Giuseppe Sommaruga per la famiglia Cirla, un’importante famiglia locale legata all’industria dei materiali da costruzione. La villa rappresenta l’ultimo progetto di Sommaruga, completato dai suoi collaboratori dopo la sua morte[2][7][9].

Caratteristiche Architettoniche

Villa Cirla è un esempio significativo dell’architettura residenziale del periodo, con elementi stilistici che riflettono il gusto dell’epoca. La villa è caratterizzata da dettagli decorativi elaborati e da una struttura che si integra armoniosamente nel paesaggio circostante[6][8].

Storia

Originariamente costruita per Giuseppe Morosini nel 1856, Villa Cirla fu acquistata nel 1896 da Sperandio Teodoro Cirla, che ne commissionò il restauro e l’ampliamento[5]. La villa ha quindi un’importante valenza storica e culturale per la comunità locale e per la regione.

Accessibilità

Attualmente, Villa Cirla è parte di un complesso più ampio e può essere visitata, anche se le informazioni specifiche sulla sua accessibilità attuale non sono sempre disponibili. Tuttavia, l’area circostante è generalmente accessibile[1].

In sintesi, Villa Cirla non è solo un importante esempio di architettura storica ma anche un simbolo della storia economica e sociale della zona di Lanzo d’Intelvi.


[1] https://sereniorizzonti.it
[2] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO260-00009/
[3] https://catalogo.beniculturali.it/detail/Lombardia/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/CO260-00011_R03
[4] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO260-00011/
[5] https://patrimonio.luganocultura.ch/oggetti/3571-il-golfo-del-di-lugano-da-paradiso
[6] https://catalogo.beniculturali.it/detail/Lombardia/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/CO260-00009_R03
[7] https://www.giuseppesommaruga.org/villa-cirla
[8] https://catalogo.beniculturali.it/detail/Lombardia/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/CO260-00010_R03
[9] https://xxcoecoinformazioni.files.wordpress.com/2016/07/xxco-212.pdf

L’architetto di Villa Cirla è stato Giuseppe Sommaruga, un importante esponente dell’architettura Liberty in Italia. Sommaruga progettò la villa per Anacleto Cirla, un imprenditore del settore dei materiali da costruzione, tra il 1915 e il 1917[1][3][5]. La villa rappresenta una delle ultime opere di Sommaruga prima della sua morte avvenuta nel 1917.


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Sommaruga
[2] https://www.treccani.it/enciclopedia/giuseppe-sommaruga_(Dizionario-Biografico)/
[3] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO260-00009/
[4] https://xxcoecoinformazioni.files.wordpress.com/2016/07/xxco-212.pdf
[5] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede-complete/CO260-00009/
[6] https://danielenaselli.altervista.org/la-regina-del-castello-di-pieve/
[7] https://www.palazzodelgigante.com/proprieta/castello-cirla.php
[8] https://www.sempionenews.it/cultura/giuseppe-sommaruga-un-protagonista-del-liberty/

Duomo di Como · Pittura · Teatro Sociale

La cattedrale e il teatro di Como, acquerello di Rudolf von Alt, 1848