Gli Odescalchi a Como e Innocenzo XI
Committenti, artisti, cantieri
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“Forse la verità dipende da una passeggiata intorno al lago”, Wallace Stevens
Gli Odescalchi a Como e Innocenzo XI
Committenti, artisti, cantieri
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Un fortissimo legame con Como e la sua storia. Questa la caratteristica principale del nuovo lungolago, svelato ieri sera nel dettaglio, per la prima volta. Nell’aula magna del polo comasco del Politecnico hanno illustrato il progetto il sindaco Mario Lucini con il presidente della Regione Roberto Maroni, l’assessore Viviana Beccalossi e i tecnici (Angelo Dal Sasso e Giovanna Fossa per la parte architettonica, Fabio Brunamonte e Antonio Capsoni per quella idraulica e strutturale).
L’evento ha messo idealmente la parola fine a uno scandalo, quello del muro e dei ritardi del cantiere, che aveva fatto approdare Como sui media di tutto il mondo. Ora si riparte, con un piano condiviso pienamente – questo è stato il passaggio decisivo – dalla Regione.
VAI ALL’INTERO ARTICOLO Ecco il nuovo lungolago Patto Maroni-Lucini – Cronaca – Como La Provincia di Como – Notizie di Como e provincia
«È stato un lavoro impegnativo, ma questo nuovo progetto ci soddisfa molto – sottolinea l’assessore ai Lavori Pubblici, Daniela Gerosa– ci siamo basati soprattutto sulla componente del paesaggio e sulla necessità di ricucire la passeggiata con il resto della città. Per questo da Sant’Agostino fino ai Giardini a Lago abbiamo voluto inserire deglielementi che aiutassero a ricostruire, non solo per i turisti ma anche per quei comaschi che se lo sono dimenticato, la storia della nostra città».
Riferimenti alla stazione che una volta si estendeva fino a quasi a lambire il primo bacino, oltre che al porto commerciale con i navigli carichi di legname e seta che ormeggiavano dove oggi è stata ricavata piazza Cavour.Dopo anni in cui ai comaschi è stato impedito addirittura di vederlo il lago, nascosto com’era dietro l’impenetrabile staccionata eretta per proteggere il cantiere delle paratie, adesso si potrà passeggiare e sostare, sulle nuove sedute ombreggiate dai bersò, oppure pedalare su una lunga pista ciclabile protetta che collegherà le due sponde del primo bacino.
«Abbiamo pensato di sfruttare appieno le potenzialità di questa nuova passeggiata che di fatto triplica, per dimensioni, rispetto a quella attuale – prosegue Daniela Gerosa – il lungolago non sarà più un semplice luogo di passaggio ma diventerà uno spazio in cui ci si potrà incontrare e trascorrere il proprio tempo libero». Un gioco fatto di contrasti, tra antiche gru che come reperti di archeologia industriale ricompaiono sulle sponde, ponti pedonali e una nuova biglietteria della Navigazione, tutta in vetrocemento perché nulla ostacoli la visione del primo bacino.
Diventerà più bello anche arrivare in città con il treno, con la stazione Como-Lago che si apre, nella parte verso Sant’Agostino, permettendo di godere già dai binari della visione delle sponde. Le difese idrauliche ci sono ma sono ben celate, com’è giusto che siano, con i vasconi ridotti rispetto al progetto originale. Applaude al nuovo progetto anche il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, che il suo assenso l’ha già dato concedendo quasi 6 milioni di euro in più per la rapida conclusione dei lavori.
di Roberto Canali
| COME SI GUARDA E COSA SI DICE DI UN’OPERA D’ARTE?
Pinacoteca civica, via Diaz 84, ore 18, ingresso libero Appuntamenti a Palazzo Volpi coordinati da Darko Pandakovic e Elena di Raddo, a cura dell’Associazione Chiave di Volta. NdA: standole davanti (è la risposta alla prima parte della domanda, credo: io ero preparato su Grassis, ma poi è uscito Magris…) |
CHIAVE DI VOLTA
associazione culturale
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LUOGHI ARTE VITA
NEWSLETTER del 13 giugno 2013
Secondo appuntamento del ciclo di incontri a Palazzo Volpi
coordinati da Darko Pandakovic ed Elena Di Raddo
COME SI GUARDA E COSA SI DICE DI UN’OPERA D’ARTE?
venerdì 21 giugno – ore 18.00
CARESTIA E PESTE, SFARZO E LUSSO NEL SEICENTO COMASCO
Nelle sale della Quadreria, al piano nobile di Palazzo Volpi, saremo accompagnati da:
Elena Di Raddo, ricercatrice presso l’Università Cattolica di Milano
Darko Pandakovic, appassionato di arte, coordinatore dell’incontro
Federico Pecchenini, dottore di ricerca in discipline storico artistiche presso
l’Università Cattolica
Eugenia Bianchi, storica dell’arte
Al link che segue il calendario dei 5 incontri e le modalità di partecipazione:
http://www.chiavedivolta.org/images/pdf/appuntamentiapalazzovolpi.pdf
L’iniziativa è aperta a tutti.
