Categoria: PERSONE e DESTINI
in ricordo del mio nonno FEL, Ferrario Enrico Luigi: UL TIVAN, VENTO DI LAGO E TURBINE DI PASSAGGIO, di Maria Fagnani
tratto da:

in ricordo del mio nonno FEL, Ferrario Enrico Luigi: LA ZANZARA, periodico quindicinale comasco, anni 1921-1928
tratto da

la citazione della estate 2019: LASA CHE ‘L BUFA (“lascia che soffi”), motto del FEL, Ferrario Enrico Luigi, nel settimanale Ul Tivan, anni ’50
in senso letterale: “lascia che soffi”
in senso ampio: vivi la vita con leggerezza, perchè tutto passa, come il vento
motto del FEL, Ferrario Enrico Luigi, nel settimanale Ul Tivan, anni ’50



Tiziano (- 2018), Guapa e Budino

mi ricordo una conversazione con Tino T. sulla Via 5 Giornate (e in particolare sullo “stallazzo”), Audio, Como, 29 settembre 2014
anni ’50: IL PALIO REMIERO DEL LARIO

tratto da:

effetti del “Genius Loci” su Tino, qui a Coatesa sul Lario, 24 agosto 2013
il genius loci del vostro sito e’ :
entrare nel centro storico di Coatesa, salire le scale di una casa del settecento,
proseguire le scale del sopralzo del novecento ed essere improvvisamente proiettati in un orto/giardino.
Ma non finisce qui!
Nel giardino si costeggia il lago, si sosta su un seggio a contemplare il pontile e l’approdo dei battelli, si sentono i profumi della vegetazione autoctona del lago .
Da un ristretto portale si esce su un tratturo che a valle ha il lago e a monte un ondeggiante muro in sasso di Moltrasio che ricorda quelli dipinti da Ottone Rosai, mediati dal pennello lariano di Pierino Saibene.
Tino
antropologia dell’odio sul Lario: “qui in paese, ormai, sono tutti schierati contro di me, incattiviti, decisi a cacciarmi. Ho subito minacce, atti vandalici. Ora ho paura”; “Se fossero state prese le doverose precauzioni da parte del padrone, un presupposto che nulla ha a che vedere con l’amore per gli animali, la piccola Ilend sarebbe ancora viva”
capisco molto quest’uomo
spesso ho subito e patito la malevolenza che gli abitanti di questi luoghi sanno (in certi casi) esprimere: lettere anonime minatorie, parole di odio, malevolenza, giudizi pesanti alle spalle …
Uno ho anche dovuto denunciarlo ai carabinieri: “lei non sa cosa gli succederà” mi aveva detto.
Faccio i miei auguri all’uomo che ha salvato un cane dalla camorra napoletana.
P.F.
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Sala Comacina. Parla il padrone del cane:
Ma qui in paese, ormai, sono tutti schierati contro di me, incattiviti, decisi a cacciarmi. Ho subito minacce, atti vandalici. Ora ho paura che qualcuno mi avveleni i cani, che io cresco come figli.
per completezza informativa, qui sotto c’è la testimonianza della signora che ha subìto un dolore inaspettato:
scrive Liza Maria B., la padroncina di Ilend, morta a seguito delle gravi ferite inferte da Betty, l’esemplare di pastore tedesco di proprietà di Simone P.
Con una lettera auspica che l’episodio non rimanga circoscritto a un semplice scambio di parole, ma assuma valenza nella regolamentazione dei rapporti tra uomo e animali domestici.
«Non ho mai sostenuto, né pensato che il signor P. non abbia a riservare amore nei confronti degli animali – scrive Liza – ma il padrone di un cane, come un genitore, ha precise responsabilità e deve comportarsi di conseguenza ogni qual volta esce di casa con i cani al seguito. Escludo che in paese ci siano complotti nei suoi confronti, il risentimento delle persone è solo dovuto al fatto che il cane ha dei problemi e si dovrebbe riservare la dovuta attenzione.
«Non sto a descrivere il dolore che ho provato nel portare la cagnolina dal veterinario – continua la lettera – nell’attendere il responso del tentativo di operazione e nel procedere alla successiva cremazione. Per questo e non per altro non ho risposto ai messaggi che mi sono stati inviati tramite telefonino dal proprietario del cane aggressore.
«Tengo però a precisare – continua la proprietaria della cagnolina – che la zona dove è avvenuto l’episodio è molto frequentata dalla gente del paese in quanto si trova poco a monte del borgo, un luogo dove ci sono case e cascine, animali e persone. Non adatta per far correre animali riconosciuti pericolosi senza museruola.
«Se fossero state prese le doverose precauzioni da parte del padrone, un presupposto che nulla ha a che vedere con l’amore per gli animali, la piccola Ilend sarebbe ancora viva. Spero che quanto accaduto valga a evitare qualcosa di ben più grave». (da La Provincia del 6/4/13)
canzone per la MIA ROSINA, da youtube di Laura Bellasi
Enzo Jannacci (1935-2013) negli anni ’60 aveva lavorato da medico al Pronto soccorso dell’ospedale di Cantù
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Alberto Cano | Università Popolare di Musica
Da oltre vent’anni è ideatore, curatore e promotore di incontri d’arte cinematografica. Cineforum di cinema internazionale contemporaneo, rassegne storiche, percorsi tematici, cicli per le scuole, eventi multimediali quale incontro tra cinema, musica, arte visiva, teatro. Tra i tanti appuntamenti si ricordano qui I Lunedì del Cinema 1991/2011 al Cinema Gloria di Como, Le Notti Bianche di Villa Erba 2000/2004 nel parco di Villa Erba a Cernobbio, L’Età d’Oro 2006/2009 ciclo per le scuole di Como, e molti altri e differenti interventi volti a divulgare il valore etico ed estetico della cultura cinematografica. I diversi progetti, svolti dal 1990, direttamente o quale consulente di importanti enti pubblici e privati, fondazioni e associazioni culturali, hanno coinvolto cinema, teatri, gallerie d’arte, locali pubblici, suggestive scenografie naturali o storiche, quali parchi, piazze, architetture urbane, in una ricerca tesa a coniugare in modo peculiare eventi culturali e luoghi geografici











