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Appunti su: l’Eremo di San Donato, a Como

L’eremo di San Donato, situato a Como, è un ex convento francescano con una storia che risale al XV secolo.

La sua posizione strategica, su uno sperone di roccia a 453 metri sul livello del mare, lo rende un luogo di grande importanza storica e spirituale.

Origini e Sviluppo

L’area dove sorge l’eremo era inizialmente utilizzata da eremiti, probabilmente monaci benedettini, che vi si stabilirono in una grotta naturale conosciuta come la grotta del beato Geremia. Nel VII secolo, fu costruita una torre fortificata che serviva come segnalazione e che divenne in seguito il campanile della chiesa[1].

Nel 1435, l’eremo passò in uso ai francescani del terz’ordine e nel 1458 ricevette una bolla papale che ne confermava la gestione. Fino al 1654, i francescani si dedicarono alla cura spirituale degli abitanti delle vicine località di Brunate, Camnago e Lora. Durante questo periodo, la chiesa subì un ampliamento significativo e fu riconsacrata nel 1565[1][5].

Declino e Trasformazione

Il convento subì un drastico cambiamento nel 1772 con la sua soppressione.

Nel 1780, il complesso fu venduto a privati e trasformato in abitazione civile. Negli anni ’80 del XX secolo, l’eremo fu frazionato in dodici appartamenti indipendenti, mentre la chiesa mantenne la sua funzione originaria[1][3][7].

Curiosità

Un personaggio storico legato all’eremo è don Giuseppe Bernasconi, un prete garibaldino che vi si ritirò in esilio volontario dopo aver partecipato attivamente alle guerre d’indipendenza italiane. Morì nel 1923 all’eremo, che oggi è raggiungibile attraverso una strada a lui dedicata[1].

L’eremo di San Donato rappresenta quindi non solo un importante sito religioso ma anche un simbolo della storia locale di Como, rimanendo un luogo di interesse per turisti e studiosi.


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Eremo_di_San_Donato
[
[3] https://fondoambiente.it/luoghi/eremo-di-san-donato

[5] https://www.quicomo.it/social/eremo-san-donato-vista-lago-como.html
[6] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/premium/ordine/leremo-san-donato-oscuro-simbolo-como-o_1557731_11/
[7] https://ostellobello.com/it/eremo-san-donato/

L’eremo di San Donato a Como presenta diverse caratteristiche architettoniche significative, riflettendo la sua storia e la sua funzione religiosa.

Posizione e Struttura

  • Sperone di Roccia: L’eremo è situato a 453 metri sul livello del mare, su uno sperone di roccia chiamato Garzola, che offre una vista panoramica sulla città di Como e sul lago[3][4].
  • Accesso: Si trova lungo un sentiero che era un’importante via di comunicazione tra Brunate e Como, evidenziando la sua accessibilità storica[3][4].

Architettura Religiosa

  • Stile Costruttivo: L’eremo è stato costruito nel XV secolo, con elementi architettonici che rispecchiano l’influenza dell’architettura francescana. La struttura è caratterizzata da linee semplici e funzionali, tipiche dei conventi dell’epoca[4][6].
  • Campanile: Una torre fortificata, originariamente costruita nel VII secolo come torre di segnalazione, funge ora da campanile della chiesa. Questa torre rappresenta un elemento storico significativo della struttura[3][4].

Interni e Decorazioni

  • Chiesa: All’interno dell’eremo si trova una chiesa dedicata a San Donato, con affreschi che raccontano momenti significativi della vita del santo. La chiesa è stata ampliata e riconsacrata nel 1565, con ulteriori lavori di restauro nei secoli successivi[3][4].
  • Grotta del Beato Geremia: Un’importante caratteristica interna è la grotta naturale utilizzata dai primi eremiti, ora nota come grotta del beato Geremia. Questa grotta ospita statue di santi e rappresenta un luogo di penitenza storica[3][4].

Funzione Storica

  • Monastero Francescano: Originariamente parte di un monastero benedettino, l’eremo passò ai francescani nel XV secolo. La sua funzione religiosa ha influenzato profondamente la comunità locale fino alla soppressione del convento nel 1772[4][6].

L’eremo di San Donato non è solo un importante sito religioso ma anche un simbolo della storia culturale e architettonica della regione comasca.




[3] https://www.madeinbrianza.it/turismo-brianza/eremo-di-san-donato/
[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Eremo_di_San_Donato
[
[6] https://www.quicomo.it/social/eremo-san-donato-vista-lago-como.html
[7] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO250-00786/

Alberi · Bar · Camminare in COMO città · COMO città · Vie e Piazze

Il BAR KA.OS , gestito da Oscar Pellegrini, è situato in Piazza Cacciatori delle Alpi a Como (all’incrocio fra Viale Varese e Via Gallio)

Photo by Egle Petrauskiene.

Il bar Ka.Os, gestito da Oscar Pellegrini, è situato in Piazza Cacciatori delle Alpi a Como:

Il bar è conosciuto per la sua atmosfera accogliente e offre una varietà di bevande e snack, rendendolo un punto di ritrovo per residenti e turisti nella zona.

La posizione in piazza lo rende facilmente accessibile e visibile, contribuendo alla sua popolarità tra i frequentatori della città.

Un albero di Piazza Cacciatori della Alpi:

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Sguardo sul lago da Nesso

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Galante Carlo, Pagine comasche. Vicende, luoghi, personaggi nella storia e nell’arte, NodoLibri editore, 2024

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Sguardo sull’ISOLA COMACINA

KODAK Digital Still Camera
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L’albero che vive nel tempo che resta guardando il lago

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Il giardino della Fondazione Minoprio, a Vertemate con Minoprio, in provincia di Como

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La Fondazione Minoprio, situata a Vertemate con Minoprio, in provincia di Como, è un ente no-profit dedicato al florovivaismo e alla formazione nel settore del verde. La fondazione è circondata da un vasto parco botanico di 7 ettari, che ospita oltre 300 essenze arboree principali e circa 1600 arbusti e alberi minori, rendendolo un luogo di grande interesse per appassionati e studiosi[1][2].

Storia e Struttura

La fondazione ha sede nella storica Villa Raimondi, costruita nel XVIII secolo. Questo complesso, di proprietà della Regione Lombardia, comprende anche un centro scolastico e un’azienda agricola didattico-sperimentale[2][3]. La villa presenta affreschi e pavimenti a mosaico, ed è circondata da giardini ben curati che attraggono circa 30.000 visitatori all’anno[1][2][4].

Il Parco Botanico

Il parco botanico è una vera e propria biblioteca vegetale, dove si possono ammirare esemplari monumentali come la Magnolia grandiflora, un Tiglio centenario e la Sophora japonica “Pendula”. Durante la primavera, il parco si riempie di colori grazie alla fioritura dei tulipani, mentre in autunno si possono vedere i crisantemi coreani[1][3][5].

Collezioni Speciali

All’interno del parco sono presenti anche collezioni di azalee e rododendri, con circa 105 cultivar di azalee messe a dimora nel 1991. Inoltre, l’azienda agricola sperimentale coltiva una varietà di fruttiferi, tra cui pomacee e drupacee[3][4].

Attività e Visite

La Fondazione Minoprio offre visite guidate al parco, permettendo ai visitatori di esplorare le diverse collezioni vegetali con l’assistenza di personale esperto. Le aperture al pubblico sono programmate durante tutto l’anno, con eventi speciali che attirano un gran numero di visitatori[2][6].

In sintesi, la Fondazione Minoprio rappresenta un’importante risorsa per la formazione nel campo del florovivaismo e un luogo ideale per gli amanti della natura e delle piante.


[1] https://www.apgi.it/organizzazione/fondazione-minoprio/
[2] https://www.fondazioneminoprio.it/home/chi-siamo-minoprio/
[3] https://www.fondazioneminoprio.it/home/chi-siamo-minoprio/azienda-agricola-minoprio/
[4] https://www.fondazioneminoprio.it
[5] https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g2281474-d8128434-Reviews-Fondazione_Minoprio-Vertemate_con_Minoprio_Province_of_Como_Lombardy.html
[6] https://www.fondazioneminoprio.it/aperture-al-pubblico/

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Palazzo Perego, a Cremnago di Inverigo, in provincia di Como

Palazzo Perego, noto anche come Villa Perego, si trova a Cremnago di Inverigo, in provincia di Como, ed è una delle dimore storiche più affascinanti della Lombardia. Questa villa fu costruita tra il 1722 e il 1740 per volere del canonico Giovanni Perego, abate di San Nazaro e Celso di Milano. La struttura è stata eretta su una preesistente casa cinquecentesca della famiglia Perego e progettata dall’architetto Merlo, con successivi interventi di Piermarini che hanno aggiunto elementi neoclassici[1].

Storia e Architettura

Origini e Funzione
La villa serviva a scopi di rappresentanza, villeggiatura e gestione delle attività agricole. La sua architettura riflette il barocchetto lombardo, con un imponente giardino all’italiana che si estendeva a cannocchiale davanti alla villa. Nel corso dell’Ottocento, il giardino fu ampliato con aree in stile inglese. Oltre alla villa principale, sono presenti le scuderie progettate da Simone Cantoni e una cappella privata dedicata all’Immacolata, decorata con affreschi di Ambrogio da Fossano[1][2].

Interni
Gli interni della villa si sviluppano su due piani. Al piano terra si trovano i salotti di ricevimento e la sala da pranzo, mentre al primo piano ci sono l’appartamento privato, la biblioteca e le camere da letto, tutti arredati con mobili antichi in stile barocchetto[1].

Visite e Esperienze

Villa Perego è aperta al pubblico per visite guidate che offrono un’esperienza immersiva nel Settecento. I visitatori possono esplorare vari ambienti storici come la sala della musica, la sala del biliardo e la grande orangerie. Il percorso include anche il parco all’inglese e un roccolo di caccia[1][2].


[1] https://villago.it/product/villa-perego-di-cremnago-di-inverigo-co-xviii-secolo/
[2] https://villaperego.it/visite/

Il parco della Villa Perego a Cremnago di Inverigo ha subito diverse trasformazioni nel corso degli anni, riflettendo le mode e le esigenze del tempo.

Evoluzione del Parco

Origini e Progettazione Iniziale
Il parco originale fu concepito come un giardino all’italiana, caratterizzato da un disegno geometrico regolare e da una simmetria che rifletteva i principi estetici del Settecento. Questo giardino era progettato per essere un luogo di svago e rappresentanza per la famiglia Perego, con vialetti alberati e aiuole curate.

Trasformazioni Ottocentesche
Con l’arrivo dell’Ottocento, il parco subì un’importante evoluzione. Fu ampliato e ristrutturato per includere elementi romantici, seguendo le tendenze del giardino all’inglese, che enfatizzava la bellezza naturale e la spontaneità del paesaggio. Questa fase portò all’introduzione di prati, boschetti e sentieri sinuosi, creando un ambiente più informale e pittoresco[1][4].

Interventi Recenti
Nel corso del Novecento e nei primi anni Duemila, il parco ha continuato a essere oggetto di interventi di restauro e riqualificazione. Questi sforzi hanno mirato a preservare il patrimonio vegetale esistente e a ripristinare l’equilibrio ecologico del parco. Sono stati condotti studi botanici per monitorare la biodiversità presente nel parco, evidenziando la presenza di numerose specie vegetali e animali[3][4].


[1] https://www.parcomonza.org/storia.htm
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_La_Petraia
[3] https://thesis.unipd.it/retrieve/c2ffbff5-c3ef-4942-a8b1-f3ad2c0c18c2/Gesuato_Susanna.pdf
[4] https://www.lombardiabeniculturali.it/percorsi/ville-milano/1.5/

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Parco comunale di Fino Mornasco (ex Villa Mambretti), in provincia di Como

Il Parco Comunale di Fino Mornasco, noto anche come ex Villa Mambretti, è un’importante area verde situata nel comune di Fino Mornasco, in provincia di Como. Questa villa storica fu costruita all’inizio del XX secolo per volere dell’industriale Francesco Mambretti, che desiderava una dimora sontuosa per la sua famiglia.

Storia della Villa Mambretti

  • Origini: La villa fu realizzata tra il 1890 e il 1915, quando Mambretti acquisì diversi terreni per creare un grande giardino e una residenza estiva. L’architetto Federico Frigerio progettò la villa e il parco, che includevano elementi architettonici e naturali ben integrati[2][4].
  • Funzione storica: La villa servì come residenza estiva della famiglia Mambretti, che vi trascorreva il periodo estivo con personale al servizio. Il parco ospitava anche un canile e serre per la coltivazione di fiori[4][5].

Il Parco Oggi

Oggi, il parco è un’area pubblica accessibile a tutti. È stato recentemente ristrutturato e comprende attrezzature sportive per attività all’aperto, gestite dalla ASD Circolo Ricreativo Finese[2]. Il parco è un luogo di incontro per la comunità e ospita eventi e attività ricreative.

Caratteristiche del Parco

  • Area attrezzata: Il parco offre diverse attrezzature per il fitness e lo sport, tra cui step, bici per braccia e barre per esercizi[2].
  • Valore storico: La Villa Comunale è un esempio significativo di architettura storica e rappresenta una parte importante della storia locale[3][5].

Importanza Culturale

Il Parco Comunale di Fino Mornasco non è solo un luogo di svago ma anche un sito di interesse culturale, grazie alla sua storia legata alla famiglia Mambretti e alla sua architettura. La villa e il parco sono stati restaurati con l’intento di preservare la loro bellezza storica mentre si offre uno spazio utile alla comunità[4].


[1] https://www.halleyweb.com/c013102/zf/index.php/galleria-fotografica/index/album/album/2
[2] https://www.sportesalute.eu/sportditutti/parchi/areeattrezzate/fino-mornasco.html
[3] https://fondoambiente.it/luoghi/parco-comunale-fino-mornasco
[4] http://www.halleyweb.com/c013102/zf/index.php/servizi-aggiuntivi/index/index/idtesto/20253
[5] https://it.wikipedia.org/wiki/Fino_Mornasco

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Villa Carcano, ad Anzano del Parco, in provincia di Como

Villa Carcano, situata ad Anzano del Parco nella provincia di Como, è una storica residenza nobiliare progettata dall’architetto Leopoldo Pollack tra il 1794 e il 1796. Questa villa, in stile neoclassico, si erge su una collina che offre una vista panoramica sulla piana dell’erbese e sul vicino lago di Alserio. La villa è circondata da un vasto parco all’inglese di circa 40 ettari, caratterizzato da sentieri romantici, boschetti di piante esotiche e un laghetto privato[2][4][5].

Storia

La famiglia Carcano, originaria di Milano, ha avuto un ruolo significativo nella storia della villa. Carlo Camillo Carcano ricevette il feudo di Anzano nel 1684 e la villa fu costruita sopra una preesistenza più antica, utilizzata dalla famiglia per gestire le loro attività agricole. I lavori per la costruzione della villa furono interrotti a causa delle difficoltà economiche durante il periodo napoleonico, riprendendo solo nei primi decenni dell’Ottocento, ma senza mai completarsi completamente[2][3][4].

Architettura e Caratteristiche

La facciata della villa presenta elementi tipici del neoclassicismo, con colonne e decorazioni che richiamano l’architettura classica. All’interno, la villa è suddivisa in vari piani: il piano terra ospita le aree comuni, mentre il piano nobile è riservato alle camere da letto. Il parco offre diversi sentieri contrassegnati da colori che guidano i visitatori attraverso i vari aspetti del paesaggio[2][6].

Attività e Visite

Villa Carcano è aperta al pubblico in determinati periodi dell’anno e offre eventi speciali come visite guidate che permettono ai visitatori di esplorare la storia e l’architettura della villa. È consigliato prenotare i biglietti in anticipo per garantire l’accesso[1][5]. Il parco è anche adatto per famiglie e animali domestici, rendendolo un luogo ideale per passeggiate all’aperto[1].


[1] http://www.villacarcano.it
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Carcano
[3] https://villago.it/product/il-pleasure-garden-a-villa-carcano-di-anzano-del-parco/
[4] https://villago.it/product/villa-carcano-di-anzano-del-parco-co-xix-secolo/
[5] https://www.villeaperte.info/ville-aperte/villa/99
[6] https://villago.it/villa-carcano-di-anzano-del-parco-co/

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Villa Castello Durini, ad Alzate Brianza, in provincia di Como

Villa Castello Durini si trova ad Alzate Brianza, in provincia di Como, ed è una location storica rinomata per eventi e matrimoni. Questo castello, le cui origini risalgono a prima dell’anno 1000, è circondato da una vasta tenuta di 300 ettari e offre un parco secolare e un giardino pensile all’italiana, rendendolo un luogo incantevole per cerimonie e ricevimenti.

Caratteristiche della Villa

Architettura e Spazi
La villa si sviluppa attorno a una torre tardo romana, con interventi architettonici che si sono protratti fino al XIX secolo. All’interno, sono disponibili otto sale eleganti, capaci di ospitare fino a 150 persone per un ricevimento a buffet. Gli interni sono decorati con preziosi quadri antichi e arredi di pregio, tra cui il famoso tavolo Durini, realizzato dallo scultore Giuseppe Rusnati nel XVII secolo[1].

Servizi Offerti
Villa Castello Durini è attrezzata per offrire un servizio completo per matrimoni, inclusi catering e supporto per l’organizzazione dell’evento. Il personale è dedicato a garantire un’esperienza memorabile per gli ospiti. La location è ideale anche per cerimonie all’aperto grazie agli splendidi giardini e alla vista panoramica sulla campagna circostante[1].

Storia e Ospiti Illustri

Nel corso della sua lunga storia, Villa Castello Durini ha accolto numerosi ospiti illustri, tra cui il poeta Giuseppe Parini e il compositore Gioachino Rossini. La villa ha anche ospitato membri della famiglia reale dei Savoia, sottolineando il suo prestigio e la sua importanza storica[1].

Recensioni

Le recensioni degli sposi che hanno scelto questa location parlano di un’esperienza da sogno. Molti lodano l’atmosfera romantica e il servizio attento del personale, in particolare la responsabile Nancy Gagliani, che ha ricevuto elogi per la sua professionalità e disponibilità nell’assistere gli sposi durante i preparativi[1].


[1] https://www.matrimonio.com/castelli-matrimoni/villa-castello-durini–e32987

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Villa San Benedetto Menni, a Albese con Cassano, in provincia di Como

Villa San Benedetto Menni è una struttura situata ad Albese con Cassano, in provincia di Como, dedicata alla riabilitazione psichiatrica e all’assistenza per anziani e disabili.

Questa villa è gestita dalle Suore Ospedaliere e offre servizi specializzati per persone con necessità assistenziali elevate[3][4].

Caratteristiche della Villa

  • Accoglienza: La villa si distingue per la professionalità e l’attenzione al benessere dei suoi ospiti, creando un ambiente favorevole alla riabilitazione e al recupero[3].
  • Servizi Offerti: Include programmi di riabilitazione psichiatrica, assistenza per anziani e supporto per disabilità[3].
  • Attività: Viene organizzata una serie di eventi e attività, come camminate e incontri, per promuovere l’integrazione sociale e il benessere degli ospiti[3].

Contesto Geografico

Albese con Cassano è un comune situato nell’Alta Brianza, ai piedi delle Prealpi Comasche. È caratterizzato da un paesaggio naturale ricco di sentieri e aree verdi, ideale per escursioni e attività all’aperto[2][4]. La comunità è composta da circa 4.237 abitanti e offre attrazioni storiche e culturali, come la chiesa di San Pietro e il Museo Etnografico[2][4].


[1] http://www.comune.albeseconcassano.co.it
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Albese_con_Cassano
[3] https://albese.ospedaliere.it
[4] https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/albese-con-cassano/che-cosa-fare-ad-albese-con-cassano-guida-per-turisti/
[5] https://www.in-lombardia.it/it/turismo-in-lombardia/como-turismo/albese-con-cassano