A sostegno dell’attività di CHIAVEDI VOLTA è possibile iscriversi all’associazione
presso la Libreria Plinio il Vecchio, Via Vitani 14, Como, dal martedì al sabato.
La quota di socio ordinario è di € 25,00 e ha 12 mesi di validità.
Per maggiori informazioni 339.6186062
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24 GIUGNO: ”La produzione della bellezza” La seta oltre la moda – Incontro all’Accademia Galli Lunedì 24 giugno, alle ore 18,
presso l’Accademia di Belle Arti Aldo Galli di Como (via Petrarca 9), è in programma una conversazione pubblica dal titolo La produzione della bellezza. La seta oltre la moda. con
Francina Chiara, Curatore Museo Studio del Tessuto Fondazione Antonio Ratti
Marco Herberston Kinloch, Kinloch
Giuseppe Menta, Creatore Tessile
Michela Ornati, Consulente Moda e Lusso, Docente Università di Arti e Scienze Applicate della Svizzera Italiana
Roberto Peverelli, Dirigente Scolastico Setificio Isis Paolo Carcano
Michele Viganò, Amministratore Delegato Seterie Argenti
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Tra i temi trattati la creatività nella decorazione e la nobilitazione serica.
Si potrà inoltre apprezzar e la scenografia Tessuti in fiore, a cura degli Archivi Tessili Rose Unite.
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[Immagine a fianco: Il baco con turbante, acquerello di Giulia Rositani per Italian Close-Up, www.giuliarositani.com]
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Info:
Caterina Lunghi
329 38 90 440
Italian Close-Up – workshop internazionale sul lago di Como
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da La Provincia del 25 giugno 2013
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esplosione della centrale elettrica dell’Enel di via Regina, nei pressi del cimitero monumentale, dalla quale dipendono buona parte delle utenze della Città Murata. Semafori in tilt, antifurto di negozi e palazzi impazziti e soprattutto persone che hanno chiamato i soccorsi perché rimaste intrappolate negli ascensori, rimasti bloccati tra un piano e l’altro per l’improvvisa assenza di corrente.
Tutto è cominciato attorno alle 21, quando in via Regina, probabilmente a carica di un sovraccarico di tensione, si è verificata l’esplosione di una delle cabine della centrale elettrica. Alcuni pendolari del Tilo diretto a Lugano hanno assistito allo scoppio e raccontano di tre esplosioni assordanti che hanno scosso il treno al suo passaggio in prossimità dell’edificio
tutto l’articolo Esplode centrale dell’Enel Black out in città Tangenziale nel caos – Il Giorno – Como.
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CALDO: TURISTI IN CODA PER UN GIRO CON IL BATTELLO
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Giornata molto calda oggi a Como: termometro destinato a salire oltre i 30 gradi. Tanti turisti in coda alla biglietteria della navigazion
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Che clima farà? Aumento della temperatura e fenomeni atmosferici anomali.
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La temperatura media dell’atmosfera sulla Terra è cresciuta di circa tre quarti di grado in un secolo. E nell’area del Mediterraneo l’aumento è stato ancora superiore. Anche a dispetto della primavera “fredda” appena trascorsa. Quali effetti provoca questo aumento della temperatura? Come condiziona la frequenza e l’intensità di piogge, nevicate e cicloni tropicali? Ce lo siamo fatti spiegare da Valter Maggi, climatologo dell’Università di Milano-Bicocca
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Il chilometro della conoscenza è – in primo luogo – un percorso in grado di connettere tre realtà (le tre ville Olmo, Grumello e Sucota, con quanto è in esse presente: spazi per mostre, Centro Volta, Sviluppo Como, scuola di cinema Dreamers, Fondazione Antonio Ratti, Museo Studio del Tessuto, School of Advanced Studies) che godono di un’indubbia posizione privilegiata nel contesto paesaggistico e urbano del primo bacino del Lario e che proprio per questo possono svolgere un ruolo di primo piano come “motore si sviluppo” culturale.
Riconnettere queste tre realtà tra di loro e alla città ha significato in primo luogo ricucire il parco di Villa Olmo che dagli anni Venti è stato diviso in due pezzi dall’inserimento del nuovo tracciato della strada per Cernobbio. Sopra la strada è stato posato il “ponte del chilometro” ideato nel 2010 dagli architetti Paolo Brambilla, Renato Conti, Corrado Tagliabue con l’ingegnere G. Michele Colombo; grazie ad esso si può oggi passare direttamente dal parco all’inglese di Villa Olmo allo spazio delle serre “viscontee” realizzate alla fine dell’Ottocento
vai a tutto l’articolo di fabio cani qui Passeggiare (un chilometro) per conoscere |
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Il racconto del chilometroA cura di Gerardo Monizza Il Chilometro della conoscenza è un tratto della sponda occidentale del lago di Como – lungo un chilometro – che da Villa Olmo, attraversando con il Ponte del chilometro la strada per Cernobbio e passando per le Serre comunali e Villa del Grumello, arriva fino a Villa Sucota.
L’opuscoletto illustrato, di 32 pagine a colori, è scaricabile gratuitamente in formato elettronico, e verrà allegato in omaggio ai clienti NodoLibri che acquistino un volume del catalogo.
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Per un resoconto fotografico dell’open day di ieri,
si rimanda all’articolo di Fabio Cani su Ecoinformazioni: https://ecoinformazioni.wordpress.com/2013/06/16/passeggiare-un-chilometro-per-conoscere/. —
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Magreglio, 15 giugno 2013 – Ogni giorno quattro ore di strada, usando mezzi pubblici, per andare e tornare dal lavoro. Noemi Rudini, 34 anni, specializzanda in genetica medica, ricercatrice nel gruppo di biologia vascolare all’istituto Ifom di Milano, centro di ricerca no profit sull’oncologia molecolare. Nei giorni scorsi il team di scienziati di cui fa parte, assieme all’Università degli Studi di Milano, ha realizza una scoperta legata alla cura di una malformazione dei vasi cerebrali, i “cavernomi”, premessa per individuare una efficace alternativa farmacologica alla neurochirurgia.
vai a tutto l’articolo qui Dai monti del Lario scopre la pillola che salva il cervello – Il Giorno – Como.
E alla fine ci siamo arrivati. Sei sedute di Consiglio al termine di un percorso iniziato dalla precedente Giunta nel 2006, da noi ereditato e riattivato a settembre lo scorso anno, ma alla fine abbiamo approvato il Piano di Governo del Territorio. Con 19 voti favorevoli, 9 contrari e 1 astenuto il PGT è realtà.
E’ uno strumento perfetto? No. E’ perfettibile? Sì. A settembre ripartiamo con la revisione del Piano dei Servizi, il documento che attesta la sostenibilità delle scelte del Piano. Soltanto dopo sarà la volta di una possibile variante.
Perché, come spiegherò il prossimo 19 giugno al convegno organizzato dall’Ordine degli Architetti sul tema della Rigenerazione Urbana (link), l’elemento più significativo del passaggio dal Piano Regolatore al Piano di Governo del Territorio è quello secondo cui il luogo delle invarianti non è più il documento strutturale (Piano delle Regole o Documento di Piano), ma quello progettuale (il Piano dei Servizi), e che le invarianti a livello progettuale non sono più gli standard edilizi (altezze, volumetrie, funzioni) ma i processi di valutazione.
Ci spostiamo cioè dai contenuti ai processi. Da cosa accade al come accade. Nel nostro caso l’invariante sono i processi di sostenibilità e tutela ambientale. Il resto segue.
Il PGT è uno strumento complesso, ancora tutto da valutare. Per questo abbiamo creato un Ufficio di Piano permanente, cui è stato affidato il compito del monitoraggio continuo della attuazione del Piano, elemento fondamentale delle scelte future. Non ringrazierò mai abbastanza gli uffici per l’incredibile lavoro che hanno fatto in questi mesi, mettendo a disposizione dei consiglieri tutta la loro esperienza e passione per rendere le cose più facili e comprensibili. Per questo, quando qualcuno afferma di non avere ancora capito qual’è il disegno della città di questa amministrazione, tendo a irrigidirmi. Ma poi, come mi è capitato un giorno a un esame con uno studente che, non proprio preparatissimo, aveva avuto il coraggio di chiedermi di spiegargli una questione che non aveva afferrato a lezione, sono pronto a tutto. Anche a spiegare tutto da capo.
Perché l’importante è la crescita, non il giudizio. Grazie a tutti.

All’1.39 il consiglio comunale ha approvato definitivamente il Piano di governo del territorio, dopo una lunga maratona di sedute (ben otto quelle dedicate al tema). Diciannove i voti favorevoli (i consiglieri di maggioranza con la sola eccezione di Mario Molteni di lista per Como), un astenuto (il leghista Diego Peverelli) e 9 contrari (il resto dell’opposizione e Mario Molteni). Discussione lunga, ma niente polemiche. Approvati anche alcuni ordini del giorno delle minoranze. In estrema sintesi il piano prevede la possibilità di nuove costruzioni solo su aree dismesse e su zone già edificate. La parola d’ordine della giunta è infatti il non consumo di nuovo suolo.
L’approvazione è arrivata rispettando il termine del 16 giugno, che avrebbe di fatto annullato tutto quanto fatto finora e riportato in vigore il vecchio Prg della giunta Botta